Monterotondo, arrestati i componenti della banda di picchiatori

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo e gli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Tivoli hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere e di obbligo di dimora, emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, nei confronti di diversi soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina e lesioni personali aggravate.

Gli arrestati si muovevano ed agivano come “branco”, pestando, anche solo per futili motivi, i cittadini di Fonte Nuova, una popolosa cittadina alle porte di Roma.

Tutti di età compresa tra i 19 e i 26 anni, facevano parte di una vera e propria “banda di picchiatori”, resasi responsabile di brutali aggressioni in danno di malcapitati presi di mira per futili motivi e nei casi più gravi ridotti quasi in fin di vita, con azioni plateali sulla pubblica via.

L’indagine, condotta dai Carabinieri
di Monterotondo e dal Commissariato di P.S. di Tivoli, ha consentito di
ricostruire l’esatta dinamica degli eventi e di individuare gli indagati,
nonostante le difficoltà incontrate dalle iniziali mancate collaborazioni delle
vittime, terrorizzate dai brutali pestaggi e con timore di eventuali
ripercussioni anche per i familiari.




Monterotondo, Fonte Nuova e Mentana: sgominato grosso giro di spaccio. Diciannove arresti

Al fine di assicurare, nel rispetto del segreto investigativo e dei diritti delle parti coinvolte, il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, comunico che questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 19 persone (8 custodie cautelari in carcere, 8 agli arresti domiciliari e 3 obblighi di firma), emessa dal GIP- dottor Mario Parisi- del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Nello stesso contesto operativo, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, sono state eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Monterotondo, Sant’Angelo Romano, Fonte Nuova, Mentana e Poggio Mirteto (RI).

L’indagine, avviata nel mese di marzo 2018, a seguito del sequestro di una decina di grammi di cocaina rinvenuti nella disponibilità di un 34enne incensurato di Mentana, ha consentito di individuare due gruppi di soggetti, in contatto tra loro, dediti allo spaccio di stupefacente nei comuni di Fonte Nuova, Mentana e Monterotondo.

L’operazione è stata denominata convenzionalmente “New Generation”, perché i soggetti coinvolti nell’indagine, in particolare coloro che sovrintendevano alle attività di organizzazione dello spaccio, rappresentano nel panorama dell’attività illecita delle nuove leve, spesso incensurate, che hanno sostituito altri personaggi, coinvolti in precedenti operazioni di polizia.

Il primo gruppo, quello operante in Mentana e Monterotondo, era gestito da un 33enne di Mentana, che avvalendosi di giovani collaboratori, era in grado di garantire oltre 30 consegne di cocaina al giorno. I giovani pusher si avvalevano dei più svariati stratagemmi per occultare lo stupefacente, in particolare utilizzavano anfratti e arbusti di strade isolate come nascondigli dei quantitativi di droga, che poi provvedevano a confezionare e a spacciare; lo stesso modus operandi veniva utilizzato per occultare il denaro proveniente dall’attività illecita.

Inoltre, l’indagine ha consentito di ricostruire due ipotesi di estorsione poste in essere da altrettanti pusher, che, spacciandosi per appartenenti al “clan dei Casamonica”, minacciavano di morte una coppia di tossicodipendenti di Fonte Nuova, in ritardo nel pagamento di alcune dosi di cocaina.

Il secondo gruppo, presente in Fonte Nuova, era organizzato da un 27enne di Tor Lupara, che, avvalendosi di diversi collaboratori, gestiva, tramite un collaudato sistema di smistamento delle “richieste” basato sull’utilizzo di telefonini di “servizio”, una fiorente attività di spaccio di hashish e cocaina. L’attività l’illecita, che assicurava la consegna di oltre 30 dosi giornaliere, si concentrava negli androni e negli spazi comuni di una palazzina popolare di via delle Mimose di Fonte Nuova.

Le complesse indagini – condotte attraverso le intercettazioni telefoniche e numerosi servizi di pedinamento – hanno consentito negli scorsi mesi di eseguire 17 arresti in flagranza (che si aggiungono alle 19 misure cautelari eseguite oggi) e di sequestrare oltre 200 gr di cocaina, 150 gr di hashish, nonché 5.000 euro in contanti, quale provento dello spaccio.

