LATINA: AL VIA IL PROGETTO DEL DOCUMENTARIO SULL'EX CAMPO PROFUGHI DI LATINA

Redazione

Latina – Venerdi undici dicembre ore 17 presso la Sala Conferenze della facoltà di economia dell'Università La Sapienza a Latina (ex campo profughi) ci sarà un pomeriggio di emozioni, ricordi, testimonianze, letture, foto, video sul campo profughi di Latina, che ha ospitato dal 1957 (all'indomani dell'invasione dell'Ungheria) fino al 1989 (caduta del muro) circa 80.000 rifugiati che scappavano dai paesi dell'est europeo.

Verrà presentato  il progetto del  documentario di Emanuela Gasbarroni "Da est a ovest, fuga per la libertà, Campo profughi di Latina" ,di cui sta ultimando le riprese, ci saranno due testimoni Aurelia Klimkiewicz e Mihai Babeanu, che torneranno appositamente dal Canada e da Parigi, i readings con Clemente Pernarella e Melania Maccaferri, Emilio Drudi che parlerà di migranti di ieri e di oggi, Tonino Mirabella che presenterà la mostra e il volume fotografico “Sospesi. Rossi Longhi. Da Campo profughi a Campus” e soprattutto ci saranno i cittadini di Latina che vi hanno lavorato o hanno conosciuto profughi.
 

Sarà l'occasione per riappropriarsi di un pezzo della storia recente di Latina Durante l'evento verranno effettuate anche le riprese per il documentario, quindi tutti coloro che hanno storie, documenti testimonianze foto etc…sono pregati di intervenire. L'autrice rivolge anche un appello a quanti avessero filmati in pellicola o vhs o con qualsiasi altro supporto filmato anche in modo amatoriale che riguarda il campo profughi, quindi girati all'interno ma anche fuori dal campo, in prossimità o nel quartiere intorno al campo. Si può scrivere in privato a emagasby@hotmail.it

Il giorno seguente sabato 12 dicembre alle 9 lo stesso evento si svolgerà presso l'aula magna del Liceo scientifico E. Majorana. Per gli studenti ci saranno i reading, le testimonianze, le clips del film per conoscere storie di una umanità in fuga. Ed è una storia attuale. I migranti di ieri sono i migranti di oggi e quei paesi che un tempo ergevano muri per non far uscire le persone oggi li ergono per non farli entrare.

Ecco il programma
Venerdì 11 dicembre 0re 17 (puntuali)
Facoltà di Economia "La Sapienza" via XXIV maggio Latina (ex Campo profughi)
Prof. Bernardino Quattrociocchi- Università La Sapienza, Facoltà di Economia, Presidente Consiglio area didattica.
Ruolo dell'Università nella valorizzazione del sito che un tempo ospitava il Campo profughi
Aurelia Klimkievicz e Mihai Babeanu
Testimonianze di due rifugiati che sono stati ospitati nel campo: perchè la fuga, cosa è l'esilio, cosa ricordano del Campo di Latina e di quel passaggio da est a ovest, cosa sono diventate le loro vite
Clemente Pernarella, Melania Maccaferri
Reading di testi, tratti dalla copiosa documentazione istituzionale presente all'Archivio di Stato riguardo il funzionamento dei vari settori del Campo, i flussi delle persone provenienti dai vari paesi, gli accadimenti e la vita nel campo e dai libri "Une vie, un dossier" di Mihai Babeanu e "333days, personal memories from a refugee camp" di Jacek.
Proiezione di fotografie del campo durante le letture di cui sopra
Emilio Drudi, giornalista Agenzia Habeshia, Comitato “Nuovi desaparecidos”
Migranti di ieri e di oggi
Vincenzo, Antonella, Roberto, Claudia, Salvatore, Riccardo, Marcello, Aldo  e molti altri…
Testimonianze di cittadini di Latina che hanno avuto esperienze di conoscenza, legame o accoglienza e persone che vi hanno lavorato.
Tonino Mirabella
Presentazione del volume fotografico e della mostra "Sospesi.Il "Rossi Longhi" da Campo profughi a Campus
Emanuela Gasbarroni
Racconto di un'avventura filmica.
Presentazione del progetto del documentario, "Da est a ovest, campo profughi di Latina" con proiezione di alcune clip del film.
Coordinamento di Alessandro Mastrogiovanni

La storia e il film

All'indomani della caduta del muro di Berlino nel 1989, il campo profughi di Latina  e' stato chiuso. Dal 1957, all'indomani dell'invasione dell'Ungheria, ha accolto circa ottanta mila persone che scappavano dai paesi dell'est europeo, restavano in questo villaggio anomalo dentro la città per alcuni mesi, prima di ripartire verso  l'Australia, il Canada e gli Stati Uniti.

