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MORTE ALESSANDRO NASTA: VERTICI DELLA MARINA MILITARE DI NUOVO IN TRIBUNALE

Redazione

Civitavecchia (RM) – Giovedì 10 dicembre, saranno nuovamente davanti al Gup del Tribunale di Civitavecchia gli ex ammiragli Luigi Binelli Mantelli e Bruno Branciforte, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi (attuale capo di stato maggiore della Marina militare) e il comandante della Vespucci e del suo vice, accusati del reato di cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo in relazione alla morte del sottocapo Alessandro Nasta avvenuta il 24 maggio 2012, a seguito della caduta dall'albero maestro della nave scuola Amerigo Vespucci sul quale stava eseguendo la manovra alle vele. 

“Per rappresentare tutte le vittime del dovere del servizio e dello Stato sarò nuovamente presente in aula rappresentato dall'Avvocato Giorgio Carta affinché il giudice decida anche sulla richiesta di costituzione di parte civile del Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm). – Dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – .Mi auguro – prosegue Comellini – che la Ministra Roberta Pinotti, attuale titolare del Ministero della Difesa, già chiamato in giudizio come responsabile civile, voglia fare anche quel doveroso passo per schierarsi al fianco dei genitori di Alessandro Nasta costituendosi parte civile per difendere l'onore e il prestigio della forza armata che sono stati irrimediabilmente compromessi dalla tragica, evitabile, morte del giovane marinaio”.

Alessandro Nasta muore sulla nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci dopo un volo da un’altezza di 25 metri. Alessandro stava scendendo dal pennone di 56 metri dove era salito per spiegare la vela, un’operazione che aveva fatto tantissime volte. Aveva terminato il turno di guardia, rimasto in piedi tutta la notte ed era di comandata. La mamma di Alessandro, Marisa Toraldo, vuole conscere la verità sulla morte di suo figlio. “Non accuso nessuno, mi faccio solo tante domande – afferma la donna – tra questi interrogativi c’è quello sui dispositivi di sicurezza, se fossero sufficienti per quella manovra. Mio figlio era attaccato a due moschettoni, ma alcuni suoi colleghi mi hanno riferito che a un certo punto bisogna sganciarli perché non è possibile utilizzarli, lì proprio dove sarebbe caduto Alessandro. Stiamo parlando di 56 metri!”.




MARSALA, MARINA MILITARE: TORNA L'AUTONOMIA GESTIONALE DEL GRUPPO A.N.M.I.

 
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di Angelo Barraco
 
Marsala (TP) – Il 29 novembre ha avuto luogo a Marsala una cerimonia regionale che ha sancito il ritorno all’autonomia gestionale del Gruppo A.N.M.I. (Associazione Nazionale Marinai D’Italia) di Marsala. In tanti sono accorsi da ogni parte della Sicilia e hanno partecipato alla manifestazione che ha avuto il suo inizio con la cerimonia dell’alza bandiera, successivamente è stata una corona d’alloro presso il monumento ai Marinai d’Italia che si trova nel bacino portuale ed è stata letta la preghiera del Marinaio. Finita questa prima parte di cerimonia, i gruppi hanno sfilato per le vie del centro e hanno concluso la giornata all’ex Convento del Carmine dove sono stati consegnati degli attestati agli ex presidenti del Gruppo di Marsala e ai Gruppi e alle Associazioni che hanno presenziato nel corso della cerimonia. Alla manifestazione hanno partecipato ed intervenuto il Sindaco di Marsala Alberto Di Girolamo, il Presidente del Consiglio Comunale Enzo Sturiano, , il Consigliere Nazionale dell’A.N.M.I. Comandante dott. Mario Dolci, i delegati Regionali Sicilia Occidentale e Orientale Ammiragli Zaccaria Giuseppe e Tedone Vincenzo, il Comandante Circomare Marsala il Tenente di Vascello Gian Luigi Bove. Ad accoglierli c’era il Vice Primo Maresciallo Salvatore Bonfratello e il Presidente del locale Gruppo A.N.M.I Capo di 1 classe scelto Francesco Tumbarello. Ricordiamo inoltre che L’Associazione Nazionale Marinai d’Italia Gruppo Croce al Valor Militare “Vincenzo Giacalone” di Marsala è stata fondata dal Comandante Casubolo Giuseppe nel 1952 e che qualche anno fa il gruppo di Marsala veniva declassato a sezione staccata dal gruppo di Mazara del Vallo per carenza di soci. Grazie al consigliere Cirlincione e al Vice Presidente Salvatore Bonfratello il gruppo di Marsala è cresciuto e ha raggiunto un numero di 65 soci, 55 di essi sono effettivi e 10 aggregati. 



