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Andria, colpo grosso: scoperto il deposito della mala

Andria (BT) – I Carabinieri della Compagnia di Andria, nel corso di mirati servizi predisposti per il contrasto all’illecita attività dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato un andriese, S.A., 37enne, pregiudicato del luogo.

Durante le prime ore del pomeriggio, i militari dell’Aliquota Radiomobile,  nel corso di un servizio finalizzato a reprimere e contrastare i reati in materia di stupefacenti,  hanno operato una perquisizione all’interno di un garage del centro cittadino, dove poco prima avevano notato, entrare ed uscire con fare circospetto, una persona. Il comportamento del soggetto, non sfuggiva all’occhio attento di alcuni militari, i quali, dopo averlo pedinato per qualche centinaio di metri, decidevano di fermarlo e sottoporlo ad un accurato controllo. Nel corso di tale verifica S.A. veniva trovato in possesso di un mazzo di chiavi, sul conto delle quali si rifiutava di fornire valide spiegazioni. Pertanto, gli approfondimenti venivano estesi al predetto locale, dove S.A. era stato visto, poco prima, uscire furtivamente. Una volta aperto il garage con le chiavi in questione, veniva rinvenuto un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, costituiti da Kg. 15 circa di hashish, divisi in 142 panetti; Kg. 1 circa di CocainaKg. 1 circa di Marijuana;  gr. 700 circa di eroina, nonché una macchina per sottovuoto e materiale vario per il confezionamento. Sempre all’interno dello stesso garage venivano rinvenute 150 cartucce cal.12 opportunamente occultate, nonché kg.3,5 circa di materiale esplodente, tipo tritolo, diviso in diversi contenitori, completi di miccia e detonatore innescati. Uno degli ordigni esplosivi, in particolare, del peso di circa 1,5 kg. era costituito da  tritolo in polvere  mescolato a viti e bulloni. Il rinvenimento del materiale esplodente, estremamente pericoloso, richiedeva l’intervento degli artificieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari, i quali provvedevano a disinnescare gli ordigni ed a porli in sicurezza. In considerazione della modalità di rinvenimento ed occultamento del materiale rinvenuto e sottoposto a sequestro, S.A. veniva tratto in arresto per detenzione illegale di materiali esplodenti e munizioni, nonché per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, associato alla locale Casa Circondariale. 




Andria, spaccio: arrestati due pusher

ANDRIA – Ad Andria, la scorsa serata, l’attività di controllo dei Carabinieri della locale Compagnia ha consentito di scovare altri due pushers, arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di un 30enne, e di un 37enne, entrambi del luogo, già noti alle forze dell’ordine per reati sempre connessi al traffico di droga.

I militari dell’Aliquota Radiomobile, apprese notizie dell’attività illecita dei soggetti, si sono appostati nei pressi dell’abitazione del 37enne, frequentato assiduamente dal complice, constatando un andirivieni giudicato sufficiente per optare ad una irruzione nell’ dell’abitazione. All’interno, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione sul 30enne rinvenendo tre stecche di hashish del peso complessivo di grammi 11, più una dose confezionata, pronta per lo smercio, oltre alla somma contante di euro 25,50.

L’attività è proseguita controllando l’intero appartamento in cui, da un suppellettile posto nella camera da letto, vi erano celati altri 33 grammi della medesima sostanza, suddivisa in 15 dosi e 4 stecche, oltre all’attrezzatura necessaria per suddividere, pesare e confezionare le varie dosi.

Va segnalato che A.A., già qualche giorno prima, è stato denunciato in stato di libertà in quanto, sorpreso con altro pregiudicato, si è dato alla fuga nel momento in cui stava per essere controllato dai Carabinieri, disfacendosi di un borsello contenente numerose dosi di hashish, lanciandolo all’interno di un luogo ludico frequentato da bambini.
Gli stupefacenti ed il materiale sono stati sottoposti a sequestro, mentre i due sono finiti presso il carcere di Trani.




Andria, nascondeva la droga in una palma della villa Comunale

 

ANDRIA – Ancora un pusher nella rete dei ficcanti controlli dei militari dell’Arma di Andria, predisposti con maggiore intensità nei luoghi di aggregazione sociale e di intrattenimento. I Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio finalizzato a reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, predisposto in abiti civili all’interno della Villa Comunale di Viale Gramsci, hanno arrestato un pregiudicato del luogo, C.G., di 19 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Lo stesso aveva individuato in un tronco di palma il proprio deposito per la droga.

