Connect with us

Cultura e Spettacoli

Stanotte a Pompei: ospiti d’eccezione per il programma dell’ammiraglia RAI

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Grande attesa per la puntata di Alberto Angela dal titolo “Stanotte a Pompei” in onda questa sera alle ore 21.15 su Rai Uno e diretta da Gabriele Cipolliti. La puntata è stata interamente realizzata dalle risorse Rai del CPT di Napoli, è un “viaggio” che ripercorre le ore prima e dopo dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. grazie anche all’utilizzo di tecnologie avanzate.

Pompei, gli attimi antecedenti della catastrofe

La puntata è una sinergie di risorse ed ha l’intento di voler far rivivere agli spettatori emozioni uniche, raccontando tutti gli attimi antecedenti della catastrofe. E’ un Grand Tour contemporaneo che dà agli spettatori la possibilità di “viaggiare” all’interno del sito, ma anche nel tempo. La puntata è stata girata in 4 K HDR all’interno dei luoghi che a causa della tragedia sono rimasti immutati al momento dell’eruzione, un viaggio all’interno del sito archeologico più bello del mondo. Il sito archeologico venne scoperto nel settecento tra i primi visitatori Wolfang Amadeus Mozart che lasciò un segno della sua visita nella sua opera, da allora Pompei attira “viaggiatori” da tutto il mondo affascinati dalla “più viva delle città morte”.

Ospiti eccezionali

A contribuire ad arricchire la realizzazione e la resa della puntata sono gli ospiti davvero eccezionali come Giancarlo Giannini che farà rivivere come in un portale del tempo il racconto di Plinio il giovane che grazie alle sue descrizioni lasciate a noi posteri farà rivivere tutti gli attimi, ad esempio come la morte dello zio Plinio il Vecchio e di come invece lui si sia salvato. Alcuni “frammenti” delle scene di “Stanotte a Pompei” sono stati presentati al Museo Archeologico di Napoli (Mann) il 21 settembre in occasione della rassegna stampa, presenti vi erano il Direttore del polo museale Paolo Giulierini, Alberto Angela, Francesco Pinto Direttore del CPT Rai di Napoli, Angelo Teodoli Direttore di Rai Uno e in occasione della rassegna sono state presentate tutte novità della puntata. Durante la presentazione gli ospiti hanno esposto tutto l’impegno che vi è voluto per la realizzazione, ma anche il coraggio per presentare in prima serata la cultura come ha dichiarato il Direttore Angelo Teodoli. “È uno stimolo per lavori successivi” ha dichiarato Paolo Giulerini Direttore del Mann, l’intento di “Stanotte a Pompei” è di voler far dialogare le opere e i resti con gli spettatori con la loro storia, ma anche con loro bellezza. La divulgazione in prima serata è stata una scelta come ha dichiarato Angelo Teodoli voluta dal pubblico: “..perché sono gli spettatori a scegliere la cultura come è stato dimostrato con gli ascolti” prosegue sempre Teodoli “…che proseguirà con altre serate”

Una sinergia di maestranze

ma anche grazie alle ultime tecnologie utilizzate come l’uso di droni, elicotteri, effetti speciali, minifiction, il tutto al servizio di un’importante operazione culturale di Rai1, un appuntamento da non perdere. E’ un programma di grande emozione, di impatto visivo, di arricchimento culturale ed emozionale che gli spettatori vivranno da casa. Passo dopo passo il programma racconterà i segreti facendo riemergere atmosfere che durante il giorno è difficile vivere, la puntata realizzata di notte farà vivere allo spettatore ciò che è stato dimenticato da millenni, le scene notturne faranno rivivere Pompei, i tesori di Ercolano, le meraviglie di Stabia e Oplonti. Con Stanotte a Pompei si inaugura anche il profilo social Instagram dando agli spettatori la possibilità di poter interagire e di poter fruire di immagini delle opere utilizzate e delle location più significative durante la puntata.

Le novità

Fra le novità presentate durante la rassegna stampa è stata una bottiglia di epoca romana contenente con molta probabilità come assicurano gli esperti di tracce di olio, bisognerà aspettare l’esito delle analisi al radiocarbonio, se così fosse si tratterà della più antica traccia di olio esistente al mondo. Hanno contribuito alla realizzazione del programma: l’attore Giancarlo Giannini, il maestro Uto Ughi, l’attore Marco D’Amore, con il tre volte premio Oscar Vittorio Storaro, la storica Eva Cantarella, la costumista Nanà Cecchi e il soprano Maria Sardaryan.

Giuseppina Ercole

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere
Commenti

Cultura e Spettacoli

Roberta Bruzzone: “Il mio messaggio per difendersi dai manipolatori affettivi”. Grande attesa per l’appuntamento a Castel Gandolfo

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Grande attesa per l’appuntamento con la Psicologa forense e Criminologa investigativa più famosa d’Italia Roberta Bruzzone che sarà a Castel Gandolfo il prossimo 29 marzo 2019 al Teatro comunale Petrolini (ore 19) per parlare del suo ultimo libro “Io non ci sto più”.

