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ANGUILLARA SABAZIA: A VIGNA DI VALLE SERATA ROMANA AL PATEROS BAR

Redazione

Anguillara Sabazia (RM) – Serata romana all’ormai gettonato stabilimento di Vigna di Valle Pateros bar e ristorante che si affaccia sullo splendido lago di Bracciano nel Comune di Anguillara Sabazia. L’appuntamento è fissato per il 10 luglio alle 20:30. Sarà una serata divertentissima perché Alessio, per l’occasione, intratterrà i convenuti con “Domenico The voice”. Per l’ccasione la mitica Gianna ha preparato un menù da non perdere, ovviamente tutto sul tema di Roma. A soli 23 euro si potranno degustare coratella d’abacchio e bruschette per antipasto, come primo piatto amatriciana e carbonara, per secondo non potevano mancare i “facioli co e cotiche e sarsicce” e poi ancora trippa alla romana, insalata, dolce della casa, acqua vino e caffè. Allora non resta che darsi appuntamento per una serata tutta romana e buon divertimento!




ANGUILLARA SABAZIA: A VIGNA DI VALLE TUTTI PAZZI PER IL BURRACO AL PATEROS

Redazione

Angiullara Sabazia (RM) – L'estate ormai è iniziata alla grande sul lungolago di Vigna di Valle, splendida località di Anguillara Sabazia. Ottima iniziativa quella dello stabilimento Pateros a Vigna di Valle ad Anguillara Sabazia che organizza il “1° trofeo Vigna di Valle” di burraco da giovedì 2 proseguirà poi i giovedì 9, 16 e 23 luglio. Ogni data avrà la premiazione della serata per poi arrivare alla serata conclusiva di venerdì 31 luglio. Il torneo si tiene allo stabilimento, ristorante e bar Pateros in via Lungolago delle Muse alle ore 20:30. Sarà un’ottima occasione per ritrovarsi, giocare insieme a burraco e degustare l’ottima cucina di Gianna che si trova soltanto al Pateros. Buon divertimento 




ANGUILLARA SABAZIA: A VIGNA DI VALLE IL PATEROS FA SCINTILLE

Redazione

Un inizio di stagione in grande stile per lo stabilimento Pateros che sorprende tutti con i prezzi convenienti e l’alta qualità della cucina della mitica Gianna. Antipasti, primi, secondi, contorni e panini. Tutti prodotti freschissimi e pesce di lago che viene proposto nel menù soltanto quando è fresco di giornata.

Allora al Pateros è facile degustare un’ottima frittura di pesce a soli 6 euro o una ricchissima insalata a soli 4 euro.

Addirittura c’è un menù fisso per chi ama mangiare “all’americana”: hamburger oppure hot dog + patatine fritte + una bibita in lattina + un bicchierone di frutta con o senza panna + cocomero fresco a soli 15 euro.

O se si vuole andare al sodo senza troppe portate, basta assaggiare la magnifica amatriciana o carbonara di Gianna: bastano 5 euro per la carbonara e 4,50 per l’amatriciana e passa la paura. Non manca che leccarsi i baffi e correre al Pateros: ce n’è per tutti i gusti.Per visionare il menù basta cliccare sull'immagine e leggere i piatti proposti. Pateros si trova a Vigna di Valle, Anguillara Sabazia – via lungolago delle Muse. Per informazioni contattare Gino al 349 7236702




DA ANGUILLARA AL LITORALE: 10 SINDACI DEL LAZIO CONTRO IL FONDO DI SOLIDARIETÀ COMUNALE

Redazione

Anguillara (Rm) Dieci sindaci della provincia capitolina, in una conferenza stampa convocata ieri a Cerveteri, sono andati contro le politiche finanziarie imposte dal governo che negli ultimi anni stanno compromettendo in maniera sempre più accentuata la capacità dei comuni di erogare servizi alla propria cittadinanza.

Più tagli ai comuni significano meno servizi per i cittadini, questa la denuncia dei dieci primi cittadini ( provenienti dai feudi di Anguillara Sabazia, Bracciano, Canale Monterano, Cerveteri, Formello, Ladispoli, Manziana, Santa Marinella, Tolfa e Trevignano Romano) che minacciano di continuare la contestazione nelle piazze, al fianco dei cittadini e nelle sedi istituzionali. L'iniziativa era stata anticipata dalla proposta, durante la Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana di Roma Capitale, da parte di oltre 40 Sindaci di una mozione accolta e votata all'unanimità dal Consiglio Metropolitano per impegnare l'amministrazione a sostenere presso tutte le sedi istituzionali l'appello dei sindaci a rivedere urgentemente i criteri del Fondo di Solidarietà Comunale e ridurre drasticamente i tagli previsti al territorio. Presenti in sala anche i tecnici degli uffici economici di alcuni comuni, che denunciano i continui stravolgimenti delle normative, che hanno reso sempre più complicato chiudere i bilanci comunali.

“I nostri comuni sono molto più penalizzati di altri – ha detto Francesco Pizzorno, Sindaco di Anguillara Sabazia – per fare un paragone, con i tagli fatti nel 2015 ai comuni della Provincia Metropolitana potremmo tranquillamente andare in Europa per pagare il debito della Grecia. La politica qui non c'entra, stiamo parlando di servizi essenziali a cui i cittadini non possono rinunciare”.

I nostri cittadini sono trattati come cittadini di serie B – ha detto Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri – quando il governo stabilisce le risorse da trasferire ai comuni non considera che oggi abbiamo 40.000 residenti che necessitano di servizi essenziali, quando invece ci chiede di accogliere i rifugiati, dovere civico e morale al quale non vogliamo sottrarci, allora suddivide i migranti per il numero di abitanti. Peggio ancora succede con il Fondo di Solidarietà Comunale: i soldi pagati dai nostri cittadini sono usati per erogare servizi in altri comuni. Un'ingiustizia che non è più possibile accettare”.

