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Roma Capitale, disorganizzazione senza precedenti ai seggi elettorali: dipendenti comunali costretti a lavorare anche per 26 ore continuative

ROMA – “Una disorganizzazione senza precedenti: dipendenti comunali costretti a lavorare con orari di servizio anche di 26 ore continuative per sopperire alle gravi mancanze organizzative del Segretariato Generale di Roma Capitale, unico responsabile dell’organizzazione della tornata elettorale. Da anni continuiamo a denunciare la disorganizzazione e l’inefficienza della macchina comunale che continua ad obbligare i dipendenti capitolini a sopperire alle assenze di presidenti e scrutatori dei seggi elettorali sorteggiati per l’espletamento del mandato richiesto dalla Corte di Appello di Roma. Abbiamo più volte suggerito all’Amministrazione possibili soluzioni ma sempre inascoltate e credo che questa volta si sia raggiunto il massimo dell’inefficienza. Ma la cosa più grave è che non si è in alcun modo garantita la salute dei lavoratori, un vero incubo per le commissioni elettorali e per gli elettori.”

 

“Il caso eclatante si è raggiunto presso i seggi per i residenti all’estero di Castelnuovo di Porto presso i quali sono stati obbligati, dall’Amministrazione capitolina, ad andare centinaia e centinaia di lavoratori di Roma Capitale, addirittura anche coloro che dovevano ricevere i dati dai seggi presso il Dipartimento dei servizi informatici a Roma sono stati obbligati a raggiungere Castelnuovo di Porto questa notte a bordo di taxi, in quanto risultavano ancora chiusi alcuni seggi per carenza di scrutatori. Proprio in questa località la disorganizzazione ha raggiunto livelli altissimi, con problemi evidenti alla circolazione stradale, mancanza di parcheggi adeguati e con personale sostanzialmente abbandonato per mancanza di precise indicazioni organizzative capaci di gestire in loco l’emergenza che si andava consumando, anche per l’insopportabile assenza di personale Dirigenziale lì dove era palese e prevedibile l’implosione del sistema”.
“Per questo abbiamo deciso di inviare un esposto alla Sindaca Virginia Raggi, per i fatti gravissimi che hanno reso le operazioni elettorali di tanti seggi un vero incubo per i componenti delle commissioni elettorali, chiedendo l’apertura immediata di un’indagine amministrativa che faccia chiarezza su quanto accaduto ed individui i responsabili anche per le inaccettabili condizioni del personale ”.

“Roma Capitale, i suoi cittadini ed il personale Capitolino meritano il rispetto negato davanti a quella che è la manifestazione più alta della nostra Costituzione, il diritto dovere del voto, che non può che collimare con i diritti individuali delle persone.” “Per far si che questa città possa cambiare passo è necessario avere prima di tutto una nuova visione organizzativa, che al momento risulta essere il vero freno al cambiamento.”




Roma, ennesima caduta albero. Sfiorata ancora una volta la tragedia

ROMA – Ennesima caduta di un albero a Roma e ancora tragedia sfiorata. Un pino è caduto ieri mattina all’alba in viale Tirreno nel quartiere di Montesacro colpendo sei automobili in sosta: Bmw, Opel Corsa, Ford Fiesta, Peugeot, Citroen C1, Opel Astra. Fortunatamente non si sono registrati feriti. L’albero è stato successivamente rimosso dal centro emergenza verde. Sul posto è intervenuta la Polizia locale di Roma Capitale Gruppo Nomentano.

“Mentre l’amministrazione grillina prosegue nell’attività di monitoraggio delle alberature nella Capitale, degli interventi di manutenzione non c’è traccia. – Hanno dichiarato in una nota congiunta Fabrizio Ghera candidato al Consiglio regionale del Lazio e Manuel Bartolomeo già consigliere nel Municipio III – In viale Tirreno nel Municipio III, infatti, si registra l’ennesima caduta di un albero di grosso fusto che si è abbattuto su tre autovetture e solo per fortuna non ha colpito nessuna persona. Città abbandonata e strage di alberi, ecco la Roma dei 5 Stelle”.




