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STAMINA UDIENZA PER IL RIESAME DEL PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO DELLE CELLULE AL NOSOCOMIO DI BRESCIA, IL PM GUARINIELLO AMMETTE UN GRAVE ERRORE MA VUOLE MANTENERE IL SEQUESTRO

L’avvocato Gianluca Ottaviano, legale della famiglia Spinazzola apre il vaso di pandora, solleva l'eccezione di incapacità del giudice per violazione del criterio di riparto di funzione nelle fasi del procedimento/processo. Chiesta la declaratoria di nullità ai sensi del 178 C.P.P

di Cinzia Marchegiani

Torino- Stamattina grande colpo di scena all’udienza nella maxiaula numero 3 presso il tribunale del riesame al Palazzo di Giustizia di Torino in merito al sequestro preventivo autorizzato dal GIP Francesca Christillin, che oltre al sequestro delle provette aveva imposto tra l’altro agli Spedali Civili di Brescia di tutelare e salvaguardare la vitalità dello stesso materiale biologico presente nel laboratorio. Le famiglie di ben 11 pazienti avevano chiesto il dissequestro, non solo delle cellule ma anche di tutte le attrezzature della Stamina Foundation. Un repentino ribaltamento della situazione sembra far sperare i familiari titolari di questa richiesta e stranamente citati come parte lesa dallo stesso Raffaele Guariniello. Un sequestro che a quanto sembra sia stato attivato per impedire le infusioni che attendevano la piccola Noemi Sciarretta (affermazione alquanto pesante e da investigare di Luca Pani, direttore generale AIFA) poiché era stata chiesta una valutazione pre e post infusione, che poteva finalmente chiarire l’arcano anche della pericolosità, poiché  a tutt’oggi non esiste un documento agli atti che lo dimostra (anzi esistono esattamente prove del contrario). Anche il documento del sequestro riporta essere fondamentale per un’azienda ospedaliera del calibro degli Spedali Civili di Brescia l'attivazione del follow up di una terapia anche se non vi era alcuna sperimentazione, poiché è un dovere dell’ospedale dover provvedere a tale valutazione.

A chiarirci il colpo di scena di quest’udienza che tiene in sospeso le vite di questi malati, è l’avvocato Gianluca Ottaviano, legale della famiglia Spinazzola. Il Pm Raffaele Guariniello nella sua memoria depositata lo scorso 13 settembre 2014 dichiara che il Collegio non ha il potere di annullare il provvedimento del sequestro, anzi si deve mantenere vivo anche se c’è stato un errore poiché il PM doveva incaricare il GUP e non il GIP. Questa incompetenza funzionale per Guariniello sembra sanabile attraverso il dispositivo normativo di cui all'art. 27 c.p.p. Ma l’Avvocato Ottaviano va oltre: "non è applicabile l'articolo 27 del c.p.p relativo alla incompetenza territoriale; anche secondo gli orientamenti delle sezioni unite della Cassazione, sent. n. 25/99, l'’incompetenza funzionale equivale al disconoscimento della ripartizione delle attribuzioni del giudice in relazione allo sviluppo del processo e riflette i suoi effetti direttamente sulla idoneità specifica dell’organo all’adozione di un determinato provvedimento. Essa, pur non avendo trovato un’esplicita previsione neppure nel nuovo codice di procedura penale, proprio perché connaturata alla costruzione normativa delle attribuzioni del Giudice ed allo sviluppo del rapporto processuale, è desumibile dal sistema ed esprime tutta la sua imponente rilevanza in relazione alla legittimità del provvedimento emesso dal giudice, perché la sua mancanza rende tale provvedimento non più conforme ai parametri normativi di riferimentoE' un’incompetenza grave che pone il GIP nell’impossibilità di conoscere nel merito quanto di competenza del GUP. E’ ravvisabile un’incompetenza talmente intensa da potersi intendere come forma di incapacità del giudice e per questo ho chiesto la declaratoria di nullità ai sensi dell’art. 178 c.p.p., per cui il sequestro depositato dalla Cristillin a Brescia dovrebbe ritenersi nullo all’origine.