“Le previsioni del governo – ha detto Crescenzo Paliotta, Sindaco di Ladispoli – sono bene diverse da quella che è la realtà dei singoli comuni. Città a vocazione turistica, come la nostra, sono ulteriormente penalizzate per la presenza delle case estive, cui il Governo impone di pagare la Imu. Non tutti sanno, però, che di questa Imu lo Stato tiene per sé in media il 38% di quanto versano i cittadini. Ma è una cifra che rimane sulla carta perché nella realtà, al netto dei mancati pagamenti che che gravano interamente sui Comuni, e delle crescenti difficoltà delle famiglie ad arrivare alla fine del mese, il prelievo forzoso da parte dello Stato ammonta all'82%. Il prossimo 9 giugno saremo al Maef per illustrare questa situazione assurda al Sottosegretario Baretta”.

“La situazione attuale è cruciale – ha detto Luigi Landi, Sindaco di Tolfa – il Fondo di Solidarietà è solo un ulteriore aggravio che si somma ai tagli che comuni subiscono indiscriminatamente da anni ed è arrivato il momento di farci sentire. È un vero e proprio paradosso: chi ha amministrato bene viene penalizzato, mentre chi non ha fatto quadrare i conti riceve l'aiuto dei Comuni che, con fatica, hanno mantenuto le finanze solide. In pratica ci stanno spingendo a non rispettare più le regole, invece che premiarci per aver amministrato con oculatezza le risorse pubbliche”.

“Spesso non abbiamo risorse neppure per garantire le manutenzioni ordinarie – ha detto Giampiero Nardelli, Vicesindaco di Bracciano – o per l'assistenza alle fasce più deboli della popolazione, che chiede risposte concrete, contribuire al Fondo di Solidarietà è una difficoltà che non possiamo affrontare. Abbiamo fortemente bisogno delle risorse che lo Stato vuole sottrarci, altrimenti non potremo fare neppure un minino di programmazione per quanto riguarda le opere pubbliche necessarie ai cittadini. La nostra è un'area a vocazione turistica e la scarsità di risorse non ci permette di fare dei miglioramenti all’arredo urbano: con un ulteriore impatto negativo per l’economia locale”.

“Oggi i Comuni sono messi in trincea dal Governo – ha detto Bruno Bruni, Sindaco di Manziana – ci usano per imporre nuove tasse e la tensione sociale è in forte crescita. Moltissimi di noi hanno già subito episodi di violenza e intimidazioni. Da una parte ci tagliano ogni fondo, mentre dall'altra ci calano dall'alto le aliquote da imporre ai cittadini. Ci mettono contro le persone che ci hanno eletto per risolvere i loro problemi, perché è sempre più difficile affrontare con successo i problemi quotidiani e tutto ciò che possiamo fare è rincorrere le emergenze”.

“Appariamo agli occhi dei cittadini come gli Sceriffi di Nottingham – ha detto Roberto Bacheca, sindaco di Santa Marinella – e ci sentiamo totalmente abbandonati, dallo Stato così come dalle associazioni di categoria, come l'Anci, da cui non ci sentiamo tutelati. Quei comuni che avevano un'imposizione fiscale più bassa, per coprire i tagli hanno dovuto aumentare le aliquote, e magari le nostre risorse permetteranno ai sindaci di altri comuni di contenere le tasse e fare bella figura davanti ai cittadini. La battaglia che stiamo combattendo è trasversale, non ideologica: porteremo la nostra protesta nelle sedi istituzionali”.

Presente in conferenza stampa anche il consigliere della Città Metropolitana Federico Ascani: “Lo scorso lunedì è stata una giornata molto importante. Grazie al gioco di squadra, a Palazzo Valentini durante la Conferenza metropolitana, insieme ai sindaci dell’Etruria meridionale e su loro iniziativa, abbiamo preparato una mozione, condivisa dagli altri Sindaci presenti, che ha sottoposto all’attenzione del Consiglio metropolitano alcune criticità. La finalità è stata quella di promuovere ogni iniziativa utile al perseguimento della revisione dell’attuale riparto del Fondo di Solidarietà comunale 2015, che rischia di ridurre ulteriormente le poche risorse a disposizione dei Comuni. Se il passaggio alla Città Metropolitana ha creato alcune criticità, propone anche dei vantaggi, essendo un Ente amministrato da chi è già amministratore nei rispettivi Comuni e condivide queste difficoltà”. La conferenza stampa si è conclusa con l'annuncio da parte dei sindaci di nuove sinergiche iniziative per richiamare l'attenzione delle Istituzioni e dell'opinione pubblica sulle conseguenze asfissianti causate ai Comuni dal Fondo di Solidarietà e dal Patto di Stabilità. Quest'ultimo è visto dai sindaci come l'ostacolo per eccellenza, poiché non permette alle giunte, l'utilizzo dei fondi comunali già presenti in cassa. Queste risorse, che appartengono alle comunità locali, restano ferme e vincolate per permettere allo Stato di dimostrare all'Europa di aver contenuto la spesa pubblica nazionale.