MARINA MILITARE: DUE UFFICIALI IN MANETTE

Redazione

Due ufficiali della Marina militare sono stati arrestati a Roma e ad Ancona dai carabinieri di Taranto per concorso nel reato di concussione nell'ambito di appalti gestiti da Forze Armate. Ai due è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Taranto Pompeo Carriere su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone. Contestualmente è in esecuzione un decreto di sequestro preventivo per equivalente per un importo complessivo di 500 mila euro.




MORTE DI ALESSANDRO NASTA: EX VERTICI MARINA MILITARE DAVANTI AL GUP

Redazione
“Domani, 22 ottobre, saranno davanti al Gup del Tribunale di Civitavecchia gli ex ammiragli Luigi Binelli Mantelli e Bruno Branciforte, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi (attuale capo di stato maggiore della Marina militare) e il comandante della Vespucci e del suo vice, accusati del reato di cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo in relazione alla morte del sottocapo Alessandro Nasta avvenuta il 24 maggio 2012, a seguito della caduta dall'albero maestro della nave scuola Amerigo Vespucci sul quale stava eseguendo la manovra alle vele.” – lo comunica Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – “Spero – prosegue Comellini – che questa volta non ci siano altri rinvi come è accaduto lo scorso 25 giugno, quando anche il sostituto del giudice titolare ebbe un impedimento a partecipare all'udienza. Per rappresentare tutte le vittime del dovere del servizio e dello Stato, sarò nuovamente presente in aula dove il giudice dovrà decidere anche sulla mia richiesta di costituzione di parte civile e mi auguro – precisa Comellini – che la Marina militare vorrà fare altrettanto per difendere l'onore e il prestigio della forza armata che sono stati irrimediabilmente compromessi da coloro che hanno causato la morte di Alessandro Nasta.”


 




MARINA MILITARE: CAMBIO DELLA GUARDIA ALLA FANFARA

Redazione 
 
La Spezia – Cambio della guardia nella Marina Militare, e per essere precisi è la Fanfara di Presidio della Spezia che ha un nuovo Maestro. Dal 31 luglio 2015 infatti è subentrato il 1° M.llo Vito Ventre in sostituzione del 1° M.llo Lgt Lino Villella che lascia il servizio dopo più di 40 anni di onorato servizio. Villella passa virtualmente “la bacchetta” che è stata sua negli ultimi sette anni. Il suo sostituto ha un curriculum di tutto rispetto poiché è componente della Fanfara “spezzina” dal 1998 quale tromba solista, inoltre nel suo curriculum c’è un’esperienza internazionale; poiché dal 2006 al 2009 ha rappresentato la Marina Militare e le FF.AA. Italiane presso l’Orchestra Internazionale della Nato di stanza a Mons, in Belgio. Auguriamo buona fortuna per la nuova avventura al 1° M.llo Vito Ventre.



ROMA, STUPRO PRATI: LA SEDICENNE CONFERMA LA VIOLENZA SUBITA DAL SOTTUFFICIALE DELLA MARINA MILITARE

Redazione

Roma – Ha mantenuto la versione già fornita agli inquirenti sulla violenza sessuale che avrebbe subito da Giuseppe Franco, sottufficiale della Marina militare, la notte dello scorso 29 giugno, nei pressi della città giudiziaria di Piazzale Clodio. Tesa e scossa dalle lacrime, la vittima sedicenne, ascoltata in sede di incidente probatorio dal gip Giacomo Ebner, alla presenza del suo presunto stupratore, ha confermato tutte le accuse nei confronti del trentenne. Secondo la ricostruzione della giovane vittima, Franco, accusato di violenza sessuale e sostituzione di persona, si sarebbe avvicinato alla minore e alle due amiche che la accompagnavano (sentite anche loro in incidente probatorio) e, fingendosi un poliziotto, avrebbe abusato di lei dopo averla condotta in una zona isolata di via del Casale Strozzi. Una violenza alla quale l'adolescente, terrorizzata anche per la sorte delle amiche, alla fine non avrebbe reagito. Anche le versioni fornite dalle due amiche della sedicenne, messe a verbale dal gip, confermerebbero l'impianto accusatorio del pm Eugenio Albamonte.




