1

RIETI: PARTE LA PETIZIONE ONLINE PER IL MUGNAIO SUICIDATOSI PER IL PIGNORAMENTO DEL SUO MULINO

 

LEGGI ANCHE: RIETI: IL SUO MULINO VA ALL'ASTA E LUI SI GETTA NEL LAGO

 

Redazione

Rieti – Del mugnaio di Contigliano, Silvio Paoselli, e del suo frantoio/mulino sperimentale “Mola di mezzo” di Contigliano in provincia di Rieti, pignorato e messo all’asta dalla banca creditrice, nei giorni scorsi se n’è parlato ovunque, non v’è stata testata giornalistica che non abbia riportato la notizia del suo gesto estremo. Per questo motivo, in questi giorni, è partita una richiesta di sottoscrizione di una petizione on-line (cliccare qui per la petizione) da parte della famiglia di Silvio Paoselli e dell’Associazione KM0/Consorzio Agroalimentare di Filiera Corta e dei Mercati Agricoli, Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle ed il Circuito dei Mercati Contadini Coltivendo.

Dal testo introduttivo alla petizione, vorremmo sottolineare qualche passaggio:
“Silvio ha perso ogni speranza e voglia di vivere dopo aver assistito, impotente e sgomento, non solo alla perdita del suo molino, ma anche allo smantellamento dei preziosi macchinari agricoli antichi che con amore e sacrificio aveva raccolto nella sua “casa dell’agricoltura” realizzata a Mola di Mezzo, nel reatino, nel corso di un’ intera vita spesa per dare esistenza al suo sogno: ricostruire la memoria di pratiche colturali ed artigianali antiche per coniugarle con le moderne tecniche agronomiche finalizzate al recupero dei grani antichi espulsi dai cicli produttivi dell’agroindustria.”
“Senza mai perdere di vista “l’utente” finale a cui, il piccolo mago delle farine, dedicava, con grande successo, negli spazi messi a disposizione dai mercati contadini, le sue ricerche culinarie realizzate con le materie di cui aveva curato la coltivazione e la trasformazione.
La tragica parabola di Silvio sembra realizzare il disegno di un singolare destino individuale, ma in realtà assurge a caso emblematico di una grave crisi che ha investito tutto il settore primario.”
L’agricoltura familiare dei piccoli produttori e le lavorazioni degli artigiani del cibo di qualità non sono adeguatamente sostenute dalle istituzioni.
 
Il M5S Lazio ha raccolto il messaggio della famiglia e dei suoi amici e colleghi agricoltori, associato alla reazione sdegnata della comunità e per questo motivo lo scorso 10 Marzo 2015 ha presentato, rivolgendosi al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio On. Leodori, una mozione di “sostegno ai piccoli agricoltori per il mantenimento della propria attività”. I consiglieri del M5S Lazio Barillari, Denicolò, Perilli, Blasi e Porrello, impegnano la Giunta, chiedendo di adottare gli atti e le azioni amministrative più opportune affinché:
–    si possa predisporre quanto prima un fondo di solidarietà e misure emergenziali per i produttori in difficoltà che rischiano di perdere beni aziendali e per non permettere che un agricoltore debba essere costretto a rinunciare al proprio lavoro o perdere i propri beni aziendali per problemi economici;
–    possa al più presto essere garantita la dovuta tutela all’agricoltura contadina (o familiare) e alle piccole produzioni agricole e trasformazioni alimentari di qualità;
–    non si permettano speculazioni immobiliari di alcun tipo su terreni o edifici di uso agricolo, cui comunque non debbono essere consentiti cambi di destinazioni d’uso, se messi all’incanto in aste giudiziarie;
–    si offra alla famiglia del Sig. Silvio P. e a tutte le famiglie di imprenditori agricoli e di altri settori, che si sono tolti la vita per problematiche economiche direttamente connesse alla loro attività, tutto il sostegno possibile, aggiungendo tale categoria, se possibile, ai canali “sostegno a microimprese” o “crediti di emergenza” dell’appena rifinanziato fondo per il microcredito della Regione Lazio;
–    si permetta agli agricoltori che non riescono a ricevere credito e finanziamenti, dagli istituti bancari, di potersi appoggiare alla Regione Lazio per il sostegno, in particolare, a progetti di: adeguamento alla normativa vigente, miglioramento degli standard di coltivazione e produzione, efficientamento energetico/strutturale e tutte le iniziative volte a conservare la propria attività agricola.
 




