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CASTELLI ROMANI, OSPEDALE DI GENZANO: IL RICORDO DI UN'ECCELLENZA

A distanza di tempo le persone si sbagliano ancora e si presentano all’ex pronto soccorso di Genzano, soprattutto con bambini perché il nosocomio mantiene tuttora un ottimo servizio di pediatria, ostetricia e ginecologia.

 

Angelo Parca

L'ospedale di Genzano è ormai una struttura fantasma, il pronto soccorso non c’è più all’incirca da due anni, dato il piano di razionalizzazione sanitario che ha convogliato il primo soccorso nella vicina Albano, di fatto congestionato. Prima era conosciuto come il fiore all’occhiello del soccorso pediatrico, oggi i casi pediatrici urgenti prima arrivano ad Albano e poi, nel caso, vengono trasferiti alla vicina Genzano. Dunque, l’ospedale di Genzano si presenta oggi come un corpo unico con Albano nonostante le due strutture distano all’incirca 15 minuti in macchina.  A distanza di tempo le persone si sbagliano ancora e si presentano all’ex pronto soccorso di Genzano, soprattutto con bambini perché il nosocomio mantiene tuttora un ottimo servizio di pediatria, ostetricia e ginecologia. In realtà il nuovissimo reparto di ginecologia, nonostante i numerosi annunci di “prossima apertura” da parte dell’azienda sanitaria, non è ufficialmente aperto perché sono ancora im corso i lavori di ristrutturazione iniziati all’incirca due anni fa. Presentandosi al piano terra dell’ex pronto soccorso la sala triage ha fili elettrici scoperti ben visibili dal vetro esterno della sala d’attesa. Pericolosi solo a guardarli ma in effetti è ben visibile che la manutenzione nel nosocomio scarseggia, nonostante medici, infermieri operatori facciano l’impossibile per tenere in piedi la struttura. La verità è che sono in pochi e se capita di dover fare l’elettrocardiogramma è facile che si corra il rischio di dover andare a cercare le cartucce di carta di ricambio a destra e a manca perché le braccia sono poche e anche le operazioni più semplici diventano complicate. Anche se le urgenze non possono arrivare direttamente a Genzano, gli angeli del nosocomio, i pochi rimasti, non mandano via nessuno. Nei giorni festivi in tutta la struttura è presente un solo pediatra che deve essere presente all’occorrenza se chiamato dall’ex primo soccorso, in neonatologia, in reparto pediatrico, in sala operatoria per i parti cesareo e in sala parto per i parti naturali. Se ad un operatore intento ad operarsi nell’ospedale genzanese si chiede: voi esattamente che funzione avete? La risposta è pressoché questa: “ci diamo da fare, in realtà siamo un operoso ospedale al quale hanno tagliato molti servizi ma che ancora risponde a tante emergenze nonostante non possa”. Di fatti i servizi a Genzano scarseggiano: non c’è radiologia 24 ore su 24, nei giorni feriali è presente solo la mattina mentre la notte il pomeriggio c’è solo il tecnico. Insomma se si arriva, erroneamente, con un arto fratturato a Genzano si deve autonomamente andare ad Albano, ma anche qui, specialmente il sabato e la domenica l’ortopedico è a chiamata. Quindi la partenza per Roma è consigliata, a meno che non ci si fratturi un arto il lunedì e allora l’assistenza sarà migliore. Sulla porta dell’ex pronto soccorso del nosocomio genzanese, rigorosamente chiusa, si invitano le persone a non perdere la pazienza e a non inveire contro gli operatori perché di fatto non essendoci più il pronto soccorso, il personale scarseggia e bisogna pazientemente attendere che qualcuno si liberi e apra la porta per ascoltare i visitatori.

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