I militari dell’Aliquota Radiomobile, in particolare, dopo una accurata analisi delle segnalazioni di micro spaccio da parte dei cittadini andriesi all’interno del giardino comunale, si sono appostati tra gli arbusti della villa, luogo preferito per lo smercio e così hanno avuto modo di notare l’andirivieni di numerosi ragazzi (spesso giovanissimi) avvicinarsi al giovane pusher.

In diverse circostanze, gli adolescenti, dopo avergli consegnato delle banconote, sono stati invitati dallo stesso ad attendere mentre si portava nei pressi di un albero di palma, dalla cui fessura del tronco prelevava gli involucri della sostanza stupefacente.
Dopo diversi scambi, appurata l’attività illecita posta in essere, i militari sono usciti allo scoperto bloccando il soggetto mentre era in procinto di prelevare altre dosi dall’interno dell’albero-deposito, recuperando dalla fessura un panetto di hashish, per un peso totale di circa cinquanta grammi.
Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico, che usava per tagliare la sostanza stupefacente sulla base delle richieste degli acquirenti, con ancora tracce di droga sulla lama, unitamente alla somma contante di 110 euro, provento dei suoi traffici.
Droga, denaro e materiale rinvenuto sono stati sequestrati, mentre il giovanissimo pusher in affari, su disposizione dell’A.G., è finito agli arresti domiciliari.




Andria, bracciante agricolo con la passione per i lingotti: sequestrati beni per 2 milioni di euro

 

ANDRIA – I Carabinieri della Compagnia di Andria hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro beni emesso dal Tribunale di Trani – Ufficio Misure di Prevenzione nei confronti di un bracciante agricolo che dichiarava un reddito di poche migliaia di euro l’anno, ma in realtà, viveva con i suoi familiari nello sfarzo e nel lusso. L’attività d’ indagine che ha portato a questo risultato, è stata condotta dai militari su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Bari. I beni erano stati accumulati grazie alle illecite e fruttuose attività del pregiudicato AGRESTI Antonio, 45enne di Andria, attualmente in carcere perché ritenuto responsabile di alcune spettacolari rapine.


L’Agresti risulta infatti condannato, con sentenza divenuta irrevocabile nel maggio scorso dal Tribunale di Como, alla pena di 20 anni di reclusione per una rapina consumata a Turate (CO) sull’autostrada A9. Quella rapina, particolarmente eclatante, fu effettuata sul tratto autostradale in direzione Milano-Como da un gruppo di uomini travisati che, armati di "kalashnikov", fucili a pompa e pistole, avevano assaltato due furgoni porta valori, impossessandosi della somma di un milione e mezzo in contanti, di due quintali e mezzo in “lingotti”, per un valore di quasi 10 milioni di euro e di nove colli contenenti oreficeria varia, per un valore di oltre mezzo milione di euro.
Della passione per l’oro in lingotti da parte dell’Agresti, d’altronde, si era avuto modo di accorgersene anche ad Andria, allorché, nell’agosto 2013, le Forze dell’Ordine, nel corso di una perquisizione effettuata presso la sua abitazione avevano rinvenuto, all’interno del vano ascensore, un lingotto d’oro del peso di oltre 6 chili per un valore commerciale di 200mila euro. Si trattava della stessa abitazione che oggi i Carabinieri hanno posto sotto sequestro su disposizione del Tribunale di Trani.
I beni, sequestrati senza facoltà d’uso poichè accumulati con attività illecite, si compongono di una villa di lusso, 3 fondi rustici sui quali insistono altrettanti uliveti condotti con le più evolute tecnologie a sostegno dell’agricoltura (impianti di irrigazione e di raccolta dei frutti avanzati), una autovettura, un motociclo, nonché cinque conti correnti in saldo attivo, del valore complessivo di circa due milioni di euro. All’interno della villa non mancano le comodità e lo sfarzo. Oltre ad un elegante ascensore interno, infatti, non mancano una vasca idromassaggio, un letto a baldacchino e persino un copri water rosso di pelle imbottita e tempestata di sfavillanti pietre decorative.




