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Ripartenza, coprifuoco alle 24: lievita la movida

Una mezzanotte diversa eppure familiare in Italia, quella del primo coprifuoco alle ore 24 dell’era Covid nelle regioni gialle, sempre meno. Un prologo dell’estate e una preparazione della zona bianca nazionale in arrivo, con il 21 giugno che segnerà in ogni caso la fine dei limiti di orario per tornare a casa. La movida è già ripartita e dopo tante restrizioni i gestori dei locali sperano nel pienone della stagione calda per rifarsi di quasi un anno e mezzo di pandemia.

“C’è tanta voglia di ripartire, siamo abbastanza ottimisti per l’estate – dice il vicepresidente nazionale e responsabile Roma e Lazio di Fiepet (Federazione italiana esercenti pubblici e turistici) Confesercenti, Claudio Pica -. Solo che i ristori del decreto Sostegni bis non sono ancora arrivati a distanza di settimane dall’approvazione. Quelli del primo decreto Sostegni invece erano arrivati in una settimana”.

Sulla possibilità che ci siano più controlli sulle norme anti-virus ancora in vigore il rappresentante degli esercenti risponde: “Come Confesercenti siamo per il rispetto delle regole. Più controlli significano più sicurezza per i cittadini e per le imprese. Meglio un aperitivo in meno”. Una preoccupazione, a Roma ma non solo, è legata al fenomeno delle risse tra minorenni ubriachi, spinti dalla voglia irrefrenabile di riassaporare la libertà. “Chiederemo un incontro al prefetto per cercare di prevenire problemi nelle piazze della movida, con conseguente rischio di chiusura delle stesse e danno economico per i locali – afferma Pica -. Una soluzione potrebbe essere riportare il divieto di asporto dalle ore 20 alle 19, specie per arginare la vendita di alcolici nei minimarket”.

Viene citata la lite di alcuni giorni fa a Campo de Fiori, nel cuore della movida e del centro di Roma. Ma episodi simili si sono verificati ad Arezzo, con due ventenni denunciati per il ferimento di un vigile urbano, sabato sera. Cinque invece a Reggio Emilia per una rissa. Nelle stesse ore a Cagliari a decine, molti senza mascherina, cantavano accalcati “Bevo, bevo, mi ubriaco e son felice anche se poi il Covid ho”, scena finita subito sui social. A Firenze il sindaco Dario Nardella promette che “sui controlli della movida non ci faremo trovare impreparati”, pur tenendo conto che “le persone sono da un anno e mezzo chiuse in casa, c’è una grande voglia di riprendere a vivere”. 




Il marasma “fantozziano” di questo governo: dallo starnuto nel gomito alla guerra alle movidas

Fin dall’inizio, passata la prima brutta impressione d’allarme, abbiamo avuto il sospetto di una condotta non proprio regolare del nostro governo. Il segnale, il primo, è stato quello derivato dalla mancata attuazione di ciò che la Gazzetta Ufficiale prescriveva, in data 31 gennaio 2020, e pubblicato il giorno successivo, in relazione ad una, secondo qualcuno, presunta, condizione di stato di emergenza di sei mesi, in relazione ad un possibile contagio epidemico.

Riportiamo qui uno stralcio della delibera del Consiglio dei Ministri, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio 2020, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte:

1) In considerazione di quanto esposto in premessa, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 7, comma 1, lettera c), e dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, e’ dichiarato, per 6 mesi dalla data del presente provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.
2) Per l’attuazione degli interventi di cui dell’articolo 25, comma 2, lettere a) e b) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, da effettuare nella vigenza dello stato di emergenza, si provvede con ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, nei limiti delle risorse di cui al comma 3.
3) Per l’attuazione dei primi interventi, nelle more della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento in rassegna, si provvede nel limite di euro 5.000.000,00 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali di cui all’articolo 44, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1. La presente delibera sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Delibera passata praticamente inosservata, principalmente nei vari telegiornali e sulle pagine dei media

Il tutto, scopriremo poi ‘per non creare allarme’. Si temevano infatti assalti ai supermercati per l’approvvigionamento di derrate alimentari, (qualcuno, fresco di studi(?) ricordava forse ancora l’assalto ai forni descritto dal Manzoni nei suoi ‘Promessi Sposi’) e conseguenti disordini.