Roma Capitale: I revisori bocciano il bilancio 2016

ROMA – L’organismo di revisione economica e finanziaria ha bocciato il bilancio consolidato di Roma Capitale. In particolare nel parere, reso noto oggi, l’Oref “non ritiene che le risultanze esposte in bilancio rappresentino in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo amministrazione pubblica di Roma Capitale”. Quindi “esprime parere non favorevole all’approvazione del bilancio consolidato di esercizio 2016”. Inoltre invita il Comune ad “adottare i provvedimenti di competenza potenziando le strutture preposte al controllo e alla verifica dei rapporti con le società partecipate”.

“La nostra amministrazione approverà il Bilancio consolidato 2016 di Roma Capitale – replica l’assessore capitolino al Bilancio Gianni Lemmetti – E non si farà fermare da chi approfitta del suo ruolo tecnico per esprimere giudizi politici che non gli competono. Giunta e maggioranza M5S andranno avanti compatti nel dare via libera al Bilancio consolidato entro la scadenza di legge del 30 settembre anche se l’Oref, l’organismo di revisione economico-finanziaria del Campidoglio, ha espresso un parere negativo nei confronti del documento. Un parere non richiesto, visto che la normativa prevede che sul consolidato i revisori rilascino solo una relazione”. “Ancora una volta, dunque, l’organo di revisione utilizza la valutazione di un documento contabile del Comune per ritagliarsi uno scampolo di protagonismo che esula dal suo ruolo istituzionale – aggiunge – Così come esula dai compiti dei revisori rilasciare interviste ai giornali su temi sensibili dell’amministrazione, cercando di dettare la linea sulle politiche di bilancio in spregio delle regole deontologiche della professione di revisore contabile. L’Oref esprime dunque pareri politici. Ma se i revisori vogliono fare politica devono candidarsi e ottenere il consenso dei cittadini.

Altrimenti devono attenersi alla loro funzione e lasciare ai portavoce dei romani, legittimamente eletti, il compito di compiere le scelte per il futuro della Capitale. Noi riteniamo che il Bilancio consolidato sia costruito in maniera corretta, grazie a un grande lavoro svolto dalla ragioneria comunale, e fotografi in modo veritiero la situazione economica-finanziaria di Roma Capitale e delle sue partecipate. Una situazione che, tra l’altro, ereditiamo da un passato fatto di debiti e ruberie. Per questo lo approveremo e non consentiremo che venga ostacolato il percorso di un’amministrazione che, dopo decenni, ha ristabilito la legalità nei conti di questa città”.




Roma Capitale: la Cisl denuncia la mancanza di trasparenza

di Silvio Rossi

ROMA – La trasparenza non si esercita solamente con dichiarazioni a effetto, bensì è una pratica costante che necessita dell’impegno di chi si pone a guida di un ente. Su questo principio il segretario della Funzione Pubblica della CISL di Roma e Lazio, Giancarlo Cosentino, ha inviato una richiesta alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, per denunciare l’atteggiamento adottato dalla Direzione del Dipartimento Risorse Umane, che nonostante la dichiarata disponibilità della prima cittadina, ha negato all’organizzazione sindacale l’accesso agli atti in merito alla mancata erogazione nella busta paga di Giugno del salario accessorio.

In una nota, la Cisl Funzione Pubblica afferma: “La sbandierata semplificazione così come la partecipazione ai processi organizzativi si infrangono negli scogli ormai obsoleti di una burocrazia ferma a qualsiasi stagione del cambiamento. Per cambiare, Roma, ha bisogno di essere riorganizzata, ma per questo la Sindaca deve poter esercitare il suo ruolo di direzione. Oggi purtroppo viene smentita da chi fino ad ora ha avuto l’incontrastato governo di una burocrazia inadeguata a governare una macchina di 23000 dipendenti. E’ imbarazzante e grave, che senza motivazione alcuna i vertici amministrativi della direzione delle risorse umane, in palese violazione di legge, contrastino passivamente ogni più elementare richiesta di trasparenza. Sono sempre quei vertici amministrativi che ad oggi non sono in grado di spiegare perché 23.000 dipendenti non ricevano il loro giusto salario o magari venendo meno a loro doveri d’ufficio non pubblicano bandi per procedere al conferimento delle posizioni organizzative lasciando l’ente in un caos organizzativo mai conosciuto ad ora”. La richiesta del sindacato, indirizzata alla direzione capitolina, intendeva conoscere i motivi per cui ai dipendenti di Roma Capitale non è stato erogato il salario accessorio. Alla richiesta di accesso agli atti, è stato risposto con un diniego. Pur imputando alla struttura burocratica la mancata collaborazione, è proprio alla Raggi che viene chiesto l’intervento, per risolvere la questione. In una lettera a lei indirizzata, viene chiesto: “Di certo le sue indicazioni sulla massima trasparenza delle procedure e la storia politica mal si coniugano con una palese violazione del diritto che sta portando avanti la Direzione del personale. Le chiediamo un immediato intervento al fine di ripristinare il diritto e la trasparenza anche da Lei invocata. Purtroppo, nostro malgrado, se non arriveranno tangibili segnali nelle prossime ore saremo costretti ad intraprendere una via di tutela legale che per gli scriventi è sempre l’ultima ratio”. Insiste la nota “Chiediamo alla Sindaca come si sarebbe comportata, se ancora nel suo ruolo di consigliera comunale del suo schieramento politico se tutto ciò fosse accaduto”.




