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RIFORMA DELLA SCUOLA: ARRIVA L' OK DAL SENATO

di Christian Montagna

Roma – E’ passata la fiducia posta dal governo al Senato sul maxiemendamento per la riforma della scuola. Su 273 senatori presenti, 159 sono stati i sì e 112 i no. Con uno scarto di 47 voti dunque maggioranza e governo incassano la fiducia. Nonostante gli ultimi dissapori all’interno del Pd, la vittoria è arrivata ugualmente. Assenti alle votazioni tre senatori Ncd, Esposito, Bonaiuti e Giovanardi. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha scritto in un sms al premier Matteo Renzi “Ce l’abbiamo fatta”. Dopo oltre un mese di proteste, il disegno di legge “Buona scuola” è stato licenziato da Palazzo Madama per ritornare nuovamente alla Camera ed essere poi definitivamente approvato entro il 7 Luglio. 


Bagarre in aula e nelle piazze. In aula e nelle piazze dopo l’annuncio della maggioranza al Senato scoppiano le proteste. Da Movimento Cinque Stelle a Gasparri fioccano insulti e dissensi nei confronti del governo accusato, secondo Grillo, di aver “fatto morire la scuola”. Nelle piazze, all’esterno, cortei di dissidenti hanno sfilato reclamando contro la riforma giudicata non idonea alla scuola.

 

Il ddl scuola. Si punta al rafforzamento dell’autonomia scolastica con quello che a breve da disegno di legge potrebbe diventare riforma. Libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. L’organico sarà gestito direttamente dal dirigente scolastico che potrà proporre le cattedre ai docenti (a partire dall'anno scolastico 2016/2017) e i posti utilizzando gli albi territoriali che – dal 2016 – racchiuderanno le Reti di scuole. La chiamata degli insegnanti sarà, dunque, senza più graduatorie ma sulla base degli albi (o ambiti) a cui si accederà per concorso pubblico oppure tramite il Piano straordinario di assunzioni 2015.


Ecco cosa cambierà e come il Senato ha modificato alcuni contenuti del testo:
L’autonomia. Con l'articolo 1 viene ribadita l'autonomia scolastica da attuare attraverso alcuni strumenti: la possibilità di rimodulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina; il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari; la programmazione plurisettimanale e flessibile dell'orario complessivo. Le scuole dovranno dunque garantire “ l'apertura pomeridiana delle scuole e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe” o potrà prevedere “articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scuola o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato al decreto del presidente della Repubblica 89 del 2009”. Infine, le scuole potranno rimanere aperte anche d'estate. Nei periodi di sospensione dell'attività didattica, infatti, gli istituti e gli enti locali promuoveranno 'attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive' da svolgersi negli edifici scolastici.

Le cento mila assunzioni. Il testo conferma l'assunzione, da quest'anno, di circa 100 mila docenti: i vincitori e gli idonei del concorso a cattedre del 2012 e gli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Rimangono fuori dal Piano straordinario di assunzioni gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto. I docenti che saranno assunti con il Piano straordinario di assunzioni 2015 potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Quindi salta l'obbligo per gli insegnanti abilitati al sostegno di essere assunti sui posti medesimi.


 

I presidi. Il dirigente scolastico, nel conferire gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento sarà “ tenuto a dichiarare l'assenza di cause di incompatibilità derivanti da rapporti di parentela o affinità entro il secondo grado con i docenti iscritti nel relativo ambito territoriale.” L'incarico è conferito con l'accettazione della proposta da parte del docente. Nel caso di più proposte, il docente effettua la propria opzione fra quelle ricevute, fermo restando l'obbligo di accettarne almeno una. In caso di inerzia dei dirigenti scolastici nella individuazione dei docenti, sarà l'ufficio scolastico regionale a provvede ad assegnarli d'ufficio alle istituzioni scolastiche. Lo stesso Usr provvederà a conferire l'incarico ai docenti non destinatari di alcuna proposta.

La valutazione dei dirigenti scolastici. A valutare i dirigenti scolastici, che saranno giudicati in base al programma formativo scolastico, ci sarà una commissione formata da tecnici del ministero dell’Istruzione.

Educazione fisica alle elementari. Tutti coloro che avranno una specializzazione in scienze motorie, dal prossimo anno, potranno insegnare anche nelle scuole elementari.