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, specificamente dell’Arma dei Carabinieri, coordinate della Procura della Repubblica, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, con l’arresto di numerose persone per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, con sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente destinata alla vendita.




Monterotondo, tutti fanno il tifo per Deborah: ha ucciso il padre violento

All’indomani della morte di Lorenzo Sciacquatori, ucciso ieri a Monterotondo vicino Roma, rimane ai domiciliari la figlia Deborah in attesa che venga formulata l’accusa definitiva nei suoi confronti. Nelle prossime ore la Procura valuterà, sulla base di ulteriori accertamenti e dell’esame autoptico effettuato oggi, l’eventuale esistenza della legittima difesa.

Tra le ipotesi anche che dall’accusa di omicidio si possa passare a quella di eccesso colposo di legittima difesa. E sui social è scattata la solidarietà nei confronti della ragazza di 19 anni: in tanti pensano che la sua sia stata solo legittima difesa contro un padre da sempre violento. A quanto ricostruito finora dagli inquirenti la morte dell’ uomo, disoccupato e alcolizzato, rientrerebbe in un contesto di violenze avvenute negli anni nei confronti di tutte le donne del nucleo familiare: la compagna, la figlia e l’anziana madre. Proprio la compagna cinque anni fa lo aveva denunciato per maltrattamenti, ma questo non è bastato a fermare l’inferno in famiglia che durava da venti anni.
   E intanto Monterotondo e il ‘popolo’ dei social si schierano con Deborah. Legittima difesa per Deborah si legge in alcuni messaggi di solidarietà per la ragazza. Io sto con Deborah scrive qualcuno. Siamo tutti con te. Tieni duro aggiunge un’altra, “Questo è l’unico caso di legittima difesa vera e tangibile” scrive un ragazzo. C’è chi la definisce una donna coraggiosa e chi parla di tragedia annunciata. “Chi non rischia non vince” si descrive lei su un suo profilo social. Intanto chi la conosce parla di “una bravissima ragazza che sembrava sempre felice e invece dentro di sé soffriva”. Mentre qualcuno racconta: “Tutti sapevano delle violenze dell’uomo, ma lei non ne parlava”. E c’è chi ricorda l’uomo: “Era sempre ubriaco, si sentiva litigare, ma nessuno si metteva in mezzo. Picchiava tutti”. L’uomo era un ex pugile. Si allenava in passato in una palestra assieme alla figlia, anche lei appassionata di boxe, poi probabilmente a causa dell’alcol aveva smesso. 




Monterotondo, sgominata la banda dell’ecstasy: in manette 24 persone

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno dato esecuzione ad un’ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di dieci persone (6 custodie cautelari in carcere, e 4 agli arresti domiciliari), emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per il reato di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Nello stesso contesto operativo, su disposizione della Procura della Repubblica di Tivoli, sono state eseguite numerose perquisizioni nei comuni di Monterotondo e Mentana.

L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2017, a seguito di alcune segnalazioni ed arresti di giovani ventenni per spaccio nel centro storico eretino, interessato nel fine settimana dal fenomeno della “movida”, ha consentito di individuare un gruppo ben organizzato di soggetti, in contatto tra loro, dediti allo spaccio di hashish, cocaina e droghe sintetiche.

L’operazione è stata denominata convenzionalmente “Pincetto”, perché i soggetti coinvolti nell’indagine, avevano fatto dell’omonimo slargo, posto al centro della zona medioevale di Monterotondo, il luogo ove davano appuntamento ai loro “clienti”, spesso nascondendo lo stupefacente negli alloggiamenti dei contatori delle utenze domestiche, presenti nei vicoli del centro storico.

Nel corso delle indagini è stata accertata, tra l’altro, la responsabilità di uno degli odierni arrestati nel danneggiamento a seguito di incendio, occorso il 16.03.2018, della porta di ingresso del Pub denominato “THC Meno”, abilitato alla vendita di “cannabis light” e con sede in via Nazario Sauro. A conferma delle sue responsabilità, il giovane, rintracciato dopo 2 giorni dall’accaduto, presentava delle ustioni al labbro superiore compatibili con la fiammata che aveva provocato. Le successive indagini hanno consentito di individuare il movente dell’incendiario nella volontà di danneggiare il negozio di cannabis legale che, aperto meno di una settimana prima del fatto delittuoso, intralciava la sua attività di spaccio che si svolgeva proprio in quella zona.

