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Cronaca

TERNI, OMICIDIO: TERNANO CONFESSA DI AVER SPARATO ALLA TESTA ALL'AMICO ROMENO

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C'era una relazione omosessuale di vecchia data fra i due

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Redazione

Terni – La denuncia Il 28 aprile 2014 la sorella di un cittadino rumeno di 38 anni I.V. M., alcolista e già noto alla Polizia, si è presentata in Questura per denunciare la scomparsa del fratello, avvenuta una settimana prima. Ha detto che a febbraio era stato allontanato dal Territorio Nazionale con un provvedimento di espulsione dell'Ufficio Immigrazione e che sapeva che l'ultima persona che lo aveva visto era un suo amico italiano, e ne dava il numero di telefono. Qualche giorno dopo, anche il fratello dello scomparso veniva in Questura ad integrare la denuncia, confermando che anche le ricerche dei parenti in rimasti in Romania e della comunità rumena presente in Italia avevano dato esito negativo.

 

Le prime indagini

 

Nonostante il cellulare dello scomparso fosse staccato, attraverso le indagini tecniche, l'UPGeSP ha accertato che l'ultimo contatto in entrata sul suo cellulare, nella giornata del 21 aprile 2014, era alle ore 19.59 e la durata della conversazione era di 1.020 secondi; all'altro capo del telefono era l'amico italiano, A. A. di 45 anni e residente a Terni, che è stato subito sentito dalla Polizia. L'uomo ha risposto minimizzando la scomparsa, dicendo di aver sentito proprio dal fratello dell'amico di un eventuale viaggio in Germania, affermazione però non confermata da fratello che ha anzi riferito agli agenti di una relazione sentimentale omosessuale di vecchia data tra i due. Gli inquirenti hanno raccolto numerose testimonianze, dalle quali è emersa anche una relazione del 38enne rumeno con una sua connazionale sposata.

 

La relazione sentimentale

 

Dalle indagini è emerso che lo scomparso e l'amico italiano si erano conosciuti a Terni nel 1999, quando il rumeno era ancora clandestino e conviveva con una connazionale che lavorava in un locale notturno e l'altro era già sposato con due bambini piccoli. La relazione si era interrotta nel novembre del 2000, quando il rumeno era stato espulso dall'Italia con un altro nome. Si è accertato che mentre era in Romania, l'amico italiano gli inviava denaro ed era anche andato a trovarlo per trascorrere una settimana di vacanza con lui in montagna. L'italiano all'epoca sottoscrisse anche una dichiarazione di ospitalità per farlo rientrare a Terni per turismo, ma la comparazione delle impronte gli causò un'altra espulsione. Per un po' due si persero di vista, e in quegli anni il rumeno si sposò con una connazionale al suo Paese, presumibilmente solo per acquisire il cognome della moglie per di poter tornare in Italia. Nell'agosto 2012, si incontrano di nuovo a Terni e riprendono a frequentarsi assiduamente. Il ternano abbandona le proprie amicizie e trascura la famiglia, mentre il rumeno continua a nascondere la relazione anche ai famigliari. I due si ubriacano spesso, litigano, l'italiano viene visto da vari testimoni fare scenate di gelosia e litigare con chiunque offendesse il suo amico.

 

Le indagini

 

Il 14 giugno 2014, gli agenti della Squadra Mobile e dell'UPGeSP interrogano di nuovo sia l'italiano che i suoi famigliari. La moglie ammette parzialmente la relazione del marito, mentre la figlia riferisce dell'ossessione del padre per quell'uomo, ma lui dichiara di averlo visto per l'ultima volta in città, in strada, la sera del 21 aprile 2014. Alcuni testimoni però, dichiarano di averli visti andar via insieme, proprio quella sera tra le 19.30 e le 19.40, e non alle ore 20.00/20.30 come dichiarato dall'uomo, probabilmente per avvicinare l'orario a quello, comunicato agli agenti, del suo rientro a casa, cioè alle 21.00. Dai tabulati telefonici, però, spunta un sms della moglie delle ore 21.36 che gli chiede come mai non sia ancora rientrato a casa. Sempre dai tabulati telefonici, gli investigatori notano che l'uomo è stato l'unico a non cercare di contattare lo scomparso al telefono, se non in una sola occasione, il 26.4.2014.

