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Oriolo Romano, ruba un cellulare al proprietario di un bar: arrestato

Ad Oriolo Romano, il proprietario di un noto bar, intento a lavorare,
si è accorto che gli mancava il telefono cellulare che gli era sparito
dall’ interno del suo bar, durante il via vai dei clienti; una volta
accortosi del furto ha avvisato i carabinieri della stazione di Oriolo
Romano che immediatamente hanno iniziato le investigazioni,
hanno iniziato ad ascoltare i testimoni ed ad accertarsi sugli
avventori all’ ora del furto; successivamente hanno raccolto i filmati
di zona, ed una volta incrociati i dati hanno fatto convergere i
sospetti su un pregiudicato della zona, che hanno deciso di
perquisire presso la propria abitazione, ed effettivamente al
termine dell’ azione di polizia giudiziaria, hanno ritrovato il
telefonino che aveva nascosto; il ladro è quindi stato dichiarato in
arresto e posto a disposizione della Procura della Repubblica e la
refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario.




A Oriolo Romano tutti pazzi per i funghi porcini: al via la XV edizione della tradizionale sagra

ORIOLO ROMANO (VT) – I sapori e i profumi del bosco racchiusi in piatti dal sapore inconfondibile, che dagli Antichi Romani ai giorni nostri sono sinonimo di buona cucina e di gioia di stare in tavola. In zuppa, in crema o ad accompagnare le bruschette, le fettuccine e le carni, i funghi porcini saranno serviti in tutte le salse a Oriolo Romano: per due fine settimana consecutivi – dal 14 al 16 e dal 21 al 23 settembre – il paese ricco di storia in provincia di Viterbo celebrerà una delizia già apprezzata dagli abitanti dell’Urbe, i primi a chiamarli “suillus” per il loro aspetto massiccio.

Alla Sagra del fungo porcino, giunta alla 15esima edizione, ce ne sarà davvero per tutti i gusti per accontentare gli amanti di questa nobile varietà e i visitatori che preferiscono le portate tradizionali dell’Alto Lazio. I porcini, dalla polpa bianca che non cambia colore né all’aria né al tocco, saranno trasformati in una deliziosa crema e nobiliteranno le bruschette; saranno poi il condimento ideale delle fettuccine, nelle due versioni con e senza ragù, e l’ingrediente principale di una prelibata zuppa con i fagioli; fra i secondi, si potrà scegliere fra l’arista ai funghi porcini, un particolare hamburger con crema ai porcini e i funghi fritti.

Nel paese che sorge nei pressi di Manziana, a soli 50 chilometri da Roma, lo stand gastronomico sarà aperto il venerdì solo a cena e il sabato e la domenica a pranzo (dalle 12.30) e a cena (dalle 19); grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia sezione Lazio, dal 21 al 23 settembre sarà proposto anche un ricco menù gluten free per permettere a tutti di gustare queste specialità. E grande spazio sarà dedicato a ricette più classiche come le bruschette olio e sale (con o senza aglio), fettuccine al ragù, braciola, salsiccia e ventresca alla brace, patatine fritte e dolci.

Al contempo, sui banchi del mercatino, i visitatori potranno scoprire la pasta fatta in casa, l’olio, il vino, le carni, i formaggi e i dolci, tutti prodotti a chilometro zero provenienti dalle aziende del territorio. Organizzata dall’Associazione Culturale Oriolo Romano in collaborazione con il Comune, la Sagra del fungo porcino affiancherà alle delizie gastronomiche un ricco programma che spazia dagli spettacoli musicali alle conferenze a tema, dai mercatini fino alle mostre d’arte. Ogni serata sarà animata da spettacoli musicali dal vivo e i più piccoli potranno divertirsi le domeniche pomeriggio con i ludobus, il sabato e la domenica con i gonfiabili e con il battesimo della sella, in programma sabato 14, sabato 22 e domenica 23.

La sagra prenderà vita in una location dal fascino unico, piazza Umberto I° dominata dall’imponente Palazzo Altieri; sulla pavimentazione che copre tutta la piazza, è disegnata una rosa dei venti che indica i punti cardinali rispetto ai quali sono orientate le quattro bocche da dove fuoriesce l’acqua della Fontana delle Picche, attribuita ad un allievo del Vignola. Nel Paese meritano una visita anche le chiese di S. Giorgio e S. Anna, oltre al Convento di S. Antonio da Padova, mentre poco fuori dall’abitato sorgono una splendida faggeta nominata patrimonio dell’Unesco e il Parco della Mola, che prende il nome da un vecchio molino costruito nel 1573. Il tutto senza dimenticare l’affascinante parco di “Villa Altieri”, inserita da poco all’interno dell’elenco dei beni accreditati nella rete regionale delle dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico della Regione Lazio.




ORIOLO ROMANO: L'OPPOSIZIONE DENUNCIA GRAVI IRREGOLARITA' NEL BILANCIO COMUNALE

Redazione
 
Oriolo Romano (VT)
– Il consigliere comunale di minoranza,  Stefano Gasperini aveva già contestato in aula il bilancio comunale di previsione 2015 votato dalla assise nei primi di agosto, ma ora mette tutto “nero su bianco” e la prossima settimana partirà il ricorso indirizzato alla Corte dei Conti ed al Prefetto.

Secondo il consigliere, il documento contabile approvato dall'amministrazione Carones è irregolare perchè da un punto di vista strettamente formale non ha i requisiti, previsti dalla legge, «di veridicità e di attendibilità». Nel bilancio, secondo il consigliere, sono state imputate delle entrate relative alla voce TARI che non possono più essere inserite in quanto, sempre secondo Gasperini, il Consiglio comunale del 7 agosto non ha Deliberato l’approvazione della tariffa per l’anno 2015, di conseguenza, alla luce della recente giurisprudenza affermatasi in materia (Consiglio di Stato sentenze n. 3808/2014, n. 3817/2014 e n. 4909/2014), il Comune non può più chiedere la tassa sui rifiuti ai cittadini e la somma imputata alle entrate voce TARI – tassa sui rifiuti non può essere inserita nel bilancio di previsione.

