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MARINA MILITARE, COMELLINI (PDM): DE GIORGI SPIEGHI COME AVVIENE LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI E CHI CONTROLLA LA REGOLARITÀ DELLE OPERAZIONI

Redazione

"Come viene effettuato lo smaltimento dei rifiuti di bordo delle unità navali della Marina militare e chi ne controlla la regolarità?" Lo domanda Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) all'ammiraglio De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina militare.

"Mi è pervenuta della documentazione che riproduce alcune copie del "registro rifiuti di bordo" di una unità navale della Marina militare su cui è chiaramente scritto "FALSO MAI FATTA".

Così come è già avvenuto in passato per la questione "amianto" presente nei componenti di alcuni modelli di elicotteri in uso alle Forze armate ed alle Forze di Polizia, finiti al centro di una indagine del PM Raffaele Guariniello, nei giorni scorsi ho trasmesso i documenti che mi sono stati recapitati, inerenti all'attività di smaltimento rifiuti di una unità navale militare, alla Procura Militare di Napoli per le successive azioni di competenza.

Sono fermamente convinto che la Marina militare, come ha sempre fatto anche in altre occasioni, anche questa volta si dirà pronta a dare il suo contributo agli inquirenti."




MARINA MILITARE APPALTI: 7 ARRESTI A TARANTO

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Bufera in Marina. Sui lavori di manutenzione delle navi militari e sulle forniture alle Marina secondo l'accusa sarebbe stata imposta una tangente del 10% rispetto al valore dell'appalto. Al termine di una prima fase di indagine durata quasi un anno sono stati arrestate stamattina sette persone con l'accusa di concorso in concussione. Si tratta di cinque ufficiali, di cui due in servizio allo Stato maggiore a Roma, un sottufficiale e un dipendente civile. Le dimensioni dello scandalo e il fatto che alcuni imprenditori di Taranto, in rapporti di lavoro con le strutture della Marina Militare, fossero costretti a pagare tangenti per aggiudicarsi le commesse sono apparse un anno fa, quando a marzo 2014 fu arrestato dai carabinieri il capitano di fregata Roberto La Gioia, in servizio nella base navale di Chiapparo, a Taranto.
  Fu in quell'occasione che fu scoperta la contabilita' dei soldi versati dagli imprenditori e comincio' la ricerca dei complici dell'ufficiale arrestato in flagranza di reato il 12 marzo con l'accusa di concussione. Dopo l'arresto, i carabinieri perquisirono gli uffici di quattro imprese di Taranto, i cui titolari, secondo le indagini, sarebbero stati costretti a sottostare alle pretese dell'ufficiale. A fare da guida agli investigatori, furono alcuni file sequestrati al militare nel corso dell'arresto. Quei documenti erano su due pen drive che il comandante custodiva in una valigetta. Nelle "pennette" e' stato trovato un elenco di imprese. Accanto ad ognuna, era riportato il valore dell'appalto che si era aggiudicato e il pagamento di tangenti, equivalenti al 10% dell'importo della commessa. Un vero e proprio sistema nel quale apparve chiaro il coinvolgimento di altre persone sulle quali si e' concentrato, in questi mesi, lo sviluppo delle indagini coordinate dal sostituto procuratore di Taranto Maurizio Carbone.
  Incastrato dai carabinieri, il capitano La Gioia, fu bloccato nel suo ufficio della base della Marina di Taranto. Un imprenditore aveva raccontato ai carabinieri di essere stato costretto a girare 150.000 euro all'ufficiale per garantirsi il regolare pagamento delle fatture emesse dalla sua impresa, titolare dell'appalto per il ritiro e il trattamento delle acque di sentina dalle navi ormeggiate a Taranto e Brindisi dove la Marina ha un altro presidio. L'imprenditore ha anche rivelato il tentativo di coinvolgerlo nelle manovre per pilotare una gara d'appalto, per la quale e' finito sul registro degli indagati un altro imprenditore con l'accusa di tentativo di turbativa d'asta. Dopo la denuncia, l'uomo ha collaborato con i carabinieri permettendo di svelare il sistema. Il 12 marzo scorso, infatti, l'imprenditore si e' recato nell'ufficio del capitano di fregata per consegnargli una tangente da duemila euro ma quando e' uscito dalla stanza sono arrivati i carabinieri che hanno arrestato l'ufficiale.
  Subito dopo, i carabinieri hanno perquisito l'appartamento di La Gioia trovando 36.000 euro in contanti mentre altri 8.000 euro sono stati rinvenuti nella cassaforte del suo ufficio oltre alle pen drive con la contabilita' occulta




MARINA MILITARE E MAFIA CAPITALE: ARRESTATI UFFICIALI DI MARINA

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Roma – E' localizzato a Roma "il cuore pulsante della consorteria criminale e del piano delittuoso", che chiama in causa sei persone accusate dal pm Mario Palazzi di aver fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata al falso, alla truffa e alla frode ai danni della Marina Militare, attestando falsamente l'avvenuta consegna di ingenti quantitativi di prodotti petroliferi in realta' mai avvenuta.

Il gip Alessandro Arturi, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare, scrive che "Roma e' sede delle due societa' Abac Petroli e Global Chemical Broker nonche' luogo di residenza dei rappresentanti legali delle stesse, Massimo Perazza e Andrea D'Aloja (per i quali il provvedimento restrittivo deve essere ancora eseguito, ndr), "ai quali va indiscutibilmente riconosciuto un ruolo essenziale e primario di promotori e organizzatori". "A Roma – evidenzia ancora il gip – "hanno sede gli uffici ministeriali che hanno emanato gli ordini di fornitura e i titoli di pagamento delle fatture emesse dalla O.W. Supply, sulla scorta della falsa documentazione".

