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Cronaca

Terremoto, nuova scossa nel Mugello

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Nuova scossa di terremoto nel Mugello, dove quasi una settimana fa un’altra scossa, di magnitudo 4,5, ha lesionato diversi edifici e costretto centinaia di persone a dormire fuori casa tra i comuni di Barberino, Scarperia e Borgo San Lorenzo. Alle 17.55 di oggi, sabato 14 dicembre, l’Ingv ha registrato un scossa di magnitudo 3.00, con epicentro a cinque chilometri da Barberino e a una profondità di 8 chilometri.

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Cronaca

Cingoli, litiga con i fratelli e colpisce un carabiniere

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MACERATA – Alle ore 17.00 di ieri i Carabinieri della Stazione di Cingoli in servizio perlustrativo ricevevano una richiesta di intervento da parte di un 45enne di Apiro che stava litigando con gli altri due fratelli di 42 e 57 anni.

Giunti sul posto insieme ai colleghi della Stazione di Apiro vedevano che i tre stavano animatamente litigando per la gestione di un magazzino sito in via Pianore ad Apiro, distante circa 300 metri
dal luogo ove si trovavano.

Mentre stavano cercando di tenere separati i tre contendenti, che continuavano ad urlare ed a inveire uno contro l’altro colpendosi reciprocamente con calci e pugni, il più giovane dei tre raccoglieva un bastone da terra per tirarlo contro il fratello più vecchio colpendo però viceversa uno dei militari alla mano sinistra procurandogli la lussazione di un dito; medicato al pronto soccorso dell’ospedale di Jesi ha ottenuto una prognosi di 15 giorni.
Per tale motivo l’uomo è stato arrestato per violenza a pubblico ufficiale e ristretto presso la propria abitazione agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida fissata per oggi 01 giugno.

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Cronaca

Arce, morto Guglielmo Mollicone lo stesso giorno che sua figlia è scomparsa

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Si è spento Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la studentessa di Arce (Frosinone) uccisa nei primi giorni di giugno 2001 e ritrovata in un boschetto a poca distanza dal suo paese. “Serena adesso è con il suo papà”, ha scritto un familiare sui social. L’uomo, 72 anni, lo scorso novembre era stato colpito da un infarto e da allora era ricoverato in una struttura di lungodegenza.L’Osservatore d’Italia ha avuto modo di intervistarlo, parlarci. Ha lottato vent’anni per avere giustizia per sua Serena ma purtroppo è morto prima di vedere condannati gli assassini della sua giovane figlia.

Il padre di Serena non assisterà all’epilogo delle nuove indagini sull’omicidio di sua figlia avvenuto, per uno strano scherzo del destino, il 1° giugno del 2001. Esattamente 19 anni fa Serena usciva di casa per non rientrarci mai più. Guglielmo Mollicone aveva avuto un infarto mesi fa e il suo fisico non si era più ripreso. Muore mentre la giustizia, dopo anni di indagini e colpi di scena, aveva ora imboccata una strada netta chiedendo il rinvio a giudizio del maresciallo Franco Mottola, ex comandante della
stazione dei carabinieri di Arce, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale, e dell’appuntato Francesco Suprano. Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio.

Il Covid-19 ha rallentato il processo – Era attesa per il mese di marzo la decisione da parte della procura sul processo a carico del maresciallo Franco Mottola, della moglie Anna Maria, del figlio Marco, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell’appuntato Francesco Suprano. Mottola, i suoi familiari e Quatrale sono accusati di concorso in omicidio. Per Quatrale si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, mentre l’appuntato Francesco Suprano deve rispondere di favoreggiamento.

Spinta contro una porta in caserma e uccisa – Secondo la Procura di Cassino la studentessa morì dopo essere stata spinta contro una porta dentro la caserma dei carabinieri di Arce, forse dopo un litigio con il figlio di Mottola, Marco. La ricostruzione del delitto tratteggiata dalla perizia medico-legale indicò una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata dalla 18enne. Fu inoltre accertata la “compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima e il legno della porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma”, aveva spiegato il procuratore di Cassino, Luciano d’Emmanuele.

Il corpo portato nel bosco dopo la morte – La svolta nelle indagini fu la perizia del Ris che rilevò come il corpo di Serena, ormai senza vita, fu spostato nel boschetto dell’Anitrella dove fu poi trovato con mani e piedi legati dal nastro adesivo e una busta di plastica in testa. Durante le nuove indagini, gli inquirenti hanno ascoltato 118 testi, molti dei quali scelti tra i 1.137 più volte sentiti nei diciotto anni di ricerca della verità per il delitto di Arce. La vicenda giudiziaria dell’omicidio della 18enne è stata lunga, tortuosa e segnata da episodi anche inquietanti. Due anni dopo il delitto fu arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere Carmine Belli, un carrozziere poi prosciolto nel 2006 da ogni accusa della Cassazione. Ad aggiungere mistero anche il suicidio del carabiniere Santino Tuzi che nel 2008, prima di essere ascoltato dai magistrati, si uccise sparandosi nella sua auto.

Un caso che resta avvolto dal mistero, un omicidio che potrebbe essere stato scatenato da un movente terribile: forse Serena il giorno in cui morì era andata nella caserma dei carabinieri per denunciare alcuni traffici legati alla droga. Successivamente la lite e poi la tragedia.

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Cronaca

Distanza sociale, arriva Sodar lo strumento di Google che aiuta a mantenerla

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Mantenere la corretta distanza sociale in questo particolare periodo è di fondamentale importanza, proprio per questo scopo Google ha creato uno strumento chiamato “Sodar”, che usa la realtà aumentata (AR) per disegnare intorno all’utente un confine dal raggio di due metri. Lo strumento funziona solo su smartphone Android, e solo attraverso il browser Chrome.

Per utilizzarlo basta accedere all’indirizzo sodar.withgoogle.com e accettare le condizioni d’uso. Sodar sfrutta la fotocamera posteriore dello smartphone per riprendere ciò che l’utente ha davanti a sé. Per calibrarlo è sufficiente inquadrarsi i piedi, dopo di che sullo schermo apparirà una linea bianca che delimita, con un po’ di approssimazione, i due metri di distanza. L’applicativo Sodar funziona attraverso il browser di casa, Chrome, che deve essere aggiornato all’ultima versione disponibile, dunque non si scarica (ancora) da Google Play Store come una normale applicazione.

Per ora funziona soltanto su dispositivi come smartphone e tablet Android. Sodar utilizza lo standard WebXr che Google ha implementato sul browser Chrome per Android dalla versione v79 e richiede naturalmente il permesso di accedere alla fotocamera del dispositivo. Funziona solo in modalità verticale, come mostrato nel video pubblicato su Twitter per presentare il progetto. Per provare subito l’applicativo basta recarsi sul sito ufficiale del progetto parte del programma Experiments with Google. Non funziona sempre al meglio, basta dunque calibrare la fotocamera inquadrando riferimenti come pavimenti e muri per far sì che la linea dei due metri venga finalmente visualizzata. In termini di privacy, infine, Google sottolinea che le immagini circostanti saranno visibili solo dalla persona che sta utilizzando lo strumento e non dallo stesso sito.

F.P.L.

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