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TANGENTI GRANDI OPERE: BUFERA SUL MINISTRO LUPI

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Reading Time: 5 minutes Perotti si sarebbe adoperato per trovare un lavoro al figlio del ministro

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Redazione

Blitz dei carabinieri del Ros questa mattina a Roma e Milano dove sono state arrestate quattro persone accusate di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti ed altri reati contro la pubblica amministrazione. Al centro dell'indagine, condotto dalla Procura di Firenze, diversi appalti legati alla realizzazione di Grandi Opere. In particolare l'inchiesta è partita, nel 2013, dagli appalti legati alla realizzazione del nodo fiorentino dell'Alta Velocità e al sotto-attraversamento della città per poi allargarsi ad altre gare relative alla Tav, opere autostradali e anche all'Expo (si indaga anche sulla realizzazione di Palazzo Italia). Il comandante del Ros, Mario Parente ha fatto sapere che l'indagine riguarda investimenti pubblici per circa 25 miliardi di euro. Dalle indagini è emerso che per molte opere sono state fatte perizie di varianti che hanno permesso di far lievitare il prezzo degli appalti anche del 40%.

Attualmente sono ancora in corso, in diverse Regioni italiane, perquisizioni di uffici pubblici e società riconducibili agli indagati (in totale 51). Gli inquirenti parlano di "un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società giudicatarie degli appalti, ed imprese esecutrici dei lavori". In manette sono finiti l'ex dirigente del ministero dei Lavori Pubblici Ercole Incalza, il suo collaboratore Sandro Pacella e gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo (sia Cavallo che Pacella sono agli arresti domiciliari). Tra gli indagati, a differenza di quanto emerso in un primo momento, non ci sarebbero politici. Il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha fatto sapere che il gip ha rigettato l'accusa di associazione per delinquere "perché non ha ritenuto che sussistessero gli elementi di gravità".

 

La polemica politica si è concentrata invece sul ministro per le infrastrutture, Maurizio Lupi, sia per il suo "strettissimo legame" con Incalza sia per una vicenda che emerge dall'indagine: Perotti si sarebbe adoperato per trovare un lavoro a suo figlio. Il M5s e i Verdi hanno chiesto le dimissioni del ministro e Sel sembra orientata a fare altrettanto. Ma per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio "è prematuro trarre elementi di colpevolezza per il ministro e il governo".

Chi è Incalza Dal G8, alla Tav, al Mose. Il nome di Ercole Incalza ricorre in tutte le grandi opere – e inchieste – degli ultimi 30 anni in Italia. Sono gli stessi inquirenti a descriverlo come "potentissimo dirigente" del ministero dove è rimasto per 14 anni attraversando ben 7 governi. Arrivato nel 2001 come capo della segreteria tecnica di Pietro Lunardi (governo Berlusconi), Ercole Incalza è passato attraverso Antonio Di Pietro (governo Prodi), è stato promosso capo struttura di missione da Altero Matteoli (di nuovo Berlusconi), confermato da Corrado Passera (governo Monti), Lupi (governo Letta) e poi ancora Lupi (governo Renzi). A febbraio i pm fiorentini Giulio Monferini e Gianni Tei ne avevano chiesto il rinvio a giudizio insieme ad altre 31 persone nell’inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino della Tav. Fonti del governo sottolineano che Incalza è andato in pensione il 31 dicembre 2014 e attualmente non riveste alcun ruolo o funzione, neanche a titolo gratuito.

Perquisizioni negli uffici Anas e Rfi I carabinieri del Ros stanno eseguendo centinaia di perquisizioni nei domicili degli indagati e anche negli uffici di diverse società tra cui Rfi e Anas international Enterprise. In primo piano nell'indagine, i rapporti tra il manager dei lavori pubblici Ercole Incalza e l'imprenditore Stefano Perotti cui sarebbero state affidate nel tempo la progettazione e la direzione dei lavori di diverse grandi opere in ambito autostradale e ferroviario, dietro compenso. Le perquisizioni hanno interessato, tra gli altri, anche uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, delle Ferrovie del Sud-Est Srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana Spa e dell'Autorità portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell'Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L'esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia

Il "dominus" Sarebbe stato proprio Incalza in qualità di 'dominus' della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, ad organizzare l'illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti, cui veniva spesso affidata la direzione dei lavori degli appalti incriminati. Riguardo agli altri due arrestati, Pacella è un funzionario del ministero, stretto collaboratore di Incalza, così come gravitava nell'ambito del dicastero anche Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato.