Un fiume umano di donne, bambini e uomini che arrivavano  nel  campo di accoglienza allestito in una ex caserma, gestito del Ministero dell'Interno. Quasi tutti arrivavano senza nulla, dopo viaggi rischiosi, con gli occhi pieni di fatica e di speranza.  C'erano operai, artisti, ladri, ingegneri, prostitute , intellettuali, famiglie ed ex carcerati e la città spesso percepiva il campo con paura, non essendo facilitata in alcun modo dalle istituzioni ad entrare in contatto con chi vi arrivava. Le relazioni tra i latinensi e i rifugiati erano sempre spontanee e personali.

Questa storia avvincente dove si intrecciano questioni geopolitiche, sociali e umanitarie sta diventando un documentario, curato da Emanuela Gasbarroni – giornalista e documentarista, che nella sua ricerca ha rintracciato molte persone che sono passate dal campo, ha raccolto le loro storie e le ha messe in comunicazione tra loro.

E' un film sulla ricerca della libertà, sulla migrazione, l'esilio… e sullo sfondo la grande storia: l'invasione dell'Ungheria, la guerra fredda, l'elezione di Papa Woytila, la caduta del muro)

Nel ricostruire la storia del campo profughi, oltre alla storia personale di accoglienza della regista di tre cubani e di una coppia di ventenni cecoslovacchi , che sono rimasti in contatto con la sua famiglia per decenni, ci sono le storie di Alex Konic che scappò nel 1982 dalla Romania e andò negli Stati Uniti, dove oggi lavora al Dipartimento di Stato americano, di  Aurelia Klimkiewicz, che scappò dalla Polonia nel 1980 e oggi insegna alla Toronto University – peraltro segue un corso di studi sulle migrazioni, e di  Mihai Babeanu, che scappò nel 1974 dalla Romania è oggi è un ingegnere in pensione a Parigi e che ha dedicato un capitolo di un suo libro a questa esperienza. Ci sono poi le testimonianze di chi vi ha lavorato e di coloro che sono entrati in contatto con il campo, dove la situazione non era facile per la presenza di tante persone di diversa nazionalità ed estrazione.
L'autrice ha anche lavorato alla copiosa documentazione  che e' custodita all'Archivio di Stato di Latina, dove nei faldoni e' possibile trovare precisi resoconti  su arrivi e partenze, sull'ordine pubblico, la mensa, la sanità', l'istruzione, ma anche cartoline, lettere, qualche foto.
“Il ritrovamento della scheda di registrazione di Andrey Tarkosky è stata una grande emozione. Il regista aveva già vinto i festival di Cannes e di Venezia ma in Russia non lo facevano lavorare per la censura sui suoi lavori. Venne in Italia grazie a Tonino Guerra a girare Nostalghia. Al figlio Andrej di appena dieci anni non fu consentito di raggiungere il padre e la madre. Nei diari del regista c'è tutta la sofferenza dell'esilio e del distacco. Quando il regista chiese asilo politico fu un caso che ebbe un clamore internazionale. Andrej figlio rivide il padre solo pochi mesi prima della sua morte a Parigi.
Anche se non alloggiò al campo, qui fece la documentazione per regolarizzare la sua posizione e restano le tracce del suo doloroso esilio.
Un'altra grande emozione è stata il ritrovare le persone che erano passate al campo. Li ho messi tutti in contatto tra loro con email e una pagina facebook. E presto due di loro – Aurelia e Mihai – si incontreranno”
 Nel ricostruire una storia così complessa anche testimonianze di  poliziotti, giornalisti, politici.

