Acea Ato 2, nuove bollette e nuovi parametri di calcolo: ecco chi ci perde e… chi ci guadagna

Il nuovo sistema di calcolo del gestore ACEA opera una redistribuzione del peso tariffario. Le fasce deboli e poco avvezze ad internet penalizzate in un desolante silenzio in cui si premia chi consuma di più.

A Guidonia Montecelio, come negli altri comuni, stanno arrivando come fulmini a ciel sereno le lettere di Acea Ato 2

112 Comuni, quattro milioni di utenti sono gli interessati a cui Acea Ato 2 ha inviato una lettera per confermare che entro il 28 febbraio dovranno aggiornare sul sito MyAcea i componenti del nucleo familiare.

Si chiama TICSI il testo integrato per i corrispettivi dei servizi idrici che con delibera n. 4/19 dell’11 novembre 2019 ha approvato la nuova articolazione tariffaria, in applicazione della deliberazione ARERA n. 665/2017.

La nuova tariffa partirà a marzo 2020

Vecchie tariffe a confronto con le nuove

Una delibera governativa di tre anni fa che porta la firma di Gentiloni, transitata attraverso l’Autorità Regolazione per Energia Reti e Ambiente già denominata Autorità per Energia e Gas istituita nel 95, che regola e controlla i settori energetici e idrici del nostro Paese.

Una autorità amministrativa indipendente: l’ultimo organo collegiale fu nominato nel luglio del 2018 su proposta di Di Maio, dal ministro Costa.

E’ presieduto da Besseghini unitamente a Castelli, Guerrini, Poletti e Saglia, con risorse di funzionamento che non provengono dal bilancio di Stato ma da contributi sui ricavi degli operatori, con stipendi da 240 mila euro all’anno oltre le spese di trasporto che dalla trasparenza non sono mai inferiori a 40/45 mila euro sempre cadauno. Roba da far impallidire Mattarella.

“La lettera non firmata inviata da Acea Ato 2 SpA – conferma Giovanna Ammaturo, consigliere di Fratelli d’Italia a Guidonia Montecelio, ben rappresenta la supponenza della burocrazia e la vessazione nei confronti delle fasce più deboli ed anziani. Solo tramite internet sarà possibile indicare il numero dei componenti del nucleo familiare per l’applicazione della nuova tariffa retroattivamente dal primo gennaio 2019. Superato il 28 febbraio la modifica avrà effetto dalla data della comunicazione. Questo perché dal 2020 cambia il calcolo del consumo d’acqua.

La Prima novità: le utenze saranno divise in domestiche e non domestiche. Seconda, importantissima novità: alle utenze domestiche, per la parte variabile del servizio di acquedotto verrà applicata una tariffa sulla base del numero di componenti del nucleo familiare. Ecco come funzionerà: Oltre alla quota variabile proporzionale al consumo procapite la tariffa sarà composta anche da una quota fissa, che riflette “gli oneri inerenti la sicurezza degli approvvigionamenti” (in altre parole: la gestione delle infrastrutture e l’insieme delle attività necessarie per garantire il servizio). Come accade per l’energia elettrica ed il gas che costa più il trasporto che il consumo.

