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RIETI, SVILUPPO DEL TERMINILLO: IL CONSORZIO SMILE INCONTRA LE ISTITUZIONI

Redazione

Rieti – Nella giornata di venerdì, nella sala riunioni messa a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Rieti, il Presidente del Consorzio Smile, Paolo Trancassini, e i delegati dei Comuni associati (Leonessa, Micigliano, Cantalice), oltre al Comune di Rieti e all’Amministrazione Provinciale, hanno incontrato l’Assessore regionale alle Infrastrutture e all’Ambiente, Fabio Refrigeri e il Consigliere regionale, Daniele Mitolo. Sebbene impegnato a Roma, anche il deputato reatino Fabio Melilli non ha voluto rinunciare all’incontro collegandosi telefonicamente e portando il suo contributo.
Durante la riunione, dal taglio molto concreto e operativo, sono state definite le azioni che il Consorzio attiverà nei prossimi mesi, a partire dalla presentazione alla Regione Lazio del progetto di sviluppo comprensoriale “Terminillo Stazione Montana – Turismo sostenibile” e il conseguente avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale, propedeutica alla realizzazione dei nuovi impianti e delle nuove infrastrutture logistiche.

L’Assessore Refrigeri e il Consigliere Mitolo hanno confermato il loro personale sostegno a facilitare l’iter burocratico rilevando come il progetto comprensoriale sia stato già condiviso con le direzioni regionali competenti (Ambiente e Trasporti) e ritenuto valido ed equilibrato in termini ambientali, oltre che ben strutturato dal punto di vista dell’impatto socio-economico.

Altro tema in discussione sono state le iniziative da porre in campo per rilanciare l’immagine dell’offerta turistica e ambientale del Terminillo. In tal senso Refrigeri ha assicurato che la provincia di Rieti e in particolare Terminillo già si annovera fra i punti di forza più evocativi che caratterizzeranno le iniziative promozionali che la Regione porrà in essere in vista dell’Expo 2015. E’ stato anche affrontato il tema della gestione degli impianti, puntualizzando le tappe che porteranno alla gestione unitaria da parte del Consorzio. In questo quadro si è evidenziato lo sforzo organizzativo e finanziario che dovrà essere messo in campo dai Comuni nel periodo di start up del progetto di rilancio. E’ stato quindi stabilito che da subito si attiveranno tutti i canali di finanziamento previsti per il rilancio economico del territorio ed evidenziato come, a regime, il Turismo montano possa trasformarsi nella realtà imprenditoriale più significativa per il territorio, sia in termini occupazionali che di indotto. Non a caso il Presidente del Consorzio, Trancassini, ha voluto discutere di questo tema nella sede della Cassa di Risparmio di Rieti.

Sono stati confermati, infine, tutti gli incontri tematici che si terranno con le parti sociali, le associazioni ambientaliste, le associazioni di categoria e con la Fondazione Varrone.
All’incontro erano presenti:
– Fabio Refrigeri (Assessore Infrastrutture e Ambiente Regione Lazio)
–  Daniele Mitolo (Consigliere Regionale)
– Paolo Trancassini (Sindaco Leonessa e Presidente Consorzio Smile)
– Giancarlo Felici (Commissario straordinario Provincia di Rieti)
– Emanuela Pariboni (Vicesindaco Comune di Rieti)
– Simone Munalli (Consigliere con delega al Terminillo Comune di Rieti)
– Vito Paciucci (Assessore Comune di Leonessa)
– Emiliano Salvati (Assessore Comune di Micigliano)
– Loris Casadei (Consigliere Comune di Micigliano)
– Evasio Eleuteri (Consigliere con delega al Terminillo Comune di Cantalice)
– Marco Ridolfi (A.D. società TSM socio Consorzio Smile)
– Francesco Vecchi (Cariri)
– Fabio Orlandi (Direttore tecnico Consorzio Smile)
– Carlo Abbruzzese (Dirigente Provincia di Rieti)
 




SUBIACO, MONTE LIVATA: DOPO 5 ANNI TORNA LA SEGGIOVIA MONNA DELL'ORSO

Redazione

Subiaco (RM) – Oggi domenica 22 dicembre alle ore 10.30  Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti inaugura insieme all’assessore alle Infrastrutture e Ambiente, Fabio Refrigeri e il sindaco di Subiaco, Francesco Pelliccia la seggiovia quadriposto Monna dell'Orso. La struttura viene inaugurata dopo 5 anni di inattività. L'evento si tiene presso Monna dell’Orso, Campo dell’Osso, Monte Livata, Subiaco.

