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L'ANTICORRUZIONE BACCHETTA NICOLA ZINGARETTI

Redazione

Regione Lazio – Con la recente delibera n.71 dell'ANAC – l'Autorità Anticorruzione – arriva l’ennesima grave bacchettata sulla stessa Direzione Regionale Centrale Acquisti già nell’occhio del ciclone di Mafia Capitale.

Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio in merito alla vicenda ha dichiarato: “C’è voluta una lettera anonima a far muovere i riflettori dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha pizzicato una nuova nomina di un soggetto inconferibile da parte del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Solo pochi giorni fa l’Anac aveva intimato al governatore Nicola Zingaretti di bloccare le nomine in merito alla vicenda riguardante il commissario straordinario dell'Ipab Ss. Annunziata di Gaeta, fatta dal presidente della Regione Lazio senza verificare eventuali incompatibilità.

Ma quanto scritto nella delibera Anac n. 71/2015 a firma Raffaele Cantone,  pubblicata in data odierna, è decisamente più grave e si rasenta l’assurdo. Zingaretti ha conferito un incarico dirigenziale dell’area Gestione delle Procedure di Gara della Direzione Regionale Centrale Acquisti ad un soggetto socio di una società che svolge da oltre sei anni consecutivi un’attività professionale di assistenza tecnico-organizzativa e di consulenza specializzata per la predisposizione di gare presso la stessa Direzione Regionale Centrale Acquisti.

Un’inconferibilità specifica gravissima soprattutto su un settore già nell’occhio del ciclone di Mafia Capitale.

Il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori convochi immediatamente un consiglio regionale chiamando a riferire il presidente della Regione che pensa ancora di poter giocare con le nomine. E’ proprio il caso di dire che si tratta dell’ennesima disonorevole cantonata di Zingaretti” 

 

Stralci della Delibera Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione n. 71 del 7/10/2015
Provvedimenti conseguenti all’accertata inconferibilità di cui all’art. 4, co. 1, lett. c) del d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39 con riguardo all’incarico di dirigente dell’Area gestione delle procedure di gara della Direzione regionale centrale acquisti della regione [omissis]- Fascicolo UVMAC/3520/2015
“ Nel corso di tale audizione è emerso che la carica di dirigente dell’Area gestione delle procedure di gara è stata conferita a un dirigente esterno all’amministrazione, perché, come ha di fatto riferito la dott.ssa [omissis], un bando interno tra i dirigenti regionali è andato deserto, per cui la stessa dirigente ha provveduto con delibera a propria firma a nominare il dott. [omissis] , conosciuto agli enti amministrativi della Regione [omissis]per essere in stretti rapporti di consulenza con la [omissis] società più volte aggiudicataria di appalti e gare banditi dalla regione [omissis].”
“ L’imparzialità della posizione dei titolari di incarichi dirigenziali deve essere assicurata in termini di inconferibilità degli incarichi, se il soggetto destinatario del possibile incarico ha svolto attività che determina la presunzione di un potenziale conflitto di interessi.”
 




REGIONE LAZIO, RIFIUTI: NICOLA ZINGARETTI SOTTO SCACCO DALLO SBLOCCA ITALIA

 

Rifiuti, Palozzi(FI): “Regione e Comune si confermano inefficienti”.

 

Redazione
Regione Lazio
– "Chiudono la discarica di Malagrotta ma accendono le tre linee del gassificatore. E' stato ben chiaro fin dall'inizio il disegno del centrosinistra. Il silenzio della giunta regionale di Nicola Zingaretti, che decide e agisce senza convocare commissioni o consultare i comitati, racconta il servilismo del governatore della Regione Lazio di fronte ai provvedimenti del governo Renzi che minacciano di mettere in ginocchio la Valle Galeria. Con il decreto Sblocca Italia del 29 luglio scorso, il governo vuole riempire il territorio nazionale di gassificatori, che solo nel Lazio prevede di fatto l'accensione degli inceneritori di Malagrotta, San Vittore e Albano Laziale, imponendo le proprie decisioni dall'alto e costringendo anche Zingaretti a disattendere le numerose promesse fatte in campagna elettorale sui rifiuti. Dove sono andate a finire le politiche spinte sulla raccolta differenziata? Per questi motivi ribadirò in tutte le sedi di essere al fianco dei comitati per tutelare il nostro territorio da bieche speculazioni e scelte scellerate contro la salute dei cittadini" Questo quanto dicniarato da Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e membro della commissione Ambiente. "E' assurdo – ha aggiunto Santori – che lo Sblocca Italia definisca gli inceneritori come delle infrastrutture ed insediamenti strategici a tutela della salute e dell'ambiente. I provvedimenti contenuti nel decreto porteranno il nostro Paese e la nostra Regione indietro nel tempo, verso lo sviluppo di nuovi impianti inquinanti. La Valle Galeria è un territorio esausto che dovrebbe essere protetto anziché martoriato dalle politiche folli della coppia Renzi-Zingaretti. Per questo motivo continueremo a chiedere che la bonifica di Malagrotta, imposta dal Tar, venga realizzata in tempi brevi ma soprattutto che si ponga fine a questo scellerato atteggiamento di sottomissione al privato monopolista" conclude Santori.

