1

M5S: Di Battista non si candida a premier. Di Maio senza rivali

“Ho deciso di non candidarmi a Premier del Movimento 5 Stelle. Le ragioni le spiegherò durante il mio intervento sabato prossimo a Rimini”. Lo scrive il deputato M5s Alessandro Di Battista su Facebook.

“Tra poco – scrive Di Battista – si inizierà a votare e invito alla massima partecipazione. A colui che sarà candidato faccio un grande in bocca al lupo ricordandogli che avrà un compito meraviglioso: quello di portare avanti il programma votato da migliaia di iscritti. Ringrazio tutte le persone che in queste ore mi hanno scritto chiedendomi di candidarmi. È meraviglioso avere tutto questo sostegno. Allo stesso tempo sono sicuro che la mia scelta sia quella giusta. A riveder le stelle!”, conclude.

Luoigi Di Maio rimane dunque senza rivali politici. A proposito delle candidature per “Premier del M5S”  che strano ieri sul mio profilo di iscritto al Movimento era presente un avviso per la segnalazione della candidatura da farsi entro le ore 12 del 18 settembre (oggi). Alle ore 10.45 mi sono accorto che quell’avviso è sparito e che quindi, se mai avessi voluto, ora pur essendo ancora nei termini non potrò candidarmi come Premier del M5S . Ma le regole ? E’ quanto si legge su un post di Facebook di un utente che voleva verificare la possibilità di presentare la candidatura a Premier del M5S.




No alla riforma costituzionale: Di Maio e Fattori saranno a Genzano domenica

Redazione

GENZANO DI ROMA – Gli attivisti del Movimento 5 stelle di Genzano di Roma e di Velletri, organizzano congiuntamente un grande evento dedicato al NO alla Riforma Costituzionale in presenza del Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio e la Senatrice Elena Fattori dal titolo:" Riforma costituzionale e Sblocca Italia: Come il governo annichilisce i cittadini". Domenica 23 ottobre si apre alle ore 18 con una Assemblea pubblica presso l'Auditorium dell'Infiorata dove verranno analizzati due temi apparentemente distanti ma vicinissimi nel contesto sociale e politico che stiamo vivendo: la calusola di supremazia nella DDL Boschi e gli effetti dello Sblocca Italia. Dopo il saluto del Sindaco di Genzano, Daniele Lroenzon, gli attivisti hanno deciso di forzare ancora la mano su due temi che tolgono democrazia e potere ai cittadini. Dove nella Riforma Costiuzionale l'apparato decisionale cittadino viene definitivamente devastato, nello Sblocca Italia c'erano già le prime avvisaglie di una volontà accentrarice, specie in materia di rifiuti, dove sono stati annichiliti i poteri delle Regioni e della conferenza Stato Regioni, con un totalitarismo centralizzato che favorisce impianti come il cogeneratore di Genzano o l'impianto a biogas di Velletri.
Dopo l'incontro di Genzano, Di Maio e la Fattori, saranno alla cena di autofinanziamento che si terrà presso la Pizzeria Paradiso (Domus Pinsa) su Via Appia in direzione Velletri, per continuare a parlare con i cittadini della nefasta riforma Renziana. Ovviamente l'invito è esteso a tutti i cittadini e anche ai comitati del SI. Prima o poi un confronto andrà fatto e noi siamo sempre disposti a entrare nel merito delle nostre ragioni.




DI MAIO (M5S): "ORA SIAMO PRONTI A GOVERNARE IL PAESE"

Red. Politica

 "Noi siamo pronti a governare il Paese, ora dobbiamo chiederlo ai cittadini se ci stanno. Ma con i risultati di Roma e Torino, i cittadini dimostrano che riconoscono il Movimento come forza di governo. Dicevano che saremmo stati un fuoco di paglia, non lo siamo stati". Così Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, commentando i risultati dei ballottaggi. "Un dato è chiaro – dice Di Maio – gli italiani ci riconoscono la capacità di governare. Oggi succede a Roma e Torino, poi toccherà al resto del Paese. E vorrei sottolineare che se i torinesi e i romani hanno votato le nostre candidate e perché gli altri parlavano di Olimpiadi e referendum, mentre noi affrontavamo temi concreti". Di Maio punta poi il dito contro "la campagna diffamatoria portata avanti contro la Raggi, tornata indietro come un boomerang. Da domani spero inizieremo a parlare di temi concreti e non quelli imposti dalle Lobby a Renzi. Lo stile decisionista di Renzi se fosse stato al servizio del bene comune e non delle lobby sarebbe stato premiato, ma così non e' stato".