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ROMA CAPITALE: VINCE MARINO, APPROVATO IL DECRETO "SALVA ROMA"

di Maurizio Costa 

Roma – L'attacco di Marino è subito arrivato alle alte sfere di Palazzo Chigi; il premier appena salito in carica, Matteo Renzi, ha fatto approvare il decreto sugli Enti Locali, che contiene anche quello per risanare le casse capitoline. I soldi che il Campidoglio ha versato alla gestione commissariale (365 milioni nel bilancio 2013 e 120 in quello del 2014) ritorneranno a disposizione del Sindaco Marino, che così potrà dar fiato alle casse dell'Amministrazione. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha dichiarato che: "La somma trasferita tra il Commissario ed il Comune di Roma resta uguale, ma le modalità sono differenti: sono somme dovute al commissario che vengono anticipate invece che diluite per fare massa critica." Il Salva Roma contiene anche la proroga della sanatoria Equitalia, che permetterà di pagare i debiti in un'unica soluzione senza eventuali more.
All'interno del decreto ci sono anche altre regolamentazioni: la Tasi verrà maggiorata fino allo 0,8 per mille, salta la Web Tax ed è stato presentato anche un decreto che affronta l'emergenza dei 24mila addetti alla pulizia nelle scuole. Delrio ha anche nominato nove viceministri e 44 sottosegretari.

Le dure parole del Sindaco di Roma, Ignazio Marino, hanno avuto il loro effetto. In un'intervista, il primo cittadino della Capitale si era esposto nettamente riguardo al famoso decreto "Salva Roma", che dovrà rimettere in sesto le malmesse casse capitoline. "Io domenica blocco la città" – aveva dichiarato Marino – "Per marzo non ci saranno i soldi per pagare il gasolio degli autobus o per retribuire i 25mila dipendenti comunali." Nel novero delle spese si aggiunge anche la santificazione dei due Papi, un evento planetario che mobiliterà la città.

Ieri il premier Matteo Renzi non aveva apprezzato molto l'attacco del Sindaco di Roma: "Tra di noi dovremmo avere un linguaggio diverso." – ha dichiarato l'ex Suindaco di Firenze – "Le preoccupazioni che animano il Sindaco di Roma sono comprensibili, ma il tono che ha usato no." La disputa tra i due Sindaci (uno "d'Italia" e l'altro di Roma) è andata a buon fine. I malumori non cesseranno ma almeno è stata messa una toppa al problema.

IL DECRETO – I problemi che hanno portato all'àncora di salvataggio di questo decreto sono molti. Prima di tutto Roma ha un debito di quasi 800 milioni di euro; senza il decreto Salva Roma, la Capitale avrebbe rischiato di dire addio a circa 485 milioni di euro, che, con il provvedimento, sono stati già scaricati sulla gestione commissariale: 365 nel bilancio 2013 e 120 in quello del 2014 (ancora da approvare). Adesso si capisce la rabbia di Marino, che, senza il decreto, avrebbe rischiato il default e il successivo commissariamento della Capitale.

Le parole del Sindaco sono state molto dure e non tutti sono stati favorevoli ad aiutare la Capitale, soprattutto il MoVimento 5 Stelle e la Lega Nord. Possiamo però analizzare la situazione romana osservando i punti critici della gestione della città: Roma ha il territorio comunale più vasto d'Europa, grande circa come la somma dei territori di Milano, Torino, Napoli, Palermo, Catania, Genova, Bologna, Firenze e Bari messi insieme. Molte manifestazioni (circa 500 l'anno) avvengono nella Capitale, con relativi costi di organizzazione. Roma, tra l'altro, non ha ancora lo statuto di Città Metropolitana, che dovrebbe sostituirsi alla Provincia di Roma. Questo porta ad un altro problema: tutte le tasse che versano i romani non arrivano interamente nelle casse del Campidoglio ma vengono prese dalla Regione e dallo Stato, che poi le ridanno, in misura minore, all'Amministrazione Comunale.