"Il fatto che il Consiglio comunale abbia ritirato la Delibera di approvazione delle aliquote TARI dell’anno 2015 – afferma il Consigliere Gasperini – è una vittoria del gruppo Uniti per Oriolo che ha subito preso atto dell’illegittimità della proposta ed ha interpellato immediatamente la Prefettura di Viterbo chiedendone l’immediato intervento e lo stralcio del punto all’ordine del giorno. Se il nostro gruppo di minoranza non fosse intervenuto, – prosegue il consigliere – siamo convinti che la Delibera sarebbe passata in Consiglio anche se evidentemente illegittima. Su questo aspetto possiamo dire che l’Amministrazione Carones si è dimostrata per quello che è, principianti allo sbaraglio, infatti non si capisce perché non hanno rispettato i termini fissati dalla legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27/12/2013) Art. 1, comma 683 che prevede: “il consiglio comunale deve approvare, entro il termine fissato da norme statali ed entro il termine per l’approvazione del bilancio di previsione, le tariffe della TARI in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani”

"Adesso bisogna informare i cittadini – ha inoltre dichiarato il consigliere Gasperini – che il Comune non può più pretende il pagamento della TARI dell’anno 2015 per due motivi già ravvisati nella seduta del Consiglio comunale, primo non è stata Deliberata la tariffa per l’anno 2015 come prevede la legge nazionale ed il regolamento locale all’art. 8, secondo in mancato rispetto dell’art. 24 comma 3 del regolamento comunale che prevede per l’anno 2015 il pagamento in quattro rate trimestrali, mentre il Comune di Oriolo Romano, incurante dei diritti dei cittadini, ha inviato soltanto tre rate.
Del resto quello che affermiamo può essere verificato da tutti i cittadini, infatti il Comune di Oriolo Romano non può neanche pubblicare sull’apposito sito web del MEF – Ministero dell’Economia e delle Finanze – la Delibera ed il regolamento della TARI per l’anno 2015. Con buona pace della tanto declamata trasparenza, che il nostro Comune sistematicamente calpesta in modo arrogante e vergognoso !!! Noi diciamo che i tributi devono essere pagati, nella misura e modalità stabilite dalle leggi. Ed è di tutta evidenza che il Comune di Oriolo Romano quelle modalità imposte dalla legge non le ha rispettate. E’ vero, il legislatore nazionale ha lasciato ai Comuni la potestà di applicare e graduare i tributi locali, tra cui la TARI, fissando però dei paletti e delle regole a tutela dei cittadini-contribuenti, non certamente per “schiribizzo”. Conseguenza è che il Comune di Oriolo Romano non può riscuotere la tassa sui rifiuti. Quando si mettono le mani nelle tasche dei cittadini, specie in questi tempi di crisi e di ristrettezze per le famiglie, occorre farlo nel rigoroso rispetto delle leggi. A tale scopo il gruppo Uniti per Oriolo informa che a breve sarà pubblicato un fac-simile di lettera, che ogni contribuente che si ritiene leso e liberamente intende tutelarsi, può inoltrare al Comune perché restituisca la bolletta versata. Questo perché, lo vogliamo ribadire con forza, noi non diciamo che i tributi non devono essere pagati, ma le relative “bollette” devono essere richieste nel rispetto delle leggi nazionali. Detto ciò, – conclude Gasperini – si pone un evidente problema di legittimità del bilancio di previsione approvato lo scorso 7 agosto in quanto lo stesso organo di revisione dei conti ha rilasciato il parere favorevole sulla proposta di bilancio comunicando a pag 14 alla voce TARI che il Consiglio comunale doveva approvare le tariffe entro il termine fissato dalla legge nazionale. Per una tutela di tutti i cittadini di Oriolo Romano il Consigliere Gasperini ha già dichiarato in Consiglio che sarà chiesto un controllo da parte della Corte dei Conti e sarà chiesta una ispezione contabile da parte della Ragioneria Generale dello Stato al fine di una migliore valutazione dello stato della contabilità del Comune di Oriolo Romano".  




ORIOLO ROMANO, NDRANGHETA E OPERAZIONE GAMBLING: SEQUESTRATA SALA SCOMMESSE

Redazione
Oriolo Romano (VT) – I Carabinieri della Stazione di Oriolo Romano, nell’ambito della più vasta operazione denominata Gambling, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria hanno effettuato il sequestro di una sala scommesse operante nella cittadina viterbese.
L’attività, che nasce dalla disarticolazione di un’associazione a delinquere di tipo mafioso legata alla “ndrangheta” ha visto oltre l’esecuzione in Italia e all’estero di 29 misure cautelari in carcere e 13 misure cautelari agli arresti domiciliari, anche il sequestro preventivo di alcune società operanti nel territorio nazionale e all’estero. In questo ambito sono state sottoposte a sequestro le sale scommesse, ovunque operanti, nel territorio nazionale accusate di riciclaggio di danaro derivante da attività illecita.
I Carabinieri hanno posto sotto sequestro i locali della sala scommesse appartenente ad una delle società incriminate apponendo i sigilli in attesa degli accertamenti ed alle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria mandante.

L’operazione Gambling.

All’alba dello scorso 22 luglio 2015, personale dei Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, della Squadra Mobile della Polizia di Stato e della D.I.A. di Reggio Calabria unitamente allo S.C.I.C.O. e al Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche di Roma della GDF hanno effettuato su tutto il territorio nazionale un’imponente operazione, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, volta all’esecuzione di nr. 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nr. 13 misure cautelari degli arresti domiciliari, nr. 5 divieti di dimora, nr. 5 obblighi di presentazione alla p.g., nonché al sequestro di nr. 11 società estere, n. 45 società operanti nel settore dei giochi e delle scommesse operanti sul territorio nazionale, di oltre n. 1500 punti commerciali per la raccolta di giocate, di n. 82 siti nazionali e internazionali di “gambling on line” e di innumerevoli immobili, il tutto per un valore stimato pari a circa 2 miliardi di euro.

L’attività d’indagine complessivamente posta in essere ha permesso di portare alla luce un’associazione per delinquere di stampo mafioso con proiezione transnazionale – costituita da soggetti appartenenti all’organizzazione criminale denominata ‘ndrangheta – che avvalendosi di società estere di diritto maltese ha esercitato abusivamente l’attività del gioco e delle scommesse sull’intero territorio nazionale, così riciclando ingenti proventi illeciti.

Lo schema criminale. Invero, l’associazione criminale – attraverso lo schermo di imprese operanti nel mercato dei giochi e delle scommesse a distanza e dislocando in Stati esteri i server per la raccolta informatica delle giocate e la loro gestione – ha aggirato la normativa che regola il settore, realizzando consistenti profitti, poi reinvestiti per l’acquisizione di ulteriori imprese e licenze estere e nazionali per l’esercizio ancora più esteso e remunerativo delle attività.