ANGUILLARA SABAZIA: IL PATEROS ORGANIZZA IL 1 MAGGIO A VIGNA DI VALLE

Redazione

Anguillara Sabazia (RM) – Con l'inizio della bella stagione torna alla ribalta il Pateros che è già Pronto per l'organizzazione del primo maggio sul lungolago a Vigna di Valle nel comune di Anguillara Sabazia. Allo stabilimento Pateros che affaccia sulle spiagge del lago di Bracciano c'è a disposizione per i clienti più affezionati lo spazio per trascorre isieme una giornata con il barbecue. Ma c'è anche il menù a prezzo fisso: con soli 17 euro a persona il Pateros offre un antipato di terra, un piatto di amatriciana o al ragù, un piatto di grigliata di carne di maiale, verdure di stagione, acqua, caffè escluse le bevande. Insomma, il divertimento è assicurato nel locale tra i più frequentati di Vigna di Valle dove è possibile degustare a prezzi più che accessibili l'ottima cucina di Gianna. E' possibile prenotare al 3497236702




ANGUILLARA SABAZIA, CITTA' METROPOLITANA: C'E' RIMASTO POCO TEMPO

di Silvio Rossi 

Anguillara Sabazia (RM) – Si è tenuto presso l’ex consorzio agrario l’incontro voluto dall’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia per illustrare ai cittadini gli scenari che si stanno determinando con la prossima istituzione della Città Metropolitana di Roma.

La riunione, seguita da una buona partecipazione popolare, ha visto alternarsi sul palco i sindaci di Anguillara, Francesco Pizzorno, e di Bracciano, Giuliano Sala, i parlamentari del territorio Marietta Tidei ed Emiliano Minnucci (durante il suo intervento la luce è saltata numerose volte, ma l’assenza di amplificazione non ha scalfito la sua verve), e il consigliere regionale Gianluca Quadrana.

L’assenza del “tecnico”, il presidente di Lega Autonomie Lazio Bruno Manzi, che per il prolungarsi di precedenti impegni ha raggiunto l’assemblea quasi alle 19:30, ha “costretto” i relatori precedenti ad “allungare il brodo” per consentirgli di arrivare in tempo, ha trasformato la prima parte dell’assemblea in una lunga litania che ha determinato anche qualche malumore da parte del pubblico, che ha polemizzato in particolare con Quadrana.

L’omogeneità dei relatori (tutti gli invitati sono del PD, e anche il “tecnico” è stato tre anni fa candidato sindaco di Morlupo per una coalizione di centrosinistra comprendente il PD) ha scatenato le critiche di molti cittadini che avrebbero preferito avere nell’assemblea il contraddittorio. Un paio dei presenti hanno sussurrato: “Se dovevano farla tutti del PD era meglio la facesse il partito invece del Comune”.

Per quanto riguarda il merito della questione, la maggior parte delle persone (sia tra i relatori che tra il pubblico) temono che l’influenza di Roma, che da sola ha i due terzi dei residenti della città metropolitana, possa impoverire i territori periferici. Per questo motivo, hanno detto un po’ tutti, è importante che nello statuto che deve essere redatto dal primo consiglio metropolitano, DEVE essere prevista l’elezione diretta del sindaco metropolitano tra tutti i cittadini dell’area metropolitana.

Su questo punto, la legge però è di difficile interpretazione. L’articolo 1 comma 22 della legge 56/14, che riguarda l’argomento, stabilisce che l’elezione diretta del sindaco metropolitano (se presente nello statuto) vede come condizione necessaria la divisione del capoluogo in più comuni. Questo potrebbe certamente essere un intoppo (se Roma non vuole l’elezione diretta, non si fa). Esiste però, nel caso di città metropolitane con popolazione superiore ai tre milioni di abitanti (sono Roma, Milano e Napoli) la possibilità di eleggere il sindaco metropolitano a suffragio se lo statuto della città metropolitana prevede la costituzione di zone omogenee e se il comune capoluogo abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa. Ci si deve chiedere a questo punto se le municipalità romane siano o meno rispondenti alle caratteristiche indicate da questa norma.

Il vero punto di rottura della legge è questo. Istituire una città metropolitana privando a una quota consistente dei cittadini di eleggere il proprio sindaco è al limite dell’incostituzionalità, per cui l’elezione diretta del sindaco metropolitano tra tutti i cittadini dell’area, è non solo auspicabile, ma condizione sin equa non le nuove entità non possono dirsi rappresentative dei propri cittadini (o perlomeno di una buona percentuale di questi).

Diverso è il discorso sull’opportunità di appartenere alla nuova entità o meno. La non adesione, in mancanza di un’alternativa valida (ritengo personalmente impossibile per Anguillara appartenere alla provincia di Viterbo o Rieti), come la possibilità, proposta da un cittadino di non appartenere a nessuna provincia (tagliando un importante canale di collegamento con gli enti superiori), sono meno allettanti che diventare una piccola parte dell’area metropolitana di Roma.

Sull’opportunità che una scelta o l’altra possa essere più o meno vantaggiosa, le diverse posizioni espongono i loro punti di forza. Chi afferma sia meglio passare con Roma, ricorda che le città metropolitane dialogano direttamente col Cipe, quindi possono intercettare più facilmente i finanziamenti (in particolare i deputati Minnucci e Tidei), chi è ostile afferma che una città come Anguillara o Civitavecchia in una provincia come quella di Viterbo avrebbe un peso maggiore. In ogni caso, diffidiamo dal credere a voci come quelle, mandate ad arte dalle opposte fazioni, che per fare un documento bisognerà andare a Roma o Viterbo. Le funzioni dei comuni resteranno, e le città metropolitane avranno competenze che prima erano della Provincia o che verranno loro delegate dalle Regioni.
 