Vi sarà anche un'attualizzazione delle tematica con riflessioni su quei paesi che un tempo ergevano muri per non far uscire le persone e ora li ergono per non farli entrare..
La Robert F. Kennedy Human Rights Europe" ha dato il patrocinio, l'Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite che operava al campo e segue dall'inizio il progetto  ha  già una lettera di interesse ed è pronto a concedere il patrocinio una volta che il film è ultimato.
Il progetto è stato selezionato tra centinaia di film agli Ids Italian documentary screenings  il più importante mercato di documentari che abbiamo in Italia ed è rientrato nei soli cinque progetti ammessi alla presentazione  ai broadcast e produttori internazionali che hanno manifestato grande interesse. Trattativa avviata con broadcast nazionali e internazionali tra cui  Aljazera Balkans, Televisione Croata, Dev tv e Copeam (Televisioni del mediterraneo) .
C'è anche il progetto di fare un libro e un sito web, dove i rifugiati possano caricare documenti, foto, ricerche e soprattutto ritrovarsi. Già è attiva una pagina facebook con le persone che sono state ritrovate.
E' in partenza anche una campagna di crowdfunding per trovare finanziamenti per le riprese che restano da effettuare, parte del montaggio e la post produzione. E' una storia di un passato recente che appartiene a tutto il paese, ma pochissimi la conoscono.
 




LATINA, 1000 POLIZIOTTI IN PIÙ PER ROMA SOTTRATTI ALLE QUESTURE: È ALLARME CRIMINALITÀ

Redazione

Latina – “Mille poliziotti in più a Roma per il Giubileo, ovvero mille poliziotti in meno nel resto delle città d’Italia” cosi ha esordito Elvio Vulcano Segretario Generale Provinciale dell’MP (Movimento dei Poliziotti Democratici e Riformisti). Ha poi proseguito: “sono veramente disgustato di questa propaganda che distorce la realtà; gli uomini e le donne delle forze dell’ordine che sono stati inviati a Roma hanno aggravato le carenze di personale delle restanti Questure, più impegno contro la minaccia terroristica collegata al Giubileo comporta inevitabilmente meno forze in campo contro la criminalità comune.

Ritengo doveroso dar voce al personale della Polizia di Stato che opera nel territorio pontino, che non può più continuare a tirare la cinghia in attesa del ripristino dell’organico, ormai gravemente insufficiente.” Ha poi proseguito il rappresentante sindacale: “gli operatori di polizia sono ormai rassegnati alla speranza e continuano ad operare, ma a che costo!!! Come la recente operazione denominata -Don't touch- che ha coinvolto l’intera area pontina. La pubblica riconoscenza è stata l’unica e tangibile forma di soddisfazione per il personale della Questura di Latina.

Lo stesso, nonostante tutto, continua a sperare in mezzi, personale e nuove strutture (come i sospirati nuovi commissariati di Fondi e Gaeta, oramai una odissea senza fine); in queste condizioni fino a quando potremo garantire la sicurezza in questa provincia?” Conclude il Segretario: “Oggi più che mai servono nuove forze nel territorio Pontino. Rinforzare alcuni settori strategici è indispensabile, come la Sala Operativa della Questura (ovvero il 113) con un maggior numero di operatori e la riapertura del posto di Polizia Ferroviario presso la Stazione di Latina Scalo. Due strutture che sono indispensabili per garantire una vicinanza e una maggior percezione della sicurezza ai cittadini.”
 




LATINA, ROTARY CLUB: ALLA FACOLTÀ DI ECONOMIA IL CONVEGNO SUL "DANNO NON PATRIMONIALE"

Redazione

Latina – Si parlerà del cosiddetto “danno non patrimoniale” nel convegno promosso dal Rotary Club Latina nella giornata di mercoledì 5 novembre. Alle ore 15, la Sala delle Lauree della Facoltà di Economia del polo pontino dell’Università Sapienza, ospiterà una disquisizione sul tema, fortemente voluta dal Rotary in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Latina, il Sindacato Italiano Specialisti di Medicina Legale e delle Assicurazioni e la Fondazione Avvocatura Pontina Michele Pierro.