ROMA CAPITALE: PARTITO IL COUNT DOWN PER VIRGINIA RAGGI

Red. Politica

Roma – Oggi l'incontro tra Virginia Raggi  e il mini-direttorio pentastellato che la dovrà affiancare nel suo mandato da sindaco della capitale. All'incontro saranno presenti la senatrice del M5s Paola Taverna, la deputata Roberta Lombardi, il consigliere regionale del Lazio Gianluca Perilli. Assente l'europarlamentare Fabio Massimo Castaldo, in trasferta a Parigi.

Parte dunque il count down finale per Virginia Raggi per la presentazione della sua giunta. Il giorno clou per i pentastellati è fissato per il prossimo giovedì 7 luglio, giorno in cui si riunirà la massima assise comunale dove saranno proclamati gli assessori che formeranno la squadra di governo. "La quadra già c'è e le persone non mancano affatto", assicurano dal Campidoglio dopo che nei giorni scorsi era circolata pure l'ipotesi di uno slittamento della presentazione dell'esecutivo. "Per alcune caselle, addirittura, si sta scegliendo tra più possibilità", aggiungono le stesse fonti. Ma in Campidoglio gli animi non sono affatto così sereni come si vorrebbe far credere. Il caso di Raffaele Marra, il dirigente pubblico (con precedenti esperienze con Gianni Alemanno e Renata Polverini) che è stato scelto per il ruolo di vicecapo di Gabinetto, ha annuvolato l'alba dell'Era Raggi. E ha iniettato veleni nella contesa, evidentemente già in atto, tra le correnti pentastellate, ora alle prese anche con il rimpallo delle responsabilità per la nomina. "A suo favore era intervenuta la Lombardi che lo conosceva…", mormora qualcuno nel movimento.

"Una totale falsità", smentisce un altro esponente romano del M5S. Sta di fatto che ora, dopo le polemiche interne e una telefonata che sarebbe intercorsa tra lo stesso Beppe Grillo e il primo cittadino, la decisione è stata presa. Marra a breve "sarà spostato ad altro incarico". Con lui potrebbe traslocare anche Daniele Frongia, braccio destro della Raggi e nominato capo di Gabinetto. Per lui si prospetta la possibilità di un altro ruolo: vicesindaco 'politico' di Raggi. La casella è ancora vuota e "se l'ipotesi dello spostamento di Frongia non dovesse concretizzarsi – si ragiona nel mini-direttorio romano – potrebbe anche restare vuota per adesso". Rimandando ad un momento successivo, con acque magari meno agitate, la scelta di chi siederà sulla seconda poltrona di Palazzo Senatorio.

Da oggi si terranno le ultime riunioni per chiudere sull'assetto definitivo della squadra, in vista dell'appuntamento del 7 luglio, alle 15. In gioco c'è la credibilità come forza di governo del Movimento non solo a Roma, ma anche a livello nazionale, dove i pentastellati si propongono come principale forza politica alternativa al Pd. Tant'è che è proprio il Partito Democratico tra i primi a partire all'attacco sulla situazione della Capitale. "Roma è ancora senza giunta, unica città in Italia. La Raggi, bloccata fra veti e dossier, dimostra una incapacità di governo da far paura", affonda il deputato Marco Miccoli. Mentre da Scelta Civica si fa sentire Gianfranco Librandi: "Mentre la città è al collasso, il sindaco Raggi è persa nei meandri del manuale Cencelli, con telefonate che arrivano da Milano (Casaleggio) e da Genova (Grillo) per condizionare la scelta degli assessori di Roma, mediando tra le varie correnti. Praticamente, un sindaco commissariato".
 