In particolare, l’attività investigativa ha consentito di accertare che la raccolta “da banco” dei giochi e delle scommesse si è concretata attraverso una ramificata rete di agenzie che sono state inquadrate, simulatamente, come meri Centri di Trasmissione Dati (CTD) collegati a “bookmaker” esteri (autorizzati a operare la raccolta a distanza in forza di apposite licenze rilasciate dalla competente Autorità maltese) da un apparente “contratto di prestazioni di servizi”.

Difatti, la raccolta delle giocate – attraverso più siti internet di scommesse “on line” (sia “.it” che “.com”) – non è avvenuta attraverso una transazione on-line in quanto le poste dei giocatori sono state acquisite in contanti o tramite assegni direttamente consegnati al gestore del punto commerciale dislocato sul territorio. Il contratto di gioco e scommessa, perciò, si è perfezionato interamente sul territorio dello Stato ed è stato direttamente gestito dal punto commerciale affiliato all’associazione criminale, che poi ha trasferito le somme – compensando le perdite con le vincite e al netto della propria provvigione – alla direzione amministrativa dell’associazione, allocata all’estero.

La diffusione del “brand”. La diffusione dei brand con cui ha operato l’organizzazione è stata garantita da una rete commerciale strutturata gerarchicamente, rappresentata anche da imprese colluse con la camorra e la mafia, che ha distribuito provvigioni a cascata ai partecipi (secondo un criterio economico connesso al ruolo ricoperto).

Tale organizzazione piramidale si è proposta sul mercato web con diversi “siti di casinò” o “circuiti di gambling”, ognuno dotato di una propria “skin”2. I titolari sono stati coadiuvati da un gruppo dirigente che ha tenuto le relazioni tra la struttura tecnico-informatica allocata all’estero e quella amministrativa che ha gestito le affiliazioni delle sale giochi e la raccolta delle scommesse sul territorio.

Di quest’ultima hanno fatto parte, innanzitutto, i c.d. “master”, cioè coloro che hanno assolto compiti di promozione del “prodotto” da commercializzare per specifiche aree territoriali di riferimento. Alle dipendenze dei “master” si sono collocate le “agenzie” (che il più delle volte sono titolari di un PDC, anche chiamato “punto gioco”, dal quale deriva anche il termine identificativo “P.J.”) alle quali fanno riferimento i singoli giocatori (nell’ambiente definiti anche “cliente finale” o “end user”), spesso reclutati dalle stesse “agenzie” (che in tal caso assumono la denominazione di “father”) in base a determinati requisiti di “affidabilità”.

Castelli di carta. Il titolare dell’agenzia ha usufruito di uno o più “conti di gioco” (conto “master” o conto di gioco intestato a soggetto compiacente) per consentire on line l’effettuazione delle scommesse o la partecipazione a tornei di poker da parte di una terza persona (il “cliente finale”) che non ha un conto gioco proprio. In pratica, il cliente, senza registrarsi, effettua la puntata tramite un “conto di gioco” nella disponibilità dell’agenzia che gli rilascia una ricevuta. L’eventuale vincita viene, poi, pagata dal PDC in contanti (anticipando, quindi, le relative somme per conto del “bookmaker”, che in ogni caso ha messo a disposizione dell’agenzia un “fido” per consentire le giocate). C

Ciò in spregio alla normativa di settore che esclude in modo categorico la circolazione di denaro contante, sia per quanto concerne i singoli giocatori, che per i concessionari dei PDC ai quali non spetta alcuna forma di “fido” da parte del gestore del sito. Infatti, il “conto gioco” – in base alla regolamentazione dei giochi on line – deve essere aperto in base a delle specifiche modalità di identificazione che lo rendono, pertanto, strettamente personale.

Gli accrediti e gli addebiti debbono essere esclusivamente eseguiti on line, mediante i sistemi di pagamento telematici. Viceversa, con il sopra descritto sistema fraudolento le agenzie hanno posto in essere una vera e propria “intermediazione” illecita tra il “bookmaker” e il cliente integrante gli estremi dell’esercizio abusivo di raccolta delle scommesse.

In sostanza, dietro le imprese schermo, che facevano apparire sussistenti i requisiti previsti dalla normativa in materia di giochi e scommesse, si è celata l’offerta al pubblico e la gestione di siti che hanno consentito – aggirando le inibizioni dell’AAMS – l’accesso al gioco illecito.

Delocalizzare il crimine, localizzando il business. Con tale modus operandi l’associazione criminale si è sottratta al pagamento dell’imposta unica sulle scommesse, ottenendo un ingiusto profitto a danno dello Stato Italiano, e ha conseguito in Italia utili d’impresa, riconducibili a una stabile organizzazione occulta, che sono stati sottratti al pagamento delle imposte dirette, omettendo di presentare la prescritta dichiarazione ai fini dell’imposta sul reddito delle società (I.R.E.S.), per di più riciclando un’enorme massa di denaro “sporco” attraverso l’utilizzo di conti di gioco intestati a persone compiacenti ovvero inconsapevoli.

Il nucleo originario dell’organizzazione criminale si è formato sul territorio reggino, ove i soggetti sono nati e cresciuti (anche sotto il profilo dell’esperienza professionale e criminale), ove si sono conosciuti e hanno ideato il sistema illecito sopra descritto.

L’associazione, che controlla società in Austria, in Spagna e in Romania ed è attiva con una base stabile a Malta, in passato ha operato utilizzando anche licenze delle Antille olandesi, di Panama e della Romania. Essa ha, pertanto, mutato la propria sede di interessi a seconda del Paese più conveniente dal punto di vista fiscale, mantenendo però sempre il centro decisionale e operativo a Reggio Calabria.

L’attività investigativa svolta sinergicamente dalle Forze di polizia ha, in più, consentito di accertare come non solo alla suddetta rete commerciale abbiano preso parte numerosi rappresentanti delle cosche di ‘ndrangheta operanti sul territorio, ma soprattutto come il metodo mafioso abbia costituito una sistematica modalità attraverso la quale indurre gli imprenditori impegnati nella gestione di sale e scommesse a distanza – qualora la semplice evocazione (esplicita o implicita) del casato di ‘ndrangheta non fosse stata sufficiente, anche con pressioni intimidatorie – a installare i software o ad attivare i sistemi informatici necessari per connettersi e fare giocare i clienti sui siti gestiti dall’associazione criminale.

