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Monterotondo, stretta sulla movida: denunce per droga e guida in stato di ebrezza

Monterotondo (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al contrasto di fenomeni di degrado e turbativa dell’ordine pubblico nel centro storico in occasione della c.d. “movida”.

Con la predisposizione di diverse pattuglie appiedate e di altre con autovetture con i colori istituzionali, nelle serate di venerdì, sabato e domenica, i militari della Compagnia hanno presidiato le vie dove insistono la maggior parte dei locali che fino a notte inoltrata vedono tra gli avventori giovani non solo del posto ma dell’intero circondario (Mentana, Fonte Nuova, Palombara, Capena e Fiano).

Sono stati così controllati la maggior parte degli avventori oltre a quasi tutti gli esercizi di somministrazione di cibi e bevande.

Inoltre le pattuglie che hanno effettuato i posti di controllo sulle arterie principali di arrivo al Centro Storico e di uscita dalla città al termine della serata utilizzando l’etilometro per controllare il tasso alcolemico di chi spesso si mette alla guida dopo aver assunto sostanze alcooliche con il rischio per la propria incolumità e per quella altrui.

In alcuni casi poi i militari, quando vi erano le condizioni di legge e i movimenti degli avventori destavano il sospetto che si celassero attività di spaccio al minuto di sostanze stupefacenti, hanno effettuato perquisizioni personali e veicolari.

Ad ogni modo un ulteriore controllo è stato effettuato per il rispetto delle norme di contenimento COVID-19 con il controllo dei GreenPass per i clienti e di tutte le norme cui sono soggetti i pubblici esercizi.

Così al termine del servizio i carabinieri di Monterotondo hanno identificato e controllato un centinaio di persone, due delle quali, a seguito di perquisizione sono state trovate in possesso di sostanza stupefacente. In particolare un cittadino rumeno residente a Monterotondo è stato sorpreso con indosso circa 50 grammi di droga tra hashish e marjuana oltre ad un bilancino di precisione. E’ stato così deferito a piede libero alla Procura di Tivoli. Un altro avventore proveniente da Capena è invece stato segnalato alla Prefettura di Roma come assuntore di stupefacenti, per una perquisizione che ha consentito di rinvenirgli addosso 2 grammi di hashish.

Un altro deferimento ha invece coinvolto un ragazzo di origini sarde ma residente a Monterotondo che al termine della serata si era rimesso alla guida della sua autovettura con un tasso alcolemico ben più alto del limite massimo (2,30 rispetto al limite massimo di 0,5) per cui oltre al ritiro immediato della patente gli è stata sequestrata anche l’autovettura.

Complessivamente sono stati 36 i veicoli controllati ed 11 i pub e ristoranti in cui i carabinieri sono entrati per controllare oltre al greenpass il rispetto dei protocolli Anti COVID.I servizi proseguiranno nei prossimi fine settimana.




Monterotondo, omicidio a Natale: un fermo

Ieri alle ore 19 il PM di turno della Procura della Repubblica di Tivoli ha emesso decreto di fermo nei confronti di D.A., cittadino rumeno di anni 39 perché indagato del delitto di omicidio volontario di Horonceanu Constantin, cittadino rumeno di anni 63, commesso in Monterotondo il 25 dicembre 2021. Nella mattina del 25 dicembre i Carabinieri venivano avvisati del rinvenimento del cadavere da un volontario della Comunità di Sant’Egidio incaricato di portare il pranzo alla vittima e che si era recato presso la baracca dell’uomo. Intervenivano, prontamente, i Carabinieri della Compagnia Carabinieri di Monterotondo e del Nucleo Investigativo del gruppo Carabinieri di Ostia che, sotto la direzione del PM di turno della Procura della Repubblica di Tivoli, constatavano la morte dell’uomo, unitamente al medico legale, dovuta, presumibilmente, a numerose coltellate nella zona toracica. Eseguiti i rilievi di rito e, prontamente, l’esame autoptico che confermava la causa della morte, le serrate indagini svolte hanno consentito, allo stato, di individuare il presunto responsabile. L’uomo è stato rintracciato nel suo alloggio di fortuna (sempre in Monterotondo) ove sono stati rinvenuti due coltelli compatibili con le ferite riscontrate in sede di esame autoptico. Le plurime dichiarazioni raccolte dai Carabinieri e quanto rinvenuto inducevano il PM di turno, in considerazione dei rilevati gravi indizi di colpevolezza e del pericolo di fuga dell’indagati, ad emettere decreto di fermo eseguito dai Carabinieri. Le cause dell’omicidio, allo stato emerse, sembrano relative all’ambiente di grave disagio in cui versava il deceduto e a cui appartiene anche l’odierno indagato. Sarà chiesta, domani, la convalida del fermo al Gip del Tribunale di Tivoli che, nelle successive 48 ore, sentito l’indagato, deciderà sulla convalida e sulla richiesta di misura cautelare in carcere.