Un vademecum fondamentale per riconoscere i manipolatori affettivi, le cosiddette “sanguisughe” della vita degli altri, egocentrici e che assorbono energie e potenziale di altre persone a loro vicine per nutrire il proprio disturbo narcisistico, la propria carenza di autostima.

Bruzzone fa chiaramente capire nel suo libro come tornare ad essere padroni della propria vita, eliminando qualsiasi manipolatore, personaggi pericolosi e negativi, che di fatto ostacolano la crescita personale, il successo, la serenità, la felicità di chi ha accanto. Chi sta vicino al manipolatore affettivo è una vittima e deve prenderne coscienza e uscire dal vortice.

Onorata il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi: “Credo – ha detto – che avere nella nostra Città la dottoressa Roberta Bruzzone rappresenti un importante momento di riflessione contro il femminicidio e la violenza di genere. È un tema che ci troviamo spesso ad affrontare proprio con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e le tante donne che necessitano di supporto morale e psicologico”.

Ad intervistare Roberta Bruzzone sarà  la giornalista Chiara Rai: “Roberta Bruzzone – ha detto Chiara Rai – ha delle competenze professionali uniche nel suo genere oltre ad avere in carico come perito e consulente i casi di cronaca nera più famosi d’Italia degli ultimi anni. È amata da tutti per la sua schiettezza ed è diventata una delle massime esperte di criminologia investigativa e psicologia forense degli ultimi tempi. Intervistarla per me che la seguo da molti anni significa contribuire ad arricchire un bagaglio personale e a trasmettere qualcosa a chi avrà il piacere di ascoltarci. Un appuntamento quello del 29 marzo a Castel Gandolfo da non perdere sicuramente”.  

Per la presidente di Gens Albana Cinthia Vercelloni il 29 marzo rappresenta una vera e propria occasione per tutte le donne: “Ho letto il libro di Roberta Bruzzone – ha detto Vercelloni – e mi sento di consigliarlo a tutte le persone che vivono un momento in cui hanno perso di vista la propria vita per mettere al centro delle loro attenzioni un vero e proprio manipolatore affettivo che vuole prendere le decisioni al loro posto e non solo. La violenza psicologica si può insinuare nella nostra vita in maniera silente ma poi quando colpisce può lasciare segni indelebili”.

All’evento interverranno anche la presidente di CulturiAmo Maria Grazia Piccirillo che con Chiara Rai sta curando un approfondimento di quelli che sono i valori che accompagnano fino alla prossima edizione del PREMIO CASTEL GANDOLFO 2019 che si terrà a Castel Gandolfo il prossimo 6 settembre 2019.

Non mancheranno gli interventi del Vice Sindaco Cristiano Bavaro, dell’Avvocato Marta Toti che in particolare cura la difesa di numerose donne vittime di violenza e al contempo è Presidente del Consiglio Comunale di Castel Gandolfodel Consigliere con delega ai Servizi Sociali Francesca Barbacci Ambrogi che ha curato già diversi eventi volti ad apportare un contributo al tema della violenza di genere.

Appuntamento dunque a Castel Gandolfo venerdì 29 marzo 2019 ore 19 al Teatro comunale Petrolini per l’appuntamento con Roberta Bruzzone. L’evento è organizzato e promosso dal Comune di Castel Gandolfo e dalle associazioni AgenSal, Gens Albana e CulturiAmo. 

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cultura e Spettacoli

Presentato il programma del ‘Napoli Teatro Festival Italia’

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Tutto pronto per la 12ima edizione del Napoli Teatro Festival Italia 2019 dall’8 giugno al 14 luglio. Il tanto atteso appuntamento è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival guidata da Alessandro Barbano. La rassegna sarà diretta da Ruggero Cappuccio, con il sostegno della Regione Campania.

Il programma è stato presentato il 15 di marzo nell’antico Teatro di Corte del Palazzo Reale del capoluogo campano prima dei Borboni e poi dai Savoia, il festival itinerante 2019 ha in programma ben oltre 150 eventi, per la durata di 37 giorni, e sarà un’ottima occasione per gli artisti nazionali ed internazionali di esibirsi in location davvero eccezionali della regione Campania.

Il Napoli Teatro Festival Italia avrà come sede principale il Palazzo Reale a Piazza del Plebiscito, la manifestazione è stata finanziata dalla Regione Campania con cinque milioni di euro e beneficia dei Fondi Creativi. Il Festival anche quest’anno conferma l’obiettivo di valorizzazione dei beni architettonici e paesaggistici della regione di ben oltre 40 luoghi (Napoli, Salerno, Benevento, Caserta, Carditello, Baia, Amalfi, Pietrelcina e Mercogliano) stabilendo un forte legame con il territorio e favorendone la scoperta, e le creazioni, alcune messe in scene sono spettacoli lì dove sono stati concepiti.

Il festival si pone come organismo di crescita culturale e sociale, con una politica di inclusione, continuando a proporre un’oculata politica dei prezzi (da 5 a 8 euro) e agevolazioni assolute per le fasce più deboli, favorendo la partecipazione del pubblico.

