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Le bestie di satana: l’analisi del caso (quarta puntata)

 

Le puntate precedenti sulle edizioni dell’8 91214 Novembre 2016


di Angelo Barraco

La vicenda delle Bestie di Satana è prettamente legata ad un ambiente di ritualità e di scrittura, questo delicatissimo aspetto lo abbiamo approfondito con un documento che ci ha fornito la Dott.ssa Sara Cordella, Grafologo Forense. Un’unione di “personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate, che hanno costruito un maldestro edificio  nel quale albergare la loro assoluta povertà morale”. Così il gup Maria Greca Zancu definisce il gruppo nominato le “Bestie di Satana”, nelle motivazioni della sentenza del processo di primo grado. Un gruppo non è un’unica massa informe e indistinta, ma un’aggregazione di più individualità, di caratteri con storie diverse alle spalle, che interagiscono tra loro, spesso con ruoli e funzioni specifiche.


Lo studio dei singoli caratteri e delle loro interazioni è fondamentale
per delineare il profilo del gruppo, le dinamiche e i ruoli che si creano all’interno. L’osservazione degli scritti di alcuni dei protagonisti della vicenda e la creazione di un profilo grafologico può essere un punto di partenza per iniziare a costruire un’ipotesi credibile sull’effettiva natura del gruppo e sulle potenzialità dei singoli.  
L’uomo, ogni singolo essere umano, comunica, infatti, attraverso la scrittura, notizie di sé utili e non precodificate; il contatto con la sua grafia, diventa un incontro particolare che avvia una comunicazione tra l’autore dello scritto e … [Continua]

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Le bestie di satana: l’analisi del caso (terza puntata)

 

di Angelo Barraco


Puntate precedenti: [Prima puntata a pagina 8 de L'Osservatore d'Italia VP DELL'8/11/2016][Seconda puntata a pagina 10 de L'Osservatore d'Italia VP DEL 9/11/2016]

 

Fabio, accompagnato da Sapone, telefona a casa dicendo ai suoi che dormirà fuori con un’amica, successivamente salgono tutti sull’autovettura di Andrea Volpe e fanno in modo che nessuno li veda andar via, gli altri rimangono al Midnight. Andrea Volpe, in merito a questo episodio, ha riferito nell’intervista del 6/6/2008 “Chiara e Fabio sapevano che stavamo andando a sto posto per andare a fare uno dei soliti rituali, le cosiddette prove. Il Tollis in realtà sapeva quello che realmente stavamo andando a fare però non sapeva che in realtà noi avevamo progettato di farlo anche a lui”. Giunti sul posto doveva esserci Bontade ad attenderli ma non si è presentato e anche per lui è stata messa la firma su una condanna a morte certa. Giunti dinnanzi alla fossa precedentemente scavata le Bestie iniziano a colpire senza pietà Fabio e Chiara fino alla morte.
Volpe e Bontade successivamente si recano sul posto per buttare ammoniaca sul posto per coprire gli odori e raccogliere ogni segno riconducibile a loro, ma da allora nessuno ha mai più saputo nulla. Intanto iniziano i depistaggi, i membri della setta sostengono che Fabio e Chiari sono fuggiti, partecipano inoltre al dolore dei familiari e nel corso di interviste relative al caso danno indicazioni tendenti ad altre piste che virano l’obiettivo investigativo che invece punta sulla verità. Il 28 maggio del 2004 la vicenda trova soluzione poiché le dichiarazioni di Volpe portano al rinvenimento dei corpi di Fabio e Chiara. Dopo il ritrovamento delle ossa tutti i componenti della setta vengono arrestati e … [Continua]

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Le bestie di satana: l’analisi del caso (seconda puntata)

 

di Angelo Barraco

[Puntata precedente a pagina 8 de L'Osservatore d'Italia VP dell'8 novembre 2016]

 

