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Eccellenze sotto scatto

Tarquinia, migliaia di persone incantate dal corteo dei re magi

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TARQUINIA (VT) – Emozione e spettacolo per l’arrivo dei re magi. Il presepe vivente di Tarquinia chiude con un grande successo di pubblico l’edizione 2018. Migliaia di tarquiniesi, turisti, persone venute da Roma e dalle vicine Toscana e Umbria hanno accolto il 6 gennaio il corteo che, accompagnato dai tamburini della contrada Santa Lucia, ha sfilato nelle vie del centro storico, dalla barriera San Giusto al convento di San Francesco.

I re magi a dorso di cammello hanno raggiunto la Natività, per omaggiare il salvatore. Sono stati 2500 i visitatori che hanno varcato l’ingresso della chiesa della Trinità, dimora della fastosa corte di re Erode, per fare un tuffo nel passato. Nell’antica Palestina, tra la via degli artigiani, il chiassoso mercato, l’accampamento della legione romana, il giardino degli olivi e le stalle dei pastori.

È tempo di bilanci per l’associazione presepe vivente di Tarquinia. “Più di 6mila persone, tantissime quelle venute da fuori, hanno scelto di vedere la rievocazione nelle tre date. Un ottimo risultato che conferma questa manifestazione tra le più importanti del Lazio. Un evento che la città vive con grande trasporto. L’obiettivo è migliorarci e presentare uno spettacolo sempre più bello, apportando ogni anno cambiamenti e novità”.

Ed è anche il momento dei ringraziamenti: “Ai figuranti, senza cui non sarebbe possibile realizzare il presepe. – conclude l’associazione – Ai volontari della protezione civile e della croce rossa. Alla polizia locale e alle forze dell’ordine che hanno garantito una presenza discreta ma costante nei giorni della manifestazione. Alle maestranze che hanno lavorato per mesi nel realizzare le splendide scenografie, come acquedotto che muoveva il mulino ad acqua. A chi, a vario titolo, ha messo a disposizione il proprio tempo per organizzare l’evento”.

Il presepe vivente di Tarquinia è patrocinato dalla Regione Lazio (Lazio eterna scoperta), dalla Provincia di Viterbo, dal Comune di Tarquinia, dalla Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, ed è stato realizzato in collaborazione con la Pro loco Tarquinia, il comitato San Martino e l’associazione Anziani con l’hobby del modellismo.

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Napoli, metro: full immersion d’arte nelle stazioni museo

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NAPOLI – Fra le tappe nel capoluogo campano che sono luoghi dell’arte da visitare sono le stazioni della linea metropolitana 1 distribuite in tutta l’area urbana Partenopea e sono chiamate “Stazioni-Museo”, sono luoghi di transito, ma che offrono ai passeggeri un “viaggio” nel viaggio nel mondo dell’arte antica e contemporanea durante gli spostamenti.

“Le stazioni dell’arte”

Negli anni sono diventate un attrattore turistico della citta di Napoli, è sono una confluenza di maestranze a livello mondiale senza precedenti, che ha dato vita ad una sinergia dal risultato di grande impatto visivo per i viaggiatori, l’intero progetto di tutta la linea è stato coordinato dal critico d’arte Achille Benito Oliva, l’intera linea metropolitana offre ai viaggiatori la possibilità di fruire circa duecento opere di artisti contemporanei.

Ogni stazione è una galleria d’arte che coinvolge tutta l’area, dal sottosuolo all’area sovrastante con un dialogo artistico inscindibile, ogni “Stazione-Museo” ha un suo linguaggio artistico e un suo messaggio, offre ai viaggiatori un’experience unica e meditativa nel suo genere, grazie alle opere antiche, contemporanee e futuribili.

Un’esperienza interattiva e sensoriale

I passeggeri vivranno durante gli spostamenti su strada ferrata all’interno della citta di Napoli  un’esperienza interattiva e sensoriale come gli osservatori che si troveranno a visitare la “Stazione  dell’arte” dal nome “Università”, progettata dall’artista Karim Rashid, fra le opere in esposizione all’interno della stazione come “Synapsis” oppure l’opera “Ikon Lenticular” posto sulle pareti sul luminoso fondo bianco con decorazioni multiple e variopinte di figure virtuali tridimensionali, un moving ad ogni spostamento dell’osservatore grazie all’impiego della stampa lenticolare, il viaggiatore con queste opere e questo nuovo modello di “museo” avranno modo di vivere un momento contemplativo in un luogo che generalmente è sinonimo di fretta o di momenti stasi alienanti.