Andria, sigarette alla cocaina: in manette pusher

 

Redazione


ANDRIA – Ancora un pusher è finito nella rete dei perseveranti controlli dei militari dell’Arma di Andria. I Carabinieri della locale Compagnia, nel corso di un servizio finalizzato a prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno, infatti, arrestato L.F., 21enne, pregiudicato del luogo.
I militari, ai quali erano giunte diverse segnalazioni, anche tramite il 112, di movimenti sospetti del 21enne, hanno deciso di porre i suoi “movimenti” sotto la lente d’ingrandimento, eseguendo degli oculati servizi di osservazione. Uno di questi ha condotto i militari nella zona di via Barletta, dove è stato notato il 21enne sostare a bordo della propria autovettura in attesa di potenziali clienti. Infatti, dopo qualche istante, si è avvicinato a lui un giovane, il cui intento è stato poi accertato essere quello di acquistare sostanza stupefacente, che è salito a bordo dell’autovettura.
Nel corso dell’immediato controllo, il 21enne è stato trovato in possesso di un pacchetto di sigarette, in parte svuotate del tabacco e sostituito con “cipolline” di cocaina. Al termine della perquisizione personale e veicolare sono saltate fuori ben 28 dosi di cocaina, unitamente a denaro contante, ritenuto il provento dell’attività illecita.
La sostanza stupefacente ed il denaro sono stati sequestrati, mentre il 21enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Trani (BT) a disposizione della stessa Procura della Repubblica e dovrà rispondere oltre che del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, anche del reato di minaccia a p.u., avendo proferito contro i militari operanti frasi ingiuriose durante la perquisizione ed il successivo arresto.




Andria, tradito dalla gelosia: scambia i carabinieri per corteggiatori della moglie

 

Redazione

 

ANDRIA – Il fatto che due uomini in jeans si fossero avvicinati alla propria moglie 25enne in macchina a bordo strada vicino a dei cespugli ha indotto il marito 29enne ad uscire allo scoperto dai rovi con ancora in mano un sacco di olive.
I due asseriti “corteggiatori” erano invece due arguti Carabinieri che avevano capito il ruolo di palo della donna e che hanno fatto subito scattare le manette ai polsi della coppia.
Non si fermano i controlli disposti dal Comando Provinciale di Bari per contrastare il fenomeno endemico del furto di olive in tutta l’area della provincia di Barletta Andria Trani.
I Carabinieri della Compagnia di Andria hanno arrestato altri due “predoni” del pregiato frutto, questa volta una coppia di giovani coniugi che, evidentemente, volevano arrotondare risparmiando sull’acquisto di olive.
In particolare, durante uno dei diversi e capillari servizi di prevenzione e repressione dei reati in area rurale, i militari del Nucleo Operativo, in abiti civili e con autocivetta, la scorsa serata, nel transitare in una stradina in contrada “Sant’Agostino”, agro di Andria, venivano attirati dalla presenza di un’auto in sosta, con all’interno una giovane ragazza. Circostanza, questa, considerata dai militari del tutto anomala, attesi l’orario serale e la zona isolata. Insospettitisi e decisi ad approfondire, si qualificavano come Carabinieri alla donna, L.V., e procedevano a regolare controllo documentale chiedendo ragione della sua presenza in loco. A non prenderla bene, tuttavia, era il marito, L.G., 29enne tranese, pregiudicato, il quale – confondendo i militari in abiti civili per corteggiatori un po’ troppo sfrontati della consorte – si lasciava vincere dalla gelosia e fuoriusciva dalla folta vegetazione, con ancora in mano un sacco pieno di olive. E lì la sorpresa: non erano avances ma richiesta di documenti e, soprattutto, non erano corteggiatori ma Carabinieri. A quel punto appariva evidente che la donna era in macchina per fare da “palo” al marito che, nel frattempo, era riuscito ad asportare in diversi sacchi di juta circa un quintale di olive.
I due ladri, espletate le formalità di rito, venivano tratti in arresto per furto aggravato in concorso, mentre la refurtiva veniva interamente recuperata e restituita ad un grato proprietario del fondo.




