Connect with us

Editoriali

STEPCHILD ADOPTION: GRASSO E L’OBIEZIONE PRETESTUOSA

Clicca e condividi l'articolo

Il voto segreto non è Grasso che lo prevede bensì il Regolamento del Senato al Capo XIII – art.113 (1) (2) (3).

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

di Emanuel Galea

Gran parte dei parlamentari presenti, scelti e nominati dall’apparato, sono, a parola di molti, culturalmente e socialmente analfabeti. Molti di loro non si curano nemmeno di conoscere la Costituzione. Siedono in gruppi, votano secondo le direttive che arrivano dall’alto.

Per fortuna del Paese, accanto a queste “cisterne crepate”, che non trattengono acqua, siedono provvidenzialmente, anche delle belle intelligenze, studiosi di diritto amministrativo, giuristi e costituzionalisti. Sono quest’ultimi che reggono la legislatura mentre i primi, ahinoi, che sono la maggioranza, confondono la laicità dello Stato con il vero sentire di un popolo e come i classici quaquaraquà immobilizzano l’attività parlamentare. La gran parte dei parlamentari, catapultati in Senato oppure alla Camera direttamente dalle sezioni dei partiti, le più svariate, ignorano completamente il principio di laicità. Questo principio, pur non essendo citato espressamente, “è uno dei principi fondanti della nostra Costituzione.

La sua esistenza discende, anzitutto, dal fatto che il nostro ordinamento si ispira al principio pluralista”. Gli artt. 7 e 8 della Costituzione ci insegnano che: Da esso deriva l’impossibilità per lo Stato, di dare prevalenza ad un orientamento ideologico rispetto ad un altro. Questa massa enorme di “yes men” che sa solamente fare blocco, non distingue il termine “laico” da “laicità”. Nell’accezione moderna con laico s’intende “aconfessionale”, sia essa religiosa che ideologica. Sarebbe la “laicità, invece, il termine che significa autonomia da qualsiasi autorità religiosa.

Concludendo quindi, lo Stato deve presentarsi come un “foglio bianco”, senza prevalenza ad un orientamento ideologico rispetto ad un altro. Questo principio vale solo per lo Stato. Il “paese”, intendendo il popolo, gode del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, sia in forma associata che in forma individuale, di farne propaganda e di esercitarne il culto, sia in pubblico che in privato. Questo diritto glielo assegna la Costituzione repubblicana, artt.19 e 20 ed è stato sancito nelle dichiarazioni internazionali e sovranazionali dei diritti (art. 18 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo 1948; art. 9 C.E.D.U.; art. 18 Patto internazionale sui diritti civili e politici 1966; art. 10 Carta dei diritti fondamentali dell’U.E.)

Durante il Consiglio permanente della Cei , il card. Angelo Bagnasco, oltre che in veste di presidente della Conferenza episcopale italiana, anche e principalmente in qualità di pastore e capo dei cattolici, spaziando su diversi temi che interessano i fedeli, concludeva: ”In quanto cittadini e Pastori sentiamo il dovere di esprimere alcune meditate considerazioni sul momento storico che la nostra società sta attraversando. Ogni nostra parola, come sempre, vuole essere rispettosa dei ruoli, e ha lo scopo di contribuire alla difficile costruzione del bene comune…” e più avanti: “augurando che la libertà di coscienza dei parlamentari possa essere garantita con il voto segreto”. Si può dare il caso che in quel  momento il prelato avesse in mente che in Italia, il voto segreto in Parlamento, abbia  avuto legittimità costituzionale dallo Statuto Albertino del 1848.

Non è Grasso che lo prevede bensì il Regolamento del Senato al Capo XIII – art.113 (1) (2) (3). A prescindere da tutto ciò, questa frase incriminata ha sollevato tante proteste da quella parte della “politica” che vuole negare il diritto a milioni di cittadini dell’espressione della parola in forma individuale oppure in forma associata e di farsi sentire tramite il loro rappresentante.

