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Sword Art Online: Alicization Lycoris arriva su pc e console

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Il gran successo di Sword Art Online non accenna a diminuire col passare del tempo: la serie, nata dalle light novel di Reki Kawahara, continua infatti ad avere un enorme successo grazie anche alla serie animata e ai videogiochi realizzati da Bandai Namco. Proprio in questi giorni l’anime Sword Art Online: Alicization ha ripreso la regolare pubblicazione, e in contemporanea è arrivato puntualissimo anche l’adattamento videoludico. Sword Art Online: Alicization Lycoris arriva quindi sul mercato cavalcando l’hype per il ritorno dell’anime, fungendo tra l’altro da ottimo mezzo per un “ripasso” prima di continuare con la nuova saga War of Underworld: il gioco infatti copre il primo arco narrativo Alicization seguendo in maniera abbastanza fedele gli eventi, ma non si limita solo a questo. Non potendo attingere al materiale che sta andando in onda in questo periodo il finale, è stato infatti modificato così da poter proseguire la storia con una trama originale creata appositamente per il gioco. Nei panni di Kirito ci si ritrova quindi nell’Underworld, nuovo mondo virtuale di stampo medievale in cui anche i semplici NPC hanno una tecnologia talmente avanzata che gli permette di avere emozioni e reazioni quasi indistinguibili da un normale umano. Kirito inizialmente non ha ricordi di come sia finito nel gioco e non riesce ad uscirne, e decide quindi di adattarsi agli usi e costumi locali finché non riuscirà a trovare un modo per contattare il mondo esterno. Il nostro eroe incontra così Eugeo, un NPC tormentato dopo che la sua amica di infanzia Alice è stata portata via dai Cavalieri dell’Integrità per aver involontariamente infranto l’Indice dei Tabù. Kirito decide quindi di aiutare Eugeo nella ricerca della ragazza senza dimenticare comunque il suo scopo originale, innescando una serie di eventi che sconvolgeranno la natura stessa dell’Underworld man mano che si scoprono i suoi segreti. La storia “canonica” terrà impegnati i giocatori per le prime 15 ore di gioco circa, ma è solo quando subentra la storia originale che il titolo esplode e mostra tutte le tue caratteristiche quasi trasformandosi in qualcosa di molto più grande e complesso. La prima parte infatti è fin troppo lineare e concentrata sulla trama, tanto che spesso ci si troverà semplicemente a seguire una sequenza continua di filmati interrotti da qualche battaglia, e anche tutte le principali feature vengono a malapena accennate ma mai approfondite. La parte ispirata all’anime è abbastanza fedele, ma anche qui gli sviluppatori si sono presi qualche libertà non tanto con le modifiche quanto con l’aggiunta di materiale extra, come ad esempio Medina Ortinathos, personaggio creato appositamente per il gioco che viene “incastrato” nella storia canonica e che assume un ruolo centrale nella storia originale della seconda parte. Ricordiamo che per portare al termine il gioco servono circa 50/60 ore di gioco, quindi di cose da fare ce ne sono davvero moltissime.

