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RAI, LA 7 E MEDIASET: 44 FUNZIONARI INDAGATI PER CORRUZIONE

di Alessandro Rosa

Roma – Bufera presso le sedi della RAI, La 7, Mediaset e Infront, 44 dirigenti sono finiti sotto indagine partita dall’inchiesta sull’affidamento di lavori e servizi in cambio di utilità, denaro o assunzioni. Per i dirigenti della Rai il reato ipotizzato è corruzione, mentre per i manager La 7, del gruppo Mediaset e Infront è impropriazione indebita. Sono circa 60 le perquisizioni in corso da parte del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle attivate dall’inchiesta partita dalla Procura di Roma, che sta indagando sull’affidamento di appalti a un imprenditore in cambio di tangenti.

Secondo il pm romano Paolo Ielo, l'imprenditore titolare della società in questione, accusato di corruzione, avrebbe pagato le tangenti attraverso sovrafatturazioni per i lavori che gli venivano affidati. La società sarebbe quella dell’imprenditore David Biancifiori che fornisce gruppi elettrogeni, scenografie, impianti audio e regie mobili anche all'estero, la quale avrebbe ottenuto l'affidamento di lavori e servizi versando ai committenti denaro oppure offrendo loro altre utilità, come vacanze, biglietti aerei ed assunzioni. Si indaga sui fondi dell’attività che sarebbero stati realizzati attraverso sovrafatturazioni dei lavori eseguiti.

Gli indagati della Rai, che avrebbero commesso il reato nello svolgimento di un servizio pubblico, sono accusati di concorso in corruzione; gli altri indagati devono rispondere invece del reato di appropriazione indebita.




ROMA, SAXA RUBRA: NUOVA GESTIONE NEI BAR DELLA RAI

di Simonetta D'Onofrio

Dopo un periodo di chiusura forzata, durato circa tre settimane, nella giornata di oggi, primo aprile, hanno riaperto i bar dei centri Rai di Roma. I bar aziendali, una decina circa, presenti in tutte le strutture della televisione pubblica, da Saxa Rubra a viale Mazzini, hanno chiuso i battenti l’11 marzo, in seguito all’inchiesta “Mafia Capitale”. Il titolare della Unibar, società che aveva l’appalto dei servizi di ristorazione nelle sedi aziendali della Rai, era, secondo gli inquirenti, un prestanome di Massimo Carminati, ed è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta.

Dal 5 dicembre la società Unibar era praticamente acefala, i lavoratori hanno continuato a garantire il servizio nella speranza di una gestione che prendesse in carico il servizio, senza prendere lo stipendio dal mese di dicembre, cercando però di non far chiudere l’attività nella speranza di non essere costretti a vedere le porte chiuse. I primi di marzo la situazione è diventata insostenibile, e la chiusura è diventata inevitabile.

Fortunatamente l’azienda di Viale Mazzini, e il nuovo gestore del servizio, la multinazionale francese Sodex-ho, che nella TV di stato gestisce già le mense, hanno riaperto assumendo la quasi totalità dei settanta dipendenti impiegati nei dieci bar. Quella odierna possiamo considerarla la fine di un incubo, la miglior soluzione possibile per quanti non avevano assolutamente nessuna colpa se la gestione aziendale era tenuta da amministratori coinvolti in traffici che non hanno nulla a che vedere con i caffè o i cappuccini che durante la giornata erano serviti sui banconi.

Nella giornata odierna molti lavoratori della Rai hanno espresso la loro vicinanza ai baristi, che già nei mesi scorsi è stata dimostrata con alcune raccolte di fondi per permettere loro di superare questo momento di difficoltà.




MARATONA TELETHON CON RAI E BNL: RETROSCENA INQUIETANTI DENUNCIATI DAL PARTITO ANIMALISTA EROPEO.

