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Viterbo

TARQUINIA, PALAZZO VITELLESCHI E CHIESA S.M. IN CASTELLO: AL VIA I LAVORI DI ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE

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«Entra finalmente nella fase operativa questo importantissimo progetto, voluto da tutta la maggioranza, che decise di stanziare negli equilibri di bilancio del 2012 100mila euro .

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Redazione
Tarquinia (VT)
– Tarquinia diventa città accessibile ai diversamente abili. Sono partiti nei giorni scorsi i lavori per abbattere le barriere architettoniche a palazzo Vitelleschi, sede del Museo Archeologico Nazionale Etrusco, e alla chiesa di Santa Maria in Castello. Nelle prossime settimane inizieranno gli interventi per eliminare le barriere architettoniche anche all’anagrafe, in piazza Giacomo Matteotti, e l’ufficio relazioni con il pubblico, in via Antica. «Entra finalmente nella fase operativa questo importantissimo progetto, voluto da tutta la maggioranza, che decise di stanziare negli equilibri di bilancio del 2012 100mila euro . – dichiara il sindaco Mauro Mazzola – Un progetto non semplice, perché ha impegnato varie realtà istituzionali come le Soprintendenze e ha richiesto le necessarie autorizzazioni burocratiche». «Stiamo compiendo un notevole passo in avanti per migliorare la vivibilità del centro storico alle persone diversamente abili. – dichiara l’assessore ai lavori pubblici Anselmo Ranucci – Monumenti e servizi essenziali saranno finalmente fruibili in piena libertà». Viva soddisfazione viene espressa dal consigliere comunale, con delega alle politiche per la disabilità, Marco Gentili: «Sono entusiasta, ma allo stesso tempo non posso però non costatare quanto sia difficile la battaglia in Italia a favore di alcuni diritti fondamentali dell’essere umano. Soprattutto da quando i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche) non rappresentano più un oscuro acronimo, bensì una forma civile d’ingegneria urbana che va oggi più che mai favorita e sviluppata. Come Amministrazione continueremo a porre grande attenzione su questo ambito».
 

Cronaca

Caprarola e Ronciglione, acqua potabile: il Ministero risponde alla richiesta dell’Isde

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La  Direzione Generale  per la sicurezza del Suolo e dell’Acqua (SuA) del  Ministero dell’ambiente  ha risposto alla richiesta dell’Associazione medici per l’ambiente – Isde di Viterbo affinché le popolazioni di Caprarola e Ronciglione siano adeguatamente rifornite di acqua potabile, valorizzando sistemi alternativi alla captazione delle acque dal lago di Vico, in ottemperanza alla Deliberazione del 19 maggio 2020  n.276 della Giunta regionale del Lazio

L’Associazione medici per l’ambiente-Isde (International society of doctors for the environment)  di Viterbo, in data 3 agosto 2020, ha scritto al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e alle competenti Istituzioni ed Enti, affinché in ottemperanza alla Deliberazione del 19 maggio 2020  n.276 della Giunta regionale del Lazio, le popolazioni di Caprarola e Ronciglione siano  adeguatamente rifornite di acqua potabile, valorizzando sistemi alternativi alla captazione delle acque dal lago di Vico.

La  Direzione Generale  per la sicurezza del Suolo e dell’Acqua (SuA) del  Ministero dell’ambiente in data 11 agosto 2020 ha inviato una nota indirizzata  alla  Direzione ambiente e sistemi naturali della Regione Lazio, all’ ATO1 Lazio Nord Viterbo e alla Talete Spa.

La comunicazione ministeriale conclude chiedendo:”…se siano allo studio provvedimenti per rintracciare fonti alternative di approvvigionamento per superare la denunciata annosa questione.”.

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Cronaca

Università della Tuscia stringe sull’Erasmus: finanziati dalla Comunità Europea progetti di Mobilita con 26 Paesi