RIETI / CASTELLI ROMANI, MORTE DI SILVIO PAOSELLI: L'APPELLO DEI COMUNISTI ITALIANI A NICOLA ZINGARETTI

 

LEGGI ANCHE: RIETI: IL SUO MULINO VA ALL'ASTA E LUI SI GETTA NEL LAGO / RIETI: ISTITUZIONI ASSENTI AI FUNERALI DI SILVIO PAOSELLI

 

Redazione

Rieti / Castelli Romani (RM) – Non si spegne l'eco e la riflessione sulla tragica fine di Silvio Paoselli il mugnaio che si è ucciso gettandosi nelle acque gelide del lago artificiale del Salto dopo che il suo mulino, per il quale si era indebitato sino al collo, era stato messo in vendita all’asta. Luca Battisti, segretario regionale del Partito Comunista d'Italia, esprime cordoglio, solidarietà e punta l'indice accusatore contro banche e sistema capitalistico. Nel contempo, il segretario regionale lancia l'appello al governatore della Regione Lazio Nicola  Zingaretti affinchè non abbia a ripetersi la tragicità che non colpisce isolatamente il povero Silvio Paoselli, ma che incombe su molte strutture produttive agricole dell'intera regione Lazio.

“Noi che abitiamo nel reatino, – commenta Luca Battisti – conosciamo la vicenda di Silvio Paoselli di Contigliano e del suo mulino. Conosciamo il suo impegno sociale, oltre che economico di piccolo produttore agricolo che lo ha visto protagonista e partecipe dell’esperienza del “Mercato Contadino” radicato in molti dei comuni dei Castelli romani.” – prosegue il segretario regionale del Partito Comunista d’Italia – Siamo vicini ed esprimiamo cordoglio alla famiglia in questi giorni tragici. Nel contempo leviamo alta la denuncia. Denuncia contro l’apparente asetticità, delle azioni di società bancarie e finanziarizzate che altro non sono che lo scudo dietro cui si riparano i moderni predoni. Quelli del capitalismo attuale, quello finanziario. Predoni padroni dei beni frutto del lavoro degli uomini. Oggi, dopo l’assalto agli stipendi; dopo le leggi capestro che trasformano il diritto al lavoro nella concessione ad una “opportunità” di lavoro; dopo il furto della dignità; ora s’avanza il nuovo livello della barbara depredazione: non più solo il bene economico liquido, il denaro, sottratto dai compensi e dal non-riconoscimento del lavoro come valore. No, oggi, come testimonia, l’omicidio sociale di Silvio, la barbarie si manifesta nella sottrazione del bene del singolo che autoproduce beni di prima necessità, quelli alimentari, per sé e per gli altri.”. “In questa regione – conclude Luca Battisti – in cui i comunisti, attualmente, non sono presenti nella istituzione che governa il Lazio; pure dovrebbe prevalere, per cultura, per tradizione nota già calcata dalle politiche regionali, una attenzione ed una risposta adeguata anche su questi temi. Faccio appello, in particolare, al presidente Nicola Zingaretti, figlio di quella cultura solidale e di lotta, egualitaria e di rispetto della dignità delle persone, affinchè, non abbia a ripetersi la tragicità che abbiamo ora sotto gli occhi. Gli strumenti amministrativi e di iniziativa legislativa sono possibili. Dall’intervento diretto dell’Arsial, ad un salvagente da coordinare imponendo comportamenti virtuosi alle banche. Il Presidente mostri la propria volontà nel dare risposta concreta a Silvio Paoselli che, purtroppo, è testimone tragico di un esempio non isolato. I comunisti vigilano e sono pronti a fare la propria parte”.