ANGUILLARA SABAZIA, CITTA' METROPOLITANA: I CITTADINI PRONTI A FIRMARE LA PETIZIONE REFERENDARIA

Redazione 

Anguillara Sabazia (RM) – Venerdì 11 Settembre, casualmente, un cittadino di Anguillara consultava la legge n. 56 del 2014, che detta un'ampia riforma in materia di enti locali. Rimasto perplesso su taluni punti espressi in essa, ampliava la sua ricerca consultando la critica alla legge stessa della Corte Costituzionale, e dell’ Unione Province Italiane, dalle quali emergevano le medesime perplessità.

Così su Facebook proponeva una discussione nel merito, a cui partecipavano , oltre ad altri cittadini di Anguillara Sabazia, anche taluni amministratori della cittadina. La discussione dilungandosi in mere questioni ipotetiche e di opinione personale da parte degli amministratori che non davano risposte certe su tali punti, convinceva altri cittadini ad ipotizzare l’indizione di un referendum da parte del Comune di Anguillara, per ampliare i tempi di adesione alla città metropolitana di Roma, utili a tutti, di decidere solo dopo avere maggiori delucidazioni su tali perplessità, e per decidere solo dopo che la Conferenza Metropolitana di Roma, avesse pubblicato lo Statuto del nuovo ente.

Tale proposta, venne condivisa dai cittadini partecipi alle varie discussioni, ma osteggiata dagli amministratori, così da mettere in moto una organizzazione spontanea di cittadini che si adoperavano a scrivere una petizione e a raccoglierne le firme per sensibilizzare l’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia a meditare sulla saggia proposta di tali cittadini, al fine di prendere quel tempo utile ad avere maggiori elementi che potessero tranquillizzare sia le amministrazioni comunali presente e future, che gli stessi cittadini, per rivolgere in seguito ai cittadini stessi , dopo una importante campagna informativa sui pro e sui contro, il grande quesito : aderire o no all’area metropolitana di Roma ? In sette giorni, senza l’ausilio di alcuna struttura di partito, senza l’ausilio di stand in strada, e senza disturbare il lavoro dei commercianti di Anguillara Sabazia, ma solamente con il passaparola e il porta a porta, tali cittadini si impegnavano a raccogliere più firme possibili, di cui ancora oggi il numero è incerto. Consci del fatto, che tale petizione avesse esclusivamente una valenza politica e non impegnasse l’amministrazione comunale a prenderla in considerazione, i cittadini di Anguilara Sabazia sanno che il numero di firme raccolto ha un valore esclusivamente in relazione alla volontà della giunta comunale di ascoltare il consiglio dei firmatari della petizione.

Se l’amministrazione comunale di Anguillara Sabazia volesse, si farebbe bastare una sola firma, ma se non volesse, non gli basteranno le firme di tutti i cittadini residenti. I promotori dell’iniziativa, mettono a disposizione degli organi di Stampa, la petizione che Lunedì sarà presentata all’ Ufficio Protocollo del Comune di Anguillara Sabazia, perché sia nota a tutti la esclusiva intenzione partecipativa della cittadinanza e vengano meno in futuro accuse di strumentalizzazione politica a favore di qualsiasi partito o contro la giunta Comunale, e sia nota la connotazione amichevole della petizione medesima, comunicando ancora una volta, che Sabato 20 Settembre, alle ore 11,00, a piazza del Molo in Anguillara Sabazia, si terrà un confronto tra cittadini, durante il quale sarà possibile apportare ulteriori firme alla petizione stessa.




FEDERICA MANGIAPELO: UN CELLULARE SMONTATO LASCIATO AD ASCIUGARE A CASA DI MARCO DI MURO

[ CLICCARE QUI PER VEDERE LA VIDEO INTERVISTA A LUIGI MANGIAPELO PAPA' DELLA 16ENNE TROVATA MORTA LA MATTINA DEL 1 NOVEMBRE 2012 ]

 

di Chiara Rai

Anguillara Sabazia (RM) – I carabinieri hanno rinvenuto un telefonino smontato ad asciugare sul davanzale in casa di Marco Di Muro, quando il ragazzo avrebbe consegnato agli stessi inquirenti un solo telefonino,  nelle ore successive al ritrovamento del corpo di Federica Mangiapelo. E quindi circa due anni fa, la mattina del primo novembre 2012 quando la sedicenne è stata trovata priva di vita in riva al lago di Bracciano, a Vigna di Valle, nel Comune di Anguillara Sabazia dopo una serata trascorsa con il fidanzato.  

Quindi altri elementi  pesano come macigni sulla posizione dell’allora fidanzato della ragazza: Perché Marco Di Muro aveva in casa un telefonino ad asciugare? Era forse finito in acqua a Vigna di Valle durante una colluttazione? Questo nessuno può saperlo, soltanto chi ha trascorso con Federica gli ultimi istanti di vita conosce bene la verità. 

Ogni giorno Luigi Mangiapelo, papà di Federica, si reca al cimitero per andare a trovare sua figlia. A Luigi sembra di abbracciare Federica in questi momenti di silenzio, di preghiera e di comunione. Una immagine che lascia intendere quanto in realtà i familiari della ragazza siano in fremente attesa di udire dalla Giustizia il nome del colpevole che l’ha uccisa. Intanto però i mesi passano e le giornate sembrano scorrere al rallentatore, ancora non si è aperto il processo tanto atteso. Ancora non c’è un imputato ma un solo indagato che è proprio il fidanzato della ragazza.

Marco Di Muro era entrato nella vita di Federica come un ciclone: una persona più grande, con la macchina, un uomo che aveva deciso di intraprendere un rapporto con una ragazzina ancora bambina. Una relazione tormentata che negli ultimi mesi ha visto i due litigare molto spesso e Federica si era confidata con il papà dicendogli che voleva troncare quella relazione tumultuosa. Era stanca e voleva tornare semplicemente a divertirsi ed essere spensierata come tutti i suoi coetanei. 

