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Cronaca

TARANTO, ANIMALI IN STRADA PER PUBBLICIZZARE IL CIRCO: SCOPPIANO LE PROTESTE

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Tempo di lettura 3 minuti L’associazione animalista italiana LAV ha inviato un comunicato al Comune di Taranto, chiedendo di verificare il regolamento CITES del 2006 per il mantenimento degli animali nei circhi

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di Christian Montagna

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Taranto – E’ la foto di un dromedario in giro per le strade di Taranto che ha fatto in pochi giorni il giro del web a richiamare la nostra attenzione sul problema del Circo con gli animali. A Taranto, dal 3 al 19 Ottobre, andrà in scena il Circo di Spagna nel Parco Archeologico delle Mura Greche. Ma, le proteste non sono mancate. L’associazione animalista italiana LAV, attiva dal 1977, ha inviato un comunicato al Comune di Taranto chiedendo di verificare il regolamento CITES del 2006 per il mantenimento degli animali dei circhi e nelle mostre itineranti, invitando i cittadini a boicottare l’evento.


La denuncia della FVE. Già la FVE (Federazione Europea dei Veterinari) aveva bocciato ampiamente l’utilizzo di animali esotici nei circhi invitando “tutte le autorità Europee competenti di proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”, precisando poi come non ci sia “alcun beneficio di carattere di conservazione, ricerca o educazione che possa giustificare l’uso di animali esotici nei circhi”.


Anni e anni di lavoro, gruppi e conferenze internazionali si sono susseguiti negli anni per vietare quella che a tutti gli effetti è una mattanza di animali anche se, nel nostro bel paese, non esiste ancora alcuna legge che lo vieti ufficialmente. A differenza di molti paesi europei e non, nel paese del finto moralismo, si stima secondo quanto si legge dal comunicato LAV, che “ circa 2000 animali siano detenuti nei circhi italiani, tra cui 250 grandi felini (leoni e tigri) e 50 elefanti, cifre elevatissime rispetto ad altri Stati. Inoltre l’Italia “ è l’unico Paese che finanzia con fondi pubblici i circhi con animali, con uno stanziamento di circa 3 milioni di euro all’anno. Per questo motivo la LAV ha lanciato una petizione per chiedere di cancellare il finanziamento pubblico ai circhi con animali.”

 

Finanziare una mattanza? In Italia si può. Non sono bastati i blitz degli attivisti animalisti nel corso degli anni e chissà per quanto ancora non basteranno: la legge italiana non vuole vietare le violenze perpetrate a danno degli animali nei circhi- lager. Violenze che si ripetono di giorno in giorno, sotto gli occhi ciechi di spettatori che, silenti, partecipano ad una sofferente denaturazione. Molestie, umiliazioni, costrizioni al lavoro e privazioni sono all’ordine del giorno in quelle che per gli ignari bambini sono oasi felici ma che per tutti noi sono veri e propri lager. Animali privati dei loro habitat, delle loro caratteristiche fisiologiche ed etologiche, mutilati degli istinti naturali, sedati perché ribelli, offesi perché indifesi. Eppure, hanno un cuore, un’anima che accumula emozioni e le trasforma in amari ricordi. Incredibile pensare che un dromedario possa passeggiare per le strade sull’asfalto rovente; incredibile pensare che tutto ciò non possa nuocergli alla salute. Gli animali detenuti passano tutta la loro vita in gabbie, fuori dal loro ambiente naturale, costretti a viaggi massacranti, addestrati spesso con la violenza e con esercizi contrari alle loro caratteristiche fisiche ed etologiche. Per non parlare poi degli spettacoli, tra luci abbaglianti e rumori assordanti, che alimentano ancor di più il terribile stress.


Il reportage. Grazie alla collaborazione di Alba Buzzacchino, siamo riusciti ad avere delle foto del circo ma, degli animali, nemmeno l’ombra. Stivati in gabbie per giorni prima del debutto, costretti a lavori forzati e ritmi circensi, i poveri animali, anche in questa occasione, mi sa che frutteranno migliaia di euro ai loro aguzzini senza che nessuno li fermi.


Le proteste degli animalisti. Era a San Lazzaro, come a Napoli, come a Roma, come a Pavia, come a Milano che gli animalisti, quelli veri, nel corso degli anni avevano fatto sentire la propria voce. Non c’è circo che tenga senza una vagonata di proteste che lo precedono, lo accompagnano e lo seguono. Lo avevano fatto contro la campagna Valfrutta ambientata nel mondo del circo, tappezzando la sede aziendale con cartelli e striscioni al grido di “Vergogna”. Invano. Anche i militanti di CasaPound avevano protestato contro il Circo Orfei, chiedendo la fine delle violenze sugli animali e invitando il Comune ad ostacolare gli spettacoli.