Insomma una defiance imperdonabile quella di Guariniello che sembra aver sbagliato segreteria, invece di depositare al GUP, porta i documenti al Gip, però chiede comunque il sequestro del materiale biologico e dell’attrezzatura di Stamina. L’avvocato Ottaviano ha trovato il grande vizio di forma di questa inquisizione su Stamina, il provvedimento di sequestro preventivo dovrebbe da considerarsi nullo ex art. 178 lett. a del c.p.p. poichè il GIP è privo di potere decisionale in ordine allo stato del procedimento. Lo stesso Ottaviano spiega nel dettaglio che il provvedimento richiesto dal PM in data 14. 08.2014 è stato emesso dal GIP solo in data 21.08.2014, in epoca successiva sia alla richiesta di rinvio giudizio (del 14 luglio 2014), sia alla stessa fissazione dell’udienza preliminare (rinvio giudizio del 15 luglio 2014 con fissazione dell'udienza preliminare per il giorno 4 novembre 2014). Ed è proprio con la richiesta di rinvio a Giudizio che il P.M trasmette il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari e per questo è solo il GUP (Giudice dell’Udienza Preliminare) essere il titolare competente ad emettere misure cautelari. Per questo motivo il GIP ha incompetenza funzionale poichè ha emesso un provvedimento in violazione proprio delle norme sulla ripartizione delle attribuzioni fra i giudici.

Tutto sembra puntare all’incompetenza funzionale del GIP procedente che ha emesso un provvedimento in palese violazione delle norme sulla ripartizione delle attribuzioni fra i Giudici in relazione allo sviluppo del processo/procedimento…. ma nel riesame del dissequestro delle cellule a Brescia c’è molto di più…come il certificato n173 prodotto dall’ISS non messo agli atti, mentre i Nas si recano a casa di una famiglia di un piccolo paziente per chiedere l’interpretazione del documento, quando la frase ha una semantica precisa e tanto, tanto altro ancora….

Il blocco totale delle terapie, conseguenza del sequestro da parte del Gip a Brescia del materiale biologico è creato per evitare realmente la verifica pre e post infusione della piccola Noemi, come aveva detto nell’intervista Luca Pani a La Stampa, lo scorso 26 agosto 2014?
Se così fosse, sarebbe da chiedersi cosa ci sia realmente dietro, in fondo le valutazioni dovevano essere eseguite indipendentemente da una sperimentazione (citazione Sequestro GIP)… e lo stesso avvocato Ottaviano ci spiega come tutto l’impianto documentale del sequestro è costituito da ipotesi per spiegare i fatti costituiti invece da certificati e analisi strumentali rilasciati da strutture pubbliche o private accreditate e attestanti plurimi miglioramenti conseguiti che i pazienti hanno ottenuto dopo le infusioni o al peggioramento in seguito al blocco delle stesse, mentre vengono assunti come "consistenti prove" lettere aperte, addirittura interviste e dichiarazioni di esperti che non sono però venuti mai in contatto con il metodo stamina e sono diventati una ferrea risonanza accusatoria per mezzo di dichiarazioni squisitamente narrative, cioè senza un documento tangibile, al contrario di tutta quella documentazione istituzionale e sanitaria che ne avvalora la non pericolosità e non tossicità.