Un momento di meditazione e di crescita culturale

Ogni stazione è destinataria di un messaggio e ognuna di loro ha un tema ben preciso e il viaggiatore è catapultato  nel mondo dell’arte mutandone il proprio percorso interiore, difatti i passeggeri non vivranno  un momento alienato dall’attesa, ma vivranno  un momento di meditazione e di crescita culturale obbligata, come ha ben sottolineato il curatore del progetto il critico d’arte Benito Oliva, egli ha infatti affermato che ogni stazione è “Un museo obbligatorio”, in linea con i musei tradizionali che anche loro hanno cambiato la loro destinazione d’uso, non più contenitori di opere, ma soggetto attivo della città.

 I viaggiatori durante il percorso non vivranno più un semplice spostamento, ma vivranno un viaggio emozionale, partecipativo e sensoriale, i viaggiatori inconsapevolmente visiteranno un nuovo modello di museo, le stazioni sono luoghi concepiti solitamente non come spazi espositivi per opere d’arte contemporanea e tale cambiamento di destinazione d’uso ha reso attualmente le stazioni dell’arte nei “musei”  più suggestivi e fotografati della città di Napoli.

La Stazione più bella d’Europa: via Toledo

Le stazioni dell’arte sono tutte meritevolmente da visitare e fra queste c’è anche la Stazione più bella d’Europa, così definita la Stazione di via Toledo progettata dal Oscar Tusquets Blanca definita dal quotidiano inglese “The Daily Telegraph”,  la stazione più bella del vecchio continente è ubicata nel quartiere di San Giuseppe, è questo primato è stato confermato anche dalla CNN.

Il “viaggio nella Stazione -Museo” incomincia fin dall’area sovrastante con la statua dal titolo “Il Cavaliere di Toledo” dall’artista sudafricano William Kentridge e con le strutture-lucernario che dalla strada convogliano  la luce solare negli ambienti sottostanti nella monumentale sala sotterranea nella bocca ovale dal nome “Crater de Luz”, guardando all’interno si ammira il gioco tra la luce solare con le luci al LED governate dal software programmato da Robert Wilson (Relative Light).

La ‘Stazione di Via Toledo’ è la catarsi stessa dell’arte e dell’ingegno umano, grazie all’utilizzo delle tecniche artistiche antiche e i nuovi linguaggi dell’arte con le ultime innovazioni tecnologiche, ad accogliere il visitatore oramai non più semplice passeggero è l’opera in mosaico dal titolo “Naples Procession” progettato da W. Kentridge, il mosaico è stato realizzato dalle maestranze odierne di tutta Italia con la stessa tecnica della famiglia dei Cosmati risalente al medioevo tra il XII e il XIII secolo, famosi per i loro mosaici.

Il mosaico di W. Kentridge  “Naples Procession” ha raffigurato un progetto ed è stato preso dalla “Ferrovia Centrale per la città di Napoli, 1906” dove vi è raffigurata la mappa ferroviaria della metro ed è l’attuale linea 2, la prima metropolitana d’Italia, la scena raffigura in processione San Gennaro, il Toro Farnese e lo stesso Kentridge in un duplice autoritratto e venditore ambulante di tammorre, ad unire tutta l’opera è un filo rosso che rappresenta la musica e il suo legame con la città di Napoli, il soffitto è di colore nero ed è l’allusione all’asfalto della citta.

Il secondo mosaico collocato sopra le scale mobili, s’intitola “Bonifica dei quartieri bassi di Napoli in relazione alla ferrovia metropolitana, 1884 (Naples Procession)”, sullo sfondo del disegno dell’opera vi è la mappa per una metropolitana progettata nel 1872 a Napoli, ideata dall’architetto e poliedrico Lamont Young (1851-1929), il progetto all’epoca risultò troppo futuribile e giudicato visionario dai media di allora e che Young non vide mai realizzato.

Scendendo le scale mobili il viaggiatore è accompagnata dall’uso sapiente dei colori rassicuranti caratteristici  della dimora della sirena di Partenope, come gli azzurri del mare, al tufo napoletano ai colori caldi della terra, i visitatori man mano che scendono hanno la stessa percezione di libertà che si prova a guardare il cielo.

