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Scuola nel caos: più di 85 mila cattedre vacanti

Sono 85.150 le cattedre vacanti per l’anno scolastico 2020-2021, un vero record. Lo scorso anno erano 64.149. I dati sono forniti dalla Cisl scuola.

“Avremo un inizio anno complicato, alla ricerca di supplenti, soprattutto al Nord, ovvero nelle aree più colpite dal covid – spiega la segretaria della Cisl scuola Maddalena Gissi – Non si può procedere solo per concorsi, come è stato fatto negli ultimi 4 anni, ma è necessaria una procedura di reclutamento e stabilizzazione come avviene nella Pa e in tutti contesti lavorativi come chiede la Corte di Giustizia europea”.

Numeri, che ribadisce la sindacalista della Cisl, “non dipendono dall’attuale ministro. E’ l’effetto di una pianificazione insostenibile da parte del Ministero in questi ultimi 4 anni perché, come abbiamo più volte ribadito, le procedure assunzionali non hanno garantito la stabilizzazione di personale precario già in servizio da anni. Difatti anche per le assunzioni su quota 100 l’assenza di candidati a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento e da concorso ha reso impossibile la copertura di tutti i 4.500 posti autorizzati dal Mef riducendo di più di mille unità le assunzioni programmate”. Per Gissi dunque “la scuola, come avviene per il pubblico impiego, deve individuare delle formule di reclutamento che tengano conto dei futuri concorsi ma anche delle decine di migliaia di domande di pensione, evitando di lasciare a centinaia di migliaia di supplenti la gestione dell’attività didattica ordinaria”.




Covid-19, scuola: a settembre tutti in classe e stop alla didattica a distanza

A settembre sarà archiviata la ‘didattica a distanza. Gli studenti torneranno dunque nelle aule. Il comitato degli esperti voluto dalla ministra ha detto basta ‘sacrificare il tempo scuola, non
vogliamo che si torni a settembre con una didattica a distanza o una didattica mista, i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di
socialità’.

Clima più sereno nella maggioranza dopo il vertice sul concorso dei precari della scuola: si farà dopo dopo l’estate e non sarà più a crocette ma con una prova scritta.




Scuola, nessuna riapertura a maggio: tutti promossi

A scuola non si torna perché ci sono ancora troppi rischi. Questo il pensiero della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un’intervista sul Corriere della sera in cui fa presente che si “allontana sempre di più la possibilità di riaprire a maggio” e che “il governo prenderà a giorni una decisione”.

La ministra sottolinea che anche se ci sarà per tutti la promozione, le pagelle saranno “vere”, con i 4 e i 5. E per le famiglie ci sarà un aiuto con “un’estensione del congedo parentale e del bonus baby-sitter”. Per la Maturità “sarebbe auspicabile” l’esame a scuola.




Genzano, crollo intonaco alla scuola Pascoli: ecco cosa hanno trovato i Vigili del Fuoco

GENZANO (RM) -Alcuni pezzi di intonaco sono caduti nel bagno della scuola elementare Pascoli di Genzano. L’episodio è accaduto ieri. Una infiltrazione d’acqua dovuta al maltempo ha provocato il cedimento.

Genzano, crollo intonaco alla scuola Pascoli: le foto della protesta dei genitori

Ieri un tecnico comunale è intervenuto sul posto e insieme a personale del Comune hanno operato sul danno.  Le classi 4B e 4C sono state spostate in aula informatica durante la fase di intervento. Questa alcuni genitori delle due classi non hanno portato i figli a scuola.

Il dirigente scolastico Antonio Draisci si è fermato dopo il suono della campanella d’ingresso per fare chiarezza sulla situazione: l’acqua è stata asciugata, l’intervento idraulico effettuato. Il bagno rimane chiuso ma le classi non sono state minimamente interessate da infiltrazioni o cedimento di intonaco.

Il preside ha fatto presente ai genitori di aver sollecitato innumerevoli volte con lettere scritte e protocollate la richiesta d’interventi di manutenzione sia esterna che interna all’edificio.