ROMA CAPITALE, AFFIDAMENTO SERVIZIO TESORERIA 2016/2020: NESSUNA OFFERTA PERVENUTA. BANCHE DISERTANO LA GARA

Red. Cronache

Roma – Arriva lo “sconto” da parte del Campidoglio al pool di banche composto da Unicredit, Bnl e Montepaschi al quale è stato affidato il servizio di tesoreria dal 2001 al 31 dicembre 2015. Con una delibera di Assemblea capitolina adottata dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca lo scorso 31 marzo, infatti, Roma capitale ha deciso di accogliere la richiesta degli istituti di credito che da tempo, lamentando condizioni del contratto di affidamento non più remunerative – a causa di intervenute modifiche riguardo i tassi di interesse sulle somme detenute presso il tesoriere e sul tasso di remunerazione delle giacenze in Banca d’Italia – chiedevano di rinegoziare i contenuti degli accordi. In particolare, le banche avevano chiesto al Campidoglio: di accettare una drastica riduzione, da 2.400.000 euro a 750.000 euro, del contratto di sponsorizzazione che gli istituti tesorieri, come da contratto di affidamento, devono garantire annualmente al Campidoglio; di restituire alle stesse banche il 50% degli interessi che le stesse hanno versato al Campidoglio nel 2015, per un totale di oltre 470.000 euro. Entrambe le richieste, sentito il parere dell’Avvocatura comunale, sono state accolte dal Campidoglio “a salvaguardia della funzionalità del Servizio di Tesoreria e tenuto conto della particolare congiuntura connessa alla scadenza della convenzione in essere ed alla pubblicazione in corso della gara per il nuovo affidamento”.

Intanto, a causa dell’onerosità del servizio di tesoreria, il Campidoglio sta trovando difficoltà a trovare istituti di credito disponibili a gestire le casse capitoline. Se già nella gara per l’affidamento del servizio tra il 2011 e il 2015 gli unici a rispondere erano stati in Rti Unicredit, Bnl e Montepaschi, nessuna offerta è pervenuta alla procedura bandita per il successivo periodo dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2020, nonostante il Campidoglio non abbia previsto tra i requisiti di partecipazione alla gara il contributo per la sponsorizzazione.




ROMA CAPITALE: TRA PAURE E FALSI ALLARMI ARRIVA LA STRETTA SULLA SICUREZZA

di Matteo La Stella
Roma – La città di Roma, già da inizio settimana, ha iniziato la sua “muta” verso una maggior sicurezza. In seguito agli attentati che lo scorso 13 novembre hanno afflitto Parigi, l'Urbe si blinda mentre per le strade cresce la preoccupazione. L'egida delle misure antiterrorismo non basta neanche quando a parlare è il Pontefice. Sotto un cielo grigio, la tradizionale udienza del mercoledì in Piazza San Pietro ha visto aumentare i controlli da parte delle forze dell'ordine con una allarmante diminuzione delle presenze a 20 giorni dall'inizio del Giubileo. Non vuole restrizioni Papa Bergoglio, secondo cui:”Non dobbiamo arrenderci all'idea di dover applicare questo sistema a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società”. E soprattutto a quella della Chiesa:”Sarebbe terribile. Una Chiesa inospitale- spiega Francesco- così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo! Niente porte blindate nella Chiesa, tutto aperto”. Parole che hanno risuonato per tutta la Piazza, prima che a poche decine di metri scattasse un allarme bomba, rientrato in pochi minuti.