RIETI: ISTITUZIONI ASSENTI AI FUNERALI DI SILVIO PAOSELLI


LEGGI ANCHE: RIETI: IL SUO MULINO VA ALL'ASTA E LUI SI GETTA NEL LAGO

 

Redazione

Rieti – Lunedì alle 15,30 si sono svolti i funerali di Silvio Paoselli, alla presenza dei familiari dei colleghi e di tutti i Reatini che hanno voluto dare l'ultimo saluto all'ennesima vittima dell'indifferenza verso il prossimo. Imbarazzante l'assenza delle Istituzioni a parte una rappresentanza della polizia municipale di Rieti. Silvio Paoselli si è ucciso gettandosi nelle acque gelide del lago artificiale del Salto dopo che il suo mulino, per il quale si era indebitato sino al collo, era stato messo in vendita all’asta. Prima di uccidersi nelle gelide acque ed essere trasportato via dalla corrente ha lasciato un sms alla sorella ed agli amici chiedendo di accudire con amore i suoi asini.  

Gli amici e colleghi di Silvio Paoselli del mercato contadino dei Castelli Romani e Capannelle si stanno organizzando per una raccolta pubblica di fondi per tentare di salvare quel mulino venduto all’asta, per poi donarlo alla famiglia del mugnaio.  

Dopo il rito funebre i produttori amici di Silvio Paoselli hanno chiesto un incontro con il Sindaco di Contigliano per pretendere risposte concrete, e annunciano che azioni clamorose di protesta verranno concertate nel corso dei prossimi giorni.
 




RIETI: IL SUO MULINO VA ALL'ASTA E LUI SI GETTA NEL LAGO

 

Lunedì i funerali a Rieti, alle 15,30, nella Chiesa Regina Pacis.

 

Redazione

Rieti – Silvio Paoselli, il mugnaio buono delle terre intorno a Rieti, ha lasciato soli i suoi amici del Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle. Il suo corpo l’hanno ritrovato nelle acque del lago del Salto, trascinato via dalla gelide correnti. I suoi amici produttori erano restii a parlarne per rispettare il dolore della famiglia, ma ormai la notizia è di dominio pubblico. I coltivatori e gli allevatori amici di Silvio hanno deciso di gridare al mondo la loro rabbia per quanto accaduto.

“Sì anche vita di Silvio è stata venduta all’asta”, hanno scritto i suoi amici contadini; come all’asta era stato venduto il suo mulino antico per il quale si era indebitato sino al collo. Non c’è l’ha fatta a reggere in questo tempo in cui il vento della crisi sta desertificando le nostre campagne e le nostre vite. Quel mulino antico è stato acquistato all’asta per una speculazione immobiliare; venduto assieme alla vita di Silvio che non ha retto il dolore di non poter più mettere piede nel tempio della sua vita.

 Un sms alla sorella ed agli amici del mercato contadino con cui Silvio ha dato l’addio ed ha chiesto di accudire con amore i suoi asini.  Poi il tonfo nell’acqua gelida.

Elisa Di Gennaro, presidente dell’Associazione km0, soggetto gestore del Mercato Contadino, sì è mobilitata assieme a tutti i produttori che ogni settimana portano cibo fresco e buono nelle nostre case, e, a nome di tutti i produttori del Circuito Coltivendo dei Mercati Contadini, ha lanciato un appello al Sindaco del Comune di Contigliano, in cui si trova il mulino di Silvio: “Chiediamo che gli speculatori che hanno comprato all’asta il mulino di Silvio non debbano fare del manufatto aziendale un utilizzo diverso da quello per cui Silvio ha sacrificato la sua vita. Chiediamo che non vengano consentiti cambi di destinazione d’uso di quel manufatto. Chiediamo che la triste vicenda della morte di Silvio sia dibattuto dal Consiglio comunale, da convocare con urgenza in seduta straordinaria per trovare un modo per impedire qualunque speculazione su quel manufatto”: 

Oreste Molinari, amico di Silvio e compagno di avventure nei mercati, ci ricorda che Silvio per la giornata di domenica 8 marzo, aveva organizzato al mercato di Capannelle un grande evento in occasione della Festa della Donna. “Avrebbe macinato in diretta la farina, e poi preparato e cucinato gli strozzapreti per tutti i clienti e gli amici del mercato. Domenica noi produttori siamo stati tutti al Mercato Contadino Castelli Romani e Capannelle, continua Molinari, per tenere in vita il nostro comune progetto, per continuare ad impastare assieme a Silvio la “farina del suo sacco” .