Mentana e Monterotondo, il Rotary Club incontra le associazioni di volontariato

Uno dei Club più attivi organizza una serata per creare sinergia con l’ausilio del Prof Borghese e del Presidente CrinòIl Rotary International prima associazione Onlus e non profit sorto a Chicago nel 1905 conta oggi  oltre 33.000 club  in quasi tutte le nazioni del mondo, con oltre 1.200.000 soci.

In Italia il primo Club fu aperto nel 1923 ed oggi include 760 club tra cui quello di Monterotondo Mentana che di certo è uno dei più attivi. Lo dimostra anche l’ultima conviviale del 9 novembre organizzata dal Prof. Antonio Borghese sotto la direzione del Presidente, il dottore   Antonino Crinò  nel riunire ed  ascoltare le Associazioni di volontariato (ADV), di servizio e ONLUS, le loro attività ed i loro progetti, per trovare sinergie e  conoscersi meglio oltre ad  interfacciarsi alla ricerca di opportunità ed anche contribuendo  ai progetti. Non poteva mancare Don Paolo Spano, Parroco di Santa Maria delle Grazie a Monterotondo e responsabile della Casa di Riposo don Giuseppe Boccetti, fondata nel 1972 dallo stesso:  esempio visibile della carità dei fedeli della parrocchia che non solo  hanno realizzato la  struttura che ospita  gratuitamente anziani soli, accuditi da volontari e da personale specializzato.  Sono presenti  22 ospiti oltre a  4 suore. Una struttura in cui non si direbbe mai basta alla carità dei cittadini e alla sinergia con tutti in considerazione delle continue esigenze. Anche Elisena Valenti, Presidente della Associazione ADV La Casa delle Case, che ospita donne che fuggono dalla violenza con i loro figli  ha fatto sentire le proprie esigenze. Fondata oltre 20 anni fa dalla  suora Orsolina, Suor Bruna, che  oltre alla struttura centrale in  Monterotondo centro,   che attualmente ospita 4 donne con i loro bambini, dispone di altri appartamenti per offrirli a  donne o famiglie più autonome. Mario Giardini, presidente dell’Albero delle Mele, fondato a Mentana nel 1962 e riconosciuto come Ente Morale dal Presidente della Repubblica ha rammentato il  centro diurno per minori di famiglie in  disagio.  Li si ospitano  10 bambini più due posti per le emergenze. Distribuisce alimenti ed arredi alle famiglie in difficoltà. Ha bisogno di partecipazione a progetti, di consigli, di idee ma principalmente di passione da trasmettere ai ragazzi. Presente anche  Laura Ribaldi, Vicepresidente della SECICAS, che ha menzionato l’ Associazione che si occupa di ospitare, presso la Locanda delle Nocciole in Monterotondo i   bambini ed i  genitori costretti a frequentare l’Ospedale Bambin Gesù, per la cura di malattie oncologiche. L’associazione si occupa anche del trasporto da e per  l’ospedale per le visite e le terapie. Anche la D.ssa Giuseppina Terzano e Don Florent, parroco nella Sabina hanno presentato  attività e progetti dell’Associazione NSANGA ONLUS: i piani di lavoro   riguardano la costruzione di una scuola in Kanyana (Congo orientale) dove non c’erano strutture scolastiche , l’acquisto di lampade solari per illuminare le capanne la sera e permettere lo studio e altre attività, la creazione di una scuola di alfabetizzazione e di taglio e cucito per le donne, consentendo loro una piccola indipendenza economica, una dignità e il riscatto da una totale sottomissione. Poi anche  il supporto all’orfanatrofio delle suore di Santa Teresa del Bambin Gesù, la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica e di uno per la produzione di olio di palma per le stesse suore. Il Prof. Antonio Borghese, unico Italiano premiato dalla Cina per la sua professionalità sullo studio delle bufale, ha menzionato  che l’Italia è il Paese dove il terzo settore è il più sviluppato nel mondo. Ancor più a Monterotondo  perché il  Rotary Club conosce e affianca l’opera umanitaria svolta dalle diverse  Associazioni operanti nello stesso  territorio. Borghese ha altresì rimarcato il valore  del volontariato gratuito,  al di fuori dell’interesse personale  in particolare verso le fasce più deboli, anziani, bambini e donne, che hanno sofferto malattie, violenza, abbandono. Un incontro di sostanza e di raccordo in cui è parsa per lo meno strana  l’assenza del Rotaract, ( gli junor del Rotary)  laddove i giovani in particolare possono offrire  spunti per i loro progetti da tale tipo di incontri, e  delle Istituzioni.  Pur entusiasta dell’evento il sindaco Riccardo Varrone aveva dovuto partecipare ad altra per impegni istituzionali con la conferenza dei sindaci  in concomitanza e aveva delegato l’assessore alla  cultura ed i servizi sociali che al  termine sono risultati assenti ingiustificati. Numerosi gli interventi degli ospiti sul valore della serata e di stima per l’operato nel territorio del Club Rotary da parte delle  Associazioni intervenute.




