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Cronaca

TERNI ACCIAIERIE: SINDACATI, "IL GOVERNO DEVE RISPONDERE NON PICCHIARE GLI OPERAI"

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Cariche sul corteo, ira dei sindacati contro il Governo

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Redazione 

Terni – Un putiferio di persone disperate e arrabbiatissime contro il Governo. Scontri di piazza e polemiche al corteo deilavoratori delle Acciaierie di Terni:gli operai dell'Ast, che dopo un presidio all'ambasciata tedesca si stavano dirigendo al ministero dello Sviluppo economico, sono stati fermati e respinti dalla polizia.

I sindacati e i lavoratori parlano esplicitamente di cariche da parte delle forze dell'ordine e denunciano i metodi degli agenti: "il governo deve dare risposte, non picchiare gli operai", dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso."Hanno caricato gli operai, ma non ci possono trattare come delinquenti", aggiunge il segretario della FiomMaurizio Landini, che assieme ai colleghi di Fim e Uilm e' stato ricevuto al Viminale dal ministro dell'Interno Angelino Alfano e dal capo della Polizia Alessandro Pansa.

Secondo le forze dell'ordine non si e' invece trattato di cariche ma di "un'azione di contenimento" effettuato "quando i manifestanti hanno tentato di forzare il cordone dei poliziotti per andare verso la stazione Termini e occuparla". Per i sindacati gli scontri hanno causato cinque feriti e dieci contusi tra i manifestanti. Per la Questura anche tre agenti e un funzionario sono rimasti contusi negli scontri. Matteo Renzi chiama Alfano e chiede 'una analisi dettagliata di quanto accaduto a Roma, con la carica della polizia agli operai dell'Ast di Terni cosi' da accertare eventuali responsabilita'.

Secondo il premier serve 'abbassare i toni, evitare che su un terreno come quello di una crisi industriale si possano provocare lacerazioni o scontri'. Il vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico ha fatto sapere che il Viminale aprira' un'inchiesta per verificare le responsabilita' della carica di polizia nei confronti dei manifestanti.

Anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha telefonato al ministro dell'Interno e al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, esprimendo "preoccupazione" e chiedendo "chiarimenti" in merito a quanto successo oggi durante la manifestazione a Roma degli operai delle acciaierie Ast.
 

Intanto il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha convocato per domani alle ore 10 le organizzazioni sindacali per un esame della vertenza Ast Terni alla luce degli ultimi sviluppi. Ma le reazioni del mondo politico e sindacale ai fatti di oggi sono nette: secondo il segretario della Cisl, Luigi Angeletti si tratta di "un fatto garve e inaccettabile, per la leader della Cisl Annamaria Furlan "quello che e' accaduto e' grave e incomprensibile".

Sel chiede alla Camera le dimissioni del ministro dell'Interno. Ciccio Ferrara, componente del Copasir e presente alla manifestazione, accusa la Questura di dire "una falsita' nel ricostruire gli avvenimenti di questa mattina".

Ma a chiedere chiarezza e' anche una parte del Partito Democratico: un gruppo di deputati della sinistra Pd (Francesco Laforgia, Gianni Cuperlo, Andrea De Maria, Giuseppe Guerini, Marco Miccoli, Monica Gregori) chiede al Governo di "accertare le gravi responsabilita' che hanno reso possibili oggi atti di violenza". In una interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro degli Interni, i deputati Dem scrivono: "In piazza sfilavano persone che esercitavano pacificamente il diritto di manifestare a difesa del proprio lavoro e della propria dignita'. Chiediamo, dunque, che siano presi i dovuti provvedimenti anche affinche' questi fatti non possano ripetersi o, peggio, inasprirsi". "In casi cosi' drammatici ci puo' essere tensione. Ma i lavoratori dell'Ast vanno ascoltati, non caricati", scrive su twitter il presidente del Pd, Matteo Orfini. Critiche anche dal M5S, conLuigi Di Maio: "Renzi alla Leopolda ha detto agli operai delle acciaierie di Terni che si sarebbe impegnato di piu' per loro. Intendeva facendoli manganellare come stamattina? Tre di loro sono in ospedale". 

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Rieti, minaccia di morte due persone e ferisce un carabiniere

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RIETI – I Carabinieri della Stazione di Orvinio hanno arrestato un uomo originario della provincia di Roma, ma dimorante a Paganico Sabino (RI).

Nel primo pomeriggio di ieri la Centrale Operativa ha ricevuto una richiesta di intervento da parte di due uomini, i quali riferivano di essere stati minacciati, anche di morte, da un giovane nel corso di un alterco scaturito per futili motivi nei pressi delle sponde del lago del Turano. 

Una volta giunti sul posto, i militari hanno constatato che il giovane versava in forte stato di agitazione continuando ad inveire con veemenza nei confronti dei due uomini che avevano richiesto l’intervento, oltre che nei confronti dei carabinieri intervenuti. Mente questi ultimi tentavano di riportare alla calma il giovane, quest’ultimo ha improvvisamente estratto una baionetta che fino a quel momento aveva tenuto nascosta all’interno della manica del giaccone, inducendo quindi i militari ad immobilizzarlo per evitare che potesse nuocere anche gravemente alle altre persone presenti. Nel tentativo di divincolarsi il giovane ha ripetutamente spintonato e colpito i militari uno dei quali ha riportato lesioni, fortunatamente lievi.