“Disumane, inutili, diseducative e dispendiose barbarie” : così, erano state descritte le violenze dai movimenti animalisti e seppure avessero fatto non poco scalpore, purtroppo, il divieto, non essendo legge, non ha potuto annullare gli spettacoli . Anche a Padova, gli attivisti 100% animalisti avevano oscurato i manifesti che pubblicizzavano il circo e durante la notte, con un raid, si erano scagliati contro i negozianti che lo sponsorizzavano.

Purtroppo, c’è chi ha il coraggio di sponsorizzarlo come “paradiso” popolato da animali felici ma, continua, a mio avviso, ad essere la più grande offesa alla dignità di esseri viventi e senzienti.

 

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Paura in Brianza, auto investe persone al bar

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Momenti di paura poco dopo le 12 a Giussano, in Brianza, dove – a seguito di un incidente stradale – alcune persone sedute all’esterno del bar “River Cafè” di via delle Rimembranze sono state investite da un’auto.

Sette i feriti: il più grave è un 55enne trasportato in elisoccorso all’ospedale Niguarda per una frattura alla gamba

Due persone, un 47enne e un 27enne, sono stati portati a Desio con traumi lievi, altre due persone – un uomo di 35 e una ragazza di 22 – sono state valutate in codice giallo, mentre una 51enne e una signora di 80 anni sono state portate a Monza.
    Sul posto in tutto sono intervenute quattro ambulanze, un’automedica e l’elisoccorso di Como, oltre che i vigili del fuoco. Per collaborare al soccorso sanitario sono state inviate l’autopompa di Desio e i moduli di supporto dei distaccamenti di Seregno e di Lissone. Sono ancora in fase di valutazione – dicono i pompieri – le dinamiche del sinistro. 

Uno stop non rispettato da parte di una donna di 80 anni di Carugo (Como) ha innescato l’incidente che oggi ha provocato il ferimento di alcune persone, sedute ai tavolini di un bar di Giussano (Monza). A quanto emerso l’anziana, dopo aver ignorato la segnaletica, é finita addosso alla Jeep Compass guidata da una 52enne, che é finita a sua volta contro un albero, per poi piombare sui tavolini del bar.

Oltre a quattro clienti del locale, in quel momento seduti per un aperitivo, é rimasto lievemente ferito il titolare del bar, un 28 enne di Giussano. Ad avere la peggio é stato un uomo di 55 anni, trasportato in elicottero all’ospedale Niguarda di Milano, con traumi alle gambe e al bacino, attualmente stabile e fuori pericolo di vita. Anche un altro cliente del bar, di 46 anni, è in condizioni stabili in ospedale a Desio (Monza) con traumi giudicati non gravi. Negli ospedali di Carate Brianza e Verano Brianza sono in osservazione con ferite lievi una 23enne e un uomo. Sulla dinamica dell’incidente è al lavoro la Polizia locale.

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Finlandia, il governo punta a inasprire le norme sui visti per i cittadini russi

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Per il ministro degli Affari esteri finlandese occorre avere le stesse regole in tutta l’area Schengen

I turisti russi possono al momento accedere all’Europa in autobus e in auto attraverso il confine finlandese. Tuttavia, il governo finlandese pensa di rivedere la propria politica sulla concessione di visti turistici ai cittadini russi, secondo dichiarazioni del ministro degli Affari esteri, Pekka Haavisto (Verdi), per le quali il ministero sta preparando nuove misure sulla questione che saranno poi discusse in una riunione programmata dei ministri degli Esteri dell’UE a fine del mese. Per Haavisto, la Finlandia intende inasprire le norme sui visti per i cittadini russi, ma ha osservato che le nuove linee guida devono essere armonizzate con altri paesi Schengen, aggiungendo che non è sufficiente che la Finlandia prenda una decisione del genere [in modo indipendente], occorre avere le stesse regole in tutta l’area Schengen.
Molti politici di tutte i partiti hanno espresso ampio sostegno all’inasprimento dei requisiti per i visti per i russi, sentimenti suscitati dall’invasione russa in corso dell’Ucraina. Tuttavia la Russia ha recentemente messo in guardia che prenderebbe contromisure se la Finlandia interrompesse o limitasse il rilascio di visti turistici ai cittadini russi. Haasvisto ritiene che ci siano alcuni aspetti legali sull’apportare modifiche alla politica dei visti che devono essere affrontati, ipotizzando che priorità delle domande di visto e tempi di elaborazione più lunghi potrebbero essere alcuni dei modi legali per affrontare la situazione, precisando che si potrebbe dare priorità a chi ne abbia veramente necessità. La Finlandia ha già introdotto alcune restrizioni, tra cui il rifiuto di concedere visti per ingressi multipli ai richiedenti per la prima volta e la limitazione del numero di domande a mille al giorno. Le leggi vigenti, tuttavia, impediscono la sospensione totale del trattamento dei visti o l’annullamento di documenti di viaggio già rilasciati.