Al teatro Ariston di Sanremo, tutti quelli che non si sono riconosciuti in quello che rappresenta il cardinale Bagnasco hanno avuto scena libera in mondovisione per esprimere il loro punto di vista. Piccoli e grandi artisti sono saliti sul carro della Cirinnà e hanno detto la loro. Molti ancora riconoscono in Berlusconi il loro capo, come la signora Gelmini e lo seguono fedelmente. Alcuni seguono Nichi Vendola, altri, come la Boschi trotta dietro Renzi . I cattolici riconoscono quale loro rappresentante e si riconoscono, in quello che dice il cardinale Bagnasco.

Fino a prova contraria, questa “strana maggioranza della popolazione” che si è dichiarata contro la stepchild adoption ed i simil-matrimoni, paga le tasse e i contributi e financo i balzelli comunali. Dei due uno. Se sono cittadini come tutti gli altri con diritto di scegliere la loro rappresentanza, fate la cortesia, siate meno laicisti e riconoscete che il vostro ragionamento fa acqua. Se poi questa “strana maggioranza” non è degna di godere della cittadinanza, esentiamola anche dalle tasse, imposte e balzelli vari. A Renzi lo hanno  nominato gli apparati mentre a Bagnasco lo hanno delegato a parlare in nome loro milioni di cattolici, che la Costituzione, salvo future modificazioni, li riconosce come cittadini con pieno diritto di voto. Ciò dispiacerà a Renzi e a Grasso però così è se vi pare!
 

Editoriali

Covid-19, perché non si deve disdire il vaccino!

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Quello che sto per scrivere toccherà le viscere dei più dissidenti e negazionisti personaggi che in questo caos della pandemia hanno delle responsabilità enormi: sono incoscienti abilitati alla navigazione, bulimici di consensi con teorie strampalate, fuorvianti e pericolose.

Devo fare una premessa quasi obbligata: sia il Governo precedente che in parte quello attuale hanno mostrato una palese incapacità a far ripartire l’Italia. Stanno continuando a fare la conta dei positivi lasciando che un intero Paese sprofondi nella crisi più nera. Gli italiani non mettono a tavola il bilancio dei contagiati con l’Rt per companatico. Ma fanno la fila alla Caritas, risparmiano, cercano lavoro, abbassano le saracinesche per non rialzarle più.

Tutti noi siamo devastati dal dolore delle perdite di parenti, amici, conoscenti che abbiamo subito a causa del Covid. È innegabile il Covid esiste, ha messo in ginocchio il mondo con 2.888.530 morti ad oggi. In Italia contiamo 111.070 morti, più della Francia che ne conta 96.678, della Germania con 77.013 e della Spagna con 75.783. Non è un scherzo anche se molte di queste persone (non sono numeri ma persone!) sono morte con il Covid perché avevano patologie pregresse. Il virus li ha stroncati.

Detto questo ci sono 111 mila morti in Italia su circa 60 milioni di abitanti. L’Italia è il terzo paese dell’Unione Europea per popolazione dopo Germania e Francia e il 23esimo al mondo. La mortalità ha dunque inciso per l’1,85 % della popolazione contro una media annua dell’1,07%.

In Italia sono in media 230mila i decessi ‘ogni anno legati a malattie del sistema circolatorio (ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari).

Fatta questa premessa con numeri alla mano sostengo convintamente che soprattutto la popolazione anziana deve vaccinarsi per proteggersi dall’effetto mortale del Covid

I vaccini che abbiamo a disposizione evitano lo sviluppo di forme gravi di malattia: salvano la vita, soprattutto a quei soggetti che hanno già diverse patologie e che qualora venissero colpiti dal virus con un altissima probabilità morirebbero. Lo dicono i numeri.

Quindi vaccinarsi in questo momento è quanto mai fondamentale perché ci permette di immunizzarci e proteggerci dalla malattia e dalla sua trasmissione.