La figura chiave. Nelle indagini un ruolo di primissimo piano ha assunto la figura di Mario Gennaro il quale – proprio grazie all’efficienza della suddetta rete commerciale da lui governata – ha acquisito un prestigio imprenditoriale che gli ha fatto guadagnare un ruolo di vertice nelle imprese estere impegnate nel settore commerciale. In tal modo, lo stesso ha finito per rappresentare gli interessi non più della sola cosca originaria di appartenenza (cosca Tegano), ma dell’intera ‘ndrangheta provinciale – allettata dagli imponenti flussi economici generati da quelle attività imprenditoriali che oltre a consentire lauti guadagni, hanno agevolato il riciclaggio del denaro sporco – che si è infiltrata così nel sistema nazionale e internazionale dei giochi e delle scommesse on line.




ORIOLO ROMANO: AL VIA L'XI° EDIZIONE DELLA SAGRA DEL FUNGO PORCINO

Redazione

Oriolo Romano (VT) – Gli Antichi Romani lo chiamavano “suillus” per il suo aspetto massiccio, e già all’epoca veniva apprezzato per il suo gusto inconfondibile, il profumo che regala ad ogni piatto e la polpa bianca che non cambia colore né all'aria né al tocco. Oggi, a distanza di tanti secoli, il fungo porcino ha “italianizzato” il suo nome ma resta una delle prelibatezze più amate in tutto lo Stivale; una specialità che può essere gustata in tutte le salse a Oriolo Romano in due fine settimana consecutivi, quello del 12-13-14 e del 19-20-21 settembre.

La Sagra del fungo porcino è l’ appuntamento, giunto all’undicesima edizione, con il quale questo paese ricco di storia in provincia di Viterbo – che sorge nei pressi di Manziana a soli 50 chilometri da Roma – saluta l’estate e dà il benvenuto all’autunno. Organizzata dall’Associazione Culturale Oriolo Romano, in collaborazione con il Comune  e la Proloco, la manifestazione celebra questa specialità con un menù ricchissimo e un programma nel quale spiccano spettacoli musicali,  mercatini e mostre d’arte. Dall’antipasto al contorno, i funghi porcini saranno davvero dappertutto: trasformati in una deliziosa crema nobiliteranno le bruschette; saranno poi il condimento ideale delle fettuccine, nelle due versioni con e senza ragù, e l’ingrediente delle lasagne e della saporita zuppa con i fagioli. Fra i secondi, si potrà scegliere fra lo spezzatino e l’arista ai funghi porcini, e ancora fra il particolare hamburger con crema ai porcini e i funghi fritti. Ma niente paura perché anche chi ama i piatti più classici non resterà di certo a guardare con bruschetta olio e sale (con o senza aglio), fettuccine al ragù, braciola, salsiccia e ventresca alla brace, patatine fritte e dolci.

Gli stand gastronomici saranno aperti a cena dalle ore 19 e, sabato e domenica, anche a pranzo dalle 12.30; tutte le domeniche, inoltre, sarà preparato un menù speciale per i CELIACI a cura dell'AIC Lazio (Associazione Italiana Celiaci). Splendida è anche la location scelta dagli organizzatori, la centralissima piazza Umberto I° dominata dall’imponente Palazzo Altieri (nel quale saranno organizzate visite guidate il 20 e il 21) e impreziosita dalla “Fontana delle Picche”, attribuita ad un allievo del Vignola. Grande spazio sarà dato anche al divertimento con gli spettacoli dal vivo delle band musicali, e l’intrattenimento pomeridiano per i più piccoli con il Ludobus (le domeniche pomeriggio): sul palco di esibiranno le cover band di Lucio Battisti (venerdì 12), il grande animatore KIMBO (domenica 14), Luciano Ligabue (sabato 20) e Renato Zero (domenica 21), mentre ogni sabato pomeriggio gli artisti di strada si esibiranno e daranno il benvenuto a tutti i visitatori.
 




RONCIGLIONE, COMPAGNIA ARMA DEI CARABINIERI: ARRESTI, SEQUESTRI E DENUNCE A ROMA E NEL TERRITORIO PROVINCIALE

Redazione

Ronciglione (VT) – Durante l’ultimo fine settimana, i carabinieri della Compagnia di Ronciglione nell’ambito dell’ordinaria attività di contrasto e prevenzione alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacente hanno attuato una fitta rete di controlli e perquisizioni sulle principali arterie viarie della giurisdizione (Cassia , Cimina, Braccianese ecc.) e su obiettivi precedentemente individuati.

Nella capitale, militari della Stazione di Sutri, nel corso di una perquisizione delegata dall’autorità giudiziaria romana hanno arrestato in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente i cittadini spagnoli R. C., 30enne, disoccupato e R. C. M., 27enne, operaio, trovati in possesso di 10 grammi di cocaina, 30 di hashish, un bilancino di precisione, un taglierino con la lama ancora intrisa di hashish e la somma contante di € 1680,00 ritenuta provento dell’attività delittuosa. Entrambi sono stati giudicati con il rito direttissimo nella mattinata di oggi.

A Caprarola, E. Z., 33enne, studente marocchino, è stato denunciato per la detenzione ed il porto ingiustificato di una forbice dalla lama di circa 20 cm. Per gli stessi motivi è stato denunciato a Ronciglione,  l’operaio pakistano H. M. B., 21enne, che sotto il sedile della propria autovettura nascondeva una mazza di ferro lunga circa 45 centimetri.

Ad Oriolo Romano, invece, C. A., moldavo 40enne, pregiudicato, è stato denunciato perché nonostante fosse già colpito da decreto di espulsione emesso dalla prefettura di Roma nell’agosto dello scorso anno, continuava a permanere nel territorio nazionale.

A Carbognano H. M., marocchino 31enne, di Vignanello è stato segnalato quale assuntore di stupefacenti poiché trovato in possesso di una modica quantità marijuana.
 




VITERBO: TUTTI PAZZI PER IL WEEK END NELLA TUSCIA

Redazione

Segnaliamo alcuni appuntamenti in svolgimento in vari centri delle Tuscia viterbese nelle giornate di sabato 14 e domenica 15 settembre 2013.