Monterotondo: strage di Alberi

Italia Nostra Lazio: abbattimenti indiscriminati delle alberature urbane a Monterotondo

La continua strage delle alberature urbane nel Lazio, che degrada il paesaggio, aumenta i livelli di inquinamento e peggiora la vivibilità delle città, è da tempo all’attenzione di Italia Nostra. Gli
abbattimenti vengono spesso giustificati con ragioni di sicurezza, non di rado esagerata, ma dove c’è è per lo più dovuta alla mancanza di manutenzione o alle potature “estreme” effettuate da ditte incompetenti.
L’amministrazione di Monterotondo sembra ora voler primeggiare in questo tipo di barbarie urbanistica. La città non ha, a quanto pare, un Regolamento del Verde da rispettare, e negli ultimi tempi, dopo aver
abbattuto diversi alberi monumentali, anche nello storico Giardino del Cigno, ha assegnato un appalto per la realizzazione di marciapiedi e il rifacimento stradale che prevede l’abbattimento dell’intera alberatura di via Serrecchia, che è parte integrante dell’assetto storico del centro storico. La motivazione, riportata nella relazione sul progetto, parla di “sostituzione degli alberi con altri di dimensioni inferiori, coerenti con la larghezza della strada.” Si propone di sostituirle con
degli oleandri (che sono arbusti). Come se ci fosse un rapporto fisso da rispettare per legge tra altezza degli alberi e larghezza della strada.
Gli abbattimenti indiscriminati erano in realtà già iniziati con le precedenti amministrazioni, guidate dal sindaco Mauro Alessandri (ora assessore regionale ai Lavori Pubblici e alla Tutela del Territorio (!)
nella giunta Zingaretti), che, tra l’altro, hanno fatto fuori buona parte dei platani monumentali lungo la via Salaria. Ci sono però norme da rispettare per l’abbattimento di alberature storiche, che sono sempre
a forte impatto paesaggistico, ma non risulta siano state rispettate nella stesura del progetto di via Serrecchia e neppure nei casi precedenti. In passato, prima dell’invenzione di opinabili criteri sul
rapporto tra altezza dell’albero e larghezza della strada, si sono invocate ragioni di sicurezza, o presunte malattie degli alberi. Ma l’associazione “Centro Storico in Movimento” e il locale gruppo attivo
di Italia Nostra, che, per verificare la presenza delle necessarie perizie tecniche sullo stato degli alberi, hanno a più riprese richiesto un accesso agli atti, non sono riusciti finora ad ottenere i risultati
di queste perizie. Questo per capire quali siano i criteri di trasparenza a cui si attiene l’amministrazione di Monterotondo.