Rifiuti, Palozzi(FI): “Regione e Comune si confermano inefficienti”. “Comune di Roma e Regione Lazio continuano a non convincere nella gestione della spazzatura del nostro territorio. Oggi se ne è accorto pure il presidente della commissione Ecomafie, che ha sollecitato l’inefficiente duo Zingaretti-Marino a lavorare gomito a gomito per un corretto e virtuoso ciclo di raccolta e smaltimento rifiuti. Quello che si augurano anche e soprattutto i cittadini, da oltre due anni abituati a convivere con le continue inefficienze di sindaco e governatore: da una parte un primo cittadino Marino incapace di mantenere pulita una città meravigliosa come la Capitale; dall’altra un presidente Zingaretti incapace di definire una programmazione efficace e concreta nel comparto rifiuti. Siamo davvero alla frutta”. Così il consigliere regionale e vicepresidente della commissione Ambiente, Adriano Palozzi.
 




REGIONE LAZIO, GARA CUP: BOTTA E RISPOSTA TRA ASSOTUTELA E NICOLA ZINGARETTI

Redazione
Il presidente Maritato dopo aver chiesto sulla pagina ufficiale di Facebook del presidente Zingaretti il motivo per il quale non viene annullata la gara cup,Zingaretti 24ore dopo risponde sulla medesima che non può farlo in quanto il bando è corrispondente alle normative Anac.
Pronta la risposta del legale di AssoTutela l'avvocato Antonio Petrongolo che immediatamente,chiede la conferma in atto pubblico che l'Anac abbia certificato tale gara. "Non parliamo di noccioline ma di essere umani che stanno perdendo la loro dignità, – commenta Maritato – il lavoro e la voglia di vivere, persone che perderanno il lavoro entro giugno 2016 se il bando non viene bloccato.Inoltre – conclude Maritato – vogliamo che la Regione Lazio i politecnici li faccia con le associazioni di tecnici e non con la politica sindacale. Auspichiamo nel buon senso di Nicola Zingaretti".




EX PROVINCIA DI ROMA, ASSOTUTELA: "IL MISTERO DEI 263 MILIONI DI EURO SPESI DA NICOLA ZINGARETTI"

Redazione
Roma
– “Non solo un monumento allo spreco: è un affronto ai cittadini tartassati e privati dei servizi essenziali. Il grattacielo dell’Eur, destinato ad ospitare gli impiegati della ex provincia di Roma è ancora lì, vuoto e sprezzante a testimoniare quanto gli amministratori siano più interessati agli affari immobiliari che alle esigenze della collettività”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che racconta: “Nel 2005 la giunta provinciale guidata da Enrico Gasbarra stabilì di riunire tutti gli uffici presso un’unica sede, da prendere in locazione. Passato il testimone a Zingaretti, si pubblicò un bando ‘esplorativo’ per ‘locazione di cosa futura con diritto di opzione per l’acquisto’ e l’interesse cadde sul grattacielo in costruzione in zona Eur Castellaccio, del gruppo Parsitalia appartenente alla famiglia Parnasi, la stessa dello stadio a Tor di Valle. Si decise infine, nonostante il pesante passivo di 600 milioni dell’ente ormai in via di scioglimento, di investirne altrettanti 263, 4 mentre si mettevano in vendita gli immobili pregiati del centro di Roma. Nei giorni scorsi, sul sito della Regione Lazio – di cui Zingaretti è attuale presidente – è apparso un manifesto che spiega il futuro del Forlanini, ospedale dismesso dal governatore lo scorso 30 giugno. Si parla di trasferimento di alcuni uffici regionali negli edifici ‘non monumentali’. Viene spontaneo chiedersi: perché non nell’immenso grattacielo inutilizzato, restituendo servizi sociosanitari nel cuore di Monteverde che ne ha estremo bisogno? Il presidente dovrebbe chiarire. Non ci contentiamo della superficiale indagine che la Corte dei conti all’epoca riservò al grattacielo ‘monstre’ e andremo fino in fondo”, chiosa Maritato.  




