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TOUR DE FRANCE. IMPRESA DI NIBALI

di Silvio Rossi

Lo squalo dello stretto ha onorato nel migliore dei modi il numero “1” che indossa sulla magia, grazie alla vittoria al Tour dello scorso anni.
Un Tour, quello del 2015, che per Vincenzo Nibali è partito in salita. Un paio di cadute nelle prime tappe hanno compromesso lo stato di forma del più forte ciclista italiano, che nelle prime tappe pirenaiche ha subito il distacco dai migliori in classifica, arrivando ad accumulare un ritardo superiore agli otto minuti, con il nono posto nella classifica generale.

Nell’ultima settimana di corsa la forma ha iniziato a tornare, e Nibali ha potuto dimostrare la sua classe, con alcune azioni che hanno costretto il leader ella corsa, Chris Froome, a inseguire il messinese per non far aumentare il distacco delle fughe. Non era riuscito però fino a oggi a suggellare questi tentativi con una vittoria di tappa.

Nella tappa odierna, forse la più dura del Tour, con la scalata de la Croix de Fer, una delle salite più impegnative, Nibali ha compiuto l’impresa, staccando tutti i migliori, e vincendo davanti a Nairo Quintana e Chris Froome, recuperando tre posizioni in classifica, giungendo ai piedi del podio (al terzo posto, dopo l’inglese in maglia gialla e al colombiano Quintana c’è lo spagnolo Aleandro Valverde).

Nibali, con la fuga odierna, ha dimostrato come la sua candidatura tra i favoriti del Tour non era un elemento illusorio, dimostrando, innanzi tutto al Direttore Sportivo dell’Astana, sua squadra, Vinokurov, che l’altro giorno aveva messo in discussione la sua leadership nel team, di che pasta è fatto.
Domani, con l’arrivo sull’Alpe D’Huez, cima amata dai corridori italiani, potrebbe riuscire a salire sul podio, recuperando un minuto e venti a Valverde, che sembra in un stato di forma non eccellente a fine tour.