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Cronaca

Tragedia a Bologna, due ragazzini di 11 e 14 anni precipitano dall’ottavo piano: morti

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Due ragazzini sono morti dopo essere precipitati dall’ottavo piano di un palazzo della periferia di Bologna, via Quirino di Marzio. Si tratta di un 14enne e un 11enne: due fratelli, appartenenti a una famiglia di origine africana che vive da tempo in Italia.

Il padre è stato portato in Questura per accertamenti. Al momento non è ancora chiara la sua posizione in relazione alla tragedia: i due figli sono caduti dall’ottavo piano, intorno alle 10. Il 118 ha tentato invano di rianimare i ragazzi. Prosegue intanto il sopralluogo della polizia scientifica e della squadra mobile.

Al momento non si conoscono le cause di quello che è successo. 

Secondo quanto si apprende, la Polizia sta sentendo diversi testimoni. Non è chiaro se i genitori fossero o meno in casa quando sono caduti. Sul posto sono arrivati anche il presidente del quartiere Reno Vincenzo Naldi e rappresentanti dei servizi sociali del Comune.

Il racconto dei testimoni. Quando è arrivato il personale sanitario, racconta un testimone, sono iniziate le manovre per rianimare i due ragazzini. “Ma poi gli infermieri si sono messi le mani nei capelli”. I due cadaveri sono stati notati da diverse persone che abitano nei condomini delle vicinanze. Il luogo della tragedia è una sorta di cortile interno, una rientranza di via Di Marzio che conduce a vari numeri civici dei palazzoni di questa zona popolare della periferia ovest del capoluogo emiliano. Nell’area diversi agenti della Polizia

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Violenza sessuale di gruppo: Grillo jr. e i suoi tre amici scelgono il rito ordinario

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I 4 rischiano pene fino a 12 anni di galera

Sceglieranno il rito ordinario in caso di rinvio a giudizio Ciro Grillo e i suoi tre amici accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese il 17 luglio 2018 nella casa di Beppe Grillo. La decisione verrà comunicata nelle prossime ore al giudice dell’udienza preliminare di Tempio Pausania.

La notizia è stata appresa dall’ANSA da fonti vicine ai ragazzi. Rischiano pene fino a 12 anni. I legali dei quattro (Enrico Grillo, Romano Raimondo, Gennaro Velle, Ernesto Monteverde, Alessandro Vaccaro e Mariano Mameli) hanno preso la decisione dopo diverse riunioni visto che in due avrebbero preferito il rito abbreviato. 

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Marsala, bambine uccise dal mostro: dopo 50anni avviata la procedura per l’intitolazione di un luogo

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MARSALA (TP) – L’Amministrazione comunale di Marsala guidata dal sindaco Massimo Grillo ha avviato la procedura per individuare e intitolare un luogo pubblico a Ninfa e Virginia Marchese e ad Antonella Valenti, vittime del cosiddetto “mostro di Marsala”.

Rapite il 21 Ottobre 1971 e poi ritrovate morte

Era il 21 ottobre del 1971 quando a Marsala scomparvero tre bambine: Virginia Marchese di nove anni, sua sorella Ninfa di sette e l’amica Antonella Valenti di undici anni. Il corpo di Antonella Valenti venne ritrovato il giorno 26 ottobre, mentre i corpi delle sorelle Marchese vennero ritrovati il 10 novembre.

Nel 1979 la cassazione ha riconosciuto colpevole del triplice omicidio e condannato alla pena di 29 anni Michele Vinci, zio di Antonella. La ricostruzione dei fatti emersa in ambito processuale fu molto dibattuta e il caso venne riaperto da Paolo Borsellino nel 1989, ma di nuovo chiuso per mancanza di ulteriori prove.

La ricostruzione dei fatti

Le tre bambine escono di casa insieme il 21 ottobre 1971 per accompagnare a scuola Liliana, sorella di Antonella; percorrono circa duecentocinquanta metri per giungere all’istituto elementare e, dopo aver visto la bambina entrare in aula, si avviano di nuovo verso casa senza però mai giungervi.

La famiglia Valenti è da poco emigrata in Germania per lavoro e la bambina vive con il nonno Vito Impiccichè che, non vedendola tornare da scuola con le sue amiche, decide di avvertire i carabinieri. Le prime ricerche si concentrano soprattutto nelle vaste campagne marsalesi, spingendosi fino ai territori vicini di Castelvetrano, Mazara del Vallo e Campobello; partecipano al pattugliamento del territorio più di duecentocinquanta volontari.

“Nel ricordare con tanta tristezza quel brutale assassinio di 50anni fa, una tragica pagina che ha sconvolto l’Italia intera, vogliamo istituzionalmente conservare la memoria di quelle giovanissime vite spezzate, afferma l’assessore Antonella Coppola. A loro, finalmente, dedicheremo un sito della nostra città”. Va detto, infatti, che risale al 2008 l’avvio di una procedura di intitolazione alle tre bambine, poi non portata a termine. Stamani, accolta prontamente la richiesta dell’Amministrazione – tramite il senatore Pietro Pizzo – di trattare l’intitolazione nella prossima seduta della Commissione Toponomastica, è stato personalmente il sindaco Massimo Grillo a preannunciare alla famiglia Marchese la volontà dell’Amministrazione.

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Palermo, falso nei bilanci comunali: indagato il sindaco Leoluca Orlando

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Oltre al primo cittadino indagati anche 23 fra ex assessori, dirigenti e capi area comunali

PALERMO – Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e 23 fra ex assessori, dirigenti e capi area comunali sono indagati per falso nei bilanci comunali. Secondo quanto scrive il quotidiano La Repubblica, tutti hanno avuto notificato un avviso di conclusione indagini; l’accusa contestata dalla procura di Palermo è “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico”.

Le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, avrebbero accertato numerose irregolarità nei bilanci di quattro anni, dal 2016 al 2019. 

Il sindaco Leoluca Orlando dice: “Ho avuto comunicazione dell’avviso di un’indagine, esaminerò gli atti depositati dalla Procura della Repubblica e per fare massima chiarezza attendo di essere ascoltato dai magistrati titolari delle indagini sul merito e sulle competenze in una materia, peraltro, particolarmente tecnica”.

Le indagini sono state condotte dai sostituti procuratori Andrea Fusco, Giulia Beux e dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. Scrivono i magistrati nel provvedimento: “I pubblici ufficiali sottoscrivevano e inviavano all’ufficio Ragioneria generale delle schede di previsione di entrate sovrastimate (tenuto conto dei dati – a loro noti – degli effettivi accertamenti delle entrate nelle annualità precedenti) così inducendo in errore il consiglio comunale di Palermo sulla verità dell’atto, determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione”. Un capitolo delle accuse riguarda i bilanci di previsione, un altro i rendiconti di gestione. A Orlando viene contestata anche una direttiva del 18 giugno 2018 “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso… esposto dati falsi ed in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali”. Il riferimento è ai debiti del Comune verso l’Amat (la società che gestisce il trasporto pubblico in città ndr): sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197 mila euro, per l’anno 2016, a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa pari a 8 milioni 890 mila euro”. 

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