Il Salva Roma, in conclusione, darà quindi un attimo di respiro alle casse comunali, evitando il default della Giunta Marino. Il problema che si pone è il seguente: come ha fatto l'Amministrazione Comunale ad avere i conti così in rosso? Marino dà la colpa ai Sindaci precedenti, con il solito gioco della patata bollente. Prima di addossare le colpe però, bisognerebbe vedere per bene cosa si è fatto per rimediare ai danni. Non ci si dovrebbe arrendere subito chiedendo soldi allo Stato, ma si dovrebbe cercare di risolvere la situazione prima con le proprie mani e poi, in caso contrario, chiedere l'elemosina. Se il debito verrà sanato dal Salva Roma, chi ci garantisce che fra tre anni non si ritornerà alla situazione attuale?




ROMA CAPITALE, MARINO: "PRONTO ALLE DIMISSIONI"

di Maurizio Costa

Roma – Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino, esce fuori dalle stanze buie del Campidoglio e non riesce a trattenere la sua rabbia: "Domenica bloccherò la città" – ha dichiarato in un'intervista su Radio24 – "Le persone dovranno attrezzarsi: fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno girare per Roma, mentre i cittadini no. I romani dovrebbero inseguire la politica con i forconi." Queste sono le dure parole del primo cittadino della Capitale, indignato per il blocco del decreto "Salva Roma" in Parlamento, che consentirebbe di colmare il disavanzo delle casse del Campidoglio di 816 milioni di euro.

La situazione della città è disastrosa e Marino non lo nasconde: "Se il mio compito deve essere licenziare 4mila dipendenti comunali, vendere l'Acea ai privati, liberalizzare trasporti e rifiuti e non fare opere di manutenzione in città, allora dovrà occuparsene un commissario liquidatore e io sarei pronto alle dimissioni." I soldi per tenere viva la città non ci sono: "Parliamoci chiaro" – ha aggiunto Marino – "Per marzo non ci saranno soldi per pagare i 25mila dipendenti del Comune, per il gasolio degli autobus, per tenere aperti asili nido e per organizzare la santificazione di due Papi, un eventi planetario."

Il Sindaco si sente abbandonato dalla politica statale (come qualsiasi italiano) e non si vergogna a chiedere aiuto a mani basse, sperando nella clemenza di Renzi o di Delrio: "Qui stiamo parlando della Capitale d'Italia; il Governo deve darci gli strumenti necessari per poter risanare la città." Marino afferma che non sta chiedendo soldi, ma che vuole solamente ricevere il "tesoro" dei romani che a loro deve essere restituito. Forse il Sindaco si perde un po' in questo discorso monetario: dice di non volere denaro ma poi afferma che la Capitale è in difficoltà anche perché sta ancora pagando i terreni espropriati per costruire il Villaggio Olimpico.

In conclusione Marino si sente rassicurato dal nuovo Governo: "Mi fido molto di Graziano Delrio e di Renzi, due uomini che sanno bene cosa voglia dire amministrare una città. Stiamo lavorando sul "Salva Roma" e non ci fermeremo."

Le parole del Sindaco hanno la durezza di quelle frasi dette solamente per alzare i toni e cercare di fare vittimismo. E' sempre facile puntare il dito sulle precedenti amministrazioni o sull'ostruzionismo della Lega (restìa a regalare soldi a "Roma ladrona"). Gli sprechi della Capitale sono centinaia di migliaia: dai maxistipendi all'assenteismo, e i modi per risanare la città, attraverso piccoli passi, ci sono. L'elemosina è l'ultimo atto di un uomo, o una città, sulla via del tramonto.




ROMA CAPITALE: VIA LIBERA AI TAGLI DEI MAXI STIPENDI COMUNALI

di Maurizio Costa

Roma– La mattina di mercoledì 19 febbraio 2014 è stata votata all'unanimità in Consiglio Comunale la mozione che prevede una diminuzione importante degli stipendi di tutte le persone che compongono lo staff degli assessori, ma anche delle segreterie politiche, togliendo la possibilità ai loro componenti di ricoprire cariche dirigenziali all'interno del Comune di Roma. Questo grande passo, che arriva dopo un periodo di stallo, è molto importante, soprattutto perché segue la dichiarazione di Ignazio Marino, che direttamente sui social network ha scritto che avrebbe diminuito il suo stipendio del 10%, invitando tutti i membri della politica comunale e statale a fare lo stesso per dare il buon esempio. E questo esempio è arrivato subito dal Campidoglio. Dopo la votazione della mozione in aula Giulio Cesare, il Consiglio ha anche chiesto al Sindaco di modificare il regolamento Uffici e Servizi di Roma Capitale, potendo così limitare gli stipendi degli staff degli assessori all'80% della indennità che percepiscono gli assessori stessi, rendendo pubblici tutti gli emolumenti comunali. Un passo importante quello che ha intrapreso l'Amministrazione Comunale di Roma, che finalmente riesce a fare qualche sacrificio, visto anche il momento nero che stanno attraversando i cittadini di Roma. Nel futuro prossimo si pensa anche di diminuire anche gli stipendi dei manager comunali, stabilendo un tetto massimo di 150mila euro e applicando, allo stesso tempo, un taglio del 20% su tutti gli stipendi che superano gli 80mila euro.