MARINA MILITARE: LA NAVE PALINURO FA TAPPA AL SANTUARIO PELAGOS

di Angelo Barraco
 
La nave scuola della Marina Militare, la nave Palinuro, è approdata questo weekend presso il santuario toscano Pelagos. La nave in questione è protagonista della nuova campagna di sensibilizzazione chiamata “MEDITERRANEO” che è voluta dalla Marina Militare in collaborazione con il WWF.
 
La nave Palinuro è partita da Venezia in data 16 giungo e ha fatto tappa ad Ortona e Catania e sabato scorso, dopo essere giunta nel porto di Livorno, è stata accolta da tanti visitatori. Pelagos è l’habitat delle Balenottere comuni, che sono i mammiferi più grandi del mediterraneo. Il Wwf in una nota chiede una governance efficace ed estesa con un piano di gestione rivisto e più operativo; la definizione di obiettivi precisi da raggiungere sui temi più caldi come inquinamento, traffico marittimo con l’obiettivo di limitare o eliminare i rischi di collisioni tra navi e balenottere nell’area del Santuario e in quelle limitrofe: tutto questo affinché Pelagos diventi un esempio internazionale di conservazione di biodiversità marina.
 
La nota continua dicendo che poco più dell'1% dell’intero Mar Mediterraneo è sotto protezione e il Santuario Pelagos farebbe salire al 5% la percentuale protetta del Mediterraneo se godesse della necessaria tutela. E’ questo l’obiettivo della Campagna MEdiTErraneo svolta da Wwf e Marina Militare Italiana che ha viaggiato a bordo della nave Palinuro lungo le coste italiane. Prossima tappa prevista a settembre Montecarlo, nel ‘cuore del Santuario Pelagos. 



IMMIGRATI, NAVE SPIGA: MARINA MILITARE "A CACCIA" DOPO LA DENUNCIA DI COMELLINI

di Cinzia Marchegiani

Roma – Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) lo scorso 5 giugno con un comunicato, faceva emergere una situazione alquanto pericolosa avvenuta sulla nave militare Spiga della Marina Militare mentre navigava verso porto Pozzallo  e dove poi sono sbarcati 1.019 migranti. Sulla Spiga, spiegava Comellini,  a fatica i militari sono riusciti a domare la rivolta messa in atto da un considerevole numero di stranieri che si trovavano sistemati sul ponte di volo.

Ora Marco Comellini denuncia l’operazione da lui definita “Caccia alle streghe” che la Marina militare avrebbe avviato per conoscere gli informatori “segreti” del segretario del PDM: "Mi domando se la Marina militare abbia qualche cosa da nascondere circa le modalità con cui svolge le operazioni di soccorso e sopratutto di trasporto dei migranti che a migliaia va recuperando nel canale di Sicilia o in prossimità delle coste libiche."

Marco Luca Comellini incalza: “Tra l’altro come la Marina militare non è nuova a queste operazioni di alto profilo investigativo con cui tenta di scovare chi si rivolge al Pdm per denunciare delle situazioni che mettono in pericolo la sicurezza e la salute degli equipaggi. Già lo scorso anno ci provarono obbligando l'intero equipaggio della nave Aliseo, – spiega nel dettaglio Comellini – coinvolta nella vicenda degli spari contro una imbarcazione utilizzata dagli scafisti per trainare i barconi carichi di migranti, a rispondere ad un questionario contenente domande specifiche su di me e il movimento politico di cui sono il Segretario al solo scopo di individuare chi ci avesse informato di quanto accaduto”.