“Danno non patrimoniale. Nuove frontiere risarcitorie?” vedrà numerosi interventi sul tema di professionisti locali e non solo, al fine di aprire un dibattito di informazione e approfondimento su uno dei temi di attualità per tutta la classe delle professioni legali e affini. Dopo i saluti istituzionale del dottor Roberto Micolitti, presidente del Rotary Club Latina, l’avvocato GioVanni Lauretti, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina, e il segretario nazionale Sismla professor Raffaele Zinno, si entrerà nel vivo della disquisizione con i vari ospiti: il consigliere della Corte di Cassazione (sez. civ. III°) Marco Rossetti illustrerà i “Punti fermi e contrasti nella giurisprudenza sul danno non patrimoniale”; a seguire l’avvocato Gianmarco Cesaru dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada che tratterà “La gestione del danno nella fase stragiudiziale: Poteri e Doveri dell’avvocato”, e il professor Costantino Cialella, professore associato di Medicina Legale dell’Università Sapienza di Roma, il quale focalizzerà l’attenzione su “Tabelle legistrative, tabelle della società scientifica: Sintonia o contrasti medico-legali?. Conclude il ciclo di discussioni la dottoressa Laura Mancini, giudice del Tribunale Civile di Latina con “L’accreditamento del danno nelle fasi di merito”. A moderare gli interventi, l’avvocato Gabriella Guglielmo del Foro di Latina, e il dottor Onorato Lauretti, medico legale della Sismla Latina.

Un’occasione importante per conoscere meglio ed approfondire il tema del Danno non Patrimoniale, da sempre oggetto di discussione nella dottrina giuridica. La partecipazione all’evento è gratuita ed attribuisce n. 3 crediti formativi per le professioni legali. Per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati di Latina le prenotazioni andranno effettuate esclusivamente attraverso il sistema “Riconosco”. Gli iscritti presso altri Fori potranno prenotarsi, invece, all’indirizzo mail: segreteria@fondazioneavvocaturapontina.it
 




LATINA: INCENDIO DEVASTA 2 APPARTAMENTI

Redazione

Latina -Ieri notte a Latina, su via P.L.  Nervi, a causa probabilmente di un corto circuito, si è scatenato un incendio in un appartamento al secondo piano di una piccola palazzina.

Nella circostanza, i Vigili del Fuoco di Latina, allertati da una pattuglia dei Carabinieri del locale Comando Provinciale, giunti per prima sul luogo dell’incendio, riuscivano a domare le fiamme ed a trarre in salvo la famiglia che, presa dal panico a causa del denso fumo, non riusciva ad abbandonare l’appartamento, rifugiandosi sul balcone. Le fiamme hanno distrutto sia l’appartamento interessato dal corto circuito che quello sovrastante. Per motivi precauzionali sono state fatte evacuare 5 famiglie, nonostante la palazzina sia stata ritenuta agibile dai VV.FF.
 




LATINA, GUERRA CRIMINALE: 23 CONDANNE AL CLAN CIARELLI-DI SILVIO

Redazione

Latina – Si è chiuso con 23 condanne, per oltre 200 anni di carcere, e la conferma di una assoluzione, il processo d'appello che vedeva alla sbarra 24 persone, per lo più esponenti del clan Ciarelli-Di Silvio di Latina. Associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso, 5 tentati omicidi, e una serie di rapine, estorsioni, usura, minacce, erano le accuse per le quali è stato istruito un processo d'appello che in primo grado aveva già portato condanne per oltre 200 anni di reclusione.

Di Silvio è uno dei più giovani esponenti di un gruppo strettamente legato ai Casamonica romani. Oltre alla sua famiglia, ci sono i Ciarelli, arrivati decenni fa dall’Abruzzo e dal Molise. Parenti, più o meno stretti, di “zio Vittorio”, il boss santificato nella chiesa di don Bosco a Roma, tra carrozze a cavallo ed elicotteri. Per il Tribunale di Latina queste due famiglie sono il potere che conta nella città. Un’associazione per delinquere (saranno poi l’appello e la cassazione a confermare o meno la decisione del primo grado) che da trent’anni gestisce usura, estorsioni e droga. Pronti a sparare, se necessario. O far scoppiare una guerra tra bande, come quella che sconvolse Latina nel gennaio del 2010. Qualcuno ferì il capo indiscusso, Carmine Ciarelli. In poche ore vi furono due morti, Massimiliano Moro e Fabio Buonamano, detto “er bistecca”. E ancora, dopo cinque mesi, altri due tentati omicidi, fino a quando la squadra mobile catturò buona parte degli esponenti delle due famiglie, dando vita all’operazione Caronte.