I genitori hanno chiesto al preside di andare “oltre le carte” e chiamare i Vigili del Fuoco per verificare se la parte di edificio interessata dal crollo d’intonaco sia agile o meno. Sempre nella mattinata sono intervenuti i Vigili del fuoco ma a chiamarli, notizia certa, non è stato il Comune. I Vigili del Fuoco di Velletri rimosso alcuni cornicioni pericolanti che davano sul piazzale e allargato l’area interdetta dalle transenne sotto la scuola. Hanno chiuso la rampa per disabili perché sopra c’è il pericolo crollo cornicioni e insieme ai tecnici comunali hanno appurato, all’interno, che non sussiste il pericolo crolli. Sono stati infine prescritti lavori di somma urgenza per mettere in sicurezza la terrazza.

Durante il sopralluogo dei Vigili del Fuoco erano presenti sia il sindaco insieme al vicesindaco ed alcuni assessori che il dirigente scolastico Draisci.

Il sollecito estivo mai ascoltato

Il più importante sollecito è quello datato 20 luglio 2018 in cui Draisci sollecita nuovamente degli interventi di manutenzione che non sono stati fatti e che sono urgenti e necessari. L’oggetto del sollecito al Comune è “interventi di ripristino prima dell’avvio dell’anno scolastico 2018-2019”. “Dando seguito a quanto concordato verbalmente in data 17/7/2018, di seguito si indicano gli interventi di manutenzione urgente di cui si chiede la realizzazione prima dell’avvio dell’ormai imminente a.s. 2018-2019:
Plesso Pascoli:
o messa in sicurezza dei cornicioni pericolanti
o sistemazione delle chiavi delle porte di ingresso
o sblocco completo dei cancelletti
 plesso De Sanctis:
o riparazione del cancello elettrico del passo carrabile
o messa in sicurezza dei cornicioni pericolanti
o disegno delle strisce nel parcheggio interno del plesso
o ripristino della funzionalità dell’ascensore
o riparazione delle mattonelle rotte nel corridoio di piano terra nei pressi dell’ingresso
o sistemazione della pavimentazione esterna; almeno intervento di sistemazione dei punti critici
o potatura delle siepi
o sistemazione della porta bianca di ingresso del plesso
Plesso Rodari:
o bonifica dell’umidità
o pulizia a fondo dei locali e smaltimento di molto materiale vecchio
o ripristino funzionalità del telefono
o decreto di assegnazione plesso con consegna della documentazione disponibile in materia di
sicurezza
Plesso Manzoni:
o bonifica dell’umidità
 Realizzazione URGENTE delle seguenti convenzioni:
o utilizzo della palestra del plesso De Sanctis
o utilizzo della palestrina del plesso Pascoli
o utilizzo del teatro del plesso Pascoli
o utilizzo di ambienti di piano terra del plesso De Sanctis come centro cottura
o utilizzo di ambienti di piano terra del plesso De Sanctis come sede della banda

L’ultima richiesta d’intervento in ordine temporale firmata da Draisci riguarda la richiesta d’intervento su una porta rotta da cui si accede alla parte posteriore dell’edificio De Sanctis: “Come chiaramente mostrato dalle foto – si legge nella nota che il preside ha inviato il 30 ottobre scorso al sindaco di Genzano Daniele Lorenzon –  che si allegano alla presente richiesta, la porta che accede al cortile posteriore dell’edificio e che costituisce via di fuga (oltre che di accesso del personale dall’area utilizzata come parcheggio) in data 29/10/2018 si è rotta per un’improvvisa folata di vento.