I bonus annuali ai docenti. I docenti avranno 500 euro all'anno per la propria formazione: si va dai libri ai software, dai concerti ai corsi. A questi si aggiungono anche 40 milioni di euro stanziati per la loro formazione durante il servizio. Il ddl, inoltre, mette a disposizione 200 milioni di euro a partire dal 2016 per il merito del singolo docente: il bonus verrà distribuito dal dirigente al docente che lo merita, motivando la decisione al consiglio di Istituto.


Le supplenze. Sarà sempre compito del dirigente scolastico assegnare le supplenze fino a dieci giorni con personale dell’organico dell’autonomia. Il docente interessato alle supplenze, “se impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado d'istruzione di appartenenza”.


Il sistema di valutazione. Al fine di potenziare il sistema di valutazione delle scuole è autorizzata la spesa di 32 milioni di euro dal 2016 al 2019. Con la modifica vengono stanziati 8 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019. La spesa è destinata alla realizzazione delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti; alla partecipazione dell'Italia alle indagini internazionali; e all'autovalutazione e alle visite valutative delle scuole.


L’alternanza scuola – lavoro. Il ddl rafforza il collegamento fra scuola e mondo del lavoro. In particolare, introduce una previsione di durata minima dei percorsi di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni di scuola secondaria di secondo grado (almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 ore nei licei), prevede la possibilità di stipulare convenzioni anche con gli ordini professionali e dispone che l'alternanza può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche e anche con la modalità dell'impresa formativa simulata.


Curriculum studenti. Per l'esame di Stato delle scuole superiori la commissione d'esame terrà conto del curriculum dello studente.


La mensa scolastica. Le istituzioni che gestiscono le mense scolastiche potranno inserire nei bandi di gara, per l'affidamento dei servizi, criteri di priorità per l'inserimento di prodotti agricoli e alimentari a chilometri zero, proveniente dall'agricoltura biologica, a ridotto impatto ambientale e di qualità e della pesca sociale.


Il pronto soccorso nelle scuole. Per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso nelle scuole elementari, medie e superiori saranno attivate "iniziative specifiche" rivolte agli studenti.
 




SCUOLA, MAXI EMENDAMENTO AL SENATO: COSA CAMBIERA' ?

di M.L.S.


Roma – Mercoledì, sull'onda delle proteste, approda nell'Aula del Senato il ddl sulla scuola, per mano dei capigruppo di palazzo Madama. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è quello delle ore 19 della stessa giornata, che determina dunque il blocco dei lavori in Commissione Istruzione al Senato.
Il testo giunge in Aula senza l'ok della Commissione e senza relatori, e, molto probabilmente, nella giornata di giovedì arriverà al voto di fiducia, che potrebbe essere attivato senza problemi dopo il via libera del Consiglio dei Ministri all'utilizzo dello stesso.


Dopo che martedì la conferenza dei capigruppo ha appreso la notizia del mandato mancato da parte della commissione Istruzione nei confronti dei relatori che hanno il compito di riferire per l'aula, verrà portato in assemblea il testo uscito direttamente dalla Camera, su cui saranno presentate una serie di potenziali modifiche da parte dei senatori che, in commissione, faranno le veci dei relatori. Sono Pugliesi del Partito democratico e Conti di Area Popolare. A questo punto è stato riunito tutto in un maxiemendamento su cui il governo potrà porre la fiducia nel caso in cui il compromesso tra i relatori venga spezzato dalle minoranze, intensionate a non ritirare i circa 3mila emendamenti presentate in merito al ddl. Successivamente il provvedimento ritornerà all'esame della Camera.

Le novità del maxi emendamento. Le principali novità contenute nel maxiemendamento presentato dai relatori riguardano l'introduzione di un membro esterno, indicato dall'Ufficio scolastico regionale per la valutazione degli insegnanti, l'inserimento nel piano di assunzione degli idonei al concorso del 2012, l'immissione di un tetto massimo di 100mila euro per le erogazioni liberali dei privati alle scuole e l'istituzione di un bando di concorso entro il 1 dicembre 2015 per l'assunzione a tempo determinato del personale docente. È previsto anche che le prime 100mila assunzioni vengano fatte entro il mese di agosto, mentre si posticipa da ottobre a dicembre il “concorsone”, già previsto per tutti coloro che non rientrano nel piano straordinario di assunzioni. Al comma 113 del maxi emendamento viene specificato che il ministero dell'Istruzione dovrà bandire, “Ferma restando la procedura autorizzatoria”, entro e non oltre il “primo dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami utile per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali”, mirato alla “copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell'organico dell'autonomia, nonchè per i posti che si rendano tali nel triennio”. In fine, dirigenti scolastici saranno valutati, su base triennale, in base al miglioramento degli studenti, alla valorizzazione del personale e alle competenze organizzative. Slittano, oltretutto, all'anno scolastico 2016/2017 l'autonomia e gli albi territoriali cosi' come la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi. 