Anche la notte di Halloween 2012, quella tragica notte in cui Federica Mangiapelo ha perso la vita, c’era stata una grossa litigata con Marco. Una litigata sempre scaturita per futili motivi, forse per un bacetto non ricambiato tra l’uno e l’altra.  Ad assistere a questa litigata è stato l’amico di Federica che era in macchina con i due e che è stato riaccompagnato a casa proprio da Marco Di Muro. L’amico assiste alla scena dei due che litigano intensamente nel tragitto dal pub di Roma nord fino ad Anguillara.

Marco Di Muro ad un certo punto ferma la macchina e lascia Federica Mangiapelo di notte sotto la pioggia battente sulla via Anguillarese all’altezza di un istituto bancario.  Poi accompagna l’amico a casa (sempre ad Anguillara) e secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti, Di Muro sarebbe tornato indietro nel punto dove l’aveva lasciata pochissimi minuti prima ma non l’avrebbe trovata. 

Da quel momento in poi regna il buio ma ci sono molti elementi che s’incastrano naturalmente quasi a comporre un puzzle perfetto di una ipotesi affatto campata in aria. Quello che manca è una confessione. 

 

L’ipotesi

Ripartiamo dall’ultimo dato certo e cioè che Federica Mangiapelo viene scaricata da Marco Di Muro sotto la pioggia, dopo la mezzanotte sulla via Anguillarese. Sono passati pochi secondi, forse due minuti e il ragazzo torna indietro e trova Federica che cammina sotto la pioggia. La ragazza rientra in macchina, lui prosegue dritto e cioè in direzione Vigna di Valle. Forse il tentativo di riappacificarsi, se mai c’è stato, va in fumo. I due tornano a litigare, probabilmente una frase o forse addirittura una decisione di Federica di troncare la relazione manda su tutte le furie il fidanzato. Pochi chilometri e la macchina è parcheggiata di fronte lo stabilimento “Rosa dei Venti”, i due sono scesi. Continuano a litigare, strattonarsi, probabilmente offendersi. Finiscono con i piedi nell’acqua che pian piano con il maltempo e la pioggia lambisce i vestiti e arriva fino alla cintura, poi acqua ovunque che fradicia i vestiti di entrambe. Dura tutto qualche secondo: la ragazza ingerisce troppa acqua, forse la sua testa viene premuta sulla sabbia e lei non riesce a respirare. Non si muove più. Il ragazzo vede che non risponde più e scappa via portando con sé la borsetta e il cellulare. La borsetta viene fatta sparire.

 

Adesso si torna ai fatti e non alle ipotesi

 Il ragazzo torna a casa, scrive un biglietto alla madre dove chiede che vengano lavati subito i vestiti. Dopodiché, la mattina stessa, presto, lava la macchina nonostante il maltempo. Anche le scarpe spariscono insieme alla borsetta. Marco mette un cellulare ad asciugare sul davanzale della finestra, aveva preso troppa acqua. Quando gli inquirenti chiedono al ragazzo perché tanta fretta nel lavare quei vestiti, Di Muro avrebbe risposto che voleva indossare quegli stessi vestiti in occasione di una festa dalle sue parti la sera del 1 novembre. Però non è risultato ci fosse alcun ritrovo, alcuna festa prevista nel posto indicato dal ragazzo per la sera del 1 novembre 2012. 

Nell’auto del ragazzo è stata rinvenuta la stessa tipologia di sabbia che si trova a Vigna di Valle dove è morta Federica Mangiapelo. Sui vestiti di Marco Di Muro sono state rinvenute le stesse diatomee (alghe lacustri) trovate negli organi di Federica. 

 

Le contraddizioni

Era capitato che Federica Magiapelo utilizzasse il cellulare del padre per chiamare Marco Di Muro. E quando il padre con il suo cellulare provò a chiamare il Di Muro (era appena entrato il 1 novembre del 2012), Marco non rispose sebbene avesse spedito un sms a Federica e anche un messaggio Facebook ammettendo di aver litigato e comunque manifestando il proproio dispiacere per non aver trovato Federica quando era tornato indietro dopo averla lasciata sotto la pioggia sulla via Anguillarese.

Le scarpe che Marco Di Muro indossava la notte di Halloween, ultimo giorno di vita della sedicenne, non sarebbero le stesse che il Di Muro avrebbe consegnato agli inquirenti e la prova sarebbe nelle immagini immortalate dalle telecamere del locale dove i ragazzi avevano trascorso qualche ora la notte delle streghe di due anni fa.

E non è tutto: il barista 25 enne di Formello era a perfetta conoscenza che il computer di Federica Mangiapelo in quel periodo non aveva la chiavetta per navigare in internet, ciononostante appena rientrato a casa la notte del 31 ottobre, ha inviato ugualmente un messaggio Facebook, intorno alle tre del mattino, alla ragazza dicendole che nonostante avessero litigato, lui le voleva bene.

Ma Federica quel messaggio non l’avrebbe comunque potuto leggere in quanto il suo cellulare le era stato rotto dallo stesso Marco Di Muro qualche giorno prima in occasione di una delle numerose litigate violente e per questo la sedicenne girava con un modello “vecchio” di telefono che non si connetteva ad internet, di quelli che si trovano nei cassetti di casa e si utilizzano per le emergenze.

Tra l’altro un telefono smontato e messo ad asciugare sul davanzale di casa di Marco Di Muro è stato ritrovato dagli inquirenti, mentre il ragazzo avrebbe consegnato agli stessi solo un cellulare. Di chi era l’altro cellulare bagnato? La borsetta non è mai stata ritrovata. 