Stefano Fuccelli, il presidente del PAE denuncia:"Telethon destina solo il 35,5% alla voce "delibere per ricerca" tutto il resto ed esattamente il 64,5% è destinato ad altre voci : personale, servizi, spese materiale e di struttura, acquisti, ammortamenti, oneri commerciali oneri finanziari, altri oneri. La voce ‘Personale’ comprende compensi, stipendi, emolumenti dei dirigenti e dello staff di segreteria e non dei medici, ricercatori o scienziati. Circa 8 milioni di euro in un anno da spartire tra poche persone; mentre la voce ‘Servizi’ e ‘Spese materiali e di struttura’ comprende i costi di locazione, utenze, noleggio auto, viaggi aerei in business class, lussuosi hotel e ristoranti, ecc. sempre riferito ai dirigenti ed allo staff di segreteria. Circa 9 milioni di euro, il tutto vergognosamente esagerato.”

di Cinzia Marchegiani

Continua far parlare di se la maratona per la raccolta dei fondi che sulla rete ammiraglia italiana sta raccogliendo soldi per la fondazione Telethon iniziata l’8 dicembre. Caustico tuona il presidente del PAE, Partito Animalista Italiano:” che è iniziata la campagna mediatica per la raccolta fondi di Telethon sulle reti Rai all'insegna della menzogna, la conduttrice del programma La Vita in Diretta, Cristina Parodi insieme al direttore generale Telethon Francesca Pasinelli, nella presentazione dell'iniziativa ha dichiarato che l'intero importo delle donazioni viene destinato totalmente alla ricerca scientifica per sconfiggere le malattie genetiche e rare. Niente di più falso.”
Nel dettaglio Fuccelli spiega il motivo:”Telethon destina solo il 35,5% alla voce "delibere per ricerca" tutto il resto ed esattamente il 64,5% è destinato ad altre voci : personale, servizi, spese materiale e di struttura, acquisti, ammortamenti, oneri commerciali oneri finanziari, altri oneri. La voce ‘Personale’ comprende compensi, stipendi, emolumenti dei dirigenti e dello staff di segreteria e non dei medici, ricercatori o scienziati. Circa 8 milioni di euro in un anno da spartire tra poche persone; mentre la voce ‘Servizi’ e ‘Spese materiali e di struttura’ comprende i costi di locazione, utenze, noleggio auto, viaggi aerei in business class, lussuosi hotel e ristoranti, ecc. sempre riferito ai dirigenti ed allo staff di segreteria. Circa 9 milioni di euro, il tutto vergognosamente esagerato.”