Andria, incidente ferroviario: Parla Rossana Putignano, psicologa che ha assistito i familiari dei sopravvissuti

di Angelo Barraco
 
Bari – Il 12 luglio di quest’anno si è verificato un terribile incidente ferroviario sulla tratta Corato-Andria, tra due mezzi che viaggiavano su un unico binario ad una velocità di 100-110 kmh. Un impatto violentissimo tra due treni che proseguivano la loro marcia con andamento regolare, poiché sicuri del tragitto, fiduciosi delle direttive ricevute in merito al percorso da fare e con la consapevolezza che dinnanzi a loro vi fossero soltanto binari vuoti e distese alberate. Ma così non è stato, poiché i rispettivi treni, stracolmi di passeggeri, si sono incrociati, le lamiere si sono aggrovigliate e hanno spezzato la vista a  23 passeggeri, altri 50 sono rimasti feriti. L’incidente si è verificato al chilometro 51, sulla linea gestita dalla società Ferrotramviaria. L’Italia intera piange vittime innocenti e molti si chiedono di chi sono le responsabilità. Le indagini partono subito e viene istituito un pool di magistrati per coordinare le indagini e sin da subito emergono le prime anomalie. Il treno della stazione di Andria non doveva partire. Gli inquirenti aprono un fascicolo con l’ipotesi di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo. Gli inquirenti puntano immediatamente l’attenzione  sui capistazione della società Ferrotramviaria che erano in servizio ad Andria e Corato. Il treno si è mosso con l’ok del capostazione e con il semaforo che ha dato un ulteriore conferma di poter proseguire la marcia. Gli inquirenti non escludono nessuna pista, anche se quella dell’errore umano sembra la più accreditata, ma se si fosse trattato di un guasto che ha portato all’attivazione del semaforo? Le indagini puntano su coloro che hanno permesso al treno di lasciare la stazione di Andria, si punta l’attenzione sulla sicurezza dei controlli, il raddoppio delle linee. Intanto la Guardia di Finanza di Bari ha avuto delega per l’acquisizione degli atti presso Ferrotramviaria, Regione Puglia e “ovunque essi si trovino” in merito all’erogazione e la gestione dei finanziamenti europei e regionali per il mancato raddoppio della tratta Corato Andria. Dalle indagini emergono novità poiché sono emerse delle alterazioni sui registri di almeno una stazione in merito all’orario di transito di uno dei tre treni che viaggiava su quella tratta il giorno dell’incidente. La presunta alterazione riguarderebbe i registri di Andria, in particolare un’annotazione a penna in modo evidente dell’orario di partenza del treno ET1021 che si è scontrato con il treno ET1016 proveniente da Corato. Si presenterà in procura a Trani, per essere interrogato, il capostazione di Andria. Il suo difensore spiega però che non è in condizioni di salute tali da consentirgli di parlare. Anche l’interrogatorio del capostazione di Corato salta poiché il suo avvocato è impegnato in un altro processo. Gli avvocati precisano che i loro assistiti chiariranno la loro posizione in merito a quanto accaduto. Gli inquirenti vogliono far luce sulla presunta alterazione dei registri che hanno riscontrato e sono stati avviati anche accertamenti per capire se si sia trattato di un tentativo di copertura. 
 
Uno degli aspetti di cui si parla meno riguarda i sopravvissuti a questo terribile disastro. Pendolari che si sono visti strappare sotto gli occhi la vita di un amico, di un parente o semplicemente di un conoscente con cui avevano parlato pochi secondi prima. Famiglie che aspettavano un figlio, un padre o un marito e invece hanno trovato lamiere e brandelli sparsi di un corpo mutato a causa del violento incidente. Un trauma che rimane indelebile nel cuore e nella mente dei familiari che non si danno pace, che lascia delle cicatrici nell’anima e che mai andrà via. Un’equipe di psicologi sta assistendo i sopravvissuti e i familiari delle vittime, per affrontare nel migliore dei modi questo momento così duro e destabilizzante. Un momento in cui è necessario avere un supporto professionale che garantisca assistenza, sicurezza e una spalla su cui tergiversare un dolore immane. 

La Dott.ssa Rossana Putignano, Psicologa – psicoterapeuta membro del Crime Analysts Team, impegnata in questi giorni a dar sostegno ai sopravvissuti e ai familiari delle vittime di questa assurda tragedia, ha inviato una nota alla redazione de L'Osservatore d'Italia in merito agli aspetti di cui si parla meno: I sopravvissuti a questo terribile disastro.  
 