Bolsena, Teatro San Francesco
Tre serate all’insegna della danza

Sabato 14 settembre 2013, ore 21.00
Compagnia Excursus
“Dies Festi”, coreografia e regia Ricky Bonavita, Valerio De Vita, Alessandro Sebastiani.
Interpreti: Ricky Bonavita, Valerio De Vita, Enrica Felici, Yari Molinari, Ester Parisi, Emiliano Perazzini, Alessandro Sebastiani

Domenica 15 settembre 2013, ore 21.00
Compagnia Nuova Euroballetto
“Riflessi con Verdi”, musiche originali da La Traviata di Giuseppe Verdi
Coreografie V. Del Popolo, N. Perricone, T. Persichetti Auteri.
Interpreti, Sonia Bertin, Serena Dell’Unto, Agnese Riva, Tiziana Persichetti Auteri, Vincenzo Del Popolo, Nunzio Perricone.
Info: Comune di Bolsena tel. 0761.795412
 

Civita Castellana, Festeggiamenti in onore dei Santi patroni Giovanni e Marciano

Sabato 14 settembre 2013
Ore 15.00: Parco del Vignale, I Festa dell’aquilone,  manifestazione organizzata dall’associazione internazionale “Aquilionisti Alta Quota”
Ore 21.00: piazza Matteotti, concerto dei RadioLiga, tributo a Ligabue

Domenica 15 settembre 2013
Ore 9.00: piazza Duomo, I trofeo dei Falisci con tecnica del Nordic Walking organizzato da ASD modelli Ceramici Running in collaborazione con la ASD Atletica Alto Lazio.
 Ore 10.00: partenza del “VI trofeo dei Falisci” a cura dell’ASD atletica alto Lazio.
Ore 18.30: piazza Matteotti, presentazione delle squadre partecipanti al palio degli anelli a cura dell’associazione Civita Cavalli
Ore 21.30: serata di danza e moda

Stand gastronomici nelle piazze del centro storico a cura dei gruppi carnevaleschi

Info: Comune di Civita Castellana tel. 0761.590315

Nepi, Festival internazionale Alessandro Stradella

Sabato 14 settembre 2013,ore 20.30
Chiesa di San Tolomeo
"Fantasie, Ciaccone e altre danze". Concerto per arciliuto e chitarra barocca di Monica Pustilnik. Musiche di Piccininni, Sanz, De Murcia

Domenica 15 settembre 2013, ore 18.30
Chiesa di San Tolomeo
Concerto finale Masterclass docenti e allievi. Cantate, arie con strumenti e musica strumentale di Alessandro Stradella e altri compositori italiani del '600.

Info: www.festivalstradella.org – tel.329.8134141

Oriolo Romano, sabato 14 e domenica 15 settembre 2013
Piazza Umberto I
X Sagra del Fungo porcino
Pranzo, dalle ore 12,30; cena, dalle ore 19,00; il venerdì solo la cena dalla ore 19,00
Musica con gruppi e ballo in piazza
Cabaret, dalle ore 21,00: venerdì: Oscar Biglia; sabato: Fabrizio Castani

Il menu della sagra: Bruschetta semplice; bruschetta crema di funghi porcini; fettuccine con funghi porcini; fettuccine ragù e funghi porcini; fettuccine ragù; zuppa di funghi porcini e fagioli; spezzatino ai funghi porcini; arista ai funghi porcini; funghi fritti; braciola, salsiccia, ventresca alla brace; insalata verde; pane ai funghi porcini, dolce.

Info: http://www.sagraoriolo.it

Bagnaia (Viterbo), sabato 14 settembre 2013, ore 15.10
Appuntamento in via Jacopo Barozzi, 71
Villa Lante: visita guidata al giardino della villa, al borgo e al santuario di S. Maria della Quercia
Info e prenotazioni: www.andarperarte.com – tel. 340.3324511 – 0761.1767213

Bolsena, sabato 14 settembre 2013
Piazza dell'Orologio (quartiere Castello),
Défilé di moda nell'ambito della Bolsena Biennale 2013 "L'arte nel ricamo e nel merletto".
Info: 0761.798853 . 333.644270; www.bolsenaricama.it

Farnese, sabato 14 e domenica 15 settembre 2013
Museo civico Vonwiller
"Cinema italiano. Mario Maffei, ricordi in bianco e nero": mostra di fotografie e documenti dedicati al regista, attore e autore teatrale.
Orari di visita dalle ore 9.30 all 12.30 e dall ore 16 alle 18
Info: www.comune.farnese.vt.it – museofarnese@simulabo.it – tel. 0761.458849

Tarquinia, sabato 14 settembre 2013, ore 17.30
Appuntamento alla Civita
Visita guidata allo scavo dell'Area Sacra
A cura dell'associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia
Info e prenotazioni: tel.333.4644284 – 339.5780369 – 335.5868299 – info@amicidelletombeditarquinia.eu
 

Viterbo, sabato 14 settembre 2013, ore 18.00
Piazza della Morte, Libreria La Loggia di San Tommaso
Presentazione del nuovo libro di Luciana Bellini “Tre pezzi 100 lire. Un racconto sull'avvento della plastica in Maremma” (Effigi edizioni, Arcidosso 2013)

Interviene Antonello Ricci (curatore)
Conduce Tonino Delli Iaconi

Sarà presente l'Autrice

Così Ricci nella sua introduzione: “Questo breve racconto/apologo sull’avvento della plastica in Maremma è illuminato dell’incanto dolce, dolente e arcano tipico della fiaba. Di una fiaba particolare, a ben guardare, tutta declinata sub specie economica. Sotto le mentite spoglie di una nostalgica rievocazione da bozzetto paesano e vernacolare infatti, Luciana Bellini sa raccontarci il ritmo stesso della nostra modernizzazione a tappe forzate, la pervasività della sua retorica accattivante e orribile, lo sradicamento brutale della millenaria civiltà contadina che ne seguì, i venticinque anni che ci condussero a imboccare la strada dritta e senza fine del progresso come falso progresso, strada lanciata verso l’omologazione consumista e lo sterminio dei campi (Pasolini e Zanzotto docent)”-.