Fra le opere che i viaggiatori avranno la possibilità di fruire durante il percorso nella stazione di Via Toledo sono le “Olas” onde in rilievo progettata da Oscar Tusquets Blanca sulle pareti della hall “sommersa”. Procedendo all’interno  vi sono dei pannelli del mare di Robert Wilson dal titolo: “By the sea…you and me” realizzati con la tecnica lenticolare, in prossimità delle scale fisse c’è anche l’intervento del fotografo Achille Cevoli dal titolo “Men at Work” posto sulle pareti, un omaggio ai lavoratori della stazione.

L’intera stazione è arricchita da artisti di famosi come Oliviero Toscani con l’opera dal titolo “Razza Umana” posta nella seconda uscita in largo Montecalvario ed è una parte di uno studio fotografico sulla morfologia degli esseri umani, presenti nell’opera personaggi famosi. Fra gli artisti di fama internazionale c’è anche Lawrence Weiner esponente della corrente concettuale, che ha fatto il valore grafico della parola il suo mezzo di espressione privilegiato, egli infatti propone “Molten copper poured on the rim of bay of Naples( Rame fuso colato sulle rive del golfo di Napoli)”.

“Il teatro è vita. La vita è teatro – Don’t ask where the love is gone” è l’installazione di Shirin Neshat di origine iraniana di un’intensa drammaticità posta a pochi passi all’uscita di Montecalvario, ha nove grandi ritratti di grandi personalità appartenenti al mondo del teatro. Ad accogliere i viaggiatori all’uscita di Montecalvario è l’opera “The Flying – Le tre finestre” di Ilya ed Emilia Kabakov in ceramica di Faenza, ed è una chiara visione panoramica che vede gli esseri umani librarsi nel cielo insieme a stormi di uccelli e ad aeroplani. Per il piano atrio vi è posta l’opera di Francesco Clemente protagonista della Transavanguardia fin dagli anni ’80 con l’opera “Engiadina”, una spettacolare opera in mosaico e ceramica lunga sedici metri e raffigura un paesaggio alpino, sullo sfondo oltre quaranta donne in corteo.

 I mezzi di transito con le Stazioni-Museo diventano medium per identificare e far conoscere le radici del popolo e la loro cultura.

Il nesso storico

Il connubio tra arte e i mezzi di transito, seppur in maniera minore, risale fin dalle prime carrozze con le riproduzioni di dipinti sopra i poggiatesta, ad esempio le carrozze UICx di seconda classe dalla metà degli anni ’60 fino ai primi anni ’90, in seguito sono nate le carrozze speciali, come le carrozze del Treno Reale ricche di decorazioni che si trova attualmente nel Museo di Pietrarsa. Le stazioni hanno spesso ospitato opere d’arte in passato come oggi affreschi, tele, bassorilievi e sculture, la stazione di Roma Termini ha ospitato esposizioni temporanee, ad esempio la Mostra di Caravaggio (2006-2007) presso il GATE Termini che faceva parte  della Royal Collection della Regina il cosiddetto “Caravaggio della Regina”.

Giuseppina Ercole

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Tricolore, Ancri celebra la festa a Montecitorio. Intervista esclusiva al Prefetto Tagliente

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Il 7 gennaio è stata celebrata la “Giornata nazionale della Bandiera” presso il Palazzo del Quirinale e a Reggio Emilia. Altre iniziative culturali hanno coinvolto la società civile su tutto il territorio nazionale.

Quest’anno a celebrare da protagonista la “Festa del Tricolore” è scesa in campo l’Associazione nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI), da tempo impegnata a promuovere i valori richiamati nella nostra Carta Costituzionale con due progetti “Viaggio tra i valori e i simboli della Repubblica” e “Decoro del Tricolore”.

Il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove ha impegnato tutte strutture territoriali italiane ed estere a celebrare il compleanno della nostra Bandiera. A Roma, il prefetto Francesco Tagliente, ha organizzato un evento celebrativo, con un Concerto della banda musicale della Polizia di Stato, nell’Aula della Camera dei deputati, nell’ambito della manifestazione “Montecitorio a porte aperte”.

Dalle ore 12 di domenica 13 gennaio gli orchestrali diretti dal Maestro Maurizio Billi, con la partecipazione del tenore Francesco Grollo, hanno eseguito alcuni brani musicali presentati da un grande storico del risorgimento, Michele D’Andrea, che ha dedicato molta parte della sua attività a far conoscere nella corretta luce i simboli della Repubblica.