Ma c’è qualcosa di ancor più preoccupante. In risposta ad una richiesta di accesso agli atti del 1/3/2020 su abbattimenti eseguiti dal settembre al febbraio scorsi, l’amministrazione comunale, senza peraltro concedere l’accesso, ha risposto con un documento in cui si fa riferimento ad autorizzazioni ottenute a maggio 2020 e successivamente. A quanto sembra l’amministrazione si procura autorizzazioni post factum, il che, se confermato, costituisce un’illegittimità piuttosto grave, che dovrebbe
essere sanzionata.

Molti cittadini di Monterotondo, in primo luogo quelli del centro storico, chiedono che sia salvata l’alberatura storica di via Serrecchia, perché considerano gli alberi un elemento essenziale del
decoro urbano e della storia della città e, soprattutto, un indispensabile polmone verde per la difesa della qualità dell’aria e della salute della popolazione. Chiedono gli alberi vengano conservati,
se sani, e che le eventuali perizie per accertare lo stato di salute e la staticità su ciascuna pianta – più volte richieste e completamenti assenti dal progetto esecutivo di via Serrecchia- siano d’ora realmente
effettuate prima di ogni intervento, siano eseguite da periti indipendenti, e rese pubbliche. Domandano, infine, di esser consultati ogni qualvolta è in fase di progettazione un’opera pubblica, come quella
in questione, con importanti effetti urbanistici. Italia Nostra si rivolgerà agli organi di tutela e alle autorità competenti affinché ci sia una reale verifica della correttezza delle
procedure per il progetto di via Serrecchia. Italia Nostra, Consiglio Regionale del Lazio
Associazione “Centro Storico in Movimento” Monterotondo




Monterotondo, arrestati i componenti della banda di picchiatori

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo e gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Tivoli hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere e di obbligo di dimora, emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, nei confronti di diversi soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina e lesioni personali aggravate.

Gli arrestati si muovevano ed agivano come “branco”, pestando, anche solo per futili motivi, i cittadini di Fonte Nuova, una popolosa cittadina alle porte di Roma.

Tutti di età compresa tra i 19 e i 26 anni, facevano parte di una vera e propria “banda di picchiatori”, resasi responsabile di brutali aggressioni in danno di malcapitati presi di mira per futili motivi e nei casi più gravi ridotti quasi in fin di vita, con azioni plateali sulla pubblica via.

L’indagine, condotta dai Carabinieri
di Monterotondo e dal Commissariato di P.S. di Tivoli, ha consentito di
ricostruire l’esatta dinamica degli eventi e di individuare gli indagati,
nonostante le difficoltà incontrate dalle iniziali mancate collaborazioni delle
vittime, terrorizzate dai brutali pestaggi e con timore di eventuali
ripercussioni anche per i familiari.




Monterotondo, Fonte Nuova e Mentana: sgominato grosso giro di spaccio. Diciannove arresti

Al fine di assicurare, nel rispetto del segreto investigativo e dei diritti delle parti coinvolte, il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, comunico che questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 19 persone (8 custodie cautelari in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di firma), emessa dal GIP- dottor Mario Parisi- del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Nello stesso contesto operativo, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, sono state eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Monterotondo, Sant’Angelo Romano, Fonte Nuova, Mentana e Poggio Mirteto (RI).