Fondamentale è sapere che il vaccino anti Covid non contiene il virus e non provoca la malattia. Il vaccino contiene una molecola, “RNA Messaggero” grazie alla quale viene prodotta una proteina presente sul Sars-Cov2 e responsabile del Covid-19.

Gli effetti del vaccino colpiscono meno di una persona ogni 100 individui e i possibili effetti sono limitati a dolore localizzato nella zona dove viene somministrato, mal di testa e eventuale febbre, dolori muscolari e stanchezza. Il tutto per uno o due giorni al massimo. Un prezzo accettabile rispetto al rischio di perdere la vita.

Ora è il momento della responsabilità, non ascoltiamo più ne leggiamo più “consigli mediatici fuorvianti” di invasati dell’ultima ora, ma diamo peso soltanto alle parole della scienza e dei medici che hanno in cura i propri pazienti e conoscono il loro quadro clinico. Il resto sono solo chiacchiere. Vacciniamoci per tornare presto alla normalità.

Continua a leggere

Editoriali

Il governo della sopravvivenza e l’atroce dilemma quasi amletico…

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Sopravvivere alla pandemia con il sorriso sulle labbra e la schiena china, acconsentire passivamente per poi soccombere, in catalettica attesa della ineluttabile fine causata dagli eterni lockdown improvvidamente imposti da chi speranza predica e che speranza non dà, oppure se sia più umano disobbedire ai dictat del regime per contrastare i morsi della fame ed affrontare a viso aperto la povertà galoppante: questo è l’atroce dilemma, quasi amletico.

Il governo Draghi, per costituzione è nato come un governo di salvezza ma i fatti dimostrano che trattasi più di uno di sopravvivenza. Il professore Draghi, in parte per la sua alta professionalità ed in parte per la sua  figura  prestigiosa  da tutti  riconosciuta sia in casa che all’estero, è stato chiamato dal presidente Mattarella in un momento critico della storia italiana, per mettere  le sue competenze a disposizione  d’un piano per la vaccinazione e a un secondo compito, più gravoso, per gestire il Recovery Plan.

Come presidente del Consiglio Draghi porta un handicap. In parlamento sta il suo tallone d’Achille che renderebbe la sua missione quasi impossibile

E’ stato chiamato a dirigere un governo di “salvezza” composto da una maggioranza bulgara, multi partitica, litigiosa, riottosa, orfana di idee e di progetti. L’unico accordo raggiunto univocamente fra di loro è “non mollare la poltrona, whatever it takes”.  Ecco perché anziché governo di salvezza il presente governo è in effetti un governo di sopravvivenza.

Draghi ha preso in consegna un parlamento reduce di due gestioni “Conte”, caratterizzate di video conferenze, promesse a gogò, elargizione di strenne varie per invigorire i “costruttori” ed i “responsabili”, trascinando l’Italia sull’orlo del precipizio.

Sembra che l’offerta a Draghi è stata condizionata; accettare l’incarico comprensivo dell’accollo di tutto l’apparato di Palazzo Madama e di Montecitorio. Draghi accettò ed oggi il Paese si è ritrovato con il vecchio barattato per nuovo. Niente di nuovo sotto le stelle. Ho letto da qualche parte: “Procrastinare è l’arte di stare al passo con ciò che è successo ieri, per evitare il domani”. Niente di meglio per definire la politica del primo, secondo e l’attuale  “Conte ter”.

Corre il Covid-19 e il governo lo rincorre, chiudendo Comuni e Regioni, abbassando saracinesche e facendo sparire panchine dai giardini pubblici, multando chi osa affacciarsi per strada nelle ore non consentite ed ogni attività produttiva esala l’ultima speranza di poter un giorno risollevarsi. Cresce la disoccupazione e la povertà si accanisce sempre più sui già poveri di ieri aggiungendo  nuovi che i vari lockdown stanno mietendo.