Nel mirino anche i lavori Palazzo Italia Expo Gli investigatori avrebbero documentato gli "stretti rapporti" esistenti tra Incalza e l'ingegnere Stefano Perotti, ritenuto "figura centrale dell'indagine", responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse Grandi Opere tra cui la linea ferroviaria A/V Milano-Verona (tratta Brescia-Verona); il Nodo Tav di Firenze per il sotto attraversamento della citta'; la tratta ferroviaria A/V Firenze Bologna; la tratta ferroviaria A/V Genova-Milano Terzo Valico di Giovi; l'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre; l'autostrada Reggiolo Rolo-Ferrara; l'Autostrada Eas Ejdyer-Emssad in Libia. Secondo il Ros, Perotti avrebbe "influito illecitamente" anche sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia.

 

Bufera su Lupi. Attaccato dal MoVimento 5 Stelle, citato nelle carte dell'inchiesta, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi risponde a margine di un convegno a Belluno sull'arresto del superdirigente del ministero Ercole Incalza. "Da parte del governo – spiega – c'è la massima disponibilità e collaborazione per accertare e verificare".

"Siamo assolutamente convinti che in questo Paese si debbano realizzare le grandi opere che sono assolutamente necessarie e che debbano essere realizzate in tempi certi, nella maniera più trasparente e combattendo qualsiasi fenomeno di corruzione – aggiunge – Da questo punto di vista abbiamo sempre detto in tutti i casi e anche in questo che c'è la massima disponibilità e collaborazione da parte del mio ministero e da parte del governo intero per accertare e verificare".

Lupi parla poi di Incalza: "Era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese ha sia da un punto di vista dell'esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso è la persona che viene definita come il padre della legge obiettivo ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere".

"Credo che noi dobbiamo in ogni caso auspicare e sollecitare che su queste cose non ci sia nessun ombra – prosegue – E ci dovessero essere delle responsabilità, è giusto che chi è colpevole paghi per le responsabilità accertate".

Quanto agli interventi legislativi il ministro assicura che il governo sta "lavorando con l'autorità anticorruzione per fare modifiche al codice degli appalti, stiamo intervenendo sulla figura del general contractor, stiamo rinnovando la funzione della struttura tecnica di missione presso il ministero. Ne abbiamo parlato in questi mesi col presidente del Consiglio, proprio perché tutti gli strumenti siano funzionali per l'obiettivo che il governo ha, cioè recuperare quel gap drammatico di infrastrutture che il Paese ha, non solo le grandi opere, ma anche le piccole e le medie, gli interventi di manutenzione straordinaria sul dissesto indrogeologico. Dobbiamo poter fare tutto questo dimostrando che in Italia si possono fare tutte queste cose con trasparenza, certezza dei tempi, delle risorse e qualità dell'opera che viene realizzata. Approfondiremo e dialogheremo con tutti i soggetti perché anche il governo faccia la sua parte".

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Premio Culturale Internazionale Cartagine a Chiara Rai, giornalista impegnata nel sociale

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Premio Cartagine conferito a Chiara Rai, giornalista professionista che da oltre 15 anni sostiene temi ambientali e d’inchiesta per un bisogno di servizio alla collettività.
Il Premio Cartagine è stato assegnato a Chiara Rai con la seguente motivazione:

In virtù dei meriti acquisiti nello svolgere la sua attività giornalistica dando costante ascolto alle persone e attenzione ai lettori rispettando i criteri deontologici della professione. È alto il senso delle istituzioni e il rispetto della ricerca della verità sostanziale dei fatti nella stesura delle varie inchieste giornalistiche che hanno anche operato benefici per la collettività. Si spende continuamente per contrastare la violenza di genere con particolare riguardo alla violenza contro le donne. Da anni ormai scrive a favore della tutela dell’ambiente e della promozione del territorio italiano, profondendo un grandissimo e preziosissimo impegno nel processo di rafforzamento della democrazia, della cultura, della liberta, della sicurezza e della pace tra i popoli”.