L’indagine, avviata nel mese di marzo 2018, a seguito del sequestro di una decina di grammi di cocaina rinvenuti nella disponibilità di un 34enne incensurato di Mentana, ha consentito di individuare due gruppi di soggetti, in contatto tra loro, dediti allo spaccio di stupefacente nei comuni di Fonte Nuova, Mentana e Monterotondo.

L’operazione è stata denominata convenzionalmente “New Generation”, perché i soggetti coinvolti nell’indagine, in particolare coloro che sovrintendevano alle attività di organizzazione dello spaccio, rappresentano nel panorama dell’attività illecita delle nuove leve, spesso incensurate, che hanno sostituito altri personaggi, coinvolti in precedenti operazioni di polizia.

Il primo gruppo, quello operante in Mentana e Monterotondo, era gestito da un 33enne di Mentana, che avvalendosi di giovani collaboratori, era in grado di garantire oltre 30 consegne di cocaina al giorno. I giovani pusher si avvalevano dei più svariati stratagemmi per occultare lo stupefacente, in particolare utilizzavano anfratti e arbusti di strade isolate come nascondigli dei quantitativi di droga, che poi provvedevano a confezionare e a spacciare; lo stesso modus operandi veniva utilizzato per occultare il denaro proveniente dall’attività illecita.

Inoltre, l’indagine ha consentito di ricostruire due ipotesi di estorsione poste in essere da altrettanti pusher, che, spacciandosi per appartenenti al “clan dei Casamonica”, minacciavano di morte una coppia di tossicodipendenti di Fonte Nuova, in ritardo nel pagamento di alcune dosi di cocaina.

Il secondo gruppo, presente in Fonte Nuova, era organizzato da un 27enne di Tor Lupara, che, avvalendosi di diversi collaboratori, gestiva, tramite un collaudato sistema di smistamento delle “richieste” basato sull’utilizzo di telefonini di “servizio”, una fiorente attività di spaccio di hashish e cocaina. L’attività l’illecita, che assicurava la consegna di oltre 30 dosi giornaliere, si concentrava negli androni e negli spazi comuni di una palazzina popolare di via delle Mimose di Fonte Nuova.

Le complesse indagini – condotte attraverso le intercettazioni telefoniche e numerosi servizi di pedinamento – hanno consentito negli scorsi mesi di eseguire 17 arresti in flagranza (che si aggiungono alle 19 misure cautelari eseguite oggi) e di sequestrare oltre 200 gr di cocaina, 150 gr di hashish, nonché 5.000 euro in contanti, quale provento dello spaccio.

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, specificamente dell’Arma dei Carabinieri, coordinate della Procura della Repubblica, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, con l’arresto di numerose persone per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, con sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente destinata alla vendita.




Monterotondo, tutti fanno il tifo per Deborah: ha ucciso il padre violento

All’indomani della morte di Lorenzo Sciacquatori, ucciso ieri a Monterotondo vicino Roma, rimane ai domiciliari la figlia Deborah in attesa che venga formulata l’accusa definitiva nei suoi confronti. Nelle prossime ore la Procura valuterà, sulla base di ulteriori accertamenti e dell’esame autoptico effettuato oggi, l’eventuale esistenza della legittima difesa.

Tra le ipotesi anche che dall’accusa di omicidio si possa passare a quella di eccesso colposo di legittima difesa. E sui social è scattata la solidarietà nei confronti della ragazza di 19 anni: in tanti pensano che la sua sia stata solo legittima difesa contro un padre da sempre violento. A quanto ricostruito finora dagli inquirenti la morte dell’ uomo, disoccupato e alcolizzato, rientrerebbe in un contesto di violenze avvenute negli anni nei confronti di tutte le donne del nucleo familiare: la compagna, la figlia e l’anziana madre. Proprio la compagna cinque anni fa lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma questo non è bastato a fermare l’inferno in famiglia che durava da venti anni.
   E intanto Monterotondo e il ‘popolo’ dei social si schierano con Deborah. Legittima difesa per Deborah si legge in alcuni messaggi di solidarietà per la ragazza. Io sto con Deborah scrive qualcuno. Siamo tutti con te. Tieni duro aggiunge un’altra, “Questo è l’unico caso di legittima difesa vera e tangibile” scrive un ragazzo. C’è chi la definisce una donna coraggiosa e chi parla di tragedia annunciata. “Chi non rischia non vince” si descrive lei su un suo profilo social. Intanto chi la conosce parla di “una bravissima ragazza che sembrava sempre felice e invece dentro di sé soffriva”. Mentre qualcuno racconta: “Tutti sapevano delle violenze dell’uomo, ma lei non ne parlava”. E c’è chi ricorda l’uomo: “Era sempre ubriaco, si sentiva litigare, ma nessuno si metteva in mezzo. Picchiava tutti”. L’uomo era un ex pugile. Si allenava in passato in una palestra assieme alla figlia, anche lei appassionata di boxe, poi probabilmente a causa dell’alcol aveva smesso. 