ROMA CAPITALE: ATTIVATI 110 MILIONI PER RIQUALIFICARE LE PERIFERIE.

Di Maurizio Costa

Roma – Finalmente qualche buona notizia. Il Comune di Roma, dopo aver istituito un tavolo di lavoro lo scorso ottobre, ha riattivato 110 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle zone periferiche della città.

Grazie alla legge 493 del 1993, infatti, Roma, come molte altre città italiane, aveva stanziato dei fondi, cofinanziati dalla Regione, per riqualificare le zone di periferia; nel 2001 la Capitale aveva deciso gli interventi da attuare grazie a questa legge, che si esprime atraverso i P.R.U. (Programmi di Recupero Urbano), ma i lavori in agenda sono stati bloccati subito. I fondi stanziati, che corrispondono ai 110 milioni di oggi, sono stati congelati e sarebbero stati revocati se l'Amministrazione non li avesse riattivati proprio in questi giorni.

La proposta, portata in Campidoglio dall'Assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo, dall'Assessore alle Periferie Paolo Masini e dall'Assessore Regionale alle Infrastrutture Fabio Refrigeri, sbloccherà questi fondi fermi da più di 13 anni e riguarderà interventi di: "Realizzazione, manutenzione e ammodernamento di urbanizzazioni primarie," – come si legge da una nota del Campidoglio – "con particolare attenzione ai problemi di accessibilità (strade, fognature, rete idrica, illuminazione, spazi verdi), oltre che al completamento e integrazione di urbanizzazioni secondarie (scuole materne e dell’obbligo, asili nido, mercati rionali, ecc.)." Il Comune di Roma, nel 2001, aveva stilato un programma di intervento, focalizzandosi su alcuni lavori essenziali che riguardavano un ammodernamento o ristrutturazione delle periferie romane; questa lista, composta da 11 punti, prevedeva, per esempio, la chiusura del collegamento Fidene – Villa Spada, il collegamento via Brandizi – via Casale di S. Basilio, il collegamento S. Biagio Platani – via Siculiana a Torbellamonaca, il sottopasso Ostiense – via del Mare ad Acilia, o il “Boulevard” sotto i ponti del Laurentino.

Adesso la palla passa ai Municipi, che dovranno scegliere le opere che hanno una maggiore priorità sulle altre; il X Municipio, ad esempio, ha già approvato in Giunta i cantieri da completare e i rispettivi costi; infatti, verrà completata la scuola materna di via Amato, con 2,5 milioni di euro (il cantiere partirà a marzo), il sottopasso Ostiense via del Mare con un finanziamento di circa 6,3 milioni di euro e la realizzazione del sovrappasso pedonale della nuova stazione Acilia Sud – Dragona e parcheggio per un totale di circa 5 milioni di euro.

Questi fondi, che si stavano perdendo tra i vari meandri della burocrazia italiana, finalmente sono stati attivati e la cosa importante è che serviranno zone che, la maggior parte delle volte, vengono escluse da finanziamenti importanti.
 