Dopo averlo spolpato a dovere, possiamo senza dubbio affermare che l’aspetto più convincente del nuovo Sword Art Online Alicization Lycoris è ancora una volta il sistema di combattimento, che bene o male ha ereditato tutte le principali meccaniche dei suoi predecessori e, soprattutto, ha provato a semplificarle ove necessario. Il party è ancora una volta composto da un massimo di quattro individui, di cui uno soltanto è controllato dal giocatore (con possibilità di assumere in qualsiasi momento i comandi di un altro eroe), ma in Alicization Lycoris, diversamente dagli altri episodi del brand, tutti i combattenti hanno un ruolo attivo in battaglia. Se nei precedenti giochi Aquria l’Intelligenza Artificiale dei compagni era eccessivamente carente, fino a limitarne di molto le azioni, Alicization Lycoris fornisce al giocatore tutti i mezzi necessari per pianificare anzitempo il comportamento degli altri personaggi in campo. Non solo nel pieno delle battaglie è ora possibile scegliere uno dei tanti approcci adottabili dai compagni, in modo tale da cambiare al volo la propria strategia e adeguarsi a quanto imposto dalla situazione, ma un nuovo menu – che pone il gioco in slow motion – consente persino di selezionare manualmente le Arti scagliate dagli alleati, così da avere il loro pieno supporto nel momento desiderato. Nel menu principale, poi, vi è una ricca sezione con centinaia di voci modificabili e che appunto alterano nel dettaglio il comportamento dei compagni, stabilendo se questi debbano tenere un approccio più conservativo o viceversa, o se magari debbano scagliare le proprie Arti a una distanza minima di dieci metri dal bersaglio, senza dimenticare la percentuale di energia da raggiungere prima di ricorrere alle abilità di guarigione. Abbiamo auspicato per anni che i tie-in di Sword Art Online ricorressero ad un sistema di personalizzazione della strategia molto simile a quello proposto storicamente dalla saga di Tales of e, sebbene non tutto funzioni sempre alla perfezione, il risultato finale rappresenta comunque un grande passo in avanti rispetto alle più recenti incarnazioni del franchise. Caratterizzate da combo, Sword Skill spettacolari e molti incantesimi elementali, che questa volta vanno richiamati da un menu indipendente, le battaglie di Alicization Lycoris hanno però dei difetti anche piuttosto gravi. Come se l’input lag e, in generale, la legnosità dei movimenti non minassero già l’esperienza, ancora una volta il team di Aquria non ha saputo bilanciare a dovere la difficoltà degli scontri. Questo perché il titolo, che a partire dal secondo capitolo della campagna può essere giocato persino in modalità multigiocatore online, limita enormemente il danno inflitto da un singolo personaggio, privilegiando invece le catene realizzate dal party. Combattendo in solitaria, di conseguenza, lo Spadaccino Nero o un qualsiasi altro eroe fatica non poco a eliminare un mostro di livello pari al proprio, mentre il party al completo è in grado di liquidare in pochi secondi appena le bestie comuni, ricorrendo a una catena di due o tre abilità al massimo. Per quanto piacevole, specie se affrontata in compagnia degli amici, la presenza di una modalità online è di nuovo la principale responsabile della durata eccessiva degli scontri, che difatti inflaziona non poco la modalità single player e non si adegua assolutamente al numero di giocatori e personaggi presenti sul terreno. Tra le novità più significative di Sword Art Online Alicization Lycoris non possiamo non citare la presenza dei duelli e degli attacchi speciali, che si ricaricano dopo aver riempito l’apposita barra. Cinematici e devastanti, i secondi rappresentano spesso la chiave per vincere gli scontri più ostici, soprattutto se utilizzati dopo aver momentaneamente fiaccato l’avversario con efficaci catene di abilità. I duelli, invece, ci hanno convinti molto poco, poiché limitano enormemente lo spazio di manovra e la velocità di Kirito, costringendolo in scambi di colpi troppo forzati. Anche perché, nel mezzo degli stessi, non solo gli avversari sono quasi invulnerabili agli attacchi normali e vanno quindi presi alla sprovvista con parate e scatti laterali, ma il lock-on è costantemente fissato sull’obiettivo, generando situazioni spiacevoli a causa di una telecamera irritante, difettosa e tendente a incastrarsi contro i muri.