Per quanto accaduto l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza di reato e sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. Al termine dell’udienza di convalida tenutasi presso il Tribunale di Rieti, è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari. 

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Palermo, mandamento mafioso Pagliarelli: arrestati due prestanome e sequestrati beni per 2 milioni e mezzo di euro

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PALERMO – Arrestati due fratelli imprenditori accusati di avere svolto le funzioni di prestanome di Giuseppe Calvaruso. A eseguire l’arresto i Carabinieri del Comando Provinciale su delega dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo in esecuzione all’ordinanza del GIP di Palermo che dispone la misura cautelare detentiva nei confronti dei due, nonché il sequestro di attività commerciali, beni e conti correnti nei confronti del presunto reggente del mandamento mafioso palermitano di Pagliarelli Giuseppe Calvaruso e di altri indagati, ritenuti responsabili, in concorso, del delitto di trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo e dalle modalità mafiose.

L’azione di oggi di contrasto al mandamento mafioso di Pagliarelli costituisce la naturale prosecuzione dell’operazione “Brevis” eseguita la scorsa domenica di Pasqua, scaturita dall’indagine coordinata da un gruppo di sostituti diretti dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, durante la quale, tra gli altri, è stato ristretto proprio il Calvaruso.

Uno dei due fratelli è rientrato in Italia la sera dello scorso lunedì 12 aprile dalla Spagna dove, a Lanzarote – nelle isole Canarie – voleva aprire una attività commerciale per la somministrazione di cibi e bevande), cui è riconducibile un noto ristorante del centro storico di Palermo.

Giuseppe Calvaruso, inoltre, mostrando ancora una volta le sue abilità imprenditoriali e notevoli capacità relazionali, progettava insieme ai due arrestati di costruire un “impero commerciale” che potesse garantire, nel futuro, ingenti entrate formalmente lecite.

Nel corso dell’operazione è stata sequestrata anche la ditta “Edil Professional”, azienda edile, secondo l’ordinanza del GIP, fittiziamente intestata a due indagati, fra cui Giovanni Caruso, anch’egli ristretto nel corso della precedente trance dell’operazione, verso cui Giuseppe Calvaruso aveva fatto convergere numerose commesse per la ristrutturazione di appartamenti e palazzi del capoluogo siciliano.

Sequestrati, infine, conti correnti riconducibili ai due imprenditori raggiunti dalla misura custodiale, attraverso i quali, in più occasioni, Calvaruso era riuscito a ricevere somme di denaro per fare fronte alle spese legate alla prenotazione di viaggi, alberghi e cene.

I beni sequestrati ammontano a circa 2 milioni e mezzo di euro.

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Rieti, positivo al Covid e destinatario di provvedimento di isolamento va in giro per la città come se nulla fosse

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RIETI – Va in giro per Rieti nonostante sia positivo al Covid-19 e destinatario di un provvedimento sanitario di isolamento presso la sua abitazione.

Una pattuglia della D.I.G.O.S. della Questura di Rieti ha individuato nel quartiere di Quattro Strade un pregiudicato reatino che usciva, in compagnia di una donna, da un locale esercizio pubblico. Gli Agenti della Polizia di Stato lo hanno sottoposto a controllo, accertando che lo stesso risultava positivo al Covid-19 e quindi destinatario di un provvedimento sanitario di isolamento presso la sua abitazione.

Invitato a far rientro presso il proprio domicilio, nel suo stato di isolamento, al fine di evitare che potesse contagiare altre persone, si è giustificato asserendo che si stava recando presso il locale Drive-in per essere sottoposto a tampone di controllo che, tuttavia, era stato prenotato per alcune ore prima.

L’uomo è stato, quindi, denunciato in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria, davanti alla quale dovrà rispondere dell’inosservanza del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per le persone risultate positive al virus COVID-19 rischiando, in caso di condanna, la pena dell’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 500 a 5000 Euro e, nel caso più grave, qualora venga configurato dall’Autorità Giudiziaria il reato di epidemia (art. 438 del C.P.), così come indicato nell’art. 452 del Codice Penale, addirittura, la pena della reclusione da 1 a 10 anni o, in caso di morte del contagiato, la pena della reclusione da 3 a 15 anni.

Analoga denuncia in stato di libertà è stata effettuata dagli Agenti del Posto di Polizia di Passo Corese nei confronti di quattro cittadini extracomunitari, un nigeriano, un afgano, un pakistano ed un marocchino, domiciliati in un appartamento del centro cittadino della frazione di Fara in Sabina, attualmente considerata “zona rossa”, tutti positivi al Covid-19 e, quindi in isolamento fiduciario.

La pattuglia della Polizia di Stato li ha sorpresi mentre, ben consci di essere positivi, hanno ospitato nella loro dimora un altro cittadino extracomunitario negativo al Covid-19, rischiando di contagiarlo.

I servizi di controlli del territorio della Polizia di Stato, predisposti per le finalità anti-COVID-19, proseguiranno senza sosta, al fine di garantire la sicurezza e la salute pubblica.

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