Viterbo, sabato 14 settembre 2013, ore 18.00
Bottega delle Arti (Via San Pellegrino, 116)
Inaugurazione della mostra fotografica di Francesco Galli "Palanzana, ritratto di paesaggio n. 1"
Orari di visita: domenica 15 e 22 settembre dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; da giovedì a sabato ore 17-20.
Ingresso libero
Info: tel. 339.6788553 – 347.2617678

Viterbo, XIII edizione di Spazi e Memoria Festival di teatro e danza
Cortile del palazzo dei Priori (piazza del Comune)

Sabato 14 settembre 2013, ore 21.00
"Poesia in concerto" con Pino Cormani e il maestro Vito Altamura
Domenica 15 settembre 2013, ore 21.00
"Pirandello mon amour" tratto da "Notizie dal mondo" di Luigi Pirandello
Con Carlo Di Maio, Gianni Amodeo, Vincenzo Riccio

Viterbo, domenica 15 settembre 2013, ore 8.30
Ritrovo a piazza Crispi (davanti al museo civico)
Archeotuscia onlus organizza un'escursione guidata da Roberto Quarantotti  a Tuscania, al sito naturalistico delle Solfatare.
Percorso facile, con mezzi propri, ritorno previsto alle ore 13.00.  Si consiglia l'uso di scarponcini da trekking, bastoni, torce elettriche e abbiglamento adeguato.
Info: www.archeotuscia.it – info@archeotuscia.it – 339.1170592 (Rodolfo) – 339.2716872 (Luciano) – 320.2685517 (Mario)
 

Vitorchiano, Passeggiata nei tempi antichi
Percorso storico dal Medioevo al Rinascimento. Nel centro storico, rievocazioni storiche, spettacoli, mostre e degustazioni varie

Sabato  14 settembre 2013
Ore 16,30: piazza Roma, le chiarine dei Fedeli di Vitorchiano daranno inizio alla manifestazione; conio della prima “Provisina”, antica moneta con cui i Vitorchianesi riscattarono la propria libertà dal senatore romano Annibaldi; a seguire, apertura mostra delle antiche pergamene dell’archivio storico; apertura dell’osteria in via Santa Maria e chiosco dei fritti
 Ore 17,00: sfilata del gruppo storico “Spadaccini” di Soriano nel Cimino, con spettacolo di falconeria e giochi medievali
Ore 19,30: convento di Sant’Agnese: cena
 Ore 21,30: piazza Roma, spettacolo comico “Facezie medievali” e giochi medievali

Domenica 15 settembre 2013
Ore 10,00: le chiarine dei Fedeli di Vitorchiano annunciano l’apertura del mercato degli antichi mestieri
Ore 16,30: spettacolo itinerante “Il circo del Medioevo”; a seguire esibizione del gruppo Sbandieratici di Viterbo; spettacolo comico “Facezie medievali” e giochi medievali; esibizione del chitarrista Orlando Cruciani (sala consigliare del palazzo comunale)
Ore 17,30: spettacolo di falconeria; a seguire, sfilata del corteo storico Città di Viterbo, con esibizione di musici e sbandieratori per un omaggio alla casa di Santa Rosa;
Ore 19,30: convento di Sant’Agnese: cena

Info: www.comune.vitorchiano.vt.it
 




ORIOLO ROMANO: EVVIVA LA SAGRA DEL FUNGO PORCINO

Redazione

Oriolo Romano (VT) – Viva la Sagra del fungo Porcino. Nella splendida cornice di Piazza Umberto I°, con lo sfondo il suggestivo Palazzo Altieri, nei giorni 13, 14, 15, 20, 21 e 22 settembre 2013, si svolge la Decima edizione della Sagra del Fungo Porcino di Oriolo Romano, provincia di Viterbo.

Profumi ricchi, unici, fatti di aromi particolari, e prodotti tipici a chilometro zero.

 

Gli amici turisti che hanno scelto di visitare Oriolo Romano , non potranno fare a meno di assaggiare l'olio, vino, carni, formaggi, dolci, pasta fatta in casa e soprattutto funghi porcini.

Musica, spettacoli di strada e soprattutto ottimo cibo non mancheranno in occasione della Sagra di Oriolo Romano




BRACCIANO, ANGUILLARA, TREVIGNANO E ORIOLO ROMANO: L'OLIO FRITTO DIVENTERA' COMBUSTIBILE BIODIESEL

Raccolta presso l’isola ecologica e presso le utenze commerciali. Diventerà combustibile biodiesel grazie ad un accordo con la raffineria biodisel DP Lubrificanti di Aprilia. 

 

Redazione

Bracciano (RM) – Avviata anche a Bracciano nell’ambito del Progetto Oileco Value Chains coofinanziato dal programma Energia Intelligente per l’Europa, la raccolta dell’olio fritto da destinare al recupero come combustibile. 

Per quanto riguarda le famiglie l’olio fritto può essere conferito presso l’ecologica ( Strada Vicinale della Polveriera), dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 18, sabato dalle ore 10 alle ore 16,la prima domenica di ogni mese dalle ore 10 alle ore 16. 

Per quanto riguarda le utenze commerciali (ristoranti, pizzerie ed altro) è in corso un sistema di contatto diretto tra l’utente e Gesmal Italia, società specializzata nella raccolta di questo rifiuto assimilato agli urbani con una specifica delibera comunale. 

L’olio raccolto, grazie ad un accordo con la raffineria biodisel DP Lubrificanti di Aprilia, viene interamente trasformato in biodiesel e quindi miscelato al diesel fossile normalmente in commercio per gli autoveicoli. Questo tipo di combustibile deve attualmente avere un contenuto minimo di biodiesel pari al 5 per cento. 

Il Progetto Oileco al quale aderiscono i Comuni di Bracciano, Anguillara, Trevignano ed Oriolo Romano, a partire dalla Sagra del Pesce del 6 luglio scorso, dopo una lunga fase progettuale, è entrato così nella fase operativa. 

“Con questo progetto – sottolinea Paola Lucci, assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Bracciano – ogni anno i quattro comuni potranno avviare al recupero oltre 250 tonnellate di olio alimentare post-consumo. Da rifiuto diventa una risorsa e inoltre il sistema di intercettazione e recupero evita il rischio che possa essere gettato, in spregio alla normativa, provocando un possibile inquinamento delle acque reflue”. 

L’olio fritto impiegato a Bracciano e recuperato da Gesmal Italia presto servirà anche a far volare il velivolo drone Enea destinato a ricerche scientifiche che impiegherà il biodiesel DPL prodotto dalla raffineria di Aprilia. 

“La scelta di vendere olio intercettato alla sola manifattura italiana capace di ottenere biodiesel esclusivamente dall’olio fritto – spiega Francesco Francisci di Ecosolutions – azienda che coordina il progetto Oileco – è rispetto ad altre opzioni la più semplice. In questo modo infatti non occorre assoggettarsi all’accisa per combustibili, né occorre qualificarsi come gestori di rifiuti poiché, per la normativa in vigore, solo la sansa e gli olii alimentari post-consumo trasformati in biodiesel cessano di dover essere considerati rifiuto”. 