E’ stato un successo organizzativo e musicale senza precedenti.” Grazie – scrive Angelino Mugnaini sulla pagina fb del prefetto Tagliente – E’ stato uno dei momenti più esaltanti e commoventi da me vissuti”

A margine della Manifestazione abbiamo intervistato il prefetto Francesco Tagliente.

Come è nata l’idea di un Concerto celebrativo del Tricolore a Montecitorio?

Premetto che la celebrazione nella Capitale si inserisce nel più ampio progetto di festeggiare la “Giornata nazionale della Bandiera” con il coinvolgimento di tutte le strutture territoriali.

Il presidente dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordina al Merito della Repubblica (ANCRI) Tommaso Bove ha impegnato tutte le strutture dell’ANCRI, italiane ed estere, a promuovere iniziative per festeggiare il 222mo compleanno del nostro Tricolore.

Per rendere omaggio al Tricolore quest’anno, nella veste di delegato ai rapporti istituzionali dell’associazione ho pensato a un alto profilo istituzionale: la sede di un organo Costituzionale come l’Aula Montecitorio, la Banda Musicale della Polizia di Stato diretta dal Maestro Maurizio Billi, il tenore Francesco Grollo per l’esecuzione di alcuni brani e del Canto degli Italiani e un narratore d’eccezione dei brani musicali come Michele D’Andrea storico del Risorgimento. Ci è stata concessa la possibilità di celebrare la “Giornata nazionale della Bandiera” nell’ambito della manifestazione “Montecitorio a porte aperte”.

E’ stato molto apprezzato e applaudito l’intervento della Vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, che ha introdotto l’evento con un messaggio di saluto parlando del valore della Bandiera 

Si, parlando del valore del Tricolore ha toccato le corde dei presenti ed è stata apprezzata molto anche quando rivolgendosi al pubblico ha detto: “questa è casa vostra, qui condividiamo con voi oggi la storia, la bellezza e l’arte di questo luogo che rappresenta il cuore pulsante della democrazia italiana”.

Nel corso del Suo intervento oltre a ringraziare la Vicepresidente Mara Carfagna per la presenza i contenuti del messaggio di saluto, il Presidente Roberto Fico, il Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli e il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove ha sottolineato l’importanza di celebrare la Festa della Bandiere nell’Aula della Camera

Si perché celebrare il compleanno della nostra Bandiera nell’Aula di Montecitorio, con gli orchestrali della Polizia di Stato diretti dal Maestro Maurizio Billi, con il tenore Francesco Grollo e con uno storico del Risorgimento come Michele D’Andrea nella veste di narratore segna un momento alto, una tappa importante dei nostri progetti “Decoro delle Bandiere” e “Viaggio tra i simboli e i valori della Repubblica” che stiamo portando avanti da tempo.

Segna un momento alto perché abbiamo avuto la possibilità di festeggiare il Tricolore con tantissime persone che hanno manifestato una particolare sensibilità verso la nostra Bandiera.

Oltre al vice capo vicario della Polizia, prefetto Luigi Savina ed ai tantissimi rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dei Rotary e Lions e ai delegati delle 75 strutture territoriali dell’ANCRI c’erano tantissimi alunni e studenti accompagnati da insegnanti, genitori o nonni.

Grandi emozioni

Dopo la spiegazione di Michele D’Andrea, aiutato dalla Banda della Polizia di Stato e dal tenore Francesco Grollo, abbiamo visto che il pubblico si è unito nel canto dell’inno Novaro Mameli restituito alla sua originaria bellezza, in un entusiasmo che ha coinvolto tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti dai vertici delle Forze di Polizia e delle Forze Armate a prefetti e questori.

Applausi anche dai rappresentanti del mondo accademico, della comunicazione e dell’informazione, come Osvaldo Bevilacqua, il fotoreporter Rino Barillari, il professor Guido Melis, il neuroscienziato Pietro Pietrini e molti altri.

Un apprezzamento caloroso è venuto dai delegati del Rotary Club, dei Lions Club, dai ragazzi di varie scuole italiane con insegnanti e genitori, dai soci dell’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana in rappresentanza delle 75 strutture territoriali nazionali e delle 12 sezioni all’estero, oggi rappresentate dal delegato di Cipro.