Il canale “acque medie” di Campo Boario ancora oggi ospita sulla sponda le stalle usate dagli allevatori del sud pontino. Era il luogo preferito dai Ciarelli/Di Silvio per far capire a tutti chi comanda in città: “Sono stati massacrati! … Buttati tutti dentro nelle stalle, tutti nella merda! Un macello!.. G., l ‘abbiamo buttato dentro alla stalla! La dove c ‘e la merda… gli abbiamo preso le mani … e le gambe! L’abbiamo alzato e poi buttato dentro!”, spiegavano – in una intercettazione agli atti del processo Caronte – Carmine ed Antonio Di Silvio. Gente dura, che non perdona. Un testimone, vittima di usura, ha raccontato quello che avveniva nelle stalle. Non solo l’umiliazione dello sterco, ma anche botte: “Sono stato legato ad una sedia e picchiato”. E per rendere il tutto più credibile, “Carmine Di Silvio lo minacciava dicendogli che lo avrebbe crivellato con due pistole calibro 9”.




LATINA, APPARTAMENTO FIAMME: FAMIGLIA EVACUATA DAL BALCONE

Redazione

Latina – Incendio al secondo piano di una palazzina in via Nervi a Latina. L'allarme lanciato alle 4.30 ha visto arrivare sul posto una squadra di pompieri e una autoscala. Intervento provvidenziale dato che la famiglia che viveva nell'appartamento in fiamme ha trovato scampo sul balcone. Con l'autoscala, quindi, sono stati fatti scendere mentre la squadra domava l'incendio. Ci sono volute oltre tre ore per mettere in sicurezza lo stabile e i suoi quattro piani. Tutti evacuati gli occupanti. L'intera palazzina è stata dichiarata inagibile. Le indagini avrebbero accertato che il rogo sia nato dal salone della casa. Nessuno è rimasto ferito.




USURA, 24 ARRESTI A LATINA: IN MANETTE 3 POLIZIOTTI

Redazione

Latina – Ventiquattro persone, tra cui tre appartenenti alle forze di polizia, sono state arrestate nel corso di un'indagine svolta dalla squadra mobile della Questura di Latina in collaborazione con l'Unità indagini patrimoniali del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Nel mirino è finita un'associazione per delinquere, radicata nel capoluogo pontino, promossa e diretta da tre persone, residenti a Latina, di cui una appartenente alla famiglia di origine rom Di Silvio. I reati contestati, fa sapere la polizia, vanno dall'associazione per delinquere finalizzata all'estorsione, all'usura, alle minacce e lesioni, al porto e detenzione abusiva di arma da sparo anche da guerra, alla rivelazione di segreto d'ufficio per fini patrimoniali nonché a singole fattispecie di reato relative all'illecita detenzione e vendita di cocaina, al furto in abitazione, all'intestazione fittizia di beni ed alla corruzione per l'esercizio della funzione

La procura ha delegato l'esecuzione di 24 ordinanze cautelari, in regime di detenzione in carcere, emesse dal giudice per le indagini preliminari di Latina a carico di altrettanti soggetti, incensurati e pregiudicati, tra cui anche tre appartenenti alle forze di Polizia. Le indagini hanno preso avvio nel mese di agosto del 2014, allorchè è stato ferito, con l'esplosione di più colpi di arma da fuoco, il proprietario di una rivendita di tabacchi nel centro di Latina. Dalle indagini, fa sapere la polizia, è emersa l'esistenza di un associazione per delinquere radicata nel capoluogo pontino. I dettagli dell'operazione, denominata «Dont' touch» saranno diffusi nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 nella procura della Repubblica di Latina, Aula «Borsellino».




CATTURATO A LATINA IL BOSS MICHELE CUCCARO

Redazione

Latina – Un'operazione degna di un action movie. I carabinieri hanno individuato e catturato Michele Cuccaro, boss dell'omonimo clan tra i piu' potenti dei quartieri a est di Napoli e dei comuni limitrofi. Michele Cuccaro era armato ma e' stato circondato dai militari dell'arma e si e' arreso, consegnando la pistola ai carabinieri. L'uomo era ricercato dal luglio del 2013, ed era stato dichiarato latitante a novembre di due anni fa. Su di lui pendeva una misura cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti, contrabbando. Era inserito nell'elenco del ministero dell'Interno dei latitanti piu' pericolosi d'Italia. Il 21 giugno scorso a Napoli fu rintracciato il fratello Luigi, anche lui al vertice della cosca e anche lui latitante. Ancora una volta i carabinieri lo trovarono in un'abitazione nel quartiere Barra, e la gente della zona tento' di impedire loro di arrestarlo.