Una denuncia pesante quella che Stefano Fuccelli vuole portare avanti e lo fa con tanto di dati proprio sulle donazioni che la fondazione riceve e spiega:”Del fondo che rimane è circa il 35,5% e che dovrebbe essere destinato alla ricerca di fatto viene utilizzato principalmente per stipendiare i circa duecento membri, tra dottorandi, ricercatori, tecnici e personale amministrativo del progetto Tigem; per finanziare la ricerca sugli animali nell’Istituto San Raffaele (istituto del prete Don Verzè noto alla cronaca per il crack finanziario e per l'acquisto di un jet privato dal costo di 20 milioni di euro onde evitare le file in aeroporto) Telethon per la terapia genica, del progetto Hsr-tiget; per finanziare l’Istituto Telethon Dulbecco, un programma creato per sostenere la carriera indipendente di giovani ricercatori del progetto DTI.” Il sito ufficiale riporta testualmente che la Fondazione Telethon* è un ente senza scopo di lucro riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Si occupa principalmente: della raccolta dei fondi e della loro assegnazione a progetti di ricerca rigorosamente valutati e approvati da una Commissione medico-scientifica indipendente e internazionale; della gestione degli istituti interni di ricerca (Tigem, HSR-Tiget, DTI); della gestione diretta dei fondi di ricerca assegnati a enti esterni (università, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, enti ospedalieri altri istituti di ricerca). In questo caso gli scienziati affidano alla Fondazione l’assegnazione delle borse di studio e l’acquisto di prodotti e servizi necessari ai loro progetti di ricerca. Per questo lo stesso Fuccelli invita il d.g. Pasinelli a dichiarare i numeri reali, che dopo 2500 progetti, 405 milioni spesi, 459 malattie finanziate, 9380 pubblicazioni, hanno prodotto ben poco, e riporta una dichiarazione di Francesco Paravati presidente della Società Italiana di Pediatria Ospedaliera a margine del VI Congresso Nazionale tenutosi a Roma:”'in questi anni abbiamo assistito in Italia ad un aumento esponenziale delle malattie genetiche e quelle rare che interessano circa 50.000 pazienti in età pediatrica". Il PAE non guarda solo in casa Telethon, ma anche i legami quasi indissolubili che la stessa fondazione ha con la RAI e la BNL :”Il servizio Report di Milena Gabanelli spiega come Telethon sia considerato un varieta', pertanto l'autore che firma il programma percepisce dall'emittente un compenso per il suo contratto di esclusiva e una cifra a minutaggio stabilita dalla SIAE che e' di 79 euro a minuto. Se calcoliamo che queste maratone hanno una durata di oltre 30 ore, è evidente che si accumulano compensi di oltre 150.000 euro.”Anche le fondazioni bancarie entrano i questa maratona dove i bambini e le loro tragiche storie entrano con forza ed emotività nelle case degli italiani passando da un format ormai ben congeniato. A spiegarlo, anzi ad alzare il dito contro questi rapporti economici ritorna Fuccelli:”Il 60% dei fondi raccolti è passato attraverso la Bnl sponsor dell' iniziativa ed il Centro studi Telethon che viene finanziato attraverso il fondo etico Fondo Bnl Telethon, investe in azioni e obbligazioni di imprese. E' evidente che alla ricerca scientifica Telethon destina solo una piccola parte dei fondi ricevuti, oltretutto la ricerca utilizza metodi sbagliati quale la sperimentazione animale, euristica pratica non predittiva per il genere umano, visto che le malattie oggetto della mission della Fondazione sono in aumento esponenziale.”

Per questo motivo  il PAE invita Pasinelli ad essere più trasparente possibile, in virtù dell’onestà intellettuale che in queste dirette televisive dovrebbe essere un punto cardine, e prima di chiedere le donazioni, i telespettatori devono conoscere il destino dei fondi ricevuti. Fuccelli ricorda che Telethon, Rai e Bnl sono sotto indagine giudiziaria:”Iscritti nel registro degli indagati il presidente del cda di Bnl Luigi Abete, l’ad Fabio Gallia, l’ex vicepresidente Piero Sergio Erede e il presidente del collegio sindacale Pier Paolo Piccinelli ma anche il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, in qualità di ex capo della Vigilanza di Bankitalia, per usura a danno dei piccoli risparmiatori.”

Insomma retroscena pesanti denunciati dal PAE che un garante in primis della RAI dovrebbe scardinare poiché è impensabile che si possa far leva sui volti dei bambini e il dramma delle malattie per fare cassa. Nel dettaglio l’Osservatore d’Italia cercherà di capire quanti soldi sono stati donati alla fondazione e quali terapie geniche sono state d’aiuto per chi da tanti anni sente promettenti ricerche, ma che con triste consapevolezza è rimasta ancora di nuovo ad aspettare….forse è arrivato il momento di cambiare strategia? Intanto da una prima passeggiata sul sito Telethon si possono leggere per ogni malattia studiata, fondi milionari destinati, diverse pubblicazioni e la conferma che per molte di queste patlogie “al momento non esiste una terapia risolutiva per la malattia.” Sarà interessante fare una classifica e le eventuali terapie geniche individuate, un modo per dare più trasparenza per chi vuole nella libertà contribuire alla ricerca e comprendere che forse non esiste solo Telethon. La Rai dovrebbe dare pari opportunità, poiché nel pluralismo dell’informazione si sconfiggono legami che troppo spesso finiscono nel setaccio delle indagini! 