Questa pavidità ha avuto come conseguenza la mancata percezione del rischio da parte di tutti i cittadini. Le mascherine, di cui oggi abbiamo esemplari anche firmati, e che alla fine della fiera rimarranno a milioni nei depositi di chi le ha prodotte, erano tabù, come oggetto allarmante da presentare per le strade (usate da sempre in Cina e Giappone) e sconsigliate, praticamente proibite dalla stessa OMS e dai suoi dirigenti nelle loro comparse in televisione.

Piuttosto, cosa comica se non fosse tragica, era raccomandato lo starnuto nel gomito, come se poi di questo gomito ci fosse una prescrizione per lo smaltimento, trattandosi evidentemente di materiale sanitario pericoloso. Avremmo dovuto tagliare le maniche delle nostre giacche? Avremmo dovuto sottoporle a sanitizzazione – che ai tempi non si sapeva ancora cosa fosse? Avremmo dovuto portarle al crematorio, come i corpi di migliaia di persone che erano state private anche di un ultimo saluto della propria famiglia? Nessuno ce la ha mai spiegato. Fatto sta che improvvisamente quella grottesca raccomandazione è sparita dalla circolazione. Con un timido accenno ad indossare le – introvabili – mascherine ma, come dice il gran Cancelliere spagnolo a Milano Antonio Ferrer nei Promessi Sposi, al suo cocchiere, quando si trova dinanzi alla moltitudine di popolo che aveva assaltato i forni perché la fame non guarda in faccia nessuno, “Adelante Pedro, con juicio” e poi aggiunge “si puedes”. Aveva infatti, avendo la coscienza sporca, paura di essere aggredito. Penserà poi lo stesso Renzo ad evitare l’aggressione e a farlo passare indenne, lui e la sua carrozza, attraverso la moltitudine di scalmanati. Insomma, attorno alle mascherine sì – mascherine no – è cresciuto un giallo degno delle migliori firme del genere. Qualcuno le ha acquistate a 5000 euro, pare, su Internet. Chi le ha vendute è stato poi indagato. Non si conosceva la differenza fra le chirurgiche, la FFP2 e le FFP3. Qualcuno andava ad acquistare quelle che usano gli operai in particolari situazioni, nei negozi di ferramenta. Per farla breve, essendo deficitario nell’argomento ‘mascherine’, il governo ha preferito ‘far lo gnorri’. Fino a che si sono realizzate vere e proprie truffe internazionali da parte in particolare di grossisti – pare – cinesi, che pretendevano il pagamento anticipato di milioni di euro, salvo poi a non inviare una beata cippa. Stendiamo un velo pietoso sulle mascherine. Troppo lunga e articolata sarebbe la ‘saga’ relativa.

Dalla padella nella brace: dalle mascherine ai tamponi

Anche qui, prescritti solo ai sintomatici, trascurando gli asintomatici che pareva fossero contagiosi. Ora pare che non lo siano più. I ventilatori polmonari, ordinati in fretta e furia dalla solita Cina, sono arrivati. S’è poi scoperto che l’affezione del virus non era polmonare, ma cardiaca: su questo argomento esistono almeno due scuole di pensiero, attualmente, e comunque i malati continuano ad essere curati per un’affezione polmonare acuta, in attesa del vaccino, altro business internazionale che ha creato una corsa alla sua realizzazione. Sembrava che ci volessero tre anni perché fosse pronto, poi uno e mezzo: oggi pare che per dicembre, saltando tutti i passaggi di sicurezza di test sugli animali, avremo finalmente questo toccasana – naturalmente obbligatorio. Sette miliardi di persone avranno lo stesso obbligo. Viva la globalizzazione! Mentre invece una cura efficace al 99,99% è quella del plasma di chi ha già superato la malattia. Ma questa soluzione è aspramente combattuta dalle case farmaceutiche, si può intuirne il perché. Non andiamo oltre.