Per quanto riguarda il gameplay Sword Art Online: Alicization Lycoris abbandona la struttura che imitava gli MMORPG per trasformarsi in un classico JRPG action, ma mantenendo comunque una buona impronta strategica. Menare fendenti a caso non sempre è la soluzione migliore, ma per riuscire a superare le battaglie più ardue bisogna imparare a padroneggiare le varie Arti di Spada e Arti Sacre, così come il tempismo per concatenarle al meglio e sfruttare anche i comandi degli altri membri del party. Prolungando al massimo le combo e sfruttando le varie debolezze è possibile far cadere i nemici nello stato di Pericolo per renderli momentaneamente inerti, ed è il momento migliore per dare sfogo alle Arti Finali o Attacchi di Coppia per infliggere ingenti danni. Le magie si dividono in 8 categorie e sono particolarmente utili per attaccare dalla distanza o applicare potenziamenti, e si rivelano una parte fondamentale nelle strategie più avanzate specialmente negli scontri con i boss più impegnativi. In qualsiasi momento, come dicevamo, è possibile impartire ordini agli altri membri del party oppure prenderne direttamente il controllo, e nel corso dell’avventura non si sarà legati unicamente a Kirito. Anzi, nella seconda parte come accennato il gioco quasi si trasforma completamente offrendo anche la possibilità di cambiare aspetto e sesso di Kirito rendendolo di fatto un avatar completamente personalizzabile, e grazie ad un espediente narrativo si vedranno anche diversi volti noti della serie arrivare in Underworld aumentando di molto il numero di personaggi con cui interagire o impersonare in battaglia. Sebbene non tutti gli eroi siano sempre disponibili il cast supera le decine di unità, e sempre nella seconda parte si possono anche iniziare delle relazioni amorose con ogni personaggio una volta guadagnata abbastanza affinità sia utilizzandoli in battaglia sia completando le relative missioni secondarie o dialoghi facoltativi. La componente ruolistica viene espansa anche con la possibilità di craftare armi ed equipaggiamenti utilizzando i materiali raccolti esplorando il mondo di gioco, inoltre spendendo i Punti Azione si possono sbloccare diverse abilità attive e passive. Ogni personaggio può essere quindi sviluppato con uno specifico ruolo come attaccante, supporto o tank, ma nulla vieta di creare anche dei mix per variare ed avere più opzioni in battaglia. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Sword Art Online: Alicization Lycoris non è di certo una gioia per gli occhi. Il gioco sembra venire direttamente dalla scorsa generazione, con texture slavate e in bassa risoluzione, pop-up continui, input lag dei comandi, muri invisibili nelle mappe, animazioni legnose e frame rate instabile rendono veramente difficile passare sopra a tutti questi difetti messi insieme. L’unica cosa che si salva è il design dei personaggi ma solo perché riprende quello dell’anime per cui era impossibile sbagliare… ma volendo fare i pignoli per qualche motivo le ambientazioni sono state create con uno stile quasi “realistico” che cozza terribilmente con lo stile in cel shading dei personaggi. In ogni caso la bellezza della storia e la trama mettono in secondo piano questi difetti. Tirando le somme, Sword Art Online: Alicization Lycoris è un titolo su cui avremmo voluto vedere un passo in più rispetto ai suoi predecessori. Per certi versi effettivamente ci sono dei notevoli miglioramenti, come quando si osserva il sistema di combattimento nella sua interezza, lo sviluppo del personaggio, l’estetica del mondo di gioco e alcune sfide decisamente valevoli del grind per arrivare ai livelli più elevati. Però, al netto di un prologo fin troppo lungo e limitante, una struttura per le missioni decisamente datata, l’assenza dei temi più centrali della seconda parte di Alicization, numerosi problemi tecnici al lancio e un comparto multigiocatore poco lungimirante, Alicization Lycoris non è di sicuro il migliore titolo della serie, ma in ogni caso merita di essere giocato nella sua interezza.

GIUDIZIO GLOBALE

Grafica: 7

Sonoro: 7

Gameplay: 7,5

Longevità: 7

VOTO FINALE: 7

Francesco Pellegrino Lise

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Assassin’s Creed Valhalla, l’epica avventura ai tempi dei vichinghi

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Assassin’s Creed Valhalla, il nuovissimo capitolo della celebre saga di Ubisoft per Pc, Xbox e PlayStation, è un videogame che sin dall’annuncio ha saputo attrarre a sé parecchie attenzioni. Sarà per l’ambientazione inedita, sarà perché è disponibile anche su Xbox Series X/S e PS5, in ogni caso il titolo è fra i giochi più desiderati del momento. Assassin’s Creed Valhalla è un gioco sicuramente epico, degno delle migliori canzoni norrene: un concentrato di brutalità e potenza scenica, estremamente longevo e strabordante di contenuti.

Ma è anche un’avventura che punta più sulla quantità che sulla qualità, non permettendo così alla serie di scrollarsi di dosso alcune incertezze ereditate dal capitolo precedente, Ac Odyssey. Assassin’s Creed Valhalla si apre semplicemente nel migliore dei modi possibili, con uno spettacolare piano sequenza che ribadisce sin dai primi istanti i toni della produzione: teste mozzate, combattimenti feroci e linguaggio scurrile. La produzione Ubisoft ripropone fedelmente insomma le caratteristiche del periodo, e non solo.