Si sono incontrati in centinaia all’interno dell’Ippodromo Capannelle, produttori e consumatori, per ricordare Silvio e fare le cose che lui avrebbe voluto fare: impastare la farina, preparare mille forme di pasta, cuocere e mangiare assieme nel rito che al mercato contadino accomuna i tanti che si oppongono al dominio mondiale dell’agroindustria in nome della sovranità alimentare. Cartelli e foto dedicate a Silvio per tutto l’Ippodromo Capannelle; lacrime e sguardi sgomenti, applausi e ricordi. Una protesta silenziosa con raccolta fondi e volti cosparsi di farina per ricordare Silvio Paoselli, il mugnaio buono.
Sono esasperati i piccoli produttori agricoli ed i piccoli trasformatori che in questo momento di crisi, schiacciati tra la tirannia della grande distribuzione e l’indifferenza delle istituzioni, trovano uno sbocco alla loro crisi solo grazie al rapporto diretto con i consumatori, attraverso gruppi di acquisto e mercati di filiera corta autogestiti. Aziende il cui reddito agricolo dipende principalmente dalla vendita dei prodotti e non dai trasferimenti pubblici.

L’agricoltura familiare dei piccoli produttori e degli artigiani del cibo di qualità  non è adeguatamente sostenuta dalle istituzioni. Molti piccoli produttori, stretti dalla crisi, rischiano di perdere tutto.
La situazione è insostenibile. In molti per protesta vorrebbero occupare i luoghi di rappresentanza delle istituzioni. 

I responsabili del Mercato Contadino rivolgono un appello al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed all’Assessore all’Agricoltura Sonia Ricci, affinché venga istituito con urgenza un fondo di solidarietà per i produttori in difficoltà che rischiano di perdere i propri beni aziendali.  Questa volta pretendono risposte concrete.

“Non deve più accadere”, ci segnala Erminio Latini l’allevatore che ha ricoperto importante cariche istituzionali a difesa del mondo rurale, “che si perdano terre e beni aziendali per aver saltato qualche rata di mutuo. Deve essere immediatamente istituito un fondo di solidarietà per salvare le piccole aziende in crisi ”.  Non si pignorano intere vite.

Oreste Molinari, consigliere del Consorzio Tutela Frascati, ci ricorda che “analoghi gravi problemi li viviamo anche nel settore vitivinicolo, dove la crisi continua a mietere vittime. Chiediamo anche al Ministro dell’Agricoltura di contribuire per l’istituzione di un fondo di solidarietà per sostenere i piccoli imprenditori agricoli che rischiano di veder pignorati e venduti all’asta i beni aziendali ”.

La situazione è insostenibile. Come lo è stato in molti altri paesi dove numerosi contadini, come ci ha documentato l’economista Vandana Shiva, si sono tolti la vita per aver perso il controllo dei mezzi di produzione.
Sembrava lontano nel ricordo di un altro millennio il racconto di Bernardo Bertolucci, nel film “Novecento”, di un contadino che faceva violenza su se stesso per difendere le proprie condizioni di vita. La scena di quel film ora la ritroviamo proiettata sullo schermo della nostra epoca, come se nulla fosse cambiato nel frattempo. Come se il finale della storia di allora fosse l’inizio di quella di oggi.

Intanto gli amici del mercato contadino di Silvio si stanno organizzando per una raccolta pubblica di fondi che serva a salvare quel mulino venduto all’asta, per donarlo alla famiglia.   

La mobilitazione continua. Domani dopo i funerali a Rieti ( ore 15,30 Chiesa Regina Pacis di Rieti) i produttori amici di Silvio incontreranno il Sindaco di Contigliano per pretendere risposte concrete. Azioni clamorose di protesta verranno concertate nel corso dei prossimi giorni.
Gli amici produttori non lasceranno solo il dolce mugnaio Silvio nel suo lungo viaggio!