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MATERA, ASTA SALA RICEVIMENTI: PER CONVINCERE GLI IMPRENDITORI A RINUNCIARE, TRITOLO E UN SICARIO

Redazione

Matera – Una grande sala ricevimenti, del valore di alcuni milioni di euro, era stata posta in amministrazione controllata e, in attesa della vendita all'asta, data in gestione ad alcuni imprenditori.

Questi avevano la ferma intenzione di acquistare definitivamente la struttura, situata a Laterza (Taranto), e per farlo erano disposti a tutto, in particolare a far desistere alcuni imprenditori dalla gara per l'assegnazione della struttura, che stava per essere sganciata dall'amministrazione controllata.

Al termine dell'operazione "Tritolo", questa mattina gli agenti della Squadra mobile di Matera hanno arrestato otto persone, accusate dei reati di tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto illegale di materiale esplosivo e armi.

I reati sarebbero stati commessi nei confronti proprio di quegli imprenditori concorrenti, per "convincerli" a rinunciare alla gara.

Uno è stato minacciato di violente ritorsioni, un altro è stato oggetto di ben cinque attentati dinamitardi, uno dei quali sventato all'ultimo secondo da una guardia giurata che è riuscita a staccare la miccia da una bomba con 1,6 chili di tritolo, pochi istanti prima che esplodesse.

Per il terzo concorrente scomodo era stata addirittura pronunciata la condanna a morte. Il suo omicidio era stato pianificato nei minimi dettagli. Un killer aveva ricevuto l'incarico, insieme a tutto il necessario per portare a termine la missione: una moto con il relativo casco e le armi con le quali avrebbe dovuto esplodere i colpi mortali.

 

In quel frangente intervennero gli agenti della Mobile, che da diverso tempo stavano monitorando gli spostamenti e le conversazioni degli indagati, riuscendo ad impedire che il sicario portasse a termine il suo intento, sequestrando tutto il materiale.

 

Gli investigatori erano sulle tracce del gruppo criminale sin dal luglio 2013, quando iniziarono ad indagare sul primo dei cinque attentati dinamitardi posti in essere a Matera, ai danni della sala ricevimenti di proprietà di uno degli imprenditori da "convincere".

 

Dalle intercettazioni gli uomini della Mobile lucana hanno anche scoperto che il gruppo di imprenditori che attualmente gestiva la struttura, era in realtà una longa manus della malavita organizzata, per conto della quale aveva ricevuto l'incarico di acquistare l'immobile.