RIFORMA SCUOLA: SE L'OPPOSIZIONE RESISTE SI PASSA ALLA FIDUCIA

di Matteo LaStella


Roma –
Il Governo e il PD, durante la tavola rotonda indetta dal premier Matteo Renzi ieri mattina a palazzo Chigi, hanno deciso di accelerare sulla riforma della scuola. Il dialogo è destinato a rimanere aperto, ma, nel caso in cui l'opposizione dovesse resistere ad un percorso condiviso in merito ai 3mila emendamenti sulla “buona scuola”, l'ipotesi di fiducia diverrà fattiva. L'obbiettivo, in attesa dell'esito prodotto dalla Commissione Istruzione nella giornata di martedì, è quello di ottenere il via libera dall'Aula del Senato entro venerdì, così da portare a casa le assunzioni dei 100mila precari.

Dalla tavola rotonda. Al fianco del premier, ieri mattina, il ministro dell'istruzione Stefania Giannini, i capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda e il presidente della Commissione Istruzione Andrea Marcucci, che in un tweet spiega: “ Il Pd fara' di tutto per approvare 'la buona scuola' in tempi brevi. Serve tenere insieme autonomia, merito e assunzioni”. Per Ettore Rosato, invece, la fiducia serve:”per impedire che l'ostruzionismo interrompa il percorso parlamentare. Si va avanti con decisione e con la massima collaborazione a trovare le intese piu' ampie possibili, ma con l'idea che i tempi sono molto stretti per procedere alle assunzioni fin dall'inizio del prossimo anno scolastico”. Quello del presidente del Consiglio, continua Rosato:”non e' un cambio di strategia, e' un messaggio molto chiaro. Chiediamo a tutti di collaborare in una riforma che serve al Paese. Noi chiediamo di rinunciare all'ostruzionismo per consentire una rapida approvazione che consenta di rispettare anche i tempi necessari e burocratici per procedere a 100mila assunzioni”.

Cercasi alleati. Da Scelta Civica, giunge invece una richiesta di coinvolgimento degli alleati, poiché, secondo il segretario politico di Scelta Civica, è giusto organizzare una riunione con senatori e deputati del proprio partito al fine di organizzare il calendario politico del futuro, purchè:”accada altrettanto con gli alleati che anche recentemente, in occasione di passaggi cruciali, hanno garantito in modo compatto al governo voti che proprio una parte del Partito Democratico gli ha invece negato”.




CAGLIARI, 50 DOCENTI SI INCATENANO A SCUOLA: "NO AL PRESIDE SCERIFFO"

di Cinzia Marchegiani


Cagliari (CA) – Nel primo giorno della prova di maturità la Sardegna riscatta e rivendica la propria battaglia contro la riforma della scuola. Una cinquantina di docenti si sono incatenati questa mattina ai cancelli del Liceo classico “Dettori” di Cagliari, la manifestazione è stata organizzata dal coordinamento insegnanti Cagliari. Incatenati al cancello i docenti esibivano slogan ben visibili al passaggio degli studenti e dei genitori non hanno bisogno di altre spiegazioni: “No alla scuola azienda, No alla precarizzazione istituzionalizzata degli insegnanti, No scuola privata, No al preside sceriffo, Torna a casa Renzi”. " La protesta andrà avanti per tutta la mattina, anche con la distribuzione di volantini che spiegano, anche per chi è a digiuno della nuova riforma che scardinerà completamente la scuola italiana come il disegno di legge – si legge – è stato approvato dalla Camera dei deputati senza un preliminare dibattito in aula ignorando completamente le manifestazioni di un totale dissenso di una piazza che l'80 per cento dei lavoratori e simpatizzanti della scuola ha scioperato per difendere la scuola pubblica.

