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Trevignano Romano, uccide la madre e la vicina di casa

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TREVIGNANO ROMANO (RM) – Duplice omicidio a Trevignano Romano la cittadina a nord di Roma dove un 34enne Andrea Bocchini ha ucciso la madre e la vicina di casa.

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Costume e Società

Velletri, parte il countdown per il centenario dalla nascita di Ugo Tognazzi

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Un ricco calendario di iniziative per celebrare uno dei più grandi interpreti della commedia italiana

VELLETRI (RM) – Parte da Velletri il countdown che porterà ai festeggiamenti per il centesimo anniversario della nascita di Ugo Tognazzi. Qui, dove l’indimenticabile attore di “Amici miei” e “I mostri” visse per oltre trent’anni con sua moglie l’attrice Franca Bettoja, si svolgerà, sino a dicembre 2021, “UgoMania – Velletri per Ugo”: un ricco calendario di iniziative per celebrare uno dei più grandi interpreti della commedia italiana, in preparazione del grande evento per i suoi cento anni, che cadrà il 23 marzo 2022.

LA MOSTRA

La Città di Velletri, che ha già intitolato alla sua memoria un teatro e un istituto professionale alberghiero, dedica all’artista un sentito omaggio lungo oltre tre mesi. Si parte con la mostra fotografica “Ugo e Velletri” che resterà visibile sino a dicembre 2021. Costituita da 25 scatti privati dell’attore, potrà essere ammirata nelle vetrine dei negozi del centro storico, tra via Cannetoli e via Alfonso Alfonsi, in collaborazione con i commercianti del quartiere.

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA

Si svolgerà invece, da sabato 30 ottobre a lunedì 1 novembre, presso il Multiplex Augustus, la maratona cinematografica “Ugomania”, che proporrà alcuni dei più grandi successi dell’attore. Durante la rassegna sarà anche presentato il libro “Ugo, la vita, gli amori e gli scherzi di un papà di salvataggio”, scritto dai figli Ricky, Gianmarco, Maria Sole Tognazzi e Thomas Robsahm, pubblicato da Rai Libri.

LA VISITA GUIDATA CON GIANMARCO E IL CONTEST CULINARIO

Sono in programma sempre a Velletri, nel mese di novembre (date da definirsi), una visita guidata presso la Casa Museo di Ugo Tognazzi in compagnia del figlio Gianmarco Tognazzi, e il contest culinario “Un cuoco prestato al cinema”, per ricordare le ricette di Ugo con il coinvolgimento diretto degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Velletri, che rivisiteranno alcune delle sue ricette più famose.

LA SERATA FINALE

La kermesse si concluderà con una serata speciale presso il Teatro Tognazzi, l’unico a lui dedicato in Italia, alla presenza dei figli Ricky, Gianmarco e Maria Sole Tognazzi e delle Amministrazioni Comunali di Velletri e Pomezia, gemellate nel nome di Ugo. Saranno proiettati per l’occasione “Il meglio di Ugomania”, video conclusivo che raccoglierà i momenti topici del festival, e il documentario “Ugo e gli amici di Velletri”. Dopo aver annunciato le principali iniziative previste per il centenario e dopo aver premiato i vincitori del contest culinario “Un cuoco prestato al cinema”, la serata terminerà con la proiezione del film documentario “Ritratto di mio padre”, con la regia di Maria Sole Tognazzi.

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Costume e Società

Caserta, rinasce il nettare regale da un ettaro reale

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Maffei: “L’antica vigna borbonica torna a vivere grazie a questo ambizioso progetto di cui vedremo e assaporeremo presto i frutti”

«I vini di questa contrada sono eccellenti così bianchi come rossi, e sono de’ migliori del Regno, così per loro qualità, e natura, come per la grata sensazione che risvegliano nel palato. Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi ne’ pranzi». Così i Re Borboni di Napoli, tra i monarchi più importanti d’Europa, descrissero il vino Pallagrello, della vite omonima, che fecero impiantare nei giardini della Reggia di Caserta, nel Bosco di San Silvestro, per poterlo produrre direttamente nelle «Reali Delizie». Tanto era la loro passione per il vino, che vollero nel vitigno reale proprio il Pallagrello bianco e nero, come è conosciuto oggi. E se aveva degli ospiti prestigiosi, per fare bella figura, il re Ferdinando IV, gli donava proprio il Pallagrello, il dono più pregiato: il vino della «Vigna del Re». Caduto il Regno, morti i Re, la vigna della Reggia di Caserta nel Bosco di San Silvestro morì. Abbandonata dagli uomini e dal cielo.