RAI E TELETHON: UN RAPPORTO CON PIU’ OMBRE CHE LUCI

La denuncia del PAE:”la RAI non garantisce la libera e corretta informazione, sponsorizza la sperimentazione animale, dice sì a Telethon ma non alla ricerca con metodi alternativi avanzati”

di Cinzia Marchegiani

Come ogni anno Telethon è ritornata fare cassa in Rai, tra volti di bambini e storie delicatissime di malattie genetiche e rare si esorta il pubblico a fare donazioni che in tantissimi anni hanno fatturato un vero tesoro, denaro che viene gestito per studi e sperimentazioni che dovrebbero portare un raggio di luce per tante famiglie che nell’ombra vivono drammi quotidiani insormontabili. La venticinquesima edizione della maratona televisiva Telethon è già iniziata dall’8 dicembre sulle reti Rai e terminerà il giorno 14 dicembre. Anche quest’anno non mancano le forti polemiche intorno a questo evento da parte del Partito Animalista Europeo che è sceso in campo ed è critico verso il servizio pubblico. Per questo Stefano Fuccelli, il suo presiente rivolge un appello non solo verso le persone sensibili alla causa animalista ma anche a tutti coloro che vedono negato il diritto ad una corretta e libera informazione, ed esorta a non pagare il canone Rai: ”La RAI, se da un lato invita noi contribuenti a versare obbligatoriamente il canone con proposte sempre più aberranti (come inserirlo direttamente sull'energia che paghiamo), dall'altro tende ad evitare di rispondere alle pesanti accuse legate a tangenti, a presunte assunzioni dirigenziali poco chiare e torbide situazioni. In riferimento alle iniziative televisive di servizio pubblico e impegno sociale orientate alla raccolta fondi destinati alla ‘mission’ della fondazione Telethon, che da oltre venti anni coinvolge il pubblico a sostenere con una donazione il lavoro dei ricercatori, è stato richiesto di inserire all'interno del palinsesto televisivo e radiofonico Rai programmi di divulgazione ed informazione circa i metodi di ricerca scientifica alternativi/sostitutivi ed avanzati senza uso di modelli animali, quegli stessi metodi che negli USA vengono finanziati con 200 milioni di dollari dal Governo americano. Mentre altrove si investe sul futuro della ricerca, in Italia si persevera nello studiare la risposta sul topo, nonostante il modello animale sia assunto come gold standard sulla base di un'ipotesi di predittività mai verificata.”
Quello che il PAE evidenzia è il dato oggettivo che vede l'azienda di Stato sponsorizzare soltanto ed unicamente Telethon e similari con i soldi pubblici provenienti quindi anche da chi, come confermato dall'oltre l'80% degli italiani, è contrario alla sperimentazione animale. Stefano Fuccelli dichiara: ”La Rai ha il dovere di garantire la libera e corretta informazione senza omissioni o censure, soprattutto quando è la maggioranza democratica a richiederla. Più che servizio pubblico la Rai è al servizio dei pochi potenti collusi con la solita lobby del farmaco.”
Fuccelli fotografa un dato allarmante che riguarda i fondi che vengono investiti sulle le ricerche scientifiche:”Laddove gli Stati Uniti ed i più importanti Stati membri dell' UE investono ingenti capitali sui metodi alternativi classici e sulla nuova frontiera dell'innovazione come il progetto Human-on-a-chip, Tessuti Umani Artificiali sponsorizzato dalle agenzie Usa per la difesa con 200 milioni di dollari, o il programma US ToxCast generazioni di dati tramite tecnologie robotica ad alta produttività, con soli 80 mila euro destinati alle alterative l'Italia è il fanalino di coda circa la ricerca scientifica avanzata. In Europa, con il successo di Stop Vivisection, l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ECI), che ha raccolto più di 1.200.000 firme certificate e di cui il PAE è il maggiore sponsor, indicherà alla Commissione Europea la strada legislativa da seguire per rendere obbligatori i metodi sostitutivi e proprio lo scorso 26 novembre è iniziato ufficialmente l'iter normativo.”