Laura Parisi, docente di filosofia al Liceo classico Siotto, prima di prendere servizio a scuola per gli esami spiega il motivo della sua presenza in questa protesta, facendo luce come la nuova riforma metta in competizione fra loro gli insegnati, come appunto in una grande azienda, mentre non ci sono le condizioni per insegnare bene. Si legge: “Siamo qui per difendere la scuola statale, anche i termini usati fanno riflettere: si parla di incentivi e rimborsi per i consumi culturali".

Anche per Francu De Fabbis insegnante di sostegno all'Istituto tecnico 'Primo Levi' di Quartu, reduce da altre azioni di protesta spiega ai giornalisti che la riforma è il colpo di grazia: “Si sta chiudendo il cerchio”. 

Una scelta forte di questi insegnanti che lontani dalla grande manifestazione nazionale del 5 maggio scorso che ha invaso tutte le città d’Italia. Questi doceneti si sono messi davanti ai cancelli delle proprie scuole a chiedere al governo di ascoltare la loro voce, quella degli insegnati italiani affinché nonarrvi un colpo di grazia tanto temuto, non solo per i diretti interessati, ma anche del futuro delle nuove generazioni che si nutriranno e cresceranno  fra i banchi della "scuola statale".




NAPOLI, NEPOTISMO A SCUOLA :DIRIGENTE FAVORIVA FIGLI E NUORA NELLE ASSUNZIONI

di Christian Montagna

Quarto –  La tematica scuola diventa sempre più scottante, soprattutto quando da Quarto, in provincia di Napoli, giungono aberranti fatti di cronaca scoperti dalla Guardia di Finanza. Maria Grazia Franco, 63 anni ed ex direttore generale amministrativo dell'Istituto Comprensivo “Massimo Troisi”, aveva assunto i due figli e la nuora che percepivano la retribuzione senza recarsi a lavoro. Graduatorie scavalcate, documenti falsi e una grande truffa allo Stato proprio da chi dovrebbe impartire legalità e correttezza. La Guardia di Finanza ha eseguito questa mattina un decreto di sequestro preventivo di beni nei confronti della dirigente.

Le indagini della sezione reati contro la pubblica amministrazione della Procura, dirette dal Procuratore aggiunto Alfonso D'Avino hanno portato alla triste scoperta. La dirigente avrebbe assicurato ai due figli e alla nuora contratti di lavoro inquadrandoli nel personale amministrativo dell'Istituto, sito nel quartiere Pianura.
Nessun rispetto nei confronti dei punteggi in graduatoria e falsi certificati di servizio dell’Istituto Froebel di Quarto in cui mai i tre avevano lavorato avevano permesso alla dirigente di attuare il suo piano “diabolico”.

I fogli di presenza erano stati fatti sparire così come le certificazioni attestanti la frequenza dei tre negli uffici. La scoperta è arrivata in seguito alla denuncia di aspiranti supplenti nell’istituto scavalcate in graduatoria proprio dai figli della Franco. Uno dei tre, secondo i primi accertamenti, avrebbe percepito circa 15 mila euro di retribuzione attualmente sotto sequestro.

Un caso di nepotismo che proprio in questi giorni torna a far tremare i lavoratori della scuola: il potere che la “Riforma della buona scuola” varata dal Governo Renzi potrebbe trovare opposizione proprio su questo punto. L’eccessivo potere ai dirigenti potrebbe indubbiamente alimentare una serie di favoritismi e ingiustizie nei confronti di chi regolarmente attende da anni di riuscire ad entrare nell’angusto mondo della scuola.
 




CUNEO: NON MANDANO I FIGLI A SCUOLA, 144 GENITORI DENUNCIATI

di Angelo Barraco
 
Cuneo – Sono stati denunciati dai Carabinieri 144 genitori per non aver mandato i figli a scuola. I minori che sono stati sottratti prematuramente agli obblighi scolastici sono 86 e hanno un’età compresa tra i 6 e i 16. I ragazzini hanno accumulato un numero di assenze non giustificato. Intanto emerge che metà dei genitori denunciati sono romeni, albanesi, marocchini e costoro sono tutti regolari sul territorio italiano. La restante fetta dei soggetti denunciati invece è italiana. L’istruzione è una crescita dell’individuo con il fine di migliorare le sue conoscenze della società che lo circonda e di un accrescimento interiore.
 
La nostra Costituzione. La nostra Costituzione è chiara in merito al diritto allo studio e lo spiega con l’articolo 34 “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”. Il nostro Stato inoltre si impegna nel proteggere l’infanzia e la gioventù e questo concetto è espresso nell’articolo 31 comma 2 della Costituzione Italiana che dice lo Stato “Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”. Per quanto riguarda l’istruzione e il dovere dei genitori di istruirli c’è l’articolo 30 che dice, nel primo comma, che “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”. 