Il Festival si aprirà con lo spettacolo di Elmuntas Nekrosius al Teatro Politeama, recentemente scomparso, da sempre il regista lituano era legato a Napoli e al Festival. L’intera manifestazione è una sinergia di natura multidisciplinare, e alle scritture contemporanee, non solo rivolta alla drammaturgia, ma a tutte le scritture di scena e alle arti, e mette insieme molti linguaggi artistici sia nazionali e internazionali ed anche con spettacoli provenienti dalla Siria e Libano, si incroceranno lingue e sonorità diverse, espressioni artistiche innovative e tradizione della messa in scena, tra l’antico e contemporaneo.

L’intera manifestazione favorisce “la curiosità intellettuale” come ha ben spiegato il Presidente Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa al Teatro di Corte partenopeo: “la diffusione della cultura è la rete più solida per la società” – prosegue – “una apertura verso i giovani” .
Il Napoli Teatro festival non è mirato a nessuna tematica specifica come ha ben spiegato il direttore artistico Ruggero Cappuccio “Il tema è non avere tema”, le espressioni artistiche libere di esprimersi in tutte le sue forme e senza sbarramenti, il teatro per antonomasia è la catarsi stessa dell’arte e con il Festival i linguaggi trovano supporto per esprimersi in maniera totalitaria.

L’edizione di quest’anno presenta amplia la struttura e diventano 12 le sezioni del Festival, si aggiunge la sezione dedicata ai “Teatro Ragazzi” con la sezioni: Italiana, Internazionale, Osservatorio, Danza, SportOpera, Musica, letteratura, cinema, Mostre, laboratori, e Progetti Speciali.
Napoli Teatro festival nel corso degli anni ha creato una significativa collaborazione con altri festival nazionali ed internazionali e con le Università del territorio, un progetto che insieme non solo sostiene le diversità, ma anche le diverse visioni, favorendo la creazione stessa.
Sono 29 gli eventi internazionali che i “viaggiatori” potranno partecipare, di cui 19 prime in Italia tra prosa e danza, 44 prime di spettacoli italiani ed anche quest’anno il Maestro mimmo Palladino in occasione del Festival ha creato la nuova immagine in linea con l’identità della programmazione 2019.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cultura e Spettacoli

Flaminia Colella, quando il successo arriva a 22 anni scrive poesie, spera di fare il giudice e vive un sogno…

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Se prima c’era la lettera, i lunghi tempi di riflessione per scriverla, le cancellature, i fogli appallottolati, passare ore a scrivere e riscrivere prima di arrivare a ciò che si voleva dire, oggi con il dominio degli smartphone le nuove forme di comunicazione introdotte grazie ai vari social e app, non danno più il tempo di ragionare, perché la risposta è immediata.

E in questo accellerarsi continuo della vita, dove può collocarsi la poesia, l’antica arte che esprime la comunicazione attraverso suoni, parole, melodie? C’è ancora spazio per essa, per i suoi tempi lenti, i suoi spazi che si tramutano in profondi silenzi, le sue parole soppesate ad una ad una? E in questo marasma comunicativo, dove le parole troppo spesso vengono messe una dietro l’altra a caso esiste ancora chi riflette invece sul valore che la parola ha nel momento in cui viene cercata, nel processo col quale viene collegata al pensiero ed al sentimento e pian piano esce e tira fuori quel che è nascosto dentro.

E’ il caso di Flaminia Colella, una giovane poetessa, che spera anche di fare il giudice da grande.

Il video servizio su Flaminia Colella trasmesso a Officina Stampa del 14/3/2019

Per lei la poesia è un mondo dal quale si sente accarezzare, un tempo migliore nel quale ha capito di essere davvero sé stessa. Ma è anche un imperativo che Flaminia non svolge con leggerezza, e come lei, la sua arte non è eterea e morbida ma frontale, diretta, viva.
Ultimamente Flaminia si è vista pubblicare ‘Sul crinale’ una raccolta di sue poesie edita da Aletti Editore una delle più importanti realtà letterarie italiane, guidata dalla passione del poeta e critico letterario Giuseppe Aletti.

Un incontro con la poesia avvenuto per caso

Una notte dopo un incubo spaventevole ha scritto di getto: “Questa notte ho più paura di morire dove ci immergiamo in un’atmosfera onirica e velleitaria da cui ci salvano solo delle mani e degli occhi, anche se per un breve istante perché la sensazione del vento nero, per dirla con Malaparte, rimane”.

‘Sul crinale’ nasce dalla fiducia della madre, a cui è dedicata la raccolta, e da quella della migliore amica che spingono Flaminia a partecipare a vari concorsi. Flaminia vince. Il telefono comincia a squillare: le persone le scrivono per ringraziarla delle sue poesie che sentono loro, gli organizzatori la vogliono nelle presentazioni nelle librerie, nelle radio, addirittura in un programma in Argentina.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Marzo: 2019
L M M G V S D
« Feb    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it