Grande partecipazione

Per rendere omaggio al Tricolore c’erano tantissimi i rappresentanti delle istituzioni.

Oltre alla Vice Presidente della Camera On Mara Carfagna, sono intervenuti tra gli altri il prefetto Luigi SAVINA, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, in rappresentanza del Capo della Polizia Franco Gabrielli; il Generale Ilio CICERI in rappresentanza del Comandante Generale dei Carabinieri; il Generale Salvatore TATTA delegato dal Comandante Generale della Guardi di Finanza; il Generale Antonio Bettelli delegato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito; il Contrammiraglio Massimo Martucci in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina; il Generale Basilio Di Martino delegato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica; il Generale Domenico Rossi ex Sottosegretario di Stato del Ministero della Difesa; il prefetto Maria Teresa Sempreviva; il generale della Guardia di Finanza Salvatore Tatta; il Generale Francesco Gargano Comandante provinciale Carabinieri Roma; i generali dell’Aeronautica Settimo Caputo, Achille Cazzaniga e Leonardo Tricarico; Questori Roberto Massucci e Lorenzo Suraci; il vicario del questore di Roma Giovanni Scali, i Dirigenti della Polizia di stato Alfredo Matteucci, Filiberto Mastrapasqua, Giampaolo Monastra; Colonnelli Andrea Brancadoro e Mario Conio dei Carabinieri, gli ex responsabili del cerimoniale di Palazzo Ghigi Ilva Sapora ed Eugenio Ficorilli.

Consistente anche la partecipazione del mondo accademico, come il neuro scienziato Pietro Pietrini direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca, il Prof Guido Melis, cosi come la delegazione dei Rotariani e Lyons laziali e Toscani con Patrizia Cardone, Franco Angotti, Arrigo Rispoli, Antonio Nicotra, Sandro Addario, Patrizio Giaconi, Eugenio Ficorilli e tanti altri.

Presenti moltissimi ragazzi di scuole romane e di altre regioni accompagnati da insegnanti, genitori o nonni. E ancora, personaggi dello spettacolo e della comunicazione come Osvaldo Bevilacqua.

Presenti circa 200 associati provenienti da 16 Regioni in rappresentanza delle 75 strutture territoriali.

Presente anche il responsabile della delegazione di Cipro, in rappresentanza delle 12 delegazioni estere dell’ANCRI.

C’era anche Rino Barillari

Con Rino Barillari abbiamo un rapporto di grande amicizia.

Non è mai mancato alle manifestazioni importanti che ho organizzato negli ultimi decenni. Con Rino c’era anche l’inseparabile Antonella Mastrosanti e alcuni amici storici di Rino Barillari come Piero Lepore, don Felice Riva, Andrea Nemiz, e ancora Roberto Massucci e Paola Marinangeli, Nicola Colucci e Antonietta Greco, Maria Teresa Magrini con Eliana e Irene Tagliente.

Ho visto Rino seduto accanto alla moglie questa volta paparazzato dai suoi colleghi

Si, a paparazzarlo c’erano tre amici comuni Umberto Battaglia, fotografo ufficiale della Camera dei deputati, Luciano Di Bacco e Ferdinando Mezzelani

Un coinvolgimento importante. Ci presenta la Banda della Polizia?

La Banda musicale della Polizia di Stato è stata fondata a Roma nel 1928.

Composta da 103 elementi, guidati da un direttore il Maestro Maurizio Billi e da un maestro vice direttore Roberto Granata, tutti provenienti dai più prestigiosi conservatori e selezionati attraverso rigorosi concorsi nazionali, svolge un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero, partecipando alle più importanti celebrazioni istituzionali.

Con i suoi 90 anni di storia, segnati da continui successi che hanno lasciato un segno importante nel paesaggio culturale e musicale, ha fornito significativi segnali di modernità nel tempo, rendendosi modello di riferimento per analoghi complessi strumentali.

Ne sono un’eloquente testimonianza le collaborazioni con prestigiose Istituzioni musicali quali l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, il Comunale di Firenze e i numerosi concerti trasmessi dalla RAI in occasione di importanti eventi istituzionali.

Di particolare interesse sono stati i concerti svoltisi presso la santa Sede in occasione delle udienze straordinarie del Santo Padre Papa Francesco.