Nei panni di un giovanissimo Eivor i giocatori potranno muovere i primi passi all’interno del gioco, tra cori vichinghi, banchetti e ubriaconi. Le cose si mettono male quando un clan rivale decide di assaltare il villaggio del protagonista, saccheggiando qualsiasi cosa e trucidando ogni civile. È proprio in questo modo che viene forgiato il carattere del protagonista, mentre assiste indifeso alla morte dei suoi genitori. Come spesso accade in questi casi, un flash forward trasporta chi gioca nei panni di una versione decisamente più adulta e brutale di Eivor, intento a salvare la sua ciurma.

Qui comincia ufficialmente l’avventura. Come già detto qualche riga più in alto, la struttura narrativa di questo nuovo Assassin’s Creed eredita esattamente tutte le caratteristiche dello scorso capitolo, apparendo dunque dispersiva e talvolta caotica. Chi si aspettava un ritorno al passato anche in questo ambito è costretto a dover fare marcia indietro. Più che un singolo main plot intimo e costruito attorno alle figure chiavi del racconto, come magari potrebbero lasciare intendere le prime quattro e bellissime ore ambientate in Norvegia, in Valhalla sono presenti tante corpose quest narrative legate da uno scopo unico, ossia conquistare l’intera Inghilterra stringendo alleanze, razziando e compiendo numerosi assedi nelle fortezze dei clan rivali. Valhalla possiamo dire che, in sostanza, eredita sì la struttura del precedente, ma ne aggiusta i toni e sceneggia eventi più trascinanti e convincenti.

E’ bene sottolineare che in Assassin’s Creed Valhalla, oltre alle romance, fanno il loro ritorno anche le scelte multiple, leggermente ridotte come numero ma sicuramente più rilevanti. Nella maggior parte dei casi bisognerà decidere il destino di qualche personaggio, ma è apprezzabile la loro introduzione e soprattutto sarà l’opportunità per i giocatori più curiosi, esplorare ogni variante nel corso di successive run. Per quanto riguarda la figura del protagonista, che potrà essere sia uomo che donna a seconda delle vostre preferenze, haun carattere molto forte, è il classico tipo che non si tira mai indietro, che tiene molto al suo onore e non tradisce mai la parola data. Una grande fetta della sua personalità potrà però essere plasmata a proprio piacimento, sfruttando le scelte multiple che il team di sviluppo mette a disposizione. In generale è un personaggio che fa bene quello che deve fare e che vi trascina verso la fine con piacere, ma che sta un po’ stretto alla serie se paragonato ad altri personaggi, Altair, Ezio ed Edward su tutti. A proposito di protagonista, in Valhalla c’è un tiepido ritorno. Nel 2017, con il lancio di Assassin’s Creed Origins, Ubisoft cominciò non solo un nuovo percorso ludico per la serie, ma anche una cornice ambientata ai giorni nostri del tutto inedita, da giocare nei panni di una donna di nome Layla Hassan. In questo nuovo capitolo, chiaramente, si tornerà ad impersonarla e non possiamo fare altro che sottolineare una certa pigrizia nella costruzione delle scene che la interessano più da vicino. Peccato, in quanto la relazione tra passato e presente è sempre stato uno degli elementi chiave della serie. In Assiassin’s Creed Valhalla fa però il suo ingresso un “Livello di Potenza” che indentifica il grado di rischio delle varie regioni inglesi: se nella prima metà dell’avventura la progressione scorre in maniera assai liscia, con un tasso di sfida che si muove di pari passo con l’upgrade del protagonista, in seguito l’avanzamento pone il giocatore dinanzi a territori da liberare di livello molto superiore a quello ottenuto proseguendo unicamente con la quest principale. Entrare nelle lande inglesi con un grado di potenza di 50 o 100 punti superiore al proprio, equivale a una morte quasi certa. Vi diciamo questo in quanto se è vero che negli scontri uno contro uno c’è ancora un minimo margine di sopravvivenza, quando si verrà accerchiati dai nemici, basteranno due frecce ad eliminare il protagonista, e le probabilità di farla franca sono parecchio ridotte. La libertà d’azione non è poi così estesa: il farming in Valhalla, benché sia meno pressante di quello di Odyssey, è ben mascherato, e le esigenze di accrescere il proprio potere si palesano solo più avanti nella campagna. Insomma, uno snellimento furbo e abbastanza efficace, ma ancora non del tutto esente da qualche incertezza.