Insomma, si vuole e si pretende che sia dato spazio nella stessa egual forma a circa l'80% degli italiani che è favorevole alla ricerca senza l'uso degli animali, un dato quest’ultimo che emerge dall'ultimo Rapporto Italia Eurispes. Indipendentemente dal profilo tecnico-scientifico, anche l'opinione pubblica ha espresso un netto parere di condanna alla vivisezione, e Fuccelli va dritto con la sua denuncia:”La Rai ha il dovere di garantire la libera e corretta informazione senza omissioni o censure, soprattutto quando è la maggioranza democratica a richiederla. Più che servizio pubblico la Rai è al servizio dei pochi dove vince sempre la lobby del farmaco."
Critico anche Memento Naturae che al fianco del PAE ricorda come moltissime associazioni contrarie alla vivisezione denunciano e comprovano come siano troppi gli studi effettuati su animali per curare malattie genetiche umane, la Ricerca senza Animali, una voce fuori dai ritornelli mediatici, ma che sta prendendo sempre più piede con investimenti anche molto consistenti, sopratutto in Germania e negli Usa, atta a sostituire una pratica ormai ottocentesca a detta della stragrande maggioranza delle menti più esperte e più libere da certi condizionamenti e dogmi della cosiddetta "comunità scientifica".
Memento Naturae, in perfetto accordo ed in stretta sinergia con il Partito Animalista Europeo ha annunciato un presidio che si terrà il 12 dicembre davanti al Charity Show, qualora la Rai non accogliesse la richiesta di dare altrettanto spazio anche per la raccolta fondi  e informazione per ricerche che si avvalgono dei metodi alternativi:”Se la RAI però decidesse di tacere, come già ha fatto lo scorso anno dopo gli scontri avvenuti sempre in merito al Charity Show e tenuti ben nascosti, dimostrerebbe ai più di non essere un servizio pubblico ma di essere solo una delle tante altre aziende affaristiche. In secundis, ci preme sottolineare come sia piuttosto strano che le banche che non ci sembra brillino di filantropia quando si tratta di chiedere dei rientri forzati per mandare sul lastrico una famiglia o per far suicidare un imprenditore utilizzando Equitalia o Gerit, siano così accondiscendenti nell'ottenere fondi da donare a Telethon, che nel frattempo per le sue terapie geniche stringe sodalizi con multinazionali farmaceutiche come la GlaxoSmithKline che insieme alle più note Novartis e Roche, sempre più sotto i riflettori dopo gli avvenimenti legati al vaccino Fluad e il caso Avastin Lucentis, in un caso di sentenza da parte di un tribunale di Milano che accusa GSK di essere responsabile di un bambino autistico per via del vaccino Infanrix Hexa.”

Il telespettatore dovrebbe avere la possibilità di poter scegliere come investire il proprio denaro, ma se non ha alternativa, il pluralismo e l’obiettività si va a far benedire. Gli studi che emergono dalla sperimentazione animale, dovrebbero essere profusi anche a chi nella propria quotidianità è lontano dalla pratica medica e dalla ricerca scientifica….e il dato oggettivo in merito si evince anche dai tomi di farmacologia, anche quelli datati che qui riportiamo: ”E’ importante riconoscere i limiti delle prove precliniche (SUGLI ANIMALI) che comprendono tre punti in particolare 1) sugli animali si valuta la tossicità, ed è lunga e costosa; 2) si devono usare un gran numero di animali per ottenere dati preclinici; 3) l’estrapolazione dei dati di tossicità dagli animali all’uomo non è completamente attendibile….per questo meno di un terzo dei farmaci che vengono sottoposti a sperimentazione clinica (quindi sull’uomo) ottengono l’approvazione alla vendita. Interessante sarebbe capire come gli animali possono essere predittivi per le malattie genetiche….