Le qualità timbriche, l’ottima fusione e omogeneità del suono, lo spiccato livello virtuosistico e la straordinaria duttilità interpretativa, nei diversi generi musicali qualificano, oggi, la Banda Musicale della Polizia di Stato tra le migliori Orchestre di fiati a livello internazionale.

Se dovesse presentarci il Maestro Maurizio Billi?

Il Maestro Maurizio Billi è un musicista, compositore e direttore d’orchestra.

Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio S. Cecilia di Roma conseguendo, tra gli altri titoli, il diploma in Direzione d’orchestra col massimo dei voti e in Composizione, perfezionandosi in seguito all’Accademia Nazionale di S. Cecilia con Franco Donatoni.

Primo Dirigente della Polizia di Stato, dal 1992 è Direttore della Banda Musicale con la quale ha eseguito più di 600 concerti in Italia e all’estero contribuendo a divulgare, anche attraverso il linguaggio della musica, i valori istituzionali.

E’ impegnato in una intensa attività di promozione e diffusione della musica originale per fiati contemporanea e del Novecento.

E’ stato docente di Analisi Musicale presso il Conservatorio di Teramo e di Direzione e Prassi Strumentale per Orchestra di Fiati al Conservatorio S. Cecilia di Roma.

Si è esibito in tutti i più importanti teatri italiani e all’estero, prendendo parte a eventi di particolare rilievo quali il Ravello Festival e la Stagione Sinfonica del Teatro Carlo Felice di Genova, debuttando nel 2016 alla Philarmonie Berlin.

Altro protagonista del Concerto è stato il tenore Francesco Grollo

Si, Francesco Grollo è un grande Tenore.

Il tenore Carlo Bergonzi ha detto di lui: “Voce di rara bellezza, naturalmente dotata di luminoso squillo argenteo e di carattere eroico…”

Ospite in varie trasmissioni televisive e radiofoniche, per un noto programma della Rai, ha presentato in anteprima mondiale” La Musica Sacra di Tito Schipa e Ruggero Leoncavallo”, programma musicale eseguito per la prima volta in assoluto con il Gruppo d’Archi del Teatro dell’Opera di Roma, nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

Grollo è stato l’unico tenore, tra i grandi della musica, al grande concerto evento “100 Años Compay”, accompagnato dall’ Orchestra sinfonica Nacional de Cuba e il Grupo Compay Segundo (24 Novembre 2007, Teatro Amedeo Roldan all’Avana). Peraltro, proviene dalla mia grande famiglie della Polizia di Stato.

Ha iniziato lo studio del canto lirico con Renato Bardi Barbon perfezionandosi, in seguito, con il grande tenore Franco Corelli.

Nel 1996 venne scoperto dal Maestro Francesco Siciliani che, in qualità di direttore artistico del “Gran Teatro La Fenice” di Venezia, lo fece debuttare, con il ruolo di “F.B.Pinkerton”, nella “MADAMA BUTTERFLY” di Giacomo Puccini.

Nel 1996 venne scoperto dal Maestro Francesco Siciliani che, in qualità di direttore artistico del “Gran Teatro La Fenice” di Venezia, lo fece debuttare, con il ruolo di “F.B.Pinkerton”, nella “MADAMA BUTTERFLY” di Giacomo Puccini.

Nell’Aula di Montecitorio abbiamo ascoltato un Inno Nazionale diverso

Come ha spiegato lo storico Michele D’Andrea, che ha presentato lo spettacolo e lo ha “sezionato”.

Il Canto degli Italiani, il nostro inno non è una marcetta, ma un possente canto di popolo rovinato, negli anni, da una cattiva esecuzione che ne ha stravolto l’espressione originaria, allontanandolo dal genere operistico in cui lo aveva innestato Michele Novaro, musicista di teatro.

La partitura di Novaro – ha raccontato D’Andrea – è la descrizione di una grande scena d’insieme in cui un popolo “calpesto e deriso” riceve un forte annuncio di speranza e di esortazione a combattere per la propria libertà: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”.

Le parole scuotono la gente come pugni sullo stomaco e il popolo allora ripete quelle parole, prima pianissimo, timoroso e incredulo, e poi sempre più forte, fino a quel sì! finale che non compare nella poesia di Mameli ma che il musicista ha posto come il suggello di un giuramento sacro”.