Un collante che viene automaticamente legato alla musica black e death metal. Per studiare a fondo il fenomeno del satanismo acido delle bestie di satana bisogna andare fare un salto fino ai primi anni 90, quando in Norvegia si creò un fenomeno legato alla musica ma con misture di satanismo con l’obiettivo unico di portare in auge il cristianesimo. Il mentore di tutto ciò fu Euronymoys, chitarrista della band black metal Mayhem, che attorno al negozio di dischi Helvete riuscì a radunare una compita folla di giovani animati dalla voglia di abbattere gli schemi convenzionali. Euronymous era carismatico, un vero e proprio oratore  tanto da riuscire a creare un vero e proprio movimento a cui si aggiunsero presto nomi come Varg Vikerners (Burzum), Bard Faust e tutti i maggiori esponenti della scena black metal norvegese di quegli anni. Nel 1992 furono incendiate ben 52 chiese, saccheggiate 15.000 tombe. La foto di una chiesa data alle fiamme –di cui rimangono però soltanto le travi portanti- divenne la copertina dell’EP di Burzum dal titolo “Aske”. Ma il tutto si culminò quando iniziarono le strane morti; nel 1991 muore suicida a soli 21 anni il cantante dei Mayhem, Dead. La morte di costui però non sembra in un primo momento aver suscitato sconcerto tra i loro “amici” poiché costoro scattarono una foto del suo cranio spappolato e la utilizzarono come copertina per un disco. Nell’agosto del 1992 Bard Faust finge di assecondare un omosessuale che lo addesca, lo segue e lo uccide a coltellate per poi tornare a casa, farsi una doccia e andare a dormire. Ma il culmine viene raggiunto da Varg Vikernes, che uccide a coltellate Euronymous, chitarrista dei Mayhem nonché mentore del movimento. Le ipotesi in merito a questo delitto sono tante e si sono accavallate in questi anni, c’è chi ha parlato di gelosie all’interno dell’Inner Circle, conflitti politico-religiosi, soldi, ma ad oggi le reali motivazioni non sono note. Varg ha scontato i suoi anni di carcere ed è un uomo libero. Quattro mesi dopo l’arresto, Andrea Volpe è ormai pulito dalla droga e decide di parlare e in un’intervista del 6/6/2008 racconta: “La Mariangela quando è arrivata mi ha dato un colpo di telefono quindi io sapevo che era arrivata, Elisabetta è andata io sono uscito e avevo già la pistola in mano però non riuscivo nemmeno a tenerla in mano talmente che [continua …]

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Le bestie di satana: l’analisi del caso (prima puntata)

 

di Angelo Barraco

Erano le prime ore dell’alba del 24 gennaio 2004, quando i Carabinieri di Somma Lombardo, dopo aver ricevuto una telefonata di segnalazione, giungono al Canale Villoresi, nei pressi della diga di Panperduto dove trovano un giovane in stato confusionale, sporco di terra, sangue e visibilmente sotto effetto di sostanze stupefacenti urla e si dimena, è palesemente scosso e riesce a riferire agli inquirenti soltanto che la sua ragazza necessita di aiuto e indica loro il luogo in cui si trova. Pochi chilometri più avanti vengono rinvenute due autovetture, una di esse si è schiantata contro la ringhiera della diga e poco più avanti vi era una Fiat Uno di colore grigio rimasta incastrata sul ponte. Quest’ultima ha un finestrino rotto e vi sono tracce di sangue sul vetro; gli inquirenti rinvengono sul sedile di guida una ragazza in overdose, immediatamente i due vengono portati in ospedale.

Gli inquirenti identificano i due giovani: lui si chiama Andrea Volpe, nato a Gallarate il 7 febbraio del 1976, disoccupato e tossicodipendente; lei si chiama Elisabetta Ballarin , nata a Milano il 22 luglio del 1985. La giovane ha lasciato la scuola e ha lasciato anche il nido domestico per andare a vivere con il suo  Andrea in un chalet in mezzo ai boschi a Golasecca. La droga annebbia la mente, distorce il presente e crea immagini ben distanti dalla tangibile realtà quotidiana fatta da elementi oggettivi e logici ma quando tale sostanza abbandona il corpo e va via, per lasciare spazio a quelli che sono i ricordi pregressi e alla lucidità mancata,  tutto assume una nuova forma ed è proprio in quella circostanza specifica che Elisabetta Ballarin inizia a parlare di alcune cose terribili accadute poche ore prima, allora i Carabinieri si recano nello chalet per verificare le affermazioni di Elisabetta, intanto hanno verificato che la Fiat Uno grigia è di Mariangela Pezzotta, ex fidanzata di Andrea Volpe. La sera prima è uscita ma non ha fatto rientro a casa. Ma dalle indagini svolte dagli inquirenti sulle autovetture emergono degli elementi che accendono campanelli d’allarme poiché gli inquirenti rinvengono all’interno del portabagagli dell’altra autovettura la borsa di Mariangela all’interno di una busta di plastica, le sigarette, chiavi: dov’è Mariangela?

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