Michele Cuccaro era armato ma e' stato circondato dai militari dell'arma e si e' arreso, consegnando la pistola ai carabinieri. L'uomo era ricercato dal luglio del 2013, ed era stato dichiarato latitante a novembre di due anni fa. Su di lui pendeva una misura cautelare per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, traffico di stupefacenti, contrabbando. Era inserito nell'elenco del ministero dell'Interno dei latitanti piu' pericolosi d'Italia. Il 21 giugno scorso a Napoli fu rintracciato il fratello Luigi, anche lui al vertice della cosca e anche lui latitante. Ancora una volta i carabinieri lo trovarono in un'abitazione nel quartiere Barra, e la gente della zona tento' di impedire loro di arrestarlo




LATINA: E' ALLARME SICUREZZA A SCUOLA – ANNO SCOLASTICO A RISCHIO

Redazione

Latina – Nicoletta Zuliani e Marco Fioravante, esponenti del Partito Democratico di Latina, intervengono sulla sicurezza del plesso di via Cilea, che fa parte dell'Istituto comprensivo Don Milani. Le condizioni strutturali dell'edificio stanno mano a mano peggiorando, anche rispetto a quanto già evidenziato lo scorso giugno, quando uno sciacquone e parte dell'intonaco erano quasi caduti in testa ad un alunno. Allo stato attuale, ci sono ben sei aule inagibili – tre delle elementari e tre delle medie – ed il pavimento dell'ingresso degli edifici, a causa di infiltrazioni, si sta sollevando, rendendo difficoltoso il passaggio e mettendo a rischio la sicurezza.
Gli ex consiglieri comunali democratici avvertono: “L'anno scolastico rischia di iniziare all'insegna del pericolo e della precarietà e di portare strascichi per tutti i mesi di scuola se i problemi segnalati non vengono immediatamente risolti”.
La vita di oltre cento famiglie, infatti, rischia di essere letteralmente sconvolta con l'inizio dell'anno. L'Istituto Comprensivo Don Milani, si troverà con sei classi in meno, perché inagibili e sarà necessaria una turnazione per consentire a tutti lo svolgimento delle lezioni. In sostanza le classi saranno costrette a recarsi a scuola il pomeriggio invece che di mattina, con tutte le conseguenze anche per il personale docente e ATA. Oltre cento famiglie con una routine familiare sconvolta.


Nicoletta Zuliani sottolinea:
“L'aspetto più difficile riguarda le ricadute sulla qualità della vita e sulla gestione di minori che i genitori, al lavoro, non sapranno a chi affidare nelle ore antimeridiane, quando solitamente erano a scuola. Ci sono poi le attività pomeridiane: di solito si svolgono durante il pomeriggio – dal catechismo alle attività sportive, dalla musica al rafforzamento di competenze scolastiche – tutto ciò sarà reso impossibile dalla turnazione. È inaccettabile: bisogna porre rimedio immediatamente e in una città come Latina la scuola non significa solo strutture, edifici, manutenzione, ma soprattutto formazione e vita sociale dei bambini e delle loro famiglie”.
“Le scuole – fa notare Marco Fioravante – dovrebbero avere una manutenzione ordinaria continua che andrebbe inserita in una precisa programmazione da parte dell'Ente e che non risenta quindi degli alti e bassi né della politica, né dell'organizzazione degli uffici. Ci troviamo invece di fronte a carenze ordinarie che, con l'incuria e il continuo procrastinare degli interventi, assumono dimensioni straordinarie con aggravio dei costi caricati sulla collettività.


Nove degli ex consiglieri comunali del Partito Democratico di Latina hanno sottoscritto una lettera aperta al commissario prefettizio Giacomo Barbato, perché intervenga il prima possibile in maniera incisiva sul settore della scuola che, a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, presenta già i primi segnali dell'emergenza.

Di seguito il testo della lettera.