Oggi le mascherine sono obbligatorie, la ‘distanza sociale’ dev’essere calcolata – non s’è capito bene in base a cosa, un metro, uno e mezzo, due, quattro – uccidendo l’esistenza di migliaia, o decine di migliaia, di esercizi pubblici, bar, ristoranti eccetera. Nel frattempo il governo Conte approfitta dell’eccezionalità dell’occasione – che pare intenzionato a procrastinare sine die – come di una circostanza molto ‘comoda’ per fare e disfare secondo come al suo governo aggrada. Siamo in pieno marasma, e in contraddizioni di cui, andando in fondo, si comprende come siano state dettate non da interessi almeno politici, ma di parte. Infatti sono stati stanziati 120 mln di euro per la promozione all’acquisto di monopattini elettrici: saranno una nuova terapia per il virus? Analogamente il contributo è stato previsto per le biciclette, con un contributo – sempre con la solita trappola burocratica – fino al 60% per l’acquisto di biciclette, – massimo fino a 500 euro – anche con pedalata assistita. Forse nell’improbabile ipotesi che la gente non affolli più i mezzi pubblici? Mah! Infatti le prebende si realizzano soltanto in centri con 50.000 abitanti, in su. Prevediamo un ritorno a ‘Ladri di biciclette’, come nel film di De Sica.

Intanto infuria la guerra alle ‘movidas’

In fine settimana la gente, stufa d’esser reclusa, e cercando di sopravvivere ad un regime che, oltre che pecione e ignorante, s’è rivelato anche autoritario alla sovietica, si riversa per le strade, cercando un po’ d’aria, fisica, psicologica, affettiva. La sopravvivenza di chi è costretto a stare in apnea per sei giorni, e il settimo vuole tirar su la testa, e prendere un bel respiro. Non siamo fra quelli che stigmatizzano tali comportamenti. Si sa che quando le leggi sono ingiuste è lecito violarle, lo diceva lo scrittore e pensatore americano David Henry Thoreau, incarcerato nel 1848 per non aver versato – 1 dollaro – la tassa di finanziamento per la guerra in Messico. Quella che oggi si chiama ‘Disobbedienza civile’. Ciò che i nostri miopi governanti non hanno colto, nel comportamento dei ragazzi che si radunano ai Navigli o altrove, in praticamente tutte le città d’Italia, nel fine settimana, è proprio la ragione profonda che li spinge a disobbedire. Non è la bramosia di un aperitivo, ma la convinzione profonda dell’incapacità di chi queste norme ha varato ‘ad oculum’, ad occhio, giusto perché qualcosa bisognava fare o dire, o comandare, ma senza – anche loro – un’effettiva convinzione, né competenza, se non quella dettata dai vari collegi di ‘esperti’ sanitari, magari bravi medici, ma poco avvezzi a sondare l’animo umano. Si disobbedisce quando in coscienza si è profondamente convinti dell’iniquità di certe ordinanze. E quando, alla fine, si scopre che ciò che ‘essi’ comandano, loro stessi non lo rispettano, come invece vorrebbero facessimo noi. Siamo in una democrazia che sta pericolosamente virando verso un’autoritarismo di tipo totalitario. Ne è la prova, fra le altre, il fatto che finalmente, dopo averlo tanto sospettato, abbiamo scoperto che la Magistratura adopera il suo potere per fini politici: le frasi intercettate e pubblicate da un quotidiano sono rivelatrici. A chi giova tutto questo? A chi giova, oltre al nostro governo – che ha salvato il grillino Bonafede dopo l’esodo biblico dal 41 bis: ma non erano quelli delle dimissioni pur se soltanto sfiorati da un sospetto? – che si regge sulla colla dei loro scranni e che ha tutto l’interesse a che questa condizione li legittimi ad emettere quelli che ormai sono soltanto DPCM, Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, come in un regime dittatoriale, l’uomo solo al comando, saltando a piè pari il Parlamento, garanzia di democrazia, o almeno di contraddittorio? Mettendo la ‘fiducia’ persino sulle due mozioni di sfiducia che avrebbero colpito Bonafede, e minacciando di mettere in crisi il governo? A nostro parere, Salvini è stato salvato in extremis proprio dalla pubblicazione delle famose intercettazioni di Palamara; dopodichè qualunque procedimento giudiziario sarebbe stato una stortura nei suoi confronti.