A livello di combat system Assassin’s Creed Valhalla non deluderà i suoi fan, dimenticate però le eleganti uccisioni di Ezio: i vichinghi sono un popolo brutale e tali saranno le uccisioni. Gli scontri sono sanguinosi, violenti e sorprendentemente ricchi di mutilazioni. Vedrete teste volare e arti cadere, ma anche avversari trafitti dalle loro stesse armi in scene che poco hanno da invidiare al cinema pulp. Fidati compagni di chi gioca in questo bagno di sangue saranno: arco e frecce, un’arma primaria e lo scudo per parare i colpi degli avversari. La strategia da utilizzare è quella che abbiamo ormai imparato a conoscere negli ultimi episodi: si colpisce duro e si schiva molto. Anche ai livelli di difficoltà più bassi sarà vitale imparare ad eludere gli avversari, spostarsi rapidamente o usare lo scudo per bloccare tempestivamente gli attacchi peggiori, così da destabilizzare i nemici ed esporli ai propri attacchi. Bisognerà poi imparare a sfruttare le mosse speciali che non si otterranno salendo di livello ma che bisognerà trovare esplorando l’ambiente. La mappa di gioco infatti include anche i libri della conoscenza, da cui imparare tecniche nuove che possono tornare particolarmente utili in battaglia. Ovviamente sono tutte mosse legate in primis all’uso della forza bruta e delle abilità fisiche, niente magie o cose del genere. Da qui il loro legame con la barra dell’Adrenalina, che potrà essere riempita nel corso degli scontri o tramite speciali funghi distribuiti nei diversi ambienti di gioco. Eivor potrà inoltre contare su un solido equipaggiamento, che potrete potenziare trovando le giuste risorse e persino qualche runa che ne aumenti l’efficacia. Ritroviamo poi l’albero delle abilità che in Assassin’s Creed Valhalla risulta davvero ricco e stratificato, così da definire con precisione lo stile di combattimento del protagonista. Attenzione però, essendo un gioco estremamente esteso, qualche piccola pecca l’abbiamo trovata. Ad esempio il sistema di combattimento, magistrale nella gestione degli scontri 1 vs 1, perde qualcosina quando i nemici iniziano ad essere parecchi. A rendere difficili le battaglie ci pensa anche la lenta risposta dei comandi. Non sempre, sia chiaro, ma capiterà di tentare una parata e vedere Eivor che non muove un muscolo, soprattutto se lo si fa pochi istanti dopo un attacco. Nel dubbio il gioco privilegia sempre il comando legato all’arma principale rispetto alla parata e questo espone il giocatore a qualche ferita di troppo. Le battaglie caotiche, che normalmente sono Assalti ad avamposti avversari o Razzie nei monasteri, incidono anche sulla fluidità del gioco, con qualche lag occasionale che può influire sull’esito della battaglia. La situazione però è migliorata rispetto ai giorni precedenti il lancio quindi confidiamo in qualche aggiornamento software definitivo. Rimane poi da considerare la piattaforma di gioco: su PC, PlayStation 5 o Xbox Series X|S le prestazioni sono assolutamente migliori. Qualche piccolo problema infine l’abbiamo riscontrato nei movimenti. Eivor tende ad arrampicarsi su tutto, anche quando non si vuole, a non centrare piccole botole quando si cerca di calarsi al piano inferiore o ad essere troppo irruento nella distruzione di elementi che sono ad un passo da lui, mancando di fatto l’obiettivo. In generale quindi Assassin’s Creed Valhalla avrebbe avuto bisogno di un po’ più di pulizia generale, che avrebbero reso l’esperienza di gioco ancora più coinvolgente.