 

La nuova perizia

Federica Mangiapelo quel giorno è morta per annegamento, non per miocardite. Questa è la conclusione della perizia disposta dal Gip di Civitavecchia nel corso dell’incidente probatorio per fare luce sul decesso della sedicenne a seguito dell'opposizione da parte della famiglia alla richiesta di archiviazione del PM lo scorso dicembre. "I dubbi della famiglia a carico del Di Muro – continua il legale dei Mangiapelo – adesso sono suffragati da elementi scientifici: nel corpo di Federica sono state trovati gli stessi funghi d'acqua dolce rinvenuti sui vestiti del ragazzo. Questo significa che Di Muro probabilmente non ha scaricato Federica in mezzo alla strada dopo un litigio". Secondo il medico, Daniela Marchetti a capo del pool di esperti nominati dal giudice, Federica Mangiapelo è deceduta dopo aver bevuto molta acqua del lago e a provarlo sono proprio i funghi ovvero le diatomee rinvenute nel suo corpo. Eppure Federica era una ottima nuotatrice, per un periodo ha frequentato anche lezioni di nuoto come sostenuto dalla sua ex insegnante.

 

La prossima scadenza

Il prossimo 18 settembre è prevista la discussione sulla nuova perizia, depositata il 23 luglio 2014 al Tribunale di Civitavecchia, che attesta che la sedicenne è morta per annegamento e non per miocardite la notte di Halloween del 2012.

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ANGUILLARA SABAZIA, VIGNA DI VALLE BEACH: PRANZO E CENA DI FERRAGOSTO AL PATEROS

Redazione

Anguillara Sabazia (RM) – Pateros torna ad organizzare il Ferragosto sul lungolago a Vigna di Valle nel comune di Anguillara Sabazia. Allo stabilimento Pateros che affaccia sulle spiagge del lago di Bracciano, dove il 15 agosto 2014 sia a pranzo che a cena è previsto un menù fisso. Per soli 16 euro è previsto un antipasto di terra con bruschetta, come primo piatto l’amatriciana e per secondo una braciolata con salsiccia, braciola e costarella, insalata, dolce della casa, cocomero, caffè, acqua e ¼ di vino a persona.Le bevande sono escluse. Il divertimento è assicurato nel locale tra i più frequentati di Vigna di Valle dove è possibile degustare a prezzi più che accessibili l'ottima cucina di Gianna.




ANGUILLARA SABAZIA E QUEL "LAGO DI TALENTI"!

di Silvio Rossi 

Anguillara Sabazia (RM) – All’hotel Corte dei Principi il 4 luglio, la S.A.C.I, agenzia guidata dal vulcanico Umberto Giannini, ha presentato a una platea di commercianti, tra i quali molti nel settore della ristorazione, la manifestazione “Un lago di Talenti” 2014.

La kermesse si terrà presso lo stesso albergo, a due passi dal lago in località Vigna di Valle, dal 5 al 7 settembre. Alla nostra osservazione che nello stesso week end si svolgerà ad Anguillara la tradizionale festa della Madonna, Giannini ha sorriso, affermando che non teme la concorrenza di altre manifestazioni, che come nelle passate edizioni l’affluenza sarà notevole, e alle osservazioni di alcuni presenti sulla scarsa affidabilità metereologica di questa estate, ha tenuto a sottolineare che ogni volta che lui ha realizzato una manifestazione all’aperto, c’è stato buon tempo.

Coadiuvato nella presentazione da Carlo Carpinelli, amico di vecchia data, conduttore e imitatore, Giannini ha spiegato come la manifestazione ha lo scopo di valorizzare i talenti del luogo, sia nel campo prettamente artistico, che nel commercio e artigianato, perché come spiega lo stesso organizzatore “presentare un piatto particolare, un dolce fuori dal comune, significa comunque far emergere il proprio talento, e va valorizzato”.

Nella commissione giudicatrice della manifestazione ci saranno Marco Pedrozzi per la sezione canto, Candy Rodriguez, che dirige una scuola di moda multietnica, che hanno partecipato alla presentazione, e altri esperti del settore.

Al termine abbiamo rivolto a Giannini alcune domande:

D. In che modo le amministrazioni dei paesi lacustri hanno accolto l’iniziativa?

R. Male. O meglio, inizialmente avevano risposto bene, in principio il comune di Bracciano aveva preso in mano la situazione, ma dopo il primo anno sono stati tagliati patrocinio e fondi per portare avanti il progetto, per cui mi sono dovuto rivolgere a sponsor privati.

D. Nelle edizioni precedenti c’è stato qualche caso di ragazzi che avevano la possibilità di “fare strada”?

R. Sì, ci sono state persone meritevoli, che però poi si sono perse. Ragazze in cui ho visto un talento strepitoso, che però si sono perse, anche perché le opportunità sono poche

D. Voi avete pensato ad accompagnare questi ragazzi? Fare in modo che dopo il concorso possano essere guidati nella possibile carriera?

R. Per il momento stiamo cercando principalmente di portare queste manifestazioni anche nelle piazze, o nei locali, per permettere alle attività del territorio di incrementare il turismo, anche grazie a queste iniziative che possono far aumentare il numero di persone che si fermano

D. Com’è nata l’iniziativa?

R. Alcuni anni fa, su richiesta della Pro Loco di Anguillara, che doveva presentare un progetto importante in Germania, creai “La Regina dei Laghi d’Italia”, trasformata in “Un Lago di Talenti” su iniziativa del presidente del Consorzio Lago di Bracciano. La Regina dei laghi era comunque aperto a tutte le attività, canto, moda, spettacolo, mi era stato proposto di chiamarlo “I talenti del lago”, ma la frase sembrava l’imitazione di tanti altri concorsi, per cui ho pensato di modificarlo in “Un Lago di Talenti”, che suona anche meglio.

