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Cronaca

STUDENTE MORTO IN GITA ALL'EXPO: PM "SLIP E PANTALONI VICINO AL CADAVERE"

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Tempo di lettura 3 minutiGli ultimi sviluppi avrebbero chiarito che i professori sarebbero venuti a conoscenza della morte del ragazzo attraverso una foto mostrata loro da impiegati dell'albergo

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di Angelo Barraco

Milano – Emergono importanti novità sulla morte di Domenico Maurantonio, il 19enne che il 10 maggio si trovava a Milano con la sua classe in visita all’Expo ma che è morto misteriosamente precipitando dal quinto piano dell’hotel Leonardo in cui alloggiava. Dalle indagini condotte dal pm di Milano Claudio Gittardi emerge che accanto al cadavere sono stati trovate mutante e pantaloncini. L'ipotesi è un gioco finito male. Ma ad oggi le indagini sembrano ancora in alto mare.
 
La domanda a cui gli investigatori cercano risposta è: perché Domenico Maurantonio si sarebbe sporto da quella finestra al quinto piano? Una delle poche certezze sembra essere l'esclusione dell'ipotesi che lo studente sia caduto in modo del tutto accidentale. A farlo ritenere c'è un dato oggettivo: dal pavimento al davanzale della finestra, da dove poi Domenico è precipitato, l'altezza è di un metro e 10 centimetri. Un parapetto alto che fa pensare che il giovane essere salito volontariamente o essere stato indotto a salire da un compagno. E' incerta anche l'ora del decesso (tra le 2 e le sei di mattina) e non è chiaro se il ragazzo avesse assunto droghe (è necessario attendere il rapporto tossicologico).
 
LA FOTO DEL RAGAZZO MORTO
Gli ultimi sviluppi avrebbero chiarito che i professori sarebbero venuti a conoscenza della morte del ragazzo attraverso una foto mostrata loro da impiegati dell'albergo durante la colazione nell'hotel Leonardo Da vinci, dove l'intera classe si trovava in gita per visitare Expo. Per lo shock di vedere quell'immagine, il professore di storia dell'arte sarebbe svenuto. L'indagine si sposta in Veneto: compagni sotto torchio. Gli investigatori della squadra mobile milanese si sono trasferiti a Padova, dove stanno interrogando i compagni di scuola che hanno passato con Domenico le sue ultime ore di vita. "Mi hanno interrogato 10 ore a Milano e otto ore qui, non potete capire come sto. Siamo tutti in cerca della verità", ha riferito uno dei compagni, a conclusione del nuovo interrogatorio. L'ipotesi è che nella stanza dove dormiva il giovane fosse in corso una festa a cui avrebbero preso parte almeno una decina di studenti. Si tratta di giovani già sentiti dalla polizia nell'immediatezza dei fatti, a Milano. L'obiettivo sarebbe quello di far emergere nuovi particolari sulle ore che hanno preceduto la tragedia e verificare eventuali incongruenze nei racconti degli studenti fin qui acquisiti. L'ultimo particolare che emerge dall'indagine sembra puntare verso l'ipotesi dell'omicidio colposo con omissione di soccorso. Inoltre vi sono elementi che smantellano l’ipotesi dell’omicidio e che sono emersi nella fase preliminare investigativa.  La  Polizia, nella fase preliminare delle indagini che è appunto la più importante, ha notato che in un braccio del giovane vi erano dei lividi. Tali lividi non sono compatibili con una caduta volontaria ma sono compatibili con una caduta accidentale, come se qualcuno avesse cercato di aiutarlo, una mano che gli ha stretto il braccio appunto.
 
LA CONVERSAZIONE DI WHATSAPP
Inoltre ieri, nella trasmissione “Chi l’ha visto?” ha mostrato il contenuto di una chat che faceva riferimento alla morte di Domenico. La conversazione è stata notata da un telespettatore che l’ha segnalata alla trasmissione. Non sembra essere una conversazione di una chat sul web ma piuttosto sembra una conversazione Whatsapp poi copiata su internet. Ecco il  dialogo tra interlocutore A ed interlocutore B: interlocutore A scrive: “se ti racconto cos’è successo ieri mattina in hotel non ci credi…” l’interlocutore B risponde: “dimmi tutto” ed ecco che l’interlocutore A dice: “L’altra sera dei ragazzi di una scuola di Padova son venuti da noi in hotel…di notte si sono ubriacati da fare schifo e hanno deciso di fare degli scherzoni sui corridoi dell’hotel…il “migliore” di questi scherzi è stato defecare per il corridoio del 5 piano…non contento, uno di questi per fare il figo decide di mettersi sul cornicione per farla dalla finestra…quindi si fa tenere per le braccia dagli amici e ad un certo punto vola giù. Morto. Gli amici non hanno detto nulla a nessuno e sono tornati in stanza…il corpo è stato trovato il mattino dopo…” l’interlocutore B risponde con una grassa risata. Se questa conversazione ha del vero ed è attendibile spiegherebbe molte cose. Il soggetto che spiega i fatti dice “son venuti da noi in hotel” quindi fa presupporre che lui lavori lì, presso l’Hotel Leonardo.
 