Assassin’s Creed Valhalla offre al giocatore svariate opzioni che permettono di personalizzare al meglio l’esperienza utente. La difficoltà è suddivisa in tre differenti parametri: esplorazione, stealth e combattimento. Questi elementi possono essere regolati in maniera indipendente, al fine di cucirsi addosso l’esperienza migliore. Combattimento e stealth subiscono modifiche piuttosto intuibili, dal minor tempo di individuazione a danni maggiori; esplorazione, invece, come già visto in Odyssey, riduce le informazioni a schermo, rendendo le traversate molto più immersive e intricate. A sorpresa segnaliamo anche l’aggiunta del supporto per mouse e tastiera, sicuramente abbastanza futile considerando la tipologia di gioco, ma sempre ben accetto. La versione da noi testata, su Xbox One X, è afflitta da alcuni leggeri fenomeni di tearing, cali di frame e da una modellazione poligonale di personaggi e strutture non eccelsa. Il colpo d’occhio rimane sicuramente notevole, ma l’impressione di star giocando la versione old gen è stata molto forte per tutta l’esperienza, siamo certi che su PC e console di nuova generazione, Assassin’s Creed Valhalla riuscirà a dare il meglio di sé, soprattutto grazie ai 60 fps. Eccezionale, infine, il comparto audio e il supporto HDR, forse parzialmente rivedibile nella gestione dei toni più scuri; per il resto, soprattutto in pieno giorno, regala scorci notevoli. Tirando le somme, Assassin’s Creed Valhalla, nonostante la discreta varietà di attività da compiere, provoca qualche singhiozzo di ripetitività che comincia a farsi più invasivo dopo le prime 30 ore, quando la fine della storia è ancora abbastanza distante. A tratti troppo prolisso, Valhalla punta di nuovo sull’accumulo, rendendo i regni inglesi un grosso parco giochi nel quale cimentarsi in razzie, gare di bevute e scorribande in puro stile vichingo. L’insieme è incorniciato da una trama ben scritta ma troppo diluita, che ci mette molto tempo prima di entrare nel vivo della lore della saga degli Assassini. A fare da supporto alle peripezie di Eivor ci pensa un’esplorazione sempre stimolante e un combat system denso di buone idee, non tutte ben implementate, eppure brutale a sufficienza da iniettarci un’appagante dose di adrenalina. L’ultimo capitolo è quindi un ottimo mix fra vecchio e nuovo in un periodo storico del tutto inedito. Ovviamente il balzo in avanti sulle piattaforme Next-Gen migliorerà diversi aspetti di quanto abbiamo potuto vedere, in ogni caso Assassin’s Creed Valhalla è un gioco che merita di essere giocato e spolpato fino all’osso. Se avete molto tempo a vostra disposizione e state cercando un videogame appassionante, bello da vedere e con tante cose da fare, bene, l’ultima fatica di Ubisoft saprà senza ombra di dubbio darvi grandi soddisfazioni.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 9

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nokia 8.3 5G, lo smartphone del futuro di HDM Global

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HMD Global, la casa dei telefoni Nokia, annuncia che Nokia 8.3 5G, il suo primo smartphone 5G, è disponibile in Italia al prezzo di 599 euro.

A testimonianza dell’impegno nel garantire sicurezza, velocità e innovazione in risposta alle richieste dei clienti più esigenti del mondo – i servizi segreti dell’MI6 – Nokia 8.3 5G è lo smartphone scelto dal nuovo agente 00 nel prossimo film di James Bond “No Time To Die”. Dotato di una potente fotocamera quadrupla PureView con ottiche ZEISS, Nokia 8.3 5G permette di catturare ogni aspetto della scena e sarà sempre a prova di futuro, grazie alla copertura del più elevato numero – ad oggi – di bande 5G New Radio, aspetto che lo rende pronto a funzionare con combinazioni di implementazioni 5G standalone e non che gli operatori di tutto il mondo stanno lanciando.

La connettività 5G veloce e affidabile per lo streaming e il gioco è garantita a tutti, ovunque si trovino. Nokia 8.3 5G è lo smartphone ideale per i video creator grazie al debutto della funzionalità di acquisizione ed editing ZEISS Cinema, alla straordinaria ripresa video in condizioni di scarsa illuminazione e alla registrazione audio OZO. Sulla scia della tradizione finlandese, Nokia 8.3 5G arriva nella colorazione Polar Night, ispirata direttamente al cielo artico.

Primo tra gli smartphone Nokia a essere dotato dell’app di editing e acquisizione ZEISS Cinema, Nokia 8.3 5G permette di rendere epico ogni video e di girare come un regista professionista con effetti in stile hollywoodiano. Si possono aggiungere scie anamorfiche alle riprese per una resa fantastica e condividere i vostri meravigliosi filmati in 4K con il 5G. Registra i tuoi contenuti in formato cinematografico 21:9 e usa la classificazione professionale dei colori sul dispositivo per cambiare lo stile dei vostri video. Si possono inoltre godere al meglio gli scatti notturni grazie al sensore grandangolare con super pixel che permettono di catturare un maggior numero di dettagli e produrre un’immagine più luminosa con meno rumore. Il video HDR permette di acquisire un’elevata gamma dinamica di contrasto. E’possibile, inoltre, portare con se il Nokia 8.3 5G nella prossima avventura e registrare un video fluido con la modalità Action Cam. Grazie alla registrazione audio OZO immersiva a 360° vi potrete godere una precisione spaziale realistica. Nokia 8.3 5G dispone di una fotocamera quadrupla PureView con ottiche ZEISS per catturare ogni aspetto della scena, dai panorami mozzafiato a primi piani dettagliati con la modalità macro fino ai bellissimi ritratti con ZEISS Bokeh, sfruttando il sensore di profondità. I 64MP della fotocamera sono in grado di offrire dettagli e sensibilità straordinari grazie alla tecnologia pixel pinning.