Monterotondo, sgominata la banda dell’ecstasy: in manette 24 persone

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di dieci persone (6 custodie cautelari in carcere, e 4 agli arresti domiciliari), emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Nello stesso contesto operativo, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, sono state eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Monterotondo e Mentana.

L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2017, a seguito di alcune segnalazioni ed arresti di giovani ventenni per spaccio nel centro storico eretino, interessato nel fine settimana dal fenomeno della “movida”, ha consentito di individuare un gruppo ben organizzato di soggetti, in contatto tra loro, dediti allo spaccio di hashish, cocaina e droghe sintetiche.

L’operazione è stata denominata convenzionalmente “Pincetto”, perché i soggetti coinvolti nell’indagine, avevano fatto dell’omonimo slargo, posto al centro della zona medioevale di Monterotondo, il luogo ove davano appuntamento ai loro “clienti”, spesso nascondendo lo stupefacente negli alloggiamenti dei contatori delle utenze domestiche, presenti nei vicoli del centro storico.

Nel corso delle indagini è stata accertata, tra l’altro, la responsabilità di uno degli odierni arrestati nel danneggiamento a seguito di incendio, occorso il 16.03.2018, della porta di ingresso del Pub denominato “THC Meno”, abilitato alla vendita di “cannabis light” e con sede in via Nazario Sauro. A conferma delle sue responsabilità, il giovane, rintracciato dopo 2 giorni dall’accaduto, presentava delle ustioni al labbro superiore compatibili con la fiammata che aveva provocato. Le successive indagini hanno consentito di individuare il movente dell’incendiario nella volontà di danneggiare il negozio di cannabis legale che, aperto meno di una settimana prima del fatto delittuoso, intralciava la sua attività di spaccio che si svolgeva proprio in quella zona.

Inoltre, le investigazioni hanno accertato la responsabilità di 4 indagati nello spaccio di “ecstasy, presso alcuni locali del quartiere di Montesacro a Roma.

Le complesse indagini – condotte attraverso le intercettazioni telefoniche e numerosi servizi di pedinamento – hanno consentito negli scorsi mesi di eseguire 14 arresti in flagranza (che si aggiungono alle 10 misure cautelari eseguite oggi) e di sequestrare 800 gr di hashish, 37 gr cocaina, 131 gr di marijuana e 975 gr di “ecstasy”, oltre alla somma di 2.994,00 euro in contanti, quale provento dello spaccio.

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, specificamente dell’Arma dei Carabinieri, coordinate della Procura della Repubblica, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, con l’arresto di numerose persone per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, con sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente destinata alla vendita.




Monterotondo, due casi di violenze in famiglia: arrestati due uomini già noti alle Forze dell’Ordine

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Monterotondo hanno arrestato due uomini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti delle rispettive compagne. Nel primo caso, i militari del nucleo operativo, allertati da una chiamata al NUE 112, sono intervenuti in una abitazione di Monterotondo scalo, ove hanno bloccato un 24enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, dopo che, alla presenza delle due figlie minori, aveva picchiato la moglie e le aveva sottratto con violenza il portafogli con all’interno 200 euro. Alla signora, trasportata presso l’ospedale di Monterotondo, veniva riscontrato uno “stato ansioso, capelli strappati, trauma cranico non commotivo, dolore ed escoriazione mano destra”. L’uomo, su disposizione del PM di turno presso la Procura di Tivoli, è stato tradotto presso il carcere di Rebibbia.