MAFIA CAPITALE: ECCO IL "PROCESSO" IN REGIONE LAZIO A NICOLA ZINGARETTI

di Cinzia Marchegiani

Dopo lo tsunami che Salvatore Buzzi ha scatenato con le sue confessioni ai magistrati in Sardegna con cui ha messo sotto l’occhio del ciclone lo stesso Nicola Zingaretti e anche il presidente del Consiglio Regionale del Lazio Daniele Leodori, nella giornata di Lunedì 3 Agosto è arrivato in Regione Lazio il dibattito tesissimo, un vero processo al governatore Nicola Zingaretti. D’altronde il presidente della Regione Lazio con la nota di smentita ha messo tutto a tacere, riservandosi querele per tutelare sua onorabilità. Nicola Zingaretti nello stesso comunicato annunciava: “Avverto impraticabilità per chi con onestà vuole cambiare la Regione. Da indiscrezioni di stampa contenute nel servizio di un tg emerge che il signor Salvatore Buzzi, in carcere dal 2 dicembre, avrebbe rilasciato dichiarazioni sui suoi atti corruttori diretti verso molte personalità politiche, nessuna della Regione Lazio”. Ebbene, nella nota di Nicola Zingaretti non si cita il presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori, mentre Salvatore Buzzi lo trascina nel vortice di Mafia Capitale come persona informata di fatti precisi e dettagliati. Infatti, secondo il servizio di un Tg, Buzzi tira in ballo anche Daniele Leodori: “sapeva che l’assessore Patanè ci chiedeva soldi per la gara del multi materiale”.

Nell’aria già si parla di Mafia Capitale 3 e pare che dovrebbero scattare altre manette per il prossimo mese di settembre. Inevitabile, quindi, il dibattito in Regione Lazio.

L'intervento di Francesco Storace (La Destra). Il primo capogruppo a intervenire nella discussione, a seguito delle comunicazioni del presidente Zingaretti sulle indiscrezioni relative le dichiarazioni ai Pm di Salvatore Buzzi è stato Francesco Storace (La Destra). Storace ha chiesto di fare chiarezza fino in fondo e di indicare come superare "l'impraticabilità di campo". Ha chiesto rassicurazioni sul futuro, per non avere più dubbi sugli appalti in Regione. "Voglio essere certo che non ci sono spartizioni". Storace ha chiesto che Zingaretti nella replica desse certezze che quanto si è letto non debba più accadere.

L'intervento di Pietro Sbardella (Misto). Pure Pietro Sbardella (Misto) ha chiesto di chiarire "cosa rende impraticabile il campo". Ha sollecitato il presidente a raccontare quello che è accaduto, qualora fosse nella condizione di farlo. Bisogna iniziare da questo, secondo Sbardella, altrimenti il rischio è che la legislatura possa cominciare ad avere poco senso.

L'intervento di Antonello Aurigemma (Forza Italia). Quella di comprendere il riferimento all'impraticabilità di campo è una necessità espressa anche da Antonello Aurigemma. Il capogruppo Pdl – Forza Italia ha chiesto a Nicola Zingaretti di sapere se c'è voglia di continuare ad andare avanti e di conoscere a settembre o anche in questi giorni la sua idea e la sua linea politica sulle problematiche della Regione.

L'intervento di Valentina Corrado (M5s). Per Valentina Corrado (M5s) il problema è rappresentato dalla gestione degli appalti. In ogni fase di avanzamento dell'inchiesta, secondo la capogruppo M5s, escono dettagli sempre più agghiaccianti. "Non si può più andare avanti. È il momento di sciogliere la legislatura". Non ci sono più le condizioni per continuare ad amministrare e legiferare se non con il timore che quel sistema continui a operare.

L'intervento di Riccardo Valentini (Pd). Riccardo Valentini, capogruppo del Pd, nel sottolineare che è la seconda volta che si discute di questo genere di vicende in Consiglio, ha apprezzato la prontezza di Zingaretti a voler fare chiarezza in aula. Valentini ha evidenziato che quella di Buzzi è una strategia difensiva. È stato quindi ricordato dal consigliere Pd come la centrale unica degli acquisti abbia rappresentato un grande aspetto riformatore dell'attività amministrativa e che si è rinforzata anche la parte del protocollo dell'Anac. Per Valentini occorre riconquistare la capacità di cambiare questa impraticabilità di campo, cioè di ritornare a mettere l'attenzione ai problemi dei cittadini e alla buona politica.

L'intervento di Giuseppe Cangemi (Ncd). Il consigliere del Nuovo Centrodestra Giuseppe Cangemi ha detto che il presidente si dovrebbe dimettere per un fatto politico: il governo della Regione Lazio è praticamente fermo. In mancanza di una dichiarazione politica che tenti di rilanciare una regione gravemente compromessa, secondo Cangemi, è meglio che Nicola Zingaretti nei prossimi giorni annunci le sue dimissioni e che si torni a votare.

L'intervento di Silvana Denicolò (M5s). Silvana Denicolò (M5S) ha ribadito la richiesta di dimissioni avanzata da Corrado. La consigliera ha fatto riferimento a Zingaretti ed a Ignazio Marino, sottolineando che è grave, che ambedue, non si siano accorti di quello che gli accadeva intorno.