La piattaforma modulare Snapdragon 765G 5G con il sistema Snapdragon X52 5G Modem-RF è ottimizzata per il 5G, il che significa che Nokia 8.3 5G sarà sempre a prova di futuro grazie a una connettività veloce e affidabile, giocando senza distrazioni ai videogiochi su Stadia, guardando film in streaming e condividendo contenuti. Con un display edge-to-edge da 6,81 pollici, Nokia 8.3 5G vanta il più ampio schermo a tecnologia PureDisplay basata su processore visivo Pixelworks, tra tutti gli smartphone Nokia. Il device integra, inoltre, il Qualcomm® AI Engine di quinta generazione della piattaforma modulare Snapdragon 765G per fornire esperienze di intelligenza artificiale intuitive. Questa tecnologia assicura una qualità HDR coinvolgente e una straordinaria riproduzione dei colori per tutti i tuoi contenuti in streaming, foto, video o giochi, anche quando disponibili solo in gamma dinamica standard (SDR). Ciò avviene aumentando dinamicamente la profondità del colore e i dettagli di 64 volte, trasformando tutto il tuo intrattenimento in esperienze cinematografiche indimenticabili. Sulla scia delle sue radici finlandesi, Nokia 8.3 5G possiede tutti i tratti del design nordico, tra i quali il colore esclusivo che riprende quello del cielo artico. Disponibile nella versione Polar Night, la cover del Nokia 8.3 5G è realizzata con una tecnologia di metallizzazione con un caratteristico motivo di rifrazione della luce che permette ai colori di mescolarsi per rievocare l’aurora boreale. Il Nokia 8.3 5G combina il pulsante di accensione e il sensore di impronte digitali per un accesso più fluido e semplice al telefono. Inoltre, lo smartphone continuerà a migliorare, con due anni garantiti di aggiornamenti del sistema operativo e tre anni di aggiornamenti di sicurezza mensili, insieme a una suite di applicazioni Google apprezzate dagli utenti. Nokia 8.3 5G è disponibile da oggi al prezzo di 599 EUR nella versione da 6GB/64GB e 649 EUR in quella da 8GB/128GB.

F.P.L.

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Black Desert Prestige Edition, la versione migliore per avvicinarsi al celebre MMORPG

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Black Desert è un MMORPG action open-world con una grafica mozzafiato e un sistema di combattimento innovativo, basato sulle abilità tipiche di questo tipo di videogioco.

All’interno del mondo di gioco è possibile personalizzare il proprio personaggio in diversi modi, adattandolo al proprio stile di gioco personale. Il titolo è inoltre famoso per i suoi controlli intuitivi, il mondo di gioco ben realizzato, e una trama coinvolgente ed accattivante.

Ora grazie a questa nuova edizione, dopo il grande successo in 150 paesi e il doppiaggio in 12 lingue diverse, con oltre 30 milioni di utenti registrati, Black Desert è pronto a stupire ancora. La Prestige Edition, infatti è disponibile dal 6 novembre in Europa, Africa, Medio Oriente, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, su PlayStation 4 e Xbox One. Tale edizione rappresenta quanto di meglio si possa volere dal gioco in quanto comprende il gioco base, tutti i DLC e moltissimi altri contenuti e gadget. I giocatori che non sanno cosa aspettarsi da Black Desert saranno catapultati in una vastissima comunità fin da subito in un vasto MMORPG open-world che offre alcune delle personalizzazioni dei personaggi più complesse che si siano mai viste.

