Connect with us

Politica

Tensioni di Governo sulla manovra, oggi il vertice di maggioranza

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Senza i voti del Movimento 5 Stelle la manovra non si fa. E nemmeno il governo può restare in piedi. Dopo l’affondo del premier, Giuseppe Conte, che ha richiamato all’ordine gli alleati, Luigi Di Maio non molla la presa e chiede una verifica su tre punti “imprescindibili”, in cima il carcere per i grandi evasori. Mentre Matteo Renzi, dal palco della Leopolda, delinea l’orizzonte della legislatura – fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato nel 2022 – e lancia la sua controproposta basata sulla spending review per ottenere una retromarcia sulle microtasse. I giallorossi, insomma, sono a un passo dallo sbando se nel vertice di maggioranza, che dovrebbe vedere Conte riunire a Palazzo Chigi i capidelegazione nel pomeriggio di lunedì prima del Consiglio dei ministri, non si riuscirà a trovare una soluzione.

Le posizioni, però, sono ancora lontane: Alfonso Bonafede annuncia che l’intesa di massima sul pacchetto per il carcere agli evasori, con la punibilità che scatterebbe dalla soglia dei 100mila euro. Ma i Dem (con il warning di Nicola Zingaretti, “attenti che gli italiani non sono coglioni”) e pure Leu, fanno filtrare che la sintesi è ancora da trovare. E le misure, insistono da Italia Viva, vanno discusse puntualmente prima che arrivi un via libera. Anche perché, resta il ragionamento, non è affatto detto che il decreto legge sia lo strumento adatto. Si vedrà in Cdm, ammette lo stesso Bonafede, anche se formalmente né la manovra né il decreto fiscale hanno bisogno di un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri.

Il tema sarà probabilmente sul tavolo del vertice, insieme agli altri nodi posti dai 5 Stelle: la stretta sulle partite Iva, che non vanno toccate, e le multe per chi non accetta il Pos che, sostiene il Movimento, non si possono introdurre senza prima aver abbassato le commissioni. Nessun ultimatum, cerca di smorzare i toni Di Maio (che pensa anche di vedere i suoi ministri, probabilmente dopo il cdm), dicendosi “fiducioso” che dal vertice uscirà un’intesa. Ma l’accordo politico, fanno notare negli altri partiti della maggioranza, già si era trovato nella lunga notte del varo della manovra. Altro è discutere i dettagli tecnici, come ha ripetuto più volte anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Non si può, insomma, stravolgere l’impianto che incontra il favore anche del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Da “condividere”, dice Visco dagli Usa, gli obiettivi di spinta alla crescita attraverso il taglio delle tasse “sui fattori di produzione” e il calo del debito.
Mentre il leader della Cgil, Maurizio Landini, punta il dito contro chi vorrebbe allentare la lotta all’evasione o rinviare il taglio delle tasse sul lavoro: “Il governo ha preso degli impegni”, se non li mantiene i sindacati sono “pronti alla piazza”. I testi, comunque, ancora non sono chiusi, né del decreto fiscale né, tantomeno, della manovra. C’è il partito di Renzi che preme per evitare nuove tasse, dalla sugar tax all’aumento della cedolare secca. E il tetto al contante ancora oggetto di tira e molla. Da ricomporre, oltre alle distanze tra gli alleati, anche quella tra Di Maio e Conte. Il capo politico M5S ha incassato come un “duro colpo, che ha fatto molto male” le parole del premier. Tra i due ci sarebbe stato un primo momento di chiarimento ieri in serata e contatti ci sarebbero stati anche oggi, ma ancora non sufficienti a ristabilire un feeling ormai perso da tempo. Conte pubblicamente tace oggi. Il Pd è concentrato a respingere gli attacchi dei renziani dalla Leopolda. Ma la posizione dem resta quella emersa negli ultimi giorni: senza fiducia la scommessa giallorossa può anche fermarsi qui. E l’alternativa, unica, sarebbe il ritorno alle urne.”Se in questo governo qualcuno si illude che può dire che ‘siamo d’accordo’ ma poi fa polemiche , l’interesse ad andare avanti viene meno”, rilancia Zingaretti.

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Castelli Romani

Albano Laziale, Orciuoli su formazione e turismo: “Dalle mense scolastiche a una sede universitaria e un nuovo circuito turistico: la dieta mediterranea torni protagonista”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

ALBANO LAZIALE (RM) – “Verdura di stagione e frutta a chilometro zero, cereali, legumi, pesce e carni e dei nostri allevamenti.

Tutto con il giusto bilanciamento. Un sistema nutrizionale che, è risaputo, porta benefici alla salute di ciascuno di noi: la dieta Mediterranea deve tornare la regina delle mense dei nostri ragazzi. Ma non solo, perché nel nostro programma elettorale della coalizione di centrodestra, l’alimentazione nostrana e lo slow food sono al centro di un progetto più grande che comprende anche la formazione.