La quota variabile del servizio di fognatura e depurazione non sarà articolata in scaglioni, ma calcolata secondo il volume. Le utenze non domestiche di cui fino ad oggi si riconoscevano 1.700 tariffazioni diverse saranno private del minimo impegnato e ricondotte a sei nuove categorie d’uso. Avranno invece una tariffa differente a seconda del fatto che conferiscano nella fognatura pubblica solo reflui assimilabili agli usi domestici ad es. uffici, oppure reflui industriali autorizzati. Per le utenze condominiali continuerà ad essere applicata la tariffa domestica residenziale con scaglione di consumi modulati in funzione del numero degli appartamenti per cui non sarà necessaria nessuna comunicazione da parte dell’amministratore. L’Autorità ha stabilito anche la gestione della morosità del servizio idrico arrivando alla sospensione dopo un anno tutelando gli utenti vulnerabili. Per i condomini l’acqua non potrà essere staccata se l’amministratore dopo la messa in mora paga in una unica soluzione la metà e il restante in 12 mesi. Un sistema di calcolo , conferma Ammaturo, che sulla carta dovrebbe offrire equità, ma che di fatto fa aumentare i costi per i consumi più contenuti mentre diminuisce per quelli alti, in osservanza del principio che è garantito l’utilizzo di 50 litri d’acqua al giorno cadauno. Rispetto al passato il nucleo familiare al di sotto dei tre componenti avranno un aumento di tariffa, con tre persone ci sarà il mantenimento e diminuirà con nuclei superiori. In assenza di uffici locali Acea in molti Comuni o di presenza rada sarà anche difficile chiedere il bonus sociale idrico già dal primo febbraio che per una famiglia tipo di 3 persone, come stabilito dall’Autorità, con consumo di 150mc/anno potrà coprire 1/3 della spesa. Tutti i nuclei familiari in stato di bisogno potrebbero chiederlo con Indicatore di Situazione Economica Equivalente ( ISEE) non superiore a 8.265 euro che sale a 20.000 con tre figli a carico. La stessa famiglia in un condominio non potrà avanzare medesima richiesta. Un eccesso di potere ( Art. 3 Costituzione) per disparità di trattamento tra i cittadini tra condomini e singoli utenti e soprattutto non premia chi risparmia l’acqua. Singolare a Guidonia Montecelio l’assoluta mancanza di comunicazione e trasparenza abbandonando i cittadini a se stessi. Il sindaco Barbet a cui abbiamo rivolto una circostanziata interrogazione ha mancato per l’ennesima volta in chiarezza e vigilanza oltre a non cautelare i più anziani e altri che non hanno dimestichezza con internet. Comuni come Manziana fino al 28 di febbraio terranno aperto l’URP per due giorni a settimana per offrire una mano ai cittadini. Occorre una forza morale per cambiare le cose non gli slogan grillini. I silenzi di Barbet non danno speranze ai cittadini. Chi ha proposto e chi ha approvato ha il dovere di spiegare ai cittadini come cambia e cosa comporta. Anche nella conferenza dei 52 sindaci con Acea a dicembre del 2018, Barbet, fu tra i nove che votò a favore mentre altri 27 insieme a 16 astenuti dissero no a questo accordo. In tempi di coronavirus avremmo voluto parlare d’altro ma la fumosa burocrazia e la mancanza di trasparenza sono peggio.”




Anguillara, lago di Bracciano. Anselmo: “L’emergenza idrica è tutt’altro che risolta”

ANGUILLARA (RM) – Durante l’assemblea dei sindaci Ato 2 in Città Metropolitana il sindaco di Anguillara Sabrina Anselmo nel suo intervento ha sottolineato la non tempestività a convocare un assemblea sull emergenza idrica che ha colpito la nostra regione e la conseguente carenza idrica dei territori “A questo punto ci domandiamo – ha detto Anselmo –  se facciamo parte di questa Città Metropolitana o siamo solo una manina da alzare in questo contesto. Oltre tutto noi sindaci del lago – ha proseguito il sindaco di Anguillara – abbiamo fatto richiesta di una assemblea straordinaria sull’emergenza idrica, ma ci e’ stato risposto di aspettare questa data. Ora siamo ad ottobre e il danno sul lago c’ è stato, ora saranno le indagini della magistratura a stabilire se sia stata l’evaporazione o le captazioni a provocare l abbassamento e conseguente danno ambientale.”

La prima cittadina di Anguillara Sabazia prendendo come riferimento la relazione fornita ai sindaci in conferenza, ha poi letto un passaggio dove Acea dichiara che informalmente è stato comunicato ai sindaci che non si preleverà più dal lago di Bracciano se non come riserva strategica.

“Ad oggi non e’ arrivata nessuna comunicazione che dichiari che non verranno più effettuate captazioni, – ha detto Sabrina Anselmo – e sinceramente non crediamo a queste affermazioni perché ormai siamo abituati a promesse di Acea che vengono successivamente disattese. Oggi il lago – ha proseguito Anselmo – è a quasi due metri sotto lo 0 idrometrico e non sta piovendo. Se non ve ne siete accorti l’emergenza idrica è tutt’altro che risolta. Siamo ad ottobre e abbiamo lo stesso fenomeno dello scorso anno dove avevamo previsto questa situazione e cercato delle soluzione che potessero salvare il nostro lago. Ora cosa facciamo? Ci ripresentiamo a Maggio con una nuova emergenza idrica? O lavoriamo da subito per risolvere il problema, o ci rivediamo direttamente a ottobre del prossimo anno.” Queste le domande poste dal sindaco di Anguillara Sindaco Sabrina Anselmo alla conferenza dei sindaci Ato 2, sottolineando che questa stagione il territorio ha subito gravi danni e ancora stenta a riprendersi.