“La tragedia ferroviaria del 12 Luglio u.s. ha colpito tutti noi profondamente: anche noi siamo madri, figli, sorelle,fratelli e ognuno si è proiettato nella situazione di dover far fronte a un dolore simile. Nessuno può sopravvivere a una perdita così ingiusta e nessuno è abbastanza anziano per perdere la vita in questa maniera. Bellissima è stata la catena di solidarietà che ha portato tantissima gente a riversarsi nei centri trasfusionali per la donazione del sangue e la presenza massiccia dei colleghi psicologi all’interno della U.O. di Medicina Legale del Policlinico di Bari che ha ospitato le salme per il riconoscimento fotografico e le autopsie. In qualità di Psicologa –Psicoterapeuta anche io ho potuto dare il mio contributo alle famiglie: non ci sono parole, solo carezze abbracci e lacrime, copiose lacrime da asciugare. Li ho accompagnati di sotto dai loro cari, l’odore di morte ti investe appena apri quella porticina che dalle scale conduce all’obitorio. Non scendo nel dettaglio per non soddisfare la macabra curiosità di chi vorrebbe sapere cosa ho visto; infatti,è mia intenzione solamente denunciare i comportamenti di alcuni professionisti. Non specifico la categoria professionale per non ledere l’immagine di chi lavora facendo il proprio dovere e nel silenzio del proprio studio, senza ambire all’inchiesta del momento o al risarcimento di chi si costituirà parte civile, ma è mio doveroso compito non chiudere gli occhi davanti al tentativo bieco di speculare sul dolore, approfittando della mancanza di lucidità delle famiglie. Oltre alla distribuzione di bigliettini da visita, ho visto fare promesse teatrali nei corridoi, assicurare giustizia a tutti i costi e per tutte le vittime del mondo, ho cacciato personalmente persone che non riuscivano a meglio identificarsi. Insomma, non mi aspettavo che uccelli carnivori venissero a mangiare le carcasse di quello che restava nella vita di quelle persone. Perché quei familiari sono solo corpi, fantasmi deambulanti, senza speranza di vita, senza progettualità. La loro quotidianità è stata interrotta bruscamente e devono riorganizzare, in base ai loro tempi, la loro vita senza i loro cari e in questo frastuono e grido di dolore alcune persone hanno avuto il coraggio di avvicinarsi a loro.  Gli sciacalli non sono i giornalisti che fanno il loro mestiere anche perché hanno dato “voce” a chi voleva dire qualcosa, gli sciacalli sono chi per ego personale non si rende conto della delicatezza della situazione sfruttando a tutti i costi la tragedia. Ora si va alla ricerca dei numeri delle famiglie, questo no proprio non lo ammetto!” Come ha detto una mia stimatissima collega “quando finiscono le parole, iniziano le parolacce”  ma io ho finito anche quelle.




ANDRIA, SACRA SPINA DI GESÙ: "IL MIRACOLO HA AVUTO INIZIO"

Redazione

Andria – "Ho il piacere di annunciare a voi tutti in maniera solenne che il miracolo ha avuto inizio!". Lo ha annunciato mons.Raffaele Calabro durante l'omelia della messa del Venerdì Santo celebrata nella cattedrale di Andria dove si trova la Sacra Spina, un frammento della corona di Gesù che è conservata in Puglia anche nella 'Cappella delle reliquie' della Basilica di San Nicola di Bari.
Il prodigio, che si rinnova quando il venerdì Santo coincide con il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica dell'Annunciazione, consiste nella variazione di colore, che diventa più vivido, del sangue di cui è macchiata la Sacra Spina. Il prodigio ha avuto inizio tra le 16.10 e le 17.10, in quest'ultima occasione – è scritto nel verbale – "si sono rilevate a occhio nudo una seconda gemma, posta all'apice della Spina, e una terza gemma, posta 4/5 mm sotto la prima; ancora più verso la base della Spina, il residuo del precedente prodigio dell'anno 2005 è sembrato rifiorire". Il prodigio è ancora in corso.




