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Super Mario 3D World + Bowser’s Fury, incredibile doppietta di esclusive su Nintendo Switch

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Super Mario 3D World + Bowser’s Fury è la conferma che Nintendo sa sempre come far felici i propri utenti, diciamo questo in quanto, come si può evincere dal nome, la grande N ha lanciato per la Switch un doppio titolo, ossia il remake di Super Mario 3D World e il nuovissimo Bowser’s Fury. Contrariamente a quanto si possa pensare, questo secondo titolo non è una semplice espansione di 3D World, ma un gioco inedito che ne condivide solo il motore grafico e molteplici aspetti del gameplay. Proprio per tale ragione abbiamo deciso di analizzare separatamente i due videogiochi che compongono questa favolosa raccolta in esclusiva per l’ammiraglia del colosso nipponico. In quanto remastered, la riedizione di Super Mario 3D World rasenta la perfezione. L’upgrade grafico è evidente, soprattutto sullo schermo di casa dove pulizia d’immagine e aliasing ridotto al minimo rendono questo episodio del baffuto idraulico particolarmente gradevole alla vista, oltre che ispirato per quanto concerne l’art design. Il lavoro di rifinitura è stato così maniacale che, paradossalmente, sul piccolo display della console l’abbassamento di risoluzione sfoca lievemente l’immagine, rendendola meno nitida di quanto ci si aspetterebbe. Nulla di particolarmente penalizzante, sia ben chiaro, ma al contrario di tante altre volte in questo caso è preferibile godersi l’avventura sul televisore di casa seduti comodamente in poltrona. Una novità introdotta in questa nuova versione del titolo, e che di certo non sfuggirà agli occhi più attenti, è che la velocità di spostamento degli avatar è stata tarata lievemente verso l’alto rispetto all’originale. A livello di giocabilità ognuno dei livelli di Super Mario 3D World erge le fondamenta del suo design sulla base di offrire differenti approcci al giocatore: si può correre a perdifiato, seguendo la linearità offerta dallo stage, per raggiungere nel minor tempo possibile la bandierina di fine livello, così come perdersi a esplorare queste sculture compatte in tre dimensioni per cercare le stelle e i timbri celati al loro interno, in modo da poter sbloccare il corposo end-game che segue i titoli di coda.

La qualità del design di Super Mario 3D World è davvero sensazionale, e più la si saggia più si comprende appieno come Nintendo dimostri una padronanza assoluta della materia da lei stessa creata. Insomma, in sostanza il gioco è rimasto assolutamente identico, perfettamente in grado di stupire e divertire nonostante gli otto anni passati dalla release originaria. Soprattutto in multiplayer, nuovamente allargato fino a quattro giocatori, l’avventura diventa un mix di siparietti comici e azioni corali che rendono ora più semplice, ora molto più complicato superare alcuni passaggi e scovare gli sbloccabili sparsi per l’ambientazione. Super Mario 3D World permette di selezionare liberamente con quale personaggio affrontare i vari stage, scegliendo fra Mario, Luigi, Peach, Toad e uno segreto, ampliando ulteriormente le possibilità offerte al giocatore. Come da tradizione trentennale, Mario ricopre il ruolo del personaggio bilanciato, Luigi di quello dai movimenti più complessi da padroneggiare, Peach risulta ottima per i giocatori alle prime armi proprio grazie alla sua capacità di levitare a mezz’aria e Toad risulta quello più veloce nei movimenti ma afflitto da un salto meno elevato dei compagni. In questa riedizione di Super Mario 3D World, inoltre, sarà possibile cercare online altri partecipanti all’avventura. Si tratta certamente di una feature intrigante, utile e a suo modo ormai irrinunciabile, ma va da sé che per un gioco come questo la collaborazione in presenza è sicuramente la strada che gli appassionati di vecchia data preferiranno. Una modalità foto del tutto inedita conclude il pacchetto di novità presenti in questa riedizione del titolo, essa offre al giocatore la possibilità di sfruttare i numerosi timbri raccolti in giro per i livelli per abbellire le proprie creazioni. Non si tratta indubbiamente di un’aggiunta dall’enorme importanza, ma rimane apprezzabile la volontà di Nintendo di non relegare i timbri a semplici collezionabili, visto che nell’edizione del 2013 erano dedicati solamente all’abbellimento dei post nel Miiverse. Insomma, con il nuovo Super Mario 3D World per Switch, Nintendo è sicuramente riuscita a catturare l’attenzione dei vecchi fan, ma ha anche proposto un prodotto che sicuramente piacerà alle nuove generazioni di “videogiocatori”.

