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Roma

SU DIMETTE IL SINDACO DEL COMUNE DI MARINO

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Fabio Silvagni che ha evaso i domiciliari si trova attualmente al carcere di Rebibbia GUARDA IL VIDEO

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Redazione

Marino Laziale (RM) – Si è dimesso da qualche minuto il sindaco del Comune Marino Fabio Silvagni. Ancora colpi di scena a Palazzo Colonna dopo che qualche giorno fa il vicesindaco ha azzerato la giunta dopo che anche l'assessore al Bilancio Esposito aveva espresso la volontà di dimittersi. Il primo cittadino è infatti accusato di essere responsabile di corruzione in relazione ad un mandato di pagamento emesso dal comune di Marino Laziale per lavori appaltati dall'amministrazione comunale ed effettuati da un'impresa edile locale. Fabio Silvagni che ha evaso i domiciliari si trova attualmente al carcere di Rebibbia. Silvagni si è dimesso quando ancora sulla sua persona vige la presunzione d'innocenza ma probabilmente il suo gesto è significativo di una ormai irreparabile crisi politica e soprattutto rottura di coesione all'interno della maggioranza.

MARINO. DIMISSIONI FABIO SILVAGNI. DICHIARAZIONE DI MAURIZIO AVERSA, SEGRETARIO PCDI MARINO: "Fabio Silvagni, come apprendiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Marino e dagli organi di stampa, si è dimesso. Tra venti giorni il Prefetto commissarierà il comune di Marino. Probabilmente si tornerà al voto amministrativo in primavera. Ora la città di Marino, i suoi cittadini, avranno modo di valutare, intervenire e scegliere – si auspica con viva partecipazione – una nuova guida per la città.
I comunisti marinesi, responsabilmente e con nettezza offriranno (con altri o da soli) una vera alternativa per la città: che non sarà superficialmente antitutto come è l’azione dei grillini; né una decotta idea di centrosinistra accovacciato sotto il PD. A Marino, come ha insegnato il consenso di Fabio Silvagni, lo spirito popolare può incrociare l’idea socialcomunista che permea la nostra comunità. Noi comunisti proporremo che ci sia, forte e visibile, più politica, più sinistra, più alternativa a Marino: oggi più che mai i cittadini vogliono risposte concrete e non recriminazioni sul passato!"

M5S MARINO – SIAMO SOLO ALL'INIZIO DI UNA NUOVA FASE. "Stamattina abbiamo appreso, visivamente delle dimissioni del primo cittadino che, di fatto, ha finalmente posto fine a questa amministrazione "farsa e falsa". Non fatevi ingannare questa scelta non è un gesto di responsabilità, ma solo la reazione a quei "giochi di palazzo" che hanno avuto il "la" nelle dimissioni dell'assessore al bilancio, a cui la maggioranza ha risposto con l'azzeramento della giunta. Questa corsa "a chi arriva prima" – con l'assessore a rivendicare la perdita dell'unità di intenti e il Vice Sindaco a ribadire che loro volevano l'azzeramento dal 1985 – ha trovato la sua degna fine. Per quanto ci riguarda il gesto di un sindaco che, ormai privato della libertà personale, ha ritenuto di porre fine ai giochi delle seconde linee è la degna conclusione di questa "recita". Ora al voto per restituire le risorse ai cittadini, per garantire che un diritto sia tale e non un privilegio. Siamo solo all'inizio di una nuova fase. Loro non si arrenderanno mai, ma noi neppure!"

Il caso Fabio Silvagni era stato oltre un anno fa alla guida del Comune di Marino (Castelli Romani). Lo scorso 25 maggio, grazie alla vittoria della Coalizione dei Moderati (candidato del centrodestra) con il 54,1% dei voti, era stato eletto sindaco. Il primo cittadino è stato arrestato per corruzione e peculato: per lui il gip di Tribunale ha disposto gli arresti domiciliari.

Il giudice ha disposto la stessa misura cautelare anche per il funzionario comunale Bruno Saccavino e per gli imprenditori Gianluca Tomasi e David Biancifori. Le indagini iniziate nello scorso mese di giugno – dirette dal procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete – hanno, tra l’altro, riguardato la realizzazione di uno store della catena Burger King, del valore di circa 3.000.000 di euro, per il quale il primo cittadino avrebbe rilasciato illecitamente le necessarie autorizzazioni in cambio dell’assunzione di una ventina persone da lui indicate per garantirsi così un ritorno politico ed elettorale. Il fast food – inaugurato da poco – si trova sulla via Nettunense ed è stato sequestrati questa mattina dai carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo, che hanno condotto le indagini insieme agli agenti del Corpo forestale dello Stato del nucleo di polizia giudiziaria della Procura di Velletri. la proprietà del capannone è riferibile alla società di un imprenditore locale, Gino Ferrazza, 73 anni, che – secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini – aveva “diverse commesse con l’amministrazione di Marino”.