 

La svolta

 

Questa mattina, gli agenti hanno di nuovo interrogato l'uomo, che inizialmente ha ribadito la sua versione dei fatti, cadendo sempre più spesso in contraddizione. Alla fine, sopraffatto, ha finito con il confessare. Ha detto di aver ucciso l'amico la sera stessa del 21 aprile, nel suo garage, sparandogli un colpo alla testa con la sua pistola, regolarmente detenuta e di aver gettato nel fiume Nera il suo telefono cellulare. All'alba della mattina successiva, ha caricato il corpo in macchina e lo ha abbandonato, coperto da un copridivano, in un bosco nella zona di Stroncone (TR). Nei giorni seguenti è tornato nel bosco per coprire meglio il cadavere con pietre, sacchi di terriccio, cemento e calce. E' stato proprio il 45enne ternano ad indicare il luogo al Pubblico Ministero Elisabetta Massini e agli agenti. Il cadavere, occultato come descritto dall'omicida presentava un foro di proiettile nel cranio, di ingresso all'altezza della tempia destra e di uscita sul lato sinistro.

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Passo Corese, ad aprile arriva la rotatoria: uno snodo chiave per l’arteria della via Salaria atteso da 15 anni

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PASSO CORESE (RI) – Sarà conclusa ad aprile la rotatoria di Passo Corese uno snodo chiave per lo sviluppo dell’arteria stradale della Salaria, per evitare le purtroppo note code chilometriche che avvengono soprattutto in occasione dei weekend, nel flusso di traffico di ritorno verso la Capitale.

A renderlo noto il deputato M5s Gabriele Lorenzoni che ha fatto visita al cantiere e che aveva denunciato la lentezza delle esecuzioni e le lungaggini burocratiche che caratterizzano l’opera da più di 15 anni. “Ne avevo sollecitato la realizzazione attraverso un’interpellanza urgente in Parlamento nel 2019. – Dichiara Lorenzoni – Avevo promesso, da parte mia, un aggiornamento costante sull’avanzamento dei lavori”.

L’opera più complessa riguarda l’esecuzione delle opere idrauliche atte a garantire il regolare deflusso delle acque del fosso che passa sotto la rotatoria. “Per chi viene da Rieti, – commenta ancora il deputato M5s – una piccola bretella supplementare è prevista per raggiungere l’abitato di Passo Corese senza dover immettersi nella rotatoria”.

Lorenzoni ha fatto inoltre sapere che successivamente alla conclusione della rotatoria inizieranno i lavori per un’altra rotatoria della frazione di Borgo Santa Maria, poco più avanti.

“Sulla Salaria l’attenzione deve rimanere alta – conclude Lorenzoni – affinchè si possa portare a termine quell’ammodernamento e quella messa in sicurezza che i cittadini della provincia di Rieti attendono ormai da tempo immemore”.

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Varianti Covid-19, si attende parere del Cts su situazione nelle scuole: De Luca richiude da lunedì

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Arriverà nei prossimi giorni un parere tecnico del Comitato Tecnico Scientifco sulla situazione epidemiologica nelle scuole, richiesta dai governatori alla luce della diffusione delle nuove varianti del Covid. E’ quanto emerge dalla cabina di regia che si è svolta oggi a Palazzo Chigi.

A portare all’attenzione del Governo la richiesta delle Regioni sono stati i ministri delle Autonomie e dell’Istruzione, Mariastella Gelmini e Patrizio Bianchi. Nei prossimi giorni quindi il Cts si esprimerà e darà un quadro sulla diffusione del Covid negli istituti.

Alla luce dei nuovi dati sull’andamento epidemiologico della pandemia, nelle singole Regioni si prendono provvedimenti sull’opportunità di tenere aperte o meno le scuole. Ecco le prime decisioni: 

CAMPANIA – “Da lunedì chiudiamo tutte le scuole”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in diretta Fb. De Luca ha sottolineato che soprattutto nelle scuole di Napoli si sono registrati diversi casi di variante inglese. “Prima dobbiamo completare la vaccinazione del personale scolastico e poi parleremo di riapertura”, ha aggiunto e poi”per il personale scolastico abbiamo prenotazioni al 25 febbraio per 114mila unità, ad oggi 28mila persone sono vaccinate – ha detto – di Astrazeneca abbiamo 142mila dosi a febbraio e 164mila a marzo dunque abbiamo possibilità di completare la vaccinazione del personale scolastico per marzo”. “Forse ci saranno novità, la prossima settimana, per l’approvvigionamento dei vaccini all’estero. L’acquisto all’estero avverrà avendo avendo chiari due presupposti – ha spiegato – la Campania non userà mediatori o intermediari, parliamo ad aziende ufficiali e agli Stati. In ogni caso i vaccini che saranno somministrati saranno valutati e approvati da autorità di controllo come Ema e Aifa”. 