 




RIETI: SCIAME SISMICO NELL'ALTA VALLE VELINO

Redazione

Rieti – Dopo l'ultima scossa registrata dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), alle ore 05:12 del 1 dicembre 2013, di magnitudo 1.7, è da alcune ore che si evidenzia una quiete sismica nell'area interessata dell'alta valle del Velino, nel territorio dei Comuni di Cittareale, Amatrice e Accumoli.

Lo sciame sismico nella zona perdura ormai da diverse settimane, con un incremento a partire dal 28 novembre scorso, facendo registrare, da giovedì scorso, 43 terremoti (28 nelle ultime 24 ore), con un susseguirsi di repliche, di basso magnitudo e per lo più registrati strumentalmente, dopo la scossa più forte di ieri sera che ha avuto un'intensità di 3.9 Richter. Tutta l'area è classificata dal Servizio Sismico Nazionale come "ad alto rischio sismico" ed è per questo attentamente monitorata.

"Allo stato, – commentano dal CER di Rieti – quale consiglio più utile alla popolazione, a fronte di eventi al momento imprevedibili nella loro evoluzione, si raccomanda ogni forma di ordinaria prevenzione e lungimiranza nell'adottare misure precauzionali e di auto protezione, in ogni caso dettate dal buon senso, al fine di non farsi cogliere impreparati, qual'ora l'evoluzione degli eventi dovessero assumere i connotati della criticità".

 Nota di Fabio Refrigeri, assessore regionale alla Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente
 
Rieti – In merito al sisma che si è verificato nella giornata di ieri nell’area del reatino, sono sostanzialmente positive le notizie che giungono oggi dai territori. Infatti, dopo le primissime indicazioni che nella serata scorsa sono giunte dai Vigili del Fuoco, l’intervento che stamane abbiamo prontamente dispiegato – chiedendo un rapido monitoraggio  da parte della Protezione civile – riconsegna un quadro confortante. Nelle località di Amatrice, Cittareale, Accumoli, Posta, Borbona, Antrodoco, Micigliano, Castel Sant’Angelo, Borgo Velino, sono stati svolti puntuali sopralluoghi, soprattutto nelle strutture scolastiche che domani dovranno accogliere alunni ed insegnanti per il nuovo inizio settimana.
Voglio ringraziare il personale della Protezione Civile ed i Vigili del Fuoco che, tra sabato e domenica, hanno offerto la propria opera, permettendo ai sindaci di diversi Comuni di poter usufruire di assistenza laddove fosse necessario.

 




ANGUILLARA: LA REGIONE FA CARTA STRACCIA DEL REFERENDUM SULL'ACQUA

di Emanuel Galea

Anguillara (RM) – Lo scorso 7 ottobre, informa il Sindaco, Avv. Francesco Pizzorno, è giunta in Comune una nuova richiesta, a firma della Direzione Regionale Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative, che ingiunge all'Amministrazione di procedere con la cessione del servizio idrico al gestore unico di ATO-2, ovvero Acea S.p.A. atto previsto dal D.lgs. 152/2006.

Il venire meno a questa richiesta, minaccia la Regione, verrà sanzionato con la nomina di un Commissario ad acta. Questa richiesta segue, precisa il Sindaco, quella del CAL (Consiglio Autonomie Locali) ed al quale il Comune già aveva risposto opponendosi energicamente. Il risultato del referendum del 2011 , volontà popolare, con questa decisione della Regione, verrebbe calpestato. E ancora una volta scippato.

Il primo cittadino è andato oltre al tema “acqua pubblica”. Ha affrontato l'annoso problema che si discute da tanto tempo e che riguarda la convenzione tra Acea e Comuni di riviera e dell'assoluta mancanza di ritorni per la cittadinanza. Benissimo ha fatto il Sindaco a mettere questo tema sul tavolo delle discussioni , perché come dice lui, è ora di rivederne le condizioni. Mi piace pensare che su questo punto potrà troverà la collaborazione di tutti.

Sarà forse una mia impressione, e se sbaglio faccio ammenda, però noto un vuoto, un silenzio, oserei dire un certo disinteresse intorno a questa vicenda importante. Che sia importante sembrava lo fosse nel 2011. Ricordo un certo movimento attivissimo a difesa dell'acqua pubblica, dei movimenti convintissimi che l'acqua sia un bene fondamentale per la vita e che non debba essere affidato ai privati. 