I Carabinieri dell’aliquota radiomobile, invece, hanno arrestato un 32enne di origine egiziana, anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine, il quale, all’interno di un’abitazione popolare di via Aldo Moro, a seguito di una lite per futili motivi, aveva dapprima distrutto diverse suppellettili della casa, poi aveva aggredito la convivente e la madre di quest’ultima, entrambe italiane. Le donne, medicate all’ospedale di Monterotondo, sono state giudicate affette da “ecchimosi braccia, erosioni al collo e trauma minore occipitale” la prima e “costrizione del collo e lieve epiremia cute cervicale” la seconda. Anche in questo caso il PM di turno presso la Procura di Tivoli ha disposto la traduzione dell’arrestato  presso il carcere di Rebibbia.




Monterotondo, denunciate due persone e chiuso un bar

MONTEROTONDO (RM) – Denunciate a piede libero due persone e altre 8 segnalate alla Prefettura di Roma quali consumatori di stupefacenti. Questo il risultato del controllo straordinario del territorio eseguito nel fine settimana nei comuni di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo.

I controlli alla circolazione stradale eseguiti lungo la SP Palombarese hanno consentito ai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di denunciare un 38enne di Fonte Nuova per guida in stato di ebbrezza alcolica, essendo stato trovato con un tasso alcolemico superiore al consentito. L’autovettura è stata sequestrata con conseguente ritiro della patente di guida.

Medesimo contesto, i Carabinieri della Stazione di Mentana hanno denunciato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 21enne di Fonte Nuova trovato in possesso di 7 involucri di marijuana, per un peso complessivo di 10 grammi, nascosti nel cruscotto della sua auto.

A Monterotondo, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno notificato all’amministratore di un bar in viale Buozzi, il provvedimento di sospensione della licenza con contestuale chiusura del locale per giorni 10, ai sensi dell’art.100 TULPS. Il provvedimento è stato emesso dal Questore di Roma su richiesta dei Carabinieri a seguito dell’aggressione, verificatasi il mese scorso all’ingresso del bar, ai danni di un 33enne albanese, con precedenti per droga, che portò alla denuncia di 5 giovani, originari di Mentana, con l’accusa di minaccia aggravata, in quanto avevano colpito la vittima con una manovella per cric, esplodendo poi anche dei colpi a salve con una pistola.




Monterotondo, droga: cinque arresti per spaccio

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo continuano nelle attività di controllo, soprattutto nelle ore notturne, della circolazione stradale e dei luoghi di aggregazione frequentati dagli spacciatori della zona al fine di contrastare l’annoso fenomeno dello spaccio e consumo degli stupefacenti.

Nel corso dell’ultimo weekend, i militari del Nucleo Operativo hanno sorpreso in località Casali di Mentana, una 61enne di Monterotondo, già nota alle FF.PP. per i numerosi precedenti specifici, mentre a bordo della propria autovettura, occultava all’interno del cruscotto un involucro contenente cocaina per un peso di 58 grammi. La droga era destinata ad alimentare il mercato della zona “la Fonte” di Monterotondo. La donna è stata arrestata e tradotta in regime dei domiciliari presso la propria abitazione.

Nell’ambito delle medesime attività di contrasto, in località Scalo nei pressi del parcheggio del “Conad SuperStore”, personale del Nucleo Operativo bloccava una 56enne e una 30enne, madre e figlia di Monterotondo, entrambe già note agli operanti, mentre cedevano una borsa a una coppia di giovani fidanzati, originari di Sabaudia (LT), al cui interno vi erano occultati 20  “panetti” di  hashish per un peso complessivo di 2 Kg. Lo stupefacente veniva sequestrato.

I quattro sono stati arrestati e tradotti presso le rispettive abitazioni in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G..