La ‘movidas’: sono il sintomo di un malessere che questi personaggi raccogliticci che ci troviamo al governo con incarichi distribuiti come le cartelle del bingo (questa a te, questa a me, e di questo fa fede la loro, in generale, grande incompetenza specifica, tranne alcuni, non hanno colto. Sono il germe di una rivoluzione, di una coscienza che si ribella. Non come le Sardine – puzzolenti, ormai, fuori dal frigo, – nate soltanto contro Salvini, e quindi con una vita breve già per definizione. Questo violare certe regole è disobbedienza civile, dettata dalla coscienza di ciascuno di noi. Abbiamo capito. Il re è nudo, e non da ora. Adesso basta. Ridateci la nostra libertà anche di sbagliare, e trattateci da esseri umani, e non da pecore da governare con i 60.000 controllori senza autorità: altra pecionata di cui, se sarà realizzata, qualcuno pagherà le conseguenze. Non sappiamo chi abbia avuto questa infelice e peregrina idea, ma di certo questo ci da’ la misura di chi c’è dietro a coloro che siedono negli scranni del governo. Un governo che per la sua incompetenza, impreparazione, improvvisazione e paura di perdere il consenso politico, non ha adottato certe misure: oggi hanno sulla coscienza – posto che ne abbiano una – quelle file di camion militari carichi di bare diretti ai crematori. Un governo serio si sarebbe già dimesso in massa.




Frascati: al via progetto movida sicura

FRASCATI (RM) – Partirà da questo fine settimana e proseguirà per tutta l’estate il nuovo piano, voluto dall’Amministrazione comunale di Frascati, in collaborazione con le associazioni di settori e dei cittadini e con il Comando di Polizia Locale, per consentire di vivere Frascati e di fruire delle sue straordinarie attrattive, rispettando i parchi, le strade e i monumenti, così come la quiete e il diritto al riposo dei cittadini.
«Grazie ad una serie di convenzioni che sono state definite di recente, saranno avviate in questi giorni una serie di attività per il monitoraggio del centro storico, in coincidenza con l’abituale incremento di accessi di tanti giovani e turisti – dichiara il Sindaco di Frascati Roberto Mastrosanti -. Non vogliamo che il diritto a vivere e godere della nostra bella città diventi anche il diritto a trasgredire le regole, a parcheggiare in divieto di sosta, ad imbrattare le strade e a creare confusione e rumori molesti. Per questo abbiamo deciso di avviare una serie di azioni concrete e di attivare anche una campagna di informazione, il cui titolo sarà “Live Frascati, have fun – have respect” e avrà per target i giovani, al fine di sensibilizzare a buone pratiche di comportamento e al rispetto della città».
A breve partirà anche il progetto Frascati In-Sicurezza che prevede la proroga dell’orario degli agenti di Polizia Locale fino alle 24, con la possibilità di effettuare controlli straordinari anche fino alle 2 della mattina, al fine di verificare il rispetto della pubblica sicurezza e della quiete pubblica. Sarà anche introdotta la ZTL notturna tutti i giorni da mezzanotte alle 5 della mattina, per evitare che veicoli e motoveicoli possano disturbare i residenti nel corso della notte.
«La sinergia tra Amministrazione comunale, commercianti e residenti consentirà di diminuire i disagi dovuti alla movida notturna, consentendo a chi abita in città il diritto al riposo e ai ristoratori di lavorare – dichiara il Delegato alla Sicurezza Franco D’Uffizi -. Durante le serate estive si effettueranno controlli mirati per vigilare al pieno rispetto delle regole di civile convivenza».
Grazie alla convenzione con le Guardie Zoofile, si effettueranno pattugliamenti sul fronte del decoro urbano cittadino e del rispetto della differenziata, con la possibilità di elevare sanzioni nei confronti di chi sporca o imbratta la città, abbandona rifiuti e mozziconi di sigarette e non rispetta le regole sul passeggio degli animali.
Un’altra convezione è stata convenuta con l’Associazione Caduti di Nassirya, i cui membri, per lo più ex Carabinieri, si occuperanno di pattugliare e controllare i parchi cittadini con particolare attenzione a Villa Sciarra, Villa Torlonia e dell’Ombrellino. Inoltre, sarà ampliata ed estesa l’area di videosorveglianza nel centro cittadino, con particolare riferimento alle zone della Movida frascatana di Piazza San Rocco, Piazza Paolo III e della zona del Matone.
Infine, a seguito di un accordo siglato con alcuni ristoratori, già da questo fine settimana sarà avviato un servizio di controllo, affidato a guardie giurate, interamente a carico di alcuni operatori del comparto della ristorazione, a seguito di un rinnovato accordo di collaborazione che mira ad indurre a comportamenti più consoni e rispettosi del decoro urbano e della quite pubblica i numerosi avventori di queste attività.