Falso allarme. Oggetto della segnalazione un trolley incustodito su Via Traspontina, davanti l'ingresso dell'università Lumsa. Quì, a due passi da Via della Conciliazione, sono intervenuti intorno alle 12 e 30 gli agenti di Polizia supportati dagli artificieri che, in poco tempo, hanno controllato la valigia risultata poi essere vuota. Intanto, la vicina università era stata evacuata per precauzione. Un clima di tensione diffuso nella città, che solo 24 ore prima aveva portato le forze dell'ordine ad un altro intervento. Poco dopo le 12 di martedì mattina, infatti, gli agenti del commissariato Castro Pretorio insieme agli artificieri e ai Vigili del fuoco si erano mossi in blocco verso l'Ambasciata americana. In Via Veneto era stata recapitata una lettera senza mittente, contenente minacce in inglese. “Vi faremo fare la stessa fine che abbiamo fatto fare a Madrid nel 2004”, tuonava la lettera corredata da una manciata di polvere nera. Quest'ultima, analizzata sul posto, era risultata essere innocua mentre sul caso indagano tutt'ora gli uomini della Digos.

L'appello del prefetto. Per contrastare il timore dilagante ed arginare situazioni di pericolo, già da sabato sono state maggiorate le misure di controllo, ampliate ulteriormente dal Comitato di ordine pubblico e sicurezza nella giornata di mercoledì. Una vera e propria stretta in materia, ripresa nel pomeriggio dal prefetto di Roma a margine dell'inaugurazione della sala operativa per il 112, il neonato numero unico per le emergenza. “La vicenda parigina ci ha rifocalizzato su target che prima ci sembravano più marginali nel senso che è aumentato il novero degli obiettivi”. Questo il commento del prefetto che poi ha lanciato un appello: “Siamo consapevoli di essere all'interno di una minaccia ma questo non ci deve minimamente indurre ad un atteggiamento di paura. Dobbiamo continuare a vivere la nostra vita sapendo che le istituzioni lavorano in maniera molto seria e proficua”. “Siamo consapevoli di essere dentro ad una minaccia- ha aggiunto Gabrielli- ma anche che le istituzioni lavorano perché ciò sia reso più complicato”. Sto ricevendo lettere dai dirigenti scolastici di tutta Italia che mi stanno chiedendo se è opportuno o meno venire a Roma – ha continuato il prefetto – e se le scolaresche sono in una situazione di sicurezza”. Un atteggiamento di timore, quello dei dirigenti scolastici che secondo l'ex capo della Protezione civile: “Va sconfitto con il buon senso. Vogliono rendere la nostra società invivibile e questo lo si fa attraverso la paura”. In seguito, il prefetto ha evidenziato l'approvazione da parte del Comitato in merito alla distribuzione delle forze di sicurezza messe a disposizione dal Governo.”Stiamo pianificando interventi sul territorio anche per quel che riguarda la sicurezza percepita“.

Metropolitane sotto i riflettori. Gabrielli ha sottolineato, peraltro, che: ”Avremo un presidio, di fatto, in quasi tutte le stazioni delle tre linee della metropolitana, in tutti nodi di scambio e in tutti quei luoghi di aggregazione che possono rappresentare degli obiettivi. Questo sforzo però non deve essere solo 'romanocentrico', ma deve essere percepito anche nelle periferie”.

Niente più droni su Roma. Categoriche, invece, le indicazioni per quanto riguarda i droni. Per scongiurare possibili attacchi terroristici effettuati tramite velivoli senza pilota, il prefetto ha riferito :”Memori anche di quanto avvenuto durante il funerale di Vittorio Casamonica- quando un elicottero lanciò petali di rosa dal cielo, alzandosi in volo sulla città senza alcuna autorizzazione- stiamo predisponendo un potenziamento dei sistemi di intercettazione e, nelle condizioni che lo consentiranno, anche di abbattimento. La prima regola – ha aggiunto Gabrielli- è che è fatto divieto di abbattere qualunque cosa voli sopra i centri abitati perché il danno sarebbe maggiore”. “Che gli ultraleggeri o i droni volino è un dato scontato. Il tema dei temi – spiega l'ex capo della Protezione Civile – è non farli alzare in volo“. Quindi, ha concluso il prefetto:” Ci stiamo attrezzando per potenziare sia il sistema di rilevamento sia quello di contrasto in occasione degli eventi che consideriamo più esposti”.