Sig. Commissario,
in qualità di ex consiglieri comunali ci appelliamo a Lei che, avendo a disposizione i poteri di Giunta e Consiglio, può intervenire in modo efficace per risolvere i problemi delle scuole di Latina, che si trovano in un momento di massima criticità.
Come opposizione, lo scorso aprile, presentammo – senza poterla vedere realizzata a causa della caduta dell'amministrazione – una proposta che vedeva il consenso anche della maggioranza allora al governo, per lo stanziamento di un milione e mezzo di euro nel bilancio di previsione per l'edilizia scolastica. Nel frattempo, però, le esigenze dei 74 plessi di competenza comunale hanno continuato ad esistere e ad essere sempre più stringenti a causa della mancanza di una precisa programmazione dei lavori di manutenzione ordinaria. Una trascuratezza che diventa, nel tempo, negligenza da parte dell'Ente, perché quando l'ordinaria amministrazione viene a mancare, i problemi diventano urgenti e gravi.
Lei sarà a conoscenza, per esempio, delle problematiche che affliggono l'Istituto comprensivo Don Milani, dove lo scorso maggio si è verificato un crollo che per poco non aveva causato il ferimento di un alunno. In quell'occasione dirigenti comunali e politici della maggioranza si erano precipitati a vedere ed a promettere interventi che però non si sono mai stati realizzati, nonostante non vi sia la necessità di un governo politico per questo genere di interventi, che potrebbero essere gestiti in modo autonomo dagli uffici. Oggi quei problemi strutturali si sono ulteriormente aggravati ed oltre cento famiglie rischiano di vedersi stravolgere la vita quotidiana perché sei classi sono inagibili e gli alunni potrebbero essere sottoposti ad una turnazione per frequentare le lezioni.
Lo stesso ragionamento vale per il caso della scuola dell'infanzia a Piazza Aldo Moro, dove dallo scorso marzo i bambini sono costretti a mangiare nelle aule perché, a causa di gravi infiltrazioni sul tetto della mensa, rischiano di vedersi crollare il soffitto sulla testa. A nulla sono valsi gli appelli fatti dai genitori e da noi stessi consiglieri, tanto che il problema si ripropone ancora una volta con l'inizio dell'anno scolastico. L'assessore ai Lavori Pubblici, che all'epoca era Giuseppe Di Rubbo, si limitò a stanziare 90mila euro per interventi urgenti, spalmati su diversi plessi. Una cifra che non soltanto rappresentava una goccia nel mare, ma che non è stata neanche spesa a causa della carenza di personale nel settore Scuola della nostra amministrazione.
Quest'ultimo è un altro punto sul quale vorremmo che Lei prestasse attenzione: il settore Scuola oggi è sostanzialmente composto da una sola persona in ufficio e quattro operai. È impossibile portare avanti un intero settore in queste condizioni: un solo dipendente che deve sopperire alle esigenze di 74 plessi e che non può assentarsi, pena il blocco totale dell'intervento amministrativo. Una situazione che riteniamo non degna della seconda città del Lazio e una condizione lavorativa non più sostenibile per il personale interessato.
Gli esempi che Le abbiamo sottoposto sono soltanto le situazioni più eclatanti che si sono evidenziate negli ultimi mesi nel capoluogo pontino. Il nostro intento è quello di chiederLe di mettere in campo immediatamente tutte le misure straordinarie ed urgenti per consentire alle scuole di Latina di lavorare al meglio e di adeguarsi sotto il profilo della sicurezza, essenziale ma fino ad oggi trascurato dalle amministrazioni che hanno preceduto il Suo arrivo.

 




LATINA: IL COMMISSARIO PREFETTIZIO NON RINNOVA L'INCARICO AL SEGRETARIO GENERALE

Redazione

Latina – Nicoletta Zuliani, esponente del Partito Democratico di Latina, interviene sul mancato rinnovo dell'incarico al segretario generale del Comune di Latina. “La decisione presa dal commissario prefettizio Giacomo Barbato deve far riflettere. Evidentemente è venuto a mancare il rapporto di fiducia tra lui e la figura del segretario generale Pasquale Russo” – commenta Zuliani, che entra nel merito della scelta di rimuovere una delle principali figure-chiave dell'Ente. “I commissari – spiega Zuliani – non possono rimuovere i segretari generali dei Comuni prima che siano passati almeno 60 giorni dal loro insediamento e, in genere, non li rimuovono quando l'amministrazione della quale sono stati chiamati a prendere la guida risulta decaduta per motivi prettamente politici, come nel caso di Latina. La decisione viene invece presa, nel 95% dei casi, quando il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose”.
Ciò che Zuliani vuole sottolineare è il brutto segnale che si riceve ancora una volta dal Comune di Latina che, caduto dopo una forte crisi politica, vede rimosso il suo segretario generale, una figura che dovrebbe vigilare sull'anticorruzione e sulla trasparenza e a cui invece non viene rinnovata la fiducia dal delegato del Governo chiamato a risolvere la profonda crisi in cui versa l'Ente. “Deve essere davvero disastrosa la situazione che ha trovato il commissario Barbato al suo insediamento. Una situazione peggiore di quanto potessimo immaginare” – ipotizza Zuliani.
“Ricordo che in diverse situazioni – continua la democratica – il segretario aveva assunto su di sé ruoli che una figura di controllo come la sua non avrebbe dovuto mai rivestire: presidente della delegazione trattante per la parte pubblica, responsabile della formazione, dirigente dei vigili urbani, presidente della commissione concorsi. Così facendo era stata posta in essere una situazione di incompatibilità: chi è preposto al controllo, come lo è il segretario generale nella veste di responsabile dell'anticorruzione, non poteva infatti controllare se stesso nei ruoli citati. La funzione di controllo deve sempre essere esercitata da una figura terza”.
I commissari, nella loro funzione di guida della macchina amministrativa, possono intervenire su diversi fronti, ed uno di questi è proprio decidere sul futuro del segretario generale del Comune della cui amministrazione si sono prese le redini. “Latina è stata trattata come un caso straordinario, come un Comune dal quale vanno sostituite le colonne portanti per fondarlo su una nuova struttura: come un Comune sciolto per mafia” – commenta Zuliani.