L'intervento di Davide Barillari (M5s). Molto critico anche l'intervento di Davide Barillari (M5s), che ha invitato il governatore Nicola Zingaretti a dimettersi: "Le dimissioni noi ce le aspettavamo – ha detto – perché in questo contesto di malaffare, di malapolitica, di promesse non mantenute, di questa buona politica che nessuno vede, era il modo per riportare questa Regione a quel minimo di trasparenza che noi ci aspettiamo".

L'intervento di Gianluca Perilli (M5s). Sulla stessa lunghezza d'onda l'intervento di Gianluca Perilli (M5s): "Contesto la sua forza nel dirigere e nel governare questa Regione – ha dichiarato rivolgendosi direttamente a Nicola Zingaretti – quindi è per questo che l'atto più sensato, e se lo vuole mettere dal punto di vista anche suo personale, più vantaggioso, politicamente naturalmente, è di dimettersi, di non lasciarsi in balìa di continue fughe di notizie che, da qui in poi, le assicuro, ci saranno e saranno sempre di più".

L'intervento di Giancarlo Righini (Fdi). Critico anche il capogruppo di Fratelli d'Italia, Giancarlo Righini: "Ci sono due strade ormai tracciate, presidente. O lei si affranca da alcune logiche che fino ad oggi sono rimaste in auge, nella possibilità di nomina diretta e fiduciaria di persone senza il coinvolgimento dell'opposizione, a garanzia della trasparenza, non dell'inciucio, oppure ci sono le dimissioni".

L'intervento di Giuseppe Simeone (Forza Italia). Giuseppe Simeone (Pdl-FI), nel corso del suo intervento ha parlato di "vicenda che sta facendo emergere un certo marciume nella pubblica amministrazione romana, che prima era solo nel Comune e adesso piano piano sta entrando anche nella Regione Lazio", accusando poi i consiglieri di maggioranza di stare in silenzio e non prendere parte al dibattito: "Non liquidiamo facilmente questa cosa dicendo che è un gossip e non ci deve interessare", ha detto.

La replica del presidente Nicola Zingaretti. Al termine del dibattito, Nicola Zingaretti, nella sua replica ha ribadito alcuni concetti espressi nella relazione iniziale: "Se siamo spinti dalla ricerca di una serena valutazione su quanto emerge, ed è emerso, non possiamo esimerci da un dato oggettivo di quello che è successo, e cioè che finalmente la Procura della Repubblica di Roma ha fatto emergere un quadro di commistioni e infiltrazione, all'inizio di processi, probabile o comprovabile o credibile livello di corruzione nelle Pubbliche amministrazioni del territorio, locali e nazionali, che ha portato ad un processo e all'emergere di un numero impressionante di gare e provvedimenti, discussi e discutibili, un numero impressionante di gare che riguardano la sfera non solo locale del governo, ma anche quella di dimensione nazionale, tanto da promuovere un'ispezione del Ministero degli Interni, poi una successiva relazione del Prefetto, e siamo addirittura in attesa di una relazione finale del Ministero degli Interni. per capire il livello della profondità di questa capacità di infiltrazione". A proposito della richiesta dell'aula su una maggiore trasparenza nella attività della Giunta e su risposte immediate ai componenti dell'assemblea legislativa, Zingaretti ha risposto: "Raccolgo la domanda di maggiore trasparenza, efficacia e celerità, nei confronti delle tante richieste di chiarezza o provvedimenti che viene dal Consiglio. Quindi, mi impegno ad istituire, presso l'ufficio di gabinetto, un ufficio dedicato al Consiglio regionale che, per quanto riguarda le Direzioni regionali, si preoccupi di una gestione politica, nel senso di un'attenzione politica, affinché a una richiesta di un consigliere venga data in tempi giusti una risposta di chiarimento rispetto a notizie o ad atti che sono utili a svolgere il proprio lavoro".
"Io non sottovaluto in alcun modo la gravità né la particolarità della situazione che stiamo vivendo – ha concluso Nicola Zingaretti – ma al tempo stesso non posso non rivendicare un lavoro che ci ha visto in alcuni aspetti coprotagonisti in una situazione difficile lavorare per arginare i tentativi di infiltrazione del malaffare dentro questa Istituzione".

La Regione Lazio che dovrebbe essere una casa di cristallo affinché i suoi stessi cittadini possano guardare con assoluta trasparenza ogni atto e azione, si scopre dopo una tempesta giudiziaria senza precedenti storici e con Mafia Capitale che è arrivata alla terza stagione, risulta indecorosamente essere ancora una scatola piena di segreti, rapporti politici e amministrativi alquanto dubbi. D’altronde la nomina da parte di Nicola Zingaretti del dr. Egisto Bianconi direttore amministrativo prima, e attualmente direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Andrea da pochi giorni agli arresti domiciliari, poiché sarebbe venuto a patti con il clan dei Primavera (attivo nella zona di San Basilio con un posto di riguardo nel panorama criminale del traffico di droga e di usura) e con i Taffo, gli imprenditori del ramo mortuario che, in cambio di mazzette e posti di lavoro, si erano aggiudicati il bando per i servizi inerenti i decessi in ambito ospedaliero con annessa gestione della camera mortuaria, era stata contestata dal M5S già due anni fa. Nicola Zingaretti avrebbe potuto rispondere già molto tempo fa, ricorda Barillari che accusa: “Abbiamo capito chi è parte del sistema. Chieste le dimissioni di Zingaretti. Ora attendiamo solo l'intervento della magistratura e i prossimi arresti.”