Black Desert non pone limiti al giocatore: una volta risvegliatosi da un evento non precisato, provato a spiegare in qualche modo da alcuni flashback e da una nuova sequenza iniziale ricreata in CGI il giocatore viene “abbandonato” a sé stesso. In Black Desert è possibile scegliere praticamente ogni cosa e fare qualsiasi cosa, compreso acquistare e gestire immobili, creare alleanze commerciali e avviare una vera e propria personalissima linea di “entrate”, fondamentali nelle fasi più avanzate del gioco, in particolare se ne si fa una questione di “mero” equipaggiamento. Ed è proprio qui che entra in gioco la versione che abbiamo avuto modo di testare in questi giorni: la Prestige Edition. In realtà è molto semplice: a parte qualche piccolissimo dettaglio, la versione in questione è da considerarsi come una “semplice” entry level per i giocatori console in attesa della copia fisica, venduta ad un prezzo di listino di 39,99€. Tale prezzo, però, è assolutamente “falso” poiché la Prestige Edition racchiude in sé tantissimi contenuti digitali dal valore di oltre 140 dollari (circa 120€), pensati appositamente per agevolare la progressione di quei giocatori che hanno iniziato a prendere conoscenza con lo sconfinato universo di Black Desert soltanto ora. Per il resto, però, il titolo rimane sempre il medesimo, splendido sandbox misto a gioco di ruolo a sua volta misto ad un action game, per un risultato finale squisitamente caotico e più che riuscito. La varietà di gameplay offerta dalle varie classi porta a Black Desert Online una certa rigiocabilità come ci si aspetterebbe da un MMO, permettendo di cambiare personaggio per rinfrescare l’esperienza e giocare con un nuovo set di occhi. Giocare come personaggio di supporto è molto diverso dal giocare come un tank, quindi ottenere il pieno godimento dal gioco si riduce davvero a provare ogni ruolo e capire quale sia quello migliore per il proprio stile. Black Desert Prestige Edition è l’occasione migliore per avvicinarsi a un prodotto incredibilmente vasto e ricco di possibilità, l’ideale per gli appassionati di MMO, grazie ad una quantità importante di contenuti aggiuntivi perfetti per rendere la progressione di gioco più agevole e veloce.

Parlando di aspetto non si può non citare lo smisurato editor di creazione di personaggio che il titolo di Pearl Abyss porta con sé. Probabilmente non si è mai visto nulla di vagamente simile in giro, e lo possiamo confermare anche a fine 2020 e con la next-gen ormai ufficialmente arrivata. L’editor di Black Desert è in grado di far perdere ore, sappiatelo, ma ne vale davvero la pena: non c’è niente di più bello di sentirsi a proprio agio con il proprio corpo, no? E questo è un po’ ciò che succede con Black Desert, in cui è stranamente impossibile imbattersi in personaggi da fattezze simili grazie proprio ad una possibilità smisurata in termini di creazione e caratterizzazione del proprio avatar di gioco. La bontà tecnica e artistica del titolo non si ferma di certo qua: anche oggi, da vedere, Black Desert è un prodotto sontuoso sorretto da un motore grafico che fa il suo lavoro al meglio, con un ottimo utilizzo di tutti gli artifici tecnici, utili a migliorare la concezione che si ha dell’immagine stessa. Con i complimenti, però, siamo costretti a fermarci qui perché la versione da noi testata (Xbox One X) è stata vittima di un’ottimizzazione davvero approssimativa. Soprattutto nelle zone sovraffollate è quasi impossibile muoversi, con un frame-rate che crolla sotto i 20fps anche durante i combattimenti e una sensazione costante di lag veramente difficile da sostenere e digerire. A questo si aggiungono altri numerosi problemi, come il caricamento delle texture sempre in ritardo, alcune volte anche per minuti e minuti, pop-in e pop-out continui e bug vari, che rovinano fortemente l’esperienza complessiva di un titolo che fa anche dell’estetica una delle sue armi migliori. C’è solo da sperare che a breve venga rilasciata qualche patch per ovviare ai problemi sopra elencati, ma soprattutto che le versioni Xbox Series X e Ps5 vengano ottimizzate a dovere. Tirando le somme, possiamo dire che in Black Desert Prestige Edition il potenziale c’è tutto, basterà davvero poco per trasformare il titolo in qualcosa di estremamente interessante anche su Console. Provare per credere.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 7

Sonoro: 7,5

Gameplay: 7,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 7,5

Francesco Pellegrino Lise

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