ROMA CAPITALE: NICOLA ZINGARETTI DICE NO A CANDIDATURA A SINDACO

Redazione

Roma Capitale – Dopo aver deciso di correre per la Regione e di rinunciare alla candidatura a sindaco nel 2013, Nicola Zingaretti dice un altro 'no' all'ipotesi di fare il sindaco di Roma. “Leggo da retroscena giornalistici che si penserebbe a me come candidato più forte per il Sindaco a Roma per il centrosinistra. Lo interpreterei anche come il riconoscimento di un lavoro immenso di risanamento e rilancio fatto in questi tre anni alla Regione Lazio". Lo dichiara, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Questo sicuramente è un dato importante – dice Zingaretti – Ma, come ho già detto da tempo, escludo questa ipotesi. I motivi sono noti. Chi mi conosce sa quanto le mie riflessioni sul mio ruolo siano tutte esclusivamente dedicate e concentrate a concludere un lavoro durissimo avviato in questa legislatura regionale e che dopo tre anni inizia a dare i suoi frutti. Sono convito peraltro che questo sia il modo più serio per dare il mio contributo al centrosinistra”.




ROMA CAPITALE: BOTTA E RISPOSTA TRA RENZI E MARINO

Redazione

Roma – Nel 'day after' la fine dell'esperienza di Ignazio Marino alla guida di Roma, a seguito delle dimissioni di 26 consiglieri comunali, arriva anche il botta e risposta tra il premier Matteo Renzi e il primo cittadino. "Ma quale mandante, ma quale congiura? Una città funziona se il sindaco riesce a far girare gli autobus, a mettere a posto il verde pubblico, a sistemare qualche strada e qualche buca, non è questione di grandi dibattiti filosofici, o funziona o non funziona – commenta Renzi al Tg1 – Se una città non funziona, evidentemente bisogna prenderne atto. E' accaduto questo a Roma", dove “26 consiglieri comunali pur di mettere la parola fine a questo balletto indecoroso, si sono addirittura dimessi loro, hanno rinunciato alla poltrona con un grande gesto di stile”. E ora “occorre tornare ad avere quella fiducia nei propri mezzi che a Roma c'è sempre stata.

Dire 'sono cittadino romano' prima era un vanto, ora è diventato quasi un motivo di preoccupazione: gli scandali, le polemiche. Sono convinto che con il lavoro del prefetto Tronca e tutti coloro che gli daranno una mano, il prefetto Gabrielli e i collaboratori che saranno scelti, noi saremo in condizione di restituire ai romani fiducia ed entusiasmo”. Per il presidente del Consiglio è “arrivato il momento di stoppare le chiacchiere, e metterci a parlare di cose concrete: trasporti, riorganizzazione di una città, e anche un investimento sulle periferie”.

La replica di Marino arriva con un post su Facebook: "Con le sue dichiarazioni di oggi al Tg1 e al TG2 il Presidente del Consiglio conferma di avere un'idea sommaria e insufficiente della situazione di Roma", scrive, aggiungendo: “Il capo del governo sorprendentemente ignora l'azione che insieme alla giunta, al governo nazionale e alla maggioranza in consiglio comunale abbiamo portato avanti per salvare il Comune che nel 2013 aveva 816 milioni di Euro di disavanzo e l'Atac con i suoi 874 milioni di Euro di debiti dal fallimento”. E ancora: “Ignora i tanti interventi di cambiamento radicale dal nuovo ciclo dei rifiuti che ha sottratto la gestione a un monopolista privato che agiva indisturbato dal 1963, lo stop al consumo dell'agro romano per nuovo cemento, il rinnovo dei vertici delle aziende municipalizzate non sulla base delle tessere di partito ma sulle competenze dei candidati. Ignora anche la dismissione di oltre 20 aziende non strumentali per i servizi ai cittadini ma utilizzate per poltronifici consociativi. Ignora lo stop a parentopoli, agli amici degli amici e la presenza della Mafia prima della discontinuità portata dalla nostra Giunta". "Il presidente del Consiglio ignora molte altre cose – aggiunge – Dispiace apprendere che Matteo Renzi non conosca il proficuo lavoro condotto con Palazzo Chigi per un piano di rientro pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che per la prima volta non crea nuovi debiti per Roma e ha riportato la legalità contabile nella Capitale. Dispiace anche che il contrasto alla corruzione, alle tangenti, al malaffare trovato non vengano considerati dal presidente del Consiglio valori degni di nota".