Chiara Rai è giornalista professionista, iscritta all’ordine dei giornalisti dal 2010, dopo aver collaborato con diverse testate locali della provincia di Roma, ha scritto per la Cronaca di Roma de Il Tempo dal 2007 al 2016. Dal 2016 è giornalista del quotidiano IL MESSAGGERO per la cronaca di Roma e area Metropolitana. Da gennaio 2012 è Direttore Responsabile del quotidiano indipendente d’informazione L’OSSERVATORE D’ITALIA. Dal 2017 conduce la trasmissione di approfondimento giornalistico sulla web tv OFFICINA STAMPA.
Premiato anche Paolo Crisafi (Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, Presidente Remind Filiera Immobiliare & di NewsRemind, oltre ad essere Presidente dell’Osservatorio per la Cura della Casa Comune) ha ricevuto la notifica dall’ Accademia Culturale Internazionale del “Premio Internazionale Cartagine 2.0 – 2021 per l’Imprenditoria e l’Economia Sostenibile”.


Il Premio Cartagine ha visto tra i premiati nelle edizioni precedenti altri nomi eccellenti tra i quali Corrado Calabrò, Giulio Andreotti, Gianni Letta, Bruno Vespa e ad altri uomini di alto profilo politico, imprenditoriale e istituzionale.

Il Premio Culturale Internazionale Cartagine, rappresenta un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito, in Italia ed all’Estero, allo sviluppo ed alla diffusione della cultura e del sapere nei diversi settori, nell’interesse supremo dell’elevazione e della promozione del progresso dei popoli, della ricerca della verità, della libertà, della giustizia e della pace e, quindi, della fratellanza universale.

Esso idealmente rappresenta un “Ponte di Cultura” tra i popoli che si affacciano
sul “Mediterraneo”, che, vorremmo evidenziare, rappresentava, all’epoca della
civiltà Cartaginese e Romana, il solo “mondo noto e conosciuto”.

La particolarità, di ricevere il Premio Cartagine equivale ad essere insigniti del titolo di personaggi “Noti nel Mondo del Mediterraneo”, personaggi meritevoli di essere conosciuti a livello “universale”, non solo per i meriti professionali o artistici acquisiti, ma anche per l’attività svolta a sostegno della cultura della pace e della solidarietà.

Peculiarità unica ed originale del “Premio Culturale Cartagine” è riconoscere quali personaggi illustri, non solo coloro che hanno già alle spalle un background importante e ben noto alla collettività ma soprattutto quelle personalità ancora poco note che lavorano, seppur non ancora alla ribalta, per costruire un percorso virtuoso e determinante in vari settori: dall’impegno sociale alla ricerca medica, dalla divulgazione della cultura all’imprenditoria di qualità, dalla difesa dei diritti umani alla politica etica e solidale.

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Ambiente

Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, Italia idricamente normalizzata dalle piogge: ma la siccità estrema tocca anche il Veneto

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Anbi: “E’ la conferma che il deflusso ecologico previsto dal prossimo gennaio sarebbe disastroso per l’ambiente e l’economia di territori costruiti dall’acqua”

A Settembre, la zona centrale del Veneto tra le province di Padova, Treviso e Vicenza è stata classificata, secondo l’indice SPI (Standardised Precipitation Evapotranspiration Index), in una condizione di siccità estrema, mentre siccità severa è invece indicata, su base trimestrale , per la provincia di Venezia ed il medio-basso Polesine: a renderlo noto è il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che indica anche come le precipitazioni settembrine siano calate del 54% sulla regione, toccando -69% sul bacino del fiume Sile (fonte: ARPA Veneto). A Settembre, le portate dei corsi d’acqua veneti sono state inferiori del 40% a quanto registrato negli ultimi vent’anni con l’eccezione del 2003.

“Sono segnali che, seppur parziali, non devono essere sottovalutati, perché confermano una progressiva tendenza all’inaridimento del suolo a seguito della crisi climatica” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“In una simile condizione è facile immaginare quali conseguenze ambientali ed economiche comporterebbe l’applicazione dei parametri attualmente previsti dalla normativa comunitaria sul Deflusso Ecologico, la cui applicazione scatterà dal prossimo 1 Gennaio e che prevede una riduzione fino al 70% dei flussi idrici, veicolati nella rete idraulica minore. Per questo, ribadiamo al Governo, la necessità di chiedere una moratoria in sede europea per permettere un progressivo adeguamento ai condivisi obbiettivi indicati dalla Direttiva Quadro Acque” aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.

Per il resto, le precipitazioni del periodo hanno sostanzialmente normalizzato la situazione idrica del Paese, dando respiro a territori in stato di siccità da circa 6 mesi; nonostante alcuni disagi locali, l’ondata di maltempo di questo inizio d’autunno non è fortunatamente paragonabile a quella, copiosa dell’anno scorso e che fu preludio ad un autunno particolarmente piovoso.