Per questo il Segretario del Pdm rimanda al mittente dell’inchiesta sugli informatori segreti: “Come ho già detto in passato, invece di investigare sui simpatizzanti del Pdm, i vertici della Marina militare si dovrebbero preoccupare di impedire con ogni mezzo che la sicurezza e la salute dei membri degli equipaggi – e la sicurezza delle navi – siano messi in pericolo, come sarebbe avvenuto nel caso della nave Spica, a causa della presenza a bordo di un elevato numero di migranti ammassati uno sull'altro sul ponte di volo in condizioni simili, se non peggiori, a quelle da cui li si è voluti salvare."

Per la cronaca va comunque ricordato che proprio Frontex informò lo scorso aprile 2015 degli spari dei contrabbandieri avvenuti durante il salvataggio di un’imbarcazione, notizia che lo stesso Osservatore d’Italia aveva riportato in seguito al comunicato “ufficiale” di Frontex: "il Frontex conferma oggi tramite un comunicato ufficiale che dei contrabbandieri lunedì 13 aprile 2015 hanno sparato diversi colpi d’arma da fuoco per recuperare una barca di legno dopo che i migranti che trasportava sono stati salvati circa 60 NM dalla Libia. L'operazione di ricerca e soccorso è stata effettuata da un rimorchiatore italiano e Guardia costiera islandese con la nave Týr messo in atto da Frontex".

 




LADISPOLI: LUOGOTENENTE DELLA MARINA MILITARE UCCIDE IL FIDANZATO DELLA FIGLIA

di Matteo La Stella

Ladispoli (RM) – Nella notte tra domenica e lunedì, una villetta di Via Alcide De Gasperi a Ladispoli si è trasformata nel teatro di una tragedia. Stando alle prime ricostruzioni, Marco V., un giovane 20enne, sarebbe stato ucciso dal padre della sua fidanzata che, impegnato a pulire la sua pistola, avrebbe inavvertitamente esploso un colpo ferendolo a morte.
Il presunto colpo di Antonio C., genitore nonché luogotenente in forza alla Marina Militare, ha colpito il 20enne alla spalla sinistra. Poi diverse zone d'ombra: una prima chiamata al 118 è stata infatti effettuata per dare l'allarme, annullata e nuovamente ripetuta, finchè il giovane è stato trasportato nel locale posto di primo intervento. Quì ha atteso l'arrivo dell'elisoccorso che avrebbe dovuto condurlo al Policlinico Gemelli. Proprio durante il tragitto però, la vita del bagnino 20enne è stata stroncata da un arresto cardiaco. Rimane un mistero, tra le altre cose, il motivo per cui Antonio C stesse pulendo l'arma nel salone della villetta, intorno alle ore 24 e con tutto il nucleo familiare presente nella stanza.
L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Alessandra D'Amore e sull'omicidio indagano i Carabinieri. Proprio la procura di Civitavecchia ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima per fare chiarezza in merito a quel colpo fatale.
Intanto, il 48enne luogotenente della Marina Militare è stato posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio colposo. 




MARINA MILITARE: EMANATE DISPOSIZIONI SICUREZZA LAVORI IN QUOTA DOPO LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER LA MORTE DI NASTA

 

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Comellini: "Hanno aspettato che un marinaio morisse e che poi ci fosse la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura inquirente per mettersi in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.”

 

Redazione

Roma – “È inaccettabile, sono tragicamente superficiali e andrebbero rimossi! Hanno aspettato che un marinaio morisse e che poi ci fosse la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura inquirente per mettersi in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.” Tuona Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia a seguito dell'emanazione da parte dei vertici della Marina militare delle disposizioni sulla sicurezza per i lavori in quota dopo la morte del sottocapo Alessandro Nasta.

“Mi auguro – prosegue Comellini – che la Procura di Civitavecchia, che con la richiesta di rinvio a giudizio formulata lo scorso 11 febbraio e depositata nella cancelleria del Giudice per le indagini preliminari solo il 6 marzo successivo, ha già chiesto il rinvio a giudizio dell'attuale vertice della Marina militare e dell'ex capo di stato maggiore della difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, dell'ammiraglio Bruno Branciforte, del comandante della nave scuola Amerigo Vespucci e del suo vice, per i reati di cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo, oggi possa leggere l'emanazione delle disposizioni sulla sicurezza per i lavori in quota, emanata dallo stato maggiore della forza armata (MARISTAT), come la palese ammissione delle pesanti responsabilità degli imputati.
In un paese normale quando un militare è accusato di simili e gravi reati si dimette immediatamente o viene cacciato. In Italia, invece, gli si permette pure di fare carriera. La ministra Pinotti – conclude Comellini – non ha nulla da dire?".