BERGAMO: BLOCCO DEGLI SCRUTINI PER PROTESTARE CONTRO LA RIFORMA DELLA SCUOLA

di A.B.
 
Bergamo – Oggi all’istituti superiore di Bergamo Isis Mamoli erano previsti gli scrutini, ma non vi sono stati. E’ stato comunicato infatti che i 16 scrutini previsti per oggi e per domani sono stati bloccati e saranno riconvocati la settimana prossima. Hanno spiegato che “è un disagio per gli stessi insegnanti che recupereranno in tempi stretti gli impegni previsti a calendario”. Il blocco degli scrutini è una protesta contro la riforma della scuola.
 
Ma cos’è la riforma della scuola? Ecco i primi 11 tabella. La riforma è stata approvata con 316 si, 137 no ed un astenuto:
 
Articolo 1: Autonomia delle scuole, in relazione alla dotazione finanziaria, in modo da renderle più efficienti nelle decisioni. Questa riforma renderà le scuole più autonome e con maggiore potere decisionale.
 
Articolo 2: Maggiori responsabilità del preside, il Piano triennale stabilirà monte ore, attività extra e fabbisogno di docenti e di personale Ata. In questo articolo compare l'annosa questione del potere del dirigente scolastico. Il preside, infatti, sentito il collegio d'istituto e secondo il Piano triennale, individuerà il personale da assegnare nella scuola; inoltre, il dirigente promuoverà i necessari rapporti con gli enti locali e le istituzioni economiche, in modo da organizzare attività lavorative per gli studenti. Incremento dello studio della lingua inglese dei nuovi media e delle leggi dello Stato.
 
Articolo 3: Gli studenti avranno un curriculum personale che verrà pubblicato nel portale della scuola e vi sarà il percorso scolastico dello studente e le attività che ha svolto.
 
Articolo 4: Il governo stanzia 100 milioni di euro annui per permettere agli studenti l'alternanza scuola-lavoro. Dal terzo anno in poi, i ragazzi potranno svolgere attività di stage o tirocinio presso enti privati o pubblici, individuati dal preside, per permettere un programma di iniziazione al lavoro già dalla scuola. Ci saranno 400 ore di scuola-lavoro per gli istituti tecnici e 200 per i licei. Le attività si potranno svolgere anche all'estero e aumenteranno il valore del curriculum personale di ogni studente.
 
Articolo 5: Articolo in merito all’insegnamento per gli istituti penitenziari e per questo tipo di insegnamento posso accedervi insegnanti con 3 anni di esperienza. 
 
Articolo 6: Le fondazioni che gestiscono gli istituti tecnici superiori dovranno avere un fondo minimo di 100.000 euro, per permettere il normale svolgersi delle lezioni e delle attività. Inoltre, il ministero ripartirà i fondi agli istituti in base al tasso di occupabilità degli ex studenti a 12 mesi dal diploma e al numero di corsi attivati negli stessi istituti
 
Articolo 7: Piano nazionale scuola digitale che prevede interventi strutturali tesi a: realizzare attività volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti; potenziare laboratori e strumenti digitali nelle scuole; formare i docenti per l'utilizzo di tali strumenti; adottare testi digitali stile e-book da dare agli studenti
 
Articolo 8: la riforma dell'organico dell'autonomia per l'attuazione dei piani triennali dell'offerta formativa. 
 
Articolo 9: In merito alle competenze del dirigente scolastico
 
Articolo 10: prevede un piano straordinario di assunzioni secondo cui da quest’anno circa cento mila docenti vincitori del concorso del 2012 e iscritti nelle graduatorie ad esaurimento saranno ammessi all’interno delle scuole. 
 
Articolo 11: prevede un periodo di prova per un anno ai cento mila precari che saranno assunti. Soltanto dopo la prova, i docenti potranno diventare di ruolo.