ROMA CAPITALE: 1.700 EURO A MILLE FAMIGLIE DISAGIATE DALL’ALLUVIONE

di Maurizio Costa

Roma –  I primi aiuti per le famiglie disagiate dall’alluvione sono stati stanziati. Oggi, la Giunta Capitolina ha approvato una prima tranche di sostegni economici che verranno destinati a tutti coloro che hanno subìto danni dall’ondata di maltempo che ha colpito Roma. Entro tre settimane arriverà un contributo di 1.700 euro a circa mille famiglie romane delle zone più disagiate dall’alluvione. La Giunta, riunitasi questa mattina, ha approvato la delibera che stanzia, quindi, circa 1 milione e 700mila euro di aiuti totali. Il Sindaco della Capitale, Ignazio Marino, ha rilasciato qualche dichiarazione al termine della riunione della Giunta: “Abbiamo deciso, nell’ambito delle somme stanziate, di identificare una prima parte che possa essere destinata in quote di 1.700 euro l’una alle famiglie,” – ha dichiarato il primo cittadino – “con una metodologia che abbiamo definito con i presidenti dei Municipi più colpiti: X, XII, XIII, XIV e XV.”
“Il contributo” – ha proseguito Marino – “arriverà nell’arco di pochi giorni e prima che il Consiglio dei Ministri decida sullo stato di emergenza e stabilisca la somma che spetterà al Lazio e a Roma.”

Sono stati stabiliti anche i metodi per accedere a questi aiuti economici: il nucleo familiare dovrà avere un punteggio molto alto per il danneggiamento dell’immobile con un allontanamento ancora in corso della famiglia; inoltre, sarà fondamentale anche l’ISEE: chiunque lo abbia sotto i 9mila euro avrà un punteggio massimo in graduatoria. L’Amministrazione stanzia i primi soldi: non sono molti, ma aiutare qualche famiglia non fa mai male. La mossa fondamentale per la Capitale sarà quella di stanziare fondi per risistemare tutta la città, che ancora grava in condizioni disastrose.
 




ROMA CAPITALE: DA DOVE PRENDERA’ I SOLDI IGNAZIO MARINO PER RISISTEMARE LA CITTA’?

di Maurizio Costa

Roma – L’alluvione record che ha messo in ginocchio la Capitale ancora fa sentire i suoi effetti sulla popolazione: strade dissestate da centinaia di buche e zone ancora non sanate dagli allagamenti sono situazioni che ancora si presentano ai cittadini. L’Amministrazione ha già dichiarato che serviranno ben 243 milioni di euro per risistemare Roma; una spesa molto alta che le casse della città non possono ammortizzare da sole. Allora la Provincia viene in soccorso al Sindaco Ignazio Marino e stanzia dei soldi, sebbene siano veramente pochi, per cercare di dare una veste più pulita alla Capitale: “L’amministrazione provinciale di Roma” – si legge in una nota – “ha impegnato oltre 2 milioni di euro per predisporre interventi urgenti e straordinari su alcune strade statali, che, in questo ultimo periodo, hanno subìto, a causa del maltempo, danni del manto stradale ed eventi franosi.”
“Tutti gli interventi” – prosegue la delibera – “inizieranno nel corso di questa settimana, non appena le condizioni meteorologiche lo consentiranno. Inoltre, l’Amministrazione provinciale, in alcune zone, ha già effettuato interventi di ripristino delle buche, rimozione di detriti, taglio di alberi pericolanti e liberazione delle condotte idriche.”

Dal canto suo, l’Amministrazione comunale di Roma, ha stanziato un altro milione e mezzo di euro per aiutare le famiglie disagiate delle zone più colpite dall’alluvione, come la Piana del Sole, Ostia e Infernetto. La somma destinata ai più bisognosi, che si somma ai 10 milioni già stanziati dal Comune, deve però essere approvata ancora dalla Giunta. Le basi per assegnare questi soldi extra alle famiglie devono essere ancora decise: si parla di destinazione ai più bisognosi e a coloro che hanno un reddito più basso.
Anche la BNL Paribas ci mette del suo: infatti, la banca ha stabilito che per i prossimi sei mesi, verrà sospeso il pagamento delle rate di prestiti e mutui relativi ad immobili residenziali, commerciali e industriali che hanno subìto danni anche parziali a causa del maltempo che ha colpito Roma. Ignazio Marino si è dichiarato molto felice di questa azione della banca e ha ringraziato di cuore l’istituto.

A fronte dei 243 milioni di euro che serviranno a rimettere in piedi Roma, fino ad ora, i soldi non sembrano lambire neanche un decimo della somma totale. Non è alta la somma che il Comune sta mettendo sul piatto e intanto i cittadini vivono una situazione disastrosa, con strade impraticabili e servizi ancora non funzionanti al cento per cento. Che il Sindaco metta mano al portafogli, sennò si rischia di affondare.
 