MARCHE – Firmata oggi dal presidente della regione Marche Francesco Acquaroli un’ordinanza che dispone, a partire da domani, sabato 27 febbraio, e fino al 5 marzo (giorno di scadenza dell’attuale Dpcm), la didattica a distanza al 100% in tutte le scuole superiori delle Marche. Nelle sole province di Ancona e Macerata la stessa modalità in Dad al 100% riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie. Resta garantita, informa la Regione Marche, la possibilità di svolgere la presenza per i laboratori, gli studenti con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nel provvedimento viene disposta anche la proroga fino al 5 marzo, a scadenza dell’attuale Dpcm, delle ordinanze già in vigore, che dispongono i limiti di spostamento in entrata e in uscita nel territorio provinciale di Ancona e le restrizioni per i 20 Comuni in zona arancione dell’Anconetano. 

PUGLIA – Il Tar Puglia, con un secondo decreto depositato oggi relativo a ricorsi contro l’ultima ordinanza regionale sulla scuola, ha respinto anche una richiesta di sospensione fatta dal Codacons Lecce, come già aveva fatto poco prima per quella presentata da un gruppo di genitori baresi. Il presidente Orazio Ciliberti, oltre a ribadire tutte le motivazioni già espresse nell’altro decreto, spiega che “premesso che è reale l’esigenza di prevenire il contagio pandemico nelle scuole, la questione centrale delle scelte regionali sulla scuola può essere così semplificata: ai bambini e ai minori bisognosi di sostegno non si può chiedere di restare soli a casa a praticare la didattica digitale a distanza, viceversa tale sacrificio, sia pure in certa misura, può essere chiesto agli adolescenti; sennonché, la scelta – in ultima istanza – deve essere consentita alle famiglie dei minori e da ciò consegue che i dirigenti scolastici devono oltremodo argomentare e motivare l’eventuale diniego della didattica in presenza a chi ne faccia richiesta, consapevoli che un diniego immotivato potrebbe dar luogo a ulteriori contenziosi”. Anche in questo caso, dopo aver rigettato l’istanza cautelare, ha rinviato per la trattazione collegiale al prossimo 17 marzo.

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Milano, sgominata banda di criminali: in manette 6 persone responsabili di rapine, furti ed estorsioni

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MILANO – Questa mattina a Lodi, Sant’Angelo Lodigiano e in provincia di Torino, i Carabinieri della Compagnia di San Donato Milanese e personale della Squadra Mobile di Lodi, con il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lodi, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lodi, su richiesta della stessa Procura, nei confronti di 6 persone (3 italiani e 3 stranieri di età compresa tra i 20 ed i 26 anni) responsabili della commissione di 17 rapine, furti ed estorsioni perpetrate, tra giugno e dicembre 2020, prevalentemente ai danni di giovani viaggiatori individuati a bordo di  mezzi di trasporto o nei pressi di stazioni ferroviarie nel lodigiano e sud Milano.

Il provvedimento scaturisce dagli esiti delle convergenti indagini, poi confluite in un unico procedimento, che hanno consentito, mediante la raccolta di immagini delle telecamere di videosorveglianza ed i conseguenti riconoscimenti, di ricostruire una serie di episodi nei quali gli arrestati, dopo aver avvicinato le vittime, che si trovavano spesso isolate, a bordo dei mezzi di trasporto, forti della superiorità numerica e delle minacce si facevano consegnare denaro, gioielli e telefoni cellulari.

Per evitare poi che le vittime avvisassero le Forze dell’Ordine, spesso le seguivano per un breve tratto di strada o rimanevano a bordo del mezzo fino alla fermata successiva, continuando a minacciarle ed arrivando in alcuni casi a provocare lesioni, anche gravi, alle giovani vittime.

Gli odierni arrestati sono: T.D.A., un romeno classe 1999, già ristretto presso la Casa Circondariale di Lodi a seguito di Fermo di P.G. per una rapina commessa nel mese di Dicembre 2020 ai danni di  un ragazzo all’interno della Stazione Ferroviaria di Lodi; O. M., nigeriano classe 2000; B. D. E., italiano classe 2000; O. F. A.,  cubano classe 1995; R. L. R. e P.G. entrambi italiani classe 2000.

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