Canale Monterano, il 17 suona la campanella: l’amministrazione comunale punta sulla scuola

CANALE MONTERANO – Le scuole di Canale, come in tutto il Lazio, riapriranno lunedì 17 settembre. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale ha puntato forte su quello che da molte famiglie del comprensorio è considerato un fiore all’occhiello canalese, ossia le scuole dell’obbligo, che da qualche anno attirano sempre più studenti dai paesi limitrofi, offrendo ottimi servizi e personale, docente e non, di primissimo ordine.
“Anche quest’anno – afferma l’Ass. alla Scuola, Valeria Pasquali – tiriamo la cinghia del bilancio comunale per non far mancare nulla alle nostre scuole e per offrire servizi di qualità a basso impatto economico sulle famiglie. Abbiamo investito ancora sul rinnovo dei banchi e della mobilia, anche su banchi speciali per i ragazzi portatori di handicap, sulla creazione dell’atelier creativo presso la Scuola Elementare e per far sì che l’aumento della domanda non si ripercuota sull’aumento dei costi per le famiglie.

È il caso, per esempio, del servizio di accoglienza pre-scuola che, nonostante la crescita esponenziale degli utenti, rimarrà anche quest’anno gratuito. Bloccati anche i prezzi dei buoni pasto e del servizio di trasporto scolastico, gestito tramite il TPL, a cui il Comune aggiunge gratuitamente l’assistenza sul bus.”

“Per il nuovo anno scolastico – continua l’Assessore Pasquali – stiamo lavorando ai diversi progetti didattici che, con molto orgoglio, presenteremo alla Direzione dell’Istituto Comprensivo di Manziana per tutti gli alunni frequentanti sia la scuola dell’infanzia che la scuola primaria e secondaria del nostro Comune. Siamo pienamente convinti che puntare sulla scuola, sia sulle strutture e, soprattutto, sul capitale umano è l’investimento migliore che si possa fare in una comunità che vuole crescere sotto tutti i punti di vista”.

Le scuole chiuderanno l’8 giugno 2019, per un totale di 206 giorni di scuola, con chiusure previste dal 23 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 per le vacanze di Natale e dal 18 aprile al 23 aprile 2019 per quelle pasquali. Per la scuola dell’infanzia il termine dell’anno è invece fissato al 29 giugno 2019.




Sicilia, scuola: USB ottiene circolare dell’USR sul corretto utilizzo dei docenti di sostegno

PALERMO – Con circolare del 06/02/2018 l’USR Sicilia risponde positivamente al sollecito venuto dall’USB Scuola Sicilia in relazione al corretto utilizzo dei docenti specializzati sul sostegno nelle scuole della regione. Dopo l’apertura di formali contenziosi con alcuni Dirigenti scolastici, che avevano spinto USB a chiedere un intervento diretto dell’amministrazione in due incontri presso l’USR Sicilia, nella giornata di oggi l’USR Sicilia ha emanato una circolare ufficiale al fine di evitare ulteriori contenziosi.

Dalla circolare si evince chiaramente che il docente di sostegno non può essere mai utilizzato per sostituire i colleghi assenti, in presenza dell’alunno diversamente abile, mentre l’utilizzo in assenza dell’alunno può avvenir solo in casi eccezionali non altrimenti risolvibili e deve essere sempre legato al progetto d’integrazione.
L’USR Sicilia chiarisce ciò che dovrebbe essere ovvio a tutti i Dirigenti Scolastici, ma che ha aperto nel corso degli anni inutili contenziosi, con ricadute negative su docenti di sostegno ed alunni.
Questa circolare dimostra che il sindacalismo conflittuale, quando rivendica il rispetto dei diritti dei lavoratori, degli alunni e delle famiglie, accredita il proprio ruolo e la propria competenza anche presso l’amministrazione, ottenendo il rispetto dei principi base del corretto funzionamento delle scuole, a cui devono concorrere tutti i soggetti interessati ad una scuola pubblica statale democratica, egualitaria ed inclusiva.




