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TANGENTI GRANDI OPERE: BUFERA SUL MINISTRO LUPI

Redazione

Blitz dei carabinieri del Ros questa mattina a Roma e Milano dove sono state arrestate quattro persone accusate di corruzione, induzione indebita, turbata libertà degli incanti ed altri reati contro la pubblica amministrazione. Al centro dell'indagine, condotto dalla Procura di Firenze, diversi appalti legati alla realizzazione di Grandi Opere. In particolare l'inchiesta è partita, nel 2013, dagli appalti legati alla realizzazione del nodo fiorentino dell'Alta Velocità e al sotto-attraversamento della città per poi allargarsi ad altre gare relative alla Tav, opere autostradali e anche all'Expo (si indaga anche sulla realizzazione di Palazzo Italia). Il comandante del Ros, Mario Parente ha fatto sapere che l'indagine riguarda investimenti pubblici per circa 25 miliardi di euro. Dalle indagini è emerso che per molte opere sono state fatte perizie di varianti che hanno permesso di far lievitare il prezzo degli appalti anche del 40%.

Attualmente sono ancora in corso, in diverse Regioni italiane, perquisizioni di uffici pubblici e società riconducibili agli indagati (in totale 51). Gli inquirenti parlano di "un articolato sistema corruttivo che coinvolgeva dirigenti pubblici, società giudicatarie degli appalti, ed imprese esecutrici dei lavori". In manette sono finiti l'ex dirigente del ministero dei Lavori Pubblici Ercole Incalza, il suo collaboratore Sandro Pacella e gli imprenditori Stefano Perotti e Francesco Cavallo (sia Cavallo che Pacella sono agli arresti domiciliari). Tra gli indagati, a differenza di quanto emerso in un primo momento, non ci sarebbero politici. Il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo ha fatto sapere che il gip ha rigettato l'accusa di associazione per delinquere "perché non ha ritenuto che sussistessero gli elementi di gravità".

 

La polemica politica si è concentrata invece sul ministro per le infrastrutture, Maurizio Lupi, sia per il suo "strettissimo legame" con Incalza sia per una vicenda che emerge dall'indagine: Perotti si sarebbe adoperato per trovare un lavoro a suo figlio. Il M5s e i Verdi hanno chiesto le dimissioni del ministro e Sel sembra orientata a fare altrettanto. Ma per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio "è prematuro trarre elementi di colpevolezza per il ministro e il governo".

Chi è Incalza Dal G8, alla Tav, al Mose. Il nome di Ercole Incalza ricorre in tutte le grandi opere – e inchieste – degli ultimi 30 anni in Italia. Sono gli stessi inquirenti a descriverlo come "potentissimo dirigente" del ministero dove è rimasto per 14 anni attraversando ben 7 governi. Arrivato nel 2001 come capo della segreteria tecnica di Pietro Lunardi (governo Berlusconi), Ercole Incalza è passato attraverso Antonio Di Pietro (governo Prodi), è stato promosso capo struttura di missione da Altero Matteoli (di nuovo Berlusconi), confermato da Corrado Passera (governo Monti), Lupi (governo Letta) e poi ancora Lupi (governo Renzi). A febbraio i pm fiorentini Giulio Monferini e Gianni Tei ne avevano chiesto il rinvio a giudizio insieme ad altre 31 persone nell’inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino della Tav. Fonti del governo sottolineano che Incalza è andato in pensione il 31 dicembre 2014 e attualmente non riveste alcun ruolo o funzione, neanche a titolo gratuito.

