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Camera: Boschi all'incontro "Maternità libera scelta?"

di Alessandro Ranieri

da Montecitorio. La Presidente della Camera Boldrini aveva inaugurato la Sala delle donne, con i quadri delle donne che hanno ricoperto incarichi di ministro e deputate, e ieri si è tenuto l’incontro su “Maternità, libera scelta?” con la presenza, tra gli altri, della Ministra delle Riforme e delle Pari Opportunità, Maria Elena Boschi, e di altri deputati e docenti universitari.In realtà l’incontro a Palazzo San Macuto, alla Camera dei Deputati, non verteva sulla presenza femminile nelle istituzioni, ma nel contesto sociale e lavorativo in genere. La Ministra Boschi ha illustrato il lavoro fatto nell’ultima legislatura in merito alle politiche delle pari opportunità e della famiglia. Rilevato un notevole gap in termini di welfare a favore delle famiglie rispetto ad altri Paesi anche meno sviluppati del nostro, nell’ultima legislatura si è tentato di colmarlo con numerosi interventi in materia fiscale e con l’estensione di incentivi alla contrattazione collettiva decentrata per favorire lo sviluppo del welfare aziendale onde conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative.

E i risultati di un’inchiesta svolta dalla Camera, mediante intervista di numerose donne, hanno confermato l’esistenza di questi problemi: tante di loro vorrebbero avere dei figli, ma la carenza di lavoro stabile e di adeguati sostegni come asili nido e altre forme di welfare non consentono una libera scelta in questo senso. E quello della ricostruzione di opportunità di lavoro stabile è l’obiettivo del jobs act, che incentiva queste forme di lavoro, e disincentiva le altre, il contrario di quanto fatto in questi ultimi 20 anni.

Così è stata istituita una tassazione sostitutiva ai fini IRPEF al 10% per i premi di produttività, e l’esenzione IRPEF per i servizi come asili nido e buoni pasto, ma anche servizi educativi, centri estivi o invernali e ludoteche, i periodi di astensione dal lavoro per maternità entreranno nel computo per la determinazione dei premi. Si sono poi emanate misure volte a contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco in caso di maternità. L’intervento di Riccarda Zezza, fondatrice del progetto MAAM (Maternity as a master), e autrice dell’omonimo libro, è stato illuminante in merito alla necessità di un nuovo approccio riguardo ai figli e alla maternità.
Innanzitutto i figli non devono essere visti come un peso per le famiglie e le Istituzioni, ma al contrario sono il traguardo, non solo della famiglia, ma del Paese, immaginiamo un Paese in cui non nascono più bambini: è destinato a scomparire, e da questo punto di vista l’Italia non è messa bene, considerato il basso indice di natalità. In secondo luogo le imprese non devono vedere la maternità e la nascita dei figli solo in termini negativi, dato che ciò comporta l’assenza dal lavoro anche per molti mesi, ma anche come una occasione di crescita della lavoratrice in termini di acquisizione di maturazione e capacità che prima non aveva. Lo stesso welfare aziendale è un investimento, non solo in termini di immagine, ma anche per fidelizzare lo stesso lavoratore e per creare un migliore clima all’interno dell’ambiente lavorativo.