Roma, si stacca intonaco da un muro di una scuola. Sfiorata una ragazza

ROMA – Uscire di casa ed avere la certezza che si ritorna sani e salvi rimane un punto interrogativo. Troppo spesso la mancanza di una adeguata manutenzione di strutture pubbliche e non solo, rimane un lontano miraggio per i cittadini. Proprio ieri veri e propri momenti di paura nel liceo romano “Lucio Anneo Seneca”, nella zona di Boccea, dove durante le lezioni, si è staccato parte dell’intonaco dal muro esterno della scuola (adiacente al campetto sportivo) che ha sfiorato una alunna che si trovava lì assieme ad altri compagni di classe. Oggi i ragazzi hanno deciso di non fare lezione e si sono riuniti in assemblea per discutere delle condizioni della struttura scolastica e denunciarne la fatiscenza e il degrado.

“La preside – racconta uno degli studenti – dopo il crollo dell’intonaco ha chiamato i vigili del fuoco che hanno svolto un sopralluogo e hanno posto nastri di sicurezza in corrispondenza di altro intonaco pericolante. Appena possibile, la preside trasmetterà alla Provincia la relazione dei vigili con allegata la richiesta di intervento e ristrutturazione urgente della scuola”.

Nelle scorse settimane una parte di intonaco era caduta al liceo Russell mentre al Virgilio in autunno ha ceduto una parte di tetto

Cosa si aspetta ad intervenire? Per far capire meglio la situazione è doveroso ricordare i dati di Legambiente per quanto riguardo il dossier di Ecoscuola dello scorso anno. Oltre il 60% degli edifici, infatti, è stato costruito prima del 1976 e spesso necessita di interventi di manutenzione se non di importanti riqualificazioni. Entrando nel dettaglio delle strutture, il 58% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Il 32,5% necessita di interventi urgenti di manutenzione. Il 9,8% degli edifici si trova in aree rischio idrogeologico, il 41,2% in aree a rischio sismico e l’8,4% a rischio vulcanico. Calano al 30,9% gli edifici dotati dei certificati essenziali come quello della prevenzione incendi, mentre solo 22,2% sono le scuole dove è stata effettuata la verifica di vulnerabilità sismica. In particolare, in tema di sicurezza, su 6.648 edifici, solo il 3,3% è stato costruito tra il 2001 e il 2013. E scendono al 53,1% le scuole che hanno il certificato di agibilità (contro il 61,2% del 2012); al 30,9% quelle dotate del certificato di prevenzione incendi (nel 2012 erano il 35,9%); al 58,1% quelle con il certificato di agibilità igienico-sanitaria (nel 2012 erano il 73,8%). In lieve crescita, invece, i dati sui requisiti in materia di accessibilità con l’84% degli edifici che ha i requisiti di legge; in calo quelli dove sono stati previsti interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche si passa dal 16,4% del 2012 all’8,7% del 2013 a fronte di circa un 20% degli edifici che non possiede requisiti di accessibilità.

Marco Staffiero




Bracciano, scuola: soppressa una classe. Gentili fa la voce grossa

BRACCIANO (RM) – La scuola di Bracciano si riduce di una classe anziché essere potenziata e il consigliere di opposizione Gentili si dice contrario ad una delibera che non va incontro ne alle famiglie e neppure ai docenti. Si tratta di un atto di indirizzo con la quale, a maggioranza, il Consiglio comunale ha deliberato di effettuare le iscrizioni degli alunni di tre anni per la Scuola dell’Infanzia Comunale per una sola classe di tempo ridotto.

Ecco la nota del consigliere di opposizione:”Ritengo arrogante e gravissimo – dichiara Claudio Gentili, consigliere comunale di Per un’altra Bracciano – il gesto compiuto ieri dalla maggioranza consiliare con il quale ha dato indirizzo al Capo Area Servizi Sociali Comunali, Distrettuali ed Istruzione di “provvedere, per l’anno scolastico 2018/2019, ad effettuare le iscrizioni degli alunni di tre anni per la Scuola dell’Infanzia Comunale per una sola classe di tempo ridotto.
In sede di dibattito ho chiesto un rinvio del provvedimento per valutare la possibilità di assunzione di nuove maestre a fronte delle due che andranno in pensione. Sono solidale con il Comitato Genitori e ritengo che ancora una volta questa amministrazione abbia perso una occasione di stare affianco dei cittadini.