Visto il contenuto del messaggio, così chiaro e ricco di elementi riconducibili ai fatti accaduti, sarebbe opportuno interrogare il personale dell’hotel poiché si lascia intendere che il soggetto lavori li. Si attendono ulteriori sviluppi sulla vicenda. 

Cronaca

Anguillara, trovato il corpo di Federica Torzullo nella ditta del marito. Probabile coinvolgimento di terzi

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Svolta nel caso Torzullo: trovato un corpo nell’azienda del marito ad Anguillara Sabazia.

ANGUILLARA SABAZIA (ROMA) – Una drammatica svolta ha segnato, nella mattinata di domenica 18 gennaio 2026, le indagini sulla scomparsa di Federica Torzullo, la 41enne di cui si erano perse le tracce dallo scorso 8 gennaio. I Carabinieri hanno rinvenuto il cadavere di una persona, non ancora ufficialmente identificata, proprio all’interno della sede operativa della ditta di movimento terra di proprietà del marito, Agostino Claudio Carlomagno.

Il ritrovamento e le prime evidenze

Secondo le prime indiscrezioni trapelate, il corpo sarebbe stato rinvenuto solo parzialmente. Il ritrovamento è avvenuto nel corso delle intense attività di ricerca che, nelle ultime ore, si erano concentrate sull’area aziendale e su una cava in uso alla famiglia. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia e i militari di Anguillara Sabazia, coadiuvati dagli specialisti del RIS di Roma.

Un quadro indiziario “grave”

Il ritrovamento giunge all’indomani della diffusione di una nota della Procura di Civitavecchia, coordinata dal procuratore Alberto Liguori, che descriveva un quadro indiziario pesantissimo a carico di Carlomagno, già iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario.

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Le analisi scientifiche effettuate nei giorni precedenti avevano infatti rivelato tracce ematiche in molteplici luoghi riconducibili all’uomo: all’interno dell’abitazione coniugale. Sugli abiti da lavoro dell’indagato, all’interno della sua autovettura e sul mezzo meccanico aziendale.

Le incongruenze e la videosorveglianza

A incastrare inizialmente il marito sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della loro villetta. Federica Torzullo è stata inquadrata mentre rientrava in casa la sera dell’8 gennaio intorno alle 19:30, ma non è mai stata vista uscire. Al contrario, Carlomagno è uscito regolarmente la mattina successiva alle 7:30.

Le “divergenze insanabili” tra il racconto dell’uomo – che aveva denunciato la scomparsa parlando di normali problemi di coppia – e le evidenze tecniche hanno spinto gli inquirenti a concentrare le ricerche nei luoghi di lavoro dell’imprenditore.

In attesa del DNA

Sebbene tutto lasci presupporre che i resti appartengano alla 41enne, la Procura attende gli esiti degli esami del DNA e degli accertamenti tecnici irripetibili disposti sui beni repertati per l’identificazione formale e per chiarire la dinamica del delitto. Le indagini proseguono inoltre per accertare il movente e l’eventuale coinvolgimento di terzi nella gestione del cadavere.

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Cronaca

Scomparsa di Federica Torzullo, la Procura: “Tracce ematiche all’interno di una cava”

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CIVITAVECCHIA – Il giallo della scomparsa di Federica Torzullo giunge a una drammatica svolta giudiziaria. La Procura della Repubblica di Civitavecchia, attraverso un comunicato ufficiale a firma del Procuratore Alberto Liguori, ha confermato l’iscrizione nel registro degli indagati del marito, Agostino Claudio Carlomagno, per l’ipotesi di reato di omicidio.+3

La scomparsa e la denuncia

La vicenda ha inizio nel primo pomeriggio di venerdì 9 gennaio 2026. È lo stesso Carlomagno a dare l’allarme, sollecitato dai colleghi di Federica preoccupati per la sua assenza presso l’ufficio postale di Fiumicino Aeroporto. L’uomo riferisce di aver visto la moglie per l’ultima volta in casa intorno alle 23:00 del giovedì precedente, dopo una cena trascorsa insieme al figlio.

Secondo il racconto del marito, Federica stava preparando le valigie per un evento religioso in Basilicata, previsto per il pomeriggio successivo insieme ai genitori e al figlio. Carlomagno ha inoltre ammesso l’esistenza di normali problemi di coppia, dichiarando che quella notte i due non avevano dormito insieme.

Il quadro indiziario: Federica mai uscita di casa

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Anguillara Sabazia e dal Nucleo Investigativo di Ostia, hanno però fatto emergere incongruenze definite “insanabili”.

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Le telecamere Il sistema di videosorveglianza della villetta di famiglia mostra che Federica non è mai uscita di casa dalle ore 19:30 dell’8 gennaio.

Effetti personali L’auto della donna è rimasta parcheggiata nei pressi dell’abitazione. In casa non manca nulla, ad eccezione della borsa e del cellulare.

