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Cronaca

TORINO: I CAPOLAVORI DELLA SABAUDA A PALAZZO CIVICO

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Si tratta del piano espositivo, ‘La Sabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio’ che si tratterrà fino al 7 settemre

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Redaizone

Torino – La sala Marmi di Palazzo Civico ospita per alcuni mesi (fino al 7 settembre) sei capolavori provenienti dalla Galleria Sabauda. Si tratta del piano espositivo, ‘La Sabauda in tour per le città: proiezioni, esperimenti e verifiche sul territorio’, promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte – strutture statali di tutela – e realizzato in collaborazione con le amministrazioni civiche e grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

Il progetto si sviluppa su 14 centri del Piemonte dove saranno realizzate 18 mostre con 51 opere provenienti dalla Galleria: cinque a Torino, una a Palazzo Civico e 4 nei musei dello Stato (Palazzo Reale, Armeria Reale, Palazzo Carignano e Villa della Regina) e le restanti 12 in tredici grandi città del Piemonte: Alba, Alessandria, Asti, Biella, Casale Monferrato, Cuneo, Domodossola, Ivrea, Novara, Saluzzo, Varallo, Verbania e Vercelli.
“Ultimogenita di una prospettiva museologica messa a punto dalla Soprintendenza fin dal 2012 per rinforzare i rapporti tra museo e territorio – spiega Edith Gabrielli -, La Sabauda in tour garantisce la fruizione continua di alcune fra le più significative opere della Sabauda durante l’estate 2014, quando la sede del Museo, la Manica Nuova di Palazzo Reale, sarà sottoposta a una serie di lavori sulle strutture e sugli impianti, in vista dell’inaugurazione definitiva. A sua volta contribuisce a promuovere turisticamente l’intero Piemonte, andando a irrobustire una programmazione locale già ricca e soddisfacente ed è un’operazione realmente di pubblico servizio, capace di rappresentare e coinvolgere l’intera catena amministrativa e la società civile nel suo complesso e così mantenere fermi e vitali i principi della tutela territoriale integrata”. Se l’esposizione del Ritratto di Carlo Alberto di Horace Vernet nel Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale costituisce un doveroso omaggio al fondatore della Galleria, le altre mostre obbediscono invece ad alcune direttrici, frutto anche di un confronto proficuo con le singole amministrazioni. Una delle direttrici del progetto mira a stabilire dialoghi inediti, sul piano linguistico e iconografico, tra opere – o sequenze di opere – e contesti diversi da quello abituale.
Da qui nasce l’esposizione nella Sala dei Marmi di Palazzo di Città a Torino delle due terne costituite rispettivamente da van Eyck, Beato Angelico e Schiavone e da Rembrandt, Reni e Poussin.
L’ingresso alla mostra e’ gratuito con il seguente orario: lunedi’ dalle 11 alle 13, dal martedi’ al venerdi’ dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12; e’ possibile prenotare una visita guidata al numero 011/442.2244 (dal lunedi’ al venerdi’ ore 9-17.30; sabato ore 9-13).

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Cronaca

Rissa tra minorenni a colpi di machete: intervengono i Carabinieri evitando il peggio

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Una rissa tra due gruppi di giovani, alcuni dei quali minorenni, armati di mazze e persino di un machete, è stata bloccata nel tardo pomeriggio di ieri a Desio (Monza) dai carabinieri. Venti in totale i ragazzi coinvolti, sei dei quali sono stati identificati e denunciati dai militari, tra cui tre minorenni.

A far scattare l’appuntamento per lo scontro sarebbe stato un litigio nato tra due appartenenti a i due gruppi per una ragazza. A quanto emerso uno dei due gruppi di giovani è arrivato in Brianza da Cinisello Balsamo (Milano), con lo scopo di far “pagare lo sgarro”. Grazie alle telefonate dei presenti alcune pattuglie sono sopraggiunte prima che la situazione degenerasse, bloccando la piazza e identificando tutti i presenti. I sei denunciati dovranno rispondere di rissa aggravata e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. I carabinieri hanno sequestrato una mazza da baseball e un machete. I giovani provenienti da fuori Desio sono stati inoltre tutti sanzionati per il mancato rispetto della normativa anti Covid.