Abbiamo già preso accordi di massima per l’apertura di una sede universitaria con un ateneo pubblico molto importante per aprire una nuova finestra su Albano. Nella nostra coalizione c’è un gruppo di professionisti che hanno già stilato un progetto cui manca soltanto l’attuazione.  Albano a vocazione enogastronomica con ragazzi che si formano per essere la classe dirigente di domani e dominare un settore di cui la nostra Città dev’essere capofila. Un progetto che coinvolga le realtà produttive del territorio, i ristoratori di Albano e crei anche le condizioni per un futuro solido circuito turistico fondato intorno ai valori della dieta mediterranea e del mangiare sano. Questo significa visitare le nostre aziende ortofrutticole, valorizzare i nostri mercati, degustare prelibatezze nei ristoranti di Albano e ricostruire un settore che non esiste più nella nostra città. Questo si può fare soltanto se si parte dalle scuole, se si sensibilizzano i nostri ragazzi che potranno poi essere sicuri di trovare lavoro e nuove opportunità nella loro Città. Questo è possibile, è necessario ed è il momento di attuarlo. Il centrosinistra pensa troppo mentre noi siamo pronti a realizzare”.  Così in una nota il candidato Sindaco di centrodestra Matteo Mauro Orciuoli

Continua a leggere

Cronaca

Decreto semplificazioni, Onori (Italia Viva Anguillara S.): “Un importante passo avanti”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Italia Viva Anguillara Sabazia interviene su quello che è stato il semaforo verde per il decreto Semplificazioni da parte del Consiglio dei Ministri dopo l’ok, incassato nella notte tra lunedì 6 e martedì 7 giugno.

Approvato dunque “salvo intese” il decreto che, tra le novità, prevede anche lo sblocco di alcune opere pubbliche – dal Mose alla Tav – tramite una “corsia preferenziale” su ispirazione del cosiddetto “modello Genova”, messo in campo per la rapida ricostruzione del ponte Morandi.

“Non è il Piano Shock come lo avevamo proposto e strutturato, ma è un importante passo avanti. – Commenta Benedetta Onori rappresentante del partito di Matteo Renzi ad Anguillara Sabazia – Con il decreto Semplificazioni – prosegue Onori – arriva anche lo sblocco di alcune opere pubbliche, come Italia Viva chiedeva da mesi. Sono state individuate 130 opere, molte verranno commissariate e quindi si riuscirà a velocizzarne l’iter. Nel Lazio, come dichiarato dalla Consigliera della Regione Lazio Marietta Tidei, figurano opere strategiche come la Orte-Civitavecchia, la Roma-Latina e il nodo ferroviario di Roma. Finalmente si comprende che la strada migliore per una ripresa è quella di ripartire anche e soprattutto dai territori, attraverso lo sblocco dei cantieri, per donare quello slancio di sviluppo che il Paese merita. Una scelta concreta e ambiziosa che il Governo, finalmente, decide di portare avanti, superando quelle resistenze che impedivano un’accelerazione di sviluppo e prestigio per il territorio nazionale. Oltre alle opere già citate, – conclude Onori – il Lazio potrà accelerare su altre altrettanto importanti come la A24-A25, la Salaria, la Tarquinia-San Pietro in Palazzi, l’Acquedotto del Peschiera e la linea ferroviaria Roma- Pescara.”

Continua a leggere

Cronaca

Albano Laziale, elezioni 2020. Cascella (Lega): “Borelli e Marini cacciano la cultura dal centro e ci piazzano i rifiuti”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

ALBANO LAZIALE (RM) – Riceviamo e pubblichiamo da Giovanni Cascella Lega Albano Laziale

“Le imprese di Borelli-Marini ricordano per goffaggine e nonsense quelle di un altro duo: Stanlio e Ollio. Ma mentre i comici statunitensi hanno fatto ridere tutto il mondo, i due esponenti del centrosinistra locale fanno piangere la cittadinanza albanense. Basti pensare all’insensata decisione di spostare la Biblioteca di Pavona dalla centrale via Roma alla più periferica Villa Contarini, andando a complicare inutilmente a studenti e fruitori l’accessibilità di un servizio civico basilare per la vita della comunità e impoverendo ulteriormente un’area già di per sé non priva di problemi specialmente sul fronte sicurezza, come dimostrato dal recente furto avvenuto nella struttura. Dall’altro lato, invece, Borelli e Marini hanno scelto di lasciare come eredità della loro fallimentare stagione amministrativa un’isola del riuso nei quartieri di Miramare e Muro Bianco. Questo è lo scellerato modus operandi di chi appartiene ad un’area politica che si vanta di un particolare impegno a favore della cultura e dell’ambiente: cacciano la biblioteca dal centro e piazzano i rifiuti nelle zone residenziali. C’è un solo modo per mettere fine a questo non divertente film comico lungo un decennio che ha in Borelli e Marini i due attori protagonisti: scegliere il centrodestra alle prossime comunali”.

Continua a leggere

I più letti