Ho posto in evidenza tutta una serie di spese che il Comune di Bracciano sta sostenendo e che, a mio avviso, possono essere evitate. Tra le altre l’assunzione, secondo la procedura prevista dall’articolo 110 del TUEL ovvero ricorrendo a figure esterne, di personale.
La soppressione di una classe avviene in spregio al programma elettorale del sindaco che aveva scritto di voler potenziare le scuole.
E’ evidente che questa amministrazione ha imbonito l’elettore e gabbato il cittadino.




Vaccini: sì all’obbligo nelle scuole dell’infanzia

Niente ingresso a scuola se prima non si fanno tutte le vaccinazioni. “Già a decorrere dall’anno scolastico in corso, trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione”. E’ quanto specifica un parere del Consiglio di Stato sulla normativa vigente in materia di obbligo vaccinale, reso in risposta a un quesito del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Soddisfatta il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sulla sentenza del Consiglio di Stato sui vaccini.”Una buona notizia: è sempre importante ricordare che i vaccini sono le uniche armi che abbiamo per combattere virus pericolosissimi”.

Mentre per Zaia non è andata bene: “Il parere al Consiglio di Stato sulle modalità di applicazione della legge nazionale sui vaccini lo avevamo chiesto noi, quindi ne rispettiamo totalmente le conclusioni. Ci riserviamo peraltro di leggerne integralmente i contenuti, aldilà delle anticipazioni avute tramite le Agenzie”. Lo dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, commentando la notizia che il Consiglio di Stato ha indicato che già a decorrere dall’anno scolastico in corso trova applicazione la regola secondo cui, per accedere ai nidi e alle scuole per l’infanzia, occorre presentare la documentazione che provi l’avvenuta vaccinazione. “Resta in piedi – aggiunge il Governatore – il nostro ricorso alla Corte Costituzionale, che è anche stato aggiornato sulla base della conversione nella legge 119 del Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini, la cui discussione è stata proprio oggi fissata dalla Consulta per il 21 novembre 2017 in udienza pubblica”




Milano, scuola: al via anno scolastico per 350mila ragazzi

MILANO – Marco Bussetti, dirigente dell’Ufficio Scolastico Ambito Territoriale di Milano e della Città Metropolitana, ha inaugurato il nuovo anno scolastico con i ragazzi della 3A e 3B dell’ istituto Comprensivo Statale di “Via della Spiga”, in pieno centro a Milano. Sono circa oltre un milione gli studenti che tornano sui banchi (dalla primaria alle superiori) in Lombardia, di cui oltre 350mila nel capoluogo lombardo e provincia. Agli alunni dell’istituto, che affronteranno l’ultimo anno prima del salto verso le scuole superiori, ha ricordato l’importanza dello studio, “fondamentale per ottenere qualsiasi risultato : nella vita non regala niente nessuno senza impegno”, ha detto ai ragazzi, ricordandogli di non sottovalutare lo “spirito di gruppo” e di concentrarsi sullo studio delle lingue, oltre che di tutte le altre materie, perché sono “due le cittadinanze che avete: una italiana e una europea”.
Un invito anche ai genitori e al dialogo con i professori : “che ascoltino gli insegnanti, gli insegnanti dialoghino con i genitori, genitori e insegnanti dialoghino con i ragazzi” scrive Bussetti nella lettera inviata a tutti i dirigenti e il personale – “così si può svolgere un’azione preventiva rispetto ai disagi eventuali (il dialogo è anche prevenzione al bullismo)”.
Infine, un messaggio rivolto ai docenti, che “svolgono un lavoro determinante: vivete la relazione umana con i più giovani e li aiutate ad affrontare il futuro, mettendo quotidianamente nella vostra attività una grande attenzione per ogni studente”. A Cormano l’anno si è aperto con la protesta degli alunni di una quinta, rimasti fuori dalle aule. Dopo il cambio di otto insegnanti in quattro anni, infatti, alla scuola primaria I Maggio, è scattata l’iniziativa di protesta.