Circa quattro anni fa la Reggia di Caserta, provando a far rivivere il monumento non solo come gigantesco museo, ma come palazzo vivente, riscoprì l’esistenza della Vigna della Reggia nel bosco di San Silvestro, accanto a quella più coreografica e nota del Ventaglio, e immediatamente provò a farla rivivere affidandola a un concessionario esterno, viticultore di qualità. Fu l’allora direttore, Mauro Felicori, a decidere che la Reggia doveva rivivere in tutte le sue funzioni, «ritornare a essere una casa vivente». La sfida era epocale. La Reggia di Caserta, diretta da Tiziana Maffei, è patrimonio dell’umanità, inserita nella lista tutelata dall’Unesco e le esperienze di vitigni in monumenti patrimonio Unesco si contano sulle dita di una sola mano. Quindi la scommessa della rinascita della Vigna della Reggia nel bosco di San Silvestro era una sfida culturale e sociale, ma anche burocratica. Una rivoluzione nei costumi della pubblica amministrazione che non doveva più conservare o al massimo tutelare, quando capitava, ma anche produrre.

«L’antica vigna borbonica torna a vivere grazie a questo ambizioso progetto di cui vedremo e assaporeremo presto i frutti – spiega il direttore Maffei – La Reggia di Caserta, nata come massima rappresentazione di prestigio del nuovo regno di Carlo di Borbone, completata nella sua struttura dal Bosco di San Silvestro, così come molti dei siti reali borbonici è stata concepita come parte di un articolato sistema produttivo territoriale. Niente è stato lasciato al caso e la magnificenza di questo patrimonio culturale, storico e artistico è resa ancora più grande dal valore concreto che nel quotidiano aveva per la famiglia reale ma anche per tutti coloro che vivevano in questo territorio. Uno degli obiettivi del complesso vanvitelliano è riconoscere questa importante eredità e valorizzarla, dando spazio alle possibilità creatrici insite in questi fertili luoghi, nello spirito proprio del museo contemporaneo che riconosce le potenzialità di un istituto sempre più al servizio della società e del suo sviluppo sostenibile».

La sfida in pratica, dopo quattro anni, è stata vinta. Il concessionario, l’azienda vinicola «Tenuta Fontana», con sede nel paesino di Pietrelcina, nel Sannio, la patria di Padre Pio, ha riscoperto, piantato, curato amorevolmente, ogni giorno, la vite di Pallagrello, l’antico Piedimonte, e la vite pian piano è rinata. Divenendo uva di cui, dal 25 settembre scorso settembre è cominciata per la prima volta la vendemmia, con una cerimonia in loco, alla presenza di autorità, esperti, giornalisti italiani ed esteri. Si è trattata di una sfida incredibile per l’azienda e per la Reggia, come hanno sottolineato Mariapia Fontana e Tiziana Maffei ma il Palazzo Reale di Caserta, l’unico al mondo ad affrontare questa avventura, ha vinto come ha vinto l’impegno e la caparbietà di Tenuta Fontana.

La vigna originaria era quella che serviva le tavole e la cantina reale e aveva un’estensione di circa cinque ettari, giusto di fronte alla Casina di San Silvestro, nel bosco omonimo. L’altra vigna reale conosciuta era quella del Ventaglio – chiamata così perché erano vigneti di uva diversa, in una vigna a forma di ventaglio – che aveva un valore più di rappresentanza, coreografico/monumentale. Nei secoli il bosco ha assorbito molto di questa estensione ed è rimasto solo un ettaro di terreno libero, proprio di fronte al cancello d’ingresso della Casina. Ed è proprio quell’ettaro che è stato affidato a Tenuta Fontana, che l’ha ripulito e rilanciato. «La previsione è di un migliaio di bottiglie prodotte, nella migliore delle ipotesi – spiegano Mariapia e Antonio Fontana – Sarebbe già una grande conquista. Ma il nostro obiettivo principale era far rinascere la Vigna. E ci siamo riusciti. Siamo consci di quanto conti questo traguardo». Ad aiutarli, nel lavoro attento e difficile di rinascita della Vigna borbonica, due dei migliori professionisti sulla piazza nazionale: l’enologo fiorentino Francesco Bartoletti; e l’agronomo livornese Stefano Bartolomei. Prima di loro ci avevano provato in un sito Unesco, a ricreare un’antica vigna, nella mitica città romana sepolta dal Vesuvio: Pompei. Un primo concreto passo per far rivivere le reali delizie dei Re di Napoli.