I movimenti del marito Carlomagno è l’unico a essere uscito dalla proprietà la mattina del 9 gennaio, intorno alle 7:30, per recarsi al lavoro. La sua versione dei fatti è stata giudicata dagli inquirenti “contraddittoria e illogica” rispetto alle testimonianze raccolte.

Tracce ematiche e accertamenti tecnici

Un elemento cruciale dell’inchiesta riguarda il massiccio sequestro di beni mobili e immobili legato alla famiglia e all’azienda di movimento terra dei Carlomagno. Il RIS di Roma ha repertato una copiosa quantità di tracce ematiche in diversi luoghi: all’interno dell’abitazione coniugale, sugli abiti da lavoro di Agostino Claudio. All’interno della sua autovettura e di un mezzo meccanico aziendale. All’interno di una cava.

In settimana sono previsti accertamenti tecnici irripetibili per l’estrazione del DNA dai campioni sequestrati.

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L’appello della Procura

Nonostante la gravità degli indizi, la Procura ricorda che per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Nel comunicato, il Procuratore Liguori rivolge un accorato appello a chiunque abbia notizie utili e, infine, un invito diretto al responsabile: “Rivolgersi ai Carabinieri e collaborare per porre fine allo strazio di parenti e amici”. Tale collaborazione potrebbe inoltre garantire all’autore del fatto trattamenti sanzionatori più miti

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Cronaca

Anguillara Sabazia, Claudio Carlomagno e l’impianto “tritatutto”: indagini sulla scomparsa di Federica Torzullo

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L’imprenditore indagato per omicidio volontario visto scaricare materiali nel trituratore la mattina del 9 gennaio, mentre la moglie resta irreperibile.

Ad Anguillara Sabazia emergono nuovi elementi che potrebbero aggravare la posizione di Claudio Carlomagno, il marito di Federica Torzullo, indagato dalla Procura di Civitavecchia per omicidio volontario. Secondo quanto riportato a Il Messaggero da Luca, nipote di Stefano Capparella, la mattina del 9 gennaio l’imprenditore 44enne sarebbe stato visto entrare nell’impianto per il trattamento dei rifiuti inerti di via Valle Fienata, a bordo di uno dei suoi camion bianco e blu. «So che è arrivato con il camion e ha scaricato un carico nel trituratore. Di cosa si trattasse, non lo so», ha raccontato il testimone.

Stefano Capparella è il titolare della Eco.Sam srl, società proprietaria dell’impianto dove vengono trattati materiali edili e scarti di costruzione. L’impianto, situato in località Spanora a circa sette chilometri dalla villetta da cui Federica Torzullo è scomparsa, è già stato oggetto di controlli da parte dei carabinieri del nucleo investigativo di Ostia. L’azienda di Claudio Carlomagno, la Carlomagno srl, conferisce abitualmente in quell’impianto scarti edili e materiali da scavo, rendendo la presenza del marito della donna inizialmente non sospetta.

Dopo la scomparsa di Federica Torzullo, però, titolari e operai hanno iniziato a collegare quell’accesso alla mattinata del 9 gennaio alla vicenda. I carabinieri hanno effettuato sopralluoghi nell’impianto e stanno valutando l’uso dei cani molecolari per cercare eventuali tracce biologiche nei detriti accumulati. Le telecamere dell’impianto non hanno chiarito che cosa Claudio Carlomagno abbia conferito nel macchinario “tritatutto”, che riduce calcinacci e materiali edili in frammenti finissimi. Il ritrovamento di oggetti spariti insieme a Federica Torzullo, come cellulare, computer e borsa, potrebbe complicare ulteriormente le indagini.

Le verifiche degli investigatori si estenderanno anche a un’altra cava della zona. «Non vedo Claudio da prima della scomparsa di Federica – ha dichiarato Luca – prima veniva nella nostra cava a prendere materiale, poi si rivolgeva a un’altra cava qui vicino». Proprio lì i carabinieri effettueranno nuovi sopralluoghi, anche alla luce del ritrovamento di un paio di guanti di lattice neri, la cui provenienza non è chiara.

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Sul piano familiare, il figlio della coppia sarà affidato a un curatore legale. La separazione tra i coniugi Carlomagno avrebbe dovuto iniziare con la prima udienza davanti al Tribunale civile di Civitavecchia, dopo che Federica Torzullo aveva chiesto di trasferirsi dai genitori e aveva intrapreso una relazione con un uomo delle Marche. Claudio Carlomagno, nel denunciare la scomparsa della moglie il 9 gennaio, aveva però minimizzato la crisi coniugale, parlando di un rapporto «altalenante» senza menzionare la separazione imminente.

Gli inquirenti continuano a concentrarsi su spostamenti, conferimenti e oggetti spariti, mentre ad Anguillara Sabazia la scomparsa di Federica Torzullo resta un caso ancora irrisolto, con elementi che potrebbero risultare decisivi per l’indagine sull’omicidio.

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