VACCINI, LORENZIN: NON C’E’ NESSUN CAOS, PROCEDURE CHIARE – Intanto resta aperto il tema dei vaccini obbligatori per gli studenti, con la scadenza di ieri per presentare autocertificazione e documentazione nei nidi e nelle scuole materne, mentre per i bambini più grandi ci sarà tempo fino al 31 ottobre. Il ministro Beatrice Lorenzin ha parlato dell’obbligo vaccinale a Radio Montecarlo: “Vorrei dirlo molto chiaramente: non c’è alcun caos, il caos esiste solo in quei casi in cui non si vuole applicare la norma. Le procedure sono state chiarite, chi vuole mettere in regola i propri figli può farlo in qualsiasi maniera e c’è la volontà dell’amministrazione di venirgli incontro”, ha detto. “A chi dice che si poteva fare qualcosa prima faccio notare che il piano nazionale vaccini dello scorso gennaio nasce da un lavoro durato tre anni, molte regioni hanno già cercato di rendere obbligatorie le vaccinazioni proprio perché con le campagne di comunicazione non si riusciva a raggiungere le famiglie e oggi, a fronte dell’urgenza, abbiamo deciso di intervenire tornando con l’obbligo della vaccinazione al passato ma con mezzi moderni”, secondo il ministro. Riguardo alla possibilità di affidare da subito a scuole e aziende sanitarie lo scambio delle informazioni sulla condizione vaccinale dei bambini. Lorenzin afferma: “Sul piano anagrafico e informatico non tutte le regioni sono allineate ma il Ministero ha subito recepito l’invito della conferenza Stato-Regioni di permettere un dialogo informatico a partire dall’anno 2019: ovviamente questo dipende dalla tempistica e dalla prontezza delle amministrazioni locali”. “Questa vicenda sia stata molto esasperata dalle strumentalizzazioni politiche e questo mi spiace davvero molto anche per il ruolo che le istituzioni dovrebbero avere”, ha detto ancora Lorenzin che sulle posizioni ‘no vax’, contrarie all’obbligatorietà delle vaccinazioni commenta: “Non c’è nessuna volontà di censura: non stiamo lavorando sulla rimozione dei contenuti ‘no-wax’ presenti in rete, noi stiamo cercando di capire con la polizia postale come intervenire in caso di fake news, di notizie evidentemente false che provochino allarme sociale”.




Scuola, la denuncia Anief: tornano le classi pollaio anche in presenza di alunni disabili

Le cronache di questi giorni ci dicono che la Buona Scuola non ha cambiato nulla sulla tendenza tutta italiana di concentrare troppi alunni nella stessa classe. Mentre in diverse zone della Francia il limite è di soli 12 alunni per classe, da noi si supera anche l’ultima normativa che ha spostato in alto la soglia di alunni per aula (il Dpr 81/09): quelli che dovevano essere casi ‘eccezionali’, sono diventati la norma. Eppure, il numero di studenti è in progressivo calo: dal 1° settembre 33mila in meno rispetto al 2016 e l’Istat ci dice che nel prossimo decennio di iscritti se ne perderanno 700mila. Fatto sta che a Milano si è arrivati a creare una classe-record da 37 alunni, gruppi extra-large sono presenti sulla costa adriatica, in Lucania ci sono classi da 26 alunni pure se le condizioni di sicurezza non lo permettono. Il diktat numerico, imposto da chi governa per fare cassa, non si ferma neanche in presenza di allievi con sostegno: nel vicentino si è creata una classe con 30 allievi di cui uno disabile grave. A mettere a posto le cose ci sono per fortuna i tribunali della Repubblica che impongono di non superare i 20 iscritti (con disabile grave) e se c’è rischio sismico la soglia scende a 17.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nel gruppo-classe sono spesso presenti, oltre agli alunni con certificazione di disabilità, anche alunni con problemi di apprendimento a vari livelli, di cui non si tiene conto, e le lezioni diventano ancora più difficili da svolgere poiché necessitano di diverse programmazioni, azioni educative e valutazioni personalizzate non sempre di facile gestione. Anche la Legge 107/2015 è stata una delusione, perché ha introdotto nuove norme inutili, dopo aver pure cercato di alzare le soglie. Si rasenta l’assurdo quando l’ufficio scolastico arriva a ignorare, non accade di rado, la presenza in classe di casi ‘certificati’, con sostegno annesso: una presenza che riduce sensibilmente i tetti sempre più alti e fa scattare lo sdoppiamento di classe.