Dopo la spiegazione di Michele D’Andrea, aiutato dalla Banda della Polizia di Stato e dal tenore Francesco Grollo, il pubblico si è unito nel canto dell’inno Novaro-Mameli restituito alla sua originaria bellezza, in un entusiasmo che ha coinvolto tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti dai vertici delle Forze di Polizia e delle Forze Armate a prefetti e questori. Un coinvolgimento emotivo importante anche grazie a un narratore d’eccezione. Ma chi è Michele D’Andrea?

Un passato nella dirigenza del Quirinale, Michele D’Andrea si occupa di storia, di cerimoniale, di musica del Risorgimento e di araldica militare.

Suoi sono lo stendardo presidenziale, gli attuali stemmi dell’Esercito, della Marina dei Carabinieri e della Polizia di Stato, per la quale ha creato anche i nuovi distintivi di qualifica.

Ha pubblicato libri di protocollo e di storia, tiene in tutta Italia conferenze dal taglio originale e brillante, è socio fondatore dell’Accademia del Cerimoniale.

Oltre al Concerto celebrativo alla Camera dei deputati, dove è stato celebrato il Compleanno del Tricolore da parte dell’ANCRI?

A Valencia la delegazione ANCRI di Spagna, oggi ha celebrato la festa del nostro Tricolore al locale Consolato d’Italia.

Sono intervenuti tra gli altri il Console Adriano Carbone, il delegato di Spagna Riccardo Lafuenti e il colonnello Francesco Caldarola in rappresentanza del contingente militare italiano in servizio presso il comando NATO RAPID DEDPLOYABLE CORPS –SPAIN di Valencia e numerose altre autorità cittadine e residenti italiani in Spagna.

A Pisa il delegato regionale ANCRI per la Toscana, Antonio Cerrai, il 9 gennaio, ha organizzato un momento di riflessione condivisa con i Rotary club della Toscana sul significato di coesione che il Tricolore ha per il Paese.

A Messina, la sezione territoriale ANCRI, il 7 gennaio, ha promosso un convegno nel salone delle Bandiere del Comune con interessanti relazioni del Prof. Luigi D’Andrea su “Il Tricolore: simbolo dell’Unità della Repubblica”, del prof Corrado Savasta su “Lettura dell’Emblema: La stella, la ruota dentata, i rami dell’ulivo e di quercia”.

A Foggia, nella stessa giornata, la locale sezione territoriale dell’ANCRI ha promosso una manifestazione tematica presso l’istituto scolastico “Giovanni Bovio” dove il presidente della Sezione ANCRI Aurelio Vieri ha parlato dell’Evoluzione storica della Bandiera d’Italia.

A seguire l’Avv. Luigi Miranda ha parlato del significato della Giornata Nazionale della Bandiera.

A San Giovanni Rotondo, lo stesso 7 gennaio, la locale sezione territoriale ANCRI ha promosso analoga iniziativa, presso l’Istituto Comprensivo “Pascoli-Forgione”, parlando della “Storia della Bandiera italiana”.

A Catania, il presidente della sezione territoriale Giuseppe Adernò, nella stessa mattinata del sette gennaio ha organizzato una manifestazione presso l’Istituto Comprensivo Statale “San Giovanni Bosco” per una riflessione comune sul valore del Tricolore.

Un’ultima domanda. A conclusione del suo intervento di saluto ha fatto riferimento anche a una squadra che lavora da tanto su questi progetti e alla speranza di poter celebrare la festa del Tricolore insieme anche nei prossimi anni

Il Concerto celebrativo nell’Aula di Montecitorio è anche frutto della sensibilità istituzionale di una bella squadra impegnata da tempo a promuovere i valori dei simboli della Repubblica.

Il sette gennaio di 9 anni fa, da Questore di Firenze ho festeggiato il Tricolore con la Banda musicale della Polizia, con Maurizio Billi, Michele D’Andrea e i Rotary dell’area medicea.

Quest’anno ci siamo ritrovati insieme nell’Aula della Camera per una iniziativa dell’ANCRI. La mia speranza è di poter celebrare insieme il nostro Tricolore anche il prossimo anno.

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Costume e Società

Sicilia Outlet Village: migliaia di visitatori per il primo giorno di apertura

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Al via i saldi invernali al Sicilia Outlet Village negli oltre 140 negozi dei marchi più prestigiosi che propongono ulteriori sconti sui prezzi outlet delle collezioni Autunno/Inverno.