MARINA MILITARE, PDM: "ALLARME SALUTE PER I MARINAI, FERMARE IMMEDIATAMENTE LE NAVI DELLA MARINA MILITARE"

 

"Possibili gravi rischi per la salute dei Marinai. Dopo tre anni una richiesta di Nave Elettra smentisce sottosegretario di Stato su questione analisi dell'acqua destinata al consumo umano a bordo delle navi della Marina militare".

 

di Luca Marco Comellini – Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

Il 30 agosto 2012, a seguito della segnalazione sulla presenza di sostanze contaminanti e cancerogene disciolte nell'acqua destinata al consumo umano (trialometani e idrocarburi) su una unità navale della Marina militare, il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, depositò una interrogazione al Ministro della difesa per conoscere lo stato di efficienza degli impianti di potabilizzazione e sulla tipologia e frequenza dei controlli delle acque di bordo, impiegate sia per uso lavanda che per scopi alimentari.

Sin da subito il riscontro di sostanze cancerogene avrebbe dovuto destare l'interesse del personale militare, di ogni ordine e grado, al fine di verificare, anche attraverso i propri rappresentanti, che l'amministrazione datoriale applicasse correttamente le norme vigenti in materia di tutela della salute e salubrità degli ambienti di lavoro.

Purtroppo il senso della legalità spesso difetta nell'amministrazione militare, soprattutto quando il rischio lo corre la truppa. Infatti, all'interrogazione parlamentare sull'acqua "data a bere ai marinai" l'immediata risposta dell'allora sottosegretario alla Difesa Filippo Milone ammetteva il riscontro casuale delle sostanze cancerogene ma ribadì che sulle unità navali della Marina militare sono effettuati controlli dell'acqua periodici – di massima, con cadenza semestrale – presso i laboratori militari certificati e che, in riferimento all'accaduto, il Ministero della salute non ritenne necessario realizzare ulteriori specifiche d'informazione e comunicazione sui rischi derivanti da contaminanti disciolti nelle acque.

A distanza di quasi tre anni, però, a smentire clamorosamente il sottosegretario Milone, in merito alla rassicurante disponibilità di idonei laboratori certificati, è proprio il Comando della Squadra Navale (CINCNAV), che prende atto dell'indisponibilità nella base di La Spezia di idonee attrezzature di laboratorio per effettuare le analisi chimiche a verifica della conformità delle acque di bordo ed assicura, a seguito di specifica richiesta presentata da Nave Elettra, la copertura finanziaria per l'esecuzione delle analisi presso laboratori esterni.

Il Comandante di della Squadra Navale all'epoca della presentazione dell'atto di sindacato ispettivo era l'ammiraglio Giuseppe de Giorgi, attualmente Capo di stato maggiore della Marina militare.

Il PDM ritiene che l'indisponibilità di idonee attrezzature di laboratorio per le analisi delle acque nella sede di La Spezia e, presumibilmente anche nelle altre sedi della forza armata, sia l'ennesima conferma della situazione di pericolo a cui sono stati costantemente esposti i marinai imbarcati sulle unità navali della Marina militare nel corso di questi anni e per questo motivo riteniamo necessario che il Ministro della difesa Roberta Pinotti riferisca immediatamente al Parlamento e che la Procura di La Spezia accerti immediatamente le eventuali violazioni delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e, quindi, le responsabilità del datore di lavoro in merito al rischio a cui è stato sottoposto il personale militare che ha prestato e presta servizio sulle navi della Marina militare.

Occorre inoltre, con la massima urgenza, che il Ministro disponga immediati controlli su tutte le unità navali attualmente in dotazione alla forza armata, dandone immediato riscontro al Ministero della salute per la supervisione dei risultati ed per una tempestiva analisi dei rischi per la salute del personale attualmente imbarcato. Fino al termine degli accertamenti le navi della Marina militare dovrebbero essere fermate nelle rispettive sedi.