Il secondo gioco presente nel pacchetto, Bowser’s Fury, è un’avventura a mondo semi-aperto nella quale Mario si trova affiancato dal figlio del cattivo per antnomasia, preoccupato per la magia che ha trasformato il suo papà in una versione ancora più grossa e perfida. Ciò che i giocatori dovranno fare sarà recuperare una lunga serie di “Solegatti”, il cui potere è in grado di spazzare via la melma che ricopre l’intera mappa di gioco e il microscopico cervello di Bowser. Il tutto dovrà essere fatto naturalmente in puro stile Mario, quindi: completando missioni di caccia, abilità, salti, corse a bordo di un simpatico dinosauro e via discorrendo. Non esiste un ordine specifico per portare a termine le missioni ma ogni volta che si troveranno un certo numero di Solegatti si potrà accedere a nuove porzioni della mappa e sarà possibile allargare la zona di ricerca. In tutto questo bisognerà fare attenzione alle frequenti apparizioni di Bow-zilla, che di tanto in tanto oscurerà il cielo e bersaglierà il povero Mario con una pioggia di fuoco. Per la maggior parte del tempo bisognerà cercare rifugio dal suo alito incandescente, che in alcuni casi però potrà essere utilizzato per sbloccare nuove vie e sbloccare segreti, ma verrà il momento in cui sarà necessario vedersela faccia a faccia con il vecchio nemico di Mario e li ne vedrete delle belle, ma ve lo lasceremo scoprire da soli. Anche Bowser’s Fury prevede la modalità cooperativa ma solo insieme ad un secondo giocatore seduto comodamente sul vostro stesso divano. In tal caso il Player 2 prenderà il comando di Bowser Jr. e vi darà una mano nel cercare di placare le ire dell’iracondo paparino. Quanto detto finora contribuisce a costruire uno di quei titoli che escono al massimo un paio di volte per generazione, un gioco che non può che essere consigliato a qualsiasi giocatore, a prescindere da gusti ed età. Bowser’s Fury, titolo presente nel pacchetto con Super Mario 3 D World, è l’ennesima prova dell’abilità unica di Nintendo nel creare action-platform saldamente ancorati alle proprie radici, eppure capaci ogni volta di rinnovarsi. Tirando le somme, Super Mario 3D World + Bowser’s Fury è davvero una graditissima sorpresa per tutti gli appassionati delle esclusive della grande N. Entrambi i titoli possiedono una longevità invidiabile, infatti, potranno essere portati a termine ritrovando anche solo metà delle Stelle o dei Solegatti e dedicarsi successivamente a quelli lasciati indietro. L’alternativa “maniacale” nel voler affrontare i titoli consiste però nel non passare al livello successivo finché non si è portato a termine quello precedente, ma va messo in conto un bel po’ di backtraking per sbloccare i percorsi dedicati ai singoli personaggi di 3D World e i segreti nascosti in Bowser’s Fury. Insomma se siete i felici possessori di una Switch e volete dedicarvi a un’altra bellissima esclusiva, i gochi di cui vi abbiamo parlato fino ad adesso sono senza dubbio un acquisto da fare.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9

Gameplay: 9

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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L’evoluzione del gioco: dalla grafica 3d alla realtà virtuale

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I più grandi ricorderanno gli albori del gioco digitale, intorno alla fine degli anni ’90. Si trattava di giochi piuttosto semplici, lineari, dai “pattern” prestabiliti e delle animazioni grafiche piuttosto banali. Il tutto, ovviamente, se visto con gli di oggi.