Ben ricordo, si tappezzava Anguillara con manifesti riportanti “2Si “ per l'acqua bene comune. Ricordo che si facevano inviti all'incontro presso la parrocchia Regina Pacis per costituire il comitato referendario. Si facevano appelli per informare tutti del pericolo, che si diceva, corressero i cittadini. Si invitavano tutti a schierarsi, a partecipare, a condividere, ad appendere la bandiera dell'acqua per colorare la città e dare visibilità.

Il referendum fu un plebiscito. Festeggiamenti , entusiasmi, speranze e poi? Il deserto o quasi !

Oggi, un silenzio tombale. Alla Regione, allora, come presidente c'era Renata Polverini. Oggi, ricopre la carica Nicola Zingaretti. 

Vuol dire niente? L'acqua ha finito d' essere bene comune? 

Dove sono i cortei, le bandiere esposte, le proteste, i forum sul web? Tutto tace. Forse tocca al Sindaco, questa volta, in solitudine, condurre la protesta, difendere i diritti dei cittadini? Non è giusto! Questa è una battaglia di tutta Anguillara, maggioranza e minoranza, quelli usciti vittoriosi al referendum e quelli battuti. In gioco c'è il bene del paese. 

Questa volta si difende un principio. La volontà del cittadino non si può calpestare. Qui si difendono gli interessi di una comunità contro gli interessi di una società privata.

Donato Robilotta, con nota dello scorso 23 ottobre 2013,inviata via fax risponde al Sindaco Pizzorno, comunicando di aver richiesto all'Assessore regionale alle Infrastrutture Ambiente e Politiche Abitative, Fabio Refrigeri, la sospensione del procedimento ed un incontro per la costituzione di un tavolo per esaminare le problematiche in questione.

Ora come allora Anguillara tutta deve fare arrivare la sua voce ed essere presente su quel tavolo alla Regione.

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CASTEL GANDOLFO, IL LAGO ALBANO NELLE MANI DELLA REGIONE… CHE SPERA IN UN FINANZIAMENTO EUROPEO

Angelo Parca

Castel Gandolfo (RM) – L‘emergenza delle acque del Lago Albano che continuano a restringersi e le mancate concessioni degli arenili del lungolago Albano di Castel Gandolfo ai gestori degli stabilimenti è stata appena discussa in Regione. 

Il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi, insieme al Vicesindaco Giacomo Moianetti e alla responsabile dell'ufficio tecnico comunale Silvia Giannuzzi hanno partecipato ad un importante incontro con Maurizio Venafro, capo di gabinetto del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Luigi Nazzaro, capo segreteria dell'assessore all'Ambiente Fabio Refrigeri, e Paolo Orneli, capo segreteria dell'assessore alle Attività produttive Guido Fabiani.

Sul passaggio della competenza sulle concessioni demaniali ci si è concentrati sul caos avvenuto lo scorso luglio quando in Regione le competenze sono passate dall’assessorato all’Ambiente a quello delle attività Produttive, bloccando, di fatto, l’iter di affidamento temporaneo delle spiagge di “Castello” agli ex gestori che hanno regolato le loro posizioni per poter riavere gli affidamenti tanto sofferti. Dal 2007 infatti, quando la Procura di Velletri ha disposto il sequestro di oltre quindici stabilimenti per opere abusive sul suolo demaniale, è iniziato il calvario per gli ex esercenti e anche il conseguente degrado degli arenili che si sono riempiti d’immondizia facendo registrare anche un calo di visitatori al Lago Albano. Monachesi si dice positiva: “Ho chiesto l’apertura di un tavolo permanente sul lago – ha annunciato – soprattutto per la criticità dell’abbassamento del livello delle acque.