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“Si tratta di un risultato straordinario che conferma la vocazione internazionale del nostro
Ateneo e le grandi capacità del  personale docente e tecnico-amministrativo nella
progettazione internazionale. Abbiamo ottenuto quasi il 12% dell’intero budget nazionale,  un
finanziamento 20 volte superiore al peso del nostro ateneo sul sistema universitario italiano.
Di questo devo ringraziare i tanti professori e ricercatori che si sono impegnati nella stesura
dei progetti e  tutto il team dell’ufficio mobilità e cooperazione internazionale”.
Così Stefano Ubertini rettore dell’UNITUS ha espresso la sua soddisfazione dopo che la
comunità europea ha reso noto i risultati del programma Erasmus+ ICM KA107 Mobilità
internazionale per crediti – International Credit Mobility (ICM) per il 2020: l’Università della
Tuscia ha ottenuto un finanziamento superiore a 2 milioni di euro per progetti di mobilità  di
durata triennale, doppiando il già eccellente risultato del 2019.
Si tratta di progetti che consentiranno mobilità in entrata e in uscita di studenti, dottorandi,
docenti e personale tecnico-amministrativo con ben 26 paesi, tra cui alcuni europei come
Albania, Russia, Bielorussia e Georgia, asiatici come Tailandia, Cina, Vietnam, africani,
come Ghana e Kenya, e americani, come Argentina e Repubblica Domincana. 
“È nostra ferma intenzione valorizzare al meglio queste risorse per realizzare progetti di
internazionalizzazione a lungo termine anche con l’istituzione di nuovi doppi titoli e titoli
congiunti- ha aggiunto il professor Simone Severini, delegato del rettore per le Relazioni
Internazionali- questo finanziamento ci dà l’opportunità di aumentare la nostra visibilità a
livello globale, di aprire sempre di più al mondo la nostra università e il nostro meraviglioso
territorio.” Il KA107 si va ad aggiungere alle risorse ministeriali per l’internazionalizzazione
ed ai 400.000 euro recentemente assegnati ad UNITUS dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ per
sostenere la mobilità all’interno dell’UE. Per favorire l’integrazione nei contesti internazionali
Unitus offre anche un sostegno linguistico e operativo.
L’Ateneo viterbese continua a credere nelle opportunità offerte dal Programma Erasmus+ e
nel processo di internazionalizzazione,  utile anche a favorire nuove prospettive di carriera e
occupazione, a rafforzare lo spirito di iniziativa e imprenditorialità degli studenti e la loro
partecipazione attiva nella società. Un ruolo che tutti gli studenti vogliono e possono giocare
con successo contando sull’appoggio concreto dell’Ateneo.

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Viterbo

Civita Castellana, quell’emendamento della Lega per impianti di rifiuti nel Viterbese

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Il circolo Pd di Civita Castellana interviene sulla questione rifiuti e mette in evidenza un emendamento della Lega che vorrebbe trasformare la provincia di Viterbo nella discarica di Roma Nord: “L’emendamento presentato e firmato dai Consiglieri Regionali della Lega che apre alla realizzazione di termovalorizzatori e inceneritori nella nostra Provincia ci preoccupa e conferma quanto affermato per un anno in Consiglio Comunale: esiste un enorme problema ambientale, causa principale della caduta della giunta Caprioli, e la Provincia di Viterbo rischia seriamente di doversi sobbarcare il peso dello smaltimento dei rifiuti dell’area di Roma nord.

Per quanto riguarda la nostra città, come denunciato più volte dai Consiglieri Comunali del PD, l’Amministrazione di centrodestra ha aperto le porte a questa possibilità, gestendo la questione ambientale in maniera inaccettabile, non partecipando alle conferenze dei servizi che si sono tenute, non opponendosi in alcun modo ai progetti presentati, nemmeno con prescrizioni migliorative, scaricando la fase delicata di valutazione dei progetti a ingegneri esterni con una metodologia alquanto discutibile, rendendo complicatissimo l’accesso agli atti e la convocazione della Commissione ambiente presieduta da FDI.
Quanto scritto è ampiamente documentabile e dimostrabile, con tanto di lettere del Prefetto che intimavano l’Amministrazione Comunale a garantire un regolare accesso agli atti.

La posizione dei Consiglieri Regionali è conseguente al lavoro preparatorio della destra locale: una volta che nel nostro territorio verranno stoccati volumi di rifiuti che superano di almeno 10 volte quelli prodotti dall’intera Provincia, è quasi automatico che qualcuno (in questo caso la stessa LEGA) pensi di rilanciare con la realizzazione di termovalorizzatori e gestire nel nostro territorio l’intero ciclo dei rifiuti.
Peccato che in questa valutazione non si tenga minimamente conto dell’impatto che una proposta del genere avrebbe sulla qualità dell’ambiente in cui TUTTI noi viviamo, delle conseguenze economiche in termini turistici e di immagine del nostro territorio, dei produttori di agricoltura biologica e della salute dei cittadini, in pieno contrasto con un auspicabile quanto necessario modello di sviluppo sostenibile.

Proprio verso questa direzione, il PD di Civita Castellana sta sviluppando un programma politico in cui l’ambiente dovrà essere la stella polare dell’azione amministrativa, escludendo categoricamente la possibilità di realizzare nel nostro territorio termovalorizzatori, adottando tutti gli strumenti normativi per contrastare la trasformazione di cave in discariche, e combattendo la monocoltura e l’uso di fitofarmaci in agricoltura.

Questi sono i temi su cui continueremo a dare battaglia e per i quali chiederemo la fiducia dei cittadini, ponendoci come alternativa a chi vuole trasformare il nostro territorio nella discarica di Roma Nord”.

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