ROMA CAPITALE, LA DENUNCIA CGIL FP: "LAVORATORI DISABILI DEL CAMPIDOGLIO DISCRIMINATI"

Redazione

Roma – Lavoratori disabili del Campidoglio "discriminati" nelle valutazioni del personale ai fini dell’attribuzione della quota della produttività. A denunciarlo è il sindacato Cgil Fp, che ha inviato una lettera al sindaco Ignazio Marino e al suo vice con delega al Personale Marco Causi. "Con l’entrata in vigore della Nuova disciplina decentrata integrativa del personale non dirigente di Roma Capitale adottata con atto unilaterale, è stata attivata la procedura di valutazione del personale ai fini dell’attribuzione della quota della produttività – dice Fp Cgil – Ciascun dirigente responsabile di unità organizzativa di competenza ha avuto il compito di valutare il personale. Si sono rivolti a noi numerosi lavoratori assunti ai sensi della L 68/99, legge che si prefigge lo scopo di 'promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili attraverso il collocamento mirato' e alla verifica delle schede di valutazione di questi lavoratori a cui è riconosciuta una disabilità psichica o intellettiva, è emerso che in alcuni Dipartimenti e Uffici, i dirigenti responsabili non hanno adattato 'i fattori i criteri e la qualità' delle prestazioni di questi lavoratori alle loro specificità e abilità effettive". "Riscontrare, addirittura, una valutazione costantemente insufficiente e un giudizio di 'non adeguato/non valutabile' per lavoratori con deficit intellettivo e problematiche psichiche, lascia sgomenti – prosegue il sindacato – Ci piacerebbe conoscere su quali elementi e atti si basano tali giudizi. Si profila dunque un atteggiamento discriminatorio e mortificante, contrario al dettato normativo della legge 67/2006, perché pone in una condizione di svantaggio lavorativo sociale ed economico una fascia di personale che parte già da una condizioni di fragilità e non si promuove e favorisce la parità di trattamento e pari opportunità nei confronti di persone disabili. Chiediamo che a tali lavoratori siano garantite condizioni e presupposti di pari opportunità e a questo proposito chiediamo un incontro".




ROMA CAPITALE, GIUBILEO: MACCHINA PER INCAMERARE SOLDI?

di Simonetta D'Onofrio

Roma – Sono contrari alla proposta giunta direttamente dal quartier generale di "Roma Capitale".  Dicono “no” le Associazioni imprenditoriali del Turismo (Federalberghi Roma, Assoturismo, Fiavet Lazio), del settore eventi (Federeventi Lazio), le Associazioni delle guide e degli accompagnatori turistici (Federagit), le Associazioni degli operatori dei trasporti (Anstra, Anc t.p., Caipet, Anitrav e Federlazio trasporti) alla proposta di aumento dei ticket sui bus turistici dell’assessorato alla Mobilità di Roma Capitale.
I numeri degli arrivi e delle presenze previsti per il prossimo anno giubilare non sono infatti tali da giustificare ogni possibile aumento, essendo stimato solo un + 4% di arrivi e presenze a Roma, mentre i tour operator stranieri reagirebbero con forte contrarietà a un nuovo rincaro dei servizi, dopo quello del contributo di soggiorno, su accordi contrattuali già chiusi. Come ulteriori conseguenze negative vanno inoltre considerati i forti rischi per l’occupazione del settore e il logico calo di competitività di Roma di fronte ad altre Capitali europee e mondiali in seguito alla percezione, ormai diffusa nel settore a livello internazionale, che Roma tenti di far pagare ai propri visitatori i debiti della città.

Si tratterebbe infine di un’iniziativa in piena controtendenza con l’azione del Governo centrale: mentre si promettono taglie alle tasse a livello nazionale, si ricorrerebbe ancora ad inasprire la tassazione sul principale asset economico cittadino. Sul tema, infine, è già stata presentata una denuncia alla Commissione Europea che ha deciso di avviare sui ticket bus la procedura EU Pilot, un dialogo strutturato con le autorità italiane diretto all'acquisizione di informazioni sul sistema dei ticket. E' un primo passo, cui potrebbe seguire l'apertura di una procedura di infrazione laddove le risposte dell'Italia non fossero soddisfacenti.