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Immagini satellitari: la Pianura Padana è tra le zone più inquinate d’europa

Quando non avremo più cibo da mangiare e aria da respirare, sarà troppo tardi per trovare una soluzione. Spesso l’inquinamento di ogni genere viene sottovalutato con eccessiva superficialità. Dal cibo tossico all’aria inrrespirabile insieme ad altri fattori sono le cause di numerose forme di tumore.

Proprio ieri, sono arrivati a Terra i primi dati di Sentinel 5P, la sesta sentinella del pianeta del programma Copernicus, nato dalla collaborazione fra Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea. E’ il primo satellite progettato per ottenere la mappa di inquinanti dell’atmosfera, fornendo i dati relativi ai livelli  come ozono, formaldeide, monossido di carbonio, metano e anidride solforosa.

 

Li ‘fotografa’ con il suo unico strumento scientifico, chiamato Tropomi (Tropospheric Monitoring Instrument), progettato per studiare la regione dell’atmosfera che si estende fino a circa 15 chilometri dal suolo.Da quando il satellite è stato lanciato, il 13 ottobre 2017, lo strumento è stato sottoposto a un processo di decontaminazione pianificato. Adesso la porta che sigillava Tropomi è stata aperta, permettendo alla luce di entrare. Il satellite ha potuto così acquisire le prime immagini, che l’Esa definisce “superiori alle aspettative”.

 

Pianura Padana, Paesi Bassi, regione tedesca della Ruhr e alcune zone della Spagna: sono le aree più inquinante d’Europa, secondo le mappe in Hd dell’inquinamento atmosferico inviate dal satellite Sentinel 5P. Considerando solo gli effetti acuti dell’inquinamento, a Milano muoiono ogni anno 230 persone per via delle sostanze inquinanti presenti nell’aria, 300 in tutta la Lombardia.

 

La salute degli abitanti della Pianura Padana è messa a rischio anche dalla presenza di polveri ultrafini. Si tratta di migliaia di nanoparticelle come solfato e nitrato di ammonio e tracce di metalli che si trovano nella massa delle polveri e per via della loro ridotta dimensione (di cento volte inferiore a una particella di Pm10) nuociono al nostro organismo. Una delle prime mappe riguarda le concentrazioni di biossido di azoto emesso dal traffico automobilistico e dalle attività industriali. Per Josef Aschbacher, direttore dei programmi di osservazione della Terra dell’Esa, queste immagini ”sono una pietra miliare per l’Europa”.

 

Spetta alla Pianura Padana e in particolare a Milano la maglia nera per le concentrazioni elevate di monossido di carbonio. Dal satellite sono arrivate anche le prime immagini dell’Amazzonia ‘soffocata’ dal monossido di carbonio prodotto dagli incendi. Alte concentrazioni di questo gas, prodotto anche da attività industriali e scarichi delle automobili, sono state rilevate anche Africa centrale e India e Cina. La nube di gas generata dall’eruzione del vulcano Agung, in Indonesia, è stata fra i primi dati inviati dal satellite Sentinel 5P. Sono state misurate le concentrazioni dell’anidride solforosa emessa dal vulcano, dal quale si è sollevata una colonna di ceneri e gas che ha raggiunto 7.600 metri di altezza.

Marco Staffiero




PIANURA PADANA: LA PIU' INQUINATA D'ITALIA

Redazione

La zona piu' inquinata d'Italia e' la Pianura Padana: diversi studi stimano che qui ogni abitante perda in media da 2 a 3 anni di vita a causa dell'inquinamento.
  A causa dello 'sforamento' delle soglie fissate dall'Oms per la quantita' di inquinanti nell'aria, in Lombardia ogni anno muoiono 300 persone, l'80% delle quali (circa 230) nella sola Milano. Questo dato considera unicamente gli effetti 'acuti' dell'inquinamento, e non prende in considerazione l'impatto maggiore dovuto all'esposizione cronica. Nel capoluogo lombardo qualcosa si e' mosso per risolvere la situazione, anche se non e' ancora abbastanza. I tentativi di incentivare il car sharing e l'uso della bicicletta, insieme alle restrizioni del traffico automobilistico (prima con l'Ecopass e poi con l'Area C) hanno ridotto del 18% le concentrazioni di PM 10, e del 10% quelle dagli ossidi d'azoto. Questi e altri dati sono al centro del convegno "I costi dell'inquinamento atmosferico: un problema dimenticato", organizzato da Fondazione Ca' Granda Policlinico di Milano, IEFE – Universita' Bocconi e Associazione Peripato.
  Gli esperti si sono confrontati in Bocconi per approfondire il legame tra salute e inquinamento, capire l'impatto economico delle polveri sottili sulla salute e per proporre delle strategie condivise con cui abbattere il livello di inquinanti.
  "Il dato piu' importante – spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico – e' il marcato miglioramento della qualita' dell'aria attraverso la riduzione della componente del particolato chiamata black carbon, che e' considerata la piu' nociva per la salute dell'uomo per la sua elevata capacita' di superare la barriera polmonare ed entrare nella circolazione del sangue. Anche durante le domeniche senza traffico, tanto criticate per la loro inefficacia nel ridurre le concentrazioni globali di PM 10, e' stata ottenuta una riduzione del black carbon del 78% in paragone a precedenti domeniche con traffico normale e simili per condizioni meteorologiche". "Calcolare correttamente i costi e i benefici sociali dei piani, delle misure, delle infrastrutture e dei servizi che incidono sul territorio e sull'ambiente, non limitandosi alle cifre iscritte nei bilanci delle istituzioni e delle imprese – aggiunge Edoardo Croci, direttore di ricerca allo IEFE-Universita' Bocconi – e' necessario per valutare l'effettiva convenienza delle scelte pubbliche. Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla qualita' dell'aria in Europa la Pianura Padana, nonostante la tendenza al miglioramento, resta la peggiore d'Europa in termini di qualita' dell'aria, insieme all'area piu' industrializzata della Polonia. A Milano la responsabilita' principale delle emissioni di PM 10, circa l'85%, e' del traffico, e in Area C l'Agenzia Mobilita' Ambiente Territorio (AMAT) ha stimato che oltre il 70% delle emissioni allo scarico e' attribuibile ad auto e camion diesel euro 3 e 4 e a motorini a due tempi. Politiche che riducano la circolazione di questi veicoli – conclude Croci – possono dunque generare grandi benefici anche in termini economici"