La Regione si è impegnata a riattivare il lavoro immediatamente. Si è parlato del dissesto idrogeologico delle sue sponde e della necessità di manutenzione e di pulizia delle parti boscate e dei sentieri. Si è sollecitata l'istituzone di un Tavolo di Lavoro permanente sul lago, con interlocutori certi, per attuare le misure necessarie, e l'impegno a ricercare le somme necessarie”. Un allarme, quello del restringimento delle acque, ormai afono ma davvero preoccupante:  Legambiente parla di 50 centimetri di abbassamento dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario (le misure sono state prese prendendo come “0 idrometrico” l'incile del lago che si trova a 292 metri s.l.m. e tenendo presente che l'oscillazione media annuale dei laghi è di 10 metri). L’obiettivo della Regione è puntare sui finanziamenti europei, in quanto il Lago Albano è un sito di interesse comunitario. Recuperare un finanziamento in questa direzione permetterebbe di attuare il progetto di recupero delle acque che la stessa direzione ambientale della Regione aveva stilato un paio di anni fa. Di fatto il lago prima era imponente e adesso si restringe sempre di più e finirà con lo scomparire se nessuna delle istituzioni ci metterà mano.




RIETI, LA GIORNATA NAZIONALE DEL CAMMINARE SCALDA I “MOTORI”

Redazione

Rieti – Dopo l'importante successo riscosso lo scorso anno, si celebra la seconda edizione della Giornata Nazionale del Camminare organizzata da FederTrek, con l'adesione del Presidente della Repubblica e Sua Medaglia di Rappresentanza, la collaborazione del Ministero per l'Università e la Ricerca, ed i patrocini – tra gli altri – del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell'ANCI. 

L'iniziativa nasce dalla volontà di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su temi oggi fondamentali, quali la qualità della vita nel territorio urbano e la riduzione delle emissioni inquinanti, passando anche attraverso la promozione del Camminare, un gesto naturale e spontaneo in grado di apportare benefici psico-fisici alla salute delle persone e all'Ambiente. A Rieti, l'ARPA Lazio e il Comune, in collaborazione con la Polizia Municipale e con il coinvolgimento delle Associazioni ambientaliste e di altri soggetti che operano nel territorio, hanno organizzato una camminata attraverso la città. Si partirà da Piazzale Leoni e, seguendo un percorso principalmente urbano che corre anche sull'argine del Velino e lungo la pista ciclabile provinciale, si raggiungerà Piazza Vittorio Emanuele, dove saranno presenti gli stand dell'Arpa Lazio e delle associazioni ambientaliste che promuoveranno le loro attività su fotovoltaico e raccolta differenziata.

Si partirà quindi per la parte finale della camminata che si concluderà al convento di S. Antonio al Monte, dove è previsto un punto di ristoro con degustazione di prodotti tipici locali.

Parteciperà alla manifestazione l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente della Regione Lazio: Dr. Fabio Refrigeri




VITERBO, DANNI ALLUVIONE: “NIENTE FONDI DALLA REGIONE LAZIO.

Redazione

Viterbo – “D’ora in avanti gireremo ogni legittima lamentela dei cittadini viterbesi al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Fabio Refrigeri, perché la Provincia non ha alcuna responsabilità per ciò che riguarda i mancati interventi di messa in sicurezza sulle strade della Tuscia”. Così il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, interviene dopo la lettera inviata dai cittadini di Tarquinia per segnalare la precaria condizione della SP Valle del Mignone, una delle arterie provinciali colpita maggiormente dall’alluvione di un anno fa.
“Sono mesi che questo Ente non riceve più trasferimenti – continua -, siamo impossibilitati persino ad occuparci di benché minimi lavori di asfaltatura a freddo.

Nel caso specifico della valle del Mignone, poi, le criticità sono esclusiva responsabilità della Regione, che non ha provveduto a girarci non solo i 10 milioni di euro stanziati dal Governo centrale per le aree colpite da calamità naturale, ma neanche la prima tranche di 2 milioni e 600 mila euro che servirebbe per far fronte all’emergenza”. Eppure l’Esecutivo Monti ha firmato il decreto lo scorso marzo, trasferendo subito dopo i primi finanziamenti per la Tuscia alla Regione. “Questi soldi però qui non sono arrivati – aggiunge Meroi -. Nonostante i ripetuti solleciti da parte della Provincia, le promesse sono rimaste solo parole. La Regione Lazio non ha ancora neanche nominato il soggetto attuatore: in questa situazione è impossibile per la Provincia di Viterbo dare risposte alle sacrosante richieste dei cittadini, dato che l’auspicata soluzione del problema non dipende dalla nostra volontà”.