Con Mafia Capitale i cittadini romani e del Lazio hanno scoperto che molti politici hanno seri problemi di memoria, vuoti spesso poi ritratti, ma solo dopo le inoppugnabili inchieste che mettono nero su bianco comportamenti non consoni a ciò che si professa.
 




REGIONE LAZIO: APPROVATE MODIFICHE A LEGGE SULL'ACQUA

Redazione
Roma
– “Siamo molto soddisfatti per essere riusciti ad approvare in Giunta le correzioni al testo della legge sull’acqua, così come richiesto dal Governo”.
E’ quanto dichiara il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in merito all’approvazione della delibera della giunta regionale che modifica la legge per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque, impugnata dal Consiglio dei Ministri con ricorso di legittimità costituzionale.
“Ora il testo – spiega Zingaretti – completo delle correzioni richieste nell’impugnativa di Palazzo Chigi, passerà all’esame del consiglio regionale e, con l’approvazione dell’Aula, potrà diventare legge. Un passo decisivo per tutelare gli interessi dei cittadini su un tema così importante e delicato come quello sulle regole da adottare per l’utilizzo dell’acqua pubblica”.

Il nuovo testo prevede che l’Autorità d’ambito di bacino idrografico dovrà agire nel pieno rispetto delle regole della concorrenza, superando così la precedente formulazione e, in conformità al principio del non indennizzo, stabilisce che in caso di revoca della concessione sia riconosciuto al concessionario non un ‘rimborso’ ma la riduzione del canone demaniale di concessione. Si specifica inoltre che il pareggio di bilancio è riferito, in generale, alla gestione del Servizio Idrico Integrato quale obiettivo e non come criterio per la definizione dei meccanismi tariffari, che sono di competenza statale. Si provvede ad eliminare la disposizione che, imponendo il rilascio delle concessioni per le grandi derivazioni alle sole Autorità di ambito di bacino idrografico, si pone in contrasto con le norme nazionali relative alle modalità di affidamento delle concessioni di derivazione d’acqua, che rientrano nelle materie della tutela della concorrenza e dell’ambiente, di competenza esclusiva dello Stato. Si specifica che spetta all’Autorità di ambito di bacino idrografico la predisposizione e non la determinazione delle tariffe del servizio idrico che spetta all’Autorità per l’Energia elettrica, il Gas e il Sistema idrico. Si elimina inoltre la disposizione precedentemente in contrasto con il principio di unitarietà della gestione del servizio idrico integrato.

“Sono soddisfatto – aggiunge Fabio Refrigeri, assessore regionale alle Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente – per il lavoro svolto dagli uffici e, soprattutto, per il clima di collaborazione proficua con i tanti protagonisti sensibili al tema dell’acqua pubblica”.
 




ROMA: NICOLA ZINGARETTI CHIUDE IL FORLANINI

di M.L.S.
Roma
– Il Forlanini chiude i battenti. La struttura ospedaliera di Via Ramazzini, utilizzata solo in parte e lasciata all'abbandono e al degrado costa troppo. Per questi motivi, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti sogna un altro avvenire per l'edificio: l'imperativo è rimetterla a nuovo e, con le idee dei cittadini, trasformarla in qualcosa di diverso.

I numeri della disfatta.
“Al Forlanini, su una superficie di 150 mila metri quadri, erano rimasti 50 posti letto che ora finalmente spostiamo in ambienti più sicuri per pazienti ed operatori. Tenere aperto un solo reparto in una struttura così immensa è costato finora 15 milioni di euro l’anno al sistema sanitario regionale” ha annunciato Nicola Zingaretti, promettendo poi che quelle risorse “vogliamo investirle meglio”. Dal punto di vista ricettivo, il Governatore ha ricordato che “in un’area di circa 1 chilometro quadrato sono attivi gli ospedali Spallanzani (176 posti letto) e San Camillo (857 posti letto) con 1033 posti letto a disposizione dei cittadini e che quindi la stragrande maggioranza delle attività sanitarie si trasferisce di poche centinaia di metri”.