CROTONE: NON MANDANO I FIGLI A SCUOLA, 20 GENITORI DENUNCIATI

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di Matteo La Stella

Petilia (CR) – I Carabinieri di Petilia Policastro hanno denunciato 20 genitori di minori, padri e madri di potenziali studenti della scuola dell'obbligo, primaria e secondaria di primo grado per l'assenza dei propri figli dalle lezioni della scuola dell'obbligo. La mancata frequenza alle lezioni è stata registrata nelle scuole di Petilia, Mesoraca e Crotonei, nel crotonese. Quì, i militari hanno compiuto diversi accertamenti durante i quali, i genitori hanno giustificato l'assenza dei figli millantando motivi legati alla salute o necessità degli stessi finalizzata ad aiutare i parenti nei lavori manuali.

La notizia contribuisce a rendere verosimili i dati Istat che, già per l'anno scolastico 2012/2013, conferivano al mezzogiorno la leadership per tasso di uscita precoce dal sistema di istruzione, fissata al 21,4%, rispetto al 13,7% del centro e del 14% del nord Italia. In Calabria è il 16,4% degli studenti ad abbandonare prematuramente gli studi, in Puglia il 19,9%, fino ad arrivare ai picchi critici della Sicilia, che si attesta intorno al 25,8% dell'abbandono scolastico. La “bocciatura”, secondo il “Tackling Early Leaving from Education and Training in Europe” è da allargare all'intera nazione: in Italia, secondo lo studio, l'allontanamento preventivo dall'istruzione è pari al 17% nell'anno scolastico terminato nel 2013, seconda solo alla Spagna (23,6%), a Malta (20,8%), al Portogallo (18,9%) e alla Romania (17,3%). Un quadro desolante che, messo in relazione con la percentuale di adulti tra i 30 e i 35 anni che hanno conseguito un titolo di laurea in Italia, pari al 22,4%, contro la media UE calcolata intorno al 40%, delinea una risposta, quanto meno parziale, al secondo posto del Bel Paese per numero di disoccupati o inoccupati, i così detti Neet.




RIFORMA DELLA SCUOLA: E' SCONTRO TRA MINISTRI E SINDACATI

di Christian Montagna

Roma- Si è concluso senza nulla di fatto l’incontro tra il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini e i sindacati di categoria che ammettono di essere delusi e amareggiati. Il ministro secondo le dichiarazioni dei sindacati infatti si sarebbe dimostrato nettamente serrato nei confronti di alcune questioni delicate come precariato e prerogative dei dirigenti scolastici. Una piccola apertura verso la discussione è stata riscontrata unicamente per la presenza di genitori e studenti nel meccanismo di valutazione dei docenti.

Anche per il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, "non c'e' stata alcuna risposta concreta, quindi continueremo la nostra battaglia anche con le manifestazioni che si terranno in tutto il Paese il prossimo 5 giugno. Questa riforma e' inaccettabile, incostituzionale e non apporta alcun cambiamento vero nel mondo della scuola. Anzi, con questo provvedimento la scuola pubblica ritorna indietro, ad un modello autoritario”.

D’altra parte invece le reazioni del ministro Giannini che si appella al senso di responsabilità dei sindacati. "L 'impianto generale del disegno di legge va salvaguardato nel passaggio al Senato perché autonomia, valutazione e merito per noi restano centrali“ dice e ancora “crediamo che il nostro provvedimento proponga un ribaltamento di paradigma perché, a differenza del passato, non si effettuano tagli ma si stanziano fondi, si affronta il tema del precariato dando una risposta importante attraverso un piano di assunzioni straordinario e si ripristina quanto previsto dalla Costituzione con l'accesso all'insegnamento per via concorsuale”.

Una posizione che non convince nessuno, neppure i parlamentari del Movimento 5 stelle che reputano la riforma poco costruttiva e per nulla innovativa. Da Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola un altro attacco sferrato su Twitter “"Se il governo non #cambiaverso sulla scuola, noi raccoglieremo le firme per un referendum contro la cattiva scuola di Renzi”. Nel frattempo, i sindacati continuano a minacciare il blocco degli scrutini.




TORINO, MALTRATTAMENTI SUI MINORI: DENUNCIATE TRE MAESTRE

Redazione

Rimproveri verbali, violenze fisiche ma soprattutto botte. Tre maestre di un asilo comunale di Settimo Torinese sono state denunciate dai carabinieri per maltrattamenti nei confronti di alcuni bambini dell'istituto dopo le diverse segnalazioni giunte dai genitori degli stessi bambini.
Non si arrestano le violenze all’interno delle scuola: i bambini sono sempre più spaventati e intimoriti da quelle che dovrebbero essere le insegnanti di vita.