Inoltre, le investigazioni hanno accertato la responsabilità di 4 indagati nello spaccio di “ecstasy, presso alcuni locali del quartiere di Montesacro a Roma.

Le complesse indagini – condotte attraverso le intercettazioni telefoniche e numerosi servizi di pedinamento – hanno consentito negli scorsi mesi di eseguire 14 arresti in flagranza (che si aggiungono alle 10 misure cautelari eseguite oggi) e di sequestrare 800 gr di hashish, 37 gr cocaina, 131 gr di marijuana e 975 gr di “ecstasy”, oltre alla somma di 2.994,00 euro in contanti, quale provento dello spaccio.

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, specificamente dell’Arma dei Carabinieri, coordinate della Procura della Repubblica, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, con l’arresto di numerose persone per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, con sequestri di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente destinata alla vendita.




Monterotondo, due casi di violenze in famiglia: arrestati due uomini già noti alle Forze dell’Ordine

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Monterotondo hanno arrestato due uomini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti delle rispettive compagne. Nel primo caso, i militari del nucleo operativo, allertati da una chiamata al NUE 112, sono intervenuti in una abitazione di Monterotondo scalo, ove hanno bloccato un 24enne del posto, già noto alle Forze dell’Ordine, dopo che, alla presenza delle due figlie minori, aveva picchiato la moglie e le aveva sottratto con violenza il portafogli con all’interno 200 euro. Alla signora, trasportata presso l’ospedale di Monterotondo, veniva riscontrato uno “stato ansioso, capelli strappati, trauma cranico non commotivo, dolore ed escoriazione mano destra”. L’uomo, su disposizione del PM di turno presso la Procura di Tivoli, è stato tradotto presso il carcere di Rebibbia.

I Carabinieri dell’aliquota radiomobile, invece, hanno arrestato un 32enne di origine egiziana, anch’egli già noto alle Forze dell’Ordine, il quale, all’interno di un’abitazione popolare di via Aldo Moro, a seguito di una lite per futili motivi, aveva dapprima distrutto diverse suppellettili della casa, poi aveva aggredito la convivente e la madre di quest’ultima, entrambe italiane. Le donne, medicate all’ospedale di Monterotondo, sono state giudicate affette da “ecchimosi braccia, erosioni al collo e trauma minore occipitale” la prima e “costrizione del collo e lieve epiremia cute cervicale” la seconda. Anche in questo caso il PM di turno presso la Procura di Tivoli ha disposto la traduzione dell’arrestato  presso il carcere di Rebibbia.




Monterotondo, denunciate due persone e chiuso un bar

MONTEROTONDO (RM) – Denunciate a piede libero due persone e altre 8 segnalate alla Prefettura di Roma quali consumatori di stupefacenti. Questo il risultato del controllo straordinario del territorio eseguito nel fine settimana nei comuni di Monterotondo, Mentana e Fonte Nuova dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo.

I controlli alla circolazione stradale eseguiti lungo la SP Palombarese hanno consentito ai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di denunciare un 38enne di Fonte Nuova per guida in stato di ebbrezza alcolica, essendo stato trovato con un tasso alcolemico superiore al consentito. L’autovettura è stata sequestrata con conseguente ritiro della patente di guida.

Medesimo contesto, i Carabinieri della Stazione di Mentana hanno denunciato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 21enne di Fonte Nuova trovato in possesso di 7 involucri di marijuana, per un peso complessivo di 10 grammi, nascosti nel cruscotto della sua auto.

A Monterotondo, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno notificato all’amministratore di un bar in viale Buozzi, il provvedimento di sospensione della licenza con contestuale chiusura del locale per giorni 10, ai sensi dell’art.100 TULPS. Il provvedimento è stato emesso dal Questore di Roma su richiesta dei Carabinieri a seguito dell’aggressione, verificatasi il mese scorso all’ingresso del bar, ai danni di un 33enne albanese, con precedenti per droga, che portò alla denuncia di 5 giovani, originari di Mentana, con l’accusa di minaccia aggravata, in quanto avevano colpito la vittima con una manovella per cric, esplodendo poi anche dei colpi a salve con una pistola.