Roma, movida: pioggia di controlli e multe nel centro storico

ROMA – Le attività dei Carabinieri, volte a prevenire ogni tipo di reato e garantire sicurezza ai tanti turisti e frequentatori della movida, hanno permesso di arrestare due pusher, di sanzionare, per un totale di 20.000 euro, 8 locali e sequestrare decine di tavolini e sedie che occupavano abusivamente il suolo pubblico.
A Ponte Sisto, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere hanno arrestato un 19enne egiziano, senza fissa dimora e con precedenti, notato mentre cedeva alcune dosi di hashish ad un giovane. Il secondo pusher, un cittadino libico di 28 anni, senza fissa dimora e con precedenti, lo hanno arrestato poco dopo, sempre a Ponte Sisto, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro. Lo straniero è stato bloccato dopo aver ceduto una dose di hashish ad un consumatore che è stato identificato e che sarà segnalato all’Autorità competente.
Tra i vicoli dello storico quartiere, i Carabinieri della Stazione Roma Trastevere, hanno sorpreso e multato tre giovani che stavano consumando bevande alcoliche in strada, contravvenendo all’ordinanza antialcol del Comune di Roma.
Invece, in via di S. Francesco a Ripa, i Carabinieri, unitamente a personale della Polizia di Roma Capitale, hanno eseguito accertamenti in due locali pubblici, riscontrando violazioni amministrative per occupazione di suolo pubblico senza autorizzazione. Oltre alla multa sono stati sequestrati decine di tavolini e sedie.
Stessi accertamenti sono stati eseguiti dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina presso sei attività tra via e piazza della Maddalena. Anche qui, i controlli hanno fatto emergere violazioni per occupazioni abusive di suolo pubblico con tavoli e sedie, che hanno portato alla sanzione amministrativa a carico dei titolari dei locali.




Colleferro, movida: Immo il cane antidroga dei Carabinieri fa arrestare due ragazzi

COLLEFERRO (RM) –  In occasione dell’inizio del primo ponte di giugno sono stati intensificati i servizi svolti dai Carabinieri della Compagnia di Colleferro nei pressi dei locali della movida di Colleferro, frequentatissimi dai giovani di zona. Nell’occasione sono state impiegate unità cinofile per la ricerca di droga del Nucleo di Santa Maria di Galeria e Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Roma.

Grazie al fiuto di “Immo”, uno dei cani antidroga, impiegati nell’operazione, i Carabinieri della Stazione di Colleferro hanno arrestato un ragazzo ventitreenne e una ragazza appena ventenne, per detenzione ai fini di spaccio di circa 200 g di marijuana. Presso l’abitazione del ragazzo è stata inoltre rinvenuta della sostanza da taglio e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle singole dosi di stupefacente.

Gli stessi Carabinieri della Stazione di Colleferro, unitamente a quelli di Montelanico con l’ausilio dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Roma hanno svolto dei controlli amministrativi  in 4 esercizi pubblici del comune di Colleferro, bar e pub, alcuni dei quali, per irregolarità igienico sanitarie, sono stati sanzionati.

Nel corso dei controlli alla circolazione stradale, legati alla “movida”, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno ritirato due patenti di guida a persone sorprese alla guida dei loro mezzi sotto l’effetto di bevande alcoliche e segnalato alla competente Autorità Amministrativa due giovanissimi quali assuntori di cocaina.
Il servizio, svolto da 9 pattuglie, è stato finalizzato anche al controllo delle zone più isolate dei comuni di Colleferro per prevenire e reprimere reati contro il patrimonio.