Secondo le indagini condotte dalla Procura di Ivrea, attraverso rimproveri verbali e violenza fisica le maestre avrebbe instaurato nella loro sezione un clima di paura e stress. I bambini che durante la notte non riuscivano a dormire per gli incubi causati dagli avvenimenti del giorno, sono tuttora sotto osservazione.
A segnalare gli episodi sono stati alcuni genitori che hanno notato nei loro figli significative modifiche nei comportamenti. Le indagini sono ancora in corso.
 




RIFORMA SCUOLA: COS'È E COSA CAMBIERÀ

di Maurizio Costa

Roma
– La riforma della scuola promossa dal governo di Matteo Renzi è pronta a prendere il volo. Fino ad ora, la Camera dei Deputati ha approvato il ddl. Prossimamente il disegno di legge approderà in Senato, dove la maggioranza del Pd è più labile.

Analizziamo adesso, articolo per articolo, la riforma della scuola approvata dalla Camera.

Articolo 1 – La riforma nazionale del sistema di istruzione prende il via con il primo articolo, fatto passare dalla Camera alle 11:58 di venerdì 15 maggio. L'articolo 1 disciplina l'intero ddl e presenta le finalità della riforma: prima di tutto, viene stabilita l'autonomia delle scuole, anche in relazione alla dotazione finanziaria, in modo da renderle più efficienti nelle decisioni. Questa riforma renderà le scuole più autonome e con maggior potere decisionale: secondo il governo, questo porterà a un miglior utilizzo delle risorse e delle strutture scolastiche.

Ogni scuola dovrà effettuare ogni tre anni un Piano dell'offerta formativa, che aumenterà l'apprendimento degli studenti e l'apertura dell'istituto verso il territorio. Il Piano, che verrà redatto dal preside e dai docenti, stabilirà il monte ore annuale di ciascuna disciplina, in vista comunque di un potenziamento del tempo scolastico e delle attività interdisciplinari.

Articolo 2 – Votato con 251 sì e 83 no, l'articolo 2 disciplina l'autonomia scolastica e le maggiori responsabilità del preside. Grazie all'autonomia delle scuole, il Piano triennale stabilirà monte ore, attività extra e fabbisogno di docenti e di personale Ata. In questo articolo compare l'annosa questione del potere del dirigente scolastico. Il preside, infatti, sentito il collegio d'istituto e secondo il Piano triennale, individuerà il personale da assegnare nella scuola; inoltre, il dirigente promuoverà i necessari rapporti con gli enti locali e le istituzioni economiche, in modo da organizzare attività lavorative per gli studenti.

Inoltre viene stabilito un incremento della lingua inglese, dello studio di internet e dei social network, dei nuovi media e delle leggi dello Stato. Si combatterà il cyberbullismo e verranno tutelate le minoranze linguistiche e religiose. La scuola rimarrà aperta anche il pomeriggio, per aumentare le attività extra degli studenti. Infine, viene incrementato di 126 milioni di euro annui il Fondo per le istituzioni scolastiche.

Articolo 3 – Tutti gli studenti saranno dotati di un curriculum personale, che verrà pubblicato anche sul portale della scuola, e che terrà conto del percorso degli studi ma soprattutto delle attività opzionali svolte dallo studente, attività di lavoro in alternanza allo studio e attività di volontariato. Le scuole introdurranno insegnamenti opzionali a partire dal secondo biennio, che potranno anche essere finanziate da soggetti esterni. Il curriculum servirà allo studente per entrare più facilmente nel mondo del lavoro. In sede di esame di Stato, inoltre, la commissione terrà conto del curriculum personale dello studente.

Articolo 4 – Il governo stanzia 100 milioni di euro annui per permettere agli studenti l'alternanza scuola-lavoro. Dal terzo anno in poi, i ragazzi potranno svolgere attività di stage o tirocinio presso enti privati o pubblici, individuati dal preside, per permettere un programma di iniziazione al lavoro già dalla scuola. Ci saranno 400 ore di scuola-lavoro per gli istituti tecnici e 200 per i licei. Le attività si potranno svolgere anche all'estero e aumenteranno il valore del curriculum personale di ogni studente.

Articolo 5 – Questo articolo dà disposizioni per l'insegnamento negli istituti penitenziari. Viene stabilito che per questo tipo di insegnamento è istituito un ruolo speciale, al quale possono accedere docenti che abbiano almeno tre anni di esperienza.