Perquisizioni negli uffici Anas e Rfi I carabinieri del Ros stanno eseguendo centinaia di perquisizioni nei domicili degli indagati e anche negli uffici di diverse società tra cui Rfi e Anas international Enterprise. In primo piano nell'indagine, i rapporti tra il manager dei lavori pubblici Ercole Incalza e l'imprenditore Stefano Perotti cui sarebbero state affidate nel tempo la progettazione e la direzione dei lavori di diverse grandi opere in ambito autostradale e ferroviario, dietro compenso. Le perquisizioni hanno interessato, tra gli altri, anche uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, delle Ferrovie del Sud-Est Srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell'Autostrada regionale Cispadana Spa e dell'Autorità portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell'Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L'esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia

Il "dominus" Sarebbe stato proprio Incalza in qualità di 'dominus' della Struttura tecnica di missione del ministero dei Lavori pubblici, ad organizzare l'illecita gestione degli appalti delle Grandi opere, con il diretto contributo di Perotti, cui veniva spesso affidata la direzione dei lavori degli appalti incriminati. Riguardo agli altri due arrestati, Pacella è un funzionario del ministero, stretto collaboratore di Incalza, così come gravitava nell'ambito del dicastero anche Cavallo, presidente del Cda di Centostazioni Spa, società del gruppo Ferrovie dello Stato.

Nel mirino anche i lavori Palazzo Italia Expo Gli investigatori avrebbero documentato gli "stretti rapporti" esistenti tra Incalza e l'ingegnere Stefano Perotti, ritenuto "figura centrale dell'indagine", responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse Grandi Opere tra cui la linea ferroviaria A/V Milano-Verona (tratta Brescia-Verona); il Nodo Tav di Firenze per il sotto attraversamento della citta'; la tratta ferroviaria A/V Firenze Bologna; la tratta ferroviaria A/V Genova-Milano Terzo Valico di Giovi; l'autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre; l'autostrada Reggiolo Rolo-Ferrara; l'Autostrada Eas Ejdyer-Emssad in Libia. Secondo il Ros, Perotti avrebbe "influito illecitamente" anche sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia.

 

Bufera su Lupi. Attaccato dal MoVimento 5 Stelle, citato nelle carte dell'inchiesta, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi risponde a margine di un convegno a Belluno sull'arresto del superdirigente del ministero Ercole Incalza. "Da parte del governo – spiega – c'è la massima disponibilità e collaborazione per accertare e verificare".

"Siamo assolutamente convinti che in questo Paese si debbano realizzare le grandi opere che sono assolutamente necessarie e che debbano essere realizzate in tempi certi, nella maniera più trasparente e combattendo qualsiasi fenomeno di corruzione – aggiunge – Da questo punto di vista abbiamo sempre detto in tutti i casi e anche in questo che c'è la massima disponibilità e collaborazione da parte del mio ministero e da parte del governo intero per accertare e verificare".

Lupi parla poi di Incalza: "Era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro Paese ha sia da un punto di vista dell'esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli. Non a caso è la persona che viene definita come il padre della legge obiettivo ed il padre della possibilità che nel nostro Paese si siano realizzate le grandi opere".

"Credo che noi dobbiamo in ogni caso auspicare e sollecitare che su queste cose non ci sia nessun ombra – prosegue – E ci dovessero essere delle responsabilità, è giusto che chi è colpevole paghi per le responsabilità accertate".

Quanto agli interventi legislativi il ministro assicura che il governo sta "lavorando con l'autorità anticorruzione per fare modifiche al codice degli appalti, stiamo intervenendo sulla figura del general contractor, stiamo rinnovando la funzione della struttura tecnica di missione presso il ministero. Ne abbiamo parlato in questi mesi col presidente del Consiglio, proprio perché tutti gli strumenti siano funzionali per l'obiettivo che il governo ha, cioè recuperare quel gap drammatico di infrastrutture che il Paese ha, non solo le grandi opere, ma anche le piccole e le medie, gli interventi di manutenzione straordinaria sul dissesto indrogeologico. Dobbiamo poter fare tutto questo dimostrando che in Italia si possono fare tutte queste cose con trasparenza, certezza dei tempi, delle risorse e qualità dell'opera che viene realizzata. Approfondiremo e dialogheremo con tutti i soggetti perché anche il governo faccia la sua parte".