ANDRIA: SGOMINATO GRUPPO CRIMINALE CHE SPACCIAVA NEL CENTRO STORICO

Redazione

Andria (BA) – I Carabinieri della Compagnia di Andria, al termine di una attività d’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Trani, su disposizione del G.I.P. dello stesso Tribunale, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di un gruppo criminale, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A finire in manette un 62enne già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto il tesoriere del gruppo ovvero colui il quale forniva le direttive a tre giovani, tra i quali un 22enne ed un 24enne, che materialmente si preoccupavano di garantire il controllo del territorio e di portare avanti l’illecita attività di spaccio al dettaglio.
Gli arrestati, tra fine giugno e gli inizi di luglio del 2014, avevano aperto nel centro storico della città Federiciana, una sorta di “esercizio commerciale” protetto da una serie di “vedette” che “pattugliavano” le stradine e le piazze, accessibili prevalentemente a piedi, al fine di informare gli stessi spacciatori dell’arrivo di personale delle Forze di Polizia. L’attenzione dei Carabinieri si è concentrata in particolare su Largo Grotte la cui collocazione nel centro storico bene si presta all’attività illecita di vendita di stupefacente e dove sono state accertate le responsabilità delle persone arrestate.
Gli spacciatori, creata la predetta cornice di sicurezza, agivano indisturbati ed in pieno giorno, con modalità classiche: l’acquirente sopraggiungeva nella zona di spaccio, richiedeva il tipo di sostanza stupefacente ad un primo giovane, aspettava che un secondo pusher la prelevasse da un deposito opportunamente individuato e, dopo aver pagato, ritirava “la merce”.
I Carabinieri hanno documentato oltre dieci cessioni di eroina, cocaina e marijuana effettuate in favore di altrettanti tossicodipendenti.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Trani il 62enne è stato associato presso la locale casa circondariale mentre i due giovani sono stati collocati ai domiciliari. Manca all’appello un altro componente del gruppo le cui ricerche sono in corso.




ANDRIA: CARABINIERE LIBERO DAL SERVIZIO SCOPRE BANDA DI LADRI DI GASOLIO

Redazione

Andria – Si è conclusa con una persona arrestata e il recupero di un autoarticolato con 80mila litri di gasolio rubati in nottata nel nord Italia un'operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Andria grazie alla preziosa collaborazione di un Carabiniere libero dal servizio effettivo a quel Comando. Quest'ultimo, lungo la SP 231, ha notato un autoarticolato carico di due cisterne di gasolio che perdevano carburante, viaggiare a forte velocità preceduto da una "Mercedes" con funzioni di "staffetta". Pensando ad una rapina ad un tir appena commessa si è subito attivato allertando la centrale operativa dell'Arma tramite il numero di emergenza "112" che immediatamente predisponeva sul territorio il previsto piano antirapina. Sul posto convergevano immediatamente le "gazzelle" in circuito che, grazie alle indicazioni fornite dal militare libero dal servizio, intercettavano il mezzo pesante all'interno di un autoparco traendo in arresto l'autista. Si tratta di un 45enne andriese sottoposto a fermo di P.G. per furto aggravato e detenzione di apparecchiature atte ad intercettare le Forze dell'Ordine. Gli occupanti della "Mercedes" invece, alla vista dei Carabinieri riuscivano a darsi alla fuga per le campagne circostanti abbandonando l'auto. I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che nel tir erano contenuti 80mila litri di gasolio, per un valore di 100mila euro, asportati nottetempo in una ditta del settore petrolifero in provincia di Lodi dove i malfattori si erano introdotti praticando un foro nel muro perimetrale. Nella "Mercedes" invece, i militari hanno rinvenuto vari attrezzi utili allo scasso, una ricetrasmittente sintonizzata sulle frequenze delle Forze dell'Ordine, guanti e abbigliamento utilizzati per il travisamento, il tutto sottoposto a sequestro unitamente ai mezzi. Tratto in arresto il 45enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale mentre sono in corso indagini finalizzate all'identificazione dei complici.




ANDRIA: 2 MILA EURO PER RESTITUIRE LA "GIULIETTA" RUBATA

Redazione

Andria – Ha preteso 2000 euro da un 63enne professionista andriese per la restituzione della sua Alfa Romeo Giulietta rubata. Scoperto è finito in manette. Si tratta di un  18enne incensurato di Andria, arrestato dai Carabinieri della locale Compagnia con l’accusa di tentata estorsione e di ricettazione.

Poche ore dopo essersi accorto di aver subito il furto della sua autovettura parcheggiata in garage la vittima riceveva una telefonata sul suo cellulare nel corso della quale un anonimo interlocutore pretendeva la consegna di 2mila euro in cambio della restituzione della sua autovettura. All’appuntamento però si sono presentati i Carabinieri che sono riusciti ad intercettare e bloccare il 18enne mentre era in attesa della consegna della somma richiesta. Tratto in arresto il giovane, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato associato presso la locale casa circondariale mentre sono in corso indagini finalizzate all’identificazione di eventuali complici del giovane.