“Con il via alla raccolta effettiva – sottolinea ancora l’assessore Lucci – è stata avviata anche a Bracciano una campagna di sensibilizzazione per i cittadini e gli operatori commerciali. Si tratta di una campagna promozionale, patrocinata dalla Provincia di Roma, e congiunta tra i quattro Comuni, tra i quali Bracciano che è capofila del Progetto, che è stata avviata contestualmente in tutti i quattro paesi. Siamo convinti – dice ancora Lucci – che i cittadini di Bracciano si avvarranno di questa opportunità compiendo una scelta ecologica”. 




CASTEL NUOVO DI PORTO, ORIOLO ROMANO E SERMONETA: MENZIONE SPECIALE PERCHE' HANNO RIDOTTO DEL 90% I RIFIUTI DA SMALTIRE

Redazione

Lazio – Sono Castelnuovo di Porto (VT), Oriolo Romano (RM), Sermoneta (LT), Gallese (VT), Alatri (FR), Nepi (VT), Allumiere (RM), Cave (RM), Canepina (VT) e Campodimele (LT) i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente, quelli che nel 2012 hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Non c'è nessun capoluogo nel Lazio e nel centro Italia che abbia raggiunto questa soglia, richiesta per legge entro il 2012. Roma altra grande assente, rimane ferma al 24%. Riconoscimento speciale per Castelnuovo di Porto, Oriolo Romano e Sermoneta che si aggiudicano anche il nuovo prezioso titolo di questa XX edizione come comuni “Rifiuti Free”, per essere riusciti a ridurre di circa il 90% la quantità di rifiuti da smaltire. Cresce lentamente nel Lazio il numero dei ricicloni, che passa da 6 a 10 Comuni che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti. Dei 378 Comuni totali, rappresentano appena il 2,6% ma sono in crescita di un +1,06% rispetto allo scorso anno. Sono i piccoli e medi comuni a tenere alto il valore nel Lazio, con metà dei comuni che è sotto i 5.000 abitanti, 8 su 10 sotto i 10.000 e tutti comunque sotto i 30.000 abitanti.

Tra i comuni del Centro Italia sopra i 10.000 abitanti che hanno intrapreso una corretta gestione dei rifiuti troviamo Alatri, new entry di quest'anno, al 14° posto nazionale con una percentuale di raccolta differenziata pari al 65,7% e un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l'azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- di 54,07 punti. Due posizioni più in basso troviamo Cave, il secondo comune laziale nella classifica, con una differenziata che raggiunge il 66% e un indice pari a 52,49. Castelnuovo di Porto, già incoronato il migliore della Provincia di Roma nell'edizione locale del premio, occupa la seconda posizione fra i comuni del Centro Italia con meno di 10.000 abitanti con il 79,3% di differenziata e un indice di buona gestione di 70,27. In 8° posizione Oriolo Romano che differenzia il 72,4% dei rifiuti e ha un indice pari a 67,68. Sermoneta si piazza in decima posizione con una differenziata dell'81,3% e con un indice di 63,64, seguita da Gallese (22° posto) che raccoglie in maniera differenziata il 67,5% dei materiali dopo il consumo e ha un indice di 58,39. Nepi al 35° posto, raggiunge quota 65,4% di differenziata e ha un indice di 53,90. Allumiere ha raccolta differenziata pari al 65,4% e indice 53,63. Infine al 41° posto troviamo Canepina con differenziata pari a 62,2% e un indice di 51,62 e subito dopo Campodimele con differenziata al 66,2% e indice di 51,10.

Nelle grandi città siamo spesso oltre la sperimentazione, ma Roma rimane ben al di sotto della soglia di legge e si ferma al 24% secondo gli ultimi dati di Ecosistema Urbano, con un porta a porta attivo solo parzialmente in alcune parti di Municipi. Per la XX edizione del Premio Comuni ricicloni, sono ben 1.293 i campioni nella raccolta differenziata dei rifiuti, il 16 per cento dei comuni d’Italia per un totale di 7,8 milioni di cittadini che hanno detto addio al cassonetto, pari al 13 per cento della popolazione nazionale che oggi ricicla e differenzia i rifiuti. E’ ancora il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno; tra i capoluoghi del Nord vince proprio Belluno mentre per il Sud primeggia Salerno.

“Crescono le esperienze di buona gestione dei rifiuti nel Lazio soprattutto nelle piccole realtà, con raccolte porta a porta con risultati ottimi per la differenziata, ma Roma e i capoluoghi del Lazio restano a guardare. Serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione Marino –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata. Dopo le scelte importanti della Regione rispetto agli investimenti di 130 milioni di euro per progetti di porta a porta con i Comuni e le province del Lazio, ora attendiamo grandi novità dal Comune di Roma: bisogna accelerare sulla raccolta domiciliare e fermare invece scelte sbagliate sul modello a cassonetto per la nuova raccolta a Tor Bella Monaca, Eur e Prati, così come sui cassonetti a scomparsa. Siamo anche molto preoccupati della nuova proroga per la discarica di Malagrotta, sulla scelta del nuovo sito continuiamo a chiedere un percorso trasparente e partecipato, visto che già più volte il commissariamento ha dimostrato tutti i suoi limiti. Ancor di più dopo la bocciatura dei decreti per il trattamento meccanico biologico fuori provincia.”
 




VITERBO, OGGI C'E' MATERIA DI DISCUSSIONE PER L'ASSESSORE REFRIGERI: TRA MAFIA, FABBRICATI COSTRUITI CON RIFIUTI PERICOLOSI E BOMBE ECOLOGICHE

Luca Pagni

Bassano Romano (VT) – Venerdì 17 maggio 2013 il candidato a sindaco di Viterbo Leonardo Michelini incontrerà il mondo economico delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture, Politiche Abitative e Ambiente Fabio Refrigeri. L’incontro si terrà oggi alle 18,30 nella sala conferenze dell’Hotel Villa Sofia, strada San Salvatore (strada Teverina). Nell’incontro Refrigeri e Michelini affronteranno alcuni degli aspetti del ‘Patto’ relativi alle infrastrutture, al rilancio del centro storico e alla tutela dell’ambiente nel viterbese. 

Nodo cruciale di quest'ultimo tema è la delicatissima inchiesta che coinvolge Bassano Romano, le presunte costruzioni realizzate con rifiuti pericolosi e non ultima per importanza, l'ombra della 'ndrangheta che finora hanno fatto emergere le cronache più "coraggiose". Oggi ci saranno persone, esponenti di Bassano che torneranno probabilmente a toccare l'argomento della determinazione della Regione Lazio che potrebbe consentire alla Tuscia Prefabbricati di Bassano Romano di lavorare rifiuti pericolosi senza necessita della Valutazione di Impatto Ambientale, senza Studio di Inserimento Paesaggistico e senza Conferenza dei Servizi.  Venerdì 7 giugno 2013 dalle 7,30 alle 8,00 si terrà in Loc. Stazione Scalo di Bassano Romano (VT), davanti alla stazione Fl3, una diretta RAI della trasmissione Buongiorno Regione Lazio per dare ampia visibilità alle contestazioni contro la possibilità che la Tuscia Prefabbricati  possa lavorare rifiuti pericolosi e polveri sottili potenzialmente cancerogeni provenienti dalle centrali a carbone di Civitavecchia nonostante il ricorso al TAR dei Comuni di Bassano Romano ed Oriolo Romano e di privati cittadini, agricoltori, allevatori, imprenditori di Agriturismi e B&B, università agraria di Bassano Romano e PROVIC-ARCI.

Tutti fortemente preoccupati per un più che possibile e prevedibile disastro ambientale, per un danno irreversibile che potrebbe compromettere definitivamente l'ecosistema nonché la stessa qualità dell'aria attraverso l'immissione di elementi inquinanti di vario genere che senz'altro porterebbero ad una svalutazione delle aziende agricole in primis nonché allevamenti, attività commerciali e di ristorazione nonché lo stesso valore economico di case ed aziende. Ma soprattutto si configurerebbe un varco aperto nella zona, per il  possibile ingresso della malavita organizzata in “eco mafie”, visto e considerato che Tuscia Prefabbricati opera in strutture prese in affitto dalla Colacem. Quest'ultima ha rilevato stabilimenti dal Gruppo Italcementi, con cui ha dunque rapporti di lavoro ed interessi economici.  Preme  evidenziare che fonti accreditate di stampa e giornalisti di peso quali Giannantonio Stella e Sergio Rizzo (dal libro "La deriva perché l'Italia rischia il naufragio") hanno evidenziato come anche il colosso Italcementi abbia ceduto alla morsa della 'ndrangheta: "Di fronte alla ndrangheta l’Italcementi avrebbe messo da parte ogni regola, sopportando maggiori costi, assumendo rischi e finendo con l’agevolare l’espansione economica della cosca dei Mazzagatti nel campo della commercializzazione del cemento».

L’azienda proponente ha omesso di indicare: che il codice CER 19 01 indica “Rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti” e che lo specifico 19 01 11* indica “ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose”

L’azienda proponente ha omesso di indicare: che il codice CER 10 01 indica  “Rifiuti prodotti da centrali termiche ed altri impianti termici” e che lo specifico  10 01 01 indica  “Ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04)”

I rifiuti contrassegnati nell’elenco con un asterisco “*” sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva, a condizione che non trovi applicazione l’articolo 1, paragrafo 5. Ai fini della presente decisione per “sostanza pericolosa” si intende qualsiasi sostanza che è o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche; per “metallo pesante” si intende qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche classificate come pericolose.

Oltre al disastro ambientale ed al grave pregiudizio certo alla salute, l’utilizzo  di materiale scadente pregiudica la stabilità degli edifici per i quali viene utilizzato. A Roncade (TV) ben 5 diverse perizie hanno messo in evidenza che nel cemento fatto pagare un terzo di meno dal valore di mercato erano presenti ceneri, diossine, e metalli pesanti, ovvero sostanze tossico nocive che avrebbero dovuto essere smaltite in discariche speciali e che invece erano finite in abitazioni civili, tanto che la farmacista Musestre Elisabetta Merloni ha avviato un’azione civile per chiedere 1.000.000 di Euro di risarcimento. L’esperto della Procura della Repubblica ha quantificato il danno in 500.000 Euro ma senza tenere conto dei costi di smaltimento dei calcinacci in discarica speciale e dei disagi della proprietaria dell’immobile.

Se così sarà, quali pubbliche amministrazioni si renderanno responsabili di eventuali morti per cancro o dell’aggravamento di persone anziane con enfisemi polmonari, asma ed altri problemi respiratori ?!? 

Abbiamo parlato con il funzionario Responsabile dell’ufficio V.I.A. della Regione Lazio dott. Paolo Menna, il quale ci ha riferito quanto segue:

– l'incontro tecnico del 15 maggio 2013 in realtà è stato "anticipato" e pertanto si è già svolto;

– l'anticipazione è stata decisa in virtù delle "eccessive aspettative" che l'approssimarsi di tale incontro aveva creato   nonostante si fosse trattato di un mero confronto tecnico tra gli enti coinvolti;

– se la Regione avesse avuto il sospetto di "inesattezze" nel progetto presentato dalla Tuscia Prefabbricati, avrebbe certamente agito in autotutela ma ciò è stato escluso;

– pertanto l'iter amministrativo continuerà, salvo ostative decisioni giudiziarie.

Il Vicesindaco di Bassano Romano ci ha evidenziato telefonicamente di aver voluto l’incontro tecnico a porte chiuse per evitare che potessero giungere voci alla ditta interessata, dando modo alla stessa di muoversi anticipatamente in autotutela.

A dimostrazione della propensione al dialogo della Regione Lazio, segnaliamo che il Capo Segreteria  dell’Assessorato Politiche Territoriali Mobilità Rifiuti ci ha ribadito che “non è prevista alcuna autorizzazione dell'Area Rifiuti della Regione Lazio per l'utilizzo del CSS nei cementifici.

Il CSS è un combustibile che si ricava attraverso la lavorazione dei rifiuti urbani solidi e non dai rifiuti pericolosi in appositi  impianti, quindi come tale può essere usato come combustibile non per ricavare blocchi di calcestruzzo ma per produrre cemento. Inoltre la possibilità di utilizzare il CSS come combustibile in sostituzione di altri combustibili fossili è regolamentato da un apposito Decreto del Governo e come le ho detto prima non è prevista alcuna autorizzazione dell'Area Rifiuti della Regione. 

I cementifici come altri impianto di produzione industriali hanno bisogno di una Autorizzazione Integtata Ambientale (AIA) che a secondo del tipo di impianto  e secondo apposite normative viene rilasciata da appositi Uffici o del Governo o della Regione o della Provincia.