ROMA, MOVIDA: 19 ARRESTI E 14 DENUNCIA

Redazione

Roma – In questo week end i Carabinieri del Gruppo di Roma hanno svolto un importante attività di contrasto alle varie forme di illegalità, diffuse sulla Capitale, spaziando dallo spaccio nei vari quartieri della movida, ai borseggi e furti nelle zone maggiormente frequentate dai turisti, e nei vari punti critici come la Stazione Termini e tutta l'area che la circonda. L'impiego non indifferente di uomini in divisa e in borghese e di mezzi, hanno portato all'arresto di 19 persone, alla denuncia di altre 14 persone nonché al sequestro di ingenti quantitativi di droga e decine di persone segnalate come assuntori.
I quartieri principalmente interessati dai controlli sono stati l'intero centro storico, ma anche i quartieri di Trastevere, San Pietro, Piazza Dante e Casilino. Spiccano per numero gli arresti per spaccio che sono ben 11, poi a seguire 6 arresti per borseggio, uno per rapina e uno per resistenza a pubblico ufficiale. Tra i denunciati spiccano invece 11 persone sorprese nell'area della Stazione Termini per inosservanza del foglio di via obbligatorio, uno per lesioni personali, uno per guida in stato di ebbrezza e uno per spaccio.
Gli arresti per spaccio hanno riguardato, 3 cittadini romani e 8 stranieri di cui due cittadini del Mali di 19 e 25 anni, due del Marocco di 20 e 38, uno del Senegal di 35, uno della Guinea di 33, uno del Gambia di 26 ed infine un Ucraino di 40 anni. I pusher sono stati sorpresi nel pieno delle loro attività di spaccio e sono per la maggior parte vecchie conoscenze dei militari mentre, gli stranieri sono quasi tutti senza fissa dimora. A loro i militari hanno sequestrato decine e decine di dosi di droga, maggiormente marijuana, hashish e cocaina, nonché un migliaio di euro in banconote di vario taglio provento delle pregresse attività di spaccio.
Decine gli acquirenti identificati e segnalati all'Autorità competente quali assuntori. In particolare i militari nel corso di alcuni servizi di controllo in via Macerata, hanno rinvenuto in una cavita della parete di uno stabile, 300 grammi di marijuana, che è stata sequestrata. In via Pesaro un cittadino Senegalese di 19 anni, senza fissa dimora e pregiudicato, per sottrarsi al controllo dei militari si è dato alla fuga ma una volta raggiunto ha morso uno dei militari al braccio. Lo straniero è stato arrestato per violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale, mentre il militare è stato medicato. In via Gioberti infine, un italiano di 34 anni, già noto alle forze dell'ordine è stato arrestato per rapina ai danni di due studenti a cui ha tentato, minacciandoli con una siringa a suo dire infetta, di farsi consegnare i soldi, prima di essere ammanettato dai militari. I sei borseggiatori tutti stranieri tra cui 4 ragazze bosniache senza fissa dimora, un cittadino egiziano e una cittadina del El Salvador, sono stati arrestati mentre tentavano di rubare i portafogli ai turisti stranieri in visita nei luoghi archeologici o all'interno di autobus e metro.
In tutti i casi la refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alle vittime mentre, gli arrestati, sono stati trattenuti nelle varie caserme della Capitale. Tutti gli arrestati saranno condotti presso le aule del Tribunale di piazzale Clodio per essere giudicati con il rito direttissimo.




ROMA: ARRESTI E DENUNCE NEI QUARTIER CALDI DELLA MOVIDA

Redazione

Roma –  Movida ancora sorvegliata speciale. I Carabinieri del Gruppo di Roma hanno passato al setaccio i quartieri che, più di altri, si animano nei fine settimana effettuando numerosi controlli a persone e mezzi al fine di garantire alle persone in cerca di sano divertimento un sereno week-end. Le attività delle decine di pattuglie dell’Arma delle Compagnie Roma piazza Dante, Roma Centro, Roma Trastevere, Roma Eur, Roma Casilina e Roma San Pietro, impiegate sia in abiti civili che in divisa, si sono concentrate nelle zone del Pigneto, San Lorenzo, Monti e Campo dé Fiori ma anche a Termini, Tor Tre Teste e Montespaccato.
Il bilancio dell’operazione è di 10 persone arrestate e una denunciata a piede libero: a finire in manette sono stati, in particolare, 8 giovani pusher di varie nazionalità (tre italiani, un cittadino senegalese, un nigeriano, uno della Guinea, un colombiano e uno della Costa d’Avorio) di età comprese tra i 17 ed i 26 anni. Centinaia le dosi di marijuana sequestrate dai Carabinieri, oltre ad alcuni grammi di eroina, pronte ad essere vendute al popolo della notte in cerca di sballo. Cinque sono, invece, i “clienti” degli spacciatori che sono stati segnalati all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntori di droga.
Nei guai è finito anche un cittadino marocchino di 31 anni, nella Capitale senza fissa dimora, che in via Turati ha tentato di scippare la borsa ad una turista tedesca. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla donna.
Un cittadino algerino di 39 anni, invece, è stato arrestato durante un controllo scattato in via Macerata, a seguito del quale è risultato essere gravato dall’ordinanza di revoca dell’obbligo di firma a cui era sottoposto con il ripristino della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma il mese scorso.
Infine, un 36enne romano, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è stato bloccato in piazzale del Verano mentre scorrazzava a bordo di uno scooter 125 risultato provento di un furto denunciato il 30 novembre scorso.
Durante l’operazione sono state identificate più di 100 persone e controllati 53 veicoli. Gli arrestati sono stati trattenuti nelle varie caserme dell’Arma dislocate nella Capitale, dove rimarranno in attesa di essere sottoposti al rito direttissimo.
 