E proprio nel riesame del sequestro delle cellule a Brescia che emerge con tutta la sua forza il conflitto di interesse della senatrice Cattaneo e le sue forti affermazioni che vedono le cellule staminali mesenchimali prive di attività nei riguardi delle malattie degenerative del tessuto nervoso, e soprattutto l’incapacità di differenziarsi in neuroni, mentre lo stesso professor Antonio Uccelli che in merito ha già avviato una sperimentazione clinica superando la fase I descrive le importanti proprietà delle MSC che qui rimettiamo a memoria di quanto abbiamo già descritto nell’inchiesta realizzata dall’Osservatore d’Italia lo scorso novembre 2013: “le MSC sono cellule pluripotenti che si differenziano dalle cellule staminali emopoietiche (o HSC) per alcuni importanti proprietà: 1) transdifferenziazione, evidenziata in animali da esperimento, che permette alle MSC di differenziarsi in cellule molto specifiche saltando da un cammino differenziativo ad un altro, in fibroblasti, condroblasti, neuroni, cellule epitelieali etc; b) proprietà anti infiammatorie/immomodulanti e C) la funzione neuroprotettiva che sono entrambe proprietà importantissime, già nel 2012 spiegate al via del primo studio clinico di fase II al mondo mirato a studiare la sicurezza e l'efficacia dell'uso delle cellule staminali mesenchimali contro la sclerosi multipla. A presentare il progetto in occasione del 28esimo Congresso dell'European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (Ectrims) in corso a Lione fu lo stesso Antonio Uccelli, responsabile del Centro per lo studio e la cura della Sm e malattie demielinizzanti dell'universita' di Genova. Un passo in avanti verso la conferma che le staminali funzionano davvero contro la sclerosi multipla, dunque, anche se è stato specificato che sono impiegati solamente in quei pazienti che hanno tessuti nervosi non ancora completamente danneggiati:”Gli studi eseguiti nei nostri laboratori sono stati i primi, nel 2005, a dimostrare l'efficacia di questo trattamento su modello animale. Un risultato che e' stato confermato da altri laboratori e che ha creato consenso per far si' che ci fosse un razionale consistente per procedere con la sperimentazione sull'uomo. La fase I (già confermata) ha valutato soprattutto la sicurezza del trattamento. La convinzione degli studiosi e' che "le cellule staminali non solo facciano immunomodulazione, cioé blocchino l'auto-aggressione del sistema immunitario al sistema nervoso (e' quello che fanno i farmaci attualmente utilizzati contro la sclerosi multipla), si vuole dimostrare che queste cellule hanno un valore aggiunto e cioè sono anche in grado di rilasciare fattori protettivi dei tessuti e che favoriscono la riparazione.”

Tutto molto pittoresco se non fosse che dietro a tanta burocrazia, tante affermazioni facilmente attaccabili e gaffe rocambolesche, ci siano in corsa la vita di malati e dei loro familiari che son costretti a tornare sempre nelle aule del tribunale quando specifiche leggi, come la 57/2013, la sentenza si Strasburgo e quella di Helsinki proteggano e tutelino i malati nel poter ricevere quelle terapie che finora si son dimostrate dei salvavita….non frutto di sensazioni e suggestione, ma di documentazione concreta e agli atti. Sotto lente l’operato dell’Aifa con le sue ordinanze e delle testimonianze narrative, senza alcuna prova documentale degli scienziati che sono finiti come elemento di prova regina contro la documentazione concreta che i malati hanno sempre dimostrato e dichiarato…

Il Collegio per ora si è riservato e scioglierà la stessa riserva il prossimo19 settembre….comunque vada sono state sollevati troppi quesiti inquietanti su questa immenso intreccio all’italiana, e molti si chiedono auspicabile una super inchiesta che valuti l’operato di tutti gli attori…

Possibile che delle famiglie che dovrebbero riserbare le energie per combattere quotidianamente le piaghe di queste terribili malattie, devono correre da nord a sud, catapultati centinaia  e centinaia di chilometri dai propri figli, per incontrarsi nei processi che rimandano all’infinito un diritto sancito a chiare lettere ovunque?
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A questo punto ci si chiede se sia in programma un intervento del procuratore Capo Giancarlo Caselli, visto il grave errore confermato dallo stesso Procuratore Guariniello…errore che va ricordato non è semplicemente amministrativo, ma fatto sulla pelle dei malati, in barca a leggi di Stato e ordinanze di altri giudici… Comunque vada, ogni giustizia rimandata, è una giustizia negata, e nel caso di questi malati, ogni minuto era e sarà prezioso.