In realtà l’assessorato provinciale ai Lavori pubblici, sollecitato quotidianamente dal consigliere tarquiniese Alfio Meraviglia, si è già mosso per ciò che concerne la fase progettuale, individuando le possibili soluzioni diverse riunioni effettuate direttamente sul territorio con i vari soggetti interessati. “Gli uffici hanno già predisposto il progetto per l’intervento definitivo di soluzione della problematica – spiega Meraviglia – ma il blocco dei fondi ha fermato tutto. Proprio per questo, grazie all’interessamento dell’assessore Camilli e indipendentemente dall’arrivo dei finanziamenti per l’emergenza, abbiamo inserito nel piano dei Lavori pubblici, come priorità, la realizzazione del progetto che verrà finanziato compatibilmente con le risorse previste nel prossimo bilancio. Comprendiamo il disagio dei cittadini, ma la Provincia ha fatto e continuerà a fare il possibile per risolvere quanto prima questo grave problema”.
“L’estate è trascorsa senza che si sia potuto effettuare alcun lavoro di messa in sicurezza – conclude il presidente – e la brutta stagione è alle porte. Con le prime piogge certo la situazione generale non potrà peggiorare, soprattutto a causa del fango. E’ ora che questo territorio ottenga le risorse necessarie per la sistemazione delle arterie viarie”.
 




LAZIO, EMERGENZA ARSENICO REFRIGERI: "CONCESSA ‘PROROGA’ 90 GIORNI SU CONSUMO ACQUA POTABILE

Redazione

 Regione Lazio – “I Comuni del Lazio che non sono ancora in regola con i livelli di arsenico presenti nelle acque per uso potabile, cioè quelli in cui si registra ancora una concentrazione compresa tra 20 e 50 microgrammi al litro, stanno uscendo dalla fase emergenziale ed entro tre mesi saranno in grado di rientrare entro i limiti previsti dalla legge”. Così l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Refrigeri, in merito alla situazione dei livelli di arsenico presenti nell’acqua di alcuni comuni del Lazio. 

 “Il Consiglio Superiore di Sanità, in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, – spiega Refrigeri – ha accolto la richiesta della Regione Lazio relativa all’estensione temporale di 90 giorni dei provvedimenti e delle limitazione per l’utilizzo dell’acqua destinata al consumo umano non conforme ai valori di parametro. Un provvedimento che permetterà di concludere gli interventi programmati già comunicati al Ministero della Salute e alla Commissione Europea”. “Sono certo – ha concluso Refrigeri – che riusciremo a completare progressivamente gli interventi previsti ben prima dei 90 giorni concessi. La salute dei cittadini è la nostra priorità.”




LAZIO, GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA: COMITATI, SINDACI E RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI: "SUBITO AL VIA IL PERCORSO PER L'APPROVAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE”

La discussione è partita dalle criticità del territorio Viterbese, a partire "dall'emergenza arsenico", per articolarsi intorno alla proposta di legge regionale per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua, presentata da comitati e sindaci della regione.

 

Redazione

Capranica (VT) – Si è svolto sabato 8 giugno a Capranica (VT), l'incontro pubblico "ACQUA: Gestione Pubblica e Partecipata a Tutela della Democrazia e della Salute", organizzato dal Coordinamento Regionale del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, che ha visto la partecipazione di comitati, sindaci e rappresentanti delle istituzioni della regione Lazio.

La discussione è partita dalle criticità del territorio Viterbese, a partire "dall'emergenza arsenico", per articolarsi intorno alla proposta di legge regionale per la gestione pubblica e partecipata dell'acqua, presentata da comitati e sindaci della regione.

L'incontro ha permesso di condividere alcune tappe del percorso futuro, a partire dalla richiesta rivolta al Presidente del consiglio regionale di affidare quanto prima il testo di legge alla commissione competente, in modo da poterne avviare entro giugno la discussione. Ricordiamo infatti che la Regione dovrà legiferare in materia entro marzo 2014, se entro quella data non verrà approvata una legge che rispetti tutti i principi espressi nella proposta di legge popolare, quest'ultima dovrà essere sottoposta a referendum propositivo regionale. Il Presidente della Commissione Ambiente della Regione Lazio, Enrico Panunzi, nel suo intervento in assemblea ha assunto pubblicamente l'impegno di attivare il percorso di discussione della legge non appena riceverà il testo dal Presidente del Consiglio, dichiarando di condividere pienamente incipi in esso contenuti e di auspicare una sua rapida approvazione. 

