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Cronaca

TREVISO, AUTO DI LUSSO: STOP AL RICICLAGGIO

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Tempo di lettura < 1 minuto Tale pratica, che consiste nella cancellazione dal P.R.A. di un veicolo con il ritiro delle targhe italiane, consente poi la nuova immatricolazione dello stesso veicolo all'estero

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Redazione

Treviso – La loro attività principale era quella di riciclare autovetture di lusso di provenienza illecita verso Paesi esteri tra cui in particolare la Svizzera, ma anche la Germania, l'Ungheria, l'Estonia ed altri Paesi.

La banda, composta da cittadini italiani residenti in particolare nel nord d'Italia ed in Sicilia, è stata fermata stamattina dalla polizia stradale di Treviso che ha arrestato 6 persone.

L'operazione, denominata "D.J.", è stata condotta con il supporto operativo della questura di Treviso e dei colleghi delle squadre di polizia giudiziaria di Padova, Vicenza, Brescia e Siracusa e di equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Padova.

L'attività d'indagine nasce dalla presentazione nel mese di agosto 2013, presso una nota agenzia di pratiche automobilistiche di Treviso, delle richieste di radiazione per esportazione di due veicoli di alta gamma.

Tale pratica, che consiste nella cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (P.R.A.) di un veicolo con il ritiro delle targhe italiane, consente poi la nuova immatricolazione dello stesso veicolo all'estero con il rilascio da parte dello stato estero di un nuovo libretto di circolazione e nuove targhe, di fatto "ripulendo" il veicolo da ogni vicenda pregressa e da qualunque illecito precedente ad esso relativo.

Il titolare dell'agenzia ha denunciato il fatto presso gli uffici della polizia stradale e da qui sono partite le indagini che hanno portato alla scoperta, grazie anche alla collaborazione con la polizia elvetica, del gruppo criminale. I poliziotti hanno potuto documentare il passaggio finale di numerosi episodi di riciclaggio della banda: sono già stati recuperati per la restituzione ai legittimi proprietari, veicoli riciclati per un valore di oltre un milione di euro.

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Cronaca

Rieti, smaltiscono illecitamente 750 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi: denunciate due persone

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I rifiuti sono costituiti da terre e rocce da scavo prodotte nel corso dei lavori di ampliamento di un tratto della rete di distribuzione del gas metano

gestione illecita di 750 rifiuti: 750 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. due persone denunciate.

A conclusione di attività d’indagine iniziata nel mese di luglio nel Comune di Greccio (RI), i Carabinieri Forestali di Contigliano hanno accertato lo smaltimento illecito di circa

750 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terre e rocce da scavo prodotte nel corso dei lavori di ampliamento di un tratto della rete di distribuzione del gas metano da parte di una Ditta della provincia di Teramo sono stati smaltiti illecitamente.

Questo quanto accertato a conclusione di una attività di indagine, iniziata nel mese di luglio nel Comune di Greccio, portata avanti dai Carabinieri Forestali di Contigliano.

I rifiuti erano stati trasportati presso una cava sita in frazione San Giovanni Reatino del comune di Rieti, gestita da un’Impresa del reatino sprovvista di impianto autorizzato alla gestione di rifiuti.

Denunciati alla competente Autorità Giudiziaria due soggetti, rispettivamente titolare e presidente delle due aziende. Entrambi risponderanno, in concorso, del reato di gestione illecita di rifiuti, rischiando, in caso di condanna, l’arresto fino a un anno e un’ammenda molto severa, consistente nel pagamento di una sanzione pecuniaria che potrà raggiungere 26.000 euro.

Le operazioni di gestione dei rifiuti sono da sempre considerate uno degli anelli deboli della catena del recupero ambientale. È per questa ragione che non scende la soglia di attenzione della specialità dell’Arma deputata al contrasto dei reati ambientali, attraverso la sua capillare e vigile attività di monitoraggio e controllo del territorio.

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Palermo, Open Arms: inizia il processo che vede imputato Matteo Salvini

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Si apre questa mattina nell’aula bunker del carcere palermitano di Pagliarelli l’udienza del processo che vede imputato il leader della Lega Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona per aver impedito alla nave della Ong Open Arms di attraccare con 147 migranti soccorsi in mare. L’udienza, dedicata all’ammissione delle liste testi di accusa e difesa e alle produzioni documentali, si svolge davanti ai giudici della seconda sezione del tribunale.

La Procura ha citato a deporre, tra gli altri, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, l’ex premier Giuseppe Conte e tre componenti dell’allora suo governo, l’ex vice premier Luigi Di Maio, e gli ex ministri ai Trasporti, Danilo Toninelli, e alla Difesa, Elisabetta Trenta.

Alcune parti civili hanno indicato tra i testimoni anche l’attore Richard Gere, che nel 2019 salì a bordo della Open Arms mentre la nave attendeva l’autorizzazione all’attracco. Salvini, che sarà presente all’udienza, nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri a Palermo ha commentato: “Spero che il processo non si trasformi in un festival del cinema. Penso di essere l’unico ministro in Europa che va a processo per aver fatto il proprio dovere” . 

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Falsi farmaci contro il Covid: oscurati 42 siti

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Sono stati 42 i siti, collocati su server esteri, oscurati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute perché venivano pubblicizzati o offerti in vendita vari farmaci anche contro il covid 19. Su 35 dei 42 siti veniva venduta anche l’ivermectina, antiparassitario utilizzato in campo veterinario e per il quale l’Ema, nel marzo 2021, ha raccomandato di non utilizzare il principio attivo per la prevenzione o il trattamento del covid al di fuori degli studi clinici.

Con questa operazione salgono a 283 i siti oscurati dai Nas nel 2021, di cui 244 legati all’emergenza Covid. 

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