 




LATINA, "UNA RAGAZZA PER IL CINEMA": TUTTO PRONTO PER LA FINALE REGIONALE

Redazione
Latina
– Tutto pronto per la finale regionale 2015 del Concorso nazionale ‘Una Ragazza per il Cinema’, ospitata a Latina, con il patrocinio del CSP – Centro Studi Parlamentari – e della Tibur Film Commission. Lunedì 24 Agosto, alle ore 21:00, al Ristorante Inkanto (strada Acqua Viva, 6), verrà allestito il red carpet per le passerelle in costume da bagno, abiti casual ed eleganti. Sfileranno una quarantina di giovani modelle tra i 15 e i 25 anni, provenienti dalle province capitolina, pontina e tuscia, appartenenti a tre diversi Team: StilEventi di Antenore Della Vecchia (Giulianello); MTM Events di Massimo Meschino (Fondi) e Fire&Ice di Anastasia Del Corso (Viterbo).

Protagoniste della serata presentata da Thierry Mandarello e Annalisa Vespa, con le coreografie ed il coordinamento del regista Roul Morandi, saranno le misses che hanno superato i rispettivi circuiti provinciali a tappe iniziati lo scorso inverno. Solo 15 staccheranno il biglietto per la finalissima nazionale di Taormina (1-6 Settembre), dove si confronteranno le più belle d’Italia, ma anche le più brave, perché ‘Una ragazza per il Cinema’, concorso di bellezza secondo solo a ‘Miss Italia’, è il primo che guarda al talento femminile, offrendo alle concorrenti reali opportunità di crescita professionale nei vari settori dello spettacolo.
Il verdetto sarà affidato come al solito ad una platea di esperti giurati. Gli attori Niccolò Centioni, Giovanni Pannozzo, Walter Nestola, Gianluca Magni ed Eva Thiam; il produttore cinematografico Gennaro Ruggiero; il regista Jaime Garcia Ruiz; il cantante ex ‘Cugini di Campagna’, Nick Luciani; il produttore e regista palco della finale nazionale ‘Una Ragazza per il Cinema’, Alfonso Stagno; l’attore teatrale e giornalista Tonino Cicinelli; la fotografa dei vip Marcella Pretolani; le organizzatrici di eventi Monica Mabelli e Raffaella Scontrini; le giornaliste ed organizzatrici di eventi Natascia e Romina Malizia. L’ingresso è aperto a tutti. Per info e contatti: 3469410638 e 3288954226.

Tra gli ospiti il Presidente della Tibur Film Commission, l’On. Antonio Paris; l’attore e ventriloquo Simone Fanelli; l’opinionista di Forum Laroussi Trabelsi; il conduttore tv Canale 10, Carlo Senes. Al fianco delle ragazze i preziosi staff che le hanno accompagnate, preparate e sostenute durante questo lungo e faticoso percorso pieno di emozioni: Roberta Altobelli, Valentina Battisti, Virgilio Alessandroni, Antonio Allocca, Melanie Varricchio, Umberto Mollo e Carlo Senes (Team Antenore); Tamara De Angelis e Amanda Del Corso (Team Anastasia); Thierry Mandarello, Martina De Bellis, Pasquale Cuoco e Michele Conidi (Team Meschino).