Nel corso delle attività, i Carabinieri hanno identificato 58 persone, controllato 37 veicoli, ed elevato numerose contravvenzioni al Codice della Strada, oltre al ritiro di 4 patenti di guida.




Monterotondo, droga: cinque arresti per spaccio

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo continuano nelle attività di controllo, soprattutto nelle ore notturne, della circolazione stradale e dei luoghi di aggregazione frequentati dagli spacciatori della zona al fine di contrastare l’annoso fenomeno dello spaccio e consumo degli stupefacenti.

Nel corso dell’ultimo weekend, i militari del Nucleo Operativo hanno sorpreso in località Casali di Mentana, una 61enne di Monterotondo, già nota alle FF.PP. per i numerosi precedenti specifici, mentre a bordo della propria autovettura, occultava all’interno del cruscotto un involucro contenente cocaina per un peso di 58 grammi. La droga era destinata ad alimentare il mercato della zona “la Fonte” di Monterotondo. La donna è stata arrestata e tradotta in regime dei domiciliari presso la propria abitazione.

Nell’ambito delle medesime attività di contrasto, in località Scalo nei pressi del parcheggio del “Conad SuperStore”, personale del Nucleo Operativo bloccava una 56enne e una 30enne, madre e figlia di Monterotondo, entrambe già note agli operanti, mentre cedevano una borsa a una coppia di giovani fidanzati, originari di Sabaudia (LT), al cui interno vi erano occultati 20  “panetti” di  hashish per un peso complessivo di 2 Kg. Lo stupefacente veniva sequestrato.

I quattro sono stati arrestati e tradotti presso le rispettive abitazioni in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G..




Monterotondo, donna rapinata a Capena. L’autore è lo stesso che ha violentato una tedesca a Villa borghese

MONTEROTONDO (RM) – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Monterotondo hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Tivoli, per il reato di rapina aggravata e lesioni personali, a Popa Cristi, 25enne romeno, in Italia senza fissa dimora ed attualmente detenuto presso il carcere di romano di Regina Coeli.

L’uomo, a seguito di articolate indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tivoli, è stato ritenuto responsabile della violenta rapina consumata lo scorso 3 ottobre lungo la SP Tiberina, altezza comune di Capena,  in danno di una connazionale 40enne.

Nella circostanza, il giovane dopo essersi avvicinato alla ragazza a bordo di uno scooter, con la scusa di un accendino per la sigaretta, la colpì violentemente con un pugno al viso, facendola cadere a terra, poi la trascinò in un boschetto isolato continuando a colpirla ripetutamente con pugni alla testa e al petto, minacciandola di morte con un coltello alla gola. Al termine dell’azione violenta, si impossessò di quattro anelli, compresa la fede nunziale, della somma di 290 euro nonché del telefono cellulare. Subito dopo la legò, immobilizzandola con la cinghia e il maglione che la stessa ragazza indossava, impedendole di fatto di chiedere aiuto. Dopo interminabili minuti, la donna riuscì a liberarsi e chiedere soccorso ad un automobilista, che le diede un passaggio sino a casa.

La ragazza solo dopo il rientro del marito, che si trovava fuori per una trasferta di lavoro, trovò il coraggio di denunciare l’accaduto e su consiglio dei Carabinieri si portò al pronto soccorso dell’ospedale di Monterotondo per i necessari accertamenti sanitari.

Le investigazioni, svolte dai militari del Nucleo Operativo di Monterotondo, hanno consentito di accertare che l’autore della violenta aggressione era lo stesso uomo già ritenuto responsabile di tre episodi di efferate violenze sessuali consumate in Roma in danno di donne straniere, rispettivamente il 18, 22 e 27 settembre scorso, di cui la prima verificatasi all’interno di Villa Borghese, per i quali è stato già stato arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Roma Regina Coeli.