Area da rimettere a nuovo.
Cittadini ed istituzioni locali appaiono molto sono molto preoccupate per le sorti dell'edificio, tanto da denunciare il degrado e la possibilità di future occupazioni nella manifestazione “Forlanini ulrima chiamata”.Stando alle parole di Zingaretti, però, l'area sarà subito rimessa in sesto:”Dal momento che il 13 luglio partirà il cantiere per la pulizia totale”. Una decisione costosa poichè “Per ripulire tutto ciò che si è accumulato in anni di incuria – ha sottolineato il presidente regionale- abbiamo investito 400 mila euro”. Ancora da chiarire quale sarà il futuro dello stabile: in materia, il Consigliere Alessandro Onorato ha sottolineato:”Spendere centinaia di migliaia di euro per bonificare il Forlanini, senza prevedere di riutilizzarlo immediatamente equivale a buttare i soldi”.

Progetti per il futuro. Il Forlanini, secondo Zingaretti, potrebbe essere destinato ad un'infinità di utilizzi. In accordo con il Municipio ha annunciato di voler dedicare parte dello stabile ad un cinema all'aperto, oltre a confermare di aver: “Già sottoscritto un accordo con Carabinieri per il trasferimento della caserma di Monteverde”, che potrebbe estendersi anche ad altri presidi delle forze dell'ordine, alla luce del confronto avviato con la Questura di Roma e con il commissariato di Polizia. L'associazione “Forlanini Domani”, però, si interroga sul destino del museo Anatomico presente nella struttura, rispetto cui, dalla regione,ancora non giungono risposte. Il governatore del Lazio, dal canto suo, pensa ad un bando delle idee da indire a settembre, e che servirà ad accordare :”Proposte offerte da associazioni, imprese e cittadini. Noi vogliamo che l'area diventi un luogo della cultura, dell’innovazione, per le start up e per il sociale”.

Risposta alla chiusura. “Nessuno deve sentirsi libero di svendere l’ex nosocomio a privati”, questa la dottrina del Consigliere Regionale Fabrizio Santori che si scaglia contro la chiusura dell'ex ospedale con alle spalle 80 anni di storia, tuonando ancora:”Nella giornata odierna ho provveduto a depositare un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti sostenuto da numerose firme di cittadini”. “Nessuno- rincara la dose Santori- si deve sentire nel giusto fingendo di non vedere lo spreco e l’abbandono di locali ridotti a rifugio di sfollati, vagabondi e nomadi. Con l’esposto – spiega il Consigliere del Gruppo Misto- auspichiamo che venga fatta chiarezza sulla legittimità giuridica di tutte le azioni e i provvedimenti posti in essere e che si tuteli il complesso da ulteriori modifiche di classificazione. Il Forlanini può ancora rappresentare un polo socio-sanitario nevralgico per la collettività”. Inoltre, dall'ala pentastellata arriva l'invito al presidente Zingaretti di rispondere in Aula sulla questione della struttura ospedaliera diVia Ramazzini. 




MAFIA CAPITALE 2: CODACONS ALL'ATTACCO DI NICOLA ZINGARETTI E DI IGNAZIO MARINO

di Cinzia Marchegiani

Roma – Arriva la denuncia del Codacons nei confronti di Nicola Zingaretti e Ignazio Marino proprio sui rapporti tessuti con Salvatore Buzzi: “Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha detto che se è vero che ha incontrato una volta Buzzi, ciò è avvenuto perché lui incontra centinaia di migliaia di persone per migliaia di questioni. – Commentano dal Codacons – Anche il sindaco Marino – proseguono – dice che i suoi assessori coinvolti non toccano il suo governo. “Come mai allora Zingaretti, dopo decine di richieste del presidente del Codacons fatte per iscritto, non ha mai voluto incontrarlo per affrontare un gravissimo problema di mancanza di fondi nel Lazio relativo alla cura e assistenza ai bambini disabili e per spiegare come mai ad alcune cooperative veniva concesso di essere accreditate e ad altre no? Come mai per i bambini sulla carrozzella non ha mai trovato il tempo di incontrare un presidente della maggiore associazione di cittadini italiana?”

IL CASO DEL PIANO DEL RECUPERO DEL PARCO MONTE MARIO
Il Codacons domanda come sia stato possibile che dopo un formale ricorso al Tar del Lazio del Codacons non ci si è accorti che un funzionario del Consiglio Regionale aveva fatto deliberare che il piano di recupero denominato “Porta del parco di Monte Mario” non si poteva più fare, facendo approvare la delibera 55 del 2008 che approvava il piano della Riserva del Parco di Monte Mario (adottato insieme all’Ente regionale Roma Natura?) Un’ironia neanche troppo velata nel comunicato del Codacons emerge e rimanda al mittente una serie di quesiti: “Per caso quei funzionari di Roma Natura, componenti del Consiglio Direttivo dell’Ente – Ivano Novelli, Fadda Amedeo, Belvisi Mirella, Blasevich Federico, Cavinato Gianpaolo, Malenotti Piero, Neri Fabio, Pietrosanti Paolo, Samperi Massimo e il Direttore pro tempore Vito Consoli – che hanno adottato il Piano della Riserva di Monte Mario, sono ancora in servizio?”