ROMA CAPITALE: CUCU', DOVE SONO I CONSIGLIERI? DI TAGLIARE LE AUTO BLU NEPPURE A PARLARNE

di Maurizio Costa

Roma – Si è appena riunita la "Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa" del Comune di Roma per aprire una discussione riguardo ai tagli delle auto blu, una spesa che è diventata insostenibile per la Capitale. Peccato che l'aula adibita ad ospitare i Consiglieri Comunali è rimasta vuota; infatti, le uniche persone presenti negli uffici di Largo Loria sono stati i Consiglieri Marchini e Onorato, che hanno proposto la delibera stessa, e Imma Battaglia di Sel. Il numero legale non è stato raggiunto e quindi il Presidente della Commissione, Daniele Frongia, ha dovuto sospendere la seduta per poi rinviarla al 5 febbraio.
Già la scorsa estate, il Sindaco Ignazio Marino aveva tagliato del 23% il numero delle macchine in uso ai politici capitolini, ma questo non è bastato; sono ancora molti i punti da discutere per diminuire ancora di più il costo che i cittadini devono sostenere per far scorrazzare le personalità del Campidoglio in giro per Roma. Prima di tutto, andrebbe rivista la legge che regola gli spostamenti urgenti presso scuole, strade, infrastrutture o per i servizi sociali.
Lo scorso anno il primo cittadino aveva inoltre stabilito che assessori e consiglieri non avrebbero potuto più recarsi a lavoro con le auto del Comune, ma solamente con quelle private. L'eliminazione delle auto usate ad personam, ha avuto un ritorno eccellente, con un risparmio di circa 283mila euro; un risultato importante, che però deve essere accompagnato da altri traguardi.
La diserzione dei Consiglieri alla riunione della Commissione ha dato un segnale di totale disinteresse della classe dirigente ai problemi delle casse capitoline. In questo momento tutti i gruppi hanno a disposizione un'auto, ad eccezione del M5S e della lista Marchini, che hanno rifiutato il diritto ad una macchina di rappresentanza.
Il prossimo incontro sarà il 5 febbraio e, questa volta, si spera che i Consiglieri si presentino all'appuntamento.




ROMA CAPITALE: 11 MILA EURO L'ANNO PER TRADURRE DAL FRANCESE

di Maurizio Costa

Roma – Mentre la città di Roma affronta decine di problemi, tra i quali rifiuti, ordine pubblico, proteste dei vigili e altro ancora, il Sindaco Ignazio Marino si dedica allo "shopping" e non smette di stupire con i suoi acquisti folli. La nuova trovata si chiama Marie-Francoise Vaneecke, laureata in Lettere e Lingue Straniere, che è stata assunta a tempo determinato dal Comune di Roma per svolgere un ruolo di traduttrice visti i rapporti che si stabiliranno tra il primo cittadino della Capitale e il Sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe. Marino, infatti, si recherà in Francia per ricambiare la visita a Roma di Delanoe e, proprio per questo, sarà affiancato dalla traduttrice francofona. Il contratto che lega Vaneecke al Comune di Roma, ha la durata di tre anni ed è part-time: la traduttrice guadagnerà 11.400 euro l'anno; non sarà una cifra astronomica, ma valutando tutti i problemi di Roma, partendo dal "concorsone", fermo ormai da troppo tempo, questa nuova assunzione fa strocere un po' il naso.
La domanda che sorge spontanea è: "Ma possibile che con i tantissimi laureati in lingue straniere che sono già all'interno del Campidoglio, il Sindaco doveva per forza prenderne uno esterno?" e soprattutto "se la visita al Sindaco di Parigi capiterà una tantum, cosa farà la traduttrice nei prossimi tre anni?"
Le domande sono molte e forse non avranno mai una risposta. L'Amministrazione della Capitale, solamente tre giorni fa, ha sollevato dall'incarico di ad di Ama Ivan Strozzi, esattamente sei giorni dopo la sua nomina. Speriamo che questa trovata della traduttrice non sarà un altro buco nell'acqua per il Sindaco.