NEMI, FONTANELLA CON BATTERI DELL'ACQUA DI FOGNA: 4 GIORNI PER TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA

Redazione

Nemi (RM) – Interrotto il flusso idrico alla fontanella di via del Perino. Buona la quarta direbbero nel mondo delle fiction. Purtroppo però, in questo caso, si tratta della triste realtà di quanto accaduto a Nemi dove ci sono voluti ben 4 giorni prima che la salute pubblica, finalmente, potesse essere tutelata.

Ecco i fatti:
Lo scorso Venerdì 6 settembre il primo cittadino Alberto Bertucci ha emesso un’ordinanza che intimava ad Acea Ato 2 la immediata chiusura della fontanella pubblica di via del Perino presso il lago di Nemi.

La fontanella è rimasta aperta fino a Lunedì 9 settembre, almeno fino alle ore 12.40 orario della foto scattata da L’osservatore laziale che testimonia il funzionamento della fontanella.  E in questi 4 giorni la popolazione, ignara come al solito di tutto, ha continuato a bere e a rifornirsi di acqua contaminata da batteri di acqua di fogna, pure in buona misura 22MPN/100ML.

“Mamma mia sono anni che la beviamo speriamo di non crepare!!!!!!!!! “ Ha commentato su Fb Claudia P. una residente del luogo appresa la notizia da L’osservatore laziale ( Art. dell'8 settembre 2013 NEMI, FONTANELLA AL LAGO INQUINATA DA BATTERI: LE PERSONE CONTINUANO A BERE ACQUA NON POTABILE. NON SI SCHERZA CON LA SALUTE PUBBLICA! ) riguardo l’inquinamento della fontanella. 

La riflessione che sorge spontanea è la seguente: Ma nel frattempo che Acea provvedesse a chiudere la fontanella e quindi ad ottemperare all’ordinanza di chiusura,  ci voleva tanto ad apporre un cartello con su scritto acqua non potabile? Forse così si sarebbe meglio tutelata la salute pubblica. O anche questi a Nemi sono dettagli?

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08/09/2013 NEMI, FONTANELLA AL LAGO INQUINATA DA BATTERI: LE PERSONE CONTINUANO A BERE ACQUA NON POTABILE. NON SI SCHERZA CON LA SALUTE PUBBLICA!

 




LANUVIO, CHIUSO UN SERBATOIO E DUE FONTANELLE. ENTRO FINE ANNO RISOLTA L'EMERGENZA ARSENICO

Angelo Parca

I valori di arsenico contenuti nell’acqua di Lanuvio rientreranno nei parametri di legge entro fine anno. In occasione del tavolo tecnico regionale riunitosi il 23 luglio 2012 in vista dell’imminente scadenza dei decreti di deroga per arsenico e fluoruro, l’Acea Ato 2, considerato lo stato di attuazione delle opere, ha riferito che nel territorio del Comune di Lanuvio, ai Castelli Romani, i parametri derogati rientreranno all’interno dei valori massimi entro il 31 dicembre prossimo. Si ricorda che nelle seguenti strade l’acqua distribuita è potabile:Via Appia Vecchia, Via Diomede, Via Tempio di Giunone, Via Don Pandolfi, Via Giovanni XXIII, Via Pantanacci. Su tutto il resto del territorio comunale l’acqua distribuita all’utenza ha un contenuto di arsenico inferiore a 20 microgrammi/l, ma superiore a 10 microgrammi/l, pertanto è possibile utilizzare l’acqua erogata dalla rete comunale per tutti gli usi potabili, domestici ed alimentari, con divieto di uso potabile ed il consumo (reidratazione e ricostituzione alimenti: preparazione biberon, the, minestrine ecc) per i bambini di età inferiore a tre anni.

In funzione degli esiti di alcune recenti analisi, il Comune di Lanuvio rende noto che è stato chiuso un serbatoio e due fontanelle pubbliche, che saranno riaperti non appena i parametri rientreranno nella norma:

 Serbatoio distribuzione (per utenti di età inferiore ai 3 anni) Via Aldo Moro

Fontanella pubblica Piazza U. La Malfa / v. Carlo Alberto Dalla Chiesa

Fontanella pubblica Piazza G. Mazzini

Serbatoio distribuzione (per utenti di età inferiore a 3 anni) via Giovanni XXIII – Parcheggio del Cimitero

Considerata l’emergenza idro-potabile il gestore ACEA ATO2 ha avviato un programma di controllo che consiste in una maggiore frequenza di monitoraggio ed un piano di rientro per un costo di € 23.279.661 (comprensivo del piano di rientro per il fluoruro).

