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Cronaca

Tragedia a Setteville di Guidonia: un’auto investe tre persone. Un morto e due feriti

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Travolti da un auto mentre attraversavano la strada dopo essere scesi dall’autobus a Setteville di Guidonia per tornare a casa. Tre investiti, un morto e due ferite in via di Marco Simone. Un uomo di 64 anni è morto sul colpo e una donna di trentacinque anni e la figlia adolescente sono state trasportate all’ospedale di Tivoli in codice giallo. 
Il conducente della macchina, quarant’anni, è in ospedale sotto choc. L’incidente è avvenuto alle 20 circa. Il bus Atac dalla Tiburtina svolta per via di Marco Simone. Appena riparte il mezzo i tre vengono investiti. L’auto, un pick up Great Wall, procedeva in direzione della rotatoria della provinciale 28 bis. Sul posto sono intervenute le ambulanze. Inutile ogni tentativo di soccorso per l’uomo che è deceduto subito.

Lì non c’è adeguata illuminazione, le strisce pedonali sono sbiadite perché è una “terra di confine” tra Roma e Guidonia e c’è un continuo rimpallo di competenze tra i due Comuni. Sul posto, per i rilievi del caso sono intervenuti gli uomini della polizia municipale di Roma Capitale, prima quelli del gruppo Tiburtino e poi anche quelli di Nomentano e Torri.

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Cronaca

Processo Ruby, muore test chiave: “Mix di sostanze radioattive” per la modella marocchina Imane Fadil”

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La Procura di Milano indaga per omicidio volontario per la morte di Imane Fadil, la modella marocchina teste chiave nel processo Ruby. La donna è morta per un “mix di sostanze radioattive”, secondo quanto emerso dagli esami tossicologici. 

Fadil, 34 anni, testimone chiave dell’accusa nei processi sul caso Ruby, è deceduta lo scorso primo marzo all’Humanitas dove era ricoverata da fine gennaio scorso. Lo ha riferito il procuratore di Milano Francesco Greco, spiegando anche che la giovane aveva detto ai suoi familiari e avvocati che temeva di essere stata avvelenata. Sul corpo è stata disposta l’autopsia.

Fadil è morta dopo “un mese di agonia”, hanno riferito in Procura a Milano, dove si indaga per omicidio volontario sulla sua morte. Secondo le indagini, la modella marocchina, ricoverata il 29 gennaio prima in terapia intensiva e poi rianimazione, è stata vigile fino all’ultimo, nonostante i forti dolori e il “cedimento progressivo degli organi”.

“Al decesso della paziente, il 1 marzo scorso, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica e della salma. Il 6 marzo, Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti, lo ha prontamente comunicato agli inquirenti”. Lo spiega l’Humanitas di Rozzano dove era ricoverata Imane Fadil, teste chiave del caso Ruby. L’ospedale “ha messo in campo ogni intervento clinico possibile per la cura e l’assistenza” della giovane. Il procuratore di Milano Francesco Greco, dando oggi la notizia ai cronisti della morte di Fadil e delle indagini per omicidio volontario per un sospetto avvelenamento, ha spiegato che mai nelle settimane in cui la ragazza era ricoverata e nemmeno il giorno della morte, l’ospedale aveva comunicato alcunché alla magistratura, sebbene non fossero state individuate le cause della morte e non ci fosse una diagnosi certa sul decesso. Con una nota l’ospedale Humanitas ha voluto precisare che “la paziente è stata ricoverata lo scorso 29 gennaio in condizioni cliniche molto gravi. È stata presa in carico da una équipe multidisciplinare che ha messo in campo ogni intervento clinico possibile per la cura e l’assistenza della paziente, compresi tutti gli approfondimenti diagnostici richiesti dai curanti”. Al decesso della paziente, si legge ancora nel comunicato, “il 1 marzo scorso, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica e della salma. Il 6 marzo, Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti, lo ha prontamente comunicato agli inquirenti”. Per rispetto della privacy e dell’indagine in corso, “Humanitas non rilascerà ulteriori commenti su nessun aspetto di questa vicenda”.

 

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Cronaca

Cori, al via la rivoluzione digitale… grazie all’aiuto degli studenti del Marconi di Latina

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L’Italia è al terzultimo posto nella classifica Europea del Digital Economy and Society Index, che analizza la connettività, il capitale umano, l’uso di internet, l’integrazione degli strumenti digitali in ambito aziendale e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. E i dati legati alla P.A. sono quelli che, per lo più, abbassano il rating. Nella Regione Lazio solo il 30% di tutte le amministrazioni ha intrapreso processi di digitalizzazione strutturati e complessi.

È in questo scenario che il Comune di Cori lancia un progetto di digitalizzazione dei propri uffici. “Sarà un lavoro di lungo respiro, ma imprescindibile se vogliamo una macchina amministrativa più efficiente e più trasparente a beneficio sia dell’Ente e dei suoi operatori, e, soprattutto, dei cittadini che potranno contare su servizi più celeri”, dice il Sindaco Mauro De Lillis.

Il progetto prenderà il via a cominciare dalle aree dello Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) e dello Sportello Unico per le Attività Agricole (SUAA), andando a implementare il sistema di acquisizione e gestione dei corrispondenti procedimenti amministrativi già avviati con l’introduzione (obbligatoria) dei flussi telematici attraverso la piattaforma www.ImpresaInUnGiorno.gov.it.

L’obiettivo, dunque, è riuscire a migliorare il rapporto con i cittadini in termini di fornitura di servizi e di qualità dell’interlocuzione con la pubblica amministrazioneriducendo i tempi e i costi di gestione delle pratiche, semplificando le modalità di accesso e di scambio dei documenti, razionalizzando gli spazi d’archivio grazie alla riduzione del cartaceo e facilitando, infine, la tracciabilità degli atti. La digitalizzazione dei processi e dei procedimenti consentirà, inoltre, la strutturazione di un sistema univoco di archiviazione digitale delle pratiche SUAP e SUAA, con il recupero anche di quelle cartacee esistenti, e la costruzione di data base che consentiranno la sistematizzazione e l’elaborazione delle informazioni. Si tratta di un passo propedeutico per un moderno controllo di gestione e per la pianificazione delle strategie dell’Ente nei diversi settori produttivi.

Ulteriore novità è che, in questa fase, ci si avvarrà del contributo degli studenti dell’IISS ‘Guglielmo Marconi’ di Latina attraverso un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro coordinato dai loro docenti.

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Castelli Romani

Genzano, Lorenzon punta sul mercato coperto

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La Giunta Lorenzon oggi ha approvato un’importante delibera per la valorizzazione del mercato coperto di Genzano di Roma in piazza della Repubblica.

L’indirizzo assunto dall’Amministrazione prevede il supporto alla vendita diretta degli agricoltori del territorio, per la promozione dei prodotti agricoli ed alimentari di provenienza locale fermo restando la priorità per gli operatori già insediati. Si intende altresì incentivare l’apertura domenicale e festiva, in occasione di eventi organizzati dal Comune così da vitalizzare tutta l’area promuovendo nel sito anche specifiche manifestazioni e attività culturali, didattiche e dimostrative.

Gli aspetti operativi dell’iniziativa saranno definiti con un processo partecipativo con le organizzazioni agricole e le imprese di possibile interesse ai fini di addivenire ad un apposito disciplinare e all’aggiornamento del regolamento attuale.

L’iniziativa assunta dalla Giunta attua così le linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione comunale per la valorizzazione delle attività produttive locali nell’ambito di un disegno complessivo volto allo sviluppo sostenibile del territorio.

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