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Cronaca

Estradato dagli USA il killer di mafia Ferdinando Gallina, detto “Freddy”: dopo un iter durato 5 anni oggi l’arrivo all’aeroporto di Fiumicino

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Negli USA, Gallina, da personaggio di primo piano della mafia siciliana, si è avvalso di una difesa tecnica di altissimo livello che ha utilizzato ogni strumento giuridico previsto dalla legislazione americana per impedire il temuto rientro in Italia

Ferdinando Gallina, detto Freddy, classe 1977, colpito da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalità mafiosa, appartenente a “Cosa Nostra”, rientra finalmente in Italia dopo una battaglia per ottenere la sua estradizione durata quasi 5 anni.

L’arrivo oggi a Fiumicino di Gallina, scortato dagli uomini del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), è da considerare uno straordinario successo italiano perché un pericolosissimo criminale sconti in carcere le pene inflittegli: risultato reso possibile dall’implementazione degli scambi informativi, delle metodologie operative e investigative con gli Stati Uniti, fortemente sostenuta dal Prefetto Vittorio Rizzi, Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.

E’ durato, appunto, 5 anni l’iter procedurale che ha portato all’estradizione di Gallina, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Carini e killer della mafia, ritenuto il braccio destro per la Sicilia occidentale, ed in particolare per la provincia di Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo.

Gallina è stato arrestato per la prima volta nel 2008 nell’ambito dell’Indagine “Addio Pizzo” del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo. Dopo un periodo di detenzione, alla fine del 2014, era stato scarcerato e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Carini (PA), da cui si era allontanato nel gennaio del 2016 rendendosi irreperibile.

Le tracce di Gallina, seguite dagli investigatori dell’Arma dei Carabinieri, hanno portato negli Stati Uniti dove, in effetti, viene arrestato nel novembre 2020 da personale dell’FBI e dell’Immigration Custom Enforcement di New York, a cui era stato segnalato per l’irregolare presenza sul territorio statunitense, ove aveva fatto ingresso con documenti falsi dal Canada.

Nel frattempo, in Italia il G.I.P. presso il Tribunale di Palermo ha emesso nei confronti del latitante, all’esito di convergenti dichiarazioni di coimputati negli stessi procedimenti, altre tre diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalità di agevolare “Cosa Nostra”, commessi nel biennio 1999 e 2000.

Nel 2017, il Ministero della Giustizia italiano, informato dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del rintraccio di Gallina a New York, ne aveva richiesto l’estradizione in relazione alla prima ordinanza di custodia cautelare per cui era si era reso irreperibile e, successivamente, ha integrato la richiesta di arresto provvisorio a fini estradizionali anche per i due provvedimenti restrittivi emessi nei suoi confronti per gli omicidi di mafia.

Negli USA, Gallina, da personaggio di primo piano della mafia siciliana, si è avvalso di una difesa tecnica di altissimo livello che ha utilizzato ogni strumento giuridico previsto dalla legislazione americana per impedire il temuto rientro in Italia.

Nel gennaio del 2020 anche il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, che si trovava in missione a New York e Washington, ha affrontato il caso Gallina con le massime autorità locali statunitensi tra cui il Ministro della giustizia, i direttori di DEA e FBI, i due Procuratori distrettuali di New York (Manhattan e Brooklyn) e vari responsabili delle Agenzie Onu che si occupano di cooperazione internazionale in materia penale.

Con l’osservanza di tutti i protocolli sanitari previsti, personale dello SCIP è volato la scorsa settimana a New York per l’estradizione di Gallina, chiudendo il cerchio di un lavoro ininterrotto di cinque anni, anche attraverso l’esperto per la sicurezza italiana a New York che sul campo, affiancando l’FBI, ha seguito da vicino tutti gli sviluppi giudiziari e investigativi.

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Milano, portati in comunità 5 baby rapinatori

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L’ordinanza cautelare è stata eseguita questa mattina dai Carabinieri della Stazione di Solaro

SOLARO (MI) – Collocati in comunità cinque ragazzi, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di rapina pluriaggravata con armi, lesioni personali aggravate e ricettazione.

L’ordinanza della misura cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale per i minorenni di Milano su richiesta della Procura della Repubblica ed è stata eseguita questa mattina dai Carabinieri della Stazione di Solaro.

L’odierno provvedimento cautelare nasce da una querela presentata presso i carabinieri di Solaro a giugno del 2020 dalla quale emergevano già i primi incontrovertibili elementi di colpevolezza a carico dei minori ed il delineamento del loro abituale modus operandi, per giunta dagli stessi tenuto in ulteriori analoghi eventi in Solaro e nei comuni limitrofi dal 2019 al 2020.

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