Sul territorio del Comune di Lanuvio tale piano di rientro prevede la realizzazione dei seguenti interventi:

 Nuovo serbatoio Monte Giove, relativi collegamenti ed impianto di potabilizzazione

Nuovo serbatoio Carlo Fontana e relativi collegamenti

Potabilizzatore Carlo Fontana

Potabilizzatore Pozzo S. Lorenzo e condotta, via Tempio di Giunione

Potabilizzatore Pozzo Via della Pace

Potabilizzatore S. Maria delle Grazie

Adeguamento depuratore La Pietrara




ROMA, FIRMATO PROTOCOLLO SUGLI APPALTI IDRICI TRA SINDACATI E ACEA SPA

Alberto De Marchis

E’ stato firmato il 6 giugno il Protocollo sugli Appalti Idrici tra ACEA SpA, ACEA ATO2 SpA e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e relative categorie: Filctem, Flaei, Uilcem, Fillea, Filca e Feneal, come naturale seguito al Protocollo firmato in Prefettura nel febbraio 2011 per prevenire e contrastare il lavoro nero, l’evasione contributiva e la presenza di imprese irregolari negli appalti di Roma e Provincia. Il Protocollo segna un passo importante nei rapporti tra azienda e lavoratori, volti ad aumentare la qualità del lavoro, la sicurezza nei cantieri, il monitoraggio delle imprese appaltatrici iscritte agli Albi, gli investimenti e la professionalità, prevedendo tutta una serie di controlli e ‘buone pratiche’ che garantiscono sia l’azienda che i lavoratori, riportando l’accento su qualità del lavoro e sicurezza nel mercato dell’edilizia. Tra i più importanti punti concordati e sottoscritti è previsto, ad esempio, che la ditta che si aggiudica i lavori in appalto, debba avere nell’organico delle figure professionali di provata esperienza e di adeguata formazione come gli operai specializzati e qualificati. Questione sostanziale volta ad evitare l’applicazione di contratti diversi dalle professionalità effettivamente impiegate, pratica a cui negli ultimi anni, si assiste sempre più spesso. Altro fondamentale punto dell’accordo è la pianificazione a lungo termine, da parte di Acea, delle politiche di investimento sulle reti idriche e fognarie al fine di salvaguardare anche l’occupazione dell’indotto, di cui le OOSS saranno costantemente informate, in un’ottica di scambio e collaborazione fattiva che la stessa Acea ritiene utile per favorire i principi di gestione in qualità e sicurezza nel mercato degli appalti.E’ stata, inoltre, ribadita con forza la comune volontà di combattere il lavoro irregolare, le inadempienze contrattuali e previdenziali ed il mancato rispetto delle norme di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, battaglie portate avanti ormai da anni dalle sigle sindacali. E’ stata quindi decisa la costituzione di una Commissione paritetica che rappresenti la società ed i sindacati che si occupi di monitorare gli appalti per garantire la libera circolazione di informazioni e la massima trasparenza, grazie a comunicazioni periodiche inviate alla Direzione Territoriale del Lavoro e allo SPRESAL della ASL di competenza. Di estrema attualità ed importanza è anche la lotta all’evasione fiscale che nel Protocollo si esplica nell’attività di controllo che l’Acea, in qualità di stazione appaltante, si impegna a portare avanti con la richiesta dei DURC direttamente agli istituti o agli enti abilitati al rilascio del territorio, prima del pagamento dei SAL o dello SFL, anche perché sarà la stessa ACEA a pagare direttamente i subappalti. Anche controlli più costanti e direttamente in loco sono previsti dal Protocollo, con un Responsabile che dovrà ispezionare il cantiere una volta al mese e registrare la propria presenza ed osservazioni sul giornale lavori, con l’accertamento che ogni lavoratore abbia il proprio tesserino di riconoscimento valido, con l’informazione dei lavoratori sui rischi e sulle norme di sicurezza e con il controllo che tutta la documentazione prevista dalla legge sia tenuta ed aggiornata dalle ditte subappaltatrici. Questioni che potrebbero sembrare banali e burocratiche, ma la cui inadempienza negli ultimi anni, è stata la causa principale di incidenti nei cantieri e di diffusione di illegalità e criminalità nell’edilizia laziale. Questa la dichiarazione delle Segreterie Provinciali di Fillea-Cgil, Feneal-Uil e Filca-Cisl: “Siamo convinti che questo Protocollo non solo farà in modo che non ci siano situazioni di elusione dei contratti idrici negli appalti ACEA, ma contiamo, con questo accordo, di aver contribuito ad eliminare, almeno in questo ambito, la concorrenza sleale (dumping sociale) e il ricorso sempre più frequente e pericoloso all’eccesso di ribasso nelle gare d’appalto, che sono ormai la causa prima di illegalità nei cantieri.”