Anche l'Assessore all'Ambiente, Fabio Refrigeri, durante l'incontro con i comitati dell'acqua svoltosi lo scorso 23 maggio, si è detto pienamente d'accordo sull'avvio di un tavolo tecnico partecipato che permetta di entrare nel merito della proposta di legge e dei suoi articolati tecnici, prendendosi l'impegno di avviarlo entro la prima metà di giugno; l'assemblea di Capranica ricorda quindi all'Assessore l’impegno preso, ribadendo la necessità di realizzare un nuovo incontro quanto prima. Tale lavoro di approfondimento, da portare avanti insieme ai consiglieri che si sono resi e che si renderanno disponibili, sarà necessario anche per affrontare alla radice la questione arsenico, affinché questa cessi di essere un'eterna emergenza, ma si avvii verso una soluzione idrologicamente ed economicamente sostenibile e definitiva, che chiami in causa tutti gli enti gestori per le loro responsabilità e mancati investimenti. Su questo tema è stato presentato dal Prof Saladino dell’Università della Tuscia il progetto di monitoraggio dei danni provocati dall’arsenico sulle persone e sull’ambiente, per il quale si sta già costituendo una rete di associazioni ed enti di ricerca nell'ottica della condivisione e scambio di competenze.

La proposta di legge regionale, sottraendo l'acqua alle logiche di mercato, contribuirà a mettere un freno alla vergognosa pratica dei distacchi per morosità, regolarmente attuati da tutte le società gestrici del Lazio, anche nei casi in cui i cittadini si autoriducono le bollette a seguito dell’apertura di un contenzioso; è questo il caso di Talete SpA che fornisce addirittura “acqua non destinabile ad uso umano”, pretendendone comunque il pagamento. Si invita quindi la Talete a rispettare il diritto dei cittadini e a sospendere qualsiasi iniziativa in atto verso coloro che hanno effettuato l'autoriduzione del canone, rimborsando ai cittadini il 50% del canone pagato, come prescrivono le leggi in caso di distribuzione di acqua non potabile.  A Talete SpA viene anche chiesto un “audit sociale” del debito che dopo anni di spese indiscriminate la porta sull’orlo della bancarotta. 

La fine della subordinazione al profitto consentirà anche di mettere ordine al sistema delle concessioni dello sfruttamento delle fonti di approvvigionamento, per andare verso una distribuzione della risorsa idrica che rispetti la sostenibilità ambientale e la solidarietà idrica tra territori, mettendo fine alle gravi illegittimità attualmente in essere nella nostra regione principalmente legate alle grandi derivazioni gestite da ACEA; il prossimo appuntamento lanciato dal coordinamento sarà proprio nei pressi delle Sorgenti del Peschiera gestite dalla multinazionale romana in assenza di concessione dal 1996. 

In occasione della seconda candelina della vittoria referendaria, che spegneremo idealmente il 12 giugno, esprimiamo quindi un desiderio collettivo, che ha tutte le carte in regola per diventare realtà: che il terzo compleanno dei referendum venga festeggiato con un brindisi di acqua ripubblicizzata in tutta la Regione Lazio!




VITERBO, OGGI C'E' MATERIA DI DISCUSSIONE PER L'ASSESSORE REFRIGERI: TRA MAFIA, FABBRICATI COSTRUITI CON RIFIUTI PERICOLOSI E BOMBE ECOLOGICHE

Luca Pagni

Bassano Romano (VT) – Venerdì 17 maggio 2013 il candidato a sindaco di Viterbo Leonardo Michelini incontrerà il mondo economico delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente Fabio Refrigeri. L’incontro si terrà oggi alle 18,30 nella sala conferenze dell’Hotel Villa Sofia, strada San Salvatore (strada Teverina). Nell’incontro Refrigeri e Michelini affronteranno alcuni degli aspetti del ‘Patto’ relativi alle infrastrutture, al rilancio del centro storico e alla tutela dell’ambiente nel viterbese. 