IL GIALLO DELLA REVOCA DEL DEMANIO E L’ARRESTO DI MARCELLO VISCA
Il Codacons non ci sta e chiede anche come mai l’arch. Mirella Giovine – Direttore del Dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione di Roma Capitale – ha scritto al Codacons con Nota datata 22 gennaio 2015, che il progetto di recupero del parco di Monte Mario non si poteva più realizzare, rifiutando di dare attuazione al piano di interventi approvato con la delibera consiliare del 2004: “Nessuno si era accorto che il demanio aveva revocato il suo assenso alla Regione e al Comune – dichiarano dal Codacons – dando in concessione la stessa area che può rendere milioni di euro al mese solo per i parcheggi alla società flora Energy srl –  per 18000 euro? E nessuno di loro pensa di revocare quelle delibere – continua e precisa il Codacons – dopo che in data 30 ottobre 2014, il componente del comitato di gestione dell’agenzia del demanio Marcello Visca è stato arrestato con l’accusa di aver influenzato la Direzione Regionale dell’Agenzia, in quanto avrebbe confezionato ad arte il bando per l’aggiudicazione della gara pubblica per la concessione dell’area intorno a Piazzale Clodio?”

Intanto la stessa associazione dei consumatori e dei cittadini chiede al Tar di annullare quella concessione e imporre al sindaco Ignazio Marino ed al presidente Nicola Zingaretti di attuare il piano di interventi di riqualificazione deliberato nel 2004 entro 30 giorni.




PISANA CAPITALE: LA GAFFE DI NICOLA ZINGARETTI SU MARCO VINCENZI “INDAGATO!!!”

 

Nicola Zingaretti si fa sfuggire in un’intervista video che Marco Vincenzi è indagato, e corre ai ripari con una nota dove fa aggiungere tre punti esclamativi per smorzaare la gaffe appena fatta, la capogruppo M5S Corrado spiega il caso Zingaretti-Vincenzi  

 

di Cinzia Marchegiani

Roma – Arriva decisa e tagliente la nota di Valentina Corrado, capogruppo del M5S Regione Lazio che fa emergere un atteggiamento alquanto imbarazzante del Presidente Nicola Zingaretti, che prova a coprire, la sua affermazione rilasciata mezzo intervista video in cui dice che il capogruppo Pd Marco Vincenzi è indagato, con un comunicato stampa per cercare di correggere la sua gaffe.

Ricordiamo che Marco Vincenzi, Capo Gruppo del Pd si è dimesso lo scorso 9 giugno poiché ci sarebbe una ricostruzione degli inquirenti secondo cui l'approvazione di alcuni emendamenti, avrebbero favorito le cooperative di Salvatore Buzzi, sarebbe stata favorita da alcuni esponenti regionali.

LA GAFFE SPIEGATA DA VALENTINA CORRADO CAPOGRUPPO M5S PISANA
“La caduta dei regimi è spesso anticipata dalla confusione, come quella a cui stiamo assistendo oggi. Zingaretti si fa intervistare nella parte della vittima inconsapevole e si lascia scappare che Vincenzi è indagato, in seguito prova a correre ai ripari rettificando con tre puntini di sospensione in un comunicato stampa e finisce con una nota della Regione che smentisce il Presidente, nonostante la registrazione audio e video. E' evidente che la macchina propagandistica di Zingaretti, nonostante le inserzioni, si è inceppata, a questo punto solo Vincenzi può aiutarlo richiedendo alla Procura il certificato di non iscrizione nel registro delle notizie di reato ai sensi dell'articolo 335 del codice di procedura penale. E' evidente che il PD è allo sbando e che il Lazio non può continuare ad essere amministrato da un presidente che viene smentito con note stampa dai propri stessi uffici.”

Vincenzi mentre annunciava le sue dimissioni da capogruppo del PD, aveva spiegato che in merito alle notizie che lo riguardano pubblicate dagli organi di stampa, smentiva di aver presentato in Consiglio regionale emendamenti per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi: “Non corrispondono nel modo più assoluto a verità e sono destituite di fondamento, quindi, le affermazioni di Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra”. 




VALMONTONE: NICOLA ZINGARETTI INAUGURA I FONTANILI

 

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Redazione

Valmontone (RM) – Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, oggi a Valmontone insieme al presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, e al capogruppo regionale Pd, Marco Vincenzi, ha inaugurato questa mattina i tre fontanili della Costarella, del Formale e del Canale, ristrutturati e recuperati con un finanziamento di 200mila euro del Por/fesr 2007-2013.

Ad accogliere il presidente c’era il sindaco Alberto Latini, insieme a tutta la Giunta comunale, il presidente del Consiglio comunale, buona parte del Consiglio comunale tanti cittadini e alunni delle scuole.  

