Costume e Società
Tivoli, contro la violenza sulle donne: Claudio Amendola da voce alle vittime
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8 anni faon
TIVOLI (RM) – La sala del complesso “Santuario di Ercole vincitore”, a Tivoli, era gremita per il convegno “Belle e dannati”, organizzato dall’associazione “Il laboratorio del possibile”.
La presenza delle autorità cittadine, dal sindaco Giuseppe Proietti, con gli assessori Maria Luisa Cappelli e Urbano Barberini, al comandante della locale stazione dei Carabinieri, e soprattutto la partecipazione di Claudio Amendola che ha letto alcuni brani, tratti da storie vissute di violenza familiare, hanno coinvolto molte persone, che hanno seguito partecipi l’incontro.
Magistralmente condotti dalla presidente dell’associazione, Daniela Di Camillo, hanno portato i loro contributi alcuni professionisti che collaborano con il laboratorio, che lo scorso 28 novembre ha inaugurato uno sportello d’ascolto, per offrire un servizio diretto sul territorio, un luogo che sia un riferimento per le donne che hanno bisogno di una consulenza psicologia, legale, o semplicemente per una parola amica.
Come è stato evidenziato nel corso del convegno, non bisogna attendere le violenze conclamate per lanciare un allarme, di come oltre la violenza fisica, siano gravi le violenze psicologiche. Si è parlato della violenza assistita, come un bambino che vive una situazione di violenza in casa, una volta adulto è più soggetto a vivere la violenza domestica come una situazione normale. Per questo motivo si deve intervenire nelle scuole, per crescere una generazione migliore.
Per rendere visibile il concetto della violenza, alcune ragazze hanno sfilato con abiti da sposa e un trucco che simula le ecchimosi e le escoriazioni che spesso compaiono sul volto delle vittime. Perché l’inizio è per tutti uguale, un sogno, che parte con l’abito da sposa, e che presto si trasforma in un incubo.
A Claudio Amendola abbiamo chiesto le sue impressioni riguardo l’argomento, in una video intervista esclusiva.
Silvio Rossi
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Costume e Società
Milano, concerto esclusivo di A$AP Rocky al centro città
Published
2 giorni faon
20 Gennaio 2026
Milano si prepara ad accogliere il famoso artista A$AP Rocky per un concerto unico che si terrà giovedì 10 settembre. Questa data rappresenta l’unica occasione per i fan italiani di assistere a un’esibizione dal vivo del poliedrico musicista, imprenditore e attore. L’evento è programmato per svolgersi nel cuore pulsante della città, richiamando appassionati da ogni angolo del paese.
L’amministrazione comunale di Milano ha collaborato attivamente per garantire un’organizzazione impeccabile dell’evento, che si svolgerà in una delle principali location cittadine. Sono previste misure straordinarie per la sicurezza e la viabilità, al fine di gestire al meglio l’afflusso di spettatori e minimizzare l’impatto sul traffico cittadino. I quartieri circostanti potrebbero risentire di alcune modifiche temporanee alla viabilità, con chiusure e deviazioni pianificate per garantire un flusso agevole verso il luogo del concerto.
Il Comune di Milano ha inoltre predisposto un piano di trasporto pubblico potenziato per facilitare gli spostamenti dei partecipanti, rendendo più accessibili le aree limitrofe al luogo dell’evento. Questa collaborazione tra servizi pubblici e organizzatori mira a fornire un’esperienza memorabile e sicura per tutti gli spettatori.
L’evento si configura come un’importante occasione per la città di Milano, non solo per l’attrattiva musicale ma anche per l’opportunità di dimostrare la propria capacità organizzativa in contesti di grande affluenza. I cittadini milanesi e i visitatori potranno godere di un’atmosfera unica e vibrante, mentre la città si pone al centro dell’attenzione internazionale. In futuro, simili iniziative potrebbero rafforzare l’immagine di Milano come polo culturale e musicale di rilievo.
La fotografia urbana è un campo affascinante che cattura l’essenza della vita cittadina. Con l’avvento della tecnologia moderna, i fotografi hanno più strumenti che mai per immortalare il ritmo dinamico e vibrante delle città. Le strade affollate, l’architettura imponente e le luci al neon offrono infinite opportunità creative.