Una realtà unica in Sicilia

“Sicilia Outlet Village è una realtà unica in Sicilia, anche grazie alla presenza delle più prestigiose firme italiane e internazionali a prezzi outlet e all’ambiente elegante, ai molteplici servizi dedicati alle famiglie e a quelli più esclusivi pensati per i clienti più esigenti – dichiara Victor Busser Casas General Manager di Arcus Real Estate.
I risultati di questo primo giorno di saldi e l’affluenza crescente dei clienti confermano il trend positivo di Sicilia Outlet Village, punto di riferimento per lo shopping di lusso da oltre 8 anni.”

Migliaia di visitatori al Village

L’affluenza durante il primo giorno di saldi è stata ottima, migliaia i visitatori che hanno approfittato dei prezzi ulteriormente ribassati: i grandi marchi del panorama fashion presenti all’interno del Village propongono infatti saldi fino al 70% sui prezzi outlet, già scontati tutto l’anno. Fare shopping diventa così un’occasione irresistibile e l’Outlet Village ancora più vicino grazie agli speciali collegamenti con navette dedicate in partenza da Palermo e Messina. Inoltre, per il primo weekend dei Saldi, a disposizione dei suoi clienti ci sarà un servizio gratuito di Hands Free Shopping, grazie al quale sarà possibile lasciare temporaneamente gli acquisti in un’area dedicata e continuare lo shopping in tutta libertà.

La storia del Sicilia Outlet Village

Il Sicilia Outlet Village, fondato nel 2010 da Arcus Real Estate, è il primo e unico Outlet Village del lusso dell’isola siciliana. Situato in provincia di Enna, nel cuore della regione, lungo l’autostrada A19 che unisce le città di Catania e Palermo, il Village ospita le boutique dei marchi più esclusivi in un contesto di impareggiabile bellezza naturale, storica e culturale che solo il territorio siciliano può offrire.
Lo sviluppo del Sicilia Outlet Village, che copre una superficie di 30 mila metri quadrati, è avvenuto in due fasi: nel 2010 sono state inaugurate 120 boutique monomarca dedicate a moda (abbigliamento e accessori), design (complementi per la casa) e lifestyle (sport, beauty). Successivamente, nel 2014, sono state aggiunte 20 boutique, portando a 140 il numero complessivo dei marchi presenti.

Grazie a questa offerta così ricca e variegata, il Sicilia Outlet Village è divenuto una destinazione turistica capace di attrarre e soddisfare una ampia clientela locale ed internazionale, richiamata anche dai vicini parchi naturali e siti archeologici come il Monte Etna o la valle dei Templi di Agrigento.

Proprio per facilitare lo shopping agli ospiti stranieri o di passaggio, ma anche per fornire un’esperienza esclusiva alla clientela locale, sono stati previsti molti servizi volti a rendere più piacevole la visita e la permanenza nel Village: dallo shopping “hands free” alla spedizione worldwide degli acquisti, dai consigli di una personal shopper ai bus navetta da e per le principali città dell’isola. Un calendario stagionale di eventi, concerti e appuntamenti gastronomici contribuiscono a rendere il tempo speso nell’Outlet Village una tappa fondamentale del proprio personale itinerario alla scoperta della Sicilia, sia da parte degli stranieri sia degli isolani.

Arcus Real Estate

Arcus Real Estate è una società italiana della “galassia” Percassi fondata nel 2006 e specializzata nella commercializzazione e nella gestione di progetti immobiliari per il retail di lusso, outlet e full price. Oltre alla commercializzazione di Orio Center che ha portato la presenza di marchi premium per la prima volta in un centro commerciale, tra i progetti di successo della società vi sono Sicilia Outlet Village (2010) che conta oggi oltre 140 boutique dei marchi più prestigiosi, Torino Outlet Village (2017) che nel primo anno di attività ha confermato ogni attesa di successo e Roma Outlet Village entrato recentemente nel portafoglio dei progetti dell’azienda ed attualmente oggetto di un restyling completo. Lo sviluppo di San Pellegrino Outlet Village e la commercializzazione di Westfield Milano, l’attesissimo shopping center alle porte di Milano, sono le prossime sfide che Arcus Real Estate affronterà. Tutti i progetti di Arcus Real Estate sono concepiti per essere vere e proprie “destinazioni turistiche per lo shopping” che aggiungono valore al territorio che li ospita essendo un polo di attrazione turistica ed un’occasione di crescita economica locale.

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