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Terremoto, Renzo Piano: "L'anima dei luoghi non si può cancellare"

di Angelo Barraco

Roma – Una terra che trema ancora con scosse di terremoto di magnitudo 4.4 registrate alle 17:55 del 28 agosto, un popolo che piange le sue 290 vittime accertate finora e spera di trovare in vita, tra le i cumuli di macerie, i familiari che  oggi mancano all’appello. La paura, la speranza e la voglia di ricominciare da parte di numerosi sfollati.  Quelle costruzioni edili sono in questi giorni oggetto di numerose discussioni e dibattiti, poiché alcune di esse erano antisismiche, ma sono crollate come castelli di carta. Dinnanzi a questa immane tragedia e al copioso numero di sfollati, il pensiero viene rivolto a coloro che attualmente vivono nelle tendopoli e hanno perso tutto, si pensa alla ricostruzione delle case che si sono ripiegate su loro stesse a seguito delle scosse. Le forze politiche si stanno muovendo su tal fronte e il 28 agosto, il Premier Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese, si è recato a Genova dall’architetto Renzo Piano, per una riflessione in merito alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma. Un incontro durato circa quattro ore. Lo stimolo che avrebbe spinto Renzi nel voler incontrare l’architetto, potrebbe essere nato a seguito di un’intervista che Piano ha rilasciato al Corriere della Sera “L'anima dei luoghi non si può cancellare.
 
Chi ha subito un trauma terribile deve poter tornare a vivere dove è sempre stato. Né container, né tendopoli”. Parla di Cantiere Leggero, “Superata la prima fase, si devono prevedere abitazioni montate nella zona sismica, strutture temporanee, non definitive. Si possono fare in poco tempo case di legno a 600 euro a metro quadro. Come a Onna, in Abruzzo. Finita la ricostruzione si ricicla tutto: il terreno occupato poi torna ad essere campo di grano o pascolo” aggiungendo inoltre che la gente “vuole restare lì, per contrastare il senso di abbandono. I tempi del cantiere leggero sono più lunghi, questa è una operazione sottile, quasi omeopatica. Un rammendo, che si avvicina al mio impegno di senatore sulle periferie. Sicurezza, terremoto, dissesto idrogeologico si portano dietro una idea di fondo comune: quello di ricucire senza distruggere, la leggerezza come dimensione tecnica e umana. Bisogna ricostruire tutto dov'era e come'era. Sradicare le persone dai loro luoghi è un atto crudele. Vuol dire aggiungere sofferenza alla sofferenza” conclude con una proposta “Si facciano i bonus casa. All'Italia serve una definitiva messa in ordine: energetica, sismica, idrogeologica. Abbiamo imprese e competenze per poterlo fare”. 
 
Procede intanto la raccolta fondi per i terremotati e grazie agli sms di solidarietà inviati al 45500, sono stati raccolti circa 10 milioni di euro. In una nota  della Protezione Civile viene spiegato inoltre il sistema delle donazioni attraverso il numero “Quando si chiuderà la campagna di raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto attraverso il numero solidale 45500, si procederà all'istituzione di un Comitato dei Garanti, composto da persone di riconosciuta e indiscussa moralità e indipendenza, nominati con un decreto del Capo Dipartimento d'intesa con i Presidente delle Regioni coinvolte, con il compito di valutare le proposte delle Regioni per l'utilizzo dei fondi e di garantire la trasparenza nella gestione delle risorse stesse autorizzando il trasferimento delle risorse alle Regioni sulla base della realizzazione dei progetti”. La nota prosegue “Le somme raccolte dagli operatori telefonici (le somme donate attraverso la telefonia fissa saranno versate solo una volta che la relativa bolletta sarà saldata, mentre quelle relative a scheda prepagata possono essere di importo inferiore a 2 euro nel caso di credito insufficiente) – riporta sempre la nota – saranno versate, senza alcun ricarico, su un conto infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo l'approvazione dei progetti da parte del Comitato dei Garanti, trasferirà alle Regioni” e si conclude sottolineando che “L'attivazione del 45500 è stata possibile in base a quanto stabilito nel protocollo d'intesa tra il Dipartimento della Protezione Civile e gli operatori della telefonia e della comunicazione, che vi hanno aderito senza fini di lucro. In particolare, gli operatori aderenti all'iniziativa sono Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce, Infostrada, Fastweb, Tiscali, Twt, Cloud Italia e Uno Communication” precisando inoltre che “La grande mobilitazione della società civile attraverso il numero solidale a seguito di eventi calamitosi ha reso possibile negli anni realizzare importanti interventi di assistenza e ristoro per le popolazioni colpite. Anche in questa occasione, la sua attivazione garantirà, con la massima efficacia e trasparenza, di mettere a frutto la generosità che sempre i cittadini hanno dimostrato a seguito dei purtroppo numerosi eventi calamitosi con cui il nostro fragile territorio si è trovato a fare i conti”.