“Ancora una volta – commenta il sindaco Latini – non posso che ringraziare il presidente Zingaretti che, con tutta la Regione Lazio, dimostra ogni giorno la vicinanza a questo territorio sostenendo concretamente la voglia di fare e la buona progettualità che riusciamo ad esprimere. La venuta di questa mattina, insieme a Leodori e Vincenzi, ne sono l’ennesima dimostrazione. Una vicinanza che, in un momento di grande difficoltà per i comuni, ci dà la forza nel proseguire con determinazione in tutto ciò che facciamo”.

“Il presidente Zingaretti – aggiunge l’assessore all’agricoltura Veronica Bernabei –ha formalmente riconsegnato ai cittadini di Valmontone tre fontanili a cui sono molto legati e che, come da tradizione, vengono ancora utilizzati da molti per lavare lenzuola, piumini e panni più grandi. Anche questa mattina, quando siamo arrivati per allestire, è stato bello incontrare delle donne che, come un tempo, stavano qui a lavare e parlare tra loco. Senza contare che il restauro di questi fontanili toglie dal rischio di degrado alcuni angoli di Valmontone”.

“Oggi è una giornata speciale per la nostra città – conclude il vice sindaco e assessore alla cultura, Eleonora Mattia – ed è con un evento speciale che l’abbiamo celebrata. Il 25 maggio 1944, infatti, fu il giorno in cui, al termine di ripetuti bombardamenti, Valmontone fu praticamente raso al suolo dal passaggio dei cacciabombardieri angloamericani che oscurarono il cielo e portarono morte e distruzione nelle case. Una ricorrenza a cui teniamo molto e che, quest’anno, abbiamo voluto ricordare dedicando l’intero mese di maggio alla memoria, attraverso eventi, progetti e iniziative culturali che hanno l’obiettivo di rivivere quei tragici accadimenti e sensibilizzare le giovani generazioni a riscoprire la memoria e ad imparare da essa. Un programma ricco e ambizioso, reso possibile dal contributo dell’assessorato alla cultura della Regione Lazio”.
 




CIAMPINO AEROPORTO: AUMENTANO I VOLI NONOSTANTE LE RASSICURAZIONI DI NICOLA ZINGARETTI

Redazione
Ciampino (RM)
– Con una lettera spedita venerdì 15 maggio 2015 al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e ai Sindaci di Ciampino, Roma e Marino Laziale, a firma del portavoce del Comitato per la Riduzione dell’impatto Ambientale dell’aeroporto di Ciampino, i cittadini hanno espresso la loro delusione per l’evidente irrilevanza delle Istituzioni sulle decisioni di Enac e AdR.

"Sono passati appena tre giorni dall’incontro del 12 maggio negli uffici della Regione, – fanno sapere in una nota dal Comitato – tra il Governatore Nicola Zingaretti e i cittadini di Ciampino, Roma e Marino Laziale che chiedono da anni la diminuzione dei voli e il ritorno della legalità nell’aeroporto di Ciampino, e già sono sfumate le speranze accese dalle parole rassicuranti del Presidente della Regione – dice la lettera.Una valanga di voli stanno opprimendo i cittadini e una pessima sorpresa hanno trovato i cittadini andando a leggere il sito di AdR: i voli di linea giornalieri a Ciampino del giorno 15 maggio non sono più i 100 al giorno previsti dall’ordinanza Enac 14/2007, voluta dall’allora ministro Bianchi, ma sono diventati 115, mentre i voli di oggi sono addirittura 122, con un aumento superiore al 20%. E quelli di linea, – prosegue la nota del Comitato – in maggior parte Ryanair, sono solo una parte dei voli di Ciampino: poi ci sono i cargo, i voli di Stato, i voli VIP, la Protezione Civile, il soccorso aereo. Fino ad arrivare spesso ai 200 voli al giorno. Questo in un aeroporto a 150 metri dalle case (e la città c’era prima dell’aeroporto) che nella sua crescita tumultuosa dal 2002 ad oggi, non ha rispettato nessuna delle norme di legge a tutela dei cittadini e dell’ambiente. Non ha fatto la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) prevista dalla Direttiva Comunitaria, non ha rispettato la legge nazionale sull’inquinamento acustico (D.lgs 447/1995), non ha fatto la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) sul progetto di ulteriore sviluppo già previsto. E questo non lo diciamo noi, lo dicono le Istituzioni stesse e lo ha detto la Commissione Europea a seguito della nostra richiesta di Procedura di Infrazione Comunitaria per il caso dell’Aeroporto di Ciampino. Ma se le Istituzioni sono diventati un elemento irrilevante nel governo delle scelte aeroportuali, a chi si devono rivolgere i cittadini? Intanto, dopo l’incredibile incendio del Terminal 3 di Fiumicino, anche il Terminal 1 di Malpensa, appena ristrutturato per l’Expo, crolla sotto una forte pioggia. #StaiSerenoCittadino". Conclude la nota.

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