Un elemento chiave nella fotografia urbana è la capacità di raccontare una storia attraverso le immagini. Che si tratti di un singolo scatto di un passante assorto nei suoi pensieri o di una serie di foto che documentano un’intera giornata in una metropoli, ogni fotografia possiede un potenziale narrativo unico.
I fotografi urbani devono sviluppare un occhio attento ai dettagli e una sensibilità per i momenti fugaci. La luce naturale gioca un ruolo cruciale, con il suo costante cambiamento che offre sfide e opportunità diverse. Scattare all’alba o al tramonto può aggiungere un’atmosfera speciale e trasformare scene ordinarie in capolavori visivi.
La composizione è un altro aspetto fondamentale. Utilizzare linee guida naturali, come strade o edifici, può aiutare a condurre l’occhio dello spettatore attraverso l’immagine. Inoltre, sperimentare con angolazioni insolite o prospettive può dare nuova vita a soggetti comuni.
Infine, la post-produzione è una fase in cui i fotografi urbani possono esprimere ulteriormente la loro creatività. Regolare il contrasto, la saturazione o applicare filtri può enfatizzare l’atmosfera desiderata e migliorare l’impatto visivo delle immagini.
La fotografia urbana non è solo un modo per documentare la vita nelle città, ma anche un mezzo per esplorare e riflettere sulla società moderna. Con la giusta combinazione di tecnica e sensibilità artistica, ogni scatto può diventare una finestra aperta su mondi straordinari nascosti nel quotidiano cittadino.
Costume e Società
Il tramonto dei supereroi: Hollywood riscopre il thriller e il dramma adulto
Published
2 settimane faon
7 Gennaio 2026
Il 2026 passerà alla storia come l’anno in cui la “bolla dei mantelli” è definitivamente scoppiata. Dopo oltre quindici anni di dominio incontrastato dei Marvel Studios e della DC, il botteghino globale sta inviando segnali inequivocabili: il pubblico è stanco. I dati del primo semestre mostrano un crollo del 40% degli incassi per i sequel dei cinecomic, mentre si registra un’impennata sorprendente per generi che Hollywood aveva quasi dimenticato: il thriller psicologico, il legal drama e il cinema di tensione a medio budget.
Questa inversione di rotta ha costretto le major a una ristrutturazione brutale dei propri listini. La Disney ha annunciato la cancellazione di tre progetti legati all’universo Marvel per concentrarsi su “storie originali e autonome”, un annuncio che fino a due anni fa sarebbe stato considerato un’eresia finanziaria. La crisi dei supereroi non è solo dovuta alla saturazione, ma anche a un cambiamento nel gusto dello spettatore post-pandemico, che sembra cercare nel cinema una maggiore connessione con la realtà, o quantomeno storie dove il rischio e la mortalità dei protagonisti siano percepiti come reali e non mediati da infiniti universi paralleli.
Il grande beneficiario di questo cambiamento è il cosiddetto “Cinema Adulto”. Titoli come il nuovo noir di Christopher Nolan e il thriller politico di Kathryn Bigelow hanno dominato le conversazioni sui social e, soprattutto, hanno generato profitti solidi grazie a costi di produzione più contenuti rispetto ai blockbuster da 300 milioni di dollari. Si sta tornando al modello degli anni Novanta, dove il potere dei nomi dei registi e degli attori (lo “star power”) conta più del brand della proprietà intellettuale. Attori come Timothée Chalamet e Zendaya stanno costruendo carriere su progetti originali, rifiutando contratti pluriennali con i franchise per mantenere il controllo creativo.
Ma c’è anche una ragione economica dietro questo ritorno al thriller: l’efficienza produttiva. In un’epoca di tassi di interesse elevati e costi del lavoro in crescita a causa dei nuovi accordi sindacali, produrre tre film da 70 milioni di dollari è diventato più sicuro che scommettere tutto su un unico “tentpole” da un quarto di miliardo. Questa diversificazione sta permettendo a Hollywood di ritrovare una salute creativa che sembrava smarrita. La sfida ora è convincere le nuove generazioni, cresciute a pane e TikTok, che una sceneggiatura ben scritta e una tensione palpabile possono essere altrettanto eccitanti di un’esplosione in CGI. Il 2026 segna dunque la fine di un’era e l’inizio di una nuova, dove l’uomo torna al centro della storia, scalzando il semidio.
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