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ROMA CAPITALE: APPROVATO REGISTRO UNIONI CIVILI IN COMMISSIONE

di Maurizio Costa

Roma
– Il registro delle unioni civili approda nella Capitale, manca solamente il voto in Aula. Un passo importante per la città che, viste oltretutto le ripetute aggressioni omofobe che avvengono con regolarità per le vie di Roma, si appresta ad instaurare questo registro, che permetterà alle coppie di fatto di avere più diritti, ma anche più doveri. La proposta, presentata dai Consiglieri Comunali Battaglia (Sel), Magi (Radicali), Raggi (M5S), Tempesta (PD), Celli (Lista Marino) e Caprari (Centro Democratico), è stata approvata in Commissione Statuto e Legalità e Diritti, e adesso si appresta ad approdare in Aula Giulio Cesare.
Il registro delle unioni civili, già presente in molte città italiane come Milano, Firenze e Ancona, permette alle coppie omosessuali, ma anche alle coppie di fatto eterosessuali, di registrare il rapporto di convivenza della coppia, che così ha accesso agli stessi diritti di una coppia sposata, solamente però per quel che riguarda le competenze del Comune, cioè in materia di sanità, istruzione e casa.

Per esempio, l'iscrizione al registro, potrà permettere al facente parte della coppia di fatto, di essere equiparato al parente prossimo del soggeto con cui si è iscritto, per quel che riguarda l'ambito assistenziario; l'iscritto, infatti, potrà avere informazioni sullo stato di salute del congiunto, come se fosse un parente stretto.
L'iscrizione nel registro permetterà agevolazioni per i mezzi pubblici e per gli asili nido. Sarebbe un passo importante per la Capitale d'Italia, che così darebbe un chiaro segnale di apertura e di eliminazione di qualsiasi pregiudizio.
La legge approderà in Aula insieme ad un regolamento e ad altri emendamenti. L'opposizione già scalda i motori e cercherà di instaurare una polemica.
Non sarà facile far passare una legge del genere, vista l'opposizione del centrodestra, ma le premesse sono buone e Roma non aspetta altro che modernizzarsi e cercare di aprire a tutti i diritti che dovrebbero appartenere ad ogni cittadino.

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ROMA CAPITALE: I PASSI DEL CAMPIDOGLIO SULLE UNIONI CIVILI

di Angelo Parca

La Commissione congiunta Statuto- Legalità e Diritti ha espresso parere favorevole alla proposta di deliberazione sull'istituzione del registro delle unioni civili a Roma. La proposta ora dovrà essere calendarizzata e discussa in Aula.

Erica Battaglia, Presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale

Il parere favorevole alla proposta di delibera sul riconoscimento e l'istituzione del registro delle unioni civili è la testimonianza di una rivoluzione culturale in atto nella città di Roma”.
E’ senza dubbio un segnale di grande attenzione anche rispetto agli episodi di violenza che sono stati registrati in questi ultimi giorni e che non devono essere sottovalutati.
Ora inizia un percorso che porterà il testo in Aula Giulio Cesare. In attesa che anche il Governo nazionale possa intervenire al più presto sul tema del riconoscimento dei diritti civili, questa amministrazione sta dando un segnale importante di rispetto e di accoglienza delle diversità”.

Giulia Tempesta, Vice Capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio
''La proposta ora dovrà essere calendarizzata e discussa in Aula e mi auguro che ciò possa avvenire in tempi brevi. In attesa di un intervento del legislatore nazionale, Roma Capitale oggi ha dato un segnale deciso e netto sulla questione del riconoscimento dei diritti civili.

E anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, questo intervento rappresenta un segnale importante e di rottura rispetto al passato.

Anche in questo Roma cambia e lo fa, per una volta, guardando alle altre capitali europee, che su questo tema sono sempre state all'avanguardia rispetto a noi”.

Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio  

“E’ un’ottima notizia l’approvazione nelle Commissioni consiliari congiunte competenti della delibera che istituirà il Registro delle Unioni civili di Roma Capitale. Parte da qui il percorso per il riconoscimento dei vincoli affettivi al di fuori del matrimonio e dei diritti di tutte e tutti. Il  riconoscimento delle Unioni Civili rappresenta un primo passo concreto di questa amministrazione nella lotta contro ogni forma di diseguaglianza e di discriminazione nei confronti delle forme familiari non basate sul matrimonio. Ci aspetta una dura battaglia da parte dell’opposizione in Aula Giulio Cesare, ma il Registro delle Unioni Civili si farà e Roma si connetterà con la civiltà e con l’Europa nella direzione del pieno riconoscimento dei legami affettivi tra persone delle stesso sesso”. 