Il concorso sarà gratuito per i partecipanti, i giorni 5 e 6 settembre si svolgeranno le selezioni per la finale del giorno conclusivo. La manifestazione sarà accompagnata da una fiera per permettere alle aziende locali di presentare i propri prodotti, per questo motivo l’invito a partecipare alla presentazione dell’iniziativa sono stati invitati molti operatori commerciali, tra i quali solo alcuni hanno partecipato.

 




ANGUILLARA SABAZIA, COMITATI DI QUARTIERE: INTERVISTA A SECONDO RICCI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

di Simonetta d'Onofrio

Anguillara (RM) – Il tempo dà consiglio, recita un proverbio. Descrive appropriatamente le vicissitudini che hanno visto i politici locali nel raggiungere l’approvazione del regolamento per l’attuazione dei Comitati di Quartiere. 

Ad aprile scorso, dopo una lungo iter e infinite consultazioni tra le varie componenti politiche, anche Anguillara Sabazia, territorio di oltre 18.500 abitanti, è stata raggiunta l’unanimità sulla delibera comunale che ha riconosciuto ufficialmente uno strumento di democrazia partecipativa, i Comitati di Quartiere. A fine luglio sono stati definiti i quartieri. I cittadini, tramite queste forme di aggregazione, possono dialogare con i propri amministratori, porre richieste e pareri specifici, ottenendo risposte scritte su argomenti di interesse comune.

Abbiamo intervistato il Presidente del Consiglio Comunale, Secondo Ricci, con delega ai comitati di quartiere, per chiedergli come è arrivato al raggiungimento del risultato, atteso ad Anguillara da quasi un decennio.

Ad aprile, com’è noto è stato approvato il Regolamento dei Comitati dei Quartieri, dopo tre anni di attesa. Ora siamo ad Agosto. Si è dovuto attendere ulteriormente per la definizione effettiva dei quartieri. Perché?

L’attesa è stata dovuta ad un’iniziale arenamento da parte della Maggioranza. Infatti, proprio per questo, qualche mese fa avevo rassegnato le mie dimissioni per l’incarico che mi fu conferito dal Sindaco Pizzorno subito dopo le elezioni amministrative. Non se ne veniva fuori ed fui costretto a prendere una decisione drastica, rinunciando all’idea di portare ad Anguillara uno strumento importante, contribuire alla promozione e alla partecipazione democratica dei cittadini. Poi la “svolta”. Ed è stato intrapreso un percorso di partecipazione condiviso, rivolto non solo alla mia parte politica ma un dialogo costruttivo con l’intera opposizione. Abbiamo definito, contestualmente all’approvazione della Delibera Consiliare, una Commissione ad hoc e dopo una serie di riunioni aperte ai cittadini e di un forte confronto sono “nati” i quartieri. Certo devo dire che effettivamente ho trovato un iter più semplice all’interno del Consiglio Comunale che durante gli incontri, anche per la carenza di strumenti specifici da adottare. Ci tengo a precisare che non abbiamo messo a votazione mai nulla, ho cercato (riuscendoci) sempre di trovare il consenso all’unanimità, come era già successo nel Consiglio Comunale, maggioranza e opposizione, tutti insieme.

I verbali redatti sono stati messi in rete, le sedute sono state aperte anche all’intera cittadinanza. Azioni molto semplici e che normalmente adotta una Pubblica Amministrazione. Un compito che poteva essere posto in essere anche in passato. Perché attendere tutti questi anni, dieci anni dalla prima formulazione della proposta?

Tutti i verbali e il regolamento sui comitati di quartiere rimarranno agli atti del Comune in modo permanente, si potranno visualizzare e scaricare dal sito del comune, saranno validi anche per chi si alternerà a guidare questo Paese. Passaggio necessario affinché anche in futuro sia riconosciuto anche dagli esponenti del Centrodestra. Una grande vittoria. Nel 2008 ci fu la sola delibera di Giunta, guidata dall’allora Sindaco Minnucci, che non ebbe nessun seguito. Fu un atto “commissionato” per accontentare qualcuno…Le delibere di Giunta disincantano un po’ tutti e lasciano il tempo che trovano. Ora abbiamo ottenuto una delibera dal Consiglio Comunale. Una differenza notevole.

Perché allora, intendo nel 2008, non si riuscì a completare l’iter? Molte persone presenti nell’entourage della politica anguillarina erano presenti anche allora.

Allora fu adottato la Delibera di Giunta coadiuvata dalla Commissione statuti e Regolamenti. All’interno molti componenti non vollero sostanzialmente formalizzarne la costituzione dei comitati di quartiere. Dopo dieci anni sono riuscito a fare un lavoro certosino, venendo incontro anche alle richieste dell’opposizione. Un po’ come sta facendo il Governo Renzi con le riforme costituzionali. Allora non fu fatto questo passaggio. I numeri definiti dei quartieri furono ben 20, tanti!!! Critiche ce ne furono molte, proprio perché il buon senso sosteneva che tale processo era ingestibile, dal punto di vista amministrativo. Importante ora è stato farlo insieme a tutti, e trovare una soluzione accettata da tutti i componenti del Consiglio. Anche per questo sono lievitati i tempi d’attuazione. Ed è vero anche che all’interno della Maggioranza odierna diversi non volevano questo passaggio politico.  Avrebbero optato per una votazione a Maggioranza. Ma non avrebbe avuto lo stesso valore: sono andato nella mia strada e ho seguito il dialogo con gli altri.