Articolo 6
– Le fondazioni che gestiscono gli istituti tecnici superiori dovranno avere un fondo minimo di 100.000 euro, per permettere il normale svolgersi delle lezioni e delle attività. Inoltre, il ministero ripartirà i fondi agli istituti in base al tasso di occubabilità degli ex studenti a 12 mesi dal diploma e al numero di corsi attivati negli stessi istituti.

Articolo 7 – Viene approvato il Piano nazionale scuola digitale che prevede interventi strutturali tesi a: realizzare attività volte allo sviluppo delle competenze digitali degli studenti; potenziare laboratori e strumenti digitali nelle scuole; formare i docenti per l'utilizzo di tali strumenti; adottare testi digitali stile e-book da dare agli studenti. Il decreto stabilisce che 90 milioni di euro, già stanziati nel 2014 per l scuola, verranno usati in questo programma di digitalizzazione. Dal 2016 verranno spesi 30 milioni di euro annui.

Articolo 8
– A decorrere dal 2016, viene stabilito che l'organico di ogni scuola deve essere deciso su ambito territoriale. Questo vuol dire che verranno istituiti degli uffici regionali territoriali, grandi al massimo come una provincia, che decideranno la ripartizione della dotazione organica per ogni scuola. Questa scelta permetterà anche una maggiore interconnessione tra gli istituti che si trovano nello stesso territorio.

Articolo 9 – Questo è uno dei punti più cruciali di tutto il testo. Il preside, in base al Piano triennale dell'istituto, deciderà quali professori assumere nell'ambito territoriale. I docenti avranno un contratto di durata triennale, rinnovabile. Il preside deve dichiarare che il docente scelto non sia imparentato con lui (fino al secondo grado). I professori che non saranno scelti dai dirigenti scolastici verranno ricollocati dall'ufficio regionale. Inoltre, gli stipendi dei dirigenti, in totale, verranno incrementati di 12 milioni per il 2015 e di 35 milioni annui successivamente.

Articolo 10 – Stabilisce un “un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura dei posti vacanti e disponibili nell'organico dell'autonomia”. Saranno assunti a tempo indeterminato coloro che hanno vinto il concorso pubblico per titoli ed esami a posti e cattedre bandito dal ministero dell'Istruzione. Ma saranno assunti anche coloro che sono iscritti alle Graduatorie ad esaurimento (Gae), che, successivamente, perderanno efficacia.

Articolo 11 – I professori, prima di entrare a lavorare a pieno titolo, dovranno svolgere un anno di formazione e di prova, che è subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno 180 giorni, dei quali almeno 120 per le attività didattiche. Il preside, poi, dovrà valutare la prestazione del docente.

Articolo 12 – Il governo stanzia 381 milioni annui per istituire la “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. "La Carta – si legge nel testo -, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di natura didattico-scientifica, di pubblicazioni e di riviste riferite alle materie di insegnamento e comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software”.

Articolo 13
– Il preside, insieme a un comitato di insegnanti, attribuirà ad alcuni professori meritevoli un bonus una tantum. Il governo stanzia, per questa somma, 200 milioni di euro annui.

Articolo 14 – I contratti a tempo determinato dei docenti potranno durare al massimo 36 mesi, anche non continuativi.

Articolo 15
– “Il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico o ausiliario in posizione di comando, distacco o fuori ruolo alla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base di un provvedimento formale adottato ai sensi della normativa vigente, può transitare, a seguito di una procedura comparativa, nei ruoli dell'amministrazione di destinazione”.

Articolo 16 – Viene istituito il Portale unico dei dati della scuola, pubblicando in formato aperto i dati relativi ai bilanci delle scuole, i dati pubblici afferenti al Sistema nazionale di valutazione. Questa misura costerà 100mila euro all'anno.

Articolo 17 – “In sede di dichiarazione dei redditi, a partire dall'anno 2016, i contribuenti che intendono destinare la quota del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche potranno indicare la scuola del sistema nazionale di istruzione alla quale devolvere la suddetta quota”.

Articolo 18 e 19 – Viene istituito lo school bonus. “Per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l'occupabilità degli studenti, spetta un credito d'imposta pari al 65 per cento”.

Articolo 20, 21 e 22 – Questi tre tabella riguardano la struttura delle scuole. Ne verranno costruite una per regione, di ultima generazione, e verranno stabiliti dei criteri di valutazione sugli edifici, soprattutto riguardo ai problemi sismici che caratterizzano alcune zone d'Italia.