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Cronaca

Trasporto scolastico nel caos tra Canale Monterano e Bassano Romano: studenti lasciati a terra, Califano (Pd) interroga la Regione Lazio

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Decine di studenti costretti ogni mattina a rimanere a terra, nonostante un regolare abbonamento Cotral

È la situazione, ormai cronica, che coinvolge gli alunni dei Comuni di Canale Monterano, Oriolo Romano e Bassano Romano, denunciata da settimane da genitori e istituti scolastici del territorio. A portare la questione in Consiglio regionale è la consigliera del Partito Democratico Michela Califano, che ha presentato un’interrogazione rivolta al presidente della Regione e all’assessore ai Trasporti per chiedere «quali misure immediate si intendano adottare per garantire a tutti gli studenti la possibilità di raggiungere la scuola con corse sufficienti e mezzi adeguati».

Il documento, depositato nei giorni scorsi, accende i riflettori su un problema che si trascina dall’inizio dell’anno scolastico: «Le corse mattutine risultano sistematicamente sovraffollate – si legge – con mezzi saturi già al loro arrivo nelle fermate intermedie. Oltre trenta studenti, pur in possesso di regolare abbonamento, restano quotidianamente a terra e non riescono a raggiungere in orario il proprio istituto».

Un quadro che, secondo Califano, «compromette la regolare frequenza scolastica e rappresenta una violazione del diritto allo studio». La consigliera dem punta il dito contro Cotral S.p.A., società regionale che gestisce il trasporto pubblico extraurbano, accusata di basare le proprie valutazioni “su dati teorici” relativi agli abbonamenti e non sulla reale domanda quotidiana.

Cotral, da parte sua, avrebbe dichiarato che il numero delle corse è “idoneo” rispetto alle richieste registrate. Tuttavia, le testimonianze delle famiglie e le segnalazioni degli istituti scolastici raccontano un’altra realtà: studenti stipati nei bus, fermate dove gli autisti non possono far salire altri passeggeri per motivi di sicurezza, e genitori costretti a organizzare passaggi in auto o ad accompagnare personalmente i figli, con pesanti ripercussioni logistiche e lavorative.

«È inaccettabile – commenta Califano – che nel 2025 la Regione Lazio non riesca a garantire un servizio pubblico essenziale come il trasporto scolastico. Soprattutto nelle aree periferiche, dove non esistono alternative, il diritto allo studio non può dipendere dalla fortuna di trovare posto su un autobus».

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L’interrogazione porta nuovamente al centro del dibattito politico regionale il tema della gestione del trasporto pubblico, già oggetto di critiche per ritardi, inefficienze e carenze di personale. La competenza, infatti, ricade direttamente sulla Regione, che attraverso Cotral programma e finanzia i collegamenti extraurbani. Negli ultimi mesi l’azienda ha annunciato investimenti in nuovi mezzi e un piano di riorganizzazione delle corse, ma per molte aree del Lazio la situazione resta precaria.

Nel caso specifico del comprensorio tra Canale Monterano, Oriolo Romano e Bassano Romano, il problema non sembra legato a guasti o mancanza di mezzi, ma a una sottostima strutturale della domanda studentesca. «Le analisi condotte da Cotral – denuncia Califano – non rispecchiano la realtà effettiva. È urgente intervenire per ristabilire condizioni minime di accessibilità e certezza per gli studenti pendolari».

La consigliera ha chiesto un intervento immediato della Regione, almeno in via temporanea, con l’aggiunta di corse straordinarie o il potenziamento dei mezzi nelle fasce orarie critiche. «La scuola non può essere un percorso a ostacoli», conclude.

La vicenda ha riacceso anche il confronto politico più ampio sulla gestione del trasporto pubblico regionale. Diverse opposizioni in Consiglio chiedono alla giunta di Francesco Rocca di affrontare in modo strutturale il tema della mobilità scolastica nelle aree interne e rurali, troppo spesso escluse dai grandi piani di investimento concentrati sulle aree metropolitane.

Nel frattempo, mentre si attendono risposte dall’amministrazione regionale, gli studenti della tratta Canale Monterano–Bassano Romano continueranno a fare i conti, ogni mattina, con corse piene, fermate affollate e la paura di restare ancora una volta a terra. Un disagio quotidiano che, più di mille parole, racconta la distanza crescente tra i proclami istituzionali sul diritto allo studio e la realtà vissuta dai giovani pendolari del Lazio.

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