Proprio su questo punto, la lesione del diritto allo studio degli alunni più bisognosi, i disabili, il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: ‘l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela’. I genitori, guidati dai referenti Anief, possono chiedere la documentazione utile per il ricorso: ‘tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie e contribuendo a migliorare la nostra scuola’.

Con l’anno scolastico, torna lo spettro delle classi pollaio: è divenuto un caso nazionale la classe-record da 37 alunni a Milano, come ha destato scalpore una primaria di Malo, nel vicentino, da 30 allievi perché è stata allestita senza considerare la presenza di un alunno con disabilità grave. Non sono da meno i diversi gruppi-classe extra-large sulla costa adriatica. E nemmeno la classe a Genzano, in Lucania, da 26 alunni anche se le condizioni di sicurezza non lo permettono.

Se si è arrivati a questo punto il motivo è nell’innalzamento del numero di alunni per classe: una tentazione al risparmio statale facile, sulla pelle dei giovani in formazione, a cui alcuni degli ultimi Governi non sono riusciti a resistere. Il fenomeno, inoltre, è tipicamente italiano: in Francia, ad esempio, da quest’anno in alcune zone del Paese ogni classe avrà soltanto 12 alunni. A rendere inspiegabile la situazione è anche il dato sulla riduzione sensibile di alunni a livello nazionale: solo quest’anno se ne contano 33mila in meno rispetto al 2016/17. Nell’ultimo triennio quasi 100mila. Anche le previsioni indicano che la tendenza non si arresterà, perché non è casuale ma da correlare allo stop della crescita degli alunni stranieri iscritti nelle nostre scuole: l’Istat ha calcolato, riassume La Repubblica, che “fra cinque anni il calo degli alunni potrebbe attestarsi sulle 361mila unità e fra 10 anni sulle 774mila unità”.

“Partendo da questi numeri – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – viene da chiedersi come mai non si colga l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe, che nelle prime classi delle superiori supera spesso le 30 unità. È un problema di notevole portata che rende difficile l’insegnamento del docente e l’apprendimento del discente. Tra l’altro, nel gruppo-classe sono spesso presenti, oltre agli alunni con certificazione di disabilità, anche alunni con problemi di apprendimento a vari livelli di cui non si tiene conto e le lezioni diventano ancora più difficili da svolgere, poiché necessitano di diverse programmazioni, azioni educative e valutazioni personalizzate non sempre di facile gestione”.

“Si rasenta l’assurdo – continua Pacifico – quando l’ufficio scolastico arriva a ignorare, non accade di rado, la presenza in classe di casi ‘certificati’, con sostegno annesso: una presenza che riduce sensibilmente la soglia sempre più alta oltre la quale scatta lo sdoppiamento. La Legge 107/2015 è stata una delusione, perché ha introdotto nuove norme inutili, dopo aver pure cercato di alzare le soglie. Avevamo chiesto precise garanzie nell’attuazione della delega della Buona Scuola su sostegno, ma senza averne riscontro”.

Diventa interessante, a questo proposito, andare a rivedere i contenuti nel decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 20 marzo 2009, introdotto con l’ultimo Governo Berlusconi, in base al quale anche in presenza della deroga del 10% stabilita dall’art. 4 per ogni ordine di scuola, in casi eccezionali si possono formare classi rispettivamente fino a un massimo di 26-28 alunni nella scuola dell’infanzia e primaria, fino a 27-30 alunni in quella secondaria di primo grado e fino a 30-33 alunni nella scuola secondaria di secondo grado.