ROMA. CONTROLLI DELLA QUESTURA NELLA MOVIDA POST FERRAGOSTO.

Redazione

 Roma – Anche nel weekend successivo al Ferragosto i controlli della Questura hanno registrato un buon numero di presenze sulle strade e nei locali nei luoghi della “Movida”.

Tra cittadini e turisti sono 187 le persone e 125 i veicoli controllati e 10 le infrazioni al Codice della strada elevate nelle zone di San Lorenzo, Pigneto e rione Monti, dove una coppia in stato di ubriachezza si è rifiutata di sottoporsi al previsto alcooltest.

L’uomo è stato arrestato e la compagna denunciata in stato di libertà per resistenza, violenza e lesione a pubblico ufficiale dopo aver aggredito i poliziotti con calci e pugni. 

Durante le attività di controllo delle attività commerciali per la ristorazione e l’intrattenimento della clientela sono state verificate e sanzionate  4 inadempienze.

Un etiope di 35 anni, già noto alle forze dell’ordine per vari precedenti di Polizia,  in piazza Vittorio Emanuele II, dopo aver rubato un borsello all’interno di un’auto parcheggiata, ha cercato di darsi alla fuga. Alcuni testimoni presenti sul posto, hanno immediatamente cercato di bloccare il giovane iniziando ad inseguirlo insieme ad alcuni passanti.

La scena non è passata inosservata ad una pattuglia del Commissariato Celio, impegnata nel controllo del territorio,  l’uomo è stato arrestato per furto su autovettura. Il borsello è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.

Una pattuglia del Commissariato Trevi Campo Marzio invece era in piazza dei Cinquecento per controllare alcune attività commerciali, ma è stata fermata da alcuni dipendenti dell’Atac che, indicandogli un egiziano Y.A.I.H. di 26 anni, riferivano di averlo visto bruciare e danneggiare delle bandiere poste sulla recinzione adiacente al box delle informazioni turistiche.

Quando i poliziotti l’hanno fermato, aveva ancora l’accendino in mano pronto ad incendiare altre due bandiere, una italiana e l’altra americana ed  ha iniziato a minacciarli scagliandosi contro di loro e procurandogli alcune lesioni.

Assicurato all’interno della volante il fermato ha continuato a minacciare ed oltraggiare i poliziotti, che lo hanno arrestato per vilipendio alla bandiera e danneggiamento oltre che per lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

E’ finito “in cella di sicurezza” anche un cittadino rumeno di 53 anni, mentre cercava di scardinare le finestre di uno stabile in abbandono sulla Tuscolana, per impossessarsi dell’anima in ferro degli infissi. Sorpreso ancora “all’opera” è stato arrestato per tentato furto.

L’ultimo a finire in manette è C.M., un romano di 40 anni.

Ubriaco infastidiva i clienti di un bar proprio, quando hanno cercato di calmarlo questo ha iniziato prima a minacciarli e poi gli si è scagliato contro sferrando calci e pugni verso i poliziotti.

Dopo una breve colluttazione con i poliziotti è stato accompagnato in ospedale dove ha minacciato anche il personale sanitario.

Il suo atteggiamento aggressivo, ha provocato così l’interruzione delle normali  attività di pronto soccorso. Per questo motivo è stato anche denunciato per interruzione di pubblico servizio.




ROMA, SICUREZZA: "MOVIDA" NEL MIRINO DELLA QUESTURA

Redazione

Roma – Quattro arresti e 6 denunce, oltre a 420 persone identificate e 180 veicoli controllati.

Questo l’esito dei controlli straordinari effettuati sul territorio nelle ultime 48 ore dalla Questura di Roma.