In tema di gioco online, specie se si parla di casinò, vi è un’azienda che, più di tutti, ha valicato le ere digitali, mantenendosi sempre al timone dell’industria: la Microgaming. Il online casino Microgaming è stato il primo a proporre ai suoi utenti la possibilità di provare alcuni titoli con grafica tridimensionale. Si trattava di giochi in cui veniva utilizzata una tecnologia che si basava sui “poligoni”, un vero e proprio incastro di forme geometriche come triangoli o rettangoli che davano vita ai personaggi e alle ambientazioni di gioco.

Contestualmente, si è passati dalle slot machine bidimensionali alle prime slot a tre dimensioni. Se i giochi degli anni Novanta hanno segnato un’epoca e rimangono tra i più amati dai giocatori di quella generazione, oggi i gusti sono nettamente diversi. Infatti, è stato più volte dimostrato come i giocatori odierni preferiscano di gran lunga approcciarsi ad un titolo o ad un gioco che garantisca una certa qualità grafica dei propri contenuti. La grafica tridimensionale, un tempo riservata a pochi, è divenuta lo standard ed oggi rappresenta il punto di partenza per ogni titolo. Ad essa, si è aggiunta la risoluzione grafica che è passata dall’ormai preistorica 240p al Full HD (1920×1080 pixel) fino alla risoluzione in 4K HDR.

Al giorno d’oggi, è quindi più complesso spiccare per i motivi precedentemente illustrati e le software house devono proporre al giocatore qualcosa di ancor più accattivante come, ad esempio, la cosiddetta realtà virtuale. Sono ancora pochi i titoli che la implementano anche a causa delle attrezzature che essa richiede, ma non c’è dubbio che la prossima frontiera dell’innovazione passerà per il VR (virtual reality) e renderà le esperienze di gioco sempre più verosimili.

Tra i più grandi successi presenti nel gioco digitale odierno non si può non citare una slot machine straordinaria ed ormai famosa in tutto il mondo: la Book of Ra Deluxe Edition. Si tratta di un titolo che travalica le generazioni ed è passato dal mondo bidimensionale a quello tridimensionale, senza mai snaturarsi. Ancora, vi è la slot Gonzo’s Quest che – allo stesso modo – si è distinta per longevità e qualità dei contenuti come, ad esempio, i blocchi di pietra che costituiscono i classici rulli di gioco.

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Control Ultimate Edition, il paranormale diventa next-gen