Alessandra Cattoi, assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità.

«Esprimo tutta la mia solidarietà ai due ragazzi aggrediti a calci e pugni nei pressi di Ponte Garibaldi venerdì scorso. Si tratta dell’ennesimo vile attacco omofobo che non può essere tollerato. E’ sempre più urgente l’approvazione di una legge nazionale che condanni l’omofobia con giuste sanzioni. Quanto dobbiamo aspettare ancora affinché l’aggressione di tipo omofobo costituisca un’aggravante da punire con severità? Quanti ragazzi dovranno ancora essere picchiati a sangue senza che i loro aggressori vengano condannati adeguatamente?

Come Comune quello che possiamo fare è lavorare per una maggiore sicurezza e per sensibilizzare l’opinione pubblica e, soprattutto, le nuove generazioni al rispetto delle differenze.

Per questo, riconoscendo il ruolo fondamentale della formazione, Roma Capitale avvierà a breve in molte scuole superiori il progetto “Lecosecambiano@Roma” per contrastare il bullismo omofobico e promuovere un nuovo clima culturale. Perché Roma deve essere una città sempre più inclusiva, dove nessuna persona si senta discriminata per il proprio orientamento sessuale».

 


 

 




ROMA CAPITALE, BILANCIO 2013: IL TAR RESPINGE IL RICORSO RICHIESTO DA ALEMANNO

di Maurizio Costa

Roma – Finalmente può dichiararsi concluso l’iter che ha portato all’approvazione del bilancio previsionale del 2013 del Comune di Roma. Dopo mesi di dibattiti e sospensioni in Campidoglio, il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione del documento di approvazione del bilancio proposta dall’opposizione. Il gruppo formato dall’ex Sindaco, Gianni Alemanno, insieme ai consiglieri comunali Sveva Belviso (Ncd), Fabrizio Ghera (Fdi), Giovanni Quarzo (Fi) e Marco Pomarici (Fi), infatti, aveva fatto ricorso al TAR per denunciare l’operato illegittimo del Presidente dell’Assemblea capitolina, che avrebbe annullato ingiustamente gli emendamenti proposti dai vari partiti.

Il gruppo d’opposizione ha contrastato duramente anche l’operato del Sindaco Ignazio Marino durante tutta la procedura di approvazione del bilancio. Alemanno e i consiglieri contestavano il fatto che il Presidente avesse cancellato così tanti ordini del giorno proposti in Assemblea (si tratta di ben 150.000 emendamenti), ma anche la proroga del Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che aumentò di 20 giorni il termine ultimo di approvazione del documento. Questo aveva provocato una forte protesta del gruppo di minoranza, che si imbavagliò e occupò l’Aula Giulio Cesare e, contemporaneamente, ricorse al TAR.

La sentenza del Tribunale tratta a fondo il tema dell’inammissibilità degli emendamenti proposti: “Gli ordini del giorno presentati dai consiglieri dell'opposizione – si legge nella sentenza – sono stati esaminati preventivamente (a differenza di quanto accaduto in occasione dell’approvazione del bilancio del 2012), classificati e trattati congiuntamente in funzione del contenuto degli stessi e, quindi, in parte dichiarati inammissibili.” L’ordinanza del TAR è chiara: “A fronte dell’elevatissimo numero di ordini del giorno presentati dai consiglieri dell’opposizione (ben 220.000) e dei tempi ristretti previsti per l’approvazione del bilancio di previsione, la circostanza che siano stati ammessi singoli ordini del giorno che invece avrebbero dovuto essere dichiarati di per sé non vale a dimostrare l’illegittimità della procedura seguita dal Presidente dell’Assemblea per superare l’ostruzionismo dei consiglieri dell’opposizione.”
Grande la soddisfazione del Sindaco Ignazio Marino e del gruppo di maggioranza. Finalmente il TAR pone fine a questo dibattito che proseguiva ormai da troppo tempo.