Che la Capitale "sia il centro logistico di formazione dell'accordo associativo, nonche' luogo geografico e strategico di organizzazione delle iniziative illecite del sodalizio, e' testimoniato anche dai numerosi soggiorni di Mario Leto e Sebastiano Distefano (i due della Marina Militare arrestati, ndr) trascorsi nelle medesime strutture alberghiere (Atahotel Villa Pamphili e Visconti Palace Hotel), in epoca successiva alla conclusione del contratto firmato nell'ottobre del 2011 e concomitante con la serie di fittizie forniture".

In uno di questi alberghi, poi, avrebbe alloggiato – secondo il gip – nel giugno 2013 anche Lars Bohn, il danese rappresentante legale della O.W.Supply: anche nei suoi confronti la misura cautelare deve essere ancora eseguita.




MARINA MILITARE: FINE MARE NOSTRUM DIPENDE DALLA POLITICA

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Senza troppi giri di parole, una dichiarazione che non lascia spazio ad equivoci. Il termine dell'operazione Mare Nostrum "dipende da decisioni che appartengono al livello politico". E' questo – precisa la Marina militare in una nota – che "di fatto si limita ad indicare" quanto detto ieri a Bruxelles durante la conferenza organizzata dal Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli (ECRE) dall'ammiraglio Filippo Maria Foffi, comandante in capo della flotta navale italiana e quindi primo responsabile operativo di Mare Nostrum. Dichiarazioni che avevano subito innescato polemiche e dubbi sulla effettiva fine della missione.
  La Marina militare precisa inoltre di operare "in perfetta sintonia con il governo e in particolare con il ministero dell'Interno in ottemperanza alle direttive governative impartite" e che "le notizie riportate oggi sulle diverse testate giornalistiche riguardo il termine dell'operazione Mare Nostrum non riflettono il pensiero" della forza armata.




MARINA MILITARE: SPOSI E INNAMORATISSIMI, IMBARCATI SU DUE NAVI DIVERSE S'INCONTRANO NELL'OCEANO INDIANO

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Marina Militare Italiana – Una parentesi di vita e di quotidianità in un contesto operativo internazionale che ha visto protagonisti, il 26 novembre scorso, due marinai, un uomo e una donna uniti dalla passione per il mare e dall’amore. Lui, sergente imbarcato a bordo di nave Etna, attualmente impegnato nella campagna navale “Il sistema Paese in movimento”, lei, sottocapo facente parte dell’equipaggio di nave Libeccio in missione “Atalanta” per il contrasto alla pirateria sotto egida europea: due militari, due navi, due differenti attività che si accavallano per un impegno complessivo di circa 8 mesi.

Un momento dell'incontro tra i due sposi. L’anteprima dell’incontro si è svolta al largo delle coste omanite durante un rifornimento laterale di combustibile che ha visto le due navi avvicinarsi e unirsi, con le classiche apparecchiature, rimanendo ad una distanza di circa 40 mt l’una dall’altra. Inaspettatamente dalla fiancata del Libeccio si è visto sventolare un insolito striscione con una dedica speciale: “L’immensità di questo mare è nulla in confronto all’amore che provo per te. Tanti auguri amore mio”. Ma il lavoro in mare continua, inarrestabile, e vede i due coniugi impegnati nello svolgere le rispettive funzioni, nel rispetto delle proprie responsabilità. Si sono guardati e salutati, tanta la gioia e la commozione nei loro occhi ed in quelli di chi li conosce ed osserva, tanto il desiderio di superare quei pochi metri per un fugace saluto.

Dopo il rifornimento di combustibile era necessario provvedere al trasferimento di viveri e materiali fra le due navi impiegando con l’elicottero del Libeccio e così è stata concessa al sottocapo la possibilità di volare dal giovane sposo, appontando direttamente sull’Etna. Era il giorno del compleanno di lui, pochi minuti di sguardi, abbracci e lacrime di felicità hanno suggellato il loro breve incontro, inaspettato, ma intensamente vissuto, indimenticabile.

Nave Etna e Libeccio riprendono la navigazione su rotte divergenti, con esse i due militari che dai rispettivi ponti di volo continuano a rimanere uniti con lo sguardo, fino a perdersi oltre l’orizzonte.




SICILIA, MARE NOSTRUM: DOPPIO INTERVENTO DELLA MARINA MILITARE IN SOCCORSO DEI MIGRANTI

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Sicilia – Il miglioramento delle condizioni metereologiche rispetto ai giorni precedenti ha permesso la ripresa dei flussi migratori.

Ieri, alle ore 11 circa le Unità della Marina Militare del dispositivo aeronavale in pattugliamento nello stretto di Sicilia dallo scorso 18 ottobre, nell’ambito dell’Operazione Mare Nostrum, hanno localizzato a nord del bacino libico, a seguito di una segnalazione di probabile presenza, quattro natanti (identificati come battelli gonfiabili) con a bordo complessivamente circa 350 persone con direttrice verso l’isola di Lampedusa.

In particolare la prima scoperta è avvenuta grazie all’elicottero di bordo di nave Scirocco alle ore 11,12 e successivamente è stato mantenuto un contatto visivo costante con il concorso dell’elicottero EH 101 di Nave San Marco.

Nave Scirocco ha completato il recupero dei migranti dei primi due natanti, prendendone a bordo 210. Mentre Nave Grecale, con il concorso dei gommoni del Pattugliatore d’altura “Corsi” della Guardia Costiera sta ultimando il recupero dei migranti degli altri due natanti.