La fame sta travolgendo intere nuclei familiari e la rabbia sta salendo a livelli preoccupanti

Le varie dimostrazioni di disobbedienza che affollano le piazze non sono  che l’emergere delle prime colate di lava che il vulcano paese espelle. Il governo forse farebbe bene a non sottovalutare questo  “punto di fusione”.

I mass media, dall’olimpo delle loro “certezze” e lo stesso si può dire dei vari politici  e pseudo esperti che adornano i salottini dei talk show televisivi ogni sera, ogni giorno feriale e anche festivo, omni presenti come sopra mobili in una vetrina, si affaticano ad esternare  comprensione e commiserazione verso gli stenti e la degradata  indecenza in cui sono scivolate tante famiglie causa gli avventati lockdown. Bontà loro però  tengono a raccomandare a questo popolo, che il Pontefice ben ebbe ad   identificare  nella “cultura dello scarto”, di essere comprensivi, di pensare a tanti morti, tanti in terapia intensiva, ad attendere con fiducia  perché il ministro prevede che ormai stiamo percorrendo l’ultimo miglio.

Quanto sia solidale raccomandare agli altri il digiuno quando si è satolli!

Tanti buontemponi vedono il lume in fondo al tunnel solamente che il tunnel è lungo ormai più di dodici mesi e a chi manca “il pane quotidiano” gli si è appannata la vista ed il lume non lo vede più.

Che fare? Ecco che si presenta l’atroce dilemma. Sopravvivere alla pandemia con il sorriso sulle labbra e la schiena china , acconsentire passivamente per poi soccombere, in catalettica attesa della ineluttabile fine, protetto dagli eterni lockdown finche non accada l’irreparabile o disobbedire  ai dictat del regime per contrastare i morsi della fame ed affrontare a viso aperto la povertà galoppante, rischiando il morso della “variante” ed il tristissimo epilogo.

Quale è più tormentoso, sparire di virus e di lockdown o spegnersi lentamente  di stenti e di fame? Questo è l’atroce dilemma, quasi amletico.

Continua a leggere

Editoriali

Proteste davanti a Montecitorio, Fsp Polizia: “Esasperazione comprensibile e incontenibile, e noi ne facciamo le spese. Bisogna dare altre risposte”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

“Rivolgiamo la nostra solidarietà e gli auguri di pronta guarigione ai colleghi feriti durante le proteste davanti a Montecitorio, ed anche a tutti gli altri comandati in un servizio ben ‘più pesante e opprimente’ di quel che si possa pensare. Quanto accaduto non deve certamente meravigliare, né si può pensare che i problemi siano finiti qua. Piuttosto, di fronte al protrarsi di uno stato di cose che schiaccia la cittadinanza sotto al peso di sacrifici insostenibili, è inevitabile che riprenda la sequela di proteste e manifestazioni di ogni genere da parte di tutte le più disparate categorie sociali ormai allo stremo. E’ indispensabile censurare senza se e senza ma ogni tipo di violenza che, lunghi dall’affermare le legittime istanze di chi scende in piazza, fa passare in secondo piano, oltre che dalla parte del torto, chiunque abbia qualcosa da dire. Ma con altrettanta onestà intellettuale non possiamo che rilevare come questa esasperazione generalizzata sia comprensibile e ormai incontenibile, e ciò significa che bisogna dare ai cittadini risposte diverse. Al momento, come sempre, solo le forze dell’ordine si ritrovano a raccogliere e fronteggiare gli sfoghi di un livello di disperazione che non può e non deve essere sottovalutato. Pensare di gestire questa situazione ormai non più emergenziale, dato che va avanti da oltre un anno, da una prospettiva scollata dalla realtà di chi invece non riesce più a tenere in piedi la propria esistenza costruita magari dopo una vita di lavoro, significa sottovalutare pericoli seri e reali per la sicurezza interna del paese”.  

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, commentando la notizia del ferimento di due agenti negli scontri registrati a Piazza Montecitorio, durante il sit-in di protesta di diverse categorie contro le chiusure decise dal governo.

Continua a leggere

I più letti