Nodo cruciale di quest'ultimo tema è la delicatissima inchiesta che coinvolge Bassano Romano, le presunte costruzioni realizzate con rifiuti pericolosi e non ultima per importanza, l'ombra della 'ndrangheta che finora hanno fatto emergere le cronache più "coraggiose". Oggi ci saranno persone, esponenti di Bassano che torneranno probabilmente a toccare l'argomento della determinazione della Regione Lazio che potrebbe consentire alla Tuscia Prefabbricati di Bassano Romano di lavorare rifiuti pericolosi senza necessita della Valutazione di Impatto Ambientale, senza Studio di Inserimento Paesaggistico e senza Conferenza dei Servizi.  Venerdì 7 giugno 2013 dalle 7,30 alle 8,00 si terrà in Loc. Stazione Scalo di Bassano Romano (VT), davanti alla stazione Fl3, una diretta RAI della trasmissione Buongiorno Regione Lazio per dare ampia visibilità alle contestazioni contro la possibilità che la Tuscia Prefabbricati  possa lavorare rifiuti pericolosi e polveri sottili potenzialmente cancerogeni provenienti dalle centrali a carbone di Civitavecchia nonostante il ricorso al TAR dei Comuni di Bassano Romano ed Oriolo Romano e di privati cittadini, agricoltori, allevatori, imprenditori di Agriturismi e B&B, università agraria di Bassano Romano e PROVIC-ARCI.

Tutti fortemente preoccupati per un più che possibile e prevedibile disastro ambientale, per un danno irreversibile che potrebbe compromettere definitivamente l'ecosistema nonché la stessa qualità dell'aria attraverso l'immissione di elementi inquinanti di vario genere che senz'altro porterebbero ad una svalutazione delle aziende agricole in primis nonché allevamenti, attività commerciali e di ristorazione nonché lo stesso valore economico di case ed aziende. Ma soprattutto si configurerebbe un varco aperto nella zona, per il  possibile ingresso della malavita organizzata in “eco mafie”, visto e considerato che Tuscia Prefabbricati opera in strutture prese in affitto dalla Colacem. Quest'ultima ha rilevato stabilimenti dal Gruppo Italcementi, con cui ha dunque rapporti di lavoro ed interessi economici.  Preme  evidenziare che fonti accreditate di stampa e giornalisti di peso quali Giannantonio Stella e Sergio Rizzo (dal libro "La deriva perché l'Italia rischia il naufragio") hanno evidenziato come anche il colosso Italcementi abbia ceduto alla morsa della 'ndrangheta: "Di fronte alla ndrangheta l’Italcementi avrebbe messo da parte ogni regola, sopportando maggiori costi, assumendo rischi e finendo con l’agevolare l’espansione economica della cosca dei Mazzagatti nel campo della commercializzazione del cemento».

L’azienda proponente ha omesso di indicare: che il codice CER 19 01 indica “Rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti” e che lo specifico 19 01 11* indica “ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose”

L’azienda proponente ha omesso di indicare: che il codice CER 10 01 indica  “Rifiuti prodotti da centrali termiche ed altri impianti termici” e che lo specifico  10 01 01 indica  “Ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04)”

I rifiuti contrassegnati nell’elenco con un asterisco “*” sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva, a condizione che non trovi applicazione l’articolo 1, paragrafo 5. Ai fini della presente decisione per “sostanza pericolosa” si intende qualsiasi sostanza che è o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche; per “metallo pesante” si intende qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche classificate come pericolose.

Oltre al disastro ambientale ed al grave pregiudizio certo alla salute, l’utilizzo  di materiale scadente pregiudica la stabilità degli edifici per i quali viene utilizzato. A Roncade (TV) ben 5 diverse perizie hanno messo in evidenza che nel cemento fatto pagare un terzo di meno dal valore di mercato erano presenti ceneri, diossine, e metalli pesanti, ovvero sostanze tossico nocive che avrebbero dovuto essere smaltite in discariche speciali e che invece erano finite in abitazioni civili, tanto che la farmacista Musestre Elisabetta Merloni ha avviato un’azione civile per chiedere 1.000.000 di Euro di risarcimento. L’esperto della Procura della Repubblica ha quantificato il danno in 500.000 Euro ma senza tenere conto dei costi di smaltimento dei calcinacci in discarica speciale e dei disagi della proprietaria dell’immobile.

Se così sarà, quali pubbliche amministrazioni si renderanno responsabili di eventuali morti per cancro o dell’aggravamento di persone anziane con enfisemi polmonari, asma ed altri problemi respiratori ?!? 

