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Torino, neonato colpito da Ittiosi Arlecchino: in tanti vogliono adottarlo. La solidarietà ha vinto

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È scattata una gara di solidarietà per trovare una famiglia a Giovannino, il bimbo di appena quattro mesi affetto da una rarissima e al momento incurabile patologia della pelle, la Ittiosi Arlecchino, abbandonato dai genitori all’ospedale Sant’Anna di Torino. La Casa dell’Affido del Comune, insieme al Tribunale dei minori, valuterà le richieste di affido e adozione che, in queste ore, stanno arrivando da ogni parte d’Italia.

Il piccolo – come si legge oggi sul quotidiano La Stampa – è stato concepito con una fecondazione eterologa e avrebbe già superato la fase più acuta che, per quel tipo di malattia, congenita, è quasi sempre fatale già nei primi giorni di vita.
E’ ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale, dove le infermiere se ne prendono cura. Ma l’ospedale sta cercando una struttura che possa prendersi carico del neonato, che necessita di assistenza continua, quando avrà superato i sei mesi di vita.

L’Ittiosi Arlecchino è così poco frequente – colpisce un neonato su un milione – da non essere neppure compresa nell’elenco delle malattie rare.

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Esteri

Filippine, Covid-19: il presidente ordina di sparare su chi non rispetta la quarantena

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Il presidente filippino, Rodrigo Duterte, ha ordinato alle forze di Sicurezza di sparare “a morte” a chiunque causi “problemi” nelle aree chiuse a causa della pandemia di coronavirus. Ma il capo della Polizia, Archie Gamboa, ha detto che gli agenti non lo faranno. Circa la metà dei 110 milioni di persone del Paese è attualmente in quarantena, compresi milioni in condizioni di povertà elevata, lasciati senza lavoro a causa di forti restrizioni alla circolazione. 

“I miei ordini sono alla polizia e ai militari, compresi i funzionari dei villaggi, che se ci sono problemi o sorge la situazione in cui le persone combattono e la tua vita è in pericolo, di sparare e uccidere”, ha detto Duterte in un discorso tenuto ieri sera. “Invece di causare problemi, ti manderò nella tomba”, ha proseguito, precisando che l’epidemia sta peggiorando da più di due settimane nonostante la quarantena. “Probabilmente il presidente ha dato troppa importanza all’applicazione della legge in questo momento di crisi”, ha replicato il capo della Polizia. Finora le Filippine hanno rilevato 2.311 casi di coronavirus e riportato 96 decessi, ma il Paese ha appena iniziato a intensificare i test e quindi si prevede che il numero di infezioni confermate continuerà ad aumentare.

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Emergenza Covid-19, Libanori: “Zingaretti ascolti le istanze dei Comuni della provincia”

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Il Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale Giovanni Libanori, anche Consigliere comunale nel gruppo misto presso il Comune di Nemi lancia l’appello al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti affinchè ascolti le istanze dei Comuni della Provincia.

“In questo momento di emergenza Nazionale in cui il virus COVID-19 sta mettendo a dura prova la nostra quotidianità e la difficoltà di vivere vicino ai nostri cari, l’Amministrazione Comunale di Nemi e molte altre realtà locali delle Provincia di Roma stanno facendo ogni cosa per starvi vicino. – Dichiara Giovanni Libanori Consigliere della Città Metropolitana di Roma Capitale – La Regione Lazio – prosegue Libanori – del Presidente Zingaretti ascolti le istanze dei Comuni della Provincia lasciati troppo soli. La settimana scorsa siamo riusciti ad acquistare, dopo una faticosa ricerca e varie trattative con aziende della Cina, le introvabili mascherine FFP2 /KN95  ad un prezzo di €5,62 l’una ed abbiamo deciso di fornirne una ad ogni famiglia di Nemi, in modo che la persona designata a fare la spesa, possa indossarla ed uscire nella massima sicurezza possibile. Se si governa avendo come obiettivo la tutela dei cittadini e del territorio si affronta qualsiasi ostacolo, ma adesso quella messa in isolamento è la burocrazia a partire dai fondi della Regione Lazio  e della Città Metropolitana di Roma Capitale destinati a Comuni”.

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Coronavirus, malati sviluppano anticorpi grazie al plasma dei guariti

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Alcuni malati hanno già ricevuto il plasma di pazienti guariti dal Coronavirus che quindi hanno sviluppato gli anticorpi: è così entrata nel vivo al Policlinico di Pavia la sperimentazione della plasmaterapia, Il protocollo è stato predisposto dal servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale del San Matteo, in collaborazione con altre strutture come l’Ats di Mantova. I primi due a donare sono stati i medici di Pieve Porto Morone (Pavia), marito e moglie, primi casi di contagio da Covid-19 in provincia di Pavia. 

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