Sondaggio Yle: la maggioranza vuole a favore del blocco

Nel frattempo, un recente sondaggio Yle condotto da Taloustutkimus, ha rilevato come il 58% su circa 1.000 intervistati, ritiene che la Finlandia dovrebbe smettere di accettare domande di visto turistico da cittadini russi. Al contrario, quasi un quarto si oppone a tale misura, mentre il 18 per cento non ha espresso un’opinione in merito. Coloro che sostengono un divieto del visto turistico includevano principalmente uomini, persone di età compresa tra i 50 ei 64 anni, persone ad alto reddito, nonché elettori del partito di Coalizione nazionale all’opposizione e del partito Finlandese.
In segno di protesta contro la guerra della Russia contro l’Ucraina, la maggior parte dei paesi vicini, tra cui Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, ha smesso di accettare domande di visto turistico negli ultimi mesi. Contrariamente ad altri paesi confinanti, tuttavia,la Finlandia ha continuato a elaborare le domande di visto per la Russia. Il ministero non ha fornito il numero di visti che ha rilasciato ai cittadini russi nelle settimane successive all’allentamento delle restrizioni alle frontiere del Covid questa estate tuttavia, il quotidiano britannico Guardian ha riferito che la Finlandia ha concesso circa 10.520 nuovi visti turistici durante le prime tre settimane di luglio.

Finlandia, ultimo porta per la UE

Con l’UE, che ha bandito gli aerei russi dal suo spazio aereo, il valico di frontiera finlandese è diventato l’ultimo passaggio rimasto per i russi per accedere all’Europa. I visti Schengen consentono di viaggiare nell’intera area Schengen, tuttavia i viaggi devono includere una destinazione principale. Se la Finlandia è l’emittente del visto turistico, ad esempio, la vacanza dovrebbe svolgersi principalmente in Finlandia. “Venire in Finlandia in vacanza e visitare Roma [durante le vacanze], significherebbe comunque che le condizioni per il visto sono soddisfatte”, ha detto a Yle il direttore generale per i servizi consolari del ministero degli Affari esteri, Jussi Tanner. È quasi impossibile per le autorità finlandesi sapere in anticipo se i viaggiatori intendono rispettare le condizioni del visto, ha aggiunto Tanner. “Se si scopre che durante il viaggio del mese scorso in Finlandia il turista ha trascorso tre settimane a Roma, la prossima domanda di visto sarà probabilmente respinta”, ha detto. Un recente rapporto del notiziario in lingua finlandese di Yle ha indicato che la piattaforma di social media Telegram è diventata popolare tra le persone che cercano o offrono servizi di condivisione di viaggi tra Russia e Finlandia. Ad esempio, è stato riscontrato che centinaia di messaggi venivano inviati ogni giorno ad un canale di carpooling, la maggior parte dei quali cercava un passaggio per l’aeroporto Vantaa di Helsinki. Una corsa per Helsinki da San Pietroburgo, ad esempio, costerà al passeggero circa 250 euro. Circa 21.500 russi sono passati attraverso il valico di frontiera nel sud-est della Finlandia durante l’ultima settimana di luglio. Tuttavia, gli abitanti che risiedono nelle zone di frontiera finlandese non sembrano soddisfatti della possibilità di nuove restrizioni ai transiti, poiché il commercio transfrontaliero e le attività connesse costituiscono un importante fonte di reddito, redditi peraltro già molto penalizzati dalla fase bellica e dalle sanzioni reciproche in vigore. In particolare, anche gli operatori turistici sembrano contrari al progetto, proprio per le gravi perdite economiche già subite con le restrizioni da pandemia.

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Cefalù, truffa sul reddito di cittadinanza: tra i 117 denunciati anche pregiudicati per mafia

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I Carabinieri della Compagnia di Cefalù hanno denunciato alla Procura della
Repubblica di Termini Imerese 117 persone per truffa ai danni dello Stato legata
all’ottenimento del reddito di cittadinanza.
I controlli posti in essere dall’Arma dei Carabinieri hanno consentito di documentare,
mediante un accurato percorso di analisi info-investigativa per il periodo compreso tra
novembre 2020 e maggio 2022, l’indebita percezione del reddito di cittadinanza da
parte di beneficiari, tutti residenti nel comune di Cefalù ed in quelli limitrofi delle Madonie, i
quali non erano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Tra i destinatari del reddito di cittadinanza, è stata documentata la presenza di alcuni
piccoli imprenditori, e di alcuni pregiudicati per associazione di tipo mafioso.
Nella maggior parte dei casi la causa dell’illegittima fruizione del sussidio è dovuta alla
mancanza del requisito della residenza.
Il danno stimato all’erario è di circa 1 milione e mezzo di euro.
I denunciati sono stati altresì segnalati all’INPS per la revoca del beneficio, sulla scorta
di quanto documentato nelle indagini.

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