Al momento, i Carabinieri stanno sviluppando ulteriori indagini al fine di accertare se siano verificati altri episodi di violenza in danno di donne nella zona compresa tra la Traversa del Grillo e la via Salaria.

 

 




Mafia a Roma e Monterotondo: arresti e sequestro record per 280 milioni nella Capitale

 

ROMA – Nelle province di Roma, Napoli, Milano e Pescara, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nel corso di una operazione condotta anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Roma, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale DDA, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, l’usura, il riciclaggio, l’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori.
Decine le perquisizioni, tuttora in corso, e un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – DDA di Roma che i Carabinieri ed i Finanzieri stanno eseguendo con il sequestro di esercizi commerciali (bar, ristoranti, pizzerie e sale slot), immobili, rapporti finanziari/bancari, auto e moto, società, quote societarie.
La maxi-operazione scaturisce da un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata “Babylonia”, riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo (RM).




MONTEROTONDO: SEQUESTRATE 12 TONNELLATE DI TONNO AVARIATO

Red. Cronaca

Monterotondo (RM) – I Carabinieri della Stazione di Monterotondo hanno denunciato in stato di libertà un imprenditore romano 37enne per violazione della disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande.

In una cella frigorifera all’interno di un locale commerciale della zona industriale di Monterotondo Scalo, il commerciante aveva stoccato 12.000 kg  di tonno, qualità pinna gialla, in cattivo stato di conservazione. L’ispezione, eseguita in collaborazione con il personale veterinario dell’Asl RM/G, consentiva di verificare lo stato di decomposizione del pesce, conservato in 8 vasche d’acciaio, risultato, pertanto, non più idoneo al consumo umano.

Il tonno, che proveniva da una società di import-export di prodotti ittici di Vibo Valentia (VV) ed era diretto al mercato lombardo, è stato sequestrato ed un’accurata informativa è stata inviata alla Procura della Repubblica di Tivoli.
 




BRACCIANO, SUBIACO, MONTEROTONDO, PALOMBARA SABINA, ZAGAROLO, ROCCA PRIORA, ARICCIA, ALBANO LAZIALE SANITA': 750 POSTI LETTO IN MENO E LA CAPITALE ORFANA DI UN OSPEDALE

Redazione

Sanità Lazio – “Bracciano, Subiaco, Monterotondo, Palombara Sabina, Zagarolo, Rocca Priora, Ariccia, Albano. E ancora, a Roma stop ai ricoveri al Nuovo Regina Margherita di Trastevere, chiude l’Eastman, dovrebbe chiudere il Forlanini, il Cto venduto all’Inail, il San Filippo Neri accorpato alla Asl Roma E, a sua volta accorpata alla Asl Roma A. La Caporetto della sanità”. Ė l’amaro commento del presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, per quanto attiene ai cosiddetti programmi operativi, un corposo documento presentato dalla Regione Lazio al tavolo interministeriale dei tecnici che lavorano al piano di rientro dal deficit. “Scelte senza alcuna programmazione – continua il presidente – dettate dall’urgenza e prive di qualsiasi criterio organico. Come si può, ad esempio, accorpare lo Spallanzani di Portuense all’Ifo di Mostacciano, distanti territorialmente e incompatibili quanto a patologie curate, quando c’è l’attiguo San Camillo che scoppia per sovraffollamento, grazie alla sciagurata chiusura del Forlanini? E quest’ultimo, perché resta vuoto e si mette in vendita, quando la locale Asl Roma D spende 3 milioni l’anno di affitto versandoli nelle tasche di privati? E ancora, si chiude l’Eastman, centro di eccellenza universalmente noto per le patologie dentali e si declassa, di fatto, un’eccellenza come il San Filippo Neri che attrae utenza non solo da Roma nord, ma da tutti i comuni limitrofi. Per non parlare del San Giacomo chiuso dal 2008 e dei laboratori analisi su cui è in corso una operazione poco chiara. La verità è che si vuole fare cassa sulla pelle dei cittadini. AssoTutela non resterà inattiva: abbiamo intenzione di arrivare a tutti i livelli istituzionali, compresa la Corte di giustizia europea, per denunciare la soppressione del diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana”.