I livelli dei grandi laghi del Nord sono sopra media con il Maggiore al 92% del riempimento.

Come prevedibile, dopo l’innalzamento dovuto alle abbondanti precipitazioni, calano le portate dei corsi d’acqua ad iniziare da quelli valdostani col torrente Lys che scende al di sotto dei flussi di periodo; lo stesso accade in Liguria con i torrenti che, dopo un paio di giorni a rischio, sono rientrati nei valori normali.

Il Po, come gli altri fiumi della regione (unica eccezione, la Stura di Lanzo passata in 24 ore da 9,2 metri cubi al secondo a mc/sec 490,00!), è in calo nel tratto piemontese mentre, grazie agli apporti pluviali, raddoppia la portata in Emilia Romagna, pur restando abbondantemente al di sotto dell’anno scorso, quando in questo periodo stava transitando una “piena” morbida. Nella stessa regione non si registra alcun picco di portata (cresce significativamente solo il Savio ); anzi tutti i corsi d’acqua restano ampiamente sotto le medie del periodo ed il Nure rimane al di sotto del minimo storico.

Andamento analogo si evidenzia in Toscana, dove tutti i fiumi ritornano ampiamente sotto la media mensile ed i valori degli anni più recenti; l’Ombrone, come la Sieve, non riesce addirittura ad abbandonare una situazione di grave criticità.

Diversa è la situazione nelle Marche, dove il forte maltempo, accanto a notevoli disagi, ha comportato evidenti crescite nelle portate dei corsi d’acqua dopo settimane di palese insufficienza.

In Abruzzo permane idricamente preoccupante la condizione del bacino della diga di Penne.

Nel Lazio, il fiume Liri si mantiene nella media del periodo, mentre il Sacco ha portata inferiore rispetto agli anni scorsi.

In Campania, i livelli idrometrici dei fiumi Sele, Garigliano e Volturno risultano in aumento grazie alla ripresa delle precipitazioni, mentre i volumi del lago di Conza e degli invasi del Cilento sono invece in ulteriore calo.

In Basilicata, i bacini continuano ad assolvere alla loro determinante funzione, distribuendo al territorio in una settimana ancora 7 milioni di metri cubi d’acqua, mentre in Puglia tale apporto è pari ad 1 milione di metri cubi.

Infine, i dati della Sicilia certificano ulteriormente come il 2021 sia da considerare il secondo anno più siccitoso del decennio dopo il 2016.

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Cronaca

Green Pass, Berlusconi: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”

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Silvio Berlusconi interviene sulle tensioni sociali a causa del Green pass: “Non parlerei di piazze scatenate, ma di qualche migliaio di persone in buona fede e di qualche centinaio di scalmanati e di agitatori professionisti”. Secondo il leader di Forza Italia i primi “vanno convinti e rassicurati, gli altri vanno perseguiti con il massimo rigore”. E sul Green pass dice: “L’unica alternativa è l’obbligo vaccinale”.

Silvio Berlusconi, in una intervista su Il Messaggero, parla delle manifestazioni delle ultime settimane: “Dobbiamo tenere presente che parliamo di un’esigua minoranza, la grande maggioranza degli italiani non va in piazza, va a vaccinarsi, se non l’ha già fatto”. Per Berlusconi, “il Green pass è lo strumento che abbiamo scelto per ripristinare gradualmente la normalità. Naturalmente è uno strumento perfezionabile. Sino ad oggi, però, ha funzionato bene: sta consentendo al nostro Paese di rimettersi in moto e a noi tutti di tornare a una certa dose di socialità in sicurezza”.

L’unica alternativa è il vaccino obbligatorio – E aggiunge: “Comprendo le preoccupazioni nei lavoratori e nelle aziende più piccole, ma non dobbiamo dimenticare che l’unica alternativa è l’obbligo vaccinale che, del resto, noi di Forza Italia abbiamo proposto sin dall’inizio”. E in merito alle violenze di piazza sottolinea: “Non siamo negli anni 70, fortunatamente, però non bisogna mai abbassare la guardia, la violenza va sempre isolata e combattuta con il massimo rigore”.

Quanto alle comunali nella Capitale, Berlusconi sottolinea: “Roma ha bisogno di discontinuità e solo il centrodestra guidato da Enrico Michetti può garantirla. Significa abbassare le tasse ed aumentare l’efficienza, ma anche valorizzare Roma come merita”. Per Berlusconi “Michetti, con la sua competenza amministrativa, è anche l’uomo giusto per un razionale impiego delle risorse del Pnrr”. 

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