Reparto Volanti, e Commissariati per le zone di competenza, si sono “orientati” in particolare in tutte quelle zone maggiormente interessate dalla c.d. “Movida”, nelle ore serali e notturne; Ponte Milvio, Trastevere, Celio, San Lorenzo e Porta Maggiore: questi i quartieri interessati.

Il primo a finire in manette è stato un cittadino brasiliano perché ricercato dalla Procura di Taranto per scontare alcuni mesi in carcere.

Una giovane cittadina rumena è stata fermata in flagranza di reato per furto in danno di un esercizio commerciale di via del Corso e dopo essere stata bloccata è stata accompagnata presso gli uffici di Polizia per le formalità dell’arresto.

Un italiano – B.U. di 54 anni –  è stato invece sorpreso sul Lungotevere Sanzio nel momento in cui con un taglierino stava rubando la borsa di una donna tagliando la cinta della tracolla; bloccato è stato arrestato.

L’equipaggio di una Volante ha poi arrestato per furto un 43enne a bordo di un’auto; nella circostanza a seguito di un controllo scaturito per il passaggio ad un incrocio con semaforo rosso, i poliziotti si sono accorti che all’interno dell’auto vi erano due ruote complete di cerchioni e pneumatici, appena rubati ad un’auto in sosta nella zona di Ponte Milvio.

6 persone le persone denunciate in stato di libertà: 3 per guida in stato di ebbrezza, 2 per resistenza a Pubblico Ufficiale e una per ricettazione.

Quest’ ultimo – un 23enne cittadino tunisino – è stato trovato alla guida di ciclomotore provento di furto.

Sono stati 5 inoltre i cittadini stranieri accompagnati presso l’ Ufficio Immigrazione della Questura per la verifica della loro posizione sul territorio nazionale.




ROMA, MOVIDA ROMANA E COCAINA: CLIENTELA LEGATA A CINEMA E TV, IN ARRESTO TRE PERSONE PER SPACCIO

Redazione

Roma – Nelle prime ore della mattina odierna, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Roma hanno dato esecuzione a una ordinanza restrittiva della libertà personale a carico di M. B., G. A., e T. G. ,rispettivamente di 58, 34 e 32 anni, ritenuti responsabili di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle indagini è emerso che M.B, già noto alle Forze dell’ Ordine, ha posto in essere un’intensa attività di spaccio, rifornendo di sostanze illecite esponenti della cd. Roma bene, assidui frequentatori della movida romana, che raggiungeva nei locali del centro della capitale dopo essersi preventivamente accordato al telefono.

Tra  i clienti, anche persone legate all’ambiente televisivo e cinematografico.

M. B. , lo scorso 14 luglio, era già stato arrestato dalla Squadra mobile, nell’ambito della stessa indagine, mentre si trovava in viale Parioli, sorpreso a cedere dello stupefacente a dei giovani che stavano entrando in un locale notturno della zona.

L’uomo si è rivolto a G.A.

Sia nei confronti di M.B., attualmente detenuto, che di G.A. è stata emessa una ordinanza di custodia cautelare in carcere; nel corso dell’esecuzione del provvedimento a carico di quest’ultimo, è stata sequestrata cocaina, sostanza da taglio, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente.

Nel corso delle indagini è emerso che G.A., in più occasioni aveva rifornito di cocaina anche un'altra persona, G.T., che a sua volta provvedeva al successivo spaccio per proprio conto.

A confermare quanto emerso nel corso delle indagini, è stato proprio l’arresto di G.T. avvenuto lo scorso 20 luglio a Magliano Romano .

Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto per M.B. e G.A. la misura restrittiva della custodia cautelare in carcere mentre per G.T. quella degli arresti domiciliari.




ROMA, IL POPOLO DELLA "MOVIDA" RICORRE AL TAR CONTRO L'ORDINANZA ANTI ALCOOL DI ALEMANNO

Redazione

L'associazione 'Riprendiamoci la notte' ha proposto ricorso al Tar del Lazio per contestare l'ordinanza con la quale il sindaco di Roma il primo agosto scorso ha disposto il divieto di vendita al dettaglio o per asporto di bevande alcoliche dopo le 23, il divieto di somministrazione e di consumo di bevande alcoliche su strade pubbliche o aperte al pubblico transito dalle 23 alle 6 nelle zone della Movida romana. Il ricorso sara' discusso il 30 agosto prossimo. (Fonte Ansa)