Nella stessa ordinanza di custodia cautelare la Procura contesta almeno altri due episodi corruttivi. Il sindaco avrebbe intascato, secondo l’accusa, una tangente del 3% su una cifra di 100 mila euro, in relazione “ad un mandato di pagamento emesso dal comune di Marino”, e chiesto sponsorizzazioni per le feste del paese in cambio di rilascio di concessioni edilizie. Subito dopo gli arresti sono state disposte diverse perquisizioni, per acquisire la documentazione contabile delle società coinvolte, alcune “di notevole importanza”. I titolari del Burger King – il cui amministratore delegato, un poliziotto in congedo malattia da circa un anno, è stato arrestato – avrebbero in corso altre iniziative imprenditoriali in diverse città italiane. La Guardia di finanza sta ora analizzando i documenti sequestrati per “verificare se siano state poste in essere condotte illecite”.

 

 

Metropoli

Guidonia Montecelio, bonificata l’area della Pista d’Oro

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GUIDONIA MONTECELIO (RM) – In questi giorni i curatori fallimentari che gestiscono il terreno della Pista d’Oro hanno provveduto a far pulire e bonificare l’area a loro spese.

“Dopo una serie di incontri anche sul posto tra la nostra Amministrazione ed i gestori dell’area, che ringrazio per la loro disponibilità, – dichiara il Sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet – si è provveduto in un primo momento a mettere in sicurezza il piazzale allontanando gli occupanti abusivi e successivamente ad installare i New Jersey e provvedere alla pulizia e alla bonifica dai rifiuti che erano stati sversati sul posto. Un lavoro di sinergia che ha portato alla risoluzione di una problematica che affliggeva molti nostri concittadini”

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Roma

Roma, blitz antidroga a Boccea, Salario e Tor Bella Monaca

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ROMA – Nelle ultime 72 ore, ad esito di mirati blitz antidroga, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato quattro persone e denunciato altre due, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

In manette è finito un 31enne romano, senza occupazione e con precedenti, trovato in possesso di diverse dosi di cocaina e 460 euro. Fermato a bordo della sua autovettura dai Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, impegnati in un posto di controllo in via Tardini, zona Boccea, l’uomo è parso eccessivamente nervoso e agitato, cosa che ha portato i militari ad approfondire le verifiche. La perquisizione del veicolo, infatti, ha permesso di rinvenire la droga e il denaro, occultati nel cruscotto del veicolo. A quel punto il 31enne ha iniziato ad aggredire i Carabinieri, tentando anche di colpirli con testate, al fine di evitare l’arresto ma è stato immediatamente bloccato e portato in caserma dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo.

In via Aniene, quartiere Salario, i Carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno arrestato un 23enne albanese, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso, all’interno di un’autovettura in sosta, a cedere dosi di cocaina ad un 45enne portoghese. I Carabinieri hanno sequestrato la droga, divisa in involucri termosaldati, e 1.450 euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. L’acquirente è stato identificato e segnalato all’Ufficio Territoriale del Governo di Roma, quale assuntore di sostanze stupefacenti. Il 23enne è stato portato e trattenuto in caserma, in attesa del rito direttissimo.

A Tor Bella Monaca, invece, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato un 21enne romano “pizzicato” a spacciare dosi di cocaina all’interno del parcheggio della fermata metro C “Fontana Candida/Due Leoni”.

Il pusher aveva appena ceduto, in cambio di denaro, un involucro contenente la sostanza stupefacente ad un 46enne, quando i Carabinieri sono intervenuti bloccandoli. Nelle sue tasche sono stati trovati, e sequestrati, alcuni grammi di cocaina. La successiva perquisizione nella sua abitazione, poco distante, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare anche 6 g. di hashish. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sempre a Tor Bella Monaca, ai domiciliari è finito anche un 64enne, originario della provincia di Viterbo, trovato in possesso di 30 dosi di cocaina, del peso complessivo di g. 45, e arrestato dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati.

In via Luigi Masi, infine, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere hanno denunciato a piede libero due 16enni romani, studenti, trovati in possesso di 10 g di hashish e 190 euro in contanti

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Roma

Roma, Montespaccato: sfasciacarrozze si “allarga” in un terreno pieno di reperti

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ROMA – Madre e figlio, rispettivamente rappresentante legale e socio di un’attività di autodemolizione in zona Pineta Sacchetti, sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato – coadiuvati dai militari del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale – con le accuse di invasione di terreni e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato.

Si tratta del risultato ottenuto a seguito di un’attività d’indagine partita a novembre dello scorso anno, quando un cittadino allertò i Carabinieri circa la presenza, nei pressi dei cassonetti dei rifiuti, di 12 cassette contenenti manufatti in terracotta, risultati, poi, essere reperti archeologici risalenti al I Secolo D.C..

Gli immediati accertamenti, scattati in stretta sinergia tra i Carabinieri della Stazione Roma Montespaccato e il personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri che svolge attività di prevenzione e repressione a tutela del Patrimonio Culturale dello Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di risalire al luogo di provenienza dei reperti: l’attività di demolizione auto che si era ingrandita, andando ad occupare abusivamente un terreno adiacente, di proprietà del Comune di Roma, utilizzato anche come deposito di reperti. Nel corso di una perquisizione, scattata nei giorni scorsi, in esecuzione di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, è emerso lo sconfinamento dell’attività nel terreno del comune di Roma, in cui erano presenti circa 300 frammenti di terracotta di varie dimensioni, della stessa tipologia di quelli recuperati a novembre 2020.

Per quanto sopra i Carabinieri hanno sequestrato i reperti e apposto i sigilli all’area interessata, affidandoli in custodia giudiziale al personale della Soprintendenza Speciale Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

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