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Castelli Romani

Velletri, “Tutti giù in cantina”, torna il Festival della Cultura del Vino

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Banchi d’assaggio e spettacoli dall’1 al 3 ottobre

VELLETRI (RM) – Appuntamento a Velletri nella sede CREA Viticoltura Enologia di via Cantina Sperimentale per una tre giorni all’insegna delle eccellenze enogastronomiche di tutta Italia. Banchi d’assaggio gestiti dai sommelier della Fisar Roma e Castelli Romani, spazio food, tavole rotonde e spettacoli musicali riempiranno il programma dalle 17 alle 24

Edizione speciale quella in programma il fine settimana dall’1 al 3 ottobre di “Tutti giù in Cantina”, il Festival della Cultura del Vino di Velletri organizzato come sempre dall’associazione Idee in Fermento e dal CREA, quest’anno in collaborazione con la Regione Lazio.

La “Autumn Edition” si svolgerà ancora nella storica sede dell’istituto di ricerca in via Cantina Sperimentale con il consueto mix di eventi ad accesso libero dedicati alla cultura del vino, agli spettacoli, all’editoria e all’artigianato (e DJ set il sabato sera), affiancati da banchi di degustazione con i migliori vini d’Italia dei quali si potrà fruire con la tracollina e il bicchiere forniti sul posto dietro acquisto di un ticket.

Tre pomeriggi, dalle 17 alle 24 (fino alle 23 la domenica), in compagnia di attori e autori di calibro nazionale, e il supporto dei sommelier della Fisar Roma e Castelli Romani per quanto riguarda le degustazioni dei vini selezionati. Presente anche una area food attrezzata per intervallare i momenti culturali e di degustazione con un adeguato supporto gastronomico. Si torna dunque a fare eventi, sperando di “lanciare” una nuova stagione di partecipazione cittadina, pur nel pieno rispetto delle normative e quindi con l’obbligo di esibire il green pass all’ingresso della struttura. Non c’è bisogno di prenotare, per tutte le informazioni aggiuntive si possono consultare il sito degli organizzatori, www.ideeinfermento.it, e i relativi canali Social. L’ingresso e la fruizione di tutta l’offerta culturale (mostre, convegni, tavole rotonde) sono assolutamente gratuiti.

IL PROGRAMMA

VENERDÌ 1° OTTOBRE

17.00 Apertura ufficiale manifestazione in presenza delle Autorità. Apertura banchi di assaggio, mostra fotografica “Le grotte del vino”, a cura di Riccardo Salvatelli.

17.30 “I grandi vini del Lazio”. Degustazione guidata di alcune delle eccellenze enologiche laziali.

18.30 Storie di una città che non si arrese. Conferenza stampa di presentazione del progetto dell’Associazione culturale Memoria ‘900.

19.15 Vini di luce. Degustazione verticale di Gewurztraminer dell’azienda Kurtatsck dell’Alto Adige.

20.00 Dialoghi con Trilussa. Spettacolo teatrale Teatro Potlach con Daniela Regnoli, regia Pino di Buduo.

21.45 BRIZA Live Concert. Madalena, Stefano Nencha, Alessandro Marzi, Stefano Nunzi.

22.30 Vino lento. Degustazione guidata vini e sigari. In collaborazione con MOSI Moderno Opificio del Sigaro italiano.

SABATO 2 OTTOBRE

17.00 Apertura manifestazione.

17.15 La riscoperta dei vitigni minori e la tutela della biodiversità viticola. A cura del CREA Viticoltura Enologia

18.30 Vino e giovani. Tavola rotonda su consumo di vino e millennials.

19.15 I grandi spumanti di montagna di Spagnolli. Degustazione verticale dei grandi blanc de noir dell’Az. Spagnolli.

20.00 (Quale) Inferno Instrumental. Spettacolo teatrale di e con Marica Mastromarino. Violoncello Davide Maria Viola. Assistenza di Elisa Buttà.

21.00 Vini di sole. Focus sul Grillo. Con Lorenza Scianna, enologa, Az. Fondo Antico.

22.00 DJ Set con DJ Fabio D, voice Adriano Rossi

DOMENICA 3 OTTOBRE

17.00 Apertura manifestazione.

17.15 Le viti raccontano. Visita guidata nei vigneti sperimentali a cura di ARSIAL.

17.30 Spazio Enoletterario. Maria Carla Cravero e Mario Ubigli, autori di “Analisi sensoriale e degustazione del vino. Descrittori e metafore”, modera Francesco D’Agostino, direttore Cucina & Vini.

18.00 Mi garba il Chianti!! Degustazione guidata dei grandi Chianti delle Tenute Folonari.

18.30 I consumi del vino durante il Covid. Focus sul consumo dell’alcol durante la pandemia.

19.30 Un bicchiere al giorno toglie il medico di torno! Evidenze scientifiche e false convinzioni sul consumo di vino a tavola. Paolo Peira, vicepresidente Assoenologi Lazio-Umbria con la partecipazione dell’AVIS Velletri.

23.00 chiusura manifestazione

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