Sono “tetti” più alti dei precedenti, disposti principalmente dai decreti ministeriali del 18 dicembre 1975 e 22 agosto 1992, oltre che dalla legge n. 23 del 1996, attraverso cui si stabiliva che il rapporto alunni-superficie scolastica non avrebbe dovuto superare 1,80 metri quadrati ad alunno nella scuola dell’infanzia e primaria, e 1,96 nella scuola secondaria. All’approvazione del decreto n. 81 del 2009 si sarebbe dovuta attuare una fase di riqualificazione dell’edilizia scolastica, condotta dal Ministero dell’Istruzione assieme al Mef, per evitare che quell’innalzamento recasse problemi di sicurezza nei luoghi pubblici. Ma quell’adeguamento non c’è mai stato. Una mancanza che diventa gravissima dal momento che oggi abbiamo quasi 250mila iscritti disabili sparsi per le scuole della Penisola.

Ad essere aggirato, infine, è il diritto allo studio e alla formazione. Ricordiamo, a questo proposito, se vi sono alunni con disabilità grave, la normativa vigente prevede che “il numero complessivo dovrebbe essere al massimo di 20 alunni, in modo da facilitare i processi di integrazione e d’inclusività”. La norma di riferimento è sempre il DPR 81/09 che consente una riduzione del numero di alunni per classe, restando però nel limite dell’organico assegnato alla scuola: significa che non verrà assegnato personale aggiuntivo per la formazione di nuove classi meno numerose, ma gli studenti dovranno essere distribuiti nelle altre classi, le quali diverranno numerose. È compito del dirigente scolastico prevedere un’equa distribuzione degli alunni disabili tra le varie classi. Qualora l’alunno disabile ravvisasse delle problematiche non gravi si potrebbe arrivare anche a 25 alunni complessivi. E comunque sempre con non più di due alunni disabili con problematiche non gravi, come indicato chiaramente dalla stampa specializzata, che ha ripreso l’art. 5, comma 2 dello stesso DPR.

E siccome le norme sono fatte per essere applicate, i giudici non possono che dare ragioni a chi ricorre contro chi le aggira: una sentenza esemplare, in questo verso, è la n. 1367 del 19 settembre 2016, con cui il Tar della Toscana, sezione di Firenze, con cui il tribunale ha dato ragione al genitore di un alunno disabile iscritto al primo anno di un liceo di Firenze che chiedeva l’annullamento del provvedimento con cui era stata istituita una classe da 31 studenti, tra cui due alunni con patologia invalidante. “Con tale ricorso – ha spiegato la stampa specializzata – si evidenziava come l’inserimento del ragazzo disabile in una classe di trentuno alunni (definita come “classe pollaio”) violasse il diritto costituzionale alla istruzione e alla integrazione scolastica, pregiudicando il corretto svolgimento della didattica e la stessa inclusione dei minori disabili”: una pronuncia, spiegano gli addetti ai lavori, che “darà luogo a numerosi ricorsi in opposizione alla prassi delle scuole italiane di infrangere la normativa vigente”.

Laddove l’edificio scolastico sia collocato in una zona ad alto rischio sismico, i limiti di presenze di allievi non devono andare oltre i 17 alunni per classe: a stabilirlo è stato, di recente, il Tar di Napoli, che ha dato ragione a un gruppo di genitori, che denunciavano la suddivisione di 43 alunni, di cui 5 disabili, in due sole classi. La soglia di 20 alunni, prevista in caso di alunni disabili gravi in classe scende a 17, proprio laddove vi sia anche un’alta possibilità di evento sismico.

Proprio su questo punto, la lesione del diritto allo studio degli alunni più bisognosi, i disabili, il presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”, ha scritto il sindacalista. I genitori, guidati dai referenti Anief, potranno richiedere la documentazione utile per presentare ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie e contribuendo a migliorare la nostra scuola”.