Abbiamo parlato con il funzionario Responsabile dell’ufficio V.I.A. della Regione Lazio dott. Paolo Menna, il quale ci ha riferito quanto segue:

– l'incontro tecnico del 15 maggio 2013 in realtà è stato "anticipato" e pertanto si è già svolto;

– l'anticipazione è stata decisa in virtù delle "eccessive aspettative" che l'approssimarsi di tale incontro aveva creato   nonostante si fosse trattato di un mero confronto tecnico tra gli enti coinvolti;

– se la Regione avesse avuto il sospetto di "inesattezze" nel progetto presentato dalla Tuscia Prefabbricati, avrebbe certamente agito in autotutela ma ciò è stato escluso;

– pertanto l'iter amministrativo continuerà, salvo ostative decisioni giudiziarie.

Il Vicesindaco di Bassano Romano ci ha evidenziato telefonicamente di aver voluto l’incontro tecnico a porte chiuse per evitare che potessero giungere voci alla ditta interessata, dando modo alla stessa di muoversi anticipatamente in autotutela.

A dimostrazione della propensione al dialogo della Regione Lazio, segnaliamo che il Capo Segreteria  dell’Assessorato Politiche Territoriali Mobilità Rifiuti ci ha ribadito che “non è prevista alcuna autorizzazione dell'Area Rifiuti della Regione Lazio per l'utilizzo del CSS nei cementifici.

Il CSS è un combustibile che si ricava attraverso la lavorazione dei rifiuti urbani solidi e non dai rifiuti pericolosi in appositi  impianti, quindi come tale può essere usato come combustibile non per ricavare blocchi di calcestruzzo ma per produrre cemento. Inoltre la possibilità di utilizzare il CSS come combustibile in sostituzione di altri combustibili fossili è regolamentato da un apposito Decreto del Governo e come le ho detto prima non è prevista alcuna autorizzazione dell'Area Rifiuti della Regione. 

I cementifici come altri impianto di produzione industriali hanno bisogno di una Autorizzazione Integtata Ambientale (AIA) che a secondo del tipo di impianto  e secondo apposite normative viene rilasciata da appositi Uffici o del Governo o della Regione o della Provincia.




PARCO DEI CASTELLI ROMANI: CONTO ALLA ROVESCIA PER IL NUOVO PIANO DI GESTIONE REGIONALE

Angelo Parca

Castelli Romani – Lo scorso 13 maggio pubblicavamo una lettera aperta delle associazioni ambientaliste dei Castelli Romani, (Alternativ@mente, Italia Nostra – Castelli Romani, Picchio Rosso) rivolta al Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore regionale alle Infrastrutture, alle Politiche abitative, all'Ambiente Fabio Refrigeri. [ Articolo del 13 maggio 2013 – GESTIONE DEL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ZINGARETTI E ALL’ASSESSORE REFRIGERI ] 

Nella lettera si evidenziava, tra l’altro, “una profonda involuzione del Parco dei Castelli Romani” durante la gestione del Commissario Straordinario Matteo Mauro Orciuoli e si lanciava l’appello al fine di avviare,  con la necessaria sollecitudine, il rafforzamento del ruolo dei Parchi nel Lazio in generale e nel caso specifico di quello dei Castelli Romani. “È urgente rimuovere gli attuali Commissariamenti, – scrivevano Enrico Del Vescovo, Franco Medici, Carlo Testana quali rappresentanti delle associazioni ambientaliste – voluti dalla precedente Giunta regionale, e ridare ai Parchi la necessaria professionalità nella gestione, risorse economiche adeguate e capacità di perseguire  logiche di sistema che valorizzino il ruolo dei parchi regionali”.  

Immediato il riscontro da parte dell’assessore regionale Fabio Refrigeri, il quale non si tira indietro di fronte l’appello degli ambientalisti: “La governace del territorio è e sarà una priorità del mio assessorato – dichiara l’assessore regionale – e per questo, a breve, impronteremo un piano di riassetto per la gestione dei Parchi Regionali ed ovviamente anche quello che riguarda nello specifico il Parco dei Castelli Romani, utilizzandoli come risorsa primaria della nostra Regione. Tale processo – prosegue Refrigeri –  sarà adottato di concerto con ogni singolo Parco e con l’assessorato all’Urbanistica che ritengo parte fondamentale di tale processo di rinnovamento. Sarà mia cura, comunicarvi, in un lasso di tempo relativamente breve, quelle che saranno le evoluzioni in merito.” Si attendono quindi  grosse novità in merito alle gestioni dei Parchi ed in particolare in quello dei Castelli Romani.

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 13/05/2013 GESTIONE DEL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ZINGARETTI E ALL’ASSESSORE REFRIGERI