Forse qualcuno della maggioranza aveva creduto che tale comportamento fosse interpretato come un inciucio. Proprio chi si rispecchia nella coalizione del Centrosinistra sembra che non lo volesse attuare, un po’ le stesse critiche che abitualmente sentiamo verso il Governo centrale… E’ così?

Non è così, non mi interessa. Le critiche ci sono sempre, qualunque cosa si faccia. Da questo momento Destra, Sinistra e centro saranno obbligati a confrontarsi con i Comitati di Quartiere e ribadisco questo concetto, saranno obbligati a confrontarsi con loro. Ci sarà sempre. L’inciucio è qualcosa di nascosto. Noi invece abbiamo fatto tutto alla luce del sole.

Quanti quartieri sono stati definiti?

Sono stati riconosciuti 9 quartieri. Io ne avrei preferiti 10. I comitati di quartiere sono stati approvati per sempre e non necessitano di nessun altro passaggio in Consiglio Comunale. La Commissione ha avuto il potere esecutivo, proprio per non allungare ulteriormente i tempi burocratici per chi voleva partire a indire le elezioni. Ad esempio Ponton dell’Elce, che già qualche mese fa aveva protocollato la richiesta di fare le elezioni per il rinnovo delle cariche.

Quindi cosa devono fare i cittadini di un quartiere per avere un organo rappresentativo come un comitato di quartiere?

Penso sia importante in questa prima fase procedere ad una divulgazione capillare del contenuto del regolamento dei Comitati di quartiere. Importante rimane spiegare i punti fondamentali di questa importante forma di democrazia partecipativa.  Essenziale è che si formi un comitato promotore locale.

Ad esempio a Ponton dell’Elce, il Direttivo uscente aveva richiesto formalmente di indire nuove elezioni. Il comitato di quartiere non c’è più, sebbene da mesi alcuni cittadini hanno chiesto di rinnovarlo, attendendo per questo la pubblicazione del regolamento e della definizione delle aree, ma a loro avviso, per queste pratiche è trascorso troppo tempo. Perché questo ritardo, non solo in questo ambito, sembra che ogni progetto che si proponga ad Anguillara abbia tempi geologici.

Se ci sono le condizioni, un punto d’incontro anche con i cittadini si potrà accelerare tutto il processo. In tempi brevi, per il 30 settembre. Sto pensando anche ad una Consulta, nominata dalla Giunta su proposta del delegato ai comitati di quartiere.  Proprio per questo motivo. Si potrebbe pensare a una riunione per metà settembre e poi procedere con lo scrutinio. Importante è far arrivare il messaggio a tutti i cittadini, massima trasparenza e pubblicità e collaborazione massima.

Importante l’ultima affermazione fatta. Credibilità e autocritica dei componenti rimangono indispensabili. Anche per le persone che si impegnano a difendere i diritti dei cittadini. Molto spesso le tante beghe tra i componenti dei comitati di quartiere non producono nulla di buono. Spesso abbiamo avuto esempi dove si sono manifestate scaramucce politiche, veri centri di potere e di pressione. Anche per questo il cittadino non partecipa alle problematiche che circondano il proprio territorio, c’è molta crisi su questo aspetto. Un’assenza di responsabilità diffusa?

Si deve cambiare sia in politica che tra i cittadini comuni. Un cambiamento culturale fondamentale per Anguillara. Il regolamento evidenzia anche questo, norme a disposizioni comuni di qualsiasi persona, in modo tale che tutti possano essere protagonisti, in qualsiasi realtà territoriale ad Anguillara. Una vera opportunità a disposizione dell’intera cittadinanza.

 Al termine dell’intervista il Presidente del Consiglio Comunale, Secondo Ricci ci ha chiesto di inserire nell’articolo i ringraziamenti all’intera Commissione che ha sostenuto con lui il percorso attuativo e i cittadini che hanno partecipato alle sedute.

Così come detto durante l’intervista e in altre occasioni abbiamo parlato anche del consiglio comunale aperto richiesto a Ponton dell’Elce, per ricordare il Ventennale dalla fondazione del primo comitato di quartiere ad Anguillara Sabazia, ma che la maggioranza di Centrosinistra non ha voluto realizzare. Sarebbe stato un bel gesto, un’occasione unica anche per l’appoggio ricevuto dall’intera opposizione. Il Presidente Ricci ci tiene a precisare che sarebbe stata un’iniziativa importante, uno spazio dedicato anche per ribadire il concetto di democrazia partecipativa e ripercorrere molte tappe sostenute dal Comitato fondato nel 1994.

Avrebbe potuto rappresentare la ciliegina sulla torta che avrebbe potuto impreziosire una lodevole iniziativa intrapresa dal Presidente del Consiglio Comunale. Purtroppo però, a quanto sembra, il Sindaco invece di ascoltare le sagge parole di chi ha lavorato tanto per accorciare la distanza tra i cittadini e il palazzo, ha preferito assecondare l’accidia che pervade la parte peggiore della sua maggioranza, che crede di potersi “bastare a se stessi”, ignorando troppe volte le richieste di chi ha (mal)posto la fiducia nel loro operato. Sarebbe stato meglio, per il Primo Cittadino, ascoltare i consiglieri e gli assessori che quotidianamente mettono la loro faccia nella soluzione dei problemi della cittadinanza, invece di dare credito a chi ignora tali pratiche, confrontandosi solamente con quella selezionata componente cittadina che invece di rappresentare la massa critica ha la stessa funzione della claque negli studi televisivi.

IN ALLEGATO ALL'ARTICOLO E' POSSIBILE SCARICARE LA CARTA DEI QUARTIERI