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Control Ultimate edition torna con una veste grafica migliorata per le console di nuova generazione. A diversi mesi dal lancio della versione originale, infatti, l’action shooter di Remedy Entertainment debutta anche su next-gen. Il risultato? Andiamolo a scoprire. Control è un titolo dall’ottimo intreccio narrativo graziato da un gameplay intrigante e da un setting costruito con rara maestria che, però, già nel 2019 quando fu rilasciato in versione “normale”, soffriva a causa delle limitazioni tecniche imposte dalla scarsa potenza delle console di scorsa generazione che comportavano rallentamenti e vistosi cali di frame-rate. Proprio per questo motivo Control: Ultimate Edition è, senza mezzi termini, il miglior modo possibile per godersi l’ultima fatica di Remedy in una versione tecnicamente ineccepibile e comprensiva delle due chiacchieratissime espansioni rilasciate nei mesi successivi al lancio: The Foundation e AWE. La storia ovviamente è rimasta del tutto invariata rispetto a quanto visto nell’edizione base (qui la nostra recensione) narra le vicende di Jesse Faden, una ragazza originaria della fittizia città di Ordinary che, dopo aver assistito ad un cataclisma di notevoli proporzioni durante la sua infanzia, ha dedicato tutta la propria vita alla ricerca di Dylan, un fratello apparentemente disperso da quasi vent’anni. Le sue incessanti indagini la conducono fino alle porte della Oldest House, un edificio situato nel cuore di New York appartenente al Federal Bureau of Control, un organismo occulto del governo statunitense che si occupa di studiare, affrontare e contenere i fenomeni paranormali che continuano a verificarsi in giro per il mondo. La particolarità della struttura è quella di essere invisibile all’occhio umano dall’esterno e stranamente mutevole all’interno con padiglioni che cambiano aspetto e configurazione senza soluzione di continuità. L’Oldest House è indubbiamente il più riuscito tra i setting ideati dai visionari artisti di Remedy fino ad oggi ed è anche un trionfo in termini di level design, al punto da trascendere il ruolo di semplice sfondo delle avventure di Jesse e divenire un vero e proprio coprotagonista delle vicende che vengono raccontate. Una volta entrati nella Oldest House, è facile rendersi conto che qualcosa di oscuro si aggira nei corridoi: un sussurro, un sibilo, una presenza minacciosa e costante che sembra aver assunto il controllo dell’edificio e dei suoi frequentatori. Tocca alla nostra Jesse fare luce sul mistero celato nel cuore della struttura che, in qualche modo, appare collegato a doppio filo a ciò che è successo durante la sua infanzia. Quella di Control è una sceneggiatura a dir poco incredibile che, anche a due anni di distanza dal lancio originale, riesce a catturare il giocatore in una atmosfera unica creata abilmente da un team di scrittori parecchio ispirato che è riuscito a imbastire un universo coeso, credibile e particolareggiato. Il racconto procede sostenuto dal giusto ritmo per tutte le circa 20 ore necessarie a portare a termine la campagna e non si risparmia colpi di scena, risvolti inaspettati e un finale sconvolgente. A questo, ovviamente, vanno aggiunte le svariate ore di gioco extra garantite dai due DLC inclusi nel pacchetto: “The Foundation” che conduce il giocatore fino alle viscere della Oldest House e “AWE”, l’incredibile anello di congiunzione con l’universo di Alan Wake. Insomma, se non avete ancora avuto occasione di sperimentare Control e la sua storia, questo è il momento migliore per farlo. Dal punto di vista del gameplay, come era logico aspettarsi, Control: Ultimate Edition non apporta particolari modifiche alla formula apprezzata nell’edizione standard. L’ultima fatica di Remedy, come dicevamo, è un titolo action in terza persona davvero adrenalinico, profondo, coinvolgente e raffinato che affonda le proprie radici nei canoni tipici del genere metroidvania. La natura cangiante della Casa ha consentito ai talentuosi designer della compagnia di allontanarsi della linearità dei loro prodotti del passato e di giocare molto sui percorsi che l’utente può intraprendere inserendo missioni secondarie, attività segrete e, addirittura, boss opzionali dietro ogni angolo.

Il comparto grafico di questa verione next-gen di Control, ovviamente, è stato l’aspetto che ha ricevuto maggiore attenzione in vista del lancio di questa edizione definitiva per Xbox series X/S e PS5. Control: Ultimate Edition è stato sviluppato sulla base di una versione potenziata e aggiornata di quello stesso Northlight Engine che aveva messo in seria difficoltà i PC e le console passate, con il preciso obiettivo di offrire ai giocatori un’esperienza più stabile e definita di quanto visto in passato. La modalità di visualizzazione “Performance Mode” rimuove gli effetti di Ray Tracing ma guadagna un frame-rate granitico a 60fps in tutte le situazioni. La risoluzione rimane inalterata. Proprio come nel caso di tanti altri titoli cross-gen che hanno raggiunto i lidi di PS5 e Xbox Series X|S in questo primo periodo del loro ciclo vitale, anche Control: Ultimate Edition può vantare due modalità di visualizzazione differenti: la Graphics Mode e la Performance Mode. La prima propone un rendering 1440p upscalato in 4K e mette in campo gli ultimi ritrovati nel campo dell’effettistica per videogiochi come il Ray Tracing applicato alle trasparenze, alle ombre e ai riflessi superficiali. Si tratta, senza ombra di dubbio, di una presentazione dal notevole impatto visivo che, però, risulta piagata da una forte instabilità del frame-rate che non siamo riusciti a digerire. Quando si passa alla Performance Mode, invece, la situazione cambia radicalmente. Gli effetti di Ray Tracing vengono sacrificati sull’altare della fluidità e Control: Ultimate Edition riesce a mantenersi stabilmente sulla soglia dei 60fps anche nelle situazioni più concitate. Considerando che la risoluzione di rendering è sempre 2560×1440 (upscalato in 4K) e che tutti gli altri effetti visivi rimangono inalterati, ci sentiamo di consigliarvi questa modalità di visualizzazione per godervi l’ultima opera di Remedy al massimo della velocità. Grazie alla potenza offerta dalle nuove ammiraglie di Microsoft e Sony, i numerosi effetti luminosi e particellari prodotti dalle abilità di Jesse non influiscono sul ritmo dell’azione ma aggiungono un importante valore all’estetica generale del prodotto. Dimenticate i problemi prestazionali che avevano flagellato la versione per console old-gen: questa reinterpretazione per le nuove macchine offrono una versione di Control all’apice del suo splendore. Unico neo, riscontrato sulla versione Xbox da noi testata, è la casuale possibilità di essere riportati sulla dashboard quando si preme il tasto (select) dedicato alla visualizzazione del menù missioni/armi/file. Questo fastidioso bug si è presentato abbastanza di frequente, e l’augurio che ci facciamo e che sia risolto al più presto attraverso una patch in quanto risulta essere parecchio fastidioso. Tirando le somme, Control Ultimate edition rappresenta la versione migliore del titolo in quanto, oltre ad offrire una veste grafica davvero ben realizzata e una fluidità assolutamente incredibile, garantisce un’esperienza di gioco senza pari che viene arricchita dai contenuti aggiuntivi presenti nel pacchetto. Nonostante il gioco non si rivelerà una sorpresa per chi ha già avuto modo di terminare l’avventura sulla vecchia generazione di console, tutte le migliorie apportate e la ricchezza dell’edizione sono un motivo assolutamente convincente per rimettere piedi nell’ Oldest House e di rivivere gli incubi paranormali nei panni di Jesse Faden.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 9,5

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 9

Francesco Pellegrino Lise

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Apple, con il nuovo update di iOS arrivano le emoji a tema vaccino

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Apple sta per introdurre 200 nuove emoticon su iPhone e iPad, con particolare attenzione su quelle a tema vaccini. Nel prossimo aggiornamento ad iOS 14.5 e iPadOS 14.5 sarà infatti presente un set di icone dedicate ad un trend che si spera divenga presto condiviso dai più a livello internazionale, quello del vaccino al Covid-19. Per questo motivo, la Mela ha deciso di introdurre nuove icone ma anche di adattare delle esistenti al particolare momento. Ad esempio, l’emoji che rappresenta una siringa, finora visualizzata con delle gocce di sangue che scendono dalla punta, avrà un aspetto meno intimidatorio, riempita con un liquido trasparente e senza goccioline. Le nuove emoji sono state approvate, come sempre, dal Consorzio Unicode lo scorso settembre. Si tratta dell’organizzazione che si occupa di creare il codice per le varie emoticon che poi vengono riprese da ogni azienda che ne fa uso, tra cui anche Facebook e Twitter. Ci si può dunque aspettare introduzioni simili nei prossimi giorni anche per gli altri “grandi” della rete. Emojipedia, un dizionario di emoji online, aveva individuato una tendenza al rialzo nell’uso della emoji a forma di siringa nella sua analisi sui trend di fine 2020, soprattutto su Twitter. Jeremy Burge, chief emoji officer di Emojipedia, ha riferito che eliminare il sangue dalla siringa la rende più appropriata per rappresentare la vaccinazione Covid-19, osservando come la modifica non le impedisca di essere utilizzata anche per altri contesti più classici, come la donazione del sangue. Altre emoji che hanno guadagnato popolarità a seguito della pandemia includono il microbo, l’icona della mascherina e le mani in preghiera. Insomma, Apple resta sempre al passo coi tempi e cerca di affrontare il tema della pandemia di Covid 19 con ironia, ma anche attraverso uno degli strumenti più utilizzati dalle persone.  

F.P.L.

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