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VETRALLA: STUDENTI AL FREDDO PROTESTANO CONTRO LA PROVINCIA DI VITERBO

Redazione

Vetralla (VT) – Gli studenti dell'Istituto Statale di Istruzione Superiore Pietro Canonica di Vetralla, per le sedi del Liceo Scientifico e Costruzione Ambiente e Territorio di Vetralla e dell'Istituto Tecnico Tecnologico di Bassano Romano lamentano il forte disagio dei ragazzi e del personale scolastico per il non funzionamento degli impianti di riscaldamento e l'indignazione nei confronti dell'Ente Provincia di Viterbo per non aver provveduto per tempo ad effettuare i dovuti e preventivi controlli al fine di assicurare il funzionamento degli impianti nei termini stabiliti per legge.

"La situazione che si è venuta a verificare ad autunno inoltrato è quella di condizioni climatiche interne agli edifici non adeguate alla tutela della salute degli studenti e dei lavoratori della scuola. – commentano gli studenti – Gli studenti, in protesta, – proseguono – si rifiutano di sottostare a simili condizioni e chiedono un intervento risolutivo urgente per il ripristino di una situazione di normalità che consenta il regolare esercizio del diritto allo studio."




VITERBO, VILLA LANTE. MEROI – TORROMACCO: "PARLARE DI LATITANZA DELLA PROVINCIA E' VERGOGNOSO"

Redazione
Viterbo
– “Spiace dover ascoltare critiche nei confronti della Provincia per ciò che riguarda la questione dell’apertura di Villa Lante la domenica pomeriggio, critiche assurde e del tutto infondate, quando da parte nostra c’è sempre stata la più ampia volontà di collaborare per la migliore fruizione e valorizzazione del sito”.

Lo dichiarano in una nota il presidente della Provincia Marcello Meroi e il Consigliere provinciale Marco Torromacco intervenendo sulle polemiche degli ultimi giorni, con particolare riferimento ad un presunto disinteresse delle istituzioni per ciò che riguarda lo storico sito di Bagnaia, la cui apertura pomeridiana nei giorni festivi è resa difficile dalla riduzione dell’organico.

“Quando nel mese di marzo da parte del Ministero dei Beni Culturali abbiamo ricevuto la richiesta di collaborazione per sopperire alla carenza di personale nel periodo estivo – fa presente Meroi – mi sono prontamente attivato, comunicando alla direttrice del sito Tiziana Farina la piena disponibilità del nostro Ente a partecipare ad un incontro con le altre istituzioni per discutere della questione. In quell’occasione ci fu riferito che si sarebbe fissata la data di questo incontro per poter valutare le possibili soluzioni alla vicenda. Leggo sulla stampa che nessuna risposta sarebbe mai arrivata da parte nostra a detto invito. Per la verità nessun incontro è stato mai convocato, nonostante la nostra disponibilità, o se si è tenuto nessuno ci ha mai invitati”.

“La Provincia non ha nessuna competenza diretta su Villa Lante – aggiunge Torromacco – eppure in tutti questi anni ci siamo sempre messi a disposizione ogni volta che è stato necessario, offrendo la nostra massima collaborazione rivolta a favorire la completa fruizione del sito da parte dei turisti. Io stesso in qualità di consigliere provinciale eletto nel collegio di Bagnaia ho sempre seguito da vicino tutte le problematiche che hanno interessato Villa Lante, rapportandomi costantemente con la direttrice dott.ssa Farina e con il personale. Ogni volta che siamo stati investiti di un problema ci siamo attivati e, nei limiti delle nostre possibilità e competenze, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per risolverlo”.

“Ricordo ancora – prosegue il consigliere Torromacco – che mentre qui si sta discutendo di aprire Villa Lante nelle ore pomeridiane della domenica e dei giorni festivi, la Provincia è riuscita a farla vivere anche di notte, organizzando all’interno del sito prestigiose iniziative culturali, fra tutte il Tuscia in Jazz Festival e il concerto dei Manhattan Transfer. Una scelta che la Provincia ha compiuto proprio con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il suo immenso patrimonio paesaggistico, ambientale e culturale al di fuori degli orari di apertura al pubblico. Siamo infatti convinti che per promuovere le location più belle e suggestive di Viterbo e della Tuscia non basti solamente parlarne, ma sia necessario creare le condizioni e le occasioni perché questi luoghi possano vivere. Ricordo altresì che è stata la Provincia di Viterbo, tramite l’assessore al Turismo Andrea Danti a proporre la candidatura all’Unesco dei giardini di Villa Lante per ottenerne il riconoscimento a patrimonio dell’umanità. Questi sono fatti, non chiacchiere – prosegue Torromacco – e credo siano sufficienti a dimostrare l’attenzione e l’interesse che la Provincia ha sempre riservato nei confronti di Villa Lante”. 

Il presidente Meroi in conclusione ricorda il sopralluogo effettuato alcuni mesi fa nel Casino di Caccia di Villa Lante insieme all’ex assessore Federico Fracassini per valutare la possibilità di utilizzarlo per le attività della Scuola Alberghiera: “Sempre – conclude il Presidente – nell’ottica di una piena rivitalizzazione dei suoi spazi, per favorirne lo sviluppo e nel contempo impedirne il degrado”.
 




VITERBO RIFIUTI: IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CHIEDE RISPOSTE SCRITTE ALLA REGIONE

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Viterbo – “Palazzo Gentili è sempre in attesa di notizie ufficiali sul conferimento dei rifiuti di Roma a Viterbo”. Il presidente della Provincia, Marcello Meroi interviene a seguito dell’incontro organizzato, la scorsa settimana, dal Partito Democratico nella Città dei Papi, in cui si è discusso della situazione attuale dei rifiuti nel Lazio e quindi dei conferimenti nella Tuscia, al quale ha preso parte anche l’assessore della Pisana, Michele Civita.

“L’assessore Civita – ha affermato Meroi – ha utilizzato il suo approdo a Viterbo, per ufficializzare il protrarsi del conferimento dei rifiuti romani a Viterbo. Vorrei ricordagli che la Provincia ha inviato una diffida ufficiale in cui si chiede di spiegare con certezza i tempi e le modalità dell’arrivo dell’immondizia nella nostra provincia, ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione”.

“Abbiamo capito – ha aggiunto Meroi – che si trattava di un incontro ufficiale, organizzato da un partito, a cui hanno preso parte anche rappresentanti delle istituzioni locali, ma l’ambito istituzionale è altra cosa. A noi serve scritto nero su bianco per ancora quanto tempo saremo costretti a ricevere i rifiuti romani, con quali modalità, ma soprattutto vogliamo delucidazioni sulla quantità. Credo che siano domande legittime, che chi è stato chiamato a difendere gli interessi del territorio debba porre, magari ottenendo anche una risposta. Meglio ancora se scritta”.
 




VITERBO: LA PROVINCIA DICE NO ALLA MONNEZZA DELLA PROVINCIA DI ROMA

 

“Sulla questione relativa al conferimento a Monterazzano dei rifiuti dell’area braccianese vogliamo vederci chiaro, ed è per questo che intendiamo opporci legalmente per verificare la legittimità del procedimento attuato dalla Regione Lazio”.

 

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Viterbo – Il presidente della Provincia Marcello Meroi torna a chiedere chiarezza alla Regione Lazio dopo che, in seguito alla chiusura della discarica di Cupinoro, si è reso necessario allocare in altri siti i rifiuti prodotti dai Comuni della Provincia di Roma. Il conferimento sta avvenendo senza un atto autorizzativo regionale o commissariale. Dalla Regione hanno comunicato che questo atto non sarebbe necessario, dal momento che il Piano regionale dei rifiuti di per sé autorizzerebbe i Comuni in emergenza a conferire i rifiuti negli Ato di prossimità, previo accordo con i titolari delle discariche. Una tesi che è contestata tanto dalla Provincia che dal Comune di Viterbo.

“Se questo principio fosse confermato – aggiunge Meroi – sarebbe decisamente grave, perché significherebbe togliere agli enti locali la possibilità di avere voce in capitolo su situazioni destinate a provocare impatti, più o meno significativi, sul territorio. Non è ipotizzabile che chiunque possa venire a Viterbo a riempire d’immondizia la discarica di Monterazzano riducendone l’autonomia, dopo che già subiamo pesantemente la servitù di Rieti. Riteniamo che il conferimento dei rifiuti da parte di Ato diversi da quello di appartenenza, non possa avvenire per automatismo, ossia senza un’autorizzazione di un’autorità competente, o scavalcando gli enti locali. Cosa che sta avvenendo nel caso dei rifiuti dell’area di Bracciano. Per questo vogliamo appurare il rispetto della procedura da parte della Regione Lazio e valutare ogni possibile azione utile a porre termine, il prima possibile, al conferimento dei rifiuti dell’ex sito di Cupinoro a Viterbo. Del resto – ricorda ancora il presidente – sin dall’inizio, su questa storia siamo stati chiari; il conferimento può essere accettato soltanto per un periodo limitato, il tempo utile a trovare altre soluzioni, evitando disagi alle popolazioni. Ma dal momento che – conclude – dalla Regione si continua a procedere con modalità e criteri inaccettabili e per giunta poco rispettosi dei diritti del territorio, metteremo in atto tutto ciò che è in nostro potere per tutelarci e difenderci”.

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VITERBO, "MONNEZZA" DI ROMA. L'ASSESSORE PROVINCIALE EQUITANI LANCIA L'ALLARME: VOGLIONO TRASFORMARE LA NOSTRA PROVINCIA NELLA PATTUMIERA DELLA CAPITALE

“Non bastavano i rifiuti di Rieti, adesso Viterbo rischia di diventare anche la pattumiera della provincia di Roma. E’ arrivato il momento di dire basta. Stavolta siamo pronti anche a bloccare i camion se necessario, perché non possiamo continuare a tollerare certe situazioni”.

 

Viterbo – E’ sul piede di guerra l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani, dopo essere venuto a conoscenza della determinazione della Regione Lazio n.G05321 del 18 dicembre 2013 con cui è stato dato il via libera allo smaltimento dei rifiuti prodotti nei comuni di Formello e Trevignano Romano presso la discarica di Monterazzano.

“Il 29 ottobre del 2013 – ricostruisce l’assessore – la società Ecologia Viterbo che gestisce l’impianto di trattamento meccanico e biologico di Casale Bussi e la discarica Le Fornaci, ha comunicato alla Regione Lazio di aver ricevuto da parte dei Comuni di Formello e Trevignano Romano richiesta di conferimento presso le strutture viterbesi, chiedendo pertanto una modifica sul quantitativo complessivo annuo autorizzato di 182mila tonnellate. Con la determina in questione la Regione ha di fatto accettato l’ampliamento richiesto dalla società, innalzando la quantità annua autorizzata a 215 mila tonnellate (600 tonnellate circa al giorno). Le quantità, in base alla nuova determinazione, saranno così distribuite; 202mila tonnellate di rifiuti urbani; 10mila tonnellate di rifiuti speciali assimilabili agli urbani non pericolosi; 3mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi ferrosi e non. La stessa determina – aggiunge ancora Equitani – stabilisce testualmente che gli scarti dell’impianto di Casale Bussi, potranno essere smaltiti presso la discarica di servizio situata in località Le Fornaci. Pertanto, oltre ai rifiuti prodotti nella provincia di Viterbo ed in quella di Rieti, la discarica di Monterazzano dovrà farsi carico di smaltire anche i rifiuti prodotti nei due Comuni della provincia di Roma, con tutte le conseguenze che ne deriveranno in termini d’impatto ambientale, ad iniziare da un inevitabile diminuzione dei tempi di saturazione degli invasi”.

L’assessore Equitani non ci sta e attacca: “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Mentre da un lato la Provincia di Viterbo sta facendo sforzi enormi per favorire l’incremento massimo della raccolta differenziata e limitare la quantità di rifiuti da smaltire in discarica, dall’altro si fanno arrivare i rifiuti da altre province rendendo inutile tutto il lavoro fatto sul territorio. In pratica la Regione Lazio, con questo nuovo provvedimento, ha legittimato la procedura dei mesi scorsi messa in atto all’insaputa della Provincia, con il conferimento in discarica dei rifiuti romani trattati a Casale Bussi. Rifiuti che, secondo l’ordinanza del commissario per l’emergenza Goffredo Sottile, una volta trattati, avrebbero dovuto fare ritorno nella Capitale. Era stata proprio la Provincia a denunciare pubblicamente la vicenda presentando un esposto all’autorità giudiziaria, dopo aver appurato il superamento da parte di Ecologia Viterbo del quantitativo annuo autorizzato. Nonostante ciò la Regione, ancora una volta, ha ritenuto opportuno procedere d’imperio, senza informare la Provincia, nella certezza forse che il nostro parere sarebbe stato contrario”.

Equitani torna quindi a sollecitare una levata di scudi da parte del territorio: “Il Comune di Viterbo cosa ne pensa? E’ a conoscenza del contenuto di questa nuova determina? Il sindaco Leonardo Michelini è disponibile ad accettare che il Capoluogo diventi la pattumiera di Formello e Trevignano Romano dopo esserlo già dei Comuni reatini? Riteniamo che la misura sia colma e che, anche alla luce delle vicende giudiziarie venute alla luce negli ultimi giorni, non sia più possibile chinare la testa e lasciar correre certe decisioni. Per quanto ci riguarda stavolta saremo pronti a tutto, anche a gesti di protesta eclatanti, per impedire che Viterbo e la Tuscia vengano trattati come una servitù del Lazio dove conferire l’immondizia delle altre province, con il concreto rischio di ritrovarci a breve con un’emergenza da affrontare e risolvere in casa nostra”.
 




VITERBO: UNA MOSTRA PER RICORDARE L'ITALIANITA' SUL CONFINE ORIENTALE

Redazione

Viterbo – A sessant’anni dalla rivolta per l’italianità di Trieste, la Provincia di Viterbo, su iniziativa del Comitato 10 Febbraio e della Lega Nazionale Trieste, ospiterà nei locali della sala Anselmi una mostra fotografica dal titolo “Trieste 1953. Gli ultimi martiri del Risorgimento”. L’esposizione racconta le giornate del novembre 1953, che restituirono il capoluogo giuliano alla Patria italiana. La mostra sarà inaugurata domani, sabato 11 gennaio, alle ore 12; contestualmente saranno anche presentati due volumi dedicati alle giornate di Trieste e al dramma dei martiri infoibati. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala del Consiglio di Palazzo Gentili dal presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi; dal presidente del Comitato 10 Febbraio, Michele Pigliucci; dal responsabile provinciale del Comitato, Maurizio Federici; dal dirigente provinciale del Comitato, Silvano Olmi.

“Da deputato partecipai alla seduta per il varo della legge con cui il 30 marzo 2004 fu istituita la Giornata del Ricordo del 10 febbraio – spiega il presidente Meroi -, che vide come primo firmatario il collega Roberto Menia. Ricordo quella seduta tra le più interessanti, almeno dal punto di vista politico, della mia esperienza in Parlamento, soprattutto perché la citata legge passò con una larghissima maggioranza e segnò un punto fondamentale nel ricordo ‘di quella parte di storia italiana e di quell’odio che assunse i contorni di una pulizia etnica’. Queste parole che ho appena ricordato non sono mie, ma furono pronunciate dal presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, il 10 febbraio del 2007. Questo per dire che è necessario ricordare quelle popolazioni che nel 1953 sul confine orientale italiano furono massacrate da uccisioni in massa. Parliamo di gente che, in maniera unanime, volle a costo della vita difendere la propria italianità e l’idea che il territorio italiano dovesse essere governato da italiani e non ridotto a oggetto di spartizione politica”.

Meroi, dopo aver ascoltato gli interventi di Federici, Olmi e Pigliucci, che hanno ripercorso quel periodo storico ricordando i cittadini di Viterbo e della Tuscia che perirono a Trieste per mano inglese e nelle foibe istriane ad opera del regime jugoslavo di Tito, ha spiegato il perché della convinta adesione della Provincia a questa iniziativa. “La mostra è un’importante testimonianza di quel pezzo di storia d’Italia – dichiara il presidente -, non a caso dopo Viterbo verrà esposta nella sede della Camera dei deputati. In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, quando anche artisti che si identificano nella sinistra vengono attaccati da una certa parte di quello schieramento per aver portato in scena uno spettacolo che parla di foibe ed esuli istriani, giuliani e dalmati, credo sia ancora più necessario parlare di educazione alla memoria, perché, a destra come a sinistra, questa ideologia di antagonismo sui morti è francamente rivoltante. Per fortuna questo lo hanno capito quasi tutti, anche buona parte della sinistra. Proprio in nome di questa educazione alla memoria, vi invito a visitare la mostra su Trieste”.

La mostra sarà aperta al pubblico, ad ingresso libero, nella sala Anselmi in via Saffi da sabato 11 a domenica 19 gennaio 2014, dalle ore 17 alle ore 19,30. Su prenotazione è possibile organizzare visite per le scuole.
 




VITERBO: BANDO PROVINCIALE PER RACCOGLIERE PROPOSTE RELATIVE ALLA PROMOZIONE DEI PRODOTTI TIPICI LOCALI E DEL TERRITORIO:

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Viterbo – Con un bando apposito il settore Agricoltura Caccia e Pesca della Provincia di Viterbo raccoglie e esamina tutte le proposte relative a convegni e manifestazioni fieristiche di valorizzazione e promozione delle produzioni tipiche locali del territorio viterbese.

Inoltre, sponsorizza tutte quelle iniziative promozionali di studio, ricerca, sperimentazione, protezione e vigilanza nell'ambito della pesca e della idroittiologia da realizzare nell’anno 2014.

“Il bando – ha specificato l’assessore provinciale con delega alla Caccia e Pesca, Roberto Staccini – mira alla predisposizione di una graduatoria di iniziative e progetti che potranno poi essere finanziati con fondi provinciali.

Si tratta di una opportunità che vogliamo dare al nostro territorio e a tutte quelle realtà che vi operano e che hanno in cantiere progetti di rilancio dei prodotti tipici e della pesca.

Due settori di primaria importanza per la nostra provincia, sui quali l’amministrazione provinciale punta molto in quanto crede che proprio i prodotti tipici devono diventare gli ambasciatori del nostro territorio; senza dimenticare la pesca che, soprattutto nelle zone lacuali, ha da sempre rappresentato importante indotto economico rilevante, che però ha bisogno di un forte sostegno”.

Il bando è rivolto a molteplici realtà, quali: associazione ed enti privati senza scopo di lucro, rappresentativi del comparto agroalimentare della provincia di Viterbo; Pro-loco e comitati; enti locali della provincia di Viterbo; altri enti operanti nel comparto agricolo; organizzazioni dei pescatori professionali; Associazioni e Federazioni dei pescatori sportivi.

La domanda dovrà essere presentata entro le ore 12 del 17 gennaio 2014; il bando può essere scaricato dall’albo pretorio online del sito della Provincia all’indirizzo www.provincia.viterbo.gov.it.




VITERBO, "FORMAZIONE IMPRENDITORIALE PER EDILIZIA E DESIGN": FIRMATA OGGI L'INTEGRAZIONE AL PROTOCOLLO D'INTESA

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Viterbo – Nuove adesioni per il protocollo d’intesa finalizzato alla realizzazione di una rete organizzativa di rilancio degli istituti scolastici ad indirizzo tecnico della Tuscia. Il documento dal titolo “Formazione imprenditoriale per edilizia e design”, sottoscritto la scorsa estate da Provincia di Viterbo, Ufficio scolastico regionale, IIS “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia, IIS “Fabio Besta” di Orte e Collegio dei geometri della provincia di Viterbo, è stato oggi integrato grazie alle adesioni dell’I.T.I.G.S. “Leonardo da Vinci” di Viterbo, rappresentato dalla dirigente scolastica Elvia Federici; dall’I.I.S.S. “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Montefiascone, per cui ha firmato la preside Maria Rita Salvi; dell’Ente Scuola Edile di Viterbo, in rappresentanza del quale era presente il presidente Ettore Bacchelli. Il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, ha sottoscritto il documento in nome e per conto dell’Amministrazione di via Saffi, e all’iniziativa hanno partecipato anche il presidente della Cassa Edile di Viterbo, Andrea Belli, e il dirigente del settore Formazione di Palazzo Gentili, Giuliana Aquilani.

Il protocollo ha la finalità di realizzare una sinergia operativa fra i firmatari, aperta al contributo di altri eventuali soggetti istituzionali e non, finalizzata ad incrementare la popolazione scolastica degli istituti ad indirizzo tecnico e a facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro agli studenti che li frequentano. La Provincia di Viterbo garantisce il patrocinio all’iniziativa e s’impegna a fornire, per quanto di propria competenza, il supporto organizzativo e coordinativo tra i soggetti coinvolti, facilitando i flussi informativi fra essi. Gli istituti tecnici s’impegnano a realizzare i corsi formativi curricolari ed extracurricolari previsti dal protocollo, fornendo i docenti e predisponendo i programmi didattici, grazia anche alla collaborazione fattiva di eventuali altri soggetti che intendessero rendere disponibile la propria comprovata competenza in materia. Il Collegio dei geometri, che ha sottoscritto il documento già la scorsa estate, s’impegna a sostenere la rete organizzativa creatasi per la riuscita dell’iniziativa stessa e a partecipare fattivamente in specifico alla predisposizione e programmazione del tirocinio propedeutico all’esame di abilitazione per la libera professione di geometra. La Scuola Edile, quale ente espressione delle parti sociali e collegato con la più immediata realtà produttiva del settore delle costruzioni, si impegna con la firma di oggi a proporre e sostenere moduli ed azioni di apprendimento diretto (cantiere scuola, visite guidate, confronti ed esperienze sul campo) integrati nei percorsi didattici curriculari ed extracurriculari condivisi con le singole realtà scolastiche, collocate in una prospettiva di utilizzo delle competenze acquisite nella dimensione specifica propria dell’impresa edile. La Scuola Edile inoltre, considerata la sovrapposta funzionalità operativa col Comitato paritetico antinfortunistico territoriale, svilupperà questa collaborazione con particolare accentuazione ed approfondimento per le tematiche della sicurezza ed igiene nello specifico delle realtà produttive dell’edilizia ed affini.
“Stiamo riuscendo nell’importante operazione di unire in maniera concreta il mondo scolastico, la formazione professionale e la realtà dell’impresa – spiega il presidente Meroi -, rendendo gli studenti degli istituti tecnici più qualificati grazie ad un supporto professionale operativo. Ciò è reso possibile solo grazie alla partecipazione congiunta delle scuole e delle associazioni, con il coordinamento istituzionale della Provincia. Credo che quello di oggi sia un momento importante, perché dopo le firme del luglio scorso adesso la rete si allarga e si arricchisce di partecipazioni attive di qualità che certamente potranno essere utili al percorso formativo degli studenti”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dagli altri firmatari dell’accordo. “Azioni sinergiche di questo tipo – spiega la preside Federici – trasformano la quantità della popolazione scolastica in qualità. Dobbiamo lavorare sulle competenze, unendo il sapere al saper fare”. Dello stesso avviso la dirigente Salvi. “Oggi l’accesso alle professioni è più difficile – aggiunge -, le scuole tecniche devono preoccuparsi anche di fornire ai ragazzi le opportunità per trovare un’occupazione. Gli istituti però non lo possono fare da soli, perciò ben vengano queste collaborazioni”. “Sono lieto di essere qui perché ho partecipato alla fase embrionale di questo progetto – dichiara Andrea Belli – e devo dire che l’incontro della scuola con l’impresa è come un sogno che si realizza. Dobbiamo ispirarci al modello tedesco, dove gli alunni stanno già sui cantieri e nelle aziende mentre frequentano la scuola: mi auguro che si possano avviare tanti altri progetti di questo tipo”. “La Scuola Edile – conclude Bacchelli – ha puntato molto su questo modello formativo, con un’attenzione particolare alla sicurezza sui luoghi di lavoro in edilizia. Questo ci permette di essere parte attiva del progetto, facendo in modo che i ragazzi passino dai banchi di scuola all’operatività del lavoro vero e proprio. Oggi purtroppo di cantieri aperti ce ne sono pochi, complice la crisi, ma credo sia importante dare agli alunni la possibilità di toccare con mano come funziona in concreto il lavoro”.

 




VITERBO, DEPURATORE DI TUSCANIA: RIPARTONO I LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

Redazione


Viterbo
– “Mercoledì riprenderanno i lavori di potenziamento del depuratore di Tuscania”. Lo annuncia l’assessore all’Ambiente e vice presidente della Provincia di Viterbo, Paolo Equitani, che fa chiarezza sulle motivazioni che nei mesi scorsi hanno portato all’interruzione dell’opera di ristrutturazione dell’impianto, inserito in un più ampio programma di lavori di riqualificazione delle risorse idriche del territorio della Tuscia.

“Nessun problema da parte della ditta appaltatrice – spiega ancora Equitani -, abbiamo solo presentato un progetto per lavori complementari che il cui iter burocratico ha richiesto qualche mese per ottenere l’approvazione. Da mercoledì prossimo, comunque, i lavori ripartiranno e in questo modo alleggeriremo la situazione del fiume Marta – conclude -, in cui il depuratore sversa, restituendo ai cittadini di Tuscania un’opera che è di fondamentale importanza per il territorio”.

La Provincia di Viterbo si occuperà di portare a compimento i lavori in qualità di ente gestore della Riserva Naturale di Tuscania.

 




VITERBO, ROCCIATORI IN AZIONE: AL VIA L’OPERAZIONE SICUREZZA PER IL PONTE DEL CASTELLO DELLA BADIA DI VULCI

Redazione

Viterbo – Nella giornata odierna e domani verranno effettuati i lavori di messa in sicurezza del Ponte della Badia a Vulci con la rimozione dei tronchi che impediscono il regolare scorrimento delle acque. L’alto livello del fiume Fiora, nell’alluvione dello scorso anno, aveva causato l’intasamento della struttura portante del ponte con tronchi portati dalla corrente.

I lavori, effettuati da una ditta specializzata per conto della Provincia, verranno realizzati da un gruppo di rocciatori che si caleranno fino alla base dal ponte. Una volta arrivati all’altezza delle strutture portanti, sotto il piano carrabile, effettueranno gli interventi previsti, che permetteranno di mettere in sicurezza l’intera zona, attraverso la rimozione dei tronchi rimasti incastrati nei piloni in cemento che sostengono la struttura.
 




VITERBO: PROVINCIA E UNIVERSITA' INSIEME PER IL NUOVO PIANO ENERGETICO

Equitani: “Il piano energetico provinciale che ci apprestiamo a realizzare con il contributo del Cirder, presieduto dal professor Maurizio Carlini avrà la valenza di un vero e proprio piano regolatore dell’energia con l’obiettivo di conseguire un consistente risparmio energetico e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili sul territorio.

 

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Viterbo – La Provincia di Viterbo ha sottoscritto una convenzione con l’Università degli Studi della Tuscia e più specificatamente con il Centro di Ricerca e Diffusione delle Energie Rinnovabili (Cirder), avente ad oggetto la predisposizione del piano energetico provinciale.
Il piano dovrà essere realizzato secondo i principi sanciti dal programma Agenda 21 Locale, promosso in sede ONU, al quale la Provincia di Viterbo ha aderito insieme ad altri territori di diversi continenti, assumendo la responsabilità del coordinamento di tutte le azioni rivolte all’attuazione dei progetti.

In base alla suddetta convenzione, il Cirder, in collaborazione con gli uffici della Provincia, dovrà:
Valutare i consumi di energia elettrica, di gas e di trasporto; verificare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili presenti sul territorio; individuare strategie e mezzi per la promozione delle fonti rinnovabili e la riduzione della produzione di energia da combustibili, mediante la valutazione della qualità dell’aria, della mobilità e dell’energia; realizzare un piano strategico provinciale sull’energia volto alla riduzione dei consumi di energia primaria, alla valorizzazione delle fonti rinnovabili ed alla diffusione di buone pratiche per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la promozione del risparmio e dell’efficienza energetica: quantificare gli obiettivi per la diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni in atmosfera con simulazione degli effetti delle relative azioni sul quadro energetico al 2020; realizzare supporti multimediali e audiovisi su energie rinnovabili e sul risparmio energetico.

“Il piano energetico provinciale che ci apprestiamo a realizzare con il contributo del Cirder, presieduto dal professor Maurizio Carlini – spiega l’assessore Equitani – avrà la valenza di un vero e proprio piano regolatore dell’energia con l’obiettivo di conseguire un consistente risparmio energetico e favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili sul territorio. La Provincia è pronta ad assumersi le proprie responsabilità, pianificando il sistema energetico provinciale e fornendo alla Regione un valido riferimento per ciò che concernerà la predisposizione del futuro piano energetico regionale. Si fa sempre più urgente, inoltre – aggiunge Equitani – la necessità di mettere ordine in ambito normativo al regime delle autorizzazioni, consentendo agli enti locali di avere uno strumento che possa tutelare il territorio dal proliferare di impianti dall’alto impatto ambientale e paesaggistico. Un problema che non può più essere ignorato, visto che sono sempre di più gli ettari di territorio sacrificati per far posto ad impianti eolici e fotovoltaici. Noi siamo per lo sviluppo delle energie rinnovabili, ma vogliamo che questo avvenga compatibilmente con le caratteristiche e le vocazioni dei territori di riferimento. Spiace tuttavia constatare – prosegue ancora l’assessore – come nel programma degli stanziamenti in campo ambientale previsti nel triennio 2013/2015 approvato dalla Giunta regionale il 19 settembre scorso, alla voce energia e sviluppo sostenibile, sia prevista soltanto una disponibilità di 400mila euro finalizzata proprio alla realizzazione del piano energetico. Con una cifra del genere, temo si possa fare molto poco. Ad ogni modo – conclude Equitani – la Provincia andrà avanti per la sua strada secondo i criteri di Agenda 21 Locale che ci vede impegnati in prima linea, ed insieme ai numerosi